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Posts Tagged ‘immobiliare’

I tre fattori che dettano la ripresa immobiliare cinese

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2022

A cura di Som Bhattacharya, Portfolio Manager, Emerging Markets, BlueBay. Il settore immobiliare cinese continua ad affrontare sfide e le prospettive rimangono incerte. Il recupero sembra essere determinato da tre fattori: viaggi, con la fine della politica zero-Covid, ripresa della fiducia, possibile grazie al sostegno fornito dal Governo, tempo, più a lungo i policymaker aspettano ad agire, peggiore sarà probabilmente la ripresa. A causa del persistente sentiment negativo del mercato, dell’ulteriore contrazione della liquidità e delle attuali politiche, i rendimenti da inizio anno rimangono negativi e le speranze di una ripresa sono state smorzate dalla recrudescenza della politica restrittiva zero-Covid in tutta la Cina continentale, come dimostra in particolare il prolungato lockdown di Shanghai. La pressione esercitata sull’economia ha ritardato la ripresa delle vendite residenziali, che rimangono significativamente in calo rispetto all’anno precedente, sebbene si registrino incoraggianti miglioramenti nelle imprese statali. Sebbene il settore abbia avuto una breve tregua dagli annunci delle riaperture a seguito delle restrizioni zero-Covid, i titoli recenti suggeriscono un aumento dei tassi di infezione e un conseguente inasprimento delle politiche di mobilità della popolazione. Oltre a questi fattori, che hanno contribuito alla debolezza della situazione, ci sono stati sviluppi idiosincratici, come la recente offerta di scambio della Groenlandia, che hanno ulteriormente incupito l’umore creando pressioni di vendita al ribasso.Se consideriamo il settore immobiliare cinese, abbiamo individuato tre principali categorie di emittenti. I potenziali sopravvissuti, aziende con bilanci solidi, di proprietà privata o statale, senza rischi di default, emittenti in difficoltà, scambiati a 8-15 centesimi e già ristrutturati o in procinto di esserlo, e, infine, emittenti privati che scambiano a livelli di stress ma non sono ancora in difficoltà.La stragrande maggioranza degli emittenti rientra in questa categoria, che riteniamo più rischiosa e non presenta una sufficiente differenziazione rispetto ai nomi a bassa liquidità. In generale, sottopesiamo queste aziende. La pressione sulla liquidità subita dai costruttori immobiliari è stata esacerbata dalle persistenti politiche restrittive anti-Covid e dalla mancanza di politiche macro di supporto. Manteniamo un atteggiamento cauto nei confronti dell’immobiliare cinese e continuiamo a monitorare il settore con estrema attenzione. Un allentamento delle politiche anti-Covid da parte del governo potrebbe rivelarsi un catalizzatore di opportunità potenzialmente interessanti, ma è improbabile che si assista a un cambiamento nel mix di politiche prima del ventesimo Congresso del Partito in autunno.

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Il mercato immobiliare USA ha ampiamente scontato gli aumenti dei tassi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2022

A cura di Lee Menifee, Managing Director di PGIM Real Estate. Gli investitori immobiliari statunitensi hanno ampiamente scontato questa serie di aumenti dei tassi d’interesse, per cui il mercato nel complesso dovrebbe essere relativamente poco influenzato dalla decisione della Fed della prossima settimana. Ma questo non significa che la volatilità sia destinata a scomparire. Il sentiment nel real estate è influenzato dalle preoccupazioni di fondo per una recessione e da fattori di più ampia portata, come la guerra in Ucraina, che sfuggono al controllo della Fed. L’interrogativo di fondo è se questo ciclo dei tassi d’interesse cambierà le prospettive a lungo termine del settore immobiliare statunitense. Noi ne dubitiamo. Le dinamiche demografiche rimarranno la forza determinante del mercato immobiliare statunitense nei decenni a venire. La popolazione statunitense sta invecchiando e spenderà meno, mentre la crescita della forza lavoro continuerà a rallentare. Si tratta di potenti forze disinflazionistiche che prevarranno anche dopo questo ciclo di mercato.

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La buona salute del mercato immobiliare italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2022

E’ stata rilevata di recente dalle ultime statistiche dell’Agenzia delle Entrate – +12% di compravendite nel settore residenziale – è confermata da una generale contrazione degli “sconti” sugli immobili in vendita. Secondo Dove.it, prima agenzia immobiliare digitale italiana, la variazione tra il prezzo degli annunci e il prezzo effettivo di vendita, storicamente sempre superiore al 10%, si è drasticamente ridotta ed oggi è arrivata al 5,4%. Il che significa, in buona sostanza, che lo spazio per le trattative tra chi compra e chi vende è ormai ridotto all’osso: questo sia perché è più facile conoscere il valore di mercato degli immobili nella zona di riferimento, sia perché in un momento di forte dinamismo del settore chi vuole comprare casa ha, nei mesi scorsi, scelto di adeguarsi alle richieste del venditore pur di acquistare la casa desiderata.L’analisi, condotta dall’agenzia immobiliare sul compravenduto gestito da Dove.it del 2022, ha permesso inoltre di scoprire interessanti differenze tra regioni e tra città. A livello regionale, il Sud Italia resta ancora aperto ad una più intensa contrattazione, visto che mediamente gli immobili vengono scontati dell’11,8% in Campania, dell’11% in Puglia e del 7,7% in Sicilia; molto più rigide le variazioni di prezzo tra gli annunci e i rogiti sono Veneto (-3,9%) e Lombardia (-4,3%). Considerando solo le città, invece, le oscillazioni maggiori sono state registrate a Lecco (-13,1%), Napoli (-13%) e Catania (-12,7%). Prezzi quasi identici agli annunci a Treviso (-2%) e Bergamo (-2,6%).La possibilità di trattare sul prezzo di un immobile è legata a numerosi fattori: la posizione dell’abitazione, il dinamismo immobiliare del quartiere e della città, la grandezza e il numero dei locali, lo stato dell’appartamento – se da ristrutturare o già ristrutturato – e il numero di giorni di presenza sul mercato. Anche il prezzo di partenza appare determinante per rendere possibile contrattare: sono gli immobili con un prezzo compreso tra i 500 mila e il milione di euro quelli in cui è possibile scendere maggiormente, in media del 7%, contro il 5,1% di riduzione rispetto al prezzo richiesto per immobili tra 100 e 200 mila euro.«Prezzi di partenza attenti all’andamento del mercato immobiliare del territorio, un’operazione di trasparenza condotta dai portali immobiliari che ha azzerato il cosiddetto “overbidding” dei proprietari e tempi di vendita ridotti rispetto al periodo pre pandemia: tutti questi fattori, insieme, hanno reso il comparto immobiliare più chiaro, riducendo i possibili margini di trattativa – dichiara Paolo Facchetti, CEO e founder di Dove.it. – Questo è vero soprattutto nelle città capoluogo e nei contesti contraddistinti da maggiore dinamismo, dove pur di accaparrarsi un immobile, nel primo semestre 2022, è stato necessario essere veloci e decisi nelle proposte. Noi abbiamo sposato in pieno questo nuovo trend, puntando a definire con il venditore un prezzo equo e rispettoso sia della qualità dell’immobile, sia delle richieste del mercato: questa strategia si è rivelata vincente, tanto da aver dimezzato i tempi di vendita rispetto alla media nazionale».

