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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘immaginario’

Convegno: “Fantastico Mediterraneo – La via italiana all’Immaginario”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 febbraio 2019

Roma 20 febbraio dalle ore 17 presso la Biblioteca della Camera dei Deputati (Palazzo San Macuto, via del Seminario, 76) il convegno rappresenta un inedito assoluto nel quale l’autorevole cornice istituzionale sottolinea l’importanza che l’eredità mediterranea, ed italiana in particolare, hanno avuto nello sviluppo della mitopoiesi dell’immaginario. Dall’epopea sumera di Gilgamesh ai capolavori omerici, da Virgilio all’Ariosto, dalle fiabe di Basile alle moderne declinazioni dell’avventura immaginate da Salgari, la narrativa dell’Altrove (rinata nel Novecento nel mondo anglofono con il genere “fantasy” oggi assurto, tra kolossal hollywoodiani e industria dei videogiochi, a fenomeno mediatico globale) si è nutrita per secoli di un retaggio storico, leggendario e folclorico dalle influenze paragonabili, se non addirittura superiori, alle parallele influenze di provenienza nordeuropea. Antico crogiuolo di latinitas e sensibilità celtica, luogo di geografie scolpite dalle vicende di un Medioevo e di un Rinascimento intriganti come il migliore dei romanzi, epicentro culturale dell’antico Mare Nostrum e delle sue inesauribili suggestioni, il retaggio identitario del nostro Paese torna con questo convegno al centro della riflessione critica sulle origini dell’epos fantastico di ieri e di oggi. Un momento importante per rivalutare – col supporto di studiosi di varie discipline ed esperti del settore – l’importanza di un contributo troppo spesso sottovalutato, il cui potenziale visionario può e deve tornare ad ispirare il racconto collettivo di una nuova generazione di autori italiani. Intervengono all’incontro: Gianfranco de Turris (Giornalista, critico ed esperto di letteratura fantastica), Mario Polia (Antropologo e storico delle religioni), Andrea Gualchierotti (scrittore), Francesco La Manno (Saggista, presidente di Italian Sword and Sorcery), Greta Cerretti (Psicologa), Maria Burani Procaccini (scrittrice). Introduce e coordina i lavori Adriano Monti-Buzzetti (Giornalista RAI e scrittore). Conclude il vicepersidente della Camera Fabio Rampelli.

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I pittori dell’immaginario. Arte e rivoluzione psicologica

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

Siena 21 giugno ore 18 (dal 25 giugno fino al 2 settembre 2018 orari di apertura lunedì e mercoledì 10.00 – 13.00 martedì e giovedì 10.00 – 13.00 e 15.00 – 17.00) Bilioteca e Fototeca Giuliano Briganti Santa Maria della Scala Piazza Duomo inaugurazione mostra I pittori dell’immaginario. Arte e rivoluzione psicologica. Un’opera dalla lunga genesi, non è solo un libro d’arte ma anche un testo letterario dove si intrecciano, con trame sottili, poesia, filosofia e psicologia. Uno studio approfondito ed elaborato che può essere considerato all’avanguardia nel linguaggio critico-letterario di Giuliano Briganti. Il titolo della rassegna è ripreso dall’omonimo libro del professor Briganti, edito da Electa nel 1977.
La rassegna bibliografica presenta una selezione di preziose edizioni di libri dall’alto interesse artistico e li propone, quali “strumenti di un racconto cartaceo”, per la conoscenza di quella complessa corrente pittorica visionaria e fantastica e di quell’atteggiamento nei confronti del reale, che si concretizzò in Europa, tra la seconda metà del Settecento a tutto l’Ottocento, investendo numerosi ambiti della cultura. Componenti essenziali del cambiamento epocale, furono la «rivoluzione psicologica» e la scoperta dell’inconscio che dettero origine ad una temperie sentimentale, intellettuale e romantica, di cui il neoclassicismo ne fu il momento iniziale. Passando per le pregevoli monografie di pittori come Füssli, Mortimer, Barry, Sergel e Flaxman che furono, come scrive lo stesso Giuliano Briganti «i primi artisti dell’immaginario», sarà possibile inoltre, ammirare in mostra, le straordinarie incisioni settecentesche di Giovanni Battista Piranesi, artista incisore che fu la «prima concreta attuazione artistica del sublime».

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Cinema e identità italiana. Cultura visuale e immaginario nazionale fra tradizione e contemporaneità

Posted by fidest press agency su domenica, 26 novembre 2017

cultura di cinemaRoma Martedì 28 Novembre 2017, ore 9:30 / 29 Novembre 2017 DAMS, Polo Aule Via Ostiense 139 si svolgerà la XXIII edizione del convegno internazionale di studi promosso dal Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo, in collaborazione con il Centro Produzione Audiovisivi – Università Roma Tre, curato da Stefania Parigi, Christian Uva e Vito Zagarrio. Il tema proposto, Cinema e identità italiana. Cultura visuale e immaginario nazionale fra tradizione e contemporaneità, pone al centro il profilo e il carattere di una nazione così come sono stati interpretati e restituiti dal cinema, dai media e dalla cultura visuale.Interverranno numerosi studiosi e ricercatori provenienti da diverse università italiane e internazionali: keynote speaker saranno Roberto De Gaetano (Università della Calabria) e Suzanne Stewart-Steinberg (Brown University). Sono inoltre in programma due grandi eventi che si svolgeranno al Teatro Palladium (piazza Bartolomeo Romano, 8):
– martedì 28 novembre alle 21 verrà proiettata la copia restaurata di Maciste all’inferno (Guido Brignone, 1926), con musica dal vivo eseguita dall’Orchestra dell’Università di Parma, sonorizzazione e direzione a cura di Luca Aversano (Università Roma Tre). La serata sarà introdotta da Denis Lotti (Università di Padova) e Stefania Parigi (Università Roma Tre);
– mercoledì 29 novembre, sempre alle 21, incontro con i Manetti Bros. coordinato da Christian Uva (Università Roma Tre) e Vito Zagarrio (Università Roma Tre).

