Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Posts Tagged ‘idratazione’

Bevete tanto, idratatevi, soprattutto se siete anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

E naturalmente cercate di restare in un ambiente fresco. Il dottor Gerardo Foglia, responsabile della unità Operativa di Pronto Soccorso e Accettazione e Area di Emergenza Cardiovascolare dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como), lancia un appello alla popolazione, perché, come ci dice, «in queste ore di solleone gli accessi al pronto soccorso sono in netto aumento». Il reparto tratta 36mila pazienti all’anno e nei periodi estivi si tratta spesso di anziani disidratati, per i quali non è necessario il ricovero, perché è sufficiente una terapia di idratazione per rimetterli in sesto. Ma la temperatura di queste ore non va presa alla leggera» ammonisce Foglia, parlando soprattutto degli anziani e particolarmente di coloro che vivono da soli: bisogna aumentare il controllo della temperatura degli ambienti, assicurarsi che la persona anziana consumi una quantità di liquidi opportuna (non meno di 2 litri di acqua al giorno a meno di indicazioni diverse del medico di famiglia), e fare in modo che beva acqua o spremute di frutta anche nel caso non li richieda esplicitamente; inoltre è necessario sospendere qualsiasi tipo di attività fisica nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 18) e stare attenti alla comparsa di sintomi come confusione mentale e agitazione, che possono indicare sofferenza dovuta alle elevate temperature, spiega il responsabile del Pronto Soccorso erbese. Quando sopravviene una ’“ondata di calore” -con alte temperature per giorni, anche di notte – «la regolazione della temperatura cutanea attraverso la produzione di sudore può essere poco efficiente, oppure l’assunzione di acqua può essere inadeguata. Molti anziani non avvertono o avvertono poco il senso di sete e, anche quando sudano molto, non bevono abbastanza; di conseguenza, il loro organismo si disidrata e ciò spiega perché si debbano seguire gli accorgimenti che abbiamo segnalato, vestendo leggero, in cotone o lino, esponendosi il meno possibile al sole ed evitando bevande alcoliche (vino, birra, superalcolici), come pure le bevande ghiacciate, gassate e zuccherate. È opportuno preferire la frutta e la verdura e abolire cibi grassi e conditi e bere molta acqua» spiega Foglia, ricordando di non esporre i prodotti farmaceutici ai raggi solari o a fonti di calore. Alcune medicine vanno tenute in frigorifero (mai nel freezer), indicazione che si trova comunque specificata sulla confezione del farmaco.

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Alleanza Nycomed Italia e Terme di Sirmione SpA

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Il centro termale bresciano e l’azienda farmaceutica europea, che commercializza prodotti ospedalieri, specialistici, di primary care e Otc, hanno rinnovato la loro collaborazione per la commercializzazione su tutto il territorio nazionale di Acqua di Sirmione e di Sirmiogel. L’intesa conferma la proficua sinergia avviata nel 1994. Nycomed, attraverso la sua rete commerciale, distribuisce nelle farmacie italiane Acqua di Sirmione indicata per la detersione e l’idratazione della mucosa nasale di adulti e bambini. Acqua di Sirmione è al 100% un’acqua termale, sulfurea salsobromoiodica particolarmente indicata nel trattamento topico dei disturbi catarrali delle alte vie respiratorie: sinusiti, riniti, faringiti e malattie da raffreddamento. Il mercato italiano di questi prodotti vale complessivamente circa 83 milioni di euro e registra una continua crescita. Acqua di Sirmione si è confermata negli anni tra i brand leader di mercato e con tassi di crescita superiori al mercato di riferimento. “Con questo accordo Nycomed presidia con un prodotto unico una tipologia di disturbi in continua crescita, sia per le mutate condizioni atmosferiche sia per l’aumento delle patologie respiratorie”, commenta Pier Vincenzo Colli, amministratore delegato di Nycomed. “Il rinnovo dell’alleanza con Nycomed, che per anni è stata un partner affidabile, è strategico ed orientato alla continua valorizzazione dell’unicità del prodotto” aggiunge Giacomo Gnutti, amministratore delegato delle Terme di Sirmione. “In Nycomed, Terme di Sirmione vede un partner in grado di affiancarla in un percorso di innovazione ed estensione dell’offerta di prodotti termali”.

