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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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L’emergenza idrica sta interessando il Nord del Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Sino ad ora ha impedito l’avvio dell’irrigazione, di questi giorni, in tutto il territorio in destra del fiume Sesia, in Piemonte.La portata del fiume Sesia, alla sezione di Gattinara, è complessivamente pari a circa 75 “moduli” (1 modulo = 100 litri al secondo) e con questa dotazione si dovrebbe far fronte all’irrigazione tanto della sponda sinistra novarese quanto di quella destra vercellese; per capire la criticità della situazione, basta un dato: per irrigare regolarmente il solo territorio vercellese, i canali dovrebbero avere una portata complessiva pari a 102 moduli di acqua!
Non solo: in base ai criteri di riparto, con l’attuale disponibilità spetterebbero alla sponda vercellese 15 moduli, da cui però dedurre la quota di deflusso minimo vitale che, di fatto, azzerano il prelievo.Pur essendo ancora prematuro parlare di danni alle colture, due elementi paiono oltremodo preoccupanti: non si prevedono precipitazioni consistenti e l’innevamento è minimo, tale da far ritenere che l’usuale aumento delle portate fluviali, dovuto allo scioglimento delle nevi, potrebbe avere quest’anno una durata ed un’entità veramente modeste.Le uniche aree irrigue del territorio della Baraggia Biellese e Vercellese, dove, allo stato attuale, si può avviare il servizio irriguo, sono quelle idricamente dipendenti dagli invasi sui torrenti Ostola, Ravasanella e Ingagna (al 100% delle proprie capacità di accumulo, grazie alle piogge intense dei mesi di Ottobre e Novembre scorsi); tali dotazioni dovrebbero riuscire a garantire sia i consumi potabili che irrigui ed il Deflusso Minimo Vitale.“E’ l’ennesima prova concreta dell’insostituibile funzione degli invasi nel contrasto alle conseguenze dei cambiamenti climatici” chiosa Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).“E’ necessario proseguire la programmazione degli interventi, avviata dal Piano Nazionale Invasi – conclude il Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano – Al proposito, resta urgente la programmazione della fase realizzativa del nuovo bacino sul torrente Sessera, la cui progettazione esecutiva è prossima alla conclusione e che servirà proprio a sopperire alle croniche carenze idriche del fiume Sesia.”

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Italia: emergenza idrica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

VincenziPermane la “grande sete” su ampie zone del Paese, soprattutto al Nord, dove anche il lago Maggiore è sceso sotto la media stagionale, mentre gli altri grandi bacini stanno rapidamente avvicinandosi ai minimi storici. In Emilia Romagna, il Consorzio di bonifica Emilia Centrale ha dovuto sospendere, per la prima volta in 70 anni, la derivazione irrigua dal torrente Enza, in località Cerezzola, per garantire il minimo deflusso vitale in una situazione di portata estremamente ridotta in alveo.“Per capire la gravità della situazione, basta un dato: mediamente, alla vigilia del grande caldo, i bacini dell’Emilia Romagna contenevano complessivamente 16 milioni di metri cubi d’acqua; quest’anno erano poco più di 2… e non siamo ancora a metà della stagione irrigua!”: il commento è di Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), nonché imprenditore agricolo modenese.Anche sulla pianura bolognese del Consorzio di bonifica Renana la pioggia è diminuita mediamente del 30%. Qui, come nelle altre parti d’Italia, è la professionalità e l’esperienza degli operatori consorziali, organizzati anche su turni di 24 ore, a garantire gli apporti idrici possibili per limitare i danni all’agricoltura.Un esempio di assoluto rilievo arriva dalla Toscana, dove la necessaria sospensione delle derivazioni irrigue a causa del basso livello idrico del lago di Massaciuccoli (la prosecuzione dei prelievi avrebbe provocato danni legati sia alla carenza d’acqua che alla probabile ingressione di acqua salata dal mare) avrebbe compromesso oltre 500 ettari di culture (mais, ortaggi…), comportando anche problemi ambientali, legati all’insufficiente ricambio delle acque. Il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord ha immediatamente proposto un’ipotesi alternativa: immettere nella rete irrigua acqua fresca, derivante non più dal lago, ma dal fiume Serchio mediante la riattivazione di un impianto idrovoro, dismesso in comune di Vecchiano. Grazie alla rapida convocazione del tavolo sull’emergenza idrica del lago Massaciuccoli (conosciuto nel mondo come “il lago di Puccini”), da parte della Regione Toscana, è stato possibile in pochi giorni esaminare e condividere la proposta, dando una risposta rapida ed efficace alle esigenze del mondo agricolo e del territorio: l’ente consortile, infatti, provvederà, oltre che alla riattivazione dell’impianto e quindi all’acqua per l’agricoltura, anche al monitoraggio della salinità delle acque lacustri.“E’ questa la capacità operativa e progettuale, la sussidiarietà legata alla vicinanza al territorio di cui andiamo orgogliosi – commenta Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Va anche sottolineata, l’efficacia del metodo concertativo da noi sostenuto e che ha visto tutti gli enti coinvolti impegnarsi per trovare soluzioni, in pochi giorni, ad una delle situazioni di crisi idrica, più gravi degli ultimi decenni in Toscana. Senza il contributo di tutti non sarebbe stato possibile.”

