Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘illecito’

Affidamento illecito minori

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 giugno 2019

“False relazioni per allontanare i bambini dalle famiglie e darli in affido retribuito ad amici e conoscenti, ore e ore di ‘lavaggi del cervello’ durante le sedute di psicoterapia e falsi ricordi di abusi sessuali ingenerati nei bimbi con gli elettrodi, terapeuti travestiti da personaggi ‘cattivi’ delle fiabe per raffigurare i genitori intenti a far loro del male, bambini affidati a titolari di sexy shop e a persone con problematiche psichiche e figli suicidi e due stupri accertati nelle famiglie affidatarie e in comunità. Il tutto per mettere in piedi un business illecito da centinaia di migliaia di euro. È raccapricciante quanto sta emergendo dall’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ sulla rete dei servizi sociali della Val D’Enza e che coinvolge politici, medici, assistenti sociali e liberi professionisti. Sono agghiacciata dall’idea che a sfruttare i minori siano stati proprio coloro che, per lavoro e missione, avrebbero dovuto difenderli per primi. Grazie di cuore alle Forze dell’Ordine e agli inquirenti che hanno portato alla luce questo quadro ripugnante. Se i fatti dovessero essere confermati, chiediamo pene esemplari. Bisogna stroncare l’orrore dei bambini tolti alle famiglie per farci sopra business e arricchire i soliti circuiti dell’accoglienza: chi sfrutta i più piccoli deve marcire in galera”.

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La sentinella elettronica a guardia delle violazioni in istituti di credito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2015

Banca europea per gli investimentiUnione Fiduciaria, leader anche nei servizi informatici realizzati per intermediari e banche, ha messo a punto il nuovo software Comunica Whistleblowing con l’obiettivo di offrire al mercato la gestione dei sistemi interni di segnalazione di condotte illecite.
I professionisti di Unione Fiduciaria hanno reagito con l’usuale rapidità alla richiesta che proveniva dalla Banca d’Italia che, con l’aggiornamento della norma “disposizioni di vigilanza per le banche”, introduceva il whistleblowing. La norma dovrà essere recepita dagli istituti di credito entro il prossimo 31 dicembre 2015. Chi eluderà la norma rischia sanzioni fino a 5 milioni di Euro.
La traduzione letterale di whistleblowing è “soffiatore nel fischietto” termine, colorito e immediato, per sottolineare la segnalazione di un illecito. Cosi come l’arbitro durante una partita di calcio segnala un fallo con un trillo gli istituti di credito debbono” fermare il gioco” quando, al loro interno, si evidenziano condotte illecite da parte dei collaboratori. Si tratta di una attività complessa e insidiosa che può assumere valori di efficacia e risparmio se affidata all’esterno. Unione fiduciaria che da oltre trent’anni lavora al fianco di grandi banche nella gestione di sistemi informativi gestionali, contabili, ha realizzato un software originale che permette agli intermediari di avere un supporto determinante per la segnalazione delle violazioni nei loro istituti. Utilizzando la metafora dalla traduzione inglese, Unione Fiduciaria, ha messo a punto un fischietto elettronico che è in grado di segnalare con modalità ben più sofisticate del semplice avviso sonoro, anomalie nei comportamenti e nell’operatività della banca.
Il software Comunica Whistleblowing è concepito per offrire agli intermediari una fase di messa a punto o start up nella definizione dei processi interni, organizzando le logiche di accesso al portale fino alla messa in produzione del servizio.
Quando Comunica Whistleblowing diviene operativo si evidenziano le sue peculiarità: innanzitutto garantisce la riservatezza delle informazioni, assicura l’anonimato del soggetto segnalante, utilizza un sistema avanzato di criptazione del database, garantisce il rispetto degli standard normativi, ed, infine, è indipendente ed autonomo rispetto ai sistemi informativi dell’organizzazione.
La normativa prevede che gli enti possano esternalizzare la ricezione, l’esame e la valutazione delle segnalazioni. E’ evidente la delicatezza di questo tipo di trasferimenti che devono trovare all’esterno consulenti che offrano quelle doti di professionalità e riservatezza indubitabili che sono gli elementi fondanti di tutta l’attività di Unione Fiduciaria.

