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Posts Tagged ‘ignazio la russa’

La grande arte italiana sarà allestita nel cuore di Miami Beach

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

conferenza_stampaSi è tenuta ieri alla Camera dei Deputati la presentazione del progetto internazionale MIAMI MEETS MILANO, che dal 6 al 10 dicembre porterà la grande arte italiana negli Stati Uniti, in un significativo confronto tra opere di artisti storicizzati ed emergenti. L’esposizione sarà allestita nell’esclusivo hotel Victor in Ocean Drive, nel cuore di Miami Beach, negli stessi giorni della famosa fiera internazionale di Miami Art Basel – la più importante del settore.
L’on. Ignazio La Russa, presente alla conferenza, si è complimentato per l’iniziativa e ha ringraziato l’organizzatore Salvo Nugnes, spiegando come “senza utilizzare nessun tipo di fondi, ma con grande spirito d’iniziativa e imprenditorialità, Miami Meets Milano porta i grandi nomi italiani all’estero, producendo un circolo virtuoso per l’arte nel nostro paese, un campo in cui non siamo certamente secondi a nessuno, nel mondo.”
Non è un caso – prosegue l’Onorevole – che anche oltre oceano l’evento sia stato accolto con molto clamore dalla stampa e dalla critica, con il benestare del console italiano, del sindaco di Miami”
Salvo Nugnes, Art Director della mostra “Miami meets Milano”, spiega così le finalità di un’iniziativa tanto ambiziosa: “Le due città hanno un forte legame simbolico. Sono entrambe fulcro della promozione dell’arte e della cultura a livello mondiale, dove passato e presente, antico e moderno, tradizione e innovazione si ritrovano insieme, in perfetta fusione. L’intenzione è quella di consolidare la centralità della grande arte italiana nel mondo allargando l’orizzonte del panorama contemporaneo».
«L’iniziativa – spiega Vittorio Sgarbi – offre l’opportunità di ammirare le opere di maestri dell’arte antica, moderna e contemporanea che hanno già lasciato un segno evidente nella storia. Tra gli altri Antonio Canova, Filippo De Pisis, Fausto Pirandello, Renato Guttuso, Gino De Dominicis, accostate ai lavori di artisti emergenti».
La mostra ha il contributo del curatore e critico Vittorio Sgarbi, di José Dalí ( artista e figlio di Salvador Dalí), del Direttore Generale del Ministero degli Affari Esteri Andrea Meloni, del Sindaco di Miami Philip Levin, del Console Generale d’Italia a Miami Adolfo Barattolo, di Renato Manera della “Fondazione Antonio Canova”, di Alberto D’Atanasio del Museo Modigliani, di Veronica Ferretti del Museo Buonarroti. (Christian Flammia)

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La Libia e la guerra non dichiarata

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2011

 “Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa  è evidentemente inadatto al ruolo che ricopre. Un ruolo che in questo momento di crisi richiede maggiore coerenza che il Ministro dimostra di non avere quando solo pochi giorni fa ha dichiarato ”Non forniremo altri assetti perchè non siamo secondi a nessuno negli assetti che gia’ mettiamo a disposizione” e poi oggi invece decide di variarli anche oltre i limiti della risoluzione dell’Onu. La decisione di inviare 10 addestratori militari in appoggio del Consiglio degli insorti in Libia è una decisione che non può assumere ne il Presidente del Consiglio ne il ministro della Difesa. Che si tratti infatti di un solo militare o di migliaia la questione non cambia: a tutti gli effetti  è un invasione militare di uno Stato sovrano, che non ha dichiarato nessuna guerra al nostro Paese.  La decisione presa daLa Russaè un’azione che avrebbe come conseguenza quella di proiettare l’Italia verso un escalation  bellica che già ora sembra fuori controllo.  Se per Berlusconi eLa Russala nostra Costituzione non ha valore intervenga immediatamente il capo dello Stato per fermare questo rigurgito di colonialimo fascista che si cela sotto le mentite spoglie dell’azione umanitaria con cui oggi in troppi si riempiono falsamente la bocca.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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La Russa sul caso Berlusconi