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Mostra: Filippo Maggiore: “Il Paesaggio” Immaginario

Posted by fidest press agency su sabato, 25 marzo 2017

maggioreMantova via Ippolito Nievo 10 dal 25 marzo al 6 aprile 2017 Galleria Arianna Sartori. Inaugurazione: Sabato 25 marzo, ore 17.30. Sarà presente l’artista. Mostra e Catalogo a cura di: Arianna Sartori. Catalogo con testi di: Francesca Lucioni e Susanne Capolongo Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso Domenica e festivi.
Per la prima volta a Mantova si potranno ammirare i dipinti del Maestro Filippo Maggiore ospitati dalla Galleria Arianna Sartori. Ci sono due modi di fare esperienza del paesaggio: muovendosi al suo interno, fissando un orizzonte, un limite mobile che avanza con l’avanzare del corpo generando una profondità, oppure avere uno sguardo onnisciente, una sorta di sguardo divino che vede al di sopra di esso. Il primo approccio prevede un’esperienza meramente fisica, un addentrarsi nei suoi meandri, mentre il secondo prevede un distaccamento ed una ricostruzione mentale. Due modalità differenti che rimandano ad un avvicinamento e allontanamento dall’oggetto in questione.
La pittura di Filippo Maggiore è il collante fra questi due elementi: da una parte la sua esperienza vissuta, dall’altra il suo ricordo e rielaborazione.
L’artista nasce e passa la sua infanzia a Catania, dove ha modo di osservare e vivere in un ambiente denso di colori dalle tinte calde, vivaci ed avvolgenti, dominato da una luce che abbaglia penetrando ogni elemento, la sua maturità invece la trascorrerà a Milano, cittadina sul finire degli anni cinquanta ricca di stimoli culturali ma dall’atmosfera più cupa. A contatto con questo ambiente, Maggiore, ha modo di affinare la tecnica ed arrivare a una maggiore consapevolezza artistica.
Nascono così i suoi Paesaggi retaggio ed elaborazione delle sensazioni ed esperienze avute durante il passato. Quelle che osserviamo sono delle visioni in cui il ricordo agisce da filtro selettivo e semplificativo, un velo che conferisce maggior consapevolezza. A passare in rassegna nella mente dell’artista sono le forme e i colori; le tinte sempre evocative abitano forme dai caratteri onirici, mai descrittivi nella volontà di identificare un paesaggio reale. Ad ogni osservatore infatti sembrerà di avere di fronte luoghi già visti. Quella di Filippo Maggiore non è una pittura realistica anche se ad uno sguardo distratto parrebbe così.
Un elemento che concorre a determinare la cifra stilistica di Maggiore è la fissità degli elementi. Il tempo sembra bloccato, paesaggi immobili ricordo delle composizioni metafisiche di Giorgio De Chirico, dove ogni elemento sembra bloccato nel suo processo. Anche nelle opere di Maggiore vige una sorta di chiarezza compositiva; l’ordine conferisce alle sue opere un senso di immobilità permanente che fa perdere la relazione diretta con le realtà. Allo stesso modo l’interrogativo che potrebbe porsi l’osservatore è sulla veridicità dei soggetti osservati, innescando il medesimo quesito che si ha di fronte alle tele degli artisti Surrealisti. Sogno e realtà dunque si fondono in modo indissolubile provocando una beatitudine visiva. In alcuni lavori scorgiamo delle presenze umane, figure in armonia con l’ambiente, mai ingombranti ma piuttosto fusione con il contesto circostante. Maggiore attraverso di esse ci racconta della sinergia fra uomo e natura, un rapporto sofferto e rimpianto. Tali figure, infatti, sono trattate nella stessa maniera pittorica degli alberi, dell’acqua e delle colline che li avvolge. Giovani e adulti, sembrano colti in momenti di assoluta pace. Tale potrebbe essere la medesima sensazione che si ha osservando uno dei dipinti più noti di Georges Seurat “Una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte”, opera realizzata fra il 1884-86. Anche qui l’atmosfera è luminosa e calda, un senso di rilassatezza pervade la scena, le figure sono immobili anche se colte nell’atto di svolgere delle azioni.
Esattamente come accade nelle composizioni di Maggiore, lo stesso trattamento pittorico è destinato sia alle figure umane che al contesto paesaggistico; un abbraccio primitivo sembra pervadere le composizioni provocandoci una sorta di malinconia. Immaginiamo la tecnica di Seurat, come quella di Maggiore, molto lenta e riflessiva, il contrario di una pittura istintiva e gestuale. E questa è la stessa sensazione che ci restituisce l’artista, una lentezza che sembra contrastare con la frenesia e l’incalzante ritmo della società contemporanea, è forse questo clima, dominato da un soffio lento, che ci porta a leggere le composizioni con estrema calma restituendoci un sentore di armonia e un forte senso di perdita. Francesca Lucioni (dal catalogo della mostra) (foto: maggiore)

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Occhi nel Buio: L’immaginario del Sospetto nell’antropologia della Paura