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Arginare il caldo e l’afa estivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2011

Le alte temperature di questi ultimi giorni sono i segnali inequivocabili di un’estate afosa che è appena iniziata. Prevenire i disagi derivanti dal caldo eccessivo è, quindi, auspicabile soprattutto per i bambini, gli anziani e i malati cronici. Ecco come. E’ consigliabile non uscire né svolgere attività fisica nelle ore più calde della giornata (dalle ore 12 alle ore 17) e cercare di rimanere in ambienti ombreggiati, ventilati o climatizzati. Occorre sempre mantenere un’adeguata idratazione anche se non si avverte la sensazione di sete bevendo molto e frequentemente e privilegiando il consumo di cibi leggeri, poco salati e ricchi di frutta e verdura. E’ preferibile bere acqua, ma non ghiacciata, evitare il consumo di alcolici, bevande gassate e zuccherate e limitare le bevande contenenti caffeina. Anche l’abbigliamento può aiutare nel combattere il caldo. Infatti, è meglio indossare abiti confezionati con fibre naturali e non sintetiche, preferibilmente di colore chiaro. Cappelli e occhiali riparano la testa e gli occhi dalle insolazioni. Nelle ore centrali e più calde è opportuno tenere le finestre e le vetrate chiuse e schermarle con tende, persiane o veneziane. Durante le ore serali e la mattina, invece, è opportuno aprirle per consentire il raffrescamento ed il ricambio di aria nelle stanze. Negli ambienti dotati di sistemi di climatizzazione è necessario mantenere una temperatura fra i 25 e i 27 gradi avendo cura di tenere le finestre chiuse per impedire la dispersione. Eventuali malesseri e disagi devono essere tempestivamente comunicati per impedire conseguenze peggiori. A questo scopo la Società della salute Valdarno Inferiore, in collaborazione con l’Auser volontariato territoriale Pisa onlus e la Pubblica Assistenza comprensorio del cuoio e delle calzature onlus, ha attivato fino al 16 settembre prossimo il servizio di sorveglianza attiva a favore degli anziani in condizioni di fragilità sociale e di parziale autosufficienza. Un telefono amico, contattabile al numero 0571 33.333 (cinque volte 3), tutti i giorni compreso i festivi, dalle ore 8 alle ore 20, è a disposizione della popolazione più fragile nei comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli, San Miniato e Santa Croce sull’Arno.
Le attività del telefono amico saranno: l’attivazione del contatto telefonico per ricevere informazioni, suggerimenti e fare segnalazioni; la sorveglianza sui soggetti fragili mediante telefonate fatte dai volontari in orari concordati con l’anziano ed eventuali sopralluoghi al suo domicilio in caso di mancata risposta; svolgimento di piccole pratiche di utilità quotidiana se lo prevede il progetto personalizzato stilato dai servizi socio-sanitari o se richiesto con urgenza dai volontari del telefono amico; coordinamento e raccordo con il servizio di telesoccorso; raccolta e segnalazione ai servizi sociali delle situazioni di bisogno e delle richieste di aiuto degli anziani; potenziamento degli interventi di sostegno domiciliare con operatori socio-sanitari e socio-assistenziali. Il telefono amico si inquadra nell’ambito del servizio denominato “Estate sicura anziani 2011” che fa parte del progetto “Sorveglianza attiva a favore della popolazione anziana fragile”.

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Arriva l’estate: bere più acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

