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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘idrogeno’

Filiera italiana dell’idrogeno

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2021

E’ in rapido sviluppo e, se supportata adeguatamente, può avere un impatto decisivo sia per la transizione energetica che per la competitività economica del Paese. Questo il messaggio chiave che H2IT – Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile, ha voluto inviare alle istituzioni in occasione dell’audizione della Commissione Attività Produttive, commercio, turismo della Camera dei Deputati in merito alla proposta sul “Piano nazionale di ripresa e resilienza” (PNRR).Per la seconda volta dopo l’intervento dello scorso 2 febbraio, l’Associazione – che ha recentemente tagliato il traguardo dei 70 soci, quasi triplicati dal 2019 a oggi – è stata chiamata a intervenire in Parlamento su un tema di importanza strategica per l’economia nazionale. Durante l’audizione, il Presidente di H2IT, Alberto Dossi, ha sottolineato il cambiamento di prospettiva che l’Unione Europea ha impresso negli ultimi anni sul fronte della decarbonizzazione e della transizione ecologica e le grandi opportunità che ne derivano. In questa cornice l’idrogeno rappresenta il vettore chiave per raggiungere gli obiettivi posti; una strada già tracciata, che l’Italia deve avere il coraggio di perseguire. Infatti, il settore idrogeno è complesso e necessita di un piano strategico chiaro, di ampio respiro e che non subisca battute d’arresto o inversioni di marcia, ma che proceda gradualmente con azioni sul breve, medio e lungo periodo, soprattutto per quanto riguarda il ruolo futuro dell’idrogeno verde. Non farlo causerebbe rischiosi rallentamenti o deviazioni che potrebbero escludere l’Italia dalle principali iniziative europee e internazionali.Ci sono comunque segnali positivi, che arrivano proprio dal PNRR. Gli investimenti previsti al suo interno mirano ad avviare la graduale decarbonizzazione dell’industria pesante, a sviluppare una rete di stazioni di rifornimento sui corridoi strategici, a supportare lo sviluppo di hydrogen valleys, ad incentivare la produzione di idrogeno verde e a potenziare la ricerca. Come ricordato da Dossi, l’Italia è inoltre impegnata nella partecipazione ai grandi progetti di comune interesse europeo sull’idrogeno che porteranno una spinta all’innovazione e alla costruzione di una filiera industriale strategica europea.Il percorso però, come ribadito nel suo intervento dal Vicepresidente di H2IT Luigi Crema, deve essere caratterizzato da azioni strategiche. Riprendendo i concetti emersi dal report “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”, presentato da H2IT a inizio anno, Crema ha evidenziato gli elementi fondamentali su cui il Paese deve concentrarsi. Occorre accelerare la transizione verso l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili; supportare progetti nazionali di grande scala, che sfruttino le competenze delle aziende italiane per competere poi a livello internazionale; costruire una rete infrastrutturale per la logistica e il trasporto dell’idrogeno, con un occhio di riguardo alle tematiche della distribuzione e dello stoccaggio; sviluppare infrastrutture per la mobilità a idrogeno, oggi quasi inesistenti (come le stazioni di servizio); incentivare la ricerca e lo sviluppo per generare ricavi e nuovi posti di lavoro. Le barriere che ostacolano la crescita della filiera non devono demotivare ma stimolare il sistema Paese ad adottare un approccio strategico per non perdere il treno dell’evoluzione energetica e tecnologica. Oltre al dialogo con la politica, H2IT proseguirà il proprio impegno continuando con i tavoli di lavoro specifici e tecnici per analizzare gli ostacoli allo sviluppo del settore e supportando con iniziative mirate le PMI e le start-up in questa fase di apertura del mercato.

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LGIM lancia il primo ETF puro in Europa sull’economia dell’idrogeno

