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Il rischio dell’imbarbarimento culturale

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2021

Non sembra vi possa essere spazio a quel metodo che si rifaceva al sistema degli “attriti tra contrari”. Esso si dispiegava in una sorta di distributore del sapere per minorenni ignoranti che aspettano l’imbeccata e a precettori che esigevano obbedienza, quasi cieca. Si risolveva in un principio di autorità che imponeva dall’alto e di fuori. Ora niente è imposto di fuori. Qui c’è soltanto da capire.E’ il punto fondamentale rispetto al principio di totalità. Come funziona una nave? La nave ci parla di esocibernetica: pilota e timone sono due cose diverse. La vita di ciascuno di noi ci parla di endocibernetica. Il pilota, infatti, è di dentro, è fatto di conoscenza e volontà, di esperienza e di parametri d’ordine superiore. Non più eterodiretti, ma autodiretti. Per far questo bisogna aver capito il funzionamento. Non è possibile fermarsi a una sola parte: il motore senza timone. Non si può frammentare il viaggio come Ulisse nella grotta di Circe. Il principio di totalità si rifà al principio di ortogenesi. Tutti abbiamo in testa l’idea della giustezza; e quando pilotiamo la nave tra gli scogli e quando ascoltiamo un motore che perde colpi, dobbiamo ricorrere al confronto con gli altri e con l’ambiente. Dal confronto, dalla dimostrazione razionale e positiva, nasce una convinzione. Convinzione significa che restiamo avvinti, non contro la nostra libertà, ma mediante la nostra libertà. La vita è una serie di problemi da risolvere. Da piccoli si risolvono con l’aiuto e l’insegnamento degli altri. Crescendo, il comando esteriore s’interiorizza sino alla convinzione. E nella convinzione facciamo tutt’uno con la legge. Un tutt’uno felice, nel momento in cui questo tutt’uno si chiama amore. (Riccardo Alfonso)

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Il rischio dell’imbarbarimento culturale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Non sembra vi possa essere spazio a quel metodo che si rifaceva al sistema degli “attriti tra contrari”. Esso si dispiegava in una sorta di distributore del sapere per minorenni ignoranti che aspettano l’imbeccata e a precettori che esigevano obbedienza, quasi cieca. Si risolveva in un principio di autorità che imponeva dall’alto e di fuori. Ora niente è imposto di fuori. Qui c’è soltanto da capire.
E’ il punto fondamentale rispetto al principio di totalità. Come funziona una nave? La nave ci parla di esocibernetica: pilota e timone sono due cose diverse. La vita di ciascuno di noi ci parla di endocibernetica. Il pilota, infatti, è di dentro, è fatto di conoscenza e volontà, di esperienza e di parametri d’ordine superiore. Non più eterodiretti, ma autodiretti. Per far questo bisogna aver capito il funzionamento. Non è possibile fermarsi a una sola parte: il motore senza timone. Non si può frammentare il viaggio come Ulisse nella grotta di Circe. Il principio di totalità si rifà al principio di ortogenesi. Tutti abbiamo in testa l’idea della giustezza; e quando pilotiamo la nave tra gli scogli e quando ascoltiamo un motore che perde colpi, dobbiamo ricorrere al confronto con gli altri e con l’ambiente. Dal confronto, dalla dimostrazione razionale e positiva, nasce una convinzione. Convinzione significa che restiamo avvinti, non contro la nostra libertà, ma mediante la nostra libertà. La vita è una serie di problemi da risolvere. Da piccoli si risolvono con l’aiuto e l’insegnamento degli altri. Crescendo, il comando esteriore s’interiorizza sino alla convinzione. E nella convinzione facciamo tutt’uno con la legge. Un tutt’uno felice, nel momento in cui questo tutt’uno si chiama amore. (Riccardo Alfonso)

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Il rischio dell’imbarbarimento culturale