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2010

Il ministro il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl Ignazio La Russa ragiona da avvocato difensore e sulle pagine del Corriere della sera di stamani dichiara: “La telefonata alla Questura del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per interessarsi di Ruby non ha nessun rilievo penale e aveva tutto il diritto di farla”. E tanto per dare un contentino ai critici di turno soggiunge: “a volte, purtroppo, è più importante la prudenza dell’umanità e della generosità”. Tutto qui? Impostata in questi termini dovremmo ringraziare il presidente del Consiglio per aver sottratto alla “grinfie” della polizia una minorenne ed evitato che venisse carcerata per un peccatuccio di “dozzina” come direbbe il nostro poeta. Non solo. Ha persino trovato a stretto giro di telefonata una consigliera regionale del suo partito pronta ad accollarsi l’affido della ragazzina. Se poi questo episodio ha assunto una valenza “politica” e uno scandalo “mediatico” è tutta colpa delle opposizioni che non fanno altro che spiluccare nella vita privata del “capo” per denigrarlo. D’altra parte, sottolinea La Russa, anch’io “da giovane capo del Msi” ho fatto “decine di telefonate per far rilasciare ragazzi ingiustamente detenuti”. Una confidenza che ci apre una visuale della vita italiana dove la polizia sembra avere l’abitudine di arrestare gli innocenti, peggio ancora se minorenni e a tenerceli fin tanto che non intervenga qualcuno “autorevole” a liberarli. Che brutta polizia che abbiamo. Roba da terzo mondo. Sappiamo bene che le cose non stanno come ci sono dipinte e se il fine è solo quello di dimostrare la bontà di un intervento per una ragazza che era solita frequentare la casa del Premier, non è giusto coinvolgere in una azione men che corretta seri professionisti e operatori della giustizia colpevoli solo di aver “fermato” una “intoccabile”. Ci fa specie che i sindacati dei poliziotti, sempre attenti e giustamente sensibili alla onorabilità dei loro colleghi, non siano intervenuti tempestivamente con una dichiarazione e una precisazione.

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Afghanistan: da La Russa frasi di circostanza

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

“Leggo dalle agenzie il solito botta e risposta fra lo stizzito Ministro della difesa Ignazio La Russa e chi sollecita il ritiro delle truppe dalla guerra in Afghanistan. È il caso che il Ministro la smetta di fare i suoi annunci di circostanza quando sa pèrfettamente che sono solo sue le responsabilità di quanto accaduto oggi in Afghanistan visto che dopo le promesse di inviare i blindati Freccia che sono rimaste tali, sono sue le decisioni di impiegare i militari italiani della task force 45 in prima linea nella caccia ai talebani. Forse il Ministro si aspettava reazioni diverse da chi ha messo da parte l’ipocrisia e chiama questa missione con il suo vero nome: “GUERRA”. ” Lo dichiara Luca Marco Comellini , Segretario del Pdm.

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La scuola di guerra di La Russa

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

Dichiarazione del Senatore Radicale Marco Perduca: “Una ne pensano e cento ne fanno al Ministero della difesa; ma mai la fanno da soli. Infatti, se per la “mini-naja” è stata coinvolta la
Ministra per la Gioventù – del paese più “vecchio” del mondo – per la “scuola di guerra” il Ministro La Russa ha coinvolto la Ministra Gelmini. Certo si tratta di una sperimentazione, ma proprio come per la mini-naja il periodo di prova durerà poco per via dal solito grande numero di richieste alle quali il governo non potrà non  corrispondere. Negli ultimi anni per via dei tagli indiscriminati a scuola son diminuite le ore di insegnamento dell’italiano, si ciancia di rendere obbligatorio l’inglese anche per l’apprendimento di altre materie, mentre le ore di scienze son ridotte all’osso, oggi invece si ritiene necessario far allenare gli studenti a dormire in ambienti ostili: probabilmente una
legittima preoccupazione visto che i giovani italiani, se si continua così si troveranno a dormire sotto i ponti, visto che non saranno competitivi sui mercati internazionali perche’ prodotti di una scuola che alla mens sana predilige il corp militare. Con la Senatrice Poretti abbiamo presentato un’interrogazione per capire anche quali saranno i reali costi dell’iniziativa perche’ troppo spesso alle dichiarazioni di contributo volontario poi non corrispondono i conti.

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Il Ministro La Russa e la sicurezza in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia evidenzia alcuni punti nei quali il ministro La Russa, a proposito di sicurezza, si mostra poco chiaro. Per Franco Maccari, infatti, il ministro: “Prima dice che la sicurezza è una priorità, dopo qualche domanda dei giornalisti si scopre che è stata messa al quinto punto del “programma di governo pezza” (perché è una vera e propria pezza quella che il Governo sta mettendo per coprire le falle di una crisi politica). Poi farfuglia qualcosa sui militari che devono seguire a piedi le Forze dell’Ordine. Come se fossimo sul set di un film di Totò truffa dove i delinquenti giravano a piedi o al massimo in vespa 50. E dulcis in fundo parla di lotta alla criminalità, risultati raggiunti e potenziamento degli organici delle Forze di Polizia. Allora in merito a quest’ultimo punto chiariamo subito una cosa. La battaglia contro la criminalità organizzata ad oggi non l’ha mai vinta la politica, ma semmai la Magistratura e le Forze dell’Ordine! Probabilmente il Ministro La Russa non ha chiaro un concetto. La malavita non è più solo quella che si nasconde nei vicoli ciechi delle città, che spara, che ruba. La malavita è quella che va in giro vestita molto bene, con grosse auto, che conclude affari grossissimi e che si insinua silenziosamente nella vita quotidiana della società. E per combattere quella malavita – continua il leader del Coisp – non è assolutamente necessario l’Esercito a piedi (e in questo caso davvero il ministro La Russa dimostra di mancare totalmente di rispetto alla professionalità dei soldati italiani addestrati per affrontare ben altre situazioni), ma sono necessarie risorse umane  e finanziarie che consentano in primis alle Forze di Polizia e alla Magistratura di portare avanti indagini complesse, il cui risultato finale è sicuramente l’arresto di boss, latitanti e quant’altro, con l’obiettivo di distruggere gli ingenti capitali sui quali il malaffare sta proliferando. E anche quando parla di immigrazione clandestina il Ministro La Russa dimostra, come in tante altre occasioni, di non sapere di che parla. Perché proprio quella malavita che si arricchisce con affari illeciti, arriva a trovare manovalanza negli immigrati.” “Quindi – conclude Franco Maccari, rivolgendosi direttamente all’ex aennino – Ministro La Russa, Le chiediamo, con il rispetto dovuto, di affrontare gli argomenti se e solo quando ne conoscerà i termini precisi”.

