Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘illusione’

Illusione della libertà e morbo del fuori tempo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Un libro di ragionamento e riflessione sulla politica nell’ultimo trentennio, un ”viaggio culturale” tra disincanto e disillusione, con poche concessioni alla quotidianità della politica. Una sollecitazione a ripensare ad una democrazia sostanziale, al concetto di cittadinanza, al rapporto tra rappresentanza e pubblica opinione, alla funzione dei partiti, ai processi di formazione delle élite, in sintesi ai fondamentali della democrazia rappresentativa, temi su cui sarebbe opportuno riflettere, se crediamo che sia necessario immaginare il futuro della democrazia liberale.
L’attenzione dell’Occidente, in particolare di quello europeo, è, invece, totalmente assorbita dalle difficoltà finanziarie e dallo sviluppo economico, così come già negli anni Cinquanta il sociologo Daniel Bell aveva previsto che: “la crescita economica sarebbe diventata sempre più la religione secolare delle società industriali”.
Una società non può permettersi di non guardare, pensare e costruire il futuro, pena l’avvio della sua decadenza, e noi stiamo trascurando notevolmente di interrogarci sul futuro cullandoci nell’illusione di vivere in una perenne e sostanziale libertà. Responsabile anche un’influenza, spesso una manipolazione di massa, favorita in larga parte dai mezzi di comunicazione, i moderni Istituti Luce, appropriato acronimo di Unione Cinematografica Educativa. I moderni canali di comunicazione fungono, poi, da sfogatoi e, nello stesso tempo, da utili ammortizzatori sociali. Rincorriamo, sempre e comunque, la quotidianità della cronaca, incoraggiati dalla dialettica partitica ad occuparci di risvolti, del tutto secondari e marginali, sicuramente non sostanziali, degli avvenimenti; o, peggio, subiamo la strumentalizzazione che la politica riesce a fare di qualsiasi criticità, di qualsiasi avvenimento, di qualsiasi errore di cui essa stessa è responsabile.
Il volume, fondamentalmente, evidenzia il deficit di cultura politica di cui soffrono il Paese e complessivamente l’Europa, una mancanza acuita dalla marginalità di una cultura e ancor meno di una pratica del liberalismo. La politica internazionale, i Diritti umani, il crimine organizzato, grandi temi affrontati in un’ottica fuori dal coro e quanto mai distante da visioni preconcette o di parte. La difficile, e per tanti versi illusoria, pratica della libertà, ostacolata anche dalla “Tirannia della maggioranza” mirabilmente esplicitata da Tocqueville, si accompagna ad inevitabili stati di solitudine. Gaetano Mosca da centoventi anni ci segnala che la politica equivale all’arte di prevedere e prevenire, ma questo non è il caso dell’attuale dirigenza europea, come individuato nel volume dall’autore che, però, per sua stessa ammissione è afflitto dal morbo del Fuori Tempo. (fonte: http://www.societalibera.org

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Le opposizioni e il governo ombra

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

Prendo spunto dall’intervista di Paolo Flores d’Arcais al Corriere della Sera di oggi. Invita le opposizioni ad abbandonare il parlamento e a dar vita ad un governo ombra. Suggerisce un nuovo giuramento della Pallacorda. A parte la suggestione del richiamo storico, non sono assolutamente d’accordo. La strada giusta, a mio avviso, va nella direzione opposta. Più presenza ed attività parlamentare perché ci sono le condizioni per rendere ogni voto, ogni discussione, una Caporetto per la maggioranza. C’è una strana illusione ottica nel Paese, secondo cui l’opposizione è impotente e non ha i numeri alla Camera per far cadere il governo. E’ vero il contrario. Faccio un esempio: nella commissione Bilancio, la supposta maggioranza è minoranza. In quella commissione si possono approvare proposte ed emendamenti da mandare poi al voto in Aula, dove sovente il centrodestra di governo è sotto coi numeri. In queste condizioni li potremmo costringere non solo a discutere e modificare le loro proposte, consentendo al Parlamento di riprendere le sue funzioni peraltro, ma anche ad approvare nostri emendamenti e proposte di legge. Per far questo,però, serve la volontà politica. Troppo spesso, purtroppo, le dichiarazioni roboanti rese in sala stampa cozzano con un atteggiamento morbido e remissivo in aula e nelle commissioni. Il vero problema, dunque, è in una certa parte dell’opposizione, che non vuole davvero mandare a casa Berlusconi. Non ora almeno, perché dopo non saprebbe cosa fare. Con chi allearsi, con quale leader, con quale programma. Per questo preferisce vivacchiare, costringendo il Paese a prolungare la sua agonia politica. Invierò una lettera ai miei colleghi capigruppo di Pd, Udc, Fli (che trovate anche in allegato) per invitarli ad un incontro e studiare una strategia comune. La mia idea è presentare due o tre importanti proposte di legge per affrontare la crisi economica e sociale che investe l’Italia e portarle prima in commissione e poi in Aula. Allora vedremo chi ha i numeri. E vedremo quanto resisterà il Pdl, che ha bisogno di continue ‘trasfusioni’ di  cosiddetti ‘responsabili’ per non diventare minoranza. (Massimo Donadi parlamentare Idv)