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2016

antonio faetiBologna Dal 18 ottobre 2016 al 9 maggio 2017 nella Biblioteca d’arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale (via Nazario Sauro 20/2) X Edizione del corso realizzato e condotto dal Prof. Antonio Faeti. Il titolo e il tema dell’edizione 2016-2017 è Occhi nel Buio. L’immaginario del Sospetto nell’antropologia della Paura, 25 lezioni che analizzeranno il tema della paura non solo come conflitto individuale e privato, ma come fenomeno sociale legato a particolari momenti storici: la paura del male, del passato e delle tenebre, della peste e delle rivolte e quindi della guerra e della fame.
Il corso ideato e condotto dal Prof. Faeti quest’anno giunge all’importante traguardo della decima edizione; infatti, è a partire dal 2007 che la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna promuove e sostiene quest’attività che ha riscosso un crescente successo ed è diventata un punto di riferimento nel settore. Dal mese di ottobre e fino a maggio, si terrà il ciclo di 25 lezioni di due ore ciascuna, tenute dal Prof. Faeti. I corsi trattano in maniera approfondita le tematiche forti del Professore quali la fiaba, la letteratura per l’infanzia, l’immaginario, il fantastico, la storia dell’illustrazione, l’alta narrativa italiana e internazionale, lo sviluppo della creatività. Sono rivolti in particolar modo – per contenuti e impostazione didattica – a insegnanti, educatori, studenti, laureandi del settore, operatori culturali, bibliotecari, librai e a quanti si occupano di pedagogia.
I corsi sono patrocinati dall’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna e hanno ottenuto il riconoscimento dell’Ufficio Scolastico Territoriale con decreto del Ministero dell’Istruzione quale attività di formazione e aggiornamento di interesse per la comunità scolastica. La Fondazione Carisbo ha reso fruibili al pubblico le 400 ore di lezione in formato DVD tenute dal prof. Faeti durante i nove corsi promossi dall’ottobre 2007 a maggio 2016. (foto: antonio faeti)

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Il Brexit nell’immaginario popolare

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2016

montecitorio“Mano a mano che passano le ore va aumentando la consapevolezza di alcune delle conseguenze possibili non solo a livello europeo, ma anche a casa nostra. In questa prospettiva le paure si mescolano all’ignoranza e le interpretazioni di quanto accaduto assumono toni di malcelata insoddisfazione rispetto all’intero sistema politico, economico e sociale. Direi che lo stato d’animo più diffuso, l’emozione globalizzata che si tocca con mano è proprio una ansia diffusa, che crea insicurezza e che non intravvede soluzioni nè a breve nè a basso costo, nè delegabili a qualcuno. La diffidenza verso chi governa in Inghilterra va ben oltre Cameron e in Italia ben più in là di Renzi, si spinge fino alla Merkel, a Junker, e considera tutti i governanti nazionali ed internazionali inadeguati al compiti che sono chiamati a svolgere”.
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di area popolare, che continua: “Non sarà facile lunedi tornare a lavorare in Aula a Montecitorio; o in altri luoghi, che siano le banche o l’università, gli ospedali e perfino i campi di calcio, sembra che tutti dovranno fare i conti con qualcosa che fino alla fine hanno voluto evitare di considerare come possibile. A Roma non ci si è ancora ripresi dal tornado Cinquestelle e già si piomba in un’altra prospettiva che cambia i punti di riferimento. A cominciare dai due assiomi di questo governo: la riforma elettorale e la riforma costituzionale, sostanzialmente intrecciate tra di loro. I No al referendum italiano sulle riforme sono argomento di conversazione che trae forza anche dal referendum inglese; la stagione d’oro di Renzi sembra avviarsi ad una fase assai più conflittiva e su chi vincerà le prossime elezioni in Italia si fanno ipotesi tutt’altro che allettanti. La gente è confusa, non vuole ricette facile, non accetta soluzioni scontate. E’ arrivato il momento dello studio serio, delle ipotesi verificate, dei dati non manipolati, dell’ascolto delle realtà scomode. Forse a queste condizioni si può anche ricominciare a crescere”, conclude la Binetti. (n.r. Quanto scrive l’on.le Binetti lo considero un atto di onestà intellettuale che le rende merito. Lo dico riflettendo su ciò che sono e che pretendono d’essere i politici nostrani anche se il discorso ci farebbe facilmente scivolare su una piattaforma territorialmente più ampia. E’ che anche noi da cronisti avvertiamo in giro un’aria “pesante” dove le persone per lo più non ci manifestano il loro scontento con le parole ma a volte lo fanno con un’espressione del volto e ancora peggio non volendone parlare come se a farlo si sminuisse tutta la loro amarezza. E’ che l’Italia, come sistema, sta andando allo sbando: ognuno cerca di arrangiarsi a modo suo, diffida persino del vicino o del parente. E’ che abbiamo una classe politica incapace d’intercettare il malessere che dilaga e cerca di distrarci con gli argomenti che interessano meno la gente ma sono capaci di far riempire le pagine dei giornali e permettere ai soliti parolai d’occupare ore intere a blaterare nei meeting televisivi. Il vero punto debole, a mio avviso, è la mancanza di certezze dalla sicurezza, con una delinquenza che dilaga e si fa sempre più violenta, al lavoro che manca di là della solita presa in giro dei decimi di percentuali che le statistiche rilevano un po’ su e un po’ giù. Ora ci si mettono anche le banche ad essere percepite non più sicure mettendo a rischio i pochi risparmi di una vita. A questo punto la riflessione c’indurrebbe a ritenere che non dovremmo più pensare con la logica degli schieramenti politici che tradizionalmente li definiamo di destra, di centro e di sinistra in quanto non esistono più nel sentire popolare. Essi sono stati sostituiti da chi ha e da chi è con una minoranza che comanda e vive con il superfluo e una maggioranza sempre più amplia che elemosina il necessario.)

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Berlusconi: è davvero accanimento giudiziario?

