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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

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IFAD. Il ministro Gualtieri: L’Italia farà la sua parte per finanziare il Fondo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Secondo Gualtieri “una collaborazione tra istituzioni è fondamentale nella lotta al cambiamento climatico che colpisce soprattutto i paesi più poveri”. E a proposito della dodicesima ricostituzione delle finanze del Fondo (IFAD12) che prende avvio oggi il ministro ha concluso: “inizieremo ufficialmente il processo per la ricostituzione del fondo. L’Italia è concretamente impegnata a sostegno di questo processo”.Durante la prima giornata della 43esima sessione del Consiglio dei Governatori IFAD, capi di Stato, ministri, leader dello sviluppo e celebrità hanno chiesto ai 177 Stati Membri di aumentare gli investimenti nelle aree rurali per accelerare il raggiungimento dell’obiettivo di un mondo senza povertà e fame entro il 2030.L’appello arriva in un momento in cui il numero di persone che soffre la fame cresce: la popolazione in tale condizione ammonta a 820 milioni ogni anno. Sono 737 milioni coloro che vivono in situazione di estrema povertà e il divario tra ricchi e poveri si amplia sempre più.
Il Presidente della Repubblica del Mali, Ibrahim Boubacar Keïta, ha aperto i lavori della due giorni. Così come altri paesi della regione del Sahel, il Mali sta lottando contro il duplice flagello del conflitto e dei cambiamenti climatici: nonostante i raccolti eccezionali, la popolazione vive una situazione di carenza di viveri. Gli agricoltori abbandonano i loro campi per fuggire dal conflitto e il risultato è che i mercati locali restano deserti. “Il Mali non mollerà mai. Né il Mali, né gli altri paesi del Sahel. Stiamo sanguinando, ma vinceremo – ha detto Keïta – L’ IFAD ha permesso alle popolazioni in balia dei peggiori attacchi di mantenere i loro valori e la loro dignità”.Un appello appassionato all’azione immediata è venuto anche dal Sottosegretario alla Cooperazione internazionale per il Ministero degli Affari Esteri del Regno di Norvegia, Aksel Jakobsen, che ha definito l’IFAD “un partner cruciale per piegare la curva della fame”.
“Dal Regno di Tonga a Timbuktu, i piccoli agricoltori lottano ogni giorno e questo è totalmente inaccettabile”, ha detto. E ha aggiunto: “Senza cibo non c’è sviluppo. Dobbiamo agire immediatamente tutti assieme”.A fargli eco Rodger Voorhies, colui che dirige gli sforzi della Fondazione Bill & Melinda Gates volti ad alleviare la fame e la povertà globali: “ dobbiamo passare dall’ambizione all’azione per il cambiamento – ha precisato -. Un cambiamento che abbiamo promesso ai piccoli agricoltori del mondo”. E ha concluso: “Abbiamo sia l’obbligo di concentrare i nostri sforzi che l’opportunità di agire e modificare la vita delle persone”.La coreografa, premio MTV VMA 2018 e prima Sostenitrice della gioventù rurale dell’IFAD, Sherrie Silver e il cantante Afrobeats Mr Eazi, hanno reso noti i risultati della loro campagna ‘sfida di ballo’. I due artisti che usano la loro fama per dar voce ai giovani delle aree rurali così da rendere “cool” il lavoro di agricoltore, hanno infatti organizzato una petizione di danza virtuale che chiede più investimenti sulle popolazioni giovani delle aree rurali. La petizione è oramai divenuta virale, con i suoi 102 milioni di visualizzazioni.
“Investire nell’agricoltura significa investire nello sradicamento delle differenze di genere e della disoccupazione”, ha detto Mr Eazi che ha visto recentemente due delle sue canzoni selezionate da Beyoncé e figura nell’ultimo album “the Gift” per il Re Leone. “In questo modo ci avviciniamo al raggiungimento degli obiettivi della prossima decade”, ha concluso.A chiudere i lavori della prima giornata della 43esima sessione del Consiglio dei Governatori IFAD l’attrice canadese Sabrina Elba che ha ribadito di sostenere l’IFAD assieme a suo marito, l’attore Idris Elba, e di supportare l’obiettivo fame zero perché, ha dichiarato, “crediamo fermamente che i piccoli agricoltori possano dare da mangiare al mondo e debbano quindi essere una priorità per il mondo stesso”.“Noi non possiamo cambiare la politica ma voi sì”, ha quindi detto ai 177 Stati Membri. E ha aggiunto: “Noi non possiamo investire di più sull’IFAD ma i vostri governi sì. Possiamo tutti alzare la nostra voce e parlare a nome delle popolazioni povere che sono troppo spesso lasciate indietro. Investire sul futuro delle popolazioni rurali significa anche investire sul nostro futuro”.
L’IFAD lavora nelle zone rurali più remote e altamente vulnerabili, dove pochi altri progetti di agenzie per lo sviluppo o istituzioni finanziarie internazionali arrivano. Oggi l’IFAD ha lanciato la dodicesima ricostituzione delle finanze (IFAD12), un processo di consultazioni lungo un anno durante il quale gli Stati Membri del Fondo si accordano sulle strategie da seguire e sulla mobilizzazione dei fondi che possono andare in prestiti agevolati e sovvenzioni per lo sviluppo dei paesi.

