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Posts Tagged ‘immigrazione’

Le “fake news” sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Da alcuni anni a questa parte vi è stato un crescendo nella comunicazione che fa riferimento alle problematiche migratorie. Perché tanto chiasso per un evento che non è solo dei giorni nostri ma ha costellato tutta la storia dell’umanità sin dai suoi primordi? Se a questo punto ci limitiamo agli accadimenti più recenti dalle migrazioni italiane negli altri paesi europei e ad oltre oceano dello scorso secolo a quelle degli altri paesi del mondo, sia a livello regionale sia intercontinentale, le ragioni di tali esodi di massa non mutano nel tempo. Vi intersecano povertà e degrado, ridotti ambiti occupazionali e forte desiderio di trovare uno spazio vitale per la propria crescita culturale e professionale e soprattutto luoghi dove il merito possa essere riconosciuto e apprezzato unitamente a una gratificazione confacente. Ciò che come italiani, pensando alla parte sana del Paese, ci indigna considerando che dagli anni della ricostruzioni, dopo le macerie della seconda guerra mondiale, ci fosse stato, se ben indirizzati da una classe politica lungimirante, lo stimolo e la creatività appropriata per portare il Paese ad un livello di crescita degno del suo nome. Siamo stati invece avviluppati dalla spire dei facili arricchimenti, dalla voglia di crescere senza radici divenendo facile preda degli imbonitori di turno. Ora dobbiamo fare i conti con nuove povertà domestiche e importate con migrazioni alle quali non siamo in grado di garantire un valido sbocco lavorativo se non per fasce molto limitate. Il tutto tende ad aggravarsi perché negli anni delle “mucche grasse” non abbiamo saputo” far tesoro delle nostre disponibilità finanziarie per porre mano a riforme capaci di rinnovare alla radice il tessuto sociale, civile, economico e politico che avrebbe potuto porci al riparo dai rischi di possibili devianze. Ciò non è stato fatto e i problemi che avevamo ora si sono aggravati e con essi i costi per dirimerli e al tempo stesso siamo entrati alla grande nel tempo delle “vacche magre”. L’immigrazione in questo contesto ha accresciuto le nostre difficoltà anche perché sta diventando incontenibile e senza controlli sia a monte sia a valle. E quel che più ci addolora è che i nostri partner europei non sembrano rendersi conto delle nostre oggettive difficoltà e con essi, purtroppo, si aggiunge una classe politica che non riesce a tenere la barra dritta a fronte delle tempestose problematicità che ci stanno travolgendo. Non sono ancora consapevoli, e speriamo in buona fede, che le riforme sono diventate improcrastinabili ed urgenti come quelle della giustizia, del fisco, della salute, della scuola e del welfare e non è detto che costituiscano necessariamente un costo per le casse dello Stato, in specie se andranno a regime. Anzi. (Riccardo Alfonso Centro studi della Fidest)

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3 ottobre 2018: Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2018

Sono passati cinque anni dalla tragedia del 3 ottobre del 2013, quando al largo dell’isola di Lampedusa 368 migranti persero la vita in uno dei più tragici naufragi avvenuti dall’inizio delle ondate migratorie degli ultimi anni, ma nel mar Mediterraneo si continua a morire. Da gennaio 2014 al 20 settembre scorso sono stati oltre 17mila i migranti che hanno perso la vita o che risultano dispersi nelle acque del Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Lo ricorda Fondazione ISMU in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, che si celebra il 3 ottobre. Nonostante nel corso dell’ultimo biennio ci sia stato un considerevole calo degli sbarchi di migranti sulle coste europee rispetto agli anni passati, dovuto soprattutto agli accordi con la Turchia prima e con la Libia successivamente, il tasso di mortalità è aumentato.Infatti, le traversate sono sempre più pericolose e le operazioni di ricerca e soccorso in mare ad opera delle navi delle Ong hanno subito diverse restrizioni di tipo legale e logistico.Secondo le stime dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati, più di 1.600 migranti hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo nei primi nove mesi del 2018, 21 persone ogni mille sbarcati.In particolare, nei primi tre mesi del 2018 il tasso di mortalità tra coloro che partono dalla Libia diretti in Italia è salito a un morto ogni 14 persone, rispetto a un decesso ogni 29 persone nello stesso periodo del 2017.

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“Altro che ora legale, serve strategia europea su immigrazione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 settembre 2018

“La credibilità dell’Ue è ai minimi termini, ormai ne abbiamo la prova definitiva. In un momento delicato come questo, in cui occorrerebbe trovare una soluzione europea per il problema dell’immigrazione incontrollata, la Commissione Europea appare impegnata in un dossier evidentemente ancora più importante: l’abolizione dell’ora legale. L’Ue appare lontana anni luce dalla realtà quotidiana dei suoi cittadini, dai problemi degli Stati rivieraschi come l’Italia, costretti a misurarsi con l’egoismo degli altri Stati membri in materia di accoglienza. Anziché perdere tempo in questioni inutili e marginali, l’Ue dovrebbe trovare subito una strategia europea sui migranti”.