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2011

Rosario Amico Roxas è chi porta costantemente all’attenzione dei media e della rete numerosi aspetti cruciali della nostra esistenza: dal tema religioso e le sue contraddizioni a quello economico e sociale in una cultura capitalistica dove sembra passare in secondo ordine il fattore umano e alla politica dell’essere e del fare. In quest’ultimo campo siamo stati, da svariati anni a questa parte, sviati dall’esercizio del governo del paese dalla figura emblematica di un uomo che ha avuto il merito, se così si può dire, di offrirci un ruolo di cui avremmo volentieri fatto a meno. D’altra parte troppo forti restano, nel nostro immaginario, le figure di personaggi, per rimanere ai tempi più recenti, come De Gasperi, Moro, Fanfani che hanno fatto della presidenza del consiglio un punto di riferimento e di prestigio per le istituzioni.
Qui parliamo, se a qualcuno fosse sfuggito, di Silvio Berlusconi, già “palazzinaro” e tuttora patron di reti televisive e gestore mediatico multiforme. Si dice di lui, prima ancora di parlare di ciò che ha fatto nell’interesse del paese, dei suoi conflitti giudiziari e proprio perché tanti non ha trovato di meglio che definirli “accanimenti”. Ma non vorremmo associarci ai “ragazzi del coro” alias suoi critici per liquidarlo con una nota di biasimo. Vorremmo, semmai, considerare un aspetto che ci sconcerta: riguarda la emotività popolare e il suo metro di giudizio. In altre parole ci chiediamo il perché non ci siamo chiesti, tutti in coro, se dietro lo scudo dell’accanimento giudiziario sollevato dall’intrepido Silvio vi sia qualcosa del suo operato che non funziona e non si debba rimuoverlo prima di osannarlo, non per i suoi meriti, ma per i reati di cui è accusato e per i quali non si difende nelle aule dei tribunali ma preferisce svirgolare con leggi ad hoc, con prescrizioni e legittimi impedimenti. Non ha fatto, tanto per intenderci, come lo sdegnoso Bettino Craxi che ha scelto la via dell’esilio o di Giulio Andreotti che ha preferito farsi giudicare e persino condannare nel primo grado di giudizio (processo Pecorelli) ma poi essere assolto nei successivi giudizi. Egli ha, invece, preferito trasformare le accuse in un leit motiv dal quale trarne vanto. In questo bailamme Rosario Amico Roxas vi intravede un gioco ancora più raffinato riferendosi alla recente pronuncia della Consulta sul legittimo impedimento. In questo modo, per Rosario, l’argomento portante si focalizza sui tre processi in corso (Mills, Mediaset e Mediatrade), ma con il rischio che siano messi in ombra altri aspetti che riguardano direttamente il ruolo istituzionale del premier. Queste cose non le dice solo Rosario ma le riprende dagli scritti di Paolo Biondani e Vittorio Malagutti. Per costoro sono due gli aspetti che andrebbero approfonditi:
a)     I rapporti personali tra il presidente del consiglio e gli emirati arabi, che nulla hanno a che vedere con la politica estera italiana.
b)    Una nuova inchiesta per riciclaggio penetra nei segreti della Banca Arner.  Dove ci sono i conti della famiglia Berlusconi e dei suoi uomini di fiducia. E dove si intrecciano storie di fondi neri. Nel mirino ci sono giochi di sponda milionari con i paradisi fiscali. Almeno una decina di conti e società off shore di cui, secondo i rilievi degli ispettori della Banca d’Italia, non sarebbe possibile individuare il reale beneficiario. È un terreno minato per definizione, ma la vicenda rischia di trasformarsi in un caso politico. Perché la Arner da circa 15 anni è la banca di famiglia di Silvio Berlusconi.
Il tutto merita per me una riflessione finale: se i partiti sono tali in quanto li lega al loro elettorato un collante ideologico quello del Pdl del premier dovremmo definirlo un collante finanziario-economico di grandi interessi affaristici? Se è così che ci “azzecca” la fidelizzazione dei pensionati, dei disoccupati, dei cassa integrati, dei lavoratori dipendenti e autonomi monoreddito, dei detentori di medi e bassi stipendi ovvero, diciamo per non essere tacciati d’accanimento terapeutico, del 70% degli italiani? Ditemelo voi che mi leggete. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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“Il Paesaggio (dipinto)”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Roma inaugurazione 16 dicembre ore 18  via della Vetrina, 21 Galleria V.M.21 artecontemporaneaUn paesaggio che vive attraverso l’uso e attraverso la percezione. Un paesaggio che mostra le sue qualità geometriche, compositive e materiche.  I quadri di Jernej Forbici raccontano di idilli e di paesaggi perduti, della bellezza del mondo e del fallimento umano.
Maddalena Mauri rappresenta la relazione che ha con la sua visione del passaggio, di cui fa circolare il suo presente e il suo immaginario, quasi come certi poeti dell’ottocento che guardarono popolarsi, attraverso i loro occhi, un intero paesaggio e successivamente lo videro svanire.
Nicolas Pallavicini è un pittore vero, uno dei pochi contemporanei a credere seriamente e con grande responsabilità alla forma quadro.
“Queste tele non rappresentano nessun paesaggio, ma sono della stessa natura di esso. E’ il colore, che come materia, si organizza in paesaggio, così come, è lo sguardo ad organizzare la natura in paesaggio. L’artista unisce la potenza espressiva dell’astrattismo a un tema e lavora in controsenso, lasciando che in alcuni momenti sia il paesaggio a rivelare la natura intrinseca della pittura e in altri sia la pittura a rivelare la natura del paesaggio”.

