Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘ignoranza’

Demografia e decrescita: Sottovalutazione, ignoranza o incoscienza?

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Purtroppo come temevamo, le reazioni della politica e degli amministratori ai dati Istat che danno la popolazione italiana in calo dello 0,4% ha scaldato gli animi di tutti coloro che continuano a credere che sviluppo, libertà, progresso, prosperità e felicità siano legati alla crescita della popolazione. Retorica a vagonate, ognuno ricordando ciò che sta facendo per evitare questo disastro (per loro) e, sostanzialmente, una rappresentazione tragica delle loro incapacità (meno male) visto che in Italia si continua a fare meno figli.
Amministrazioni come quella di Bolzano che si vantano dei loro 800 euro al mese a chi fa un figlio, fino a quella di Firenze che dà un bonus di 2.000 euro. Solo alcuni esempi. Quel che colpisce e preoccupa è il legame che continua ad essere mantenuto tra crescita/decrescita della popolazione e servizi di assistenza all’infanzia. Nel caso fiorentino è tutto uno sciorinare di dati per asili, parcheggi riservati alle donne incinte, agevolazioni di vario tipo; sostegni che dovrebbero stimolare le donne a fare figli perché non dovrebbero sentirsi abbandonate dalle istituzioni… ma – per l’appunto – le donne continuano a fare meno figli. Collegare l’assistenza all’infanzia con gli appelli alla crescita della natalità è, a nostro avviso, un errore e una contraddizione. Ottimo che ci siano servizi “modello scandinavo” (magari!!) per i bimbi e le loro mamme, ma usarlo per stimolare la natalità crediamo sia solo un incremento del suicidio del Pianeta, quello che nel
2050 (dati ONU) arriverà a 9,7 miliardi rispetto agli attuali 7,7 miliardi. Dove si mettono tutte queste persone? Certo le crescite riguardano Asia, Africa e Usa… ma non è che il nostro Paese non abbia niente a che fare con questi continenti… non solo… ma chi fa appelli a fare più figli spesso è anche tra coloro che perorano maggiori politiche di accoglienza dei migranti che, visti i dati ONU, e viste le deficitarie politiche di benessere economico nei Paesi in cui questi numeri di crescita vanno alle stelle, non è fantasia pensare che queste persone si affolleranno ai nostri confini. E quindi? O sosteniamo, come alcuni nostri governanti (e non solo) che dobbiamo blindare le nostre frontiere e mandare o lasciare morire tutti coloro che cercano di forzarle, oppure ci organizziamo per accoglierli; con la consapevolezza che le politiche individuali di controllo delle nascite di molti di questi migranti sono ancora deficitarie (per cultura e/o ignoranza), quindi l’impatto crescita/decrescita con costoro non può che essere notevole. E il “lavoro” di educazione/informazione da fare è gigantesco. Questo, a nostro avviso, significa prendere atto della realtà e non navigare con stereotipi che nei secoli passati, hanno già dimostrato tutti i loro limiti distruttivi. Certo, sarebbe meglio che…. ma intanto i migranti arrivano, fanno figli a ripetizione e chiedono il nostro aiuto… qualcosa bisognerà pur fare se non siamo d’accordo nel far diventare la Penisola una sorta di fortezza in cui (A.D. 2019, culturalmente ed economicamente) finiremo per sviluppare solo forme acute di cannibalismo. Viviamo in questo modo e dobbiamo organizzarci per starci al meglio, con la consapevolezza che se nei Paesi subsahariani una donna fa mediamente una vagonata di figli, questo riguarda anche noi molto da vicino (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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“Abbattiamo i muri dell’ignoranza”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 ottobre 2017