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“Il tema dell’immigrazione va affrontato in modo concreto e senza ipocrisie”

Posted by fidest press agency su domenica, 22 luglio 2018

“Non siamo in condizione di ospitare centinaia di migliaia di persone che dall’Africa vorrebbero trasferirsi in Italia e non si può solidarizzare con i ‘penultimi’ ignorando gli ultimi, come sta facendo quel circuito dell’accoglienza che per ragioni di business guarda i primi e ignora i secondi. Lo spirito solidaristico vorrebbe che si indirizzassero attenzioni, energie, economie a coloro che in Africa non hanno soldi da dare ai trafficanti di uomini, né la forza fisica per attraversare il deserto e poi il Mediterraneo. Parliamo di donne, bambini, anziani, disabili, gli ultimi appunto. Ma molte Ong, d’accordo con le cooperative dell’accoglienza, preferiscono darsi appuntamento a poche miglia dalle coste con gli scafisti e alimentare questo esodo che impoverisce innanzitutto l’Africa. Se i 5 miliardi l’anno fossero indirizzati lì produrrebbero risultati 100 volte superiori a quelli conseguiti in Italia, ma non sarebbero utilizzati da quel circuito.Così come se, con accordi bilaterali e pattugliamento militare davanti alla Libia, riuscissimo a impedire ai barconi di salpare salveremmo migliaia di vite umane, ma non il portafoglio di coloro che dichiaravano: “si fanno più soldi con gli immigrati che con la droga”… L’unica soluzione è creare sviluppo, occupazione, salute in Africa, continente potenzialmente più ricco del pianeta e garantire il diritto a non espatriare, stroncandone lo sfruttamento da parte del mondo occidentale ” – così il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, intervenuto stamane al programma Coffee Break in onda su La7.

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Unione europea: L’Italia è uscita sconfitta dal vertice sul fronte economico e sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

“Ora comprendiamo perché il Presidente del Consiglio Conte sia fuggito dal confronto in Aula ed abbia lasciato al Ministro degli Esteri Moavero il difficile compito di difendere i risultati fallimentari del Consiglio Europeo in una riunione notturna delle commissioni congiunte di Camera e Senato, affinché appunto non ci fosse risalto di stampa.
L’Italia, purtroppo, è uscita sconfitta dal vertice sia sul fronte economico, come era emerso sin da subito, sia su quello dell’immigrazione, su cui maldestramente si era invece rivendicata la vittoria”.
È quanto ha rilevato il Senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso intervenendo nel dibattito seguito alla relazione del Ministro Moavero, che “nella sua onestà intellettuale ha di fatto ammesso la dura realtà”.“Cosa farà a questo punto il Governo? – ha aggiunto Urso – Chiederà alla Nato, nella prossima imminente riunione, il Blocco navale del Mediterraneo? Su questo il Ministro ha escluso una richiesta in tal senso, parlando di generico impegno sul piano della informazione e contrasto al terrorismo. E come mai il Governo nel vertice è arretrato su tutte le questioni economiche, dalla proroga dei dazi alla Russia, alle decisioni sui nuovi limiti sui crediti deteriorati, che penalizzeranno le Banche e quindi i risparmiatori italiani? Purtroppo – ha concluso Urso – si tratta di una sconfitta dell’Italia, che andava nascosta a fronte delle tante parole, spesso a vanvera, declamate durante e dopo il vertice. Quanto accaduto in questi giorni peraltro dimostra che una cosa sono le dichiarazioni altra la realtà”.

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Immigrazione: problema sociale, culturale e storico

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

L’Europa ha, sino ad oggi, ridotto all’osso le economie e lo stato sociale dei popoli africani. C’è stato prima il colonialismo poi il post colonialismo e varie forme di controllo compreso quello francese sulle monete delle ex colonie, assicurandosi l’aggio sulle esportazioni e depredando le risorse naturali di cui il continente nero è ricco. In Francia una lampadina su tre è accesa grazie all’uranio del Niger, mentre il 90% dei nigerini non ha nemmeno accesso all’energia elettrica. L’unico vero freno all’immigrazione verso l’Europa è la fine della “Françafrique”, ovvero della depauperazione delle nazioni africane da parte della Francia di Macron”.
Posta in questi termini la questione ragione vorrebbe che gli stati europei, che per secoli hanno depredato il continente africano, si facessero un doveroso esame di coscienza e offrissero agli africani quell’opportunità che la sete spasmodica di profitti, il disprezzo mostrato per i loro abitanti hanno ignorato e che oggi perpetuano il loro andazzo non riconoscendo il diritto a vivere di quei popoli che hanno saputo solo armare la mano dei loro dittatori e dei governi corrotti per cercare di continuare a raschiare il fondo del barile. Oggi, invece, sembrano voler fare di peggio lasciando a se stessi gli immigrati che a centinaia di migliaia bivaccano lungo le cose della Libia ed anche della Tunisia facendo pagare questo stato cose alla sola Italia con l’intento di trasformarla in via permanente in un campo profughi con centinaia di migliaia di disperati e senza la possibilità di sbocchi lavorativi e con il rischio concreto di destabilizzare l’intero paese ponendolo come un danno collaterale necessario. E’ questa l’Europa della solidarietà? E’ questa l’Europa che vorrebbe insegnare la libertà, la democrazia voltando le spalle a un continente di disperati? E’ questa l’Europa che non si fa scrupoli di trasformare l’Italia in una terra di conquista per la sopravvivenza della barbarie? E’ tempo di risvegliare le coscienze e di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su quella che è in realtà l’Europa dominata dai vari comitati d’affari e da mercanti senza scrupoli e che se vogliono salvare il sogno europeo dei nostri padri devono imprimere una svolta radicale a partire dalla sua leadership. (Riccardo Alfonso)