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Il malato immaginario

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

Bologna Sabato 2 e domenica 3 Ottobre, feriali ore 21, domenica ore 16, teatro Dehon via Libia 59, in occasione del 35° Anniversario della fondazione, la Compagnia Teatroaperto/Teatro Dehon – Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna invita tutti i cittadini ad assistere gratuitamente allo spettacolo “IL malato immaginario” di Molière. Regia di Luciano Leonesi, scene di Fabio Sottili, musiche a cura di Piero Ferrarini, luci di Poppy Marcolin, costumi di Renata Fiorentini, fotografo di scena Gino Rosa, organizzazione e produzione Tiziano Tommesani. Con Guido Ferrarini, Aldo Sassi, Alessandro Fornari, Marzia Bolognini, Tania Passarini, Maria Grazia Ghetti, Marco Bullitta, Andrea Zacheo. Il grande capolavoro di Jean Baptiste Poquelin detto Molière, torna sulla scena per merito della Compagnia storica TEATROAPERTO, fondata e diretta da Guido Ferrarini. Un grande allestimento. Un’occasione da non perdere. (malato)

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Karl Unterfrauner: Neophyten

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2010

Bolzano fino al 22/10/2010 Viale Druso 1, Accademia Europea di Bolzano – EURAC tower. Le piante creano atmosfera. L’immaginario collettivo ne e’ fortemente influenzato, basti pensare ai cipressi, alle palme o alla genziana. Eppure molte specie, con il concorso consapevole o accidentale dell’uomo, si sono insediate in zone dove non erano autoctone. Da questa riflessione e’ partita la ricerca sulle piante neofite – letteralmente piantate di recente- dell’artista altoatesino Karl Unterfrauner condotta insieme al ricercatore Georg Niedrist, biologo dell’Istituto per l’ambiente alpino dell’EURAC. Lo studio di queste piante “immigrate” lo ha portato a scoprire l’esistenza di 2758 varietà, di cui circa il 15% si e’ insediato nell’ambiente alpino da poco tempo. L’artista ha realizzato un lavoro fotografico che ha come oggetto queste diverse tipologie di piante immerse nel loro ambiente naturale in diversi luoghi dell’Alto Adige tra cui il fiume Talvera e lungo l’autostrada del Brennero verso la Val d’Isarco. Le immagini raccolte documentano i neofiti trovati in zona senza alcun proposito di giudizio.  Al visitatore il compito, a seconda della prospettiva di osservazione delle immagini, di rimettere eventualmente in discussione la propria idea della natura.
Karl Unterfrauner e’ nato nel 1965 a Merano. Ha partecipato a mostre personali e collettive in Italia, Germania, Austria e USA. Nel 2008 ha esposto nella galleria Johann Widauer a Innsbruck e nella Galleria Museo di Bolzano (AlpTraum, 2008). Nel 2009 ha esposto a Museion nell’ambito della mostra New Entries!,presso la Galerie Andreas Höhne a Monaco (2009) e nell’ambito della mostra interregionale Labirinto :: Libertà svoltasi a Fortezza, Alto Adige (2009). Unterfrauner vive e lavora a Bolzano. (karl)

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Reale, immaginario

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2010

Roma 19 aprile vernice ore 18 (fino al 30 aprile 2010) RossoCinabro Via Raffaele Cadorna, 28 (apertura da lunedì a venerdì  dalle 12 alle 19) L’argomento scelto è il primo di una serie di riflessioni su temi  tra loro contrapposti. Per ‘Reale’ si intende un  riferimento preciso e inequivocabile dell’arte con la realtà concreta, visibile e conoscibile del mondo. Per  ‘Immaginario’ l’indagine in luoghi sconfinati della fantasia per addentrarsi nel viaggio trascendentale dell’immaginario creativo,  il distacco quindi dalla realtà oggettiva. Una mostra che permette quindi al visitatore di aprire tutti i registri del reale, della memoria, della fantasia e anche dei sogni. Un viaggio alla luce del reale e attraverso l’occhio interiore di questi artisti e la definizione del loro rapporto con il mondo che l’immaginazione permette ogni volta di riplasmare. Nella Galleria di Roma fino al 30 aprile potrete ammirare le opere di: Piero Cefaloni, Gianpiero De Gruttola, Remo Lorenzetti, Cristina Madini, Daniele Perilli, Rossana Rigoldi.  (A cura di Cristina Madini)

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Italian newbrow

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2010

Milano fino al 5/4/2010 via Cesare Balbo, 3 Galleria AREA/B presenta Italian Newbrow – B/side, collettiva degli artisti Vanni Cuoghi, Paolo de Biasi, Eloisa Gobbo, Massimo Gurnari, Fulvia Mendini, Michael Rotondi, Giuliano Sale, Tiziano Soro, Giuseppe Veneziano, che inaugurerà il 23 febbraio 2010 nella sede di Via Cesare Balbo 3 a Milano.  Italian Newbrow e’ un’attitudine, un’inclinazione, una modalità di pensiero che attinge ad una pluralità di fonti iconografiche radicate nella cultura e nell’immaginario pop di questo nostro mondo globale e connesso. Si tratta percio’ di una condizione mentale, di un mood emotivo e spirituale, generato dai mutamenti tecnologici e culturali che hanno caratterizzato gli ultimi due decenni. Neologismo americano nato in opposizione al termine lowbrow che artisti della scena Pop surrealista consideravano diminutivo e avvilente, newbrow pone l’accento sull’aspetto nuovo e inedito di fare arte. L’italian Newbrow non solo recupera iconografie popolari come il fumetto, il tatuaggio, i cartoni animati, la televisione e il cinema di serie B e il punk, ma si confronta anche con la storia dell’arte, con la cronaca, con il design e l’ornamento e con tutti gli aspetti che caratterizzano l’attualità.  Vanni Cuoghi, Paolo de Biasi, Eloisa Gobbo, Massimo Gurnari, Fulvia Mendini, Michael Rotondi, Giuliano Sale, Tiziano Soro, Giuseppe Veneziano, nove artisti che rappresentano una parte di questo nuovo Pop italiano; Riferimenti agli anni Cinquanta, all’America, all’estetica dei tattoos; profonda ed irriverente ironia; legami con i colori e immagini di giocattoli colorati e zuccherosi,; e ancora musica, citazioni punk, e molto altro, che rivelano l’interesse di AREA/B per la contaminazione tra culture differenti.  (Immagine: Massimo Gurnari)