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IFAD: Nuovi fondi per lo sviluppo agricolo contro il moltiplicarsi dei conflitti armati

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

“Se la risposta umanitaria è adeguata ad affrontare i sintomi dei conflitti, lo sviluppo agricolo permette di affrontare le questioni di lungo termine e di sviluppare meglio la resilienza e favorire pace e stabilità”, ha detto oggi Donal Brown, vicepresidente associato del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) nella seconda ed ultima giornata del 43esimo Consiglio dei Governatori IFAD, tenutosi a Roma.In tale occasione leaders mondiali hanno chiesto alla comunità Internazionale di investire di più in sviluppo agricolo così da poter rispondere alla fame e alla povertà causati da conflitti e cambiamenti climatici.
Dal 2018 al 2019 nel continente Africano i conflitti armati sono aumentati di ben il 36 per cento, contribuendo a incrementare il numero di persone affamate e in situazione di povertà. Esistono prove che dimostrano come interventi di sviluppo agricolo accelerino il processo di ripresa dalla devastazione di una guerra e permettano alle popolazioni di trarre solidi benefici della pace.A titolo di esempio, Agnes Matilda Kalibata, Presidente dell’Alleanza per la Rivoluzione Verde in Africa (AGRA) e recentemente nominata Inviata Speciale del Food System Summit 2021, ha citato il caso del Ruanda. Kalibata ha infatti ricordato agli Stati Membri dell’ IFAD che proprio il Fondo “fu la prima istituzione multilaterale ad arrivare in Ruanda dopo il genocidio, quando nessuno voleva essere lì”.E proprio l’IFAD fu tra le prime realtà “ad investire sul governo locale in modo che potesse rafforzare il settore agricolo”. Dal genocidio del 1994 il Ruanda ha ottenuto risultati straordinari: grazie ad una crescita economica forte, le persone che soffrono povertà e fame sono drasticamente diminuite.Lo sviluppo ha un ruolo nella prevenzione dei conflitti anche secondo il capo del Direttorato Generale per le Politiche di Sviluppo Internazionale del Ministero Federale tedesco della Cooperazione e dello Sviluppo, Dominik Ziller: “Se le persone non hanno opportunità nei loro paesi aumenta il rischio che criminalità e terrorismo si diffondano maggiormente, e che i signori della guerra trovino nuove reclute”, ha spiegato. E ha aggiunto: “per farla breve, aumenta il rischio dell’instabilità e che gli Stati diventino più fragili”
Si stima che entro il 2030 i cambiamenti climatici creeranno 100 milioni di nuovi poveri. Di questi, 50 milioni si troveranno in una situazione di povertà a causa degli effetti dei cambiamenti climatici sull’agricoltura. I cambiamenti climatici aggravano i conflitti già in atto e hanno il potenziale per provocarne di nuovi poiché determinano una limitazione delle risorse disponibili.Nel 2018 eventi catastrofici hanno causato 17.2 milioni di sfollati, il 90 per cento dei quali fuggiva dai condizioni meteorologiche avverse e pericoli correlati al clima.Un focus particolare è stato dedicato nella giornata conclusiva del Consiglio dei Governatori alle persone con disabilità. Le emergenze climatiche colpiscono infatti in maniera sproporzionata queste persone anche a causa della loro vulnerabilità intrinseca: sono tra le più marginalizzate e a rischio in una comunità colpita da crisi. Si stima che ben 9.7 milioni di persone con disabilità siano oggi sfollate a causa di conflitti e persecuzioni.“Ci dobbiamo assicurare che la frase ‘ Non lasciare nessuno indietro’ non sia solo uno slogan”, ha detto Yetnebersh Nigussie, attivista etiope per i diritti delle persone disabili. Nigussie ha concluso sottolineando la necessità di sviluppare progetti che utilizzino nuovi sistemi di raccolta dati sia sulla localizzazione che sulla definizione dei bisogni delle persone con disabilità.