Per combattere il caldo estivo è importante assumere una maggiore quantità di cibi ricchi di acqua, senza dimenticare di bere comunque più acqua. Da uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale e sugli stili di vita “Grana Padano” (composto da medici, pediatri e dietisti, vedi scheda di seguito), risulta che gli italiani seguono generalmente una dieta ricca di cibi “idratanti”, ma devono in ogni caso essere più attenti all’idratazione, soprattutto nel periodo estivo.
I cibi più “acquosi” sono la frutta, in particolare anguria e melone, la verdura, il latte, i succhi di frutta, lo yogurt, i sorbetti e i gelati, cibi che gli italiani consumano mediamente a sufficienza. L’Osservatorio nutrizionale “Grana Padano” ha svolto uno studio sulla base dei dati riguardanti 7.500 persone, studio da cui emerge che gli italiani introducono, attraverso ciò che mangiano, circa 1200 millilitri di acqua al giorno: a introdurre più alimenti ricchi di acqua sono gli uomini (1263 ml) rispetto alle donne (1061 ml) e gli alimenti più ricchi di acqua sono introdotti maggiormente nel periodo primaverile rispetto all’inverno (1266 ml versus 981 ml).
Secondo gli esperti dell’Osservatorio nutrizionale, gli anziani tendono a bere poco e, soprattutto nei periodi caldi, sono soggetti a malori dovuti proprio alla scarsa idratazione. I passati e le creme di verdura sono sicuramente preziosi per coloro che, in là con gli anni, magari faticano a masticare, mentre per la merenda dei bambini, che non sempre bevono a sufficienza, sì a ghiaccioli e gelati, senza esagerare a causa dello zucchero contenuto in questi prodotti. Per mantenere un’adeguata idratazione in estate meglio quindi più spremute, frullati, centrifugati, frappé, verdura (soprattutto cotta), latte e yogurt, e, naturalmente, più acqua. L’acqua infatti, non ha valore calorico, può essere bevuta indifferentemente frizzante o naturale, ed è un’ottima fonte di sali minerali.

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Mal di schiena addio

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2010

Varese lOspedale di Circolo – Fondazione Macchi. La stenosi lombare, definita anche patologia vertebrale del 21° secolo, è una malattia degenerativa del rachide determinata dal progressivo rilassamento dei tessuti che nel tempo tendono a diventare meno flessibili.  Secondo stime recenti, l’8% della popolazione soffre di stenosi degenerativa lombare, mentre il 15% e il 5% delle persone con mal di schiena che si rivolge rispettivamente a uno specialista o a un medico di medicina generale scopre dopo una visita di essere affetto da questa patologia. Con l’avanzare dell’età, i dischi intervertebrali, la cui funzione è quella di ammortizzare le forze esercitate sui corpi vertebrali, sono le prime strutture a mostrare modificazioni anatomiche. In primo luogo perdono idratazione (e conseguentemente la normale altezza e volume) ed elasticità, diventando progressivamente meno resistenti alle forze di carico. Le strutture ossee si ispessiscono, spesso a causa del maggior carico cui sono sottoposte e gli spazi in cui sono alloggiati il midollo spinale e le radici nervose, diventano angusti, perché strutture legamentose e ossee premono su di essi. Le opzioni terapeutiche possono essere “conservative” (somministrazione di antinfiammatori, riposo a letto, busto ortopedico e opportuna rieducazione) o “chirurgiche”.  Qualora i trattamenti conservativi non diano i risultati sperati è necessario proporre l’opzione chirurgica, il cui scopo è quello di decomprimere le strutture nervose e successivamente stabilizzare la colonna vertebrale del paziente con una strumentazione pesante ed invasiva. Un trattamento di questo tipo non è, però, consigliato a pazienti che, a causa dell’età avanzata, sono poco disposti a sopportare operazioni lunghe e complicate. La chirurgia vertebrale ha avuto negli ultimi anni uno sviluppo straordinario, dovuto ai progressi della tecnologia degli impianti, degli strumenti e della chirurgia mininvasiva.  Oltre all’opzione chirurgica “tradizionale” è possibile oggi fare ricorso a tecniche mininvasive, attuabili per via percutanea, che prevedono l’inserimento di un dispositivo in grado di ripristinare la distanza tra i processi spinosi, dando nuovo spazio alle strutture nervose, senza rimuovere il tessuto. Il dispositivo è impiantato attraverso una piccola incisione della cute in breve tempo e in anestesia locale, con relativo minimo disagio per i pazienti. Grazie alla sua forma e alle strutture anatomiche circostanti, si adatta all’interno dell’area di interesse e determina una immediata risoluzione della sintomatologia.   Presso l’Ospedale di Circolo – Fondazione Macchi di Varese, l’equipe del Professor Paolo Cherubino da quasi 3 anni utilizza questa nuova tecnica ed ha eseguito circa 90 interventi, di cui 30 solo dall’inizio del 2010.   L’intervento viene eseguito attraverso un’incisione minima, al massimo di 1,5 cm, di solito in anestesia locale, sotto controllo fluoroscopico del chirurgo. Questa procedura riduce drasticamente il trauma chirurgico, limitando la perdita ematica e il dolore post operatorio, così come i tempi di ospedalizzazione.