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Os Gemeos: Nos bracos de um anjo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2010

Milano fino al 25/3/2010 via Bazzini 17 Galleria Patricia Armocida Dopo il grande successo del 2007, la Galleria Patricia Armocida ha il piacere di annunciare il ritorno di OS GEMEOS, con la seconda mostra personale presso la propria sede di Milano. Otavio e Gustavo Pandolfo (1974, San Paolo del Brasile), gemelli identici, in arte Os Gemeos, Pionieri del writing brasiliano nella metà degli anni ’80, oltre agli incredibili lavori realizzati nelle strade di San Paolo, negli ultimi anni le loro opere sono state esposte nei musei e nella manifestazioni d’arte piu’ importanti di tutto il mondo. L’esposizione comprende opere che riflettono il loro immaginario legato al vissuto quotidiano nelle periferie urbane di una grande metropoli ricca di contrasti come San Paolo e al folklore culturale e musicale del nord est del Paese che gli occhi sensibili degli artisti traducono in visioni poetiche dalle atmosfere surreali e da sogno. I loro distintivi e riconoscibili personaggi dalla pelle gialla, dagli abiti sgargianti impreziositi da gioielli e lustrini creano ritratti delicati di musicisti, pescatori, donne e bambini che popolano scene semplici e sensuali della realtà brasiliana che Os Gemeos fondono con figure fantastiche provenienti dal loro universo onirico. La precisione del tratto, i deliziosi dettagli nel paesaggio di sfondo o nelle texture degli abiti riempiono di meraviglia e ci portano in luoghi magici e fiabeschi di un lirismo delicato, talvolta melanconico, che tocca l’anima. (Os Gemeos)

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Il sogno meridionale

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2010

Editoriale fidest. In un recente articolo Girolamo Foti, segretario del Movimento sud dei diritti, preannuncia un suo “sogno meridionale” e ne delinea i contenuti auspicando che si volti, finalmente, pagina per “apportare una nuova energia e nuove idee alle sfide che abbiamo di fronte”. Questo Sud indicato da Foti probabilmente parte da Roma in giù ma si consolida in Sicilia, dove vive ed è nato nella sua Palermo. Una città bella, ricca di monumenti e di storia. Una città che già in passato ha realizzato fermenti letterari o ha rappresentato una sintesi delle grandi cose che si sono maturate nella storia ancora prima dell’unità d’Italia. Ma se per secoli ci siamo “trastullati” con sogni che andavano e ritornavano nel nostro immaginario onirico, ora ci chiediamo se non è giunto, alla fine, il tempo per dare ad essi un significato nella concretezza del nostro presente. Sino ad ora i siciliani, ancor più degli altri meridionali, dalla Calabria ai laziali, hanno cercato di combattere i propri mali da soli e al prezzo dei propri figli migliori. Hanno vissuto il malessere del malgoverno sabaudo e la rivolta di Castellammare del Golfo è stata la risposta improvvida dell’autorità centrale. E così è andata avanti mentre i parlamentari siciliani e del resto del meridione tuonavano nell’emiciclo dei Palazzi romani a difesa del degrado e dell’abbandono in cui erano lasciate quelle popolazioni nonostante le tante promesse formulate in più occasioni dai governi che dall’unità d’Italia si sono succeduti sino alla soglia della grande guerra del ‘15/18. E anche allora il tributo di sangue offerto dalla comunità meridionale alla giovane nazione Italia, per una causa condivisa, fu grande e generoso. Poi venne la dittatura e calò il silenzio. Poi venne la liberazione e la speranza si risvegliò, ma con essa l’amarezza del dejà vu. Ora siamo vicini ad un nuovo risveglio nella certezza che non basta contare i propri martiri, che non basta avere chi autorevolmente rappresenta nelle istituzioni l’anima meridionale, non basta battersi per il miglior governo locale, non basta sognare. Occorre far sentire forte e chiara la propria voce non certo per spirito di parte o di campanile ma per una cultura del rinnovamento che è insito nelle nostre coscienze, che è forte nelle nostre aspirazioni, che è determinato nell’idea che ci siamo fatta di una società che sappia dare agli italiani dalle Alpi all’estremo lembo del Sud la convinzione di ritrovarsi fratelli in un comune destino. E per farlo questa sfida parte ancora una volta dalla Sicilia, da Palermo. E la lancia non un grande nome della cultura nazionale ma un figlio del popolo, perché è di popolo questa voglia di concretezza, questa voglia di crescere, questa voglia di dare ai nostri figli e nipoti un avvenire. Facciamo si che non cada nel vuoto, nel limbo degli agnostici. Facciamo si che diventi un popolo capace di generare al suo interno l’energia necessaria se vogliamo guardare in faccia il nostro futuro, quello dei nostri figli e nipoti, con fiducia e serenità. Ne abbiamo davvero tanto bisogno. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Roma: secondo polo turistico