assisiASSISI (PERUGIA) E’ questo l’appello lanciato dai giornalisti presenti ad Assisi per la due giorni d’incontri e dibattiti sulle barriere mediatiche, le periferie dimenticate e la lotta alle mafie, ancora oggi pronte a mettere un bavaglio ai giornalisti scomodi. Nella giornata odierna il coordinatore della Tavola della Pace, Flavio Lotti, ha annunciato che la prossima marcia Perugia-Assisi, contro la rassegnazione mediatica e sociale, si terrà domenica 7 ottobre 2018. Una marcia che coincide con il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.Più di 200 tra scrittori, teologi, religiosi, associazioni, giornalisti e cittadini a confronto hanno sottoscritto il manifesto di Assisi: “Non scrivere degli altri quello che non vorresti fosse scritto di te”, un decalogo sulle buone pratiche della comunicazione per contrastare la violenza verbale e scritta, soprattutto sui social network. Un manifesto nato in collaborazione tra Articolo 21 e la rivista San Francesco.
Molte altre sono state le anticipazioni nel corso dell’assemblea di Articolo 21: la giornata per i giornalisti minacciati il 23 ottobre prossimo, l’impegno dei media, delle associazioni, dei sindacati e delle federazioni, la scorta mediatica annunciata da Riccardo Noury a sostegno di #veritapergiulioregeni e il concorso nelle scuole sull’Articolo 21, in partnership con il Ministero dell’Istruzione. “Responsabilità e identità per punti e convergenza tra differenze sono alla base del decalogo di Assisi. Questo manifesto affianca e non supera altre carte” ha sottolineato Elisa Marincola, portavoce di Articolo 21 ricordando l’importanza del l’abbattimento dei muri mediatici. http://www.articolo21.org

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Medicina: Quando l’ignoranza uccide

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2016

Medicina“In questi ultimi giorni sono morte di cancro due donne; entrambe avevano rifiutato le cure che la medicina moderna, grazie al supporto della scienza e della tecnica, hanno messo a disposizione dei malati. In un caso si trattava di leucemia, nell’altro di tumore del seno: due tipi di tumore per i quali oggi disponiamo di linee guida molto precise, che aiutano a stabilire protocolli di cura di notevole efficacia. Ma i pregiudizi di una certa opinione pubblica ancora legata alla falsa cultura di sedicenti guaritori, ispirati a metodi più o meno naturali, hanno condotto alla morte le due donne. A conferma di come i progressi della scienza e della tecnica, il rigore scientifico della medicina basta su prove di evidenza dall’altra, nulla possono se non si attiva contestualmente una solida educazione del paziente. Inutile parlare di valore etico del consenso informato, indispensabile per attivare qualsiasi trattamento, se l’informazione che il paziente riceve è gravemente disinformata.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare che continua: “Un altro aspetto importante dell’assoluta necessità di attivare programmi di Educazione medica ben centrati e rivolti direttamente al paziente lo abbiamo visto in questi giorni a proposito del Fertility Day. Il ministro Lorenzin è stato messo sotto accusa dalle polemiche legate alla campagna informativa per la preservazione della fertilità. Lo scollamento tra l’importanza del tema e la scelta inadeguata delle immagini ha fatto da potente distrattore rispetto ad uno dei temi più delicati che riguardano la salute della donna. Eppure la medicina di genere riscuote grande attenzione nell’attività clinica e nel contesto sociale in cui viviamo. Tra le forme di violenza di cui la donna è oggetto molte riguardano la scarsa tutela specifica della sua salute; quei genitori che non hanno voluto sottoporre la figlia ad una chemioterapia, nonostante i dati scientifici parlino di ottimi risultati, le hanno fatto violenza. Chi ha preteso di curare il cancro della mammella con impacchi di ricotta ha fatto violenza all’altra donna. Chi ignora che la fertilità femminile oggi è sottoposta a numerosi fattori di rischio, compreso l’inquinamento, non aiuta la donna a fare gli accertamenti necessari e quindi indirettamente le fa violenza. Il parlamento, ad esempio, alcuni mesi fa ha approvato ad ampissima maggioranza una importante mozione per la lotta positiva contro la diffusione sull’endometriosi, che costituisce una delle cause più concrete e diffuse di infertilità. Ripartire dall’educazione del paziente è oggi una delle forme di prevenzione più importanti e più efficaci. Non sarebbero morte le due giovani donne e non avremmo confuso nella recente campagna di tutela della fertilità obiettivi e metodi. Sempre validi i primi, da rivedere i secondi, ma senza dimenticare il senso delle cose che si fanno: la tutela della salute della donna”.