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Siamo davvero liberi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2010

Milano 3 dicembre alle ore 18 presso la Casa della cultura in via Borgogna 3 a (Codice edizioni) di Mario De Caro Andrea Lavazza e Giuseppe Sartori. Alla presentazione vi sarà Andrea Lavazza, uno degli autori, studioso di scienze cognitive, Alessandro Zaccuri, scrittore e saggista, e Roberta De Monticelli, docente di Filosofia della persona presso l’Università San Raffaele.
Nel libro, i 3 Autori cercano d’indagare il mistero del libero arbitrio a partire dalle neuroscienze. Infatti, se la libertà delle nostre scelte e delle nostre azioni ci sembra il più naturale e incontrovertibile dei dati, recenti scoperte neurobiologiche suggeriscono che noi diventiamo consapevoli dei nostri movimenti solo dopo che il comando cerebrale è partito e che, molto spesso, tale consapevolezza è propria di osservatore esterno prima che di noi stessi. Queste le basi per rimettere in discussione il concetto di responsabilità morale e di libertà e per capire se ci si trovi di fronte a delle illusioni.

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Raccolta firme contro il nucleare

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

Prende il via venerdì 24 settembre alle 21.00, nell’aula consiliare di Canegrate, la campagna di raccolta firme per una legge d’iniziativa popolare. A lanciarla sul territorio il Forum per la Sinistra di Canegrate, che accompagna l’iniziativa con il dibattito “L’Alternativa del sole”. Moderatore sarà Roberto Colombo, relatore Mario Agostinelli, coautore di L’Energia felice, libro che sostiene la tesi antinuclearista, boccia l’illusione della crescita illimitata minando alla base il modello di sviluppo affermatosi nel mondo occidentale e messo duramente alla prova dalla crisi finanziaria.
«Il Forum per la Sinistra -spiega il portavoce Roberto Colombo- vuole riconoscere l’attenzione che merita a un argomento di importanza strategica per il Paese e che emerge saltuariamente nel dibattito politico; l’energia e la scelta delle fonti. Dopo mesi in cui le pagine di politica sono state riempite di polemiche prive di qualunque interesse per il Paese reale, quello che lavora e si confronta con la crisi, il forum per la Sinistra di Canegrate vuole dare un segnale, proporre un tema che è centrale per lo sviluppo e l’ambiente; ambiti, questi, che nessuno può più commettere l’errore di immaginare in conflitto fra loro. La nostra posizione è chiara: siamo per le energie rinnovabili e contro l’uso indiscriminato dei combustibili fossili, senza che l’esaurimento di questi ultimi comporti il ritorno al nucleare prospettato dal Governo. Ascolteremo il parere e discuteremo con un chimico e fisico, Mario Agostinelli, che da anni si occupa della questione e che argomenterà i motivi di questa scelta di campo. Sensibilizzare l’opinione pubblica su una questione di questa rilevanza è il primo passo per favorire al partecipazione e un atteggiamento di cittadinanza attiva: in questo percorso, centrale per il Forum, rientra la raccolta di firme contro il nucleare e a favore delle energie rinnovabili». (Forum per la Sinistra di Canegrate)

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Clerici-Guttuso: Illusione e realtà