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Mercato immobiliare in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2022

Il 2021, anno del post-pandemia, caratterizzato dall’avvento dei vaccini anti Covid-19 e da un ritrovato senso di fiducia verso il futuro, si chiude positivamente anche sul fronte del mattone. Secondo i dati elaborati da Immobiliare Insights, business unit di Immobiliare.it specializzata in studi di mercato, nonostante la leggera flessione registrata nell’ultimo trimestre (-0,3%), i prezzi hanno conosciuto un aumento di 1,7 punti percentuali su base annuale. A dicembre la cifra richiesta per l’acquisto di una abitazione a livello nazionale è stata di 2.023 euro al metro quadro. Nord-Ovest e Nord-Est come sempre sono le locomotive del Paese, con un aumento dei prezzi anno su anno del 5,4% e del 2,6% rispettivamente. Sostanzialmente stabile il Centro (-0,3%). Prezzi in calo invece al Sud (-1,2%) e, soprattutto, nelle Isole (-2,5%). Significativi anche i dati che fotografano invece la situazione del variegato tessuto urbano della penisola. Comprare casa in una grande città costa ancora quasi il doppio rispetto ai centri con meno di 250.000 abitanti. Nonostante una lieve flessione dei prezzi nell’ultimo trimestre, globalmente il 2021 è stato comunque un anno positivo sia per i grandi che per i piccoli centri (+3,2% e +0,5% rispettivamente). Da sottolineare poi come gli ultimi tre mesi dell’anno, confrontati con il periodo precedente, mostrino una evidente crescita della domanda per le grandi città (+9,4%), a fronte di una richiesta invece stabile per quanto riguarda quelle più piccole (+0,4%). Trento e Trieste – quest’ultima prima come qualità della vita per il 2021 – sono le città ad aver performato meglio, a livello di prezzi richiesti per l’acquisto, quest’anno: globalmente la loro crescita si attesta infatti sul +5,9% e +5,2%, rispettivamente. Milano mantiene il suo primato come città più cara d’Italia, poco sotto i 5.000 euro al metro quadro, con un trend saldamente positivo (+3,6% su base annuale). Seguono – tutte sopra i 3.000 euro al metro quadro – Firenze, che perde l’1,6% anno su anno, dove per comprare casa servono quasi 4.000 euro/mq; Roma (+1% su base annuale), che si attesta sui 3.288 euro/mq, e Bologna, che conclude il 2021 a 3.094 euro/mq, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Tonfo invece per Venezia: la città lagunare perde in un anno ben il 6%, chiudendo il 2021 con un prezzo al metro quadro pari a 2.930 euro. Uno sguardo all’affitto Il mercato degli affitti segue logiche diverse rispetto a quello delle compravendite e gli effetti di eventi di grande portata a livello tanto economico quanto di collettività, come una pandemia, hanno un impatto molto più immediato e palese. Ed ecco perché è interessante notare come il 2021 mostri un mercato delle locazioni in netta ripresa, dopo l’anno di contrazione a causa del Covid-19. Su base annuale i prezzi delle locazioni in Italia sono cresciuti dell’1,8% e mostrano segno positivo su tutto il territorio nazionale, in particolare al Sud e nelle Isole (+3,7% e +3,2% rispettivamente). Nell’ultimo trimestre, inoltre, l’offerta di immobili in affitto è in netto calo (-25,7%), in particolar modo nei grandi centri urbani (-31,8%), mentre aumenta la domanda (+7,7%), segno questo di un mercato che ha recuperato la sua vivacità pre-pandemia come anche di una ritrovata mobilità sociale e lavorativa. Per consultare le tabelle dell’Osservatorio relative al mercato delle compravendite e delle locazioni si prega di prendere visione delle Appendici A e B in allegato.

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Un mercato immobiliare stanco e nuove restrizioni non scalfiscono la Cina

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 gennaio 2022

A cura di David Raper, Gestore del fondo Comgest Growth China di Comgest. L’economia cinese rimane sottotono nonostante una leggera ripresa recente; la produzione industriale è aumentata del 3,5%, le vendite al dettaglio sono cresciute del 4,9% e l’indice PMI manifatturiero dei direttori degli acquisti è salito al 50,1%. Il flusso di notizie suggerisce che la flessione del mercato immobiliare del Paese e la crescita delle vendite al dettaglio continueranno ad essere moderate dopo le rinnovate restrizioni dovute al Covid-19.NetEase ha potuto contare sul successo di diversi titoli di videogiochi, sia in Cina sia all’estero. Inoltre, le prospettive in termini di lanci di nuovi titoli restano solide. Dingli ha assistito a un calo delle tariffe, negli USA, inferiore al previsto (persino molto più basse di quelle dei suoi omologhi cinesi) delle sue piattaforme aeree di lavoro. Lepu ha annunciato un piano di riacquisto di proprie azioni e ha tratto vantaggio dalla notizia che il suo kit per test antigenici per il Covid-19 può rilevare la variante Omicron.Tra i titoli che hanno registrato performance positive, segnaliamo Alibaba, Weigao e TravelSky. Nonostante abbia registrato una crescita del 16% dei ricavi ricorrenti, l’attività commerciale di Alibaba è cresciuta solo del 3% a causa di un contesto macroeconomico debole e della perdita di quote di mercato. Ci aspettiamo di assistere a una ripresa della crescita delle vendite al dettaglio dell’azienda, a livello mondiale, nei prossimi trimestri. I materiali di consumo medicali di Weigao potrebbero essere inclusi, in futuro, nell’offerta di una centrale d’acquisto, il che potrebbe portare a una significativa riduzione dei prezzi. Riteniamo che un aggiornamento del prodotto dovrebbe ridurre questo rischio. TravelSky continuerà a far fronte a pressioni se il Covid-19 e la nuova variante Omicron continueranno a diffondersi rapidamente.

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“Comgest: volatilità e mercato immobiliare cinese regnano sui mercati emergenti”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

A cura di Emil Wolter, Gestore del fondo Comgest Growth Emerging Markets di Comgest. Nei mesi recenti si è assistito a una continuazione della volatilità che ha caratterizzato tutto il 2021. La volatilità del mercato è stata provocata dalla Cina, dove il potenziale default di alcuni emittenti di obbligazioni offshore ha continuato ad essere al centro della scena. Il mercato immobiliare è rimasto debole, mentre c’è ancora margine di manovra per un allentamento della politica monetaria cinese. Direttamente e indirettamente, il mercato immobiliare incide per circa il 20%-25% del PIL cinese e costituisce una parte importante dei risparmi delle famiglie, e la volatilità ha un impatto drastico sulla fiducia dei consumatori.È stata la riapertura delle economie regionali, visto il minor impatto del Covid-19. Tuttavia, anche questa è stata di breve durata, poiché l’attenzione si è spostata sulla nuova variante (Omicron). Ciò ha avuto un impatto su alcuni titoli del settore dei consumi esposti al comparto della vendita al dettaglio da viaggio, come LG H&H.Tra i titoli che hanno registratole performance peggiori, segnaliamo Sanlam, la compagnia assicuratrice sudafricana, penalizzata dalla notizia della comparsa della variante Omicron del Covid-19 nel Paese, e Alibaba che ha registrato risultati in sordina a causa di consumi sottotono e margini più deboli. Anche le azioni di PagSeguro hanno registrato un calo, in seguito all’aumento dei tassi di interesse in Brasile e alle preoccupazioni del settore, data la pubblicazione di risultati deludenti da parte della società omologa, Stone. Il sentiment, inoltre, è stato influenzato dalla decisione di Amazon di vietare i pagamenti con carta di credito Visa sulla sua piattaforma, nel Regno Unito.Tra i principali titoli con performance positive, segnaliamo NCsoft, grazie al lancio del suo nuovo videogioco, Lineage W, che ha registrato buoni risultati, ristabilendo in parte la fiducia nella società. Anche NetEase ha messo a segno una buona performance dopo il lancio del suo nuovo gioco su Harry Potter e il proseguimento dell’espansione all’estero. Per finire, Falabella ha registrato un rally, dopo il primo turno di un’elezione presidenziale molto polarizzata, in Cile, che ha visto Kast, il candidato della destra ultra-conservatrice, precedere il candidato della sinistra radicale.