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Povertà e ignoranza non sono le cause del terrorismo jihadista

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2016

jihadistiby David Spagnoletto. No.All’ignoranza? No. Risponderebbero così Diego Gambetta (sociologo alla European University di Firenze e a Oxford) e Steffen Hertog (professore di politica comparata alla London School of Economics), autori del libro Engineers of Jihad (Princeton University Press), in cui raccontano le loro scoperte riguardo il jihadismo. I due studiosi, che hanno censito e studiato circa 4000 militanti attivi negli ultimi anni nel mondo islamico e in Occidente, portano alla ribalta un dato su cui riflettere: tra gli estremisti islamici che hanno intrapreso studi universitari prevalgono gli ingegneri con una percentuale del 45%.Secondo Gambetta e Hertog i jihadisti sono mediamente istruiti, con il 46,5% di iscritti negli atenei nel mondo musulmano e il 25,2% nei Paesi del Vecchio Continente. Comparando questi dati alla percentuale di iscritti nelle università nel resto della popolazione (l’11,3% nel mondo musulmano e il 43% in Occidente), si evince che uno studente dei Paesi islamici ha quindici volte più probabilità di convertirsi alla “Guerra Santa” di un suo collega occidentale. Percentuale che per l’appunto sale nel caso degli ingegneri: il 45%, contro l’11,6% degli ingegneri nella popolazione universitaria nei Paesi islamici e il 16,2% degli studenti occidentali.Questo dato può essere frutto di un particolare reclutamento nelle facoltà tecniche?
No, perché la maggioranza dei militanti studiati aveva aderito alla jihad di propria volontà.Gli ingegneri venivano chiamati dai gruppi estremistici per le preziose conoscenze in campo tecnico?
No, perché la maggioranza di loro occupa ruoli organizzativi, solo uno sparuto numero utilizzava quanto appreso nelle università per costruire le bombe.
Risponderebbero così Diego Gambetta e Hertog che hanno scoperto una differenza di fondo tra gli islamisti del mondo musulmano, soprattutto arabo, e quelli nati o cresciuti in Europa. Per quanto riguarda i primi c’è una prevalenza di militanti istruiti, con una proporzione di studi universitari decisamente superiore alla media. Per quanto riguarda i secondi, invece, la maggioranza appartiene ad ambienti di piccola criminalità, disoccupati, disadattati, o criminali comuni.
In sintesi: il jihadismo nel mondo musulmano trova terreno fertile nell’élite, mentre in Europa nelle stessi ambienti che danno manovalanza alle mafie.
In conclusione: non si diventa un terrorista jihadista per “necessità”, ma per volontà. Quella volontà che li porta a uccidere cittadini inermi rei di non si sa quale colpa. (Foto: jihadisti)

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Cancro: tabù tra i giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2011