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2010

Vittoria (Rg) fino al 9 maggio 2010 Sala Mazzone.  Sono rimaste, praticamente, poche ore per consentire ai visitatori di accedere alla straordinaria esposizione dedicata al confronto fra due grandi maestri del Novecento, il milanese Clerici e il palermitano Guttuso, acquistando un unico biglietto: in programma spettacoli teatrali, concerti, esibizioni di artisti del circo e laboratori che avranno in comune con la mostra d’arte lo scenario della ex Centrale Elettrica, la Sala Mazzone, appunto, che ospita la mostra. Il biglietto cumulativo è di 6 euro: per tutta la durata del festival, infatti, nelle ore serali che coincidono con gli spettacoli, l’ingresso alla mostra sarà di appena 1 euro (inizialmente era 3). Ricco di contributi critici il catalogo (Mo.Ra. Editore) con introduzione di Francesco Gallo: contiene brani antologici firmati da grandi letterati e storici dell’arte del Novecento (Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia e Giulio Carlo Argan) assieme ai quali figurano testi di Raffaele Carrieri, Nicoletta Campanella e Giorgio Giovanni Guastella. Prosegue infine nella vicina Enoteca Regionale delle Strade del Vino “Cerasuolo di Vittoria”, al Castello Enriquez, l’apertura parallela agli orari della mostra nelle sere di venerdì, sabato e domenica.(mazzone)

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Chopin: una storia d’amore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

Mercoledì 28 aprile al Teatro Fellini di Faenza ore 21 in Piazza S.Maria Foris Portam 2 – Prima Nazionale “Chopin: una storia d’amore raccontata per magia e pianoforte” con il Mago Casanova L’iniziativa cerca di avvicinare anche il pubblico più giovane ad un autore di indubbia qualità artistica. La storia di Chopin, naturalmente rappresentata con i costumi dell’epoca, sarà raccontata tramite la sua storia d’amore con George Sand, una poetessa che per pubblicare i suoi scritti utilizzava uno pseudonimo maschile. L’obiettivo è dunque quello di omaggiare un grande autore in maniera giovanile e in un linguaggio fruibile a tutti, grazie anche al fascino della magia e dell’illusione. (Chopin)

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Garibaldi: L’illusione italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2010

Dal 20 aprile in libreria, B.C.Dalai editore. L’educazione guerrigliera e sentimentale in America Latina come un Che Guevara di inizio Ottocento; poi la guerra solitaria del 1848 e la mitica difesa di Roma nel 1849; i Cacciatori delle Alpi e la pazzia dei Mille a regalare mezza Italia ai Savoia; e ancora, l’Aspromonte, Mentana e l’ultima vittoria, a Digione, sessantacinquenne in carrozzina sotto le insegne francesi: tutta la vita dell’eroe è segnata da due parole, Italia e Libertà. Ma davvero Italia e Libertà sono accomunabili? Garibaldi ha perso, regalando il suo Paese a un re vanitoso e a un primo ministro per cui il compromesso era tutto. Ha perso arroccandosi a Caprera, quasi un auto-esilio voluto, invece di puntare su Roma. Che cosa sarebbe successo, alla fine del 1860, se decine di migliaia di bergamaschi e napoletani, milanesi e siciliani, genovesi e calabresi fossero entrati a Roma completando finalmente la rivoluzione italiana? Garibaldi ha perso contro la mania scissionista di Mazzini che ha sempre continuato a fondare nuovi partiti e promuovere rivoluzioni che nessuno voleva. Ha perso contro l’astuzia politica di Cavour, di Mussolini, di Bossi, che hanno sempre puntato tutto sull’incompiutezza della sua rivoluzione.  Raccontare la storia di Giuseppe Garibaldi, da Nizza alla Lega Nord, significa ripassare la storia di centocinquant’anni di illusione italiana.
Nicola Fano è giornalista e storico del teatro. Tra i suoi libri: Le Maschere italiane (2001) e Gli italiani di Shakespeare (2008). Ha curato inoltre Teatro di Varietà di Ettore Petrolini (2004). Per B.C.Dalai editore ha pubblicato De Rege Varietà (1998) e ha curato i romanzi di Sandro Onofri raccolti ne I padri e i figli (2008). Ha scritto i copioni di una dozzina di spettacoli teatrali, tra cui Tutta colpa di Garibaldi, con Gioele Dix e Sergio Fantoni (2007).