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“Dove vivi e dove vorresti vivere”: il sondaggio di Immobiliare.it

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

Nella scelta del luogo in cui vivere concorrono diversi fattori e molto spesso bisogna scendere a compromessi fra le proprie possibilità economiche e i bisogni personali e familiari. Eppure, secondo l’ultimo sondaggio di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, nel nostro Paese la metà degli abitanti è soddisfatto del luogo in cui vive. A guardare bene però le risposte del panel di 3.000 persone, si nota come un quinto di chi abita nei grandi centri metropolitani andrebbe volentieri a vivere subito in un piccolo paesino ma non il contrario: dai piccoli centri, infatti, soltanto il 12% farebbe a cambio con chi vive in città. Grandi centri urbani (oltre 250.000 abitanti): abitanti soddisfatti ma per un terzo di loro bisognerebbe intervenire subito sul costo delle case ancor prima che sull’inquinamento In una scala da 1 a 5 che misura il livello di gradimento del luogo in cui si vive, nelle grandi città il 52% ha votato fra 4 e 5. La cosa più apprezzata in questo caso sono le pressoché infinite opportunità di scelta di servizi essenziali (per il 39% dei rispondenti), l’offerta culturale (28%) e quella di ristoranti e locali di svago (13%). A piacere meno c’è invece al primo posto il traffico (per il 34% degli intervistati), seguito dallo smog (29%). Ma alla domanda su cosa cambierebbero gli abitanti delle grandi città se potessero, il problema dell’inquinamento diventa secondario rispetto al ben più sentito desiderio del calmieramento dei prezzi degli immobili, prioritario per un terzo dei rispondenti. Il 51% di chi vive in città di medie dimensioni (50.000 – 250.000 abitanti) è felice della sua scelta Se più di un abitante su due di una città di medie dimensioni dichiara che, potendo scegliere senza condizionamenti, vivrebbe comunque in un contesto simile, uno su tre risponde invece che preferirebbe vivere più a contatto con la natura scegliendo quindi un centro più piccolo. Rispetto alla metropoli, la fonte di soddisfazione principale è l’equilibrio tra la disponibilità di servizi e la vivibilità della città (31%). Il traffico è il principale motivo di non gradimento dei centri medi, ma anche in questo caso quando si chiede cosa si cambierebbe, avendone la possibilità, la risposta vira su un altro settore: il 30% dei partecipanti al sondaggio ha infatti dichiarato che amplierebbe la disponibilità di luoghi ricreativi, culturali e sociali. Al secondo posto degli interventi più desiderati si trova il miglioramento della qualità dell’aria (29%) e al terzo l’ampliamento della rete dei trasporti pubblici per contenere il traffico (22,4%). Dalle città più piccole (10.000 – 50.000 abitanti) il 39% si trasferirebbe in un paesino. Nonostante il 47% di chi vive in una città che conta fino a 50.000 abitanti è soddisfatto della sua scelta e non la cambierebbe, c’è un 39% che invece vorrebbe trasferirsi in un centro ancora più piccolo. Soltanto il 14% invece sogna la metropoli. I motivi di maggiore insoddisfazione in questo caso sono legati alla limitata presenza di luoghi ricreativi, culturali e sociali – per il 23% dei cittadini – e all’altrettanto limitata disponibilità di trasporti e servizi (22%). Tra le cose più apprezzate invece spiccano l’assenza di traffico e di inquinamento acustico (30%) e l’ampia disponibilità di spazi verdi (28%). Nei comuni con meno di 10.000 abitanti la soddisfazione è legata al contatto con la natura anche se ai più pesa l’uso obbligatorio dell’auto per raggiungere qualsiasi destinazione. Chi ha scelto la vita tranquilla dei paesini più piccoli è mediamente soddisfatto: infatti il 43%, pur avendone la possibilità, non si sposterebbe altrove. A giustificare questo alto livello di gradimento è principalmente il contatto ravvicinato con la natura, indicato dal 27% dei rispondenti di questa categoria. Un quarto di loro, poi, dichiara di apprezzare di più l’assenza di traffico. Ma, analizzando le risposte, anche in assenza di lunghe code, l’auto resta una nota dolente: il 29% di chi abita in un paesino, infatti, lamenta la necessità di doverla utilizzare per raggiungere qualsiasi destinazione.

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Il mercato immobiliare torna a crescere

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2021

A fronte di un deciso recupero delle compravendite residenziali (+73% nel II trimestre dell’anno) e dei prezzi al metro quadro (+1,7% per i nuovi immobili nel terzo trimestre 2021 e +2,6% per quelli usati) nel mese di ottobre si registra una ulteriore crescita dell’importo medio dei mutui richiesti (+6,8%), che con 142.345 Euro tocca il valore più elevato in assoluto degli ultimi 10 anni.Malgrado questo, la dinamica del comparto fa segnare una nuova flessione (-16% rispetto al mese di ottobre 2020), in linea con il trend del trimestre precedente, malgrado la costante crescita (+2,6 punti percentuali) delle istruttorie presentate dagli under 35, che oggi arrivano a piegare una quota record del 30% del totale. È questo il quadro che emerge dall’analisi delle richieste registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF. Nel complesso, le richieste tra 100.000 e 150.000 euro rappresentano la soluzione preferita dagli italiani (circa 30% del totale) – un dato sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo del 2020. Al secondo posto (con il 25,6%) permane la classe di importo tra 150.000 e 300.000 euro, mentre valori al di sotto dei 100.000 euro caratterizzano 4 richieste su 10. Nello specifico con il 30% delle richieste complessive, è il dato più alto degli ultimi 10 anni, favorito dalle misure adottate dal governo nazionale con il decreto Sostegni bis. Nello specifico, la classe tra i 18 e i 24 anni è arrivata al 2,7% rispetto al 2,2% di un anno fa, e quella tra i 25 e i 24 anni, che spiega il 27,3% del totale contro il 25,2% di ottobre 2020. La classe di età che spiega la quota maggioritaria delle richieste di mutuo rimane comunque quella compresa tra i 35 e i 44 anni, con il 32,7%% del totale. Dall’analisi della distribuzione delle richieste per durata si conferma il trend degli scorsi mesi che vede la classe compresa tra i 26 e i 30 anni sempre più in cima alle preferenze delle famiglie italiane, con il 27,6% del totale (+4,4%). Cresce anche (+1,1% vs 2020) la classe di durata tra i 20 e i 25 anni, che assorbe il 24,1% delle richieste totali. In generale, quasi 8 richieste su 10 presentano piani di rimborso superiori ai 15 anni, a conferma dell’atteggiamento tradizionalmente prudente delle famiglie italiane, che tendono a spalmare la restituzione del finanziamento su un orizzonte temporale sufficientemente lungo nel tentativo di ridurre quanto più possibile il peso delle rate sul bilancio familiare.

