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“Melanomi, le differenze contano”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

università bresciaBrescia lunedì 29 maggio alle ore 18.30 presso Aula Magna S. Faustino dell’Università degli Studi di Brescia, Facoltà di Economia, con il patrocinio di IMI – Intergruppo Melanoma Italiano. Un tumore maligno della cute con un’incidenza in continua crescita, addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni, che nel nostro Paese si stima presenti 13.800 nuovi casi l’anno. L’iniziativa, patrocinata da IMI (Intergruppo Melanoma Italiano), partita da Genova a luglio dello scorso anno, sta proseguendo anche quest’anno nei principali centri ospedalieri italiani.
“Fino a pochi anni fa il melanoma era considerato una neoplasia rara, oggi è in crescita costante in tutto il mondo. Nelle Regioni settentrionali i tassi arrivano fino a 12 casi ogni 100.000 persone, in quelle meridionali si attestano intorno ai 6-7 casi ogni 100.000 abitanti.– afferma il Prof. Alfredo Berruti, Professore Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università degli Studi di Brescia – Il melanoma è quindi una malattia per la quale è necessaria un’attività continua di sensibilizzazione e di prevenzione. Inoltre, nuove strategie terapeutiche hanno sensibilmente migliorato le possibilità di cura e questo è importante per tutti coloro che si ammalano di questa patologia.”Negli ultimi anni, grazie ai progressi della ricerca scientifica, sono migliorate le conoscenze sui diversi tipi di melanoma ed è oggi possibile caratterizzare questa malattia a livello molecolare, ovvero a partire dal DNA. Si è scoperto così che i melanomi non sono tutti uguali, ma ne esistono di diversi tipi, ciascuno con caratteristiche diverse che lo identificano permettendo una cura mirata e specifica. Sono state identificate le mutazioni genetiche più frequenti che all’interno della cellula tumorale, ne regolano la crescita cellulare, come ad esempio la mutazione a carico del gene BRAF, che riguarda circa il 50% dei melanomi e che permette un trattamento a bersaglio molecolare diretto verso la mutazione specifica.In questi casi l’approccio terapeutico è radicalmente diverso, non più chemioterapia, ma farmaci intelligenti che, utilizzando i bersagli molecolari specifici, hanno dimostrato di essere efficaci nei pazienti che presentano quella specifica mutazione.“L’incontro di Brescia, aperto alla popolazione e ai pazienti, ha lo scopo di fare il punto sulle misure preventive: la prevenzione primaria, che agisce sui fattori di rischio e la prevenzione secondaria, che attraverso la diagnosi precoce, ha lo scopo di ridurre la mortalità per questa malattia. – prosegue il Prof. Alfredo Berruti – Inoltre si darà ampio spazio alle possibilità di cura: le nuove strategie terapeutiche basate sulla terapia a bersaglio molecolare e l’immunoterapia e alla gestione degli effetti collaterali. Infine si tratteranno gli aspetti emozionali di fronte alla diagnosi e durante il percorso terapeutico e il ruolo dell’alimentazione come prevenzione e nel percorso di cura. Dermatologi, oncologi medici, dietiste e psicologhe e le associazioni dei pazienti animeranno l’incontro”.
Le necessità informative dei pazienti sono quindi molte e le occasioni di confronto con i medici, insieme all’attività svolta dalle Associazioni pazienti presenti sul territorio nazionale (Melanoma Italia Onlus e AIMaMe), aiutano l’accesso ad informazioni corrette e aggiornate e nel contempo favoriscono la formazione di una comunità forte e strutturata che possa operare per una sempre migliore gestione del paziente con melanoma. Affrontare oggi il melanoma significa, per il paziente e il familiare, avere molte domande. Il Progetto Melanomi nasce proprio con l’intento di dare una risposta a questa necessità informativa e associativa dei pazienti. “La diagnosi precoce rappresenta lo strumento più efficace per il controllo clinico-prognostico del tumore cutaneo. Per questo motivo è molto importante che i nostri pazienti, e la popolazione in generale, siano adeguatamente informati sulla malattia e sulle sue potenziali conseguenze. L’esperienza ci ha insegnato che se vogliamo veramente sensibilizzare in un ambito difficile come questo, dobbiamo essere i primi a fornire servizi utili e supporto ai pazienti e alle loro famiglie, coinvolgendo la comunità allargata, nonché le istituzioni” dichiara la dott.ssa Giovanna Niero, Vice Presidente di A.I.Ma.Me.

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“Gli Internati Militari Italiani”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2009

Di Mario Avagliano e Marco Palmieri (Einaudi Editore), la storia degli IMI attraverso le lettere e i diari dei protagonisti. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 centinaia di migliaia di militari italiani furono disarmati dai tedeschi e posti di fronte ad una drammatica scelta: continuare la guerra sotto le insegne nazifasciste o essere deportati nei campi di concentramento? La gran parte di loro – circa 650 mila, tra cui 30 mila ufficiali e 200 generali – rifiutarono di continuare a combattere al fianco dei tedeschi e scelsero di non aderire alla Repubblica di Salò. La conseguenza del loro “no” fu la deportazione e l’internamento nei lager nazisti, non come prigionieri di guerra ma con lo status fino ad allora sconosciuto di IMI, Internati Militari Italiani, voluto da Hitler per sottrarli alla Convenzione di Ginevra e sfruttarli liberamente. Questa pagina sconosciuta della seconda guerra mondiale, della guerra civile tra italiani tra il 1943 e il 1945, della Resistenza e della Guerra di liberazione italiana ed europea, è stata a lungo trascurata e dimenticata nel dopoguerra. I diari e le lettere degli IMI, inquadrati da una corposa introduzione storica, sono raccolti in nove capitoli, dal viaggio in tradotta verso i lager al ritorno a casa dei sopravvissuti, con un’appendice di foto e disegni dai campi.
MARIO AVAGLIANO è nato a Cava de’ Tirreni. Vive e lavora a Roma. Giornalista professionista, studioso di Storia contemporanea, è vicedirettore delle Relazioni Esterne e della Comunicazione dell’Anas e collabora con E Polis e varie riviste storiche. Ha lavorato per diverse testate tra cui: Il Messaggero, il Giornale Radio della Rai, il Giornale di Sicilia, i quotidiani del gruppo Agl-L’Espresso.
MARCO PALMIERI è nato a Isernia. Giornalista e studioso di Storia contemporanea, ha lavorato per diverse testate; è membro del Centro Studi della Resistenza dell’Anpi di Roma-Lazio e ha pubblicato numerosi articoli e saggi sulla deportazione, l’internamento e le vicende militari italiane nella Seconda guerra mondiale. Per Einaudi ha pubblicato, con Mario Avagliano, Gli Internati Militari Italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 (2009).

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