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“Il tema immigrazione ruota attorno al regolamento di Dublino”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Se nel 2003, prima delle ‘primavere arabe’ e prima degli attacchi terroristici, poteva avere un senso, ora risulta inadeguato e anacronistico. Non capire il carattere di eccezionalità della sfida sull’immigrazione è il più grave atto di miopia che l’Europa possa fare. Ma non meno miope sarebbe pensare non di risolvere ma di sfruttare l’emergenza per fini elettorali o di consenso. E questo è un tema che riguarda molti governi in Europa”.Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio in dichiarazione di voto dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno.
“Non si può dimenticare che la questione migratoria ha rilevanza europea, ed europea non può che essere la sua soluzione. L’Europa è a un bivio: o prende il toro per le corna e affronta questo problema con una strategia a breve, medio e lungo termine o rischia di essere travolta.
Parliamoci chiaro! L’Italia da sola in questi anni si è fatta carico del soccorso, dell’identificazione e dell’integrazione non solo dei profughi ma di tanti, forse troppi, migranti economici.Possono dire lo stesso altri paesi che affacciano sul Mediterraneo? Possono dire lo stesso i governi che pretendono di dare lezioni all’Italia? Oggi con che coraggio proprio la Francia, che ha gettato nel caos la Libia, si permette di darci lezioni?
Bene ha fatto il ministro Salvini a rispedire al mittente certe affermazioni e ad aver messo di fronte alle proprie responsabilità i partner europei; e altrettanto bene ha fatto il presidente del Consiglio nel ribadire che l’Italia non accetterà soluzioni calate dall’alto”.

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Immigrazione: il cavallo di battaglia della Lega

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

La domanda parte sulla base del rapporto statistico dei consensi popolari alla Lega per la sua politica di negazione all’accoglienza. Un interrogativo che in certi ambienti si cerca d’esorcizzare attaccandosi alla parola “magica” del populismo. In realtà il discorso ci porta più lontano. Da almeno quattro anni, a questa parte, i nostri governanti, in tema di accoglienza, hanno scelto un percorso oltremodo accidentato dovuto soprattutto a metodi che hanno mostrato d’essere incapaci d’avere una visione in prospettiva del problema. Alla fine tutti i nodi sono arrivati al pettine e hanno mostrato l’insostenibilità del sistema adottato. E l’inversione di rotta è oggi, senza dubbio, traumatica per tutte le parti in causa. Non dimentichiamo l’entità di questa “tragedia”: in quattro anni sono sbarcati sulle coste italiane oltre mezzo milioni di “fuggitivi”, disperati e ansiosi di trovare uno sbocco che permettesse loro di condurre una vita meno precaria. Li abbiamo soccorsi con umanità e solidarietà, al di là dell’immaginabile, perché sono stati soprattutto i poveri italiani a spezzare il loro frugale cibo con il forestiero e a mostrargli il senso della nostra ospitalità. Ma questo primo passo, legato all’emergenza, non ha avuto un adeguato supporto dalle istituzioni e le loro “distrazioni” hanno in pratica vanificato il tema dell’accoglienza per poi puntare su quello finale dell’integrazione. L’obiettivo era quello, anche se non esplicitamente dichiarato, di volerli dirottarli al più presto altrove, di là dei nostri confini. La mossa non ci è riuscita perché se noi vogliamo fare i furbi gli altri non sono stupidi. E così ci ritroviamo con una massa di diseredati che non riusciamo più a gestire e con l’aggravante di renderli nuovamente schiavi di chi senza scrupoli li sfrutta e riproduce le stesse miserie che hanno lasciato nei loro paesi d’origine. E ancora lo stato ha colpevolmente lasciato fare acuendo lo stesso rapporto tra immigrati e autoctoni. Ora ci chiediamo ci voleva proprio la Lega di Salvini per capire l’impiccio in cui ci siamo cacciati? E ancora possiamo definirli dei buoni o degli ingenui o peggio ancora i governi che hanno preceduto l’attuale nel voler ospitare tanti senza voler offrire loro un possibile sbocco di accoglienza ma anche lavorativo? Dicono che è colpa dell’Europa e si mettono l’animo in pace. E’ forse questo il modo di governare? Diciamo pure che chi è causa del suo mal pianga se stesso se non si trattasse di gente arida e che i loro dotti lacrimali si sono atrofizzati. (Riccardo Alfonso)