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L’illusione di Dio

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Roma dal 17 al 28 marzo 2010 Via de’ Filippini, 17/A  Teatro dell’Orologio – Sala Grande Drammaturgia e regia di Adriana Martino su testi di  Spinoza, Nietzsche, Dostojevski,  Paolo Flores D’arcais, Gianni Vattimo, Michel Onfray,  Piergiorgio Odifreddi, Eugenio Scalfari con  Pietro Bontempo Nicola D’eramo, Bruno Viola, Fabrizio Raggi, Maurizio Repetto. Scene e costumi di Anna Aglietto Musiche a cura di Benedetto GhigliaÈ uno spettacolo che ha l’ambizione di occuparsi di un tema che oggi è al centro di un interesse crescente: il tema della fede e della religione, delle motivazioni degli atei e dei credenti e quindi del rapporto con la cultura laica. Il tema è talmente vasto e complesso che si è dovuto inevitabilmente fare una scelta di campo e cioè focalizzare l’attenzione su quegli esponenti, filosofi e scrittori, che si richiamano a quella linea di pensiero che fa capo alla cultura illuministica. Siamo partiti da quel pilastro che è Baruch Spinoza che con il suo  Trattato teologico-politico ha scosso profondamente l’ortodossia teologica giudaica-cristiana. Naturalmente l’ombra di Dostojevski incombe quando si trattano argomenti del genere : nel  romanzo “I  Karamazov” l’autore si arrovella sul tema dell’esistenza di Dio con l’angoscia che prelude al nichilismo nietszchiano del “Dio è morto”. Abbiamo messo poi a confronto filosofi come Paolo Flores D’arcais con Gianni Vattimo e Michel Onfray che pur provenendo da formazioni diverse si chiedono, in un appassionato dibattito, le ragioni di questo prepotente ritorno al bisogno di sacro che spesso sfocia in fondamentalismi religiosi inquietanti. Viene  immaginato  anche un incontro in una   biblioteca  fra il filosofo Spinoza e Piergiorgio Odifreddi  che si affrontano in un dialogo  serrato e provocatorio. Nel finale il tema della “gratuità del male” dopo  Auschwitz, in un appassionato monologo di Scalfari che si interroga con toni lucidi e tormentati sulle ragioni della sue convinzioni profondamente laiche. (foto)

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“Clerici-Guttuso. Illusione e realtà”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Vittoria (Rg) 20 marzo – 5 maggio 2010 Sala Mazzone, Cinquanta opere uniche di due celebri artisti del Novecento italiano, il milanese Fabrizio Clerici e il palermitano Renato Guttuso, saranno messe a confronto a Vittoria, in provincia di Ragusa, nella mostra “Clerici Guttuso. Illusione e realtà” organizzata dall’associazione culturale Arte Viva guidata da Giovanni Bosco, in collaborazione con il Comune di Vittoria e curata da Francesco Gallo, critico d’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Si tratta di oli e disegni provenienti da collezioni private di tutta Italia e ospitati nella Sala Mazzone, lo spazio espositivo ricavato nell’ex Officina Elettrica Municipale di Piazza Enriquez che, restituita alla piena fruizione pubblica, ha di recente fatto da scenografia alla documentatissima mostra su Fausto Pirandello – il pittore figlio del drammaturgo Luigi – promossa dallo stesso Bosco e curata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, con un testo in catalogo di Francesco Gallo.  “Da tempo – spiega Giovanni Bosco – desideravo riunire e proporre in un unico spazio l’opera dei due maestri così distanti per nascita e formazione e, tuttavia, grandi amici nella vita e attentissimi l’uno alle forme espressive dell’altro”. “Sarà un confronto a distanza fra due grandi personalità – aggiunge il curatore – che, molto diversi nella maniera di concepire la pittura, hanno segnato l’arte di un’epoca: realista e socialista Guttuso, con gli addentellati da Picasso a Bacon. Surreale Clerici, come De Chirico e Savinio”. Ricco di contributi critici il catalogo (Mora Editore) con introduzione di Francesco Gallo; contiene brani antologici firmati da grandi letterati e storici dell’arte del Novecento (Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia e Giulio Carlo Argan) assieme a cui figurano testi di Raffaele Carrieri, Nicoletta Campanella e Giorgio Giovanni Guastella. Proprio quest’ultimo, sottolinea le differenze fra i due: “Architetto Clerici, allievo di un pittore di carretti siciliani Guttuso, milanese Clerici, bagherese Guttuso, sebbene entrambi romani d’elezione (…) algido, rigoroso, razionale Clerici, appassionato e ‘sicilianamente’ caloroso Guttuso”. Eppure, si apprende, sempre capaci di confronto e di dialogo “In un clima – aggiunge Gallo – in cui erano ancora possibili gli anatemi e le sconfessioni, escludendo il periodo torbido della storia culturale ed artistica italiana, ma anche francese, cioè di due paesi occidentali con fortissimi partiti comunisti, che dal ’47 al ’55 ebbero a perdere il lume della ragione, prendendosela con tutti, con poeti, scrittori, pittori, scultori, musicisti, registi…”Una mostra, dunque, anche come pretesto offerto a studiosi, storici e intellettuali per tornare ad analizzare un periodo controverso della nostra storia. Agli studenti delle superiori della provincia iblea, infine, è rivolto un progetto didattico elaborato da Arte Viva per educare all’amore per l’arte e la cultura e che sarà illustrato nel corso dell’esposizione.