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Londra. L’ETF rafforzerà e integrerà l’attuale gamma di ETF tematici sostenibili di LGIM, dove rientrano l’L&G Clean Energy UCITS ETF e l’L&G Battery Value-Chain UCITS ETF. In un momento nel quale la politica e l’economia iniziano ad allinearsi verso un mondo basato sull’energia sostenibile, LGIM lancia questa strategia con l’obiettivo di fornire agli investitori uno strumento di precisione per aggiungere, ai loro investimenti nell’energia pulita, anche un’esposizione alla catena del valore dell’economia dell’idrogeno. Il nuovo ETF può essere utilizzato insieme ai fondi citati per consentire agli investitori di aumentare l’esposizione all’economia dell’idrogeno pulito congiuntamente ai loro investimenti nella produzione di energia pulita e nello stoccaggio di energia.Attraverso una strategia di investimento dinamica e progettata attivamente da LGIM, basata sul database proprietario di GlobalData comprendente società che operano nel settore dell’idrogeno, l’ETF punta a ottenere un’esposizione all’intera catena del valore dell’idrogeno. Ciò significa aziende con una capitalizzazione di mercato minima di 200 milioni di dollari americani, inclusi produttori di elettrolizzatori, produttori di idrogeno, produttori di celle a combustibile, provider di soluzioni di mobilità specializzati, fornitori di componenti di celle a combustibile, società industriali e utility fondamentali e altri player nella catena di fornitura.La spinta globale alla riduzione delle emissioni di carbonio sta prendendo sempre più piede, e per il settore dell’idrogeno in Europa i policymaker stanno incoraggiando le industrie a passare all’idrogeno “verde” prodotto senza combustibili fossili, che potrebbe portare all’eliminazione fino a 830 milioni di tonnellate di emissioni globali di CO2 secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE). Il lancio dell’ETF va incontro alla crescente domanda da parte dei clienti e dei potenziali investitori, e punta a cogliere le opportunità create dalla combinazione di politiche a basse emissioni di carbonio da parte dei governi, progressi tecnologici e componenti più economici, che sta agevolando la crescita dell’economia dell’idrogeno: questa entro il 2050 dovrebbe portare a ricavi per 2,5 trilioni di dollari americani e a un potenziale infrastrutturale del valore di11 trilioni.
Commentando il lancio, Howie Li, Head of ETFs di LGIM, ha affermato: “L’accesso all’idrogeno pulito sarà fondamentale per ridurre le emissioni nei settori dove è più complesso farlo e dove l’elettrificazione da sola non è sufficiente. Gli impegni presi per l’economia dell’idrogeno da governi e imprese di tutto il mondo stanno creando opportunità di investimento a lungo termine, con fattori di spinta a breve termine. Riteniamo che questo fondo offra agli investitori un accesso d’avanguardia a questo settore in rapida evoluzione e consenta loro di controllare la quantità dell’esposizione all’idrogeno in portafoglio insieme ai nostri ETF sull’energia pulita e sulle batterie. L’ETF sull’idrogeno si aggiungerà a questi altri due fondi, completando così un’offerta che permetterà agli investitori di cogliere le potenzialità di crescita che si trovano nella generazione di energia pulita e nello stoccaggio di energia.” La strategia è quotata in Borsa Italiana, sulla Borsa di Londra, sulla Deutsche Boerse, sul Six Swiss Exchange e sul NYSE Euronext, ed è disponibile per gli intermediari e gli investitori retail del Regno Unito e dell’Europa.Il fondo si aggiunge all’attuale gamma tematica di LGIM, portandola a dieci fondi specializzati, che coprono una serie di temi legati alle disruptive technologies, come l’L&G Cyber Security UCITS ETF, con un AUM da 2,57 miliardi di dollari, l’L&G Battery Value-Chain UCITS ETF, con masse gestite totali di 650 milioni di dollari, e l’L&G ROBO Global Robotics and Automation UCITS ETF, con AUM da 1,44 miliardi di dollari.Il team punta a consolidare le recenti performance positive dell’intera gamma, nella quale tutte le strategie ETF tematiche di LGIM hanno sovraperformato nel 2020 l’indice MSCI World di almeno il 35%.

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Report H2IT: l’idrogeno è la soluzione per la decarbonizzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile ha presentato oggi il report “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia” in occasione dell’evento digitale Idrogeno: il futuro dell’energia è oggi. Uno studio dettagliato, che ha coinvolto l’intera filiera e portato all’elaborazione di 7 priorità per una Strategia Nazionale dell’Idrogeno. Dall’industria ai trasporti, dalla produzione di energia e calore all’uso in ambito residenziale: tanti i settori che verrebbero trasformati dall’idrogeno, un comparto che potrebbe creare entro il 2050 in Europa un giro d’affari di 820 miliardi di euro l’anno e circa 5,4 milioni di nuovi posti di lavoro.All’evento hanno partecipato Alberto Dossi, Presidente di H2IT, Luigi Crema, Vicepresidente di H2IT, la Prof.ssa Filomena Maggino, Consigliere del Presidente del Consiglio e Presidente della Cabina di regia Benessere Italia, e gli onorevoli Vanessa Cattoi (Lega) e Andrea Vallascas (M5S). Al messaggio di H2IT ha anche risposto il Stefano Buffagni, Vice Ministro allo Sviluppo Economico, con una lettera al Presidente Alberto Dossi.
“L’Italia ha il potenziale per posizionarsi strategicamente in tutti i settori di riferimento della filiera idrogeno: produzione, logistica e trasporto, industria, mobilità, residenziale. – ha dichiarato Alberto Dossi, Presidente di H2IT – Abbiamo grandi operatori e aziende determinanti nell’apertura del mercato, PMI e start-up innovative, centri di ricerca di rilevanza internazionale. Con questo report, realizzato coinvolgendo ben 67 organizzazioni attive nel settore, abbiamo voluto dare il nostro contributo allo sviluppo di un mercato che diventerà sempre più centrale nell’economia nazionale ed europea. Per vincere la sfida della decarbonizzazione è giunto il momento di elaborare una Strategia Nazionale dell’Idrogeno che realizzi un ampio piano di investimenti e riforme. H2IT, in quanto voce unica nel panorama italiano, è pronta a lavorare insieme alle istituzioni mettendo a disposizione tutte le competenze necessarie per favorire il processo decisionale.”

