Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘immortalità’

Immortalità biologica. Nuove ricerche sui meccanismi genetici e molecolari

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2022

Nel dramma “Faust”, Wolfgang Goethe descriveva la storia di uno scienziato che, insoddisfatto dei limiti del sapere umano, vende la propria anima a Mefistofele (il diavolo) in cambio di giovinezza, sapienza e potere.In natura non esiste un ritorno alla giovinezza perché l’invecchiamento colpisce la maggior parte degli organismi viventi, ma la medusa Turritopsis dohrnii è in grado di ringiovanire ripetutamente dopo la riproduzione sessuale, divenendo biologicamente immortale e sfidando la nostra comprensione dell’invecchiamento.Uno studio dell’Università di Rochester (Usa), pubblicato dalla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, spiega i meccanismi genetici e molecolari del processo.Le meduse sono tra i primi organismi multicellulari che hanno popolato il nostro pianeta, conservando da 500 anni lo stesso modello di organizzazione anatomica. Sono animali invertebrati, prevalentemente composti di acqua, gelatinosi e semitrasparenti, dalla caratteristica forma a campana (l’ombrella) e dotati di tentacoli per la predazione e la difesa.Le meduse si riproducono sessualmente: l’uovo fecondato genera una piccola larva che si fissa nel fondo marino trasformandosi nel polipo (coralli). Quando questo ha raggiunto la maturità produce piccole meduse femminili e maschili che si accrescono in acque libere e si riproducono, grazie alla liberazione di uova che sono fecondate dai maschi. Polipi e meduse sono forme diverse dello stesso organismo ma non tutti i polipi formano le meduse e non tutte le meduse formano polipi.La vita delle meduse, in genere, si conclude dopo la riproduzione sessuale, ma c’è, come scritto, una specie che sfida le leggi della natura rigenerandosi in un ciclo continuo, divenendo così biologicamente immortale. E’ la Turritopsis dohrnii. Di piccolissime dimensioni, dopo la riproduzione la Turritopsis dohrnii si deposita sul fondo marino e si trasforma in un ammasso che aderisce a un substrato roccioso, tornando allo stadio di polipo e poi, di nuovo, a quello di medusa.Per capirne i meccanismi, i ricercatori ne hanno studiato il patrimonio genetico della Turritopsis dohrnii (la medusa immortale), confrontandola con un’altra specie simile, la Turritopsis rubra, incapace di ringiovanire e quindi mortale.Nella medusa immortale sono state individuate varianti e duplicazioni extra di geni associati alla replicazione e alla riparazione del DNA, al mantenimento dei telomeri (parti terminali dei cromosomi importanti per la durata della vita cellulare), all’ambiente ossidoriduttivo, alla popolazione di cellule staminali e alla comunicazione intercellulare. In sintesi, Turritopsis dohrnii cambia l’uso dei geni, che sono l’unità elementare dell’informazione genetica, adattandoli ai cicli di formazione medusa-polipo.Possibili applicazioni all’uomo? E’ tutto un divenire, ma esiste una forte correlazione tra il tasso di accorciamento dei telomeri – con conseguente insorgenza di danni al DNA – l’invecchiamento e la durata della vita di una specie. Rallentare l’accorciamento consentirà di vivere di più e meglio. Per l’immortalità occorrerà attendere. Se mai arriverà.Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 28.10.2022 By Primo Mastrantoni, Aduc http://www.aduc.it

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

XX Corso Estivo di aggiornamento in Bioetica “Bioetica, Morte e Immortalità”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2022

