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Swisspower Renewables AG acquisisce in Italia altre cinque centrali idroelettriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2019

Swisspower Renewables AG, importante società elvetica nel campo delle energie rinnovabili, ha acquistato altre cinque centrali idroelettriche in Italia portando il suo portfolio a 39 proprietà e diventando uno dei maggiori produttori esteri di energia idroelettrica in Italia.
Con questa operazione Swisspower Renewables AG ha rilevato il 100% delle azioni delle società italiane di energia idroelettrica Tecnowatt e 3Hydro, diventando quindi proprietaria di altre tre centrali idroelettriche nella provincia di Sondrio e due centrali in Basilicata. Complessivamente le centrali acquistate avranno una potenza di circa 12 megawatt (MW) e produrranno circa 32 gigawattora (GWh) di elettricità all’anno.Dopo la recente operazione conclusasi a luglio 2019 in cui la Swisspower Renewables aveva acquisito il 50 percento delle azioni societarie di Energia Ambiente affermando ancora di più la propria presenza nel nostro paese, oggi la produzione annuale di energia elettrica proveniente da fonti idriche prodotta dalla società svizzera raggiungerà circa 242 GWh, a cui si aggiungono altri 400 GWh provenienti da fonti eoliche prodotti dai 26 parchi eolici situati tra Italia e Germania. “Con questa nuova acquisizione, stiamo perseguendo risolutamente la nostra strategia di focalizzazione sull’energia idroelettrica e l’eolico on-shore in Italia e Germania – afferma Felix Meier, CEO di Swisspower Renewables AG -. In futuro prevediamo ulteriori acquisizioni. Allo stesso tempo, la società subentrerà gradualmente nella gestione e nella manutenzione delle proprie centrali idroelettriche in Italia che fino a questo momento erano affidati a fornitori terzi. Gestendo i nostri impianti attraverso la nostra società, possiamo sfruttare le sinergie, approfondire il nostro know-how degli impianti e ridurre i costi operativi”.Con la produzione di energia rinnovabile, Swisspower Renewables contribuisce alla realizzazione del «Master Plan 2050» che in Svizzera ha l’obiettivo di ridurre drasticamente le emissioni di CO2 entro il 2050 permettendo alle municipalizzate svizzere di fornire ai propri clienti solo energia prodotta da fonti rinnovabili e senza emissioni di CO2. Swisspower Renewables sta portando avanti l’espansione all’estero acquisendo centrali di energia rinnovabile che al momento non sono presenti in Svizzera. Al fine di garantire anche in futuro la sicurezza dell’approvvigionamento nel paese, è indispensabile produrre contemporaneamente più energia rinnovabile utilizzando anche le fonti provenienti dalla Germania.Azionisti di Swisspower Renewables AG:Services Industriels de Genève • Eniwa AG • Stadtwerk Winterthur • StWZ Energie AG • ewb Natur Energie AG • Energie Thun AG • Regionalwerke Holding AG Baden • Technische Betriebe Weinfelden AG • SH POWER • SWL Energie AG • Technische Betriebe Kreuzlingen • UBS Clean Energy Infrastructure Switzerland 2

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Mini Idro, massima efficienza nella protezione delle mini centrali idroelettriche

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2016

barrieraMassima efficienza nel trattenere materiali galleggianti di grandi dimensioni, come tronchi e bancali; capacità di impedire il passaggio di volumi considerevoli; ampio soddisfacimento delle richieste operative.Queste alcune delle valutazioni che emergono dalla relazione ufficiale dell’Università di Pavia sulle barriere galleggianti “Mini Idro” realizzate da Airbank, azienda leader per il settore antinquinamento, insieme a Frendy Energy SpA, azienda specializzata nel progetto, sviluppo e realizzazione di piccole centrali idroelettriche, proprio con la collaborazione dell’Università di Pavia, Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura – sez. Idraulica.Il progetto nasce dell’esigenza di evitare che il lavoro delle mini centrali idroelettriche, che forniscono energia pulita e integrabile alle condutture idriche cittadine, sia messo in difficoltà da detriti di notevoli dimensioni come tronchi, pallet e plastiche, che rischiano di arrivare alla turbina, impedendo anche operazioni di manutenzione e riassetti della stessa.
Le barriere Mini Idro rappresentano dunque un’innovazione, essendo in grado di impedire proprio ai grandi detriti di arrivare alla turbina, azzerando i fermi impianto che provocano perdite di denaro e danni all’ambiente a causa della mancata efficienza.
Le attività sperimentali condotte dall’Università di Pavia hanno valutato sia l’efficienza di ritenzione del materiale galleggiante in diverse condizioni idrauliche, sia l’effetto che una barriera per la ritenuta dei detriti galleggianti può avere sul rigurgito idraulico in un canale.Dalla sperimentazione è risultato “evidente che il dispositivo soddisfi ampiamente le richieste operative”, scrive l’ingegner Stefano Sibilla nella relazione ufficiale. In particolare, “in termini di ritenuta di detriti galleggianti, l’apparecchiatura presenta in genere efficienze elevate” e complessivamente “la barriera può essere definita uno strumento efficace nel trattenere il materiale galleggiante più leggero, senza modificare le condizioni della corrente in maniera significativa”. Dalla sperimentazione emerge infine che la disposizione della barriera nel canale che presenta le migliori caratteristiche dal punto di vista idraulico è quella con barriera inclinata, sia per il minore incremento di tirante indotto a monte, sia perché permette la formazione di una zona laterale di raccolta del materiale, che risulta più efficiente dal punto di vista della capacità di ritenuta dei rami di legno con densità di poco inferiori a quella dell’acqua. La barriera Mini Idro di Airbank è dotata di tiranti in acciaio per aumentare la resistenza alla corrente, di maniglie per agevolare il posizionamento, di strisce catarifrangenti ad alta visibilità per segnalare la presenza della barriera. Inoltre, è presente un telo sotto il pelo dell’acqua per migliorarne l’efficienza di contenimento nonché di galleggianti inaffondabili per garantire massima durata in qualsiasi condizione. Infine, il progetto prevede che le barriere siano completamente personalizzabili in lunghezza e altezza per adattarsi ad ogni singola situazione di installazione. (foto: barriera)