poster cancro al seno

Image by nigro pino via Flickr

Il cancro si previene da giovani ma nessuno spiega ai ragazzi come fare: il 71% non ha mai ricevuto informazioni in proposito, solo il 17% ne ha parlato in famiglia, appena il 12% a scuola. Le conseguenze sono una forte ignoranza sui fattori di rischio, da fumo e alcol (un terzo non crede abbiano legami con i tumori) fino alla sedentarietà (il 43% la sottovaluta). Per sopperire a questa ignoranza i medici dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) hanno lanciato nel 2011 il progetto “Non fare autogol”: un tour per l’Italia, in compagnia dei calciatori della serie A, per insegnare agli studenti come proteggersi. In 7 tappe hanno incontrato circa 2.000 alunni e decine di migliaia di giovani hanno seguito la campagna su internet (www.nonfareautogol.it). I risultati, presentati oggi al Congresso nazionale dell’Associazione in corso a Bologna, danno ragione agli oncologi: “Il 94% dei tumori provocano ogni anno oltre 250.000 nuovi malati nel nostro Paese e sta scendendo l’età media di neoplasie molto diffuse come quella al seno o il melanoma. Per questo l’AIOM, che riunisce oltre 2.000 specialisti ha identificato nell’adolescenza un target prioritario per la formazione e la sensibilizzazione con una campagna ad hoc che mira a contrastare i principali fattori di rischio parlando la stessa lingua dei ragazzi. “Quella universale dello sport, con cui diffondere alcuni importanti valori di salute – ha dichiarato Enrique Manzoni, Presidente di Boehringer-Ingelheim –. La nostra azienda è lieta di essere stata al fianco degli oncologi con questo messaggio veicolato da testimonial prestigiosi come i calciatori di serie A”. Particolare successo ha riscosso l’opuscolo con i calciatori, protagonisti loro malgrado di situazioni a rischio, sottovalutate per leggerezza o ignoranza: esporsi troppo al sole, praticare sesso non protetto, fumare sigarette light, ecc. Distribuita in oltre 50.000 copie in decine di Istituti secondari, la guida rappresenta uno strumento concreto di approfondimento che i ragazzi hanno utilizzato anche per continuare la discussione in classe. Per gli insegnanti, AIOM ha invece predisposto un’area dedicata del sito, con studi, ricerche e suggerimenti concreti su come promuovere l’educazione alla salute. Ma per cercare di dissuadere gli studenti dai comportamenti scorretti AIOM ha anche proposto misure concrete: “La decisione di innalzare l’età legale per la vendita di sigarette non è risolutiva. Dal sondaggio emerge che il 63% dei teenager è contrario anche perché è un divieto facilmente aggirabile – spiega il prof. Iacono -. Noi abbiamo invece chiesto che venga aumentato di un euro il prezzo di ogni pacchetto, un gesto che avrebbe come conseguenza immediata ridurre il consumo (soprattutto per chi non ha molti soldi a disposizione, come gli studenti) e rendere disponibile una somma da destinare al potenziamento degli organici delle oncologie italiane e alla riduzione delle liste d’attesa. Si potrebbero ricavare 4,5 miliardi l’anno”. Una “tassa” promossa dall’80% dei giovani, che ha ottenuto grandi consensi anche su youtube. Presto verrà pubblicato nel sito http://www.nonfareautogol.it il nuovo calendario degli eventi. Le scuole possono inviare la loro candidatura, e eventuali suggerimenti all’attenzione di AIOM, per partecipare alla seconda edizione del progetto.

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Quanto costa l’ignoranza dei nostri figli?