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Realizzazione di un impianto per la produzione di idrogeno in Sardegna

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2021

CRS4, Centro di Ricerca del Parco tecnologico della Sardegna, e Italgas, società leader nella distribuzione del gas naturale in Italia e terza in Europa, hanno siglato un protocollo di intesa finalizzato allo studio e alla realizzazione sull’isola di un impianto «Power To Gas» in grado di utilizzare energia elettrica da fonte rinnovabile per produrre combustibili rinnovabili come idrogeno verde e metano sintetico.Più nello specifico, il progetto consiste nella realizzazione di un impianto di produzione di gas rinnovabile da localizzare sull’isola e collegato alle nuove reti di distribuzione “native digitali” di Italgas. L’impianto sarà composto da un parco di autoproduzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, un elettrolizzatore in grado di produrre ossigeno e idrogeno partendo dall’acqua e una sezione di metanazione per la trasformazione dell’idrogeno in gas naturale sintetico. Lo scopo del progetto sarà di testare la produzione di gas da fonte rinnovabile e il suo potenziale utilizzo per fornire idrogeno alle utenze industriali dell’isola e idrogeno e metano sintetico alle utenze domestiche, miscelandolo al gas naturale secondo determinate specifiche. L’impianto sarà inoltre in grado di utilizzare l’energia rinnovabile in eccesso che, anziché dissipata, sarà impiegata per produrre gas da immagazzinare all’interno dell’impianto.Nella prima fase del progetto il CRS4 ha condotto, insieme con il Politecnico di Torino, un’analisi del territorio e della tipologia delle realtà produttive regionali ideali per definire gli scenari per la realizzazione dell’impianto pilota; successivamente, sarà coinvolto nella fase di dimensionamento dell’infrastruttura e nella sua ingegnerizzazione, nonché durante il funzionamento dello stesso per le misurazioni che serviranno a valutare il processo di produzione in termini energetici, tecnici e ambientali.

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Nuovi modelli di business per il trasporto ferroviario ad idrogeno

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

FS Italiane e Snam hanno sottoscritto un Memorandum of Understanding per valutare la fattibilità tecnico-economica e nuovi modelli di business legati allo sviluppo e la diffusione dei trasporti ferroviari a idrogeno in Italia.L’accordo, firmato dagli amministratori delegati del Gruppo FS Italiane, Gianfranco Battisti, e di Snam, Marco Alverà, prevede la realizzazione di analisi e studi di fattibilità e lo sviluppo di progetti congiunti su linee ferroviarie convertibili all’idrogeno sul territorio nazionale.In particolare, FS Italiane e Snam costituiranno un gruppo di lavoro con l’obiettivo di valutare possibili progetti pilota che prevedano la sostituzione dei combustibili fossili con idrogeno.Le aziende sperimenteranno soluzioni tecnologiche innovative legate alla produzione, al trasporto, alla compressione, allo stoccaggio, alla fornitura e all’utilizzo dell’idrogeno per contribuire allo sviluppo della mobilità sostenibile, anche partecipando insieme a iniziative congiunte oggetto di potenziale finanziamento o gara d’appalto pubblica.

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Le forme dell’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