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Lombardia: moratoria per le derivazioni idroelettriche

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2016

regione lombardiaMilano Consiglio regionale. Passo avanti verso lo stop allo sfruttamento dei nostri corsi d’acqua del consiglio regionale grazie all’approvazione all’unanimità di una mozione del M5S Lombardia che chiede la moratoria per le derivazioni idroelettriche.
La mozione, a prima firma del consigliere regionale Giampietro Maccabiani, impegna, la Giunta regionale a “valutare una moratoria di tutte le nuove concessioni di piccole derivazioni idroelettriche su tutto il territorio lombardo, almeno fino a quando non saranno elaborati il bilancio idrologico regionale da parte di ARPA e il Programma di tutela e uso delle acque”.
Per Maccabiani: “Nei prossimi anni avremo a che fare con un importante aumento dei periodi di siccità e la Regione stessa ne è consapevole. In Lombardia la crescita esponenziale delle derivazioni idroelettriche, soprattutto le piccole e medie, sta uccidendo i fiumi con ripercussioni sull’ambiente, più inquinamento e peggioramento della qualità delle acque. Tra i casi più gravi quello del fiume Serio in provincia di Bergamo con almeno 30 derivazioni, del fiume Oglio a Brescia con 57 e, a Pavia, del fiume Avagnone con una centrale che interferisce in una zona di ripopolamento. Lo sfruttamento indiscriminato dei nostri corsi d’acqua deve essere fermato. Prima di dare il via libera a nuove concessioni di derivazioni idroelettriche è indispensabile un bilancio idrologico regionale che ci dica realmente la situazione idrica della nostra regione. Fino a quel momento lo stop alle concessioni è un’opzione non rimandabile per non impattare ulteriormente sui corsi d’acqua già iper sfruttati”.

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Giro di vite sulle centrali idroelettriche, chiesta moratoria alle concessioni di derivazione idroelettrica

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

regione lombardia“Valutare una moratoria di tutte le nuove concessioni di derivazione su tutto il territorio lombardo, almeno fino a quando non saranno elaborati il bilancio idrologico regionale da parte di ARPA e il Programma di tutela e uso delle acque”, è questa la richiesta del M5S Lombardia che ha presentato una mozione che sarà discussa nel prossimo consiglio regionale di martedì 6 settembre.
Per il consigliere regionale Giampietro Maccabiani: “La situazione delle derivazioni idroelettriche è fuori controllo: sul Serio ce ne sono almeno 30 e hanno gravi problemi al deflusso vitale del fiume, la Provincia di Brescia dichiara 67 derivazioni nel fiume Oglio in istruttoria e, dal 2004 al 2013 ben 15 nuovi impianti. Sono solo due esempi, che denunciano, come la risorsa acqua in Lombardia sia sfruttata oltre ogni limite, a scapito degli ecosistemi fluviali, dell’ambiente, della biodiversità nonché sulla fruizione turistica dei luoghi montani. Troppo spesso gli ambiti territoriali in cui insistono i progetti di impianti idroelettrici presentano particolari valenze naturalistiche, ambientali e faunistiche. La Valle d’Aosta ha bloccato il rilascio di nuove concessioni di derivazione, la Comunità europea auspica che tale approccio cautelativo possa essere seguito da altre Regione. Anche la Lombardia si dia una mossa in questo senso”. (Stefano Bolognini)

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