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Immigrati: soccorso, accoglienza, integrazione

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

Sulla questione immigrazione abbiamo giocato una partita sporca che nel giro di pochi anni ci è costata arrivi incontrollati per centinaia di migliaia di persone e decine di miliardi praticamente buttati al vento. Se ci trovassimo in un paese ligio alle regole dovremmo aprire un inchiesta parlamentare per accertare le responsabilità e individuare i colpevoli perseguendoli severamente civilmente, penalmente e patrimonialmente. I disastri che siamo costretti ad assistere sono davvero tanti e poco ci è mancato nel trasformare l’Italia nel più grande campo profughi d’Europa con l’indifferenza delle autorità comunitarie se non la loro connivenza. Ma l’aspetto più grave è ancora un altro e qui davvero parliamo di cinismo di quella parte della classe politica che si è imbarcata in questa avventura non avendo predisposto a tempo debito adeguati strumenti di accoglienza e di integrazione. E allo scorno oggi si aggiunge la beffa. Gli stessi autori di questo sfacelo si permettono di scandalizzarsi se chiudiamo i porti come se non sapessero che la responsabilità deriva dall’aver messo il paese allo sbando creando delle strutture d’accoglienza fatiscenti lontani anni luce da un minimo di accoglienza e favorendo lo sfruttamento di una manodopera con lavori in nero e obbligandoli a vivere nelle bidonville senza assistenza e privandoli di ogni diritto. Alla fine sono loro a stracciarsi le vesti e ad accusare gli attuali governanti di razzismo. Ma loro dov’erano allorché a migliaia gli immigrati sbarcavano lungo le coste italiane, soprattutto in Sicilia, e lasciavano che questi poveracci venissero ghettizzati e sfruttati in maniera indecente? (Riccardo Alfonso)

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Immigrazione: un problema che risale a Renzi

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

“L’atteggiamento e l’azione della sinistra sull’immigrazione, prima di Minniti, sono stati fallimentari. La sinistra è andata in Europa a chiedere più flessibilità sui conti pubblici in cambio di un’accoglienza non regolamentata nel nostro Paese”.Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a “Radio Anch’io”, su Rai Radio1.“I toni di Salvini non sono i nostri e non abbiamo lo stesso linguaggio, però gli va dato atto, soprattutto ieri, di aver fatto una scelta simbolica che è quella di porre con decisione all’Europa il tema dell’immigrazione. Purtroppo fino ad oggi l’Europa non ha battuto un colpo, lasciando l’emergenza all’Italia: questo è un fatto oggettivo.Io che appartengo ad un partito fortemente europeista, come Forza Italia non ho argomenti per difendere l’Europa, perché l’Europa non può pensare che il tema dell’immigrazione debba essere scaricato sull’Italia o liquidato come una tensione tra Malta e l’Italia. Ieri a perdere è stata l’Unione europea”.

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Immigrazione: Soccorso, accoglienza e integrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Sono i tre nodi che costituiscono la rete che il lavoro pubblico garantisce, attraverso l’impegno di tutti gli operatori in campo, nella gestione dei fenomeni migratori. Un fenomeno strutturale che deve e può rappresentare non solo un’opportunità ma soprattutto una risorsa per il nostro paese, a partire dal valorizzare il contributo, di pratiche e di idee, di chi lavora in questo complesso segmento che attraversa l’intero mondo dei servizi pubblici, ma servono risorse e programmazione”. Ad affermarlo è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino. Ed è per questo, aggiunge, “che quanto è accaduto e sta accadendo in queste ore, a partire dalla vicenda della nave Aquarius, richiede un impegno straordinario per chi ha a cuore la dignità e il rispetto delle persone, perché nessun essere umano può essere ritenuto illegale in ragione del colore della pelle o dalla terra di nascita. Da subito abbiamo, infatti, offerto un sostegno concreto a chi, dai sindaci alle varie autorità, si è reso disponibile ad offrire un aiuto, promuovendo azioni di iniziative umanitarie e di accoglienza. Siamo con loro perché è in questi valori che ci riconosciamo e che quotidianamente pratichiamo”.Per queste ragioni infatti, fa sapere Sorrentino, “saremo domani a Melilla, l’enclave spagnola sulla costa orientale del Marocco, per un progetto condotto dal sindacato europeo Epsu, insieme alla Funzione Pubblica Cgil e al sindacato spagnolo Fsc-Ccoo, che ha come obiettivo quello di costruire una rete coordinata di solidarietà e di intervento che risponda anche alle politiche sbagliate che l’Unione Europea sta facendo sui migranti. La via maestra è dare qualità alla contrattazione e ai rapporti di lavoro di chi opera all’interno di questa vasta rete”.
Quanto alle nostre vicende, precisa la dirigente sindacale, “al Ministro dell’Interno va rimarcato il fatto che al nostro paese manchi un piano che integri accoglienza e integrazione. Il problema non sono gli sbarchi ma i lager in cui sono costretti temporaneamente i migranti, così come la tendenza a limitare il riconoscimento del diritto d’asilo insieme alle previsioni della legge Bossi-Fini. Le leggi internazionali proteggono chi migra, che sia il nostro paese a decidere di chiudere i porti è contro le radici della nostra cultura e della nostra storia, oltre ad essere una pratica disumana. In queste ore magari se il titolare del Viminale facesse un giro nei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) comprenderebbe che, al di là della propaganda, ha un dovere istituzionale in quanto ministro della repubblica: riconoscere dignità a chi arriva nel nostro paese”, conclude Sorrentino.