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

Non sembra vi possa essere spazio a quel metodo che si rifaceva al sistema degli “attriti tra contrari”. Esso si dispiegava in una sorta di distributore del sapere per minorenni ignoranti che aspettano l’imbeccata e a precettori che esigevano obbedienza, quasi cieca. Si risolveva in un principio di autorità che imponeva dall’alto e di fuori. Ora niente è imposto di fuori. Qui c’è soltanto da capire.
E’ il punto fondamentale rispetto al principio di totalità. Come funziona una nave? La nave ci parla di esocibernetica: pilota e timone sono due cose diverse. La vita di ciascuno di noi ci parla di endocibernetica. Il pilota, infatti, è di dentro, è fatto di conoscenza e volontà, di esperienza e di parametri d’ordine superiore. Non più eterodiretti, ma autodiretti. Per far questo bisogna aver capito il funzionamento. Non è possibile fermarsi a una sola parte: il motore senza timone. Non si può frammentare il viaggio come Ulisse nella grotta di Circe. Il principio di totalità si rifà al principio di ortogenesi. Tutti abbiamo in testa l’idea della giustezza; e quando pilotiamo la nave tra gli scogli e quando ascoltiamo un motore che perde colpi, dobbiamo ricorrere al confronto con gli altri e con l’ambiente. Dal confronto, dalla dimostrazione razionale e positiva, nasce una convinzione. Convinzione significa che restiamo avvinti, non contro la nostra libertà, ma mediante la nostra libertà. La vita è una serie di problemi da risolvere. Da piccoli si risolvono con l’aiuto e l’insegnamento degli altri. Crescendo, il comando esteriore s’interiorizza sino alla convinzione. E nella convinzione facciamo tutt’uno con la legge. Un tutt’uno felice, nel momento in cui questo tutt’uno si chiama amore. (Riccardo Alfonso)

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Gheddafi un male necessario?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Adolf Hitler and Benito Mussolini walking in f...

Image via Wikipedia

Mi ha colpito la dichiarazione rilasciata qualche giorno fa ad una emittente radio da Luca Barbareschi nella quale, parlando dei fatti libici, ha rilevato che quanto accade in quel paese è l’inevitabile conseguenza di una lotta interna destabilizzante e che giustifica la terribile reazione di Gheddafi. In altre parole checché Gheddafi faccia è motivata dalla necessità di mantenere la sua leadership e, quindi, va giustificato. Se è questo il convincimento di Barbareschi davvero ci troviamo al cospetto di un imbarbarimento della politica che se ha una spiegazione negli eventi passati dalla dittatura di Mussolini a quella di Hitler, meno si giustifica ai giorni nostri dove il rispetto per le opinioni altrui e il concetto stesso che diamo della democrazia sembra prevalere alle logiche della brutalità politica fine a stessa. La circostanza mi colpisce direttamente poiché ho apprezzato, ai suoi esordi, la rivoluzione libica di Gheddafi e dei suoi compagni d’avventura perchè fu maturata e realizzata con un numero esiguo di vittime. Fu gestita negli anni successivi, perseguendo un progetto politico apprezzabile per i suoi fini e per aver avuto il merito di abbattere un potere che fondava la sua ragione d’essere sulla corruzione, il malcostume e l’avidità dei suoi dignitari e tutto a spese del popolo che era condannato ad una miseria estrema. (l’ho scritto in un libro che è visibile su http://www.fidest.it alla pagina pubblicazioni Fidest) Una considerazione che si è infranta man mano che venivo a conoscenza che per detenere il potere Gheddafi non si è fatto scrupolo di esercitare la violenza. Ciò non di meno speravo che quanto mi dicevano fosse caricato dalla propaganda dei suoi avversari per alienare le simpatie di alcuni ambienti occidentali, più permissivi, nei confronti del rais. Ora non vi sono più dubbi. Un uomo che ordina di bombardare il suo paese e di uccidere indiscriminatamente la popolazione delle città libiche e di lasciare che i feriti siano abbandonati nelle strade impedendo che siano soccorsi con l’ausilio di cecchini mercenari provenienti da altri paesi non solo ha tradito la rivoluzione che gli ha dato merito ma anche l’amore per il suo paese e tutto per mantenersi al potere e tutelare i suoi vasti interessi economici. E’ vero che l’Europa, e l’Italia nello specifico, molto dipendono dalla Libia per gli approvvigionamenti energetici di petrolio e di gas e che, quindi, devono in ogni caso, dopo le esecrazioni di rito, continuare a dialogare con Gheddafi, ammesso che resti al potere come sembra vi riesca, ma dovrebbe pur esserci un limite all’indecenza e all’avidità dei mercati e dei mercanti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Solidarietà a Ruotolo

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2009

“A nome dei deputati e dei senatori di Italia dei Valori esprimiamo a Sandro Ruotolo, raro esempio di giornalista coraggioso ed indipendente, e alla sua famiglia piena solidarietà per le vili minacce di cui è stato oggetto. Confidiamo altresì nel lavoro degli investigatori che ci auguriamo possa far luce quanto prima su tale preoccupante episodio da non sottovalutare, segnale di un imbarbarimento del clima nel nostro Paese” lo affermano in una nota l’on. Massimo Donadi e il sen. Felice Belisario, presidenti dei gruppi parlamentari di Idv.

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