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Crisi idrica in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

acqua mineraleMentre l’attenzione mediatica si concentra sulle prospettive d’utilizzo delle acque del lago di Bracciano nel Lazio, resta l’Emilia Romagna, la regione con la più grave crisi idrica del Paese: l’invaso di Mignano, in provincia di Piacenza, è sceso a 700.000 metri cubi, riserva considerata indispensabile per l’uso idropotabile nell’area e di conseguenza sono stati sospesi i prelievi per l’irrigazione; analogamente succederà entro breve al vicino bacino del Molato, contenente ormai solo circa 250.000 metri cubi d’acqua, pari al 5% della capienza. Duplice è il danno per l’agricoltura: la carenza d’acqua per l’irrigazione non solo ha pregiudicato i raccolti, ma ha condizionato fortemente le semine, impedendo, ad esempio, quelle di mais dolce, pomodori e fagiolini.
Al Nord, il lago di Garda contiene circa il 31% della capienza, mentre scendono rapidamente i livelli anche dei laghi di Como, di Iseo (abbondantemente sotto le medie stagionali) e Maggiore. Nel bresciano, il lago d’Idro può garantire acqua alle campagne ancora per una settimana. In Toscana, l’emergenza idrica, iniziata nel Grossetano, ha raggiunto la parte Nord della regione, coinvolgendo, in primis, il lago di Massaciuccoli, conosciuto nel mondo come “il lago di Giacomo Puccini”, dove continua a scendere il livello dell’acqua (-30 centimetri sotto il livello del mare), tanto da rendere necessaria l’eccezionale sospensione dell’approvvigionamento irriguo per salvaguardare la “salute” del lago ed evitare che l’aggravamento dello sbilancio idrico favorisca l’ingresso di acqua salata. Al CentroSud, gli invasi registrano mediamente un 30% di acqua in meno rispetto allo scorso anno; le regioni più “assetate” risultano la Calabria e la Basilicata. “La situazione nelle regioni centro meridionali – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – è complessivamente meno grave che al Nord grazie alla presenza di invasi a riempimento pluriennale, realizzati nei decenni scorsi grazie alla Cassa del Mezzogiorno. Ciò conferma la necessità del Piano Nazionale degli Invasi, da noi proposto insieme alla Struttura di Missione presso la Presidenza del Consiglio #italiasicura e di cui chiediamo l’inserimento di un primo finanziamento nella prossima Legge di Stabilità. Abbiamo già pronti 218 progetti, i cui cantieri potrebbero essere avviati entro breve, per un importo complessivo di 3 miliardi e 300 milioni da inserire nella più ampia strategia per 2.000 bacini medio-piccoli con un impegno finanziario ventennale pari a 20 miliardi di euro. Di fronte ai cambiamenti climatici, non possiamo lasciare il futuro dei redditi agricoli e del made in Italy agroalimentare alle bizze di Giove Pluvio!”