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

I risultati scolastici di fine anno parlano di quasi un terzo di studenti con giudizio sospeso che si affideranno al mercato nero delle ripetizioni. Che fine ha fatto il pacchetto di iniziative delle scuole? Il punto di vista dei genitori
Ogni anno, pubblicati i risultati scolastici, si fanno i conti. Circa il 30% di studenti delle superiori anche quest’anno si è ritrovato il “giudizio sospeso”. In pratica stiamo parlando di studenti con una o più materie da riparare a settembre, nella maggior parte dei casi a spese dei genitori, che sopportano l’onere di lezioni private. Un “nero” che potrebbe interessare di più il ministro Tremonti.
Pare che i dati siano preoccupanti soprattutto negli istituti tecnici e professionali, pare che in qualche caso si noti un certo miglioramento rispetto all’anno scorso. Comunque, stiamo sempre parlando di almeno 900.000 studenti in Italia.
Quanto costa l’ignoranza dei nostri figli? È la domanda che in questi giorni molti genitori si pongono, appunto, a fronte dei “debiti” che i figli debbono recuperare per non perdere l’anno scolastico.
Le scuole avevano istituito sistemi di sostegno e poi, dai tempi del ministro Fioroni (Ordinanza Ministeriale 92/1997), erano tenute ad organizzare gli IDEI (Interventi Didattici Educativi Integrativi), Help, Sportelli, Sostegno, o più comunemente chiamate “ripetizioni”: le risorse sempre più limitate nel sistema scolastico hanno comportato riduzione anche in questo settore.
Eppure il D.M. 80/97 in modo solenne dichiarava che «La scuola comunica subito alle famiglie, per iscritto, le decisioni assunte dal consiglio di classe, indicando le specifiche carenze rilevate per ciascuno alunno dai docenti delle singole discipline … Contestualmente vengono comunicati gli interventi didattici finalizzati al recupero dei debiti formativi che la scuola è tenuta a portare a termine entro la fine dell’anno scolastico, le modalità e tempi delle relative verifiche». Le realtà associative dei genitori e gli istituti scolastici più avveduti hanno affrontato il problema favorendo la realizzazione di lezioni estive di rinforzo, individuali e collettive, presso le sedi scolastiche stesse con docenti sia della scuola che esterni, nel rispetto delle qualificazioni specifiche e degli aspetti economici e fiscali, a costi assai contenuti per le famiglie. Così si sono raggiunti i tre scopi fondamentali: lezioni di qualità, docenti selezionati, costi ragionevoli. A parte lodevoli eccezioni, però, è necessario, a fine di anno scolastico e in previsione del prossimo, svolgere alcune riflessioni e avanzare proposte. Dovremmo solo limitarci a fine anno a constatare il bilancio di promossi, bocciati e “rimandati”?
• È chiaro che studiare è fatica, ma a cosa si deve questo insuccesso scolastico diffuso? Gli allievi non hanno voglia di studiare? La scuola non la fa venire o, addirittura, la fa passare? Gli insegnanti sono più severi nelle valutazioni? Sono demotivati nell’attività didattica?
• Le insufficienze di fine anno, o, peggio, le bocciature, non spuntano dal nulla: sono state adeguatamente promosse l’informazione e la comunicazione reciproca fra scuola e genitori?
• Quali criteri ispirano i cosiddetti corsi di recupero? Si tratta solo di ripetizione delle lezioni mattutine, con lo stesso metodo didattico, oppure si stimolano motivazione all’apprendimento e diverse intelligenze dei ragazzi?
• Quanto incidono nell’esito finale le condizioni generali del sistema scolastico, la precarietà di molti docenti, l’assenza di dirigenti scolastici titolari, la scarsa considerazione di strumenti quali il Piano dell’Offerta Formativa (condiviso) e il Patto di Corresponsabilità Educativa?
Come Associazione Italiana Genitori onlus (Age) pensiamo che gli aspetti ideali, motivazionali e metodologici del percorso scolastico debbano essere oggetto di particolare attenzione e condivisione, sia per gli allievi che per i docenti e le famiglie. Si migliori il rapporto famiglia e scuola, rendendo sempre più consapevoli i genitori sia delle scelte scolastiche che dell’esito in itinere degli allievi per collaborare ai fini dei migliori risultati ed evitare cattive sorprese. Soprattutto, intorno alla scuola, all’impegno per la cultura e l’educazione, è necessario che vi sia uno sforzo corale di legittimazione, di promozione. Ai giovani l’impegno nello studio deve essere proposto non come ripiego o dovere finalizzato ad una carriera, ma come itinerario di crescita, senso e scoperta di sé e del mondo.

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Agenda del sindaco di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

3 ottobre 2010 ore 17: Tennis Club Garden – Via delle Capannelle, 217  Il sindaco, Gianni ALEMANNO, interviene alla cerimonia di premiazione del Torneo Internazionale di Tennis Roma “Uno smash per i diritti civili”.
Ore 20.30: Piazza del Popolo Il sindaco, Gianni ALEMANNO, partecipa alla serata di chiusura della terza edizione di “Handicap day 2010 – Cancelliamo l’ignoranza”.