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Business nell’immobiliare

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2021

Dal 5 al 7 novembre, in diretta streaming, l’imprenditore comasco, insieme al suo team di esperti, spiegherà come sviluppare del business nell’immobiliare.Guadagnare con le Case, negli ultimi cinque anni, ha formato oltre 13.000 persone, inserendone oltre 3.000 a livello occupazionale e si rivolge non solo a chi opera già nel settore, ma anche a chi parte da zero, offrendo competenze, metodologie e strumenti per avviare un’attività in proprio, con guadagni anche in assenza di capitali iniziali da investire, perché, come non si stanca di ripetere Gilardoni “non è importante il punto di partenza e i soldi a disposizione, ma gli strumenti che si utilizzano, le persone che si frequentano e le scelte che si fanno”.Nei tre giorni formativi, verranno illustrati l’evoluzione del settore immobiliare degli ultimi anni, come gli enormi cambiamenti del mondo circostante ha mutato, più velocemente che in passato, il modo di pensare-agire di chi opera nel settore e come non perdere quelle occasioni che oggi non si è in grado di vedere per mancanza di specifiche nozioni e di una forma mentis preparata e attenta a osservare tali cambiamenti per portarli a proprio vantaggio.Durante il seminario, inoltre, verrà spiegata Rendimento Etico, la principale piattaforma italiana di lending crowdfunding immobiliare, società che favorisce l’incontro fra operatori e investitori, colmando proprio quel gap per chi è un bravo operatore, ma ha difficoltà a trovare capitale che finanzi le proprie iniziative.Nelle lezioni, che inizieranno con le basi della libertà finanziaria, verranno spiegate le varie tecniche per affrontare il mercato delle case all’asta, degli NPL (Non Performing Loans), e quello tradizionale. Perché l’imprenditore immobiliare della nuova era deve poter operare su qualsiasi mercato indistintamente e poter essere in grado di comprendere dove e quando il business è più profittevole.

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Data center intelligenti: una rivoluzione verde nel settore immobiliare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Maggio 2021

A cura di Zsolt Kohalmi, Global Head of Real Estate and Co-Chief Executive Officer di Pictet Alternative Advisors. Ogni minuto di ogni giorno, 4,6 miliardi di utenti internet in tutto il mondo spendono 1 milione di dollari online, inviano 41,7 milioni di messaggi WhatsApp, fanno 1,4 milioni di telefonate e caricano 500 ore di video. Con l’ampliamento della tecnologia 5G, il volume di dati giornaliero aumenterà ulteriormente.Ciò, a sua volta, determinerà un aumento della richiesta di un tipo di immobile specializzato: il data center.Solo in Europa si prevede una crescita del mercato dei data center di 71 miliardi di dollari nel periodo 2020-2024, con un tasso di crescita annuo composito (CARG) del 15%. Si tratta di un’opportunità di investimento unica per gli investitori immobiliari alla ricerca di una classe di attivi con fondamentali solidi. I data center offrono rendimenti relativamente interessanti, che vanno dal 5 al 7% per le ubicazioni principali e migliori in Europa e, in genere, tendono ad avere contratti di locazione indicizzati all’inflazione di più lunga durata, offrendo una certa protezione dall’inflazione.Ma l’opportunità ha un costo. L’elaborazione e la memorizzazione di un’enorme quantità di dati richiedono molta energia. Secondo il ricercatore svedese Anders Andrae, entro il 2025 i data center potrebbero rappresentare il 20% del consumo energetico mondiale e il 5,5% dell’impronta di carbonio.Fortunatamente, tra le società che possiedono o gestiscono data center, azionisti, consumatori e autorità di regolamentazione, c’è la diffusa consapevolezza che il settore abbia bisogno di ridurre il proprio impatto ambientale attualmente sovradimensionato. Per raggiungere questo obiettivo è necessario un duplice approccio.Il primo passo consiste nell’ottimizzazione dell’infrastruttura dei dati. La tecnologia ospitata nei data center può essere resa più efficiente, ad esempio installando micro server o utilizzando l’intelligenza artificiale per ottimizzare l’utilizzo di server e di energia. Il secondo passo consiste nel rendere gli edifici più ecologici. È qui che gli investitori immobiliari attivi possono essere coinvolti e, per estensione, capitalizzare a partire da un’opportunità di investimento sostenibile. Come per tutti gli immobili, la posizione è fondamentale. Per i data center non si tratta tanto di collegamenti di trasporto o di affluenza di pubblico, quanto di condizioni climatiche: i climi freddi contribuiscono a ridurre il consumo di energia, gran parte del quale viene solitamente speso per raffreddare le macchine. Non è un caso che l’investimento nei data center nei Paesi nordici sia quasi raddoppiato tra il 2018 e il 2025 (si veda il grafico). Di fondamentale importanza è anche il fatto che la regione sia dotata di reti in fibra ottica ultraveloci, le autostrade del mondo digitale, che utilizzano cavi costituiti da fili di fibra di vetro sui quali i dati vengono trasferiti sotto forma di luce ottica. In secondo luogo, gli edifici. È fondamentale poterli alimentare con energia rinnovabile, ancora meglio se prodotta in loco. Anche l’isolamento termico degli edifici è importante, così come lo stretto monitoraggio del consumo delle utenze per garantire un utilizzo ottimale dell’energia. I data center di nuova costruzione possiedono alcune fra le migliori credenziali ecologiche. Ma l’atto stesso di costruire partendo da zero è tutt’altro che verde: la sola produzione di cemento rappresenta circa l’8% delle emissioni globali di carbonio. In linea di principio, la ristrutturazione e l’ammodernamento rimarranno quasi sempre le opzioni migliori per l’ambiente. Il percorso di ristrutturazione offre inoltre il miglior potenziale di rendimento immobiliare grazie alla creazione di valore aggiunto. La recente acquisizione di Pictet ad Akalla, alla periferia di Stoccolma, ne è un esempio.Tuttavia, per il momento, a causa della rapidità della crescita e della mancanza di locali adeguati, gli investitori immobiliari hanno l’opportunità di generare un ulteriore rendimento riqualificando gli edifici esistenti. La sfida è trovare locali con una metratura sufficientemente ampia (come i grandi centri logistici) in una posizione strategica dove coesistano fibra ottica spenta ed elettricità, e adottare un approccio creativo e innovativo per rendere l’edificio il più ecologico ed efficiente possibile. (abstract https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2021/idee-di-investimento/04/data-center-intelligenti-una-rivoluzione-verde-nel-settore-immobiliare

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Logistica immobiliare e pharma in tempi di pandemia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