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Immigrazione e l’Europa delle tre scimmiette

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

“Questa mattina nell’aula del Senato abbiamo apprezzato l’intervento del Ministro dell’Interno Matteo Salvini.Con la vicenda Acquarius l’Italia ha dato un forte segnale politico a chi fino ad oggi in Europa, ha giocato a fare le tre scimmiette. Ora ci aspettiamo di vedere accolta dal Governo la proposta del blocco navale di Fratelli d’Italia che riteniamo l’unico strumento valido per porre fine ai continui sbarchi organizzarti da criminali che speculano su donne, uomini, bambini.Questo è un provvedimento di rinnovamento che il popolo italiano si aspetta” è quanto dichiarato dal capogruppo di Fratelli d’Italia il Senatore Stefano Bertacco.

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Legge contro immigrazione clandestina

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

“Indegne le parole di Soros contro l’Italia. Siamo stanchi di questi sciacalli della speculazione che, non appagati dal controllo che hanno sulla nostra finanzia, ora vogliono controllare anche la nostra democrazia. Fratelli d’Italia sta lavorando ad una proposta di legge per fermare l’ingerenza di Soros e dei suoi compari nella nostra Nazione, sul modello di quanto già fatto coraggiosamente in Ungheria da Orban. Vogliamo perseguire come illecito penale ogni forma di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, compresa quella fatta fin ora alla luce del sole dalle Ong. Inoltre intendiamo regolare per legge i flussi migratori regolari, bloccando l’ingresso alle nazionalità che, in base ai dati statistici del Viminale, hanno dimostrato di creare problemi di integrazione e di sicurezza. Stop alle Ong che favoriscono l’immigrazione clandestina e porte chiuse in Italia a chi non rispetta le nostre leggi, la nostra cultura e la nostra identità. È questo ciò che intendiamo fare con la nostra proposta di legge anti Soros”.E’ quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Libia: i deputati propongono misure per combattere immigrazione e terrorismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Una stabilità politica della Libia è essenziale per affrontare il fenomeno migratorio da un lato, combattere il terrorismo dall’altro, hanno affermato i deputati nelle loro raccomandazioni al Consiglio, alla Commissione e al Servizio europeo per l’azione esterna, approvate mercoledì con 486 voti favorevoli, 150 contrari e 44 astensioni.Devono essere i libici a decidere la forma che assumerà il loro Stato, hanno ribadito i deputati, i quali chiedono di sostenere il processo in corso per lo svolgimento di una conferenza nazionale in Libia volta a raggiungere un accordo tra le diverse parti sulle prossime tappe per completare la transizione. I deputati sostengono anche le elezioni nel 2018, da svolgersi non appena una nuova costituzione sarà adottata.
Inoltre, per combattere il terrorismo e la criminalità, i deputati hanno chiesto l’uso di strumenti di intelligence, ma anche la promozione di programmi per la sanità e l’istruzione, che promuovano il dialogo e la convivenza pacifica e progetti di sviluppo economico per offrire, soprattutto ai giovani, un’alternativa ai traffici illegali.I deputati hanno sottolineato la necessità di sostenere la guardia costiera libica nelle operazioni di soccorso in mare e nella creazione di un registro di tutte le persone sbarcate sulle coste libiche, anche per garantire che siano adeguatamente assistite in conformità delle norme umanitarie internazionali.
Il Parlamento chiede alle autorità libiche di migliorare la protezione degli immigrati e dei rifugiati nel territorio e le loro condizioni nei centri di detenzione, e di chiudere quanto prima le strutture che non sono in regola con gli standard internazionali. Si sottolinea la necessità di intensificare gli sforzi internazionali per smantellare le reti di traffico di migranti e di tratta di esseri umani e proseguire e intensificare il lavoro dell’operazione EUNAVFOR Med Sophia.

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‘Siamo tutti terroristi’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