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Testamento biologico

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

Commento di Raffaello Morelli, Presidente della Federazione dei Liberali , alla dichiarazione dei sen. Gasparri e Quagliarello. “Secondo i senatori Gasparri e Quagliarello, capogruppo e vice del Popolo della Libertà, la norma sul testamento biologico approvata lo scorso marzo dal Senato e ora in discussione alla Camera, esprime il libero convincimento dei senatori e non può esser tacciata di clericalismo. La loro è una frase senza senso. Anche i clericali hanno dei liberi convincimenti. Che restano convincimenti clericali. Nel caso, come si dovrebbe definire, se non clericale, una norma che ha denomina  testamento biologico un atto che il cittadino può fare ma di cui, ai sensi dell’art. 4 comma 6 e dell’art.7 comma 1 , il medico può tranquillamente non tener conto ? Una norma che oltretutto all’art.3 comma 5, esclude alimentazione e idratazione dal testamento biologico perché non sarebbero trattamenti medici invasivi, come viceversa ha stabilito la quasi totalità degli scienziati? Mutare alla Camera questa norma è un’esigenza di laicità valida per tutti i cittadini, credenti o non credenti. L’uscita dei sen. Gasparri e Quagliarello è l’ennesimo episodio che deve spingere a imperniare una politica per la civile convivenza sulla difesa diffusa della  laicità delle istituzioni modellata sul principio della separazione tra Stato e Chiesa. C’è un primo passo da fare. Capire che l’avversario della laicità  non sono la religione e le gerarchie religiose, cosa questa non chiarita bene neppure nelle parole del Presidente della Camera.  L’avversario sono i teo-con, vale a dire i politici e i cittadini ordinari, che cercano di soffocare le libere determinazioni di ciascuno, credente o non credente, assoggettandole al conformismo dei modi di vita di qualcuno, fosse anche la maggioranza E che spesso lo fanno neanche per  convincimento ma per  convenienza di potere.”

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Lettera al direttore a proposito del sondino nasogastrico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

Gentile direttore, è la seconda volta (prima Eugenia Roccella in una trasmissione di Ottoemezzo, poi Maurizio Enzo Lupi, Insieme sul due – Rai2) che sento dire agli appassionati del sondino nasograstrico per la nutrizione ed idratazione obbligatoria: “Anche la cintura di sicurezza è un limite alla libertà della persona”. Ora, poiché non credo che queste persone siano, per dirla con un eufemismo, ingenue, devo dedurne che non siano in buona fede. Possibile, infatti, che non vedano le differenze tra l’una e l’altra imposizione? La cintura di sicurezza non è imposta solo per il bene della persona, ma anche e soprattutto per il bene della collettività (familiari da mantenere, cure mediche, ecc); ed il limite alla nostra libertà, è proprio quello di non ledere la libertà altrui. Non mettendo la cintura, passo questo limite. Ma c’è un’altra profonda differenza. La cintura mira ad assicurare alla persona la possibilità di continuare la sua vita normale; il sondino assicura alla persona in stato vegetativo, la permanenza in quello stato. Lo stesso discorso vale per la persona che tenta il suicidio, altro esempio tirato fuori a sproposito dagli amanti del sondino; la persona salvata, infatti, può riprendere a vivere normalmente. La cintura, inoltre,  non viene messa materialmente da altre persone sul guidatore, contro la sua volontà, come una camicia di forza, ma è lui che se la mette, e in fondo, se vuole può anche non metterla, rischiando una sanzione e il pericolo di avere ferite più gravi. L’imposizione del sondino è una violazione della mia libertà, giacché non mi è data nessuna possibilità di rifiutarlo. Nessuna possibilità di scelta. (Renato Pierri)

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