10 marzo ore 11.00 – 12.30 e organizzato da World Capital e Assologistica Cultura e Formazione (ramo formativo di Assologistica), in collaborazione con la LIUC Business School webinar dal titolo “Logistica immobiliare e pharma in tempi di pandemia: mercato e tendenze raccontati dai player del settore”. L’evento, che si svolge in streaming online, conta su un autorevole panel di esperti formato da Michele Palumbo, Supply Chain Consultant, Mila De Iure, Direttore Generale di Assoram, Sandro Innocenti, Senior Vice President, Country Manager Italy di Prologis, Fabrizio Dallari, Direttore dell’Osservatorio sull’immobiliare logistico, LIUC Business School, Paola Vercesi, CEO di Autotrasporti Vercesi e Roberto Martinelli, Head of Logistic & Industrial department di World Capital. L’introduzione dei lavori è affidata a Renzo Sartori, Vice-Presidente di Assologistica, mentre la loro moderazione è a cura di Andrea Faini, CEO di World Capital. I diversi player del settore faranno il punto della situazione post covid-19, analizzando gli effetti della crisi pandemica sulla logistica del pharma e valutando come si sta muovendo la supply chain in questo specifico segmento, che sta esprimendo sempre più una forte necessità di partner e immobili di qualità, al fine di rispondere adeguatamente alle esigenze della filiera. Verranno anche presentanti i dati e i trend di mercato emersi dal nuovo numero del Borsino Immobiliare della Logistica, redatto da World Capital in collaborazione con Nomisma. “La pandemia ha messo in luce il grande valore che la logistica genera per il nostro Paese e ha introdotto nuove sfide – dichiara Andrea Faini, CEO di World Capital – Tra queste il settore Pharma dovrà affrontare la volatilità delle situazioni e l’evoluzione degli scenari a cui stiamo assistendo, anche a fronte dell’introduzione della prassi vaccinale. Per quanto riguarda l’immobiliare logistico, tutto questo spingerà i player del settore a orientarsi su immobili sempre più innovativi, resilienti e di qualità, in grado di adattarsi rapidamente al mutare della domanda pur mantenendo le performance di altissimo livello richieste dal settore.” http://www.worldcapital.it

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Startup: il portale immobiliare versa l’affitto anche in caso di morosità

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Se il blocco degli sfratti ha messo in allarme molti proprietari, preoccupati di non poter affrontare il mancato pagamento dei canoni con le dovute tutele, la tecnologia può rivelarsi preziosa per fornire un’alternativa a chi vuole mettere a reddito il proprio immobile. Zappyrent, startup tecnologica italiana che punta a semplificare il mercato degli affitti, ha ideato un’innovativa forma di protezione a garanzia dell’affitto a medio termine, a vantaggio sia dei proprietari che degli inquilini.
Il progetto Protezione Zappyrent è una novità assoluta a livello europeo e punta a gestire in toto i rischi normalmente a carico del proprietario: questi riceverà l’affitto mensile direttamente dal portale, indipendentemente dal fatto che l’inquilino abbia versato o meno il canone. Ciò annulla, in buona sostanza, ogni rischio legato alla riscossione dell’affitto.
L’affitto assicurato è reso possibile dalla tecnologia. Una fase di screening, gestita grazie a un algoritmo proprietario in grado di analizzare migliaia di informazioni in tempo reale, permette di tracciare profili accurati del potenziale inquilino. In questo modo, la piattaforma riesce a limitare al massimo gli imprevisti derivanti da problematiche economiche e a trovare l’inquilino più idoneo per la stanza o l’appartamento in questione. Protezione Zappyrent tutela anche l’inquilino: si rivela utile in primis per studenti universitari, Erasmus o giovani professionisti che, appoggiandosi a qualsiasi agenzia immobiliare, dovrebbero ricorrere alla fideiussione: in questo modo ne sono esonerati perché è la piattaforma stessa a porsi come garante dei pagamenti mensili.

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L’immobiliare? Un mercato emotivo in bolla da 50 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Nella sola New York i prezzi degli appartamenti sono scesi di un 30-50% non essendoci più domanda, precipuamente a causa di una dispersione verso aree extraurbane con ritmi di vita più umani, dove si può essere più vicini ai propri cari, alla natura ed ai suoi ritmi.In Italia, poi, la situazione è ancora più drammatica essendo quello immobiliare un mercato trainato da una perenne bolla emotiva da almeno 50 anni, con prezzi che non trovano alcuna giustificazione a livello economico.È così che —secondo gli analisti di Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding energetico— COVID-19 potrebbe dare all’immobiliare quel colpo di grazia che la crisi causata dallo stesso settore nel 2008 non è arrivata a dare.«Si sa: in Italia “investimento” uguale “mattone”. E —proprio perché “si sa” che nella nostra cultura non vi è alternativa— gli operatori del mercato hanno promosso una continua crescita dei prezzi, ingiustificata se non da alcune perverse dinamiche interne e dalla mancata volontà delle persone –i proprietari– di accettare una perdita economica o di rinunciare al mito della rendita sicura» evidenzia Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore della piattaforma. Il GreenVestingForum (www.greenvestingforum.it), hub della finanza alternativa green promosso da Ener2Crowd.com, svela ora gli impietosi dati di un’analisi che vede gli italiani arrancare finanziariamente ed economicamente in un mercato, quello immobiliare, gonfiato da dinamiche emotive e pronto ad implodere dopo che la crisi sanitaria del Covid-19 ha prodotto un cambiamento sociale radicale la cui componente più importante è la fuga dalle città e dagli uffici.Lo scenario emerso preso in esame da Ener2Crowd.com si divide in due parti.
Una prima parte che vede gli Italiani giovani sempre più distanti dalla possibilità di acquistare un appartamento, per motivi legati al mercato del lavoro ed alle basse ed incostanti retribuzioni. E —quando ci riescono— sono costretti ad indebitarsi per un’intera vita: circa il doppio del tempo che ci avrebbero impiegato le generazioni precedenti.Ed una seconda parte che vede crollare il mito della rendita sicura, svelando come il mattone sia in realtà un settore dove gli affari si riescono a fare solo con grandi disponibilità ed impegno di capitali, mentre farlo indebitandosi è molto rischioso avendo un conseguente implicito basso profilo di rendimento e comportando rischi di gestione (costi ed insolvenze) e sistemici (tassazione e collasso del mercato).
Iniziando ad esaminare il primo scenario, Ener2Crowd.com ha recuperato serie storiche che includono lo stipendio di un lavoratore italiano dal 1960 ad oggi, il costo di beni di consumo di prima necessità quali pane e latte, ed il costo degli appartamenti al metro quadrato in una grande città.Ebbene: nel 1962 un operaio della FIAT con uno stipendio di 50.000 lire al mese, poteva permettersi di acquistare un appartamento in un quartiere residenziale limitrofo al cento storico, impegnando solo il 50% della propria retribuzione, in 21 anni.Nel 1972 lo stesso operaio ne impiega 19 per acquistare un appartamento di analoghe dimensioni in una zona leggermente più periferica.Nel 2011, giunti ormai ai massimi dei prezzi del mercato immobiliare in Italia —nonostante la crisi globale scatenata dai mutui sub-prime—, un Italiano lavoratore, a cui la statistica assegna euro 1.600 netti mensili su 12 mensilità, impiega 54 anni ad acquistare quello stesso appartamento. E nel 2020, ai giorni nostri, un giovane con la stessa retribuzione impiegherebbe 41 anni.
Come sosteneva l’economista e diplomatico canadese John Kenneth Galbraith, “la preferenza va sempre a ciò che fa comodo pensare o ad un segreto ed inconfessabile tornaconto”, ma i fattori contingenti devono necessariamente motivare un cambiamento sia del concetto di convenienza che di comodità nelle persone, e la green economy, unita alla possibilità di diventarne protagonisti attivi e ben remunerati, è la nuova dimensione in cui si potranno trovare tante risposte alle incertezze con cui oggi gli italiani devono misurarsi. (AJ-Com.Net).