E’ il nuovo libro del giornalista Jacopo Storni, con prefazione di Emma Bonino, in uscita il 17 maggio per Castelvecchi Editore (pagine 256, costo 17,50 euro, foto di copertina Alysa Martinova). Un viaggio nell’Italia multiculturale tra immigrati di successo e borghi multietnici. L’immigrazione e l’integrazione oltre pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni. Il libro è un viaggio attraverso l’Italia multiculturale tra immigrati di successo, famiglie multiculturali, borghi e città che hanno fatto della pluralità un valore aggiunto. Tra le 22 storie del libro – edizione aggiornata e arricchita de ‘L’Italia siamo noi’ – quella di Fuad, primario somalo; Dédé, avvocatessa togolese al Foro di Milano; Nelu, imprenditore edile romeno che costruisce le case dei vip e Sumaya, consigliera comunale musulmana. E poi i luoghi d’Italia dove l’integrazione è già realtà: Baranzate, il comune più multietnico d’Italia; Acquaformosa, dove i profughi salvano il paese dallo spopolamento; Campi Bisenzio, dove cinesi e italiani convivono, Mazara del Vallo, dove tunisini e siciliani lavorano insieme da anni.
Questo libro – il cui titolo provocatorio riprende un’espressione utilizzata più volte da Gianna Nannini – è un viaggio nell’Italia meticcia del presente e del futuro, un viaggio tra persone, borghi e città. Ma anche un viaggio alla scoperta, tramite la voce dei protagonisti, delle vere ragioni dell’emigrazione verso l’Europa, spesso conseguenza di un invisibile crimine contro l’umanità, quello delle potenze occidentali ai danni dei popoli più deboli.“Il libro – dice Storni – nasce da una frustrazione, quella di vedere rappresentati gli immigrati sempre nello stesso modo: immigrati uguale profughi, poveracci, delinquenti, terroristi. Giusto raccontare queste categorie, ma sarebbe giusto non dimenticarsi di tutti gli altri immigrati, che sono la stragrande maggioranza: lavoratori, imprenditori, ingegneri, medici, architetti. Finché i media racconteranno gli immigrati sempre nello stesso modo, l’immigrazione sarà percepita soltanto come minaccia, invece che come risorsa. E’ importante andare oltre le apparenze, oltre la superficie dei pregiudizi, per raccontare le storie dell’altra immigrazione, quella degli stranieri che contribuiscono al nostro Pil e quella dei luoghi dove l’integrazione non è un fatto di cronaca nera, ma realtà conclamata”.“Come diceva Marco Pannella, su certe questioni bisogna avere il coraggio di essere impopolari, per non diventare antipopolari nella sostanza – ha scritto Emma Bonino nella prefazione del libro – Bisogna avere il coraggio di dirlo: l’immigrazione è una risorsa, abbiamo bisogno degli immigrati. E dirlo una volta per tutte: siano benedetti i sei milioni di immigrati regolari residenti nel nostro Paese… Invece che aiutarli a casa loro, io dico un’altra cosa: aiutateci a casa nostra”.

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Immigrazione: una storia antica ma sempre d’attualità

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

Se rivado alla storia dei milioni d’italiani che a cavallo di due secoli (XIX e XX) hanno lasciato la patria per avventurarsi altrove in cerca di un lavoro e di una vita più decente ci dobbiamo rendere conto che questo stesso sogno oggi lo stanno vivendo i milioni d’immigrati extra comunitari che approdano lungo le coste italiane e greche. Per essi dobbiamo chiederci che futuro li attende? Che società li ospita?
Una prima riflessione dobbiamo farla andando avanti nel tempo comparando i migranti italiani e in più in generale quelli greci, spagnoli, da quella che è stata l’URSS e agli stessi flussi migratori interni dal meridione al Nord Italia nella seconda metà dello scorso secolo e persino ad una migrazione giovanile dei nostri giorni, con quanti approdano in maniera avventurosa lungo le coste italiane e greche più vicine al continente africano o seguono la via balcanica. La sensazione che ne traiamo è che siamo stati travolti da un’affluenza che non siamo riusciti a tenere sotto controllo e con l’aggravante che non tutti in Europa si sono resi disponibili all’accoglienza trasformando di fatto l’Italia nel più grande campo profughi europeo.
Ora che la frittata è stata fatta per l’Italia uscirne a testa alta non sembra un’impresa da poco. Tutt’altro, ma dobbiamo necessariamente dipanare questa matassa se non vogliamo che si aggrovigli sempre di più.
Partiamo dalla considerazione che la spinta migratoria è determinata da due precise ragioni: economica e dalla fuga dai teatri di guerra. C’è chi ambisce ad una vita migliore che può essere soddisfatta anche localmente se vi creiamo le condizioni e l’altra senza dubbio più drammatica è voluta dalla follia di persone che non si fanno scrupoli di esercitare la violenza per consolidare un potere personale o in favore del proprio clan. E quel che è peggio le loro mire di conquista sono supportate e tollerate nei loro eccessi da quelle nazioni che intendono intrattenere nell’area la loro influenza imperialistica e per un mero calcolo affaristico: vendita di armi, sfruttamento della manodopera, delle materie prime, ecc. Ci ritroviamo in tal modo con la beffa e lo scorno che vi sono paesi che potrebbero condurre sane politiche economiche e migliorare sensibilmente la vita dei loro abitanti se non fossero governati in una maniera così dissennata e diventassero facile preda dei mercanti che vivono e impinguano le loro tasche dal mal tolto. Ora c’è di peggio. Finiamo, restando in Italia, di trasformarci in un popolo di razzisti facendo violenza alla nostra stessa natura pacifica perché non basta ospitare se non diamo al tempo stesso uno sbocco lavorativo alle stesse condizioni degli autoctoni. E questo non possiamo farlo per una legge fisica: lo spazio di un corpo non può essere contemporaneamente occupato da un altro. La risposta c’è ma è possibile solo a livello globale andando a dirimere i focolai di violenza e ricercando una ragionevole ridistribuzione delle risorse. Nel frattempo va ricercata una soluzione ponte facendo assumere la responsabilità di questi disastri a chi non solo li provoca ma soprattutto a chi li alimenta con la sola arma più convincente: ridurre i loro profitti. Ma ne avremo la forza e la determinazione per riuscirvi? (Riccardo Alfonso)