Legami idrogenoUn nuovo studio numerico, risultato di una collaborazione tra la Sapienza Università di Roma e la Princeton University, ha dimostrato per la prima volta l’esistenza di due diverse forme di acqua, ovvero di due distinte fasi liquide che a bassissime temperature si separano, galleggiando l’una sull’altra. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Science, apre nuove strade alla comprensione dei misteri legati al liquido della vita. Ogni liquido assume la forma del contenitore che lo accoglie. Sappiamo che è così perché riusciamo a osservarlo direttamente con i nostri occhi. Eppure questa affermazione vale solo a livello macroscopico. A livello molecolare infatti ogni liquido ha una forma propria determinata dalla posizione spaziale in cui si dispongono le molecole che lo compongono. L’acqua, il liquido della vita, potrebbe invece essere differente e avere, non una, ma bensì due forme molecolari diverse: una forma in cui localmente ogni molecola è circondata da quattro altre molecole disposte con una geometria tetraedrica (ordinata) e con le quali forma dei legami particolarmente intensi (i legami idrogeno), e una in cui la struttura tetraedrica invece è significativamente distorta, ovvero una configurazione più disordinata, in cui alcune molecole formano solo tre o cinque legami idrogeno.La competizione tra queste due strutture spiegherebbe le anomalie dell’elemento più prezioso e abbondante della Terra: l’acqua infatti ha un comportamento che differisce da quello di tutti gli altri liquidi esistenti in natura. Per esempio come solido ha una densità inferiore che come liquido (si spiega così il galleggiamento del ghiaccio), ha un calore specifico molto alto (è in assoluto il liquido che impiega più tempo per riscaldarsi), ha una tensione superficiale elevata (le gocce d’acqua rimangono integre su molte superfici, come sulle foglie delle piante, e non si espandono come gli altri liquidi).Nonostante i molteplici lavori, teorici e sperimentali condotti negli ultimi venti anni, non sono state prodotte prove definitive del ruolo giocato da queste due strutture all’interno dell’acqua. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science fornisce una prova inequivocabile, basata sui più accurati modelli oggi disponibili, che l’unicità dell’acqua dipenda proprio dalla non univocità della sua forma. Il lavoro, frutto della collaborazione scientifica fra Francesco Sciortino del Dipartimento di Fisica della Sapienza di Roma e il team di Pablo Debenedetti della Princeton University (USA), ha dimostrato per la prima volta che a temperature bassissime la “competizione” tra le due strutture genera due fasi liquide ben distinte, con diversa densità e che il passaggio tra le due “acque” costituisce una vera e propria transizione di fase, esattamente come avviene, ad esempio, da una fase solida a una gassosa. In particolare, i ricercatori hanno visto che al di sotto della temperatura di circa -180 gradi Kelvin, l’equivalente di -90 gradi Celsius, dove l’acqua è metastabile rispetto al ghiaccio, la densità del liquido comincia a oscillare fra due valori: liquido a bassa densità e liquido ad alta densità. “Come il ghiaccio che galleggia sull’acqua – spiega Francesco Sciortino – sotto i 180 gradi Kelvin, l’acqua di bassa densità galleggia sopra l’acqua di alta densità. Abbiamo dimostrato, con modelli alquanto accurati, un punto critico per la transizione liquido-liquido: la prova teorica che serviva per convincere la comunità scientifica che è possibile avere un sistema puro (una sola componente) con più di una fase liquida”.
Per raggiungere questi risultati sono state necessarie simulazioni estremamente lunghe di sistemi particolarmente grandi, un vero tour-de-force numerico che ha richiesto una enorme quantità di risorse di calcolo, sia a Roma che a Princeton. Gli autori infatti hanno risolto le equazioni del moto che descrivono l’evoluzione del liquido per ben 100 miliardi di volte di seguito coprendo così un intervallo temporale di circa 100 microsecondi, per osservare la transizione tra i due liquidi che avviene sulla scala di decine di microsecondi, prima che l’acqua cristallizzi. “Grazie a questo lavoro – conclude Sciortino – disponiamo di un modello e di dati numerici accurati che ci consentiranno in futuro di osservare la struttura molecolare su scala subnanometrica, per dimostrare sperimentalmente questa transizione di fase e per scartare scenari termodinamici rivelatisi inadeguati a coglierne l’esistenza”. (foto: Legami idrogeno copyright uniroma)