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Emergenza idrica nel Lazio: Codici annuncia esposto alla Procura di Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

aceaCome tutte le crisi, anche quella idrica del lago di Bracciano ed il conseguente razionamento dell’acqua che coinvolgerà 1,5 milioni di romani a partire dal 28 luglio prossimo, rischia di diventare una mera bagarre politica tra accusatori ed accusati su un sistema, quello idrico, che pare ingestibile.
Rimpallo di responsabilità quindi tra Acea che afferma di aver lanciato l’allarme già in primavera, e che il provvedimento preso dalla Regione di razionare l’acqua sia inutile, in quanto allo stato attuale si prelevano dal lago giornalmente 86 mila metri cubi che determinano un abbassamento di 1,5 millimetri, a fronte di una profondità del lago di 164 metri.
Il Presidente del Parco di Bracciano, Lorenzetti afferma invece che il prelievo da parte di ACEA sul lago a partire dal gennaio 2016 avrebbe portato alla diminuzione del livello di 100 cm, incidendo dunque per il 90%. Ma a parte la siccità che è un fenomeno che esula dalla gestione e responsabilità umana nel breve periodo, non è invece che il livello del lago si sia abbassato notevolmente perché è stata utilizzata l’acqua potabile per l’agricoltura? I Consorzi di bonifica che si devono occupare della vigilanza e manutenzione dei corsi d’acqua sulla rete secondaria, attraverso interventi volti a realizzare e mantenere in efficienza un assetto territoriale idraulicamente sicuro, tutelando la conservazione delle risorse naturali, cosa fanno? Hanno adeguatamente vigilato a tempo debito, in modo da garantire che l’acqua per irrigare fosse sufficiente?
E la Regione, che a sua volta, supervisiona i Consorzi di bonifica, ha provveduto in tal senso? La soluzione avanzata dal Presidente della Regione Zingaretti, non può essere considerata tale, vogliamo considerarla una provocazione.Conferme in merito arrivano anche dal Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, che ritiene incredibile che Roma rischi di rimanere senza acqua con le ottime fonti di cui dispone. Uno dei problemi maggiori che si hanno in Italia infatti è che a parte le dispersioni e gli sprechi, la metà del totale viene utilizzata in agricoltura, dove si usa anche l’acqua potabile, invece che utilizzare l’acqua piovana.
Sicuramente a parte gli interventi sulle tubature e la dispersione della rete idrica che è un colabrodo con dispersioni che arrivano fino al 44%, si renderà pertanto necessario, alla luce dei fenomeni relativi alla siccità che non saranno più emergenze date dalla contingenza, ma fenomeni a cui dovremo prepararci sempre più spesso, rimettere mano al Piano Regolatore degli Acquedotti del Lazio e censire con minuziosità i consumi ed i prelievi.Pertanto Codici annuncia un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per capire le responsabilità di chi è stato negligente nei suoi compiti.Si rendono necessari cambiamenti radicali per la gestione e il consumo della risorsa idrica nel Lazio, non lo svuotamento delle riserve, questo è il presupposto da cui partire, né tanto meno utilizzare l’acqua potabile per irrigare i campi.