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Mercato immobiliare: Calano i prezzi degli alloggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

HousingAnywhere, la piattaforma internazionale di alloggi per studenti e giovani professionisti più grande al mondo, rilascia l’International Rent Index per il secondo trimestre del 2020, e mostra come l’aumento dei prezzi finora in costante crescita, abbia subito una brusca battuta di arresto in tutta Europa e, soprattutto, in Italia.In Italia, Firenze è la città che sembra risentire maggiormente della crisi e mostra il maggior calo dei prezzi degli affitti rispetto al trimestre precedente. Le stanze singole sono scese del -9,6%, i monolocali del -6,1% e i bilocali hanno registrato il -6,9%. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno 2019, sempre nel capoluogo toscano, i prezzi degli affitti dei bilocali hanno subito un calo del -4,6%.Anche Milano ha assistito a un calo dei canoni d’affitto importante. Il capoluogo meneghino registra un calo del -9,1% per le stanze singole, -5,5% per i monolocali e una diminuzione dei prezzi di affitto per i bilocali del -7,8%. Se confrontati al Q1 20219, gli affitti dei bilocali sono scesi del -4,6%. Torino segue lo stesso trend. I bilocali hanno mostrato un calo trimestrale del -7,8%, aggirandosi su un prezzo medio di 812 euro al mese, con un calo del -5,9% rispetto all’anno scorso.In questi ultimi mesi è cambiata infine anche la domanda degli affitti, che è sempre più dinamica e frammentata e riflette nuove esigenze e nuove richieste nate durante il lockdown. Tra le ragioni, c’è sicuramente il fatto che molte persone dovranno trascorrere più tempo in casa per via dello smart working, pratica che diventerà sempre più diffusa e in grado di giocare un ruolo importante sul futuro del mercato immobiliare.”Lavorare da casa stravolgerà il mercato immobiliare, insieme alla domanda di nuove soluzioni abitative che meglio si adattano alle nuove abitudini di vita. Molto probabilmente assisteremo a una redistribuzione territoriale della domanda di immobili e, di conseguenza, a una possibile riduzione dei canoni d’affitto nelle grandi città, a favore delle province. Se non ci sarà più la necessità di recarsi in ufficio in città come Milano, Torino o Roma, almeno con regolarità, si apriranno scenari interessanti per le zone e i quartieri meno centrali. Inoltre, anche la domanda subirebbe un cambiamento qualitativo. Rimanendo a casa per molte più ore, si sentirebbe il bisogno di ambienti più accoglienti, più spaziosi, e forse anche di una stanza in più da adibire ad ufficio” ha dichiarato Djordy Seelmann, CEO di HousingAnywhere.

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Immobiliare.it lancia la nuova ricerca per tempo di tragitto

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

“Location, location, location” è sempre stato il mantra del mercato immobiliare: l’aspetto più importante per chi vuole comprare o affittare una casa è spesso il luogo in cui si trova l’immobile. Ogni utente però ha un modo diverso di cercare il proprio immobile, ad esempio alcune persone preferiscono digitare il nome della zona mentre altre preferiscono visualizzare i quartieri sulla mappa. Per questo motivo Immobiliare.it (www.immobiliare.it), portale di annunci immobiliari leader in Italia, dopo aver introdotto già nel 2012 il disegno dell’area di ricerca su mappa, ha ora lanciato una serie di novità che si adattano alle diverse esigenze degli utenti. Tra queste, la nuova ricerca per tempo di tragitto che permette di cercare casa a 10, 20, 30 o 45 minuti in auto, in bici o a piedi da un punto selezionato, in genere l’area in cui si desidera abitare o il luogo di lavoro. Una volta scelto il mezzo di trasporto e il tempo di percorrenza, l’utente potrà vedere direttamente sulla mappa l’area che include tutti i punti raggiungibili in base ai parametri impostati. Non solo, gli utenti possono ora cercare immobili situati nei pressi di una o più fermate metro (quasi 300 nelle principali città d’Italia) oppure su tutte le fermate di una determinata linea metropolitana, la più comoda per i loro spostamenti. Le grandi città italiane sono state suddivise in più di 4.000 quartieri e zone per poter garantire agli utenti di trovare con precisione solo gli annunci nell’area di loro interesse. «Dopo il lancio della ricerca su mappa, in questi anni abbiamo approfondito con i nostri utenti e con gli agenti immobiliari con cui collaboriamo le modalità di definizione del luogo nella ricerca immobiliare – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it – Abbiamo capito che il processo si basa su esigenze che variano da persona a persona e che possono cambiare anche nel corso della vita dello stesso utente. Ad esempio, quando si è giovani e si cerca un immobile in affitto è più facile che si prediliga la vicinanza alla metro, mentre quando si ha una famiglia e si compra una casa per un periodo più lungo si cerca di capire quali servizi si riescono a raggiungere in dieci minuti a piedi. Noi vogliamo dare ai nostri utenti la possibilità di scegliere nel modo in cui preferiscono il luogo ideale in cui vivere».La nuova modalità di ricerca è stata sviluppata interamente dal team tecnologico di Immobiliare.it durante il lockdown, incluso l’algoritmo che definisce l’area coperta da una persona a piedi, in bici o in auto, tenendo in considerazione sia la presenza su base statistica di traffico sia i dislivelli presenti sul percorso. Il lockdown ha ulteriormente accelerato la digitalizzazione della ricerca immobiliare, in particolare a seguito delle esigenze emerse quando non era più possibile prendere visione dal vivo degli immobili. Per questo, proprio a poche settimane dall’inizio delle misure restrittive dovute al Covid, Immobiliare.it ha rilasciato un nuovo Virtual Tour 3D che consente agli utenti di fare un giro virtuale dell’immobile spostandosi da una stanza all’altra attraverso le fotografie a 360 gradi in un’esperienza immersiva. Un’esigenza, quella di visualizzare le case a partire dal web, confermata dai dati che dimostrano che gli annunci dotati di questa funzione hanno ricevuto tra marzo e aprile 2020 quasi il 40% in più di visite rispetto agli annunci tradizionali con foto.

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Accordo Immobiliare.it e Intrum Italy

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Intrum Italy, società partecipata da Intesa Sanpaolo (49%) e Intrum Group (51%), e Immobiliare.it annunciano un accordo strutturato, primo nel suo genere. La partnership permetterà ad Intrum Italy di assicurarsi una visibilità privilegiata sul mercato, grazie alla pubblicazione degli annunci sulla piattaforma immobiliare più utilizzata nel nostro Paese. Grazie all’accordo, Immobiliare.it fornirà ad Intrum Italy anche un importante supporto alle operations per facilitare e velocizzare i processi di vendita. Il portale infatti metterà in contatto la domanda degli utenti con il network di agenti che collaborano con Intrum Italy su tutto il territorio nazionale. A questo si aggiungono una serie di servizi legati all’analisi dei dati di traffico, che mettono a disposizione di Intrum Italy insight di mercato unici a supporto dei processi decisionali interni.