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Per La Russa ancora 5 anni in Afghanistan

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2009

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa per la prima volta si sbilancia sui tempi per il ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan. Secondo l’esponente del Governo saranno necessari almeno cinque anni affinché gli obbiettivi del contingente possano considerarsi raggiunti.  “Visto quello che avviene in Afghanistan, i nostri soldati morti, i numerosi atti di terrorismo, la soluzione migliore sarebbe una strategia d’uscita sbrigativa ed efficace”, dichiara a riguardo il vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà, e aggiunge: “Siamo d’accordo sul fatto che non sia possibile lasciare la popolazione in mano ai talebani, con le forze nazionali ancora impreparate ai numerosi pericoli da affrontare. La scelta di un ritorno dei nostri uomini sicuro e ponderato è doverosa – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – soprattutto per rispetto ai caduti sul campo. Sempre ché il cordoglio e la commozione di fronte alle loro bare non siano state in realtà lacrime di coccodrillo”.

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Una sola forza di polizia. Chi non la vuole?

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2009

In merito alle dichiarazioni del Ministro della difesa Ignazio LA RUSSA su clandestini, ronde e forze di polizia, Carmine Abagnale,  consigliere comunale di Milano e responsabile del dipartimento sicurezza del PDL in Lombardia, mentre concorda con la necessità di avere un atteggiamento più duro nei confronti dei clandestini e sulla possibilità della istituzione regolamentata delle “ronde”,  invita il Ministro della difesa a  meglio valutare l’ipotesi di un accorpamento delle Forze di Polizia.  Infatti – afferma Abagnale – la unificazione delle maggiori forze di polizia, innegabilmente consentirebbe un recupero di uomini, mezzi, strutture e denaro che, soprattutto in questo momento, servirebbe da ossigeno all’economia italiana ed a tutti i progetti tesi a garantire maggiore sicurezza ai cittadini.  Si pensi al risparmio sugli affitti delle strutture, continua Abagnale. Si pensi al recupero degli uomini  dei corpi di guardia. Si pensi alle squadre operative che diventerebbero delle vere e proprie task force. Si pensi ad una sola gestione della polizia scientifica. Si pensi a tutti i contratti di casermaggio e di tante altre cose che, in caso di unica forza, farebbero ridurre le spese all’osso.  E’da tempo che svolgo  una indagine conoscitiva sul progetto e sono in grado, anche perché ho oltre 35 anni di esperienza di polizia,  di affermare che, oltre al risparmio in termini di enormi quantità di denaro ( si pensi al costo di una intera finanziaria) vi sarebbe – ed è questa la novità – uno spirito di operatività maggiore  perché l’unificazione viene vista nel migliore dei modi dalla base di tutte le forze di Polizia.  E’ necessario – continua  Abagnale –  che il ministro LA RUSSA valuti bene certe affermazioni e sul problema si possa aprire una serena discussione dove ognuno dia il proprio disinteressato contributo. E’comprensibile che, come Ministro della Difesa, debba necessariamente prendere le parti dei Carabinieri. Ma è altrettanto vero che nessuno vuole l’abolizione dell’Arma dei Carabinieri che, almeno una parte, troverebbe idonea collocazione proprio all’interno delle Forze Armate.   Il volere mantenere a tutti i costi – conclude Abagnale – la presenza di cinque e piu’ polizie, oltre ai costi esorbitanti, potrebbe far pensare soltanto a motivazioni che nulla hanno a che vedere con la efficienza dell’apparato sicurezza. E’ chiaro ed evidente che  il Ministro della Difesa ha paura che tra le  varie forze di polizia ci possa essere qualcuna debole e mal messa che possa trascinare anche le altre nel vortice di una unificazione. Ma cosi’ non è perché basta poco  per garantire una maggiore efficienza e funzionalità. E, tra l’altro, l’unificazione consentirebbe anche di chiarire definitivamente la funzione di Prefetto e Questore, garantendo  solo a quest’ultimo la qualifica di Autorità di Provinciale di pubblica sicurezza in modo che si possa dar luogo alla riduzione delle Prefetture sul territorio cosi’ come vuole una Legge dello Stato.

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