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Sicurezza idrica

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 settembre 2014

21 bleu acqua altaLe macro tendenze come l’aumento dell’importanza di salute e benessere evidenziano le questioni sulla sicurezza dell’acqua, e sostengono la forte crescita del mercato globale delle apparecchiature per il trattamento dell’acqua in ambito residenziale e nelle aree commerciali. Anche la rigida applicazione degli standard per il trattamento delle acque e il sostegno normativo alle nuove procedure innovative danno slancio al mercato. Attualmente, le Americhe detengono la maggiore quota di mercato. Sebbene l’Europa rappresenti il mercato più attento all’ambiente e meno attento ai costi per le soluzioni di trattamento dell’acqua, la regione Asia-Pacifico offre possibilità più ampie grazie alla domanda crescente da parte della popolazione della regione, in continuo aumento, e alle preoccupazioni sulla salute pubblica. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “Global Residential and Light Commercial Water Treatment Equipment Market”, rileva che il mercato ha prodotto entrate per 11,03 miliardi di dollari nel 2013 e stima che questa cifra raggiungerà quota 18,80 miliardi di dollari nel 2020. Si prevede che il settore residenziale rappresenterà il 67,4% del mercato totale, alimentato dalle stringenti normative per il trattamento dell’acqua domestica in alcuni paesi attenti all’ambiente come Stati Uniti, Singapore, Regno Unito, Germania, India e Cina. Tuttavia, anche le apparecchiature per il trattamento dell’acqua nell’ambito delle aree commerciali stanno guadagnando terreno, e si prevede che assisteranno ad un tasso di crescita annuale composto dell’8,9%.
“I prodotti premium avranno una migliore diffusione nei mercati dei paesi sviluppati, – afferma Vandhana Ravi, analista di Frost & Sullivan. – La preferenza per i sistemi da tavolo (counter-top) aumenterà nella regione Asia-Pacifico, mentre i sistemi sotto-lavello (under-the-sink) e per trattare l’acqua di tutta la casa (point-of-entry) guadagneranno popolarità nelle Americhe e in Europa”. Tuttavia, le questioni relative al prezzo e la struttura frammentata del mercato, che si trova ad affrontare la dura competizione dell’acqua in bottiglia, creeranno un ambiente molto difficile per gli affari nel breve termine. L’acqua in bottiglia offre maggiori possibilità di personalizzazione, rispondendo all’esigenza del settore di fitness e benessere fisico, ed è commercializzata con l’aggiunta di minerali e ionizzata. Ciononostante, questo segmento perderà gradualmente terreno a causa delle preoccupazioni ambientali relative alle materie plastiche. Con l’aumento della consapevolezza, la preferenza degli utenti finali andrà verso i fornitori che offrono soluzioni olistiche per il trattamento dell’acqua. La riduzione degli intermediari porterà i fornitori più vicino ai clienti, accorciando di conseguenza la catena di valore e permettendo loro di proporsi come fornitori di soluzioni complete, riducendo i costi. “Pertanto, i canali di vendita diretta resteranno il metodo di distribuzione più redditizio, considerando che i progressi tecnologici nelle vendite online stanno prendendo piede nei paesi sviluppati dell’Europa e delle Americhe, e in alcuni paesi della regione Asia-Pacifico, – afferma Ravi. – A questo fine, il mercato sta attraversando una fase di consolidamento, con l’acquisizione dei distributori da parte delle aziende, specialmente nell’ambito dei servizi per spazi commerciali”. Nel frattempo, il business del noleggio continuerà ad alimentare le entrate del mercato, grazie al vantaggio di un servizio di post-vendita affidabile per i clienti e ad entrate mensili ricorrenti per i fornitori delle apparecchiature. Lo studio “Global Residential and Light Commercial Water Treatment Equipment Market” fa parte del programma Environmental Growth Partnership Service. Altri studi di Frost & Sullivan collegati a questo argomento sono: “Global Municipal Solid Waste Management Services Market”, “European Construction and Demolition Recycling Services Market” e “North American Sludge Treatment Equipment Market”. Tutti i servizi di ricerca compresi nel servizio in abbonamento forniscono dettagliate opportunità di mercato e tendenze del settore, valutate in seguito ad esaurienti colloqui con gli operatori del mercato.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre 50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione, macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione e mercati emergenti?

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