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Mercato immobiliare residenziale

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Nei primi nove del 2019 prosegue il buon momento del mercato immobiliare residenziale romano (nuovo e usato), con una crescita delle compravendite del +6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a 24.171 transazioni (Fonte OMI – Agenzia Entrate). Un incremento che riguarda non solo le abitazioni “usate”, ma anche il nuovo. Secondo le stime di Abitare Co, nella capitale le vendite di nuove abitazioni nel 2019 sono aumentate del +9,7% rispetto al 2018, i prezzi medi hanno registrato un leggero incremento del +0,9% (€ 5.160 al mq.), i tempi di vendita sono pari a 5,2 mesi e l’offerta è cresciuta del +0,8%. Le nuove abitazioni rappresentano il 17,3% dell’offerta totale presente sul mercato residenziale in città e i prezzi medi di vendita sono superiori del +33% rispetto a quelli delle abitazioni “usate”. Molti indicatori assegnano a Roma, subito dopo Milano, il ruolo di driver nel mercato residenziale del nuovo.
Sono questi alcuni risultati emersi dall’analisi del Centro Studi di Abitare Co. – società di intermediazione immobiliare focalizzata sulle nuove residenze – che ha analizzato l’andamento del mercato immobiliare delle nuove abitazioni nel 2019 nelle otto principali città metropolitane italiane (Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Firenze, Bologna e Palermo).Dove si concentra l’offerta di abitazioni nuove a Roma? Il 12% nelle aree centrali più pregiate, il 13% nei quartieri semicentrali, il 38% nelle aree periferiche e il restante 37% si distribuisce, invece, nelle aree dell’hinterland della capitale.
Analizzando le singole città metropolitane, secondo l’analisi di Abitare Co., nel 2019 le vendite di nuove abitazioni crescono in tutte le città (+9,8% sul 2018). Ai primi posti troviamo Milano (+12,4%) e Roma (+9,7%), seguite, seppur con valori più contenuti, da Bologna (+5,4%), Napoli (+4,8%), Genova (+4,8%), Firenze (+4,5%), Torino (+3,5%) e Palermo (+1,8%).Anche i prezzi di vendita crescono in tutte le città, ma a ritmi differenti: le più dinamiche sono Milano (+6,6%) e Bologna (+3,5%), mentre Genova, Napoli e Roma risultano le meno vivaci con variazioni annue minori dell’1,0%.
Ma quanto costa oggi acquistare un’abitazione nuova? A Roma servono in media €5.160 a mq (+0,9% sul 2018), ma con valori che variano sensibilmente: €3.000 a mq per le zone periferiche, €4.500 per le aree semicentrali e €8.000 a mq per le vie centrali, sino ad arrivare a €11.500 per le abitazioni di pregio. Nelle altre città a Milano il prezzo medio è €5.600 a mq (+6,6%), a Firenze €4.950 (+2,1%), a Torino €4.600 (+1,4%), a Genova €4.480 (+0,6%), a Bologna €4.000 (+3,5%), a Napoli €3.950 (+0,5%) e a Palermo €3.030 (+2,1%). Questi sono i valori medi, ma in ogni capoluogo i prezzi possono variare molto a seconda della tipologia di intervento edilizio e di localizzazione. I valori top a Milano nella zona di Porta Nuova superano i 15.000 euro al metro quadro, mentre a Roma si superano di poco i 13.000 euro al mq. in tutte le altre città, le case più costose sono vendute ad un prezzo compreso fra i 9.000 e i 9.500 euro al metro quadro.Le nuove abitazioni rappresentano solo il 9,8% dell’offerta totale del mercato residenziale, con Milano (17,3%) e Roma (16,8%) che hanno il peso maggiore. Seguono Torino (11,7%), Bologna (10,2%), Palermo (6,8%), Firenze (6,5%), Napoli (5,5%) e Genova (3,6%).Le tempistiche per vendere una casa nuova sono più basse rispetto al mercato dell’usato. A Roma occorrono 5,2 mesi, un dato in linea con la media nazionale (5,4 mesi), mentre a Milano ne bastano 2,5. Dal lato opposto si trova Genova, dove occorrono circa 7,5 mesi.Per quanto riguarda le caratteristiche delle abitazioni, si conferma la tendenza a offrire un prodotto sempre più attento alle tematiche legate alla sostenibilità ambientale, al risparmio energetico e alla tecnologia digitale. Oggi realizzare degli “smart building” è più semplice e meno costoso rispetto alla vecchia domotica e la domanda dimostra di apprezzare molto tutti i nuovi servizi legati sia all’edificio che alla persona. Si fa più attenzione alle soluzioni abitative su misura, personalizzabili, con spazi interni all’edificio utili e sfruttabili da tutti i condomini come la storage room, la SPA e l’area fitness, l’area giochi per i bambini e le sale prenotabili per riunioni di lavoro, attrezzate per lavorarci come in ufficio.“Le previsioni rimangono positive per il mercato in generale e anche per il comparto delle nuove residenze. La domanda di chi vuole oggi comprare continua ad essere sostenuta dai bassi tassi applicati sui muti – sottolinea Alessandro Ghisolfi, Responsabile del Centro Studi di Abitare Co.”