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43esimo Consiglio dei Governatori IFAD

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 febbraio 2020

Roma 11-12 Febbraio 2020 orario: 11.00- 11.30, palazzo della FAO, Viale delle Terme di Caracalla,il Presidente della Repubblica del Mali, Ibrahim Boubacar Keïta, aprirà la 43esima sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).In occasione del lancio della dodicesima ricostituzione delle risorse del Fondo (IFAD12) per la mobilitazione di risorse finanziarie a favore degli persone piu’ marginalizzate del mondo, saranno invitati d’onore del Consiglio dei Governatori IFAD: Aksel Jakobsen, Sottosegretario alla Cooperazione internazionale per il Ministero degli Affari Esteri del Regno di Norvegia, Agnes Matilda Kalibata, Presidente dell’Alleanza per la Rivoluzione Verde in Africa (AGRA), nominata recentemente Rappresentante Speciale del Food Systems Summit 2021, Sherrie Silver, coreografa, premio MTV VMA 2018 e prima Sostenitrice della gioventù rurale dell’IFAD, e Mr Eazi, cantante e cantautore nigeriano.Il Consiglio dei Governatori avrà una durata di due giorni e si terrà l’11 e il 12 febbraio. Il tema principale della sessione di quest’anno sarà Investire in un Sistema alimentare sostenibile per porre fine alla fame nel mondo entro il 2030. Sessioni interattive ed eventi tematici mostreranno come l’IFAD, grazie al suo ruolo e alla sua esperienza nel supportare un sistema alimentare sostenibile, inclusivo ed efficiente, sia un attore fondamentale per centrare l’obiettivo fame zero.

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Consiglio dei governatori Ifad

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 gennaio 2020

Roma 11-12 Febbraio 2020 Uffici della FAO Capi di Stato, ministri, celebrità e leader mondiali dello sviluppo si incontreranno a Roma per rinnovare il loro impegno a porre fine alla fame nel mondo entro il 2030 e per definire le necessarie strategie d’azione. Quest’anno il Consiglio dei Governatori e l’accredito per i media saranno ospitati presso gli uffici FAO, in Via delle Terme di Caracalla a Roma.
OSPITI D’ONORE: Ibrahim Boubacar Keïta, Presidente della Repubblica del Mali, Agnes Matilda Kalibata, Presidente dell’Alleanza per la Rivoluzione Verde in Africa (AGRA), nominata recentemente Rappresentante Speciale del Food Systems Summit 2021 Sherrie Silver, coreografa, premio MTV VMA 2018 e prima Sostenitrice della gioventù rurale dell’IFAD Mr Eazi, cantante e cantautore nigeriano. Rodger Voorhies, Presidente della Divisione Crescita Globale e Opportunità della Fondazione Bill e Melinda Gates

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Former Norwegian minister and diplomat joins IFAD as Associate Vice-President

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

Åslaug Marie Haga, a Norwegian national, has joined the United Nations rural development agency, the International Fund for Agricultural Development (IFAD) as Associate Vice-President of the External Relations and Governance Department.In her role at IFAD, Haga is responsible for communications, global engagement, partnerships, and resource mobilization. In addition, she oversees the relations with the Fund’s 176 Member States.Haga has more than 35 years’ experience in conservation and food security, foreign affairs and politics. Most recently, she worked with the Global Crop Diversity Trust, where she was Executive Director from March 2013.
“I come to IFAD at an exciting moment as we enter a new decade in which the 2030 Sustainable Development Goals have to be delivered,” Haga said on her first day at IFAD. “I look forward to advancing IFAD’s mandate and serve the poorest in the rural world by mobilizing resources to invest in projects that align with partners’ objectives, aim for scalability, and lasting long-term results.”
Haga has served with Norway’s Foreign Service as a career diplomat and held various positions in the Norwegian Ministry of Foreign Affairs, including the Norwegian Mission to the United Nations in New York and the Embassy in New Delhi. She held the position of State Secretary/Deputy Minister in the Ministry of Foreign Affairs from 1997-1999.Haga’s political career includes serving as a Member of Parliament in Norway from 2001-2009. In addition, she also held three ministerial positions: Minister of Cultural Affairs, Minister of Local Government and Regional Development, and Minister of Petroleum and Energy.