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Forum europeo sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Roma Sabato 24 febbraio 2018 si terrà a Roma, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale dalle ore 9.00 alle ore 18.30 il Forum Europeo sull’ Immigrazione: “Lo straniero. Inquietudine soggettiva e disagio sociale nel fenomeno dell’immigrazione in Europa organizzato dall’Associazione Mondiale di Psicoanalisi, dall’Eurofederazione di Psicoanalisi e dalla Scuola Lacaniana di psicoanalisi, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e l’Istituto Freudiano per la clinica, la terapia e la scienza. Il Forum di Roma segue il Forum di Torino: proposti da Jacques-Alain Miller, i Forum europei hanno lo scopo di continuare a porre l’interrogativo che Lacan aveva formulato sul rapporto tra inconscio e politica, e, parallelamente, sul posto che devono avere gli psicoanalisti nella città, nella polis, nella società.Mai come oggi il tema dell’immigrazione è centrale nel dibattito pubblico e politico, in Italia e in Europa. Quotidianamente, addetti ai lavori e non, si confrontano con parole come dialogo, identità, sicurezza, criminalità. L’immigrazione è un tema che non può essere banalizzato nè affrontato superficialmente: è complesso e ricco di implicazioni, coinvolge il singolo e la collettività, genera incontro e dialogo ma anche paura e rifiuto.
Per tutti questi motivi e per rispondere ai tanti quesiti, l’edizione 2018 del Forum Europeo non coinvolge solo gli psicoanalisti, ma si apre ai rappresentanti di Enti e Associazioni impegnate in prima linea nel campo dell’immigrazione e organizzazioni internazionali (tra queste Fao, Medici senza Frontiere, Caritas, Comunità di Sant’Egidio) istituzioni, mondo della politica, del giornalismo, della cultura e dell’arte. Una giornata ed un programma denso di interventi e relatori.L’evento è a cura di Jacques-Alain Miller erede testamentario dell’Opera di Jacques Lacan, di Miquel Bassols Presidente della Associazione Mondiale di psicoanalisi, di Domenico Cosenza presidente dell’Eurofederazione di psicoanalisi, degli psicoanalisti Eric Laurent e Antonio Di Ciaccia, traduttore e curatore dell’Opera di Lacan in Italia.L’evento è patrocinato tra gli altri dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Senato della Repubblica e dal Ministero degli Esteri.

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Lunedì il Forum Regionale dei nuovi cittadini e delle nuove cittadine

Posted by fidest press agency su domenica, 3 dicembre 2017

regione piemonteTorino. Si terrà lunedì 4 dicembre alle ore 16.30 presso l’Aula Darwin della Struttura Didattica Speciale per le Biotecnologie in Via Nizza 52. la riunione dell’istituendo Forum Regionale dei nuovi cittadini e delle nuove cittadine: «Questo strumento si inserisce nel contesto strutturale delle politiche per l’inclusione della popolazione straniera che la Regione Piemonte ha messo in campo negli ultimi anni. Il Forum, previsto dal testo del nuovo disegno di legge regionale sull’Immigrazione e al momento al vaglio della I e III Commissione del Consiglio regionale, è fondamentale nel processo di coinvolgimento dei residenti stranieri presenti sul nostro territorio, ma anche di chi opera nel settore» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.
«Durante la riunione di lunedì illustreremo i progetti che stiamo mettendo in campo grazie al Fondo Asilo Immigrazione e Integrazione e con il protocollo firmato con i Centri Servizi Volontariato, a sostegno delle associazioni di migranti. A loro sottoporremo anche il piano di attuazione della legge regionale numero 5 contro ogni forma di discriminazione, la cui utilità è davanti agli occhi di tutti ogni volta che si legge sui giornali di un caso di razzismo o xenofobia. Affronteremo anche la progettazione della cooperazione decentrata per la quale ci siamo posti l’obiettivo di coinvolgere le diaspore, in un percorso analogo a quello intrapreso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale» – ha continuato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.«Stiamo cercando di costruire politiche che non siano emergenziali ma strutturali rafforzando il legame tra la comunità piemontese e i nuovi residenti. È solo attraverso la partecipazione ai processi decisionali e la conoscenza reciproca che si può creare un contesto sociale coeso e sicuro» – ha concluso Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.