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Caso Volkswagen

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2015

wolkswagen groupIn relazione alle notizie emerse sul caso Volkswagen, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato oggi di aver interpellato “sull’accaduto, sia il KBA, Kraftfahrt-Bundesamt, soggetto terzo, il maggiore omologatore delle auto in questione, sia il costruttore”, chiedendo “di conoscere se il medesimo illecito (…) risulti essere praticato su omologazioni della stessa autorità tedesca per l’Europa e se i veicoli sono stati commercializzati in Italia” e, in questo caso, di “acquisire, i risultati dei controlli di conformità che il KBA vorrà effettuare”.
“Non basta! E’ evidente che non basta acquisire le prove del KBA, visto che avevano già omologato i veicoli, ma i dati vanno riverificati con prove in Italia, con le attrezzature impiegate per le omologazioni fatte in Italia, a cura del Dipartimento trasporti terrestri, in modo da accertare la veridicità delle prove e confrontare in maniera omogenea la produzione tedesca con quella italiana e degli altri Paesi” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
L’associazione di consumatori chiede anche una revisione delle norme e delle procedure europee sia per le prove di consumo, che per le omologazione in genere, per adeguarle alle condizioni di traffico di oggi.
“Le prove sui consumi sono nate quanto le autostrade non c’erano. Sono fatte in laboratorio, su rulli e senza traffico. Chiediamo siano fatte su strada, altrimenti i consumatori non saranno mai correttamente informati sul reale consumo della vettura che vogliono acquistare” ha concluso Dona.

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Pubblicità in materia sanitaria

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

La L. 5 febbraio 1992, n. 175, recante “Norme in materia di pubblicità sanitaria e di repressione dell’esercizio abusivo delle professioni sanitarie”, comminando la sospensione dall’esercizio professionale a carico di coloro che effettuino pubblicità senza l’autorizzazione ovvero con mezzi e forme non disciplinati dalla legge, non prevede una contravvenzione amministrativa ma una fattispecie di illecito disciplinare; pertanto va escluso che detta legge abbia comportato la tacita abrogazione del R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, art. 201 (Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie), che assoggetta a sanzione amministrativa pecuniaria la violazione delle norme sulla pubblicità in materia sanitaria da esso previste. (Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net)

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Legittimo impedimento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Intervenendo  in Senato nel dibattito sulla fiducia posta sul provvedimento del legittimo impedimento, il Sen. Mauro Marino (PD) ha dichiarato:  “In realtà si tratta di ‘illegittimo impedimento’ da declinarsi come ‘illegittima licenza’ per un uomo solo di fuggire dalle sue responsabilità pregresse con il pretesto dei doveri del suo attuale ufficio. In questo contrasto lessicale c’è tutto il non senso di questo provvedimento, oltre all’implicito rischio dello stravolgimento degli equilibri tra i poteri dello Stato. Siamo all’ultima tappa di un climax crescente, che parte dai condoni per gli evasori fiscali, passa attraverso quelli per i devastatori del paesaggio, fino ad arrivare allo scudo fiscale per i patrimoni illegali, in un’orgia di potere, che rende lecito l’illecito sotto il crisma del consenso avuto dal popolo, ma non esercitato nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

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I militari e i partiti politici