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Nuovo portale immobiliare

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2019

Ideato da Pasquale Fuda, sviluppato con il supporto di un gruppo di investitori guidati Andrea Tessitore, Vivoqui permette di cercare casa attraverso una rata di mutuo costruita su misura delle proprie esigenze, facilitando il processo di compravendita per utenti, venditori e società creditizie.Un nuovo format per comprare casa, un motore di ricerca semplice e innovativo che abbina le disponibilità economiche degli utenti con l’esigenza di acquisto di un immobile. E’ online ‘Vivoqui’ (https://www.vivoqui.it), il portale che mette al centro dell’attenzione l’utente che vuole comprare casa. Vivoqui nasce dalla visione e dall’esperienza di Pasquale Fuda, fondatore e amministratore delegato, ed è stato sviluppato grazie ad un gruppo di investitori guidati da Andrea Tessitore, presidente della società con l’idea di portare sul mercato una piattaforma che semplifichi realmente il percorso d’acquisto grazie anche alla partnership con società di mediazione creditizia di primario standing.“Con Vivoqui vogliamo portare sul mercato una novità che unisca le funzionalità presenti in diversi siti del mercato immobiliare, ma con una propria specificità che la differenzi da tutti gli altri. Una nuova modalità di ricerca degli immobili basata su quanto ogni singolo utente intende spendere mensilmente per la sua rata di muto, che è e sarà per il prossimo futuro la modalità più utilizzata per acquistare un immobile” – afferma Andrea Tessitore.“Il portale Vivoqui nasce e parte dalla realtà che è rappresentata dalla disponibilità finanziaria mensile di ogni acquirente. Alle migliaia di euro che talvolta allontanano domanda ed offerta, proponiamo un focus sul potere di acquisto mensile che, messo in prospettiva di un mutuo a lungo termine, rappresenta poche decine di euro al mese”– afferma Pasquale Fuda.“Vivoqui – continua Fuda – rappresenta una grande opportunità anche per gli operatori immobiliari, i quali potranno pubblicare i propri annunci con un format di vendita vincente e quindi con maggior opportunità di portare a termine una compravendita. Vivoqui non stimola solo il cambiamento del metodo di ingaggio dell’utente, ma permette la costruzione della propria rata di muto, attraverso alcuni parametri individuali specifici. Vivoqui è un vero e proprio elaboratore di dati immobiliari e dati creditizi, e compara offerte di settori strettamente collegati tra loro, per favorire l’intero comparto. Il nuovo approccio genererà ottimismo”
La novità di Vivoqui nasce da una semplice considerazione: oggi la ricerca di una casa è nella maggior parte dei casi accompagnata da una pratica di mutuo. Infatti circa 55% delle compravendite ad uso abitativo si effettua con l’ausilio di un mutuo, oltre il 60% se consideriamo una serie di acquisti che spesso non sono reclamizzati. LTV cresce dal 71%, a circa l’80% se considerati i soli immobili di target medio basso. Possiamo pertanto affermare che l’acquisto di una casa è incentrato sulla disponibilità finanziaria mensile degli acquirenti, ovvero sulla rata di mutuo. Vivoqui allarga gli orizzonti e avvicina domanda e offerta.Un vero supporto per gli acquirenti, per le agenzie immobiliari per le società creditizie che erogano mutui: i pochissimi step online renderanno la piattaforma Vivoqui un punto di riferimento per l’acquisto di una casa. Coniugando le funzionalità di un simulatore di mutuo ed un portale prettamente immobiliare, Vivoqui cancella in un solo colpo i numerosi step e il girovagare su vari siti di chi è intenzionato a comprare casa, permettendo in un unico passaggio l’individuazione dell’immobile e la rata del mutuo.Il portale “utente centrico” Vivoqui si inserisce all’interno di un mercato immobiliare che in Italia è in continua crescita, ma che stenta a fermare la caduta dei valori immobiliari. Per gli aspetti legali VivoQui.it è stato assistito dallo Studio Legale Associato K&L Gates con il team di start-up/scale-up coordinato dall’Avv. Arturo Meglio e comprendente anche il counsel Avv. Lorenzo Fratantoni e gli associates Chiara Gavarini per gli aspetti societari e contrattuali e l’Avv. Agnese Schinelli per i profili di data protection.

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Immobiliare.it annuncia l’acquisizione del 51% di Realitycs

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 settembre 2019

E’ l’azienda di riferimento nel settore dei Big Data, delle Valutazioni Immobiliari Automatiche (AVM) e dei servizi a valore aggiunto per gli operatori di settore. A seguito di questa operazione, su Immobiliare.it è disponibile un nuovo servizio per calcolare online il valore degli immobili basato sull’intelligence location.Il progetto Realitycs è partito nel 2014, anno in cui Simone Gadenz, insieme ad altri data scientist con cui ha co-fondato la società, ha iniziato a lavorare alla definizione degli approcci valutativi e alla realizzazione degli strumenti di analisi e di supporto decisionale oggi disponibili sul mercato. L’azienda fornisce il servizio di Valutazione Immobiliare Automatica (AVM, Automated Valutation Model) a Immobiliare.it e ad altre società, come Homepal e Casavo, grazie al quale è possibile calcolare in pochi passaggi il valore di mercato di un immobile grazie alla localizzazione e alle caratteristiche dell’immobile stesso. Realitycs offre inoltre il servizio AVM a diverse banche e società di gestione di NPL (Non Performing Loans) per la valutazione dei loro stock immobiliari.L’acquisizione di Realitycs consente a Immobiliare.it di offrire ai suoi utenti un nuovo servizio di valutazione immobiliare online. Inserendo in pochi passaggi tutte le principali informazioni relative all’immobile di proprio interesse, come l’indirizzo, l’esposizione, il piano e le dimensioni, il sistema automatico restituisce velocemente la stima del valore dell’abitazione.

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Cresce il mercato immobiliare residenziale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

Anche nel I trimestre 2019 il mercato immobiliare residenziale (nuovo e usato) nelle otto principali città metropolitane italiane ha registrato una crescita del +8,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato confermato anche dall’analisi sui primi sei mesi dell’anno: secondo le stime di Abitare Co., nelle città metropolitane le vendite di nuove abitazioni nel I semestre 2019 sono aumentate del +4,2% rispetto al I semestre 2018, i prezzi medi hanno registrato un incremento del +2,6% (€ 4.230), i tempi di vendita sono pari a 4,9 mesi e l’offerta è cresciuta del +1,6%. Le nuove abitazioni rappresentano, così, il 12,3% dell’offerta totale presente sul mercato residenziale, ma con quote che vanno dal 5,3% di Palermo al 22,3% della più dinamica Milano. Chi acquista un immobile nuovo, cosa cerca? Nelle grandi città, al di là dell’abitazione in sé, si fa più attenzione alle soluzioni abitative su misura, personalizzabili, con servizi innovativi, che vanno dal personal architect alla conciergerie, agli spazi condivisi come la storage room, la SPA e l’area fitness, oltre alle zone dedicate al coworking.Sono questi alcuni risultati emersi dall’analisi del Centro Studi di Abitare Co. – società di intermediazione immobiliare focalizzata sulle nuove residenze – che ha analizzato l’andamento del mercato immobiliare delle nuove abitazioni nelle principali città metropolitane italiane (Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Firenze, Bologna e Palermo).Tra le singole città metropolitane, secondo l’analisi di Abitare Co., nel I sem. 2019 la più dinamica è Milano, con un incremento delle vendite di nuove abitazioni del +8,3%, seguita da Bologna (+7,5%), Roma (+5,7%), Genova (+3,8%), Napoli (+3,5%). Le vendite crescono, seppur con valori più contenuti, anche a Torino (+1,6%), Palermo (+1,4%) e Firenze (+1,4%).Ma a crescere non sono solo le vendite, ma anche i prezzi che stanno dando segnali di risveglio in tutte le città metropolitane (in media +2,6% sul I sem. 2018), con Bologna (+4,8%) e Milano (+4,5%) le città più vivaci.Il prezzo medio al mq per acquistare un’abitazione nuova è di €4.230: le città più care sono Milano con €5.250 (+4,5% sul I sem. 2019) e Roma con €5.150 (+2,2%); seguono Firenze con €4.850 (+1,1%), Torino con €4.550 (+2,4%), Napoli con €3.900 (+2,6%), Bologna con €3.850 (+4,8%), Genova con €3.350 (+1,5%) e Palermo con €2.950 (+1,3%).Per quanto riguarda l’offerta (in media +2,6% sul I sem. 2018), nel 2018 il tasso di crescita maggiore si evidenzia ancora una volta a Milano (+3,2%), città in cui si registra anche il peso maggiore delle nuove abitazioni sul totale di quelle presenti sul mercato residenziale (22,3%). A Roma l’incidenza sul totale è del 17,2%, a Bologna del 14%, a Torino del 13,1%, a Firenze del 10,2%, a Napoli del 9,8%, a Genova del 6,6% e a Palermo, fanalino di coda, del 5,3%.Per vendere un’abitazione sono necessari in media 4,9 mesi, ma si va dai 3,5 mesi di Milano ai 7,1 di Genova.

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