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Consiglio dei Governatori dell’IFAD

Posted by fidest press agency su domenica, 2 dicembre 2018

Roma 14 febbraio 2019. 42a sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), agenzia delle Nazioni Unite. Il Consiglio dei Governatori – la riunione annuale dell’IFAD dei suoi 176 Stati membri – offre ai leader di governo l’opportunità di affrontare alcune delle sfide più persistenti al mondo in materia di povertà e fame nelle aree rurali remote dei paesi in via di sviluppo. Il tema dell’evento di quest’anno, “Innovazione rurale e spirito imprenditoriale”, esplorerà il ruolo che gli investimenti in tecnologia, innovazione e sviluppo delle piccole imprese possono svolgere per risolvere molte di queste sfide.
Questa sarà la prima volta in cui Papa Francesco parteciperà alla cerimonia di apertura della più importante riunione annuale dell’IFAD. Lo sradicamento della povertà rurale e della fame è al centro del mandato globale del Fondo, una questione cruciale continuamente sollevata dal Pontefice. Dalla sua fondazione, nel 1977, l’IFAD ha concentrato i suoi investimenti su milioni di donne e uomini delle zone rurali per dare loro la possibilità di coltivare più cibo, migliorare l’alimentazione delle loro famiglie e aumentare i loro redditi. I progetti sostenuti dall’IFAD hanno dimostrato che con l’accesso ai finanziamenti, ai mercati, alla tecnologia e all’informazione le popolazioni rurali possono costruire la loro capacità di ripresa, espandere le loro attività e prendersi carico del proprio sviluppo. http://www.ifad.org

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Dirigente tedesca esperta in sviluppo si unisce all’IFAD

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

Fao-RomaCornelia Richter, di nazionalità tedesca, già direttore esecutivo e membro del consiglio di amministrazione dell’Agenzia tedesca per la cooperazione internazionale (GIZ), è entrata oggi a far parte del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) con la carica di vicepresidente.
Nel suo nuovo ruolo, la Richter sarà responsabile di definire l’orientamento strategico dell’IFAD, promuovere approcci e soluzioni corporativi, nonché supervisionare gli uffici che si occupano di budget, controllo qualità e questioni etiche.L’IFAD è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con il mandato di eliminare la povertà rurale nei paesi in via di sviluppo. Il settantacinque per cento delle persone più povere della terra – 1,4 miliardi di donne, bambini e uomini – vivono nelle aree rurali e l’agricoltura e le attività a essa correlate costituiscono il loro unico mezzo di sussistenza.“In un momento così importante, in cui puntiamo a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, sono emozionata e onorata per questa opportunità di contribuire alla realizzazione del mandato – unico nel suo genere – dell’IFAD, sia come istituzione finanziaria internazionale sia come agenzia delle Nazioni Unite focalizzata sullo sviluppo rurale”, ha dichiarato la Richter.La Richter ha acquisito la sua vasta esperienza ricoprendo un’ampia gamma di incarichi nell’ambito della cooperazione internazionale, come consigliere per la pianificazione, la ricerca e le istituzioni multilaterali presso il Ministero tedesco della cooperazione economica e consigliere macroeconomico in Africa, nonché diverse posizioni direttive presso l’Agenzia tedesca per la cooperazione internazionale (GIZ), tra cui quelle di direttore generale per l’Asia e il Pacifico e direttore generale per gli Affari globali e settoriali. La Richter ha anche lavorato in partenariato con il settore privato, organizzazioni non governative e la Fondazione Gates, occupandosi di sviluppo di catene del valore e di questioni sociali.La Richter ha conseguito una laurea in scienze economiche e sociali presso l’Università di Gottinga. Ha completato studi post-universitari in gestione sistemica all’Università di San Gallo, in Svizzera, e in sviluppo organizzativo alla Columbia University, negli Stati Uniti. La Richter fa parte di diverse commissioni consultive, tra cui l’Associazione imprenditoriale tedesca Asia-Pacifico, l’Associazione latinoamericana per le imprese tedesche, l’Istituto tedesco di sviluppo, l’Associazione interuniversitaria europea, la Fondazione per la pace e lo sviluppo e la ONG Child Aid.