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2009

“Molti militari di tutta Italia ci riferiscono di essere stati superiormente diffidati dall’iscriversi ai partiti politici e, in particolare, al PDM” Lo afferma Luca Marco Comellini segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari – “Tale condotta delle scale gerarchiche è gravemente illecita e deve cessare, atteso che l’articolo 49 della Costituzione sancisce il diritto di tutti i cittadini di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale e, peraltro, la potestà prevista dal successivo articolo 98 di limitare – mediante legge – il diritto d’iscriversi ai partiti politici non è stata mai esercitata dal Parlamento. Ne discende che tutti i militari possono iscriversi ai partiti politici e svolgere attività politica, ovviamente fuori dal servizio. Il PDM – prosegue Comellini – ha lo scopo di portare all’interno delle Forze armate e di polizia la democrazia e il rispetto dei diritti costituzionali affinché sia realizzata una piena e consapevole partecipazione alla vita sociale e politica del Paese delle donne e degli uomini in divisa. Presupposto della democrazia è innanzitutto la corretta informazione e, quindi, riteniamo indispensabile che il personale in divisa sia lealmente reso edotto dei suoi diritti. A tal fine, denunceremo e perseguiremo nelle opportune sedi ogni ulteriore abuso o minaccia che ci verranno segnalati”.

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Inchiesta Corte dei Conti su Aster a Genova

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

“Noi auspichiamo massima chiarezza sul caso dell’Aster perché i cittadini hanno il diritto di sapere come vengono gestiti e impiegati i soldi dei contribuenti. Fa benissimo la Corte dei Conti a indagare al fine di accertare i parametri di assegnazione dell’appalto pubblico alla società Aster, che da quest’anno è rientrata sotto la dipendenza del Comune”. Lo ha affermato Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti, commentando l’inchiesta in corso da parte della Corte dei Conti sulla azienda Aster, titolare della manutenzione dell’arredo urbano di Genova e sospettata di irregolarità nei contratti stipulati, con utilizzo illecito di denaro pubblico. Indagini di questo tipo potrebbero essere solo un ricordo, considerato che un emendamento del decreto anti-crisi approvato ieri a Montecitorio, il cosiddetto «Lodo Bernardo» (dal nome del deputato pidiellino che lo ha presentato), in futuro limiterebbe l’azione della Corte dei Conti, mettendo in salvo una serie di soggetti (aziende municipalizzate, società a controllo pubblico) e subordinando l’avvio di una indagine alla certezza del reato commesso. “Il Lodo Bernardo – continua il referente ligure del movimento diretto da Antonello De Pierro – minaccia seriamente e pericolosamente inchieste simili a questa di Genova, quando invece eventuali indagini degli organi competenti non devono per principio essere punitive, bensì finalizzate a portare chiarezza e ridare trasparenza alla gestione della cosa pubblica”

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Class Action

Posted by fidest press agency su martedì, 5 Maggio 2009

Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali – Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanita’ L’emendamento del Governo al testo della class action licenziato dalla Commissione Giustizia e’ importante perche’ recepisce alcune delle parti del disegno di legge che avevo presentato ad inizio legislatura e che, rifacendosi alle norme Usa, intendeva dare una risposta di fattibilita’ e di uso diffuso ad un testo che, come quello approvato a suo tempo dalla Finanziaria del 2008, creava solo i privilegi di alcune corporazioni di avvalersi di questo strumento. Ma non va bene in assoluto, perche’ presenta una lacuna non secondaria a cui cerco di rimediare con la presentazione di una serie di emendamenti. La lacuna e’ che l’uso di questa azione giudiziaria collettiva e’ si’ consentita a chiunque, ma non a chi non e’ utente e consumatore, cosi’ come definito nell’attuale Codice del Consumo. Per cui, per esempio, i consumatori potrebbero avviare una class action contro un’azienda automobilistica per un difetto diffuso su un modello di un’automobile da loro acquistata, ma altrettanto non potrebbero fare i concessionari che -ingannati anch’essi- hanno contribuito alla diffusione di quelle auto difettate. Si tratta, cioe’, di applicare questa forma di rivalsa giudiziaria a tutti coloro che patiscono le conseguenze di un comportamento presunto illecito applicato su larga scala ad una parita’ di soggetti, indipendentemente se questi siano consumatori o utenti finali. Qui gli emendamenti depositati: Emendamenti al testo del Governo 30.0.1 ((Modifiche all’articolo 140-bis del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206), art. 30 bis. (Azione di classe). Comma 1. Cassare ” consumatori e degli utenti” e sostituire con “cittadini”.

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