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 dicembre 2009

“Si concretizza sempre di più la possibilità di realizzare anche a Roma un sistema di parchi a tema, che sono in tutto il mondo potenti attrattori turistici ed anche il parere della commissione urbanistica della Regione è positivo e va in questa direzione”. A parlare il Vicesindaco di Roma, sen. Mauro Cutrufo sul via libera della commissione urbanistica della Regione Lazio al cambio di destinazione d’uso per la zona che interessa la realizzazione del parco a tema sull’immaginario cinematografico. “Soprattutto però si vanno delineando sempre di più i contorni del secondo polo turistico della Capitale che, nella sua complessa struttura contiene cinque sottosistemi, tra cui quello ludico familiare dei Parchi a tema. Chiara indicazione di ciò sono il grande porto di Fiumicino, l’ampliamento di Ostia, il Gran Premio di Formula Uno e Cinecittà World, frutto di una fondamentale collaborazione tra Istituzioni – ha detto ancora Cutrufo”. Roma, anche secondo l’ultimo rapporto di Federculture, fa la parte da leone per il turismo italiano, con 23,7 milioni di visitatori nel 2008 seguita da Venezia con 8,8 milioni e Milano con 7,1 milioni. La Capitale può fare anche di meglio se consideriamo che oggi attrae e ospita i suoi visitatori quasi esclusivamente nel centro storico.  Per aumentare il numero di presenze e riportare Roma in vetta alle classifiche europee, che al momento la vedono sì ai primi posti ma non al top, è quindi necessario puntare su un’offerta diversificata  come quella prevista dal Secondo Polo”.

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Mark David Campbell

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2009

campbellFerrara fino al 6/11/2009 Via Vignatagliata 41, Galleria Marchesi L’uomo in movimento tra spazio e tempo a cura di Lucio Scardino  Movimento, attività e azione sono i concetti che caratterizzano l’immaginario egemonico del Maschile.  Trascendono tempo e culture facendo parte integrante del linguaggio umano simbolico universale.  Ne troviamo testimonianza nelle scene di caccia dell’arte primitiva, nelle rappresentazioni degli atleti e degli eroi dell’antica Grecia e dell’antica Roma, nel rinascimento con Davide che uccide Golia fino ai nostri giorni.  E’ attraverso movimento ed azione che la mente umana costruisce, comprende e rappresenta l’uomo.  I quadri di Mark David Cambell (che sono tutti eseguiti con tecnica mista su tela, con pittura base di colore acrilico e misure che variano dai 40×50 ai 100×120) rappresentano iconograficamente proprio questi concetti universali. La mostra ha il patrocinio del Comune di Ferrara (Campbell)

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“Er malato immaginario”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

MalatoRoma martedì  1 – domenica 6 settembre 2009 Ore 21,15 Anfiteatro Quercia del Tasso (Passeggiata del Gianicolo, di fronte all’Ospedale Bambin Gesù) Alfiero Alfieri in Er malato immaginario due atti comici in dialetto romanesco  riduzione di Alfiero Alfieri dal testo di Molière Con  Elena Pelazza, Gabriele Villa, Paolo Orlandelli, Patrizia Fanelli, Enzo Masci, Davide Alfieri, Raffaella Zappalà regia Alfiero Alfieri Musiche Mauro Tiberi Service Fonica e Luci Trafor Music Service Costumi Bice Minori Foto Lauretta Cardone Grafica Alan D. Baumann Biglietti: Euro 18 (interi) – Euro 12 (ridotti) – Euro 10 (gruppi di almeno 10 persone)
Alfiero Alfieri, esponente del teatro dialettale romano da oltre 50 anni, spalla di tanti noti artisti dell’avanspettacolo ed erede e attore in compagnia col grande Checco Durante, torna al suo affezionato pubblico con uno spettacolo esilarante che rinfrescherà le afose sere di fine estate. Dal primo al sei settembre, all’Anfiteatro Quercia del Tasso, storico spazio ubicato nel parco del Gianicolo, Alfieri rivestirà i panni dell’ipocondriaco Argante, ripercorrendo in chiave romanesca uno tra i più celebri testi di Molière. Er malato immaginario, riduzione in due atti comici con la regia dello stesso protagonista, propone un cast di nove attori impegnati in una serie di situazioni altamente comiche nelle quali troneggia il tipico spirito quirite del protagonista – romano sornione – ed in cui il dipanarsi di doppi sensi, equivoci e battute dialettali sprigiona un ritmo ferreo che tiene lo spettatore in uno stato di costante esaltazione.  In questo contesto, la riscrittura molieriana viene “umanizzata” e il “malato”, da ipocondriaco che era, si riconcilia con la vita trovando nella domestica l’unica donna sinceramente innamorata di lui. Una libera versione che presenta situazioni e personaggi dai risvolti altamente comici e più ispirati ad una efficacia popolaresca che borghese. (malato)

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Manager italiani e la famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2009

Vacanze estive più brevi, desideri morigerati e riposo in famiglia. Quasi il 50% dei manager italiani brama tre settimane di meritato riposo da trascorrere con la famiglia ma restano sempre vivi nell’immaginario i sogni di andare nello spazio e di sfrecciare a bordo di una Ferrari. E’ questo uno dei risultati del report annuale sui desideri dei manager italiani presentato oggi da Elation (www.elation.it) società nr. 1 in Italia nella vendita di attività esperienziali per il marketing relazionale e per il tempo libero. Lo studio, effettuato dall’osservatorio ECET (Elation Center for Experience Time) tra giugno e luglio 2009, su un campione di oltre 600 manager provenienti da diversi settori, dalla finanza al pharma, dal food & bevarege all’elettronica di consumo, mostra come, rispetto al 2008, sia raddoppiato il numero dei manager che scelgono di trascorrere le vacanze con la propria famiglia. In generale i quesiti posti agli intervistati erano volti a comprendere meglio come cambiano, in tempo di crisi, le scelte dei dirigenti in tema di vacanze e tempo libero.  Il 45% degli intervistati ha posto il riposo come primo obiettivo delle proprie vacanze estive, solo il 10% pensa al divertimento e ancora inferiori sono le percentuali di chi cerca nelle vacanze essenzialmente: esotismo, cultura o esperienze sportive.  Alla richiesta di indicare la principale attività che “vorrei ma non posso” la risposta principale di quest’anno è stata: trascorrere tempo con la famiglia seguita da, esaudire ambizioni personali e investire in attività culturali e formative. Rispetto allo scorso anno, in cui primeggiavano in questa speciale graduatoria le ambizioni personali e le passioni sportive, nel 2009 fanno un netto salto avanti mogli/mariti, fidanzate/i e figli.