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Il Madagascar firma un accordo di finanziamento da 53 milioni di dollari con l’IFAD

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

MadagascarUn nuovo accordo finanziario, firmato oggi tra il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) e il Madagascar, farà aumentare in modo sostenibile i redditi, la sicurezza alimentare e la qualità dell’alimentazione per 320.000 famiglie rurali malgasce in otto regioni situate nella parte meridionale del paese. L’accordo per il Programma per lo sviluppo di catene del valore agricole inclusive (DEFIS) è stato firmato a Roma da Gilbert F. Houngbo, presidente dell’IFAD, e da Harison Edmond Randriarimanana, ministro dell’agricoltura e dell’allevamento del Madagascar.Il valore complessivo del progetto è di 250 milioni di dollari, e comprende un prestito di 26,5 milioni di dollari e una donazione di 26,5 milioni di dollari da parte dell’IFAD. Il progetto sarà cofinanziato dal governo del Madagascar (33,7 milioni di dollari), dalla Banca Africana di Sviluppo (50 milioni di dollari), dal Fondo per lo sviluppo internazionale dell’OPEC (20 milioni di dollari), dal Fondo Verde per il clima (15 milioni di dollari) e dai beneficiari stessi del progetto (14,3 milioni di dollari). I restanti 64 milioni di dollari potrebbero essere forniti da successivi stanziamenti di risorse da parte dell’IFAD o da altri partner finanziari da individuare durante l’attuazione del DEFIS. Il programma sarà attuato in un periodo di 10 anni, per poter fornire un sostegno finanziario stabile e prevedibile ai produttori.In Madagascar, nonostante la grande biodiversità e la varietà delle colture, la dieta del 76 per cento della popolazione non arriva a coprire il requisito energetico minimo di 2133 kilocalorie al giorno. L’incidenza della malnutrizione cronica nei bambini sotto i cinque anni è tra le più alte al mondo, mentre il tasso di povertà nelle aree rurali supera l’80 per cento. Gli scarsi investimenti nell’agricoltura e nelle aree rurali sono tra le cause principali della povertà, dell’insicurezza alimentare e della qualità inadeguata dell’alimentazione in Madagascar.Sostenendo i sistemi nazionali per lo sviluppo agricolo (Fonds de development agricole, Chambre d’agriculture, Centre de services agricole ecc.), il DEFIS contribuirà all’impegno per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile riproducendo su scala più vasta programmi rivelatisi efficaci nel paese, tra quelli finanziati dall’IFAD e dai suoi partner in Madagascar. Tra questi vanno annoverati anche i risultati ottenuti concentrando gli investimenti in poli produttivi selezionati, per facilitare la fornitura di servizi agricoli, la concentrazione dei prodotti e l’accesso ai mercati; rafforzando e sostenendo le istituzioni nazionali di agricoltori che si occupano di fornire servizi agricoli; e promuovendo l’istituzione di partenariati e di accordi contrattuali tra agricoltori e imprese del settore privato.Per aumentare la produttività delle piccole imprese agricole e per collegarle meglio con i mercati, il nuovo programma concentrerà i suoi investimenti su otto catene del valore prioritarie: riso, mais, manioca, arachidi, caffè, cipolle, piccoli ruminanti e miele, con tre prodotti prioritari selezionati in ogni regione. Inoltre, il DEFIS investirà nella promozione del sorgo per aumentare la capacità di resilienza dei sistemi produttivi dei piccoli agricoltori nelle zone semiaride delle regioni più meridionali del paese, particolarmente vulnerabili agli effetti negativi del cambiamento climatico. Ci si aspetta che il DEFIS, tra altri risultati, riabiliti 20.000 ettari di sistemi di irrigazione esistenti, sviluppi 8000 ettari di nuovi sistemi di irrigazione e apporti piccole migliorie su 7000 ettari. Sosterrà inoltre la costruzione di 300 punti di approvvigionamento d’acqua e di 50 bacini idrici sotterranei per i piccoli ruminanti.Inoltre, il DEFIS renderà possibile la formazione di fornitori di servizi finanziari che operino nell’area del programma, mettendoli in condizione di sviluppare e diffondere su scala più vasta prodotti e servizi finanziari adeguati alle necessità dei piccoli agricoltori. Realizzerà anche infrastrutture per immagazzinare i raccolti e per accedere ai mercati. Queste comprenderanno 490 magazzini, 45 centri di raccolta, 50 mercati locali, nonché 800 km di strade rurali riabilitate. Il programma contribuirà anche a mitigare i rischi del cambiamento climatico e ambientali, garantendo che gli investimenti e le nuove infrastrutture siano adeguati agli standard ambientali.Dal 1979, l’IFAD ha finanziato 16 programmi e progetti di sviluppo rurale in Madagascar, con un investimento da parte del Fondo pari a 329,5 milioni di dollari, o a 885,4 milioni di dollari considerando anche i cofinanziamenti, a beneficio di oltre un milione di famiglie rurali.

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Una nuova donazione dell’IFAD sostiene gli sforzi per aiutare le popolazioni indigene

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

agricoltoreIl Consiglio di Amministrazione del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) ha recentemente approvato una donazione di 3 milioni di dollari per sostenere le comunità indigene nei paesi in via di sviluppo, nel periodo 2017-2020.
“Con questa donazione, l’IFAD rafforza il suo impegno a favore delle popolazioni indigene e, soprattutto, della loro aspirazione ad assumere il controllo del proprio sviluppo”, ha dichiarato Antonella Cordone, specialista tecnico per le questioni indigene e tribali dell’IFAD. Al mondo ci sono oltre 370 milioni di persone che si autodefiniscono indigene, che rappresentano circa il cinque per cento della popolazione mondiale e vivono in almeno 70 paesi. Rappresentano il 15 per cento delle persone più povere del pianeta e sono tra i gruppi più vulnerabili e svantaggiati della Terra.”Non dovremmo percepire le popolazioni indigene come vittime. Possiedono una conoscenza unica e hanno capacità che possono contribuire ad affrontare molte delle sfide che oggi ci troviamo davanti, in particolare quelle legate al cambiamento climatico”, ha aggiunto Cordone.La donazione finanzierà fino a 35 progetti identificati in base alle esigenze espresse dalle comunità indigene, oltre ad aiutare tre organizzazioni che lavorano con le popolazioni indigene a potenziare le proprie capacità per difendere meglio gli interessi delle popolazioni indigene in Asia, Africa, America Latina e Caraibi.La donazione darà priorità ai giovani indigeni e a progetti che mirino a sviluppare le loro capacità, oltre a promuovere sistemi agricoli tradizionali, sviluppare mercati di nicchia e promuovere l’agricoltura come attività economica sostenibile e interessante per i giovani.La donazione per il periodo 2017-2020 finanzierà il quinto ciclo dello Strumento dell’IFAD per l’assistenza alle popolazioni indigene (IPAF). Creato nel 2006, l’IPAF è uno strumento unico basato sul principio dell’autodeterminazione del proprio sviluppo da parte dei popoli indigeni. Finanzia piccoli progetti formulati dalle stesse comunità indigene e dalle loro organizzazioni, basati sulla loro cultura, le loro conoscenze, le risorse naturali e i diritti umani.
Il Consiglio dell’IPAF è composto da una maggioranza di rappresentanti delle istituzioni delle popolazioni indigene e lo Strumento è gestito da tre delle loro organizzazioni regionali: Il Forum Internazionale delle Donne Indigene (FIMI) in America Latina e nei Caraibi, la Fondazione Tebtebba in Asia e nel Pacifico, e il Trust delle Donne Samburu in Africa. Queste organizzazioni riceveranno un finanziamento di 660.000 dollari dalla donazione dell’IFAD nei prossimi tre anni.La donazione è aumentata del 50 per cento, rispetto al precedente ciclo di tre anni, grazie a un contributo maggiore da parte dell’IFAD e al sostegno offerto dal Christensen Fund e dal Trust Tamalpais (due fondazioni americane), oltre che dal Fondo per lo sviluppo delle popolazioni indigene dell’America Latina e dei Caraibi (FILAC) e dal Gruppo internazionale di lavoro sulle questioni indigene (IWGIA). Il venti per cento della donazione sarà fornito dalle organizzazioni delle stesse popolazioni indigene. International Indigenous Women’s Forum (FIMI) in L’IFAD lavora con le popolazioni indigene da oltre trent’anni. Dall’adozione della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni nel 2017, l’IFAD ha moltiplicato il suo impegno a favore delle popolazioni indigene e si è progressivamente affermato come uno dei primi difensori del diritto delle comunità indigene di definire e intraprendere autonomamente il proprio percorso di sviluppo.Negli ultimi dieci anni, l’IFAD ha finanziato circa 123 progetti in paesi in via di sviluppo, per un valore complessivo di 1,6 miliardi di dollari in prestiti a favore delle popolazioni indigene e circa 40 milioni in donazioni.