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Strategia europea per l’idrogeno per raggiungere la neutralità climatica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Il Comitato europeo delle regioni ha adottato il parere Verso una tabella di marcia per l’idrogeno pulito – Il contributo degli enti locali e regionali a un’Europa climaticamente neutra . La relatrice è Birgit Honé (DE/PSE), ministra degli Affari federali ed europei e dello sviluppo regionale del Land Bassa Sassonia. Il parere presenta un’ampia gamma di misure legislative e non legislative specifiche per lo sviluppo di un’economia dell’idrogeno verde come elemento essenziale della decarbonizzazione, in particolare nell’industria e in alcuni settori dei trasporti. L’idrogeno rappresenta attualmente meno dell’1 % del consumo energetico dell’Europa e per la maggior parte non viene prodotto da fonti energetiche rinnovabili.Il Green Deal europeo deve essere un elemento chiave della ripresa europea post Covid-19, e l’idrogeno verde è una fonte energetica prioritaria per conseguire la neutralità climatica. Questo è il messaggio principale emerso dal dibattito sul parere sull’idrogeno pulito, condotto da Birgit Honé (DE/PSE) , ministra degli Affari federali ed europei e dello sviluppo regionale del Land Bassa Sassonia.Nell’ambito della nuova strategia industriale per l’Europa , il CdR esorta la Commissione a promuovere mercati di riferimento per le tecnologie e i sistemi dell’idrogeno verde, in particolare nei settori dell’acciaio, del cemento e della chimica, dove l’idrogeno verde è un’opzione fondamentale per la decarbonizzazione.Il CdR esorta vivamente la Commissione europea a sostenere lo sviluppo e l’attuazione di strategie e programmi regionali per le catene del valore e i poli dell’idrogeno verde, compresa una tabella di marcia integrata di misure legislative e non legislative volte a creare un mercato unico dell’UE per l’idrogeno verde, e obiettivi ambiziosi per stimolare la capacità di produzione. Il parere sottolinea il ruolo delle città e delle regioni come elementi propulsivi della ricerca e degli investimenti in questa tecnologia e invita a sostenere i progetti a favore dell’idrogeno a livello regionale.L’Assemblea delle città e delle regioni dell’UE invita la Commissione europea a creare un quadro giuridico per importanti progetti di comune interesse europeo nel campo dell’idrogeno verde e chiede agli Stati membri di utilizzare tale quadro per progetti di dimostrazione su vasta scala.I leader locali e regionali sostengono una revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia che allinei tale tassazione agli obiettivi del Green Deal europeo, e invitano gli Stati membri a ridurre la pressione fiscale sull’elettricità a basse emissioni di carbonio.Il CdR chiede di migliorare la dotazione finanziaria del programma che succederà all’impresa comune Celle a combustibile e idrogeno , in modo che possa sostenere un maggior numero di progetti dimostrativi e la cooperazione con il partenariato Valli europee dell’idrogeno , un’associazione europea dedicata, che comprende oltre 30 regioni di 13 paesi europei (fra cui Piemonte, Emilia-Romagna, Umbria e la Provincia autonoma di Bolzano).A margine dell’adozione del parere si è svolto un dibattito ad alto livello sul Green Deal europeo, la strategia di crescita dell’UE volta a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Il 15 giugno il CdR ha lanciato il gruppo di lavoro Il Green Deal a livello locale . Composto da 13 rappresentanti eletti a livello locale e regionale , ha l’obiettivo di trasformare il Green Deal in progetti concreti e finanziamenti diretti alle città e alle regioni per attuare sul campo la transizione sostenibile.

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L’Unione europea finanzia la formazione sulle tecnologie dell’idrogeno

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

energiaKnowHy, Improving the Knowledge in Hydrogen and Fuel Cell Technology for Technicians and Workers, è un progetto di 3 anni, cofinanziato dalla Commissione europea nell’ambito dell’Iniziativa Tecnologica Comune sulle Celle a Combustibile e l’Idrogeno. Lo scopo è mettere a disposizione del maggior numero possibile di tecnici un’offerta formativa sostenibile e ripetibile con moduli specifici e attività pratiche per facilitare la diffusione della tecnologia collegata all’idrogeno. Infatti, nonostante a breve si presentino nuove opportunità di lavoro per tecnici e lavoratori nelle applicazioni di celle a combustibile e idrogeno, mancano attualmente opportunità formative adeguate alle esigenze delle aziende. KnowHy intende superare questo divario offrendo un programma di corsi basato su un modulo comune e cinque diverse specializzazioni. I corsi, supportati attraverso una apposita piattaforma elettronica, sono disponibili in diversi Paesi dell’Unione.Fanno parte del consorzio che realizza l’attività formativa alcune delle più prestigiose organizzazioni specializzate nel settore: Delft University of Technology (Coordinatore), Fundación Hidrógeno Aragón, Fundación San Valero, Technische Universität München, Environment Park, Campus Francorchamps, University of Birmingham, Técnico Lisboa, Vertigo Games, PNO Consultants, Kiwa, McPhy. L’Italia è presente con la FAST – Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche.
Tali operatori promuovono il progetto tra le associazioni professionali in Europa allo scopo di coinvolgere tutte le persone interessate in un programma con le seguenti caratteristiche:
1. Corsi specifici, focalizzati sulle applicazioni che stanno per entrare nel mercato;
2. Piattaforma e-learning multilingue disponibile in diversi Paesi;
3. Attività pratiche, Serious Games e Tutoring complementari alle lezioni;
4. Corsi a basso costo;
5. Offerta formativa facilmente adattabile ad altre lingue o nuove applicazioni, riproducibile e modulabile;
6. Offerta formativa auto-sostenibile per continuare l’attività oltre la fine del progetto.