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Quarta giornata mondiale della contraccezione

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

E’ il 26 settembre. La Giornata mondiale della contraccezione è promossa da alcune fra le più autorevoli Associazioni e Fondazioni internazionali che si occupano di pianificazione familiare e salute della donna. Fra queste Marie Stopes International, Population Council, Federation Internationale de Gynecologie Infantile et Juvenile e International Planned Parenthood Federation con il sostegno di Bayer Schering Pharma. Lo slogan scelto in Italia per il 2010 è “Abbatti il muro dell’ignoranza: la contraccezione è una scelta intelligente!”. L’autrice, Lucia, una ragazza di Pavia, ha vinto il concorso promosso da Scegli tu, sbaragliando oltre 350 concorrenti, ed è diventata “portavoce” ufficiale del progetto. Tra i testimonial illustri anche Federica Pellegrini, Alessandra Sensini e Diana Bianchedi, medaglie d’oro olimpiche, tra le protagoniste dell’iniziativa Scegli tu di vincere promossa dalla SIGO. “Per noi è fondamentale sottolineare la continuità fra l’educazione alla salute, in senso stretto, e quella alla sessualità consapevole – aggiunge Arisi -. Proteggere sè stessi e il proprio partner, con una contraccezione sicura, rappresenta un tassello basilare per un corretto stile di vita, tanto quanto il costante movimento fisico o la dieta equilibrata. E solo con una corretta formazione ciascuno potrà poi, adeguatamente informato, compiere anche in campo sessuale le scelte che reputa più adatte”.
Per facilitare il confronto con i teenager, dalle 14 alle 18 verrà attivato su http://www.sceglitu.it un filo diretto con la ginecologa, disponibile anche via chat. L’intervento dell’esperto, potrà essere richiesto on-line anche da insegnanti e operatori dei consultori, che avranno inoltre la possibilità di colloqui privati per consigli su come trattare questi temi in classe. Attualmente, come risulta da un’indagine internazionale condotta per la Giornata mondiale, solo il 36% dei ragazzi italiani dichiara di rivolgersi al proprio docente per chiedere informazioni sulla contraccezione contro il 64% della Gran Bretagna, il 44% della Spagna e il 42% della Francia. Al primo posto nel nostro Paese risultano i genitori, cui si rivolge il 55% dei ragazzi.
In 12 mesi oltre 250.000 studenti italiani hanno seguito in classe corsi di educazione sessuale: per il 90% sono stati estremamente utili, l’83% spera possano continuare, al 75% sono serviti per chiarire i dubbi e diventare “più competenti”. È il bilancio positivo di un’esperienza unica in Europa: per la prima volta una società scientifica, quella di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), è riuscita a formare il 10% dei ragazzi delle superiori, in un solo anno e contando unicamente sulle proprie forze. Come? Con un vero e proprio kit, uniforme e certificato, fornito ai ginecologi che effettuano interventi nelle scuole. L’iniziativa è ormai considerata un caso a livello internazionale perché si è riusciti a rendere omogeneo un percorso formativo finora lasciato alla “buona volontà” dei singoli. “Ma il nostro obiettivo è coprire tutti gli istituti – afferma la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia del San Raffaele Resnati di Milano

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Quattro parole: dal niente al nulla