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Rosso d’uova: con il colorante!

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2010

Ai consumatori piace di un bel colore arancione. Stiamo parlando del rosso delle uova che nell’immaginario collettivo deve avere una colorazione forte. Il ricordo e’ quello delle galline allevate nell’aia, nutrite con granoturco e vegetali vari, che davano uova dall’arancione intenso. Le galline malaticce o poco nutrite deponevano invece poche uova dal rosso pallido. Come risolvere il problema quando le galline sono allevate in batteria e depongono uova non gradite al consumatore? Semplicemente aggiungendo un colorante al mangime! Quel bel colore arancione che vediamo nel tuorlo quando apriamo un uovo è dovuto alla cantaxantina (E161g), un colorante ammesso dalla legge, che da’ l’illusione di avere le uova della nonna. Una illusione, ovviamente. Lo stesso colorante viene usato nei mangimi per i salmoni e le trote per dar loro una bella tinta di arancione. La soluzione? Avere un amico che alleva galline con il granoturco! ( Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Religioni senza cultura

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Roma 22 febbraio ore 18.30 Centro culturale San Luigi di Francia – largo Toniolo 21  in lingua francese – ingresso libero conferenza – presentazione del libro di Olivier Roy direttore di ricerca all’École des hautes études en sciences sociales (Ehess) e all’Institut d’études politiques (Iep) di Parigi. Attualmente insegna negli Stati Uniti. Dal 1984 è consulente del ministero degli Affari esteri francese. Nel 1988 Roy ha lavorato come consulente dell’Ufficio delle Nazioni Unite incaricato di coordinare i soccorsi in Afghanistan. A partire dal 1993 è stato rappresentante dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) in Tajikistan. Tra i suoi libri tradotti in italiano ricordiamo: Global Muslim. Le radici occidentali del nuovo Islam (Feltrinelli 2003), L’impero assente. L’illusione americana e il dibattito strategico sul terrorismo (Carocci 2004) e Islam alla sfida della laicità. Dalla Francia una guida magistrale contro le isterie xenofobe (Marsilio 2008). Nel libro sono sviluppati alcuni argomenti di grande attualità e chiariti alcuni interrogativi. Perché, ad esempio, decine di migliaia di musulmani si convertono al cristianesimo o diventano testimoni di Geova? Come si spiega che la religione che cresce più velocemente nel mondo sia il pentecostismo? Perché il salafismo, una dottrina musulmana particolarmente severa, attira i giovani europei? Perché tanti giovani si stringono intorno al papa nelle Giornate mondiali della gioventù e così pochi entrano in seminario? Come è possibile che i difensori della tradizione anglicana conservatrice siano oggi nigeriani, ugandesi e kenioti, mentre il primate della Chiesa d’Inghilterra approva l’uso della sharia? Perché la Corea del Sud, in proporzione ai suoi abitanti, fornisce il più alto numero di missionari protestanti del mondo? Come è potuto succedere che il primo musulmano e il primo buddhista eletti al Congresso americano siano neri convertiti? La teoria dello scontro di civiltà non permette di comprendere questi fenomeni. Perché, lungi dall’essere l’espressione di identità culturali tradizionali, il revivalismo religioso è una conseguenza della globalizzazione e della crisi delle culture. La “santa ignoranza” è il mito di una purezza religiosa che si costruisce al di fuori delle culture. Questo mito anima i fondamentalismi moderni, in concorrenza tra loro su un mercato delle religioni che acuisce le loro divergenze e contemporaneamente standardizza le loro pratiche. “La santa ignoranza consiste in due cose. La prima è la svalutazione della cultura a vantaggio della fede: per i nuovi credenti, nel peggiore dei casi, la cultura non esiste che sotto forma di paganesimo e, nel migliore, non ha valore, come per Benedetto xvi, se non quando è abitata dalla fede. Quello che scompare è l’idea di un’autonomia positiva della cultura. La seconda cosa è l’indifferenza verso la teologia a vantaggio della fede come ‘vissuto’. In questo caso la santa ignoranza non è un ritorno a un qualche arcaismo bensì l’espressione di un atteggiamento moderno: l’affermazione di sé, la gioia del momento, l’esserci in opposizione al pensiero, l’immediato in opposizione al tempo.”