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Toscana: auto all’idrogeno

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

“Mi auguro che nel 2012 fra le auto di servizio della Regione Toscana per i trasporti in città possa trovare posto almeno una vettura alimentata a idrogeno e che l’esempio sia imitato anche da altre amministrazioni pubbliche”. Stella Targetti, vicepresidente di Regione Toscana con delega alla ricerca, coglie l’occasione di un convegno (“Progetto H2 filiera Idrogeno“), per “esprimere grande soddisfazione davanti all’alto livello della ricerca toscana” sottolineandone “le interessanti ricadute in termini di trasferimento tecnologico, di livelli occupazionali, di contributo effettivo all’economia”.
Il convegno, organizzato da Regione e Università di Pisa, ha presentato i risultati di una ricerca che la stessa Regione, attraverso un finanziamento CIPE di circa 5 milioni di euro, aveva affidato tre anni fa all’ateneo pisano (Facoltà di Ingegneria) e che è stata poi svolta anche in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna.
Sulla base dell’equazione “sostenibilità ambientale = sviluppo”, la ricerca è stata finalizzata a una mobilità pulita e sostenibile incentrata sull’uso dell’idrogeno come vettore energetico. In particolare il progetto si è prefisso di sviluppare il settore delle tecnologie di produzione, distribuzione, stoccaggio dell’idrogeno per la propulsione in veicoli: questo attraverso motori endotermici a idrogeno o con veicoli, sempre a idrogeno, dotati di celle a combustibile.

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Idrogeno ed energie rinnovabili

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2011

The Italian politician Nichi Vendola at the Na...

Image via Wikipedia

Bari, 31 gennaio 2011 alle ore 11:00, nella Sala delle Videoconferenze del Politecnico di Bari (Via Amendola, 126/b), in un’apposita conferenza stampa a cui parteciperanno il Rettore del Politecnico di Bari, Nicola Costantino, il Presidente della Fondazione H2U – the Hydrogen University, Nicola Conenna e il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.al Politecnico di Bari, alla presenza del Presidente della Regione Puglia, on. Nichi Vendola ci sarà la firma degli accordi nei settori inerenti l’impiego di idrogeno derivante da fonti di energia rinnovabili e dell’efficienza energetica. Costituiranno gli elementi portanti di un accordo scientifico triennale, rinnovabile, che il Politecnico di Bari e la Fondazione H2U – the Hydrogen University,
Il protocollo di intesa determinerà da subito l’avvio di una sperimentazione, già in fase avanzata di progettazione, relativa all’uso di  motori a combustione interna alimentati con una miscela di metano ed idrogeno (idrometano). Le prove sperimentali coinvolgeranno da subito alcune aziende pugliesi interessate ad investire su queste tematiche e presso le quali si svolgeranno le prove sui motori alimentati ad idrometano. L’impegno coinvolgerà anche gli studenti del Politecnico a cominciare con lo svolgimento di una  tesi di laurea su motori a combustione interna alimentati con idrometano. L’impiego dell’idrometano è un tema di particolare attualità, anche alla luce delle politiche di riduzione delle emissioni climalteranti in atmosfera. Nel febbraio prossimo è infatti prevista l’entrata in vigore del Regolamento Europeo sull’immatricolazione di veicoli alimentati ad idrogeno e miscele metano idrogeno, inoltre alla fine del 2011 scadrà il primo Protocollo di Kyoto che sarà ridiscusso e nuovamente approvato nella Conferenza ONU di Durban (Sudafrica).
Per l’occasione saranno esposte autovetture modificate per essere alimentate ad Idrogeno ed Idrometano.

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L’idrogeno nel futuro delle rinnovabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Milano Centro Congressi Stella Polare della Fiera Milano il 17 e 18 settembre, 12° Congresso Domotecnica. Nel settore abbiamo la Giacomini S.p.A., azienda di San Maurizio d’Opaglio (No) leader mondiale nella produzione di soluzioni per la climatizzazione orientate al benessere sostenibile. L’azienda, certificata ISO 9001 e 14001 per il Polo Energie Rinnovabili, produce sistemi per il risparmio energetico, fatti per durare nel tempo, ad alto contenuto tecnologico e innovativo. Nei 130.000 mq di stabilimenti in Italia l’azienda produce vero Made in Italy commercializzando in tutto il mondo i suoi prodotti attraverso filiali e partner commerciali.  Giacomini è nata a inizio anni Cinquanta sul Lago d’Orta, come produttrice di componenti per il riscaldamento e la distribuzione sanitaria. Con le valvole per radiatore, la raccorderia in ottone, le valvole a sfera, tubazioni sanitarie – per citare alcuni esempi – l’azienda ha saputo farsi conoscere e apprezzare dal mercato internazionale. A metà anni Ottanta Giacomini ha compiuto un importante passaggio: da azienda produttrice di singoli componenti a produttrice di sistemi integrati. Inizialmente i sistemi radianti a pavimento per riscaldamento e raffrescamento, in seguito con la versione a soffitto metallico, adatta al settore terziario, e a quella a soffitto in cartongesso pensata per il residenziale. I sistemi di termoregolazione con tecnologia bus hanno permesso di ottimizzare le performance dei sistemi radianti, che permettono un risparmio del 30% rispetto alle alternative tradizionali dei radiatori. Negli ultimi anni Giacomini ha completato l’offerta con i sistemi di contabilizzazione dell’energia termica diretta e indiretta e con i sistemi per il solare termico, che hanno determinato l’ingresso dell’azienda nel terreno delle energie rinnovabili. Attualmente Giacomini sta lavorando alla realizzazione di una casa a emissioni zero.