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Collettiva a cura di Fabio Campagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2009

lungaraRoma fino al 12/6/2009 Via Della Lungara 18  Trastevere Teatro Stanze Segrete11 artisti. 5 studi d’artista. 1 teatro: opere come corpi aperti ai diversi immaginari del desiderio  Lungara 18 vuole essere un libero spazio d’incontro di tre giorni che apre ai flussi della quotidianità l’immaginario desiderante che permea i cinque studi degli artisti attivi nel Palazzo di Via della Lungara 18. La mostra continuerà nello spazio scenico del Teatro Stanze Segrete dove durante la serata d’inaugurazione avrà luogo la performance di danza di Maddalena Gana.  L’ingresso di altri corpi, quelli dei visitatori e dei loro sguardi vergini, dentro gli spazi intimi, sommersi degli artisti, rimanda ad una prima introduzione nello spazio fisico dello studio. Luogo che si presenta come corpo della visione e soggetto desiderante. Immersione che, suggerendo un improvviso affaccio sull’immaginario fisico e polimorfico delle opere che lo abitano, aiuta a svelarne la cosmogonia erotica sottesa.  Muovendo dalla dimensione pubblica a quella privata, nel passaggio tracciato dagli sguardi dentro e fuori gli studi, si consuma un dolce travaso emozionale attivato da un circuito spontaneo che contamina la realtà della quotidianità con quella desiderante degli studi.  Un processo osmotico. Una teoria di attraversamenti. Uno svelarsi progressivo che, seguendo le derive dentro gli spazi dell’immaginario, incontra le opere.  Organismi che, nella materialità e nelle dense articolazioni di significato, esplorano la realtà del corpo dentro il dispiegarsi dell’immaginario e insieme descrivono l’estensione dell’immaginario nella rappresentazione del corpo. Corpo percepito sempre come scenario vivo e come presenza sognante nel reale. // Fabio Campagna // Gli artisti coinvolti sono: Lucianella Cafagna, Cristina Carbone, Andrea Fogli, Maddalena Gana, Giuliano Gemma, Alessandra Giacinti, Anna Keen, Gianluigi Mattia, Serge Uberti, Marina Sagona, e Pilar Saltini.  Ai cinque studi, luoghi privati che diventano per la durata dell’evento delle piattaforme espositive pubbliche esponendo come organi del desiderio i lavori degli artisti, si aggiunge lo spazio del Teatro Stanze Segrete che sito, nelle immediate vicinanze del palazzo, in Via della Penitenza 3, ospiterà il lavoro di Marina Sagona.  Il teatro, che articola ulteriormente la mappatura intima, segreta, del desiderio dentro il tessuto abitativo di Trastevere, ospiterà durante la serata d’inagurazione, a partire dalle ore 20:30, la performance di danza di Maddalena Gana.
Le opere di Pilar Saltini, e Anna Keen saranno in mostra nel cortile del palazzo e negli spazi del art bistro’ Rivadestra, che durante l’inaugurazione ospiterà il rinfresco. Tutte le opere in mostra sono in vendita. (lungara)

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Nasce il promo di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2009

“Il Promo di Roma nasce come prodotto di comunicazione di eccellenza, un nuovo modo di comunicare la Capitale con un linguaggio contemporaneo, che punta a colpire l’immaginario”. A parlare il Vicesindaco di Roma, sen. Mauro Cutrufo, alla conferenza stampa di presentazione del Promo di Roma che si è svolta in Campidoglio. “Per questo abbiamo voluto il Maestro dei Maestri, Franco Zeffirelli che, pur fiorentino, ha un legame forte con la Capitale e che ha accettato con entusiasmo di firmare quello che lui stesso ha definito un omaggio alla Caput Mundi”.  “La Basilica di Massenzio, così come il Circo di Massenzio, la fontana delle Naiadi, il Fiume Tevere, il Colosseo, l’Eur, il Teatro Marcello, l’Arco di Tito, Santa Maria della Vittoria, Fontana di Trevi,  l’antico ed il moderno che si fondono per raccontare l’unicum di Roma con due protagonisti d’eccezione, Andrea Bocelli, il tenore italiano più famoso nel mondo e Monica Bellucci, un’attrice che incarna in modo perfetto al bellezza italiana. I due famosi interpreti saranno Tosca e Mario, non potevano mancare i protagonisti dell’opera romana per eccellenza, quella Tosca di Giacomo Puccini dove Roma  accoglie la storia di quegli sfortunati amanti, tratteggiati con sapienza dalle note della musica di un altro maestro fiorentino, Giacomo Puccini”.  “Dal promo – racconta ancora Cutrufo, ideatore e promotore dell’iniziativa – nasceranno tre prodotti, uno spot televisivo, una presentazione di tre minuti ed il cortometraggio vero e proprio che ha l’ambizione di partecipare anche a concorsi internazionali. Per noi che ci occupiamo di turismo, un’occasione grande per declinare una nuova politica del turismo che parte proprio dalla comunicazione. Un ringraziamento particolare va ai responsabili dei Beni culturali per la collaborazione e per le autorizzazioni a girare nei luoghi storici che fanno parte dell’immaginario mondiale di un prodotto che ne sono certo, con una Squadra di eccellenza come questa, farà il giro del mondo”.

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