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Agenda del Messico per la riduzione della povertà rurale

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

messicoGilbert F. Houngbo, presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), il 24 novembre incontrerà alti funzionari del governo messicano per discutere del sostegno dell’IFAD all’agenda programmatica del Messico per la riduzione della povertà rurale e delle varie fasi del cammino da percorrere per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030. È la prima visita ufficiale in Messico di Houngbo, da quando ha assunto la carica di presidente del Fondo ad aprile di quest’anno, e questa missione, parte di un viaggio più ampio nella regione dell’America Latina e dei Caraibi, con tappe in Argentina, Brasile e Repubblica Dominicana, sottolinea l’importanza del ruolo che l’IFAD – un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite – può avere nei paesi a reddito medio-alto.“Il Messico e l’IFAD hanno costruito un partenariato solido, nel corso degli anni, aiutando le popolazioni rurali più povere a partecipare più attivamente all’economia rurale. I progetti sostenuti dall’IFAD mettono gli abitanti delle aree rurali in contatto con mercati e servizi. Operano per trasformare la struttura economica e sociale delle comunità rurali e per promuovere l’inclusione. Si tratta di un’agenda che stiamo cercando di riprodurre su scala più ampia in tutta la regione latinoamericana, attraverso prestiti per finanziare investimenti e donazioni destinate alla ricerca applicata e al dialogo sulle politiche”, ha dichiarato Houngbo.L’IFAD ha con il Messico una collaborazione di lunga data e di recente ha appoggiato l’agenda programmatica del paese a favore dell’inclusione produttiva, incentrata su programmi di protezione sociale per i più poveri, in particolare trasferimenti condizionati di contante. Attualmente, l’IFAD si sta avvalendo dell’esperienza del Messico come modello di approccio innovativo per l’intera regione. Nel corso degli anni, il ruolo del Messico nella cooperazione internazionale allo sviluppo è andato evolvendosi, nel doppio ruolo di beneficiario di assistenza e di donatore. Durante la sua visita, Houngbo incontrerà Miguel Ruiz Cabañas, Sottosegretario per gli Affari multilaterali e i Diritti umani, per discutere con lui di una prossima valutazione del Programma di opportunità strategiche dell’IFAD nel paese, che sarà condotta dall’Ufficio Indipendente di Valutazione dell’IFAD nel 2018. Durante l’incontro, si parlerà anche della partecipazione attiva del Messico a iniziative di cooperazione Sud-Sud e triangolare.Houngbo incontrerà anche alti funzionari della Segreteria delle Finanze e del Credito pubblico, per valutare il ruolo dell’IFAD come istituzione finanziaria internazionale con il mandato di combattere la povertà rurale.In un incontro con Luis Enrique Miranda Nava, Segretario per lo Sviluppo Sociale (SEDESOL), Houngbo discuterà di un prossimo progetto finanziato dall’IFAD, incentrato sull’economia sociale e sull’inclusione produttiva, la cui esecuzione sarà affidata all’Istituto Nazionale di Economia Sociale (INAES), diretto da Narcedalia Ramírez. Da questo progetto trarranno particolare beneficio le popolazioni di Guerrero, Oxaca, Puebla e Chiapas, stati gravemente colpiti dagli uragani e dai terremoti che si sono abbattuti sul paese nei mesi scorsi.Il sostegno che i paesi richiedono per raggiungere i loro obiettivi di sviluppo spesso va oltre i finanziamenti e comprende assistenza tecnica, competenze per la definizione delle politiche pubbliche, capacità analitiche e servizi di consulenza. A tale proposito, Houngbo incontrerà José Calzada, Segretario dell’Agricoltura, dell’Allevamento, dello Sviluppo rurale, della Pesca e dell’Alimentazione (SAGARPA) per discutere del ruolo dell’IFAD nel ridurre le diseguaglianze tra gradi diversi di sviluppo nelle aree rurali e nell’aiutare i piccoli agricoltori ad aumentare le loro capacità di resilienza nei confronti del cambiamento climatico.
Dal 1980, l’IFAD ha finanziato in Messico, per un valore complessivo di 185,2 milioni di dollari, 10 programmi e progetti di sviluppo rurale, a beneficio di 143.205 famiglie.

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