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Class action: un’illusione

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2009

Con il vincolo di interessi identici si restringe in modo spaventoso la possibilità di ricorrere all’azione collettivo.  Infine vi è il danno punitivo che la legge pone a carico non dell’impresa responsabile della pratica commerciale scorretta, ma dei consumatori che attivano l’azione collettiva. Per non parlare poi dei costi che vanno preventivati per coprire la “pubblicità” sull’azione collettiva che il giudice è chiamato a decidere, e dell’aspetto burocratico del deposito della documentazione probatoria che ogni consumatore deve personalmente presentare in Tribunale. Anche qui invece di semplificare si rende tutto più complicato. Ed infine se i criteri di risarcimento sono quelli previsti dalle Carte di Servizio si rischia di aver avviato una procedura complessa per ottenere un pugno di mosche come risarcimento. Tutto questo porta Adiconsum a concludere che in queste condizioni difficilmente l’azione collettiva potrà decollare. Molti ci chiedono quante possano essere le azioni collettive.  La risposta è semplice: per ogni condanna che c’è stata recentemente o che ci sarà in futuro da parte delle Autorità di mercato o di regolazione può essere innestata una immediata e successiva azione risarcitoria. Quindi i casi potrebbero essere numerosi. Occorrerà tuttavia verificare come la Magistratura intende applicare questa normativa se alla lettera con scarsi o nulli risultati o avendo come riferimento le esperienze europee, con qualche probabilità, quindi, in questo caso, di successo in più. Una cosa è certa – conclude Paolo Landi, segretario generale Adiconsum – se vogliamo un’ azione collettiva efficace questo testo deve essere migliorato. Per “efficace” intendiamo le stesse norme già in atto nei vari Paesi europei, compresi Portogallo e Grecia.

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La guerra dei mondi

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

Di Herbert Gorge Wells La guerra dei mondi, pubblicato a Londra nel 1897, è considerato uno dei primi romanzi di fantascienza scritto da uno dei pionieri del genere. L’avvio è lento, con una riflessione sulle false certezze umane, a metà tra il filosofico e l’umoristico, nell’epoca dell’illusione positivista. Subito, però, la storia si anima e, in un crescendo di suspense, viene descritto l’arrivo sulla Terra di terrificanti marziani che seminano distruzione e minacciano di cancellare ogni traccia di vita sul pianeta. Un gioco della fantasia e una lente di ingrandimento sulle paure della società post industriale inglese, ancora oggi attuale, grazie a uno stile che coniuga con intelligenza gli ingredienti del racconto fantastico e del romanzo dell’orrore. Pagine 192 Euro 14,00 EAN 978-88-425-4405-0

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