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2010

Tra breve uscirà il libro di Luana de Rossi che si preannuncia graffiante come ci ha abituati l’autrice con i suoi scritti su Namir. Intanto riprendiamo qualche passo del suo ultimo scritto. Per Luana “a far cadere la Grecia sono stati i politici che hanno mangiato la spesa pubblica, esattamente come avviene da noi. Ma soprattutto sono stati 3 faccendieri che avendo visto la Greciain crisi hanno giocato in borsa al ribasso tentando di spolparla viva”. E ancora: “Per governare il mondo dalla formazione delle prime società ad  oggi sono bastate quattro parole utilizzate  da sempre e sempre riprodotte sia nelle piccole che nelle complesse strutture organizzate. Potere – Religione – Lavoro – Ignoranza. Il potere lo detiene chi attraverso alcune azioni e oggetti dimostra di essere il piů abile e nella sua abilità deve successivamente difendere quanto detiene… come i signori sopra scritti. La religione nasce nel tentativo di dare ipotetiche riposte a quanto gli uomini si domandano … cosa avviene dopo il decesso e cosa nei cieli ? … due misteri che qualche intelligentone ha messo insieme per inventare storie di sostegno al potere e tener buoni coloro che prima o poi avrebbero tentato di avere stessi privilegi. Lavoro – se vai a raccogliere dieci banane e me ne dai nove io ti do qualcosa equivalente ad una banana in questo modo ti occupo tutta la giornata e  continuo ad avere il potere delle banane senza che tu rompa. La sera sarai affaticato e penserai poco ai tuoi diritti e al fatto che mi dai 9 banane e ne  mangi un sola divisa per tutta la famiglia …addirittura ringrazierai.
Ignoranza – se non istruisci il popolo il popolo continuerà a credere ciecamente alle altre tre parole… è giusto che ci sia un capo… è giusto lavorare perché il lavoro nobilita l’uomo e la fede poi è una gran cosa  che ci aiuta a vivere soprattutto la fase finale della vita quella in cui il corpo cade a pezzi omologandosi alla testa. Per avere totale ignoranza basta non assumere le insegnanti … mandare le maestre a casa … ridurre la spesa pubblica per l’istruzione e mettere un ministro alla cultura che di cultura non ne ha. In questo modo i bambini non hanno tempo a disposizione… le donne rimarranno a casa e senza lavoro dovranno badare alla famiglia monoreddito ritornando piů o meno alla non cultura degli anni cinquanta. Fuori da quelle quattro parole c’era un voce …ragazzi ragazziiiii venite è pronto da mangiare… non sentono quando giocano tutti insieme sono felici…può crollare il mondo e non se ne accorgono. Dentro quelle quattro parole hai paura che il mondo crolli con tutto quello che hai anche se stare uniti e di felicità non conosci esistenza.  guardando bene cio’ di cui ti circondi non serve a un cazzo  e non vale quanto un sorriso sincero … ma non sai valutare non hai capacità critica. La libertà ha un caro prezzo tutti i giorni bisogna confrontarsi amare gli altri …cultura e contestazioni.  l’unico modo per non aver paura della fame è aprire la scatola dei sogni. Leggere un libro disegnare un foglio guardare con ammirazione come nasce un fiore comprendere la rivoluzione che tutti i giorni madre natura impone di fare. Una magia l’unica che puň sostituire l’oro …e’ dare tempo a chi tempo non ne ha. Anche la pancia piena e l’oro …senza questa magia del tempo …non hanno senso QuindI…cari siamo… sulla strada sbagliata”.(Luana de rossi) (n.r. abbiamo provveduto a qualche omissis ma chi vorrà leggere il testo integrale può farlo collegandosi al giornale namir)

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Poesia: Cutrufo, a Tuba

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

“Un plauso a Tuba per le sue azioni” A parlare il sen. Mauro Cutrufo nel corso della consegna della pergamena di Ambasciatrice internazionale della Poesia alla giovane pakistana Tuba Sahaab, la bambina che combatte la guerra con la poesia, che si è svolta oggi in Campidoglio. “Le nuove generazioni reagiscono con coraggio e determinazioni ed esprimono con fierezza e coerenza il proprio pensiero anche su temi così particolari – ha detto Cutrufo. Le azioni e le poesie di Tuba, questa bambina coraggiosa che combatte la guerra, l’ignoranza e l’arretratezza con la riflessione della parola  contengono valori fondamentali, ancora più rilevanti se si considerano nel contesto  difficile in cui nascono. Uno dei desideri di Tuba è quello di viaggiare – ha concluso Cutrufo e se un giorno verrà nella Capitale saremo lieti di ospitarla”.

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