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Idrogeno da fonti rinnovabili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2010

Bari 4 Marzo alle ore 12 e 30, presso la Presidenza della Regione Puglia (Lungomare Nazario Sauro, 33), verrà sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra Regione Puglia e Fondazione “H2U The Hydrogen University di Monopoli”, per la sperimentazione e la realizzazione in Puglia di progetti legati all’utilizzo di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili, così come previsto da una delibera approvata dalla Giunta Regionale il 10 Febbraio scorso. A porre la firma al documento saranno il Presidente della Regione Puglia e il Presidente della Fondazione Nicola Conenna. Il protocollo, della durata di tre anni, prevede la realizzazione, da parte della Fondazione “H2U The Hydrogen University, di un “Master Plan dell’economia dell’idrogeno in Puglia” e l’organizzazione annuale di una “Conferenza Internazionale Euromediterranea sulla mobilità a idrogeno” e più in generale sull’economia dell’idrogeno. La sperimentazione sarà finalizzata alla costruzione e messa in esercizio della rete pugliese di distributori ad idrogeno e miscela metano-idrogeno, a partire dalle aree ad elevato rischio di crisi industriale, come Brindisi e Taranto, e dall’area metropolitana del capoluogo regionale Bari.

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Ambiente geotermia e responsabilità Enel

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

“I campi geotermici del Monte Amiata emettono in atmosfera sostanze altamente inquinanti, sia per l’ambiente che la salute umana, come il mercurio, l’arsenico, l’ammoniaca, il radon, l’acido borico e l’idrogeno solforato, oltre a quantità rilevanti di CO2 e metano”. Così l’On. Scilipoti in riferimento ai danni provocati dalla geotermia ad alta entalpia in Amiata.“L’energia geotermica viene comunemente definita energia pulita e rinnovabile, la realtà è ben diversa, sappiamo, infatti, che non è rinnovabile perché sfrutta il calore delle rocce, che, una volta estratto, si rigenera in tempi lunghissimi. Gli impianti-abbattitori di mercurio e idrogeno solforato (Amis) sono del tutto inadeguati a trattenere i quantitativi emessi.  In Amiata – prosegue Scilipoti – si registra un’emissione di CO2 e di metano che è molto superiore alle quantità che sarebbero emesse da una moderna centrale a gas per la stessa produzione di energia elettrica; emissioni che vanno a incrementare l’effetto serra. Stesso problema riguarda le falde acquifere del bacino che sta subendo un sostanziale impoverimento e inquinamento (da studi della regione Toscana risulta un abbassamento di circa 300 metri). I monitoraggi delle Autorità mostrano, inoltre, un progressivo aumento di boro e arsenico nelle acque, notevole è l’impoverimento delle sorgenti termali di cui la zona è ricchissima; inoltre la geotermia ha generato forti terremoti e subsidenza nei paesi dell’Amiata. La Corte di Cassazione, a seguito di gravi incidenti, ha definitivamente sancito la pericolosità di detta attività con sentenza. In questa situazione, già fortemente compromessa, la Regione ha rifiutato l’attuazione del principio di precauzione e vuole concludere la valutazione di impatto ambientale delle centrali geotermiche senza completare il piezometro (fatto per verificare il grado di abbassamento e inquinamento della falda acquifera) e gli studi epidemiologici (fatti per verificare il danno alla salute dei cittadini) generati dallo sfruttamento geotermico. Inoltre ha previsto un accordo con Enel, province e Comuni che prevede il raddoppio entro il 2013 della produzione esistente di energia geotermica, per arrivare a 200 MW entro il 2020! Questo ci fa immaginare cosa si prefigura per l’Amiata negli anni a venire.

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Con l’idrogeno verso il traguardo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 Maggio 2009

Il Politecnico di Milano punta su nuovi record alla competizione che premia i prototipi a basso consumo energetico. Nozze d’argento per la Shell Eco-marathon, la competizione dove non conta arrivare primi ma percorrere la maggiore distanza possibile con la minore quantità di carburante, per sviluppare soluzioni innovative a favore del rispetto ambientale. Alla gara, che si svolge dal 7 al 9 maggio presso il circuito Eurospeedway di Lausitz (Germania), partecipano studenti e ricercatori  provenienti da tutta Europa.  Tra le 200 squadre in pista, ritorna XTEAM, un gruppo di 25 studenti coordinato dalla Fondazione Politecnico di Milano, con ARTEMIDE, prototipo a basso consumo alimentato a idrogeno. Un elettrolizzatore di ultima generazione consente la generazione di corrente elettrica a valle della fuel cell utilizzando fonti rinnovabili, quindi ad impatto ambientale nullo.Nel suo duplice ruolo di progetto ambientale ed educativo la Shell Eco-maraton è un vero trampolino per i giovani progettisti, dove la ricerca condotta in vista della sfida “verde” permette ai team di sviluppare non solo una forte coscienza ambientalista, ma soprattutto quelle tecnologie che un giorno potrebbero essere impiegate su scala industriale per migliorare la resa energetica dei veicoli di serie.

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I batteri e gli insetti di Venere

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Il pianeta dell’Amore o anche chiamato “stella del pastore” perché brillando nella penombra del tramonto indicava l’ora del rientro al pastore, si sta rivelando più ospitale di quanto non pensavamo tempo fa. Lo dobbiamo alle accurate ricerche condotte da due scienziati americani: Burt Dirk  Schulze- Makuch e Louis Irwin dell’università del Texas. Essi sono giunti alla conclusione, studiando in modo approfondito i dati trasmessi negli ultimi 30 anni dalle sonde americane e sovietiche che hanno “sfiorato” il pianeta, che è possibile l’esistenza di semplici forme di vita come i batteri o gli insetti. Infatti è stato notato, nelle nuvole  che coprono il pianeta, la presenza di acqua mista a monossido di carbonio, anidride solforosa e solfuro di idrogeno. Sono tutti elementi che possono aver dato origine alla vita. In effetti Venere è inospitale se consideriamo che l’ambiente è tenuto ad una temperatura che si avvicina ai 500 gradi centigradi ed è scossa di continuo da tuoni e fulmini. D’altra parte lo stesso astronomo e grande studioso della biologia extraterrestre, Carlo Sagan non aveva escluso la possibilità di una coabitazione di organismi anche complessi con condizioni atmosferiche ed ambientali proibitive secondo il criterio di valutazione umana. E’ ancora presto, tuttavia, poter giungere ad una qualche conclusione, si tratta, per ora, solo di una speranza. Occorrono altri elementi per definire meglio il tutto.

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La “Nautica ad idrogeno”

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2009

Sarà presentato in occasione del prossimo Salone Internazionale della Nautica di Genova il progetto “Nautica ad idrogeno” che si sperimenterà per la prima volta a livello mondiale proprio in Liguria: questo l’accordo raggiunto oggi tra H2U Università dell’Idrogeno e l’Assessorato all’ambiente della Regione Liguria ad Energethica, quarto Salone dell’energia rinnovabile e sostenibile organizzato da Emtrad alla Fiera di Genova. L’accordo prevede la realizzazione di un prototipo di barca a vela ad idrogeno e la creazione di una rete di punti di rifornimento di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili, da realizzare nei porti. “H2U promuove – dichiara il presidente di H2U Università dell’Idrogeno, Nicola Conenna – progetti innovativi nel campo della mobilità sostenibile sull’utilizzo di combustibili alternativi ai prodotti di derivazione petrolifera. Nel caso dell’idrogeno, direttamente derivati da energie rinnovabili di origine solare. E’ tempo che anche nel mondo della nautica ci si muova con decisione in tal senso. Genova capitale del mare è il posto più adatto per far decollare un progetto di nautica ad idrogeno. Ed è importante che questo accordo sia nato proprio ad Energethica, fiera di riferimento delle energie rinnovabili”. “E’ fondamentale per la Regione – dichiara l’assessore all’ambiente della Regione Liguria Franco Zunino – sperimentare e adottare percorsi di sostenibilità nel campo della nautica. Il rapporto con il mare è per noi di grande importanza ed un progetto come questo potrà essere un tassello significativo per salvaguardare l’ecosistema”. “Quest’anno Energethica – conclude l’organizzatore della fiera Edgar Mader – si è aperta per la prima volta al trasporto sostenibile via mare, dedicando il convegno inaugurale ai porti verdi. Se a questa nuova apertura si aggiunge l’accordo di collaborazione tecnica recentemente stipulato con H2U viene naturale pensare ad un vivo coinvolgimento nel progetto della nautica ad idrogeno”.

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