Roma 4-8 luglio dalle 15:00 alle 18:30 Ateneo Pontificio Regina Apostolurum e Online. La Facoltà di Bioetica in collaborazione con la Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani, avviano il XX Corso Estivo di aggiornamento in Bioetica “Bioetica, Morte e Immortalità” (in lingua italiana e inglese, in sede). verrà affrontato il tema della mortalità umana e dell’aspirazione all’immortalità dal punto di vista delle attuali questioni bioetiche. Questa XX Edizione si propone uno studio interdisciplinare del fenomeno della morte e la ricerca dell’immortalità per favorire la conoscenza e comprensione delle tecniche, i benefici e i rischi inerenti con particolare attenzione alla loro sicurezza ed efficacia e soprattutto all’impatto sulla visione dell’uomo e quindi della natura umana, così come la intendiamo oggi e le eventuali conseguenze per le future generazioni. Si offre ai partecipanti la possibilità di acquisire le competenze necessarie per la valutazione etica delle tecnologie di avanguardia e gli strumenti efficaci per la gestione e la consulenza circa l’uso di queste ultime applicate nell’ambito della vita e della professione medica. Durante il Corso verranno dati gli elementi utili per l’uso di queste conoscenze nella prassi professionale quotidiana di coloro che lavorano nell’ambito scientifico, medico, politico, legale e sociale, della comunicazione o dell’insegnamento nelle scuole e le università. Il Corso è strutturato in lezioni, sessioni di domande e risposte, seminari, cineforum e attività di gruppo interattive e gli argomenti vengono trattati da Docenti della Facoltà di Bioetica ed esperti esterni, provenienti da diversi paesi. Quest’anno, una novità; la mattina del 5 e 6 luglio dalle ore 9.00 alle 13.00, un Modulo dedicato ai Giornalisti – in collaborazione con l’Università Europea di Roma (UER) e in Media Partnership con Avvenire – per affrontare l’informazione su tematiche specifiche dal punto di vista etico e bioetico. L’idea nasce dall’esigenza di quanto sia spesso presente un “vuoto conoscitivo” nell’affrontare tematiche etiche e bioetiche nel mondo dell’Informazione. Il non sapere e non comprendere a fondo determinate questioni, alimenta un caos conoscitivo che spesso sfocia in informazioni errate e faziose, fake news etc. In tematiche etiche, neuroetiche e bioetiche occorre dunque fare chiarezza. Il 7 luglio dalle 17:00, presso l’Ateneo, verrà presentato il libro Enhancement Fit for Humanity: Perspectives on Emerging Technologies (Routledge, 2022) a cura di Michael Baggot, Alberto García Gómez, Alberto Carrara, and Joseph Tham, Docenti della Facoltà di Bioetica e Filosofia, nato dalle conferenze presentate per la prima volta nel Corso Estivo di Bioetica del 2018 intitolato “Human Enhancement: Bioethical Challenges of Emerging Technologies. Il Corso sarà in italiano con traduzione simultaneo in inglese e spagnolo.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Plotino sull’immortalità dell’anima

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2021

Roma 12 marzo 2021 ore 9. La conferenza è online. L’evento è realizzato in collaborazione con la Scuola Superiore di Studi in Filosofia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. La conferenza è organizzata da Daniela P. Taormina e Lorenzo Ferroni. Il trattato enneadico IV.7 Sull’immortalità dell’anima è un testo singolare. L’opera è da riportare ai primissimi anni dell’attività di Plotino come autore di trattati filosofici, occupa il secondo posto nella lista ‘cronologica’ inserita da Porfirio nella Vita Plotini (ed è lo stesso Porfirio a includerlo nella quarta enneade, contenente gli scritti plotiniani sulla terza delle tre ipostasi supreme, l’anima). È dunque preceduto dal solo, breve, trattato I.6 Sul bello, e si tratta quindi del primo tentativo di riflessione da parte del pensatore di Licopoli sul problema dell’immortalità dell’anima. Plotino fa precedere la propria trattazione della questione (affrontata dal punto di vista di un pensatore di scuola platonica) da una lunga dossografia polemica tesa a dimostrare la falsità delle concezioni proposte, a riguardo, da alcune delle scuole filosofiche più celebri dell’antichità: vengono quindi confutate, una dopo l’altra, le tesi epicuree, stoiche (anima come materia), pitagoriche (anima come armonia), peripatetiche (anima come entelechia). Tale excursus occupa una parte molto ampia del trattato, e, per il modo in cui Plotino mette in campo le proprie tecniche argomentative, e per le informazioni che fornisce su altri sistemi di pensiero, ne costituisce, evidentemente, uno degli aspetti più interessanti: non è tuttavia certamente il solo. Il trattato IV.7 si pone difatti al centro di alcune discussioni di rilievo cruciale concernenti la storia del testo del corpus plotiniano in età tardo antica, lo studio della tradizione manoscritta, la valutazione dell’apporto della tradizione indiretta, l’influenza della tradizione gnostica, l’utilizzo delle fonti arabe.Il convegno si propone di esplorare lo spettro delle linee di ricerca convergenti su IV.7. Grazie alla partecipazione di alcuni tra i migliori specialisti, italiani e stranieri, avremo modo di esaminare questo stimolante testo plotiniano privilegiando una prospettiva interdisciplinare e multidisciplinare che sia in grado di affrontare la pluralità di domande suscitate dal trattato. Siamo fermamente convinti del fatto che, dato il livello di specializzazione ormai raggiunto dalle diverse discipline in campo scientifico, soltanto un approccio di questo tipo, fondato sulle competenze di un’équipe diversificata, possa condurre a risultati realmente nuovi. Il testo su cui concentreremo i nostri sforzi appare, come si è visto, estremamente promettente. La conferenza si terrà in italiano, francese e inglese. Per partecipare, si prega di registrarsi online.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Molise come Macondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 dicembre 2017