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Dossier Statistico Immigrazione 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

immigrazione-via-mareRoma, 26 ottobre 2017 alle ore 10.30 presso il nuovo teatro Orione vicino alla centralissima Piazza Re di Roma, e, nello stesso giorno, si svolgeranno anche presentazioni in tutte le Regioni e Province Autonome d’Italia ad opera delle redazioni regionali del Dossier Statistico Immigrazione 2017.
Durante questi eventi, in contemporanea e successivi, lo scopo è di fornire un’informazione corretta e quanto più possibile completa sul fenomeno migratorio in Italia, pur così vasto e complesso. Per la passata edizione del Dossier gli eventi di presentazione sono stati 115, numero che quest’anno si intende ampliare in collaborazione con una rete di associazioni coordinate dall’Ong Amref nell’ambito del progetto “Voci di confine”, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, in considerazione della crescente necessità di una narrazione corretta della migrazione, che contribuisca a evitare derive xenofobe e intolleranti.
In tutti gli eventi è prevista la distribuzione gratuita del rapporto grazie al contributo che i Centri Studi Idos e Confronti, curatori del Dossier, hanno ottenuto dall’Otto per Mille della Tavola Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi. Negli anni immediatamente precedenti, l’opera è stata realizzata con i fondi dell’Unar, che anche quest’anno ha assicurato la propria collaborazione.
Nel 2017 cade anche il ventesimo anniversario della morte di mons. Luigi Di Liegro, scomparso il 12 ottobre 1997, il quale, come indimenticato fondatore della Caritas di Roma e propugnatore della solidarietà nei confronti degli immigrati, oltre che di ogni altra persona in situazione o a rischio di emarginazione, fu convinto sostenitore del Dossier. La sua figura, tenuta viva a Roma dall’omonima Fondazione, verrà commemorata da Idos e da Confronti in questa occasione.
Il Dossier, nato nel 1991 per raccogliere e commentare quanti più dati disponibili sul fenomeno migratorio, ha impegnato quest’anno più di 130 autori del mondo accademico, sociale, associativo e istituzionale, i quali hanno contribuito a redigere le varie parti del volume (internazionale, nazionale e regionali), con il supporto dei dati statistici più aggiornati relativi a molteplici e importanti aspetti che riguardano gli immigrati in Italia.
Alla presentazione di Roma, cui parteciperà Mauro Biani con una rassegna appositamente predisposta di sue vignette, interverrà Luca Anziani, vice moderatore della Chiesa Valdese che, sostenendo questo progetto, ha inteso promuovere una maggiore sensibilizzazione sia verso gli immigrati e i richiedenti asilo sia nei confronti del dialogo inter-religioso. In un contesto sociale così profondamente diviso al suo interno su questi temi, due voci cercheranno di far capire meglio le ragioni dell’apertura: Insaf Dimassi, studentessa presso la Facoltà di Scienze Politiche Internazionali a Bologna, rappresentante delle seconde generazioni candidate alla cittadinanza italiana, e don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, infaticabile animatore dell’impegno sociale e amico di vecchia data di mons. Di Liegro. A concludere sarà, come sempre, un rappresentante delle istituzioni, di cui si sta aspettando la conferma. La campagna di sensibilizzazione potrà avvalersi anche di una scheda sintetica sui dati più significativi del Dossier, che sarà messa a disposizione di quanti la richiederanno, oltre che di una presentazione in slide del volume e altro materiale di supporto per i giornalisti.
Ugo Melchionda e Claudio Paravati, nell’Introduzione del rapporto scritta congiuntamente, invitano a guardare all’immigrazione come a uno dei fattori chiave dello sviluppo umano, sociale, demografico ed economico, non solo dei paesi del Sud del mondo ma anche per gli stessi paesi di destinazione. Un’ottica, questa, che trova conforto proprio nei contenuti del Dossier.

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“Serve intelligenza per gestire l’immigrazione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 agosto 2017

immigrati“Bisogna ragionare sulla sostenibilità. Il buonismo produce razzismo. I buonisti sono complici dei trafficanti di esseri umani”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo al “Caffè della Versiliana”, a Marina di Pietrasanta (Lucca).“Minniti è una persona seria, che fa bene le cose della quali è esperto. Qualche mese fa gli ho consigliato di chiudere i porti contro l’immigrazione incontrollata e per regolare le Ong. Ha fatto trapelare un’ipotesi di questo tipo e pochi giorni dopo ha ricevuto attacchi assurdi dal suo Pd. Nelle ultime settimane sono bastate nuove regole di ingaggio nei confronti delle Ong, è bastata un po’ di fermezza in più per ottenere un calo drastico degli sbarchi nei nostri porti”.
Per quanto riguarda “I fatti di Roma di qualche giorno fa? Da una parte sola, dalla parte della polizia. Sempre. Questo Paese non ha futuro se non ritrova un’etica della legalità”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo al “Caffè della Versiliana”, a Marina di Pietrasanta (Lucca).“Non è possibile che a Roma ci siano cento palazzi occupati. Non è possibile che in tutta Italia ci siano per ogni centro cinque, sei, dieci centri sociali che operato in totale illegalità.Se Minniti ha detto che non ci saranno altri sgombri senza alternative abitative, beh, questa è una follia. È un’istigazione ad occupare le case”.

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