moliseBy Domenico Di Lisa. Un signore molisano, partito per andare oltreoceano quaranta – cinquanta anni fa, non ha mai fatto ritorno in Molise e non ha seguito le vicende politiche della nostra regione. Preso dalla nostalgia, decide di fare un viaggio nella terra di origine e lo fa in questa fase preelettorale. Ascoltando i nomi dei potenziali candidati alla Regione o al Parlamento ha un sobbalzo ed arriva alla conclusione che il Molise è una terra magica nella quale esiste il dono dell’immortalità. Almeno in politica.
Infatti, associa immediatamente il cognome Frattura a Fernando, Di Giacomo a Pietro, Iorio a Raffaele, Ruta a Nunzio, Vitagliano a Giuseppe, Totaro a Mario, Veneziale a Gabriele. E la lista potrebbe continuare.
L’iniziale stupore si trasforma rapidamente nel convincimento che nella terra che aveva lasciato esiste una ereditarietà delle cariche istituzionali e che, contrariamente a quanto aveva immaginato, è rientrato in un Molise che fa fatica a trasformarsi in una regione avanzata, attardato a livelli rurali o post rurali, pre-moderni, dove dominano ancora clan familiari. Constata che la politica è fondata su una cooptazione familistica e clientelare e non conosce il criterio della selezione meritocratica. Soprattutto la politica, infatti, sembra riprodurre situazioni che riportano indietro nel tempo, a quei rapporti sociali e di produzione tipici del vecchio Mezzogiorno preindustriale in cui una ristretta cerchia di latifondisti si contrapponeva ai contadini salariati che da essi dipendevano senza alcuna speranza di emancipazione. Insomma una realtà quasi feudale.
Il Molise come Macondo, la immaginaria cittadina della Colombia caraibica di Cent’anni di solitudine che narra la storia delle sette generazioni della famiglia Buendia, ambientata in un microcosmo arcano e segregato in cui la linea di demarcazione fra vivi e morti non è affatto nitida, il tutto sullo sfondo di un drammatico messaggio di isolamento e arretratezza.
Il nostro “turista di ritorno” realizza che il Molise assomiglia ad una palude la cui bonifica sembra una vera e propria impresa perché manca di una classe dirigente in grado di gestire una equilibrata modernizzazione; che nel Molise la politica è un incubo democratico: lo è per i cittadini che dalla politica si attendono legittimamente un miglioramento della vita civile e quotidiana e che invece non ottengono mai (a parte pochi fortunati) e lo è per quelle coscienze infelici che guardano con rassegnata impotenza allo sperpero del denaro pubblico, al malgoverno, alla corruzione, alle prepotenze dei privilegiati e ai loro ingiusti profitti e al comportamento della magistratura e delle forze dell’ordine che quasi sempre volgono lo sguardo altrove.
Intuisce che la politica molisana è fatta di intrighi, agguati, tradimenti, separazioni ed improvvise riappacificazioni, vendette, regolamenti di conti; è umorale, senza progetti e senza disegni strategici. Come spesso accade al Sud. E’ legata alle persone e non alle organizzazioni e soprattutto guarda agli affari. Per questo motivo si verificano così frequenti e spregiudicati cambi di casacca.
La politica come sovrastruttura fondata sui giochi di corridoio, che trascura gli impegni presi con gli lettori, i quali vengono considerati non cittadini ma sudditi o, al massimo, clienti.
Il nostro corregionale si spiega perché non si è mai sviluppata una vera e propria opinione pubblica, a sua volta indispensabile per esprimere scelte politiche basate su valori e ideologie, e perché in Molise non esiste un voto di opinione ma solo di interesse. Non fa alcuno sforzo per individuare la risposta alla totale indifferenza dei giovani nei confronti della politica. E, pur avendo grande nostalgia dei caciocavalli e delle mozzarelle, senza alcun indugio, e senza alcun rimpianto, prenota il primo volo utile per ripartire. (fonte: Pasquale Di Lena)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »