Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘immunità’

Nutrizione e immunità

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2021

By dottor Domenico Centofanti, vice presidente della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME) La sessione sulla nutrizione è ormai la più attesa tra le altre al Congresso SIME. Quest’anno la tematica che tratteremo riguarda il ‘sistema immunitario’, inevitabile nell’era Covid-19. Oggi la nutrizione è diventata una disciplina spesso trattata come fosse una ‘moda’ piuttosto che un argomento da specializzati del settore. Non si può pensare al cibo soltanto come un regolatore del nostro peso corporeo, piuttosto è un investimento sul nostro stato di salute. La nutrizione influisce sul nostro benessere ed è chiaro che mangiare in maniera corretta fa la differenza. Chi non mangia correttamente pagherà le conseguenze a lungo andare, anche e soprattutto sul sistema immunitario. Il Covid-19 ci ha aiutato a capire quanto sia importante la nostra alimentazione, in quanto le problematiche maggiori si sono presentate lì dove il paziente aveva delle carenze. L’esempio più eclatante e più banale riguarda il nostro intestino. A proposito della sessione di diversi anni fa quando abbiamo parlato del microbiota intestinale, cioè i microrganismi che stazionano nel nostro corpo e in particolare nell’intestino, scopriamo oggi in maniera sempre più affermativa che è lui il regolatore di benessere del nostro corpo e del nostro sistema immunitario. Le sostanze prodotte in funzione di quello che mangiamo sono le stesse che influiscono sul nostro benessere, in virtù del fatto che il 70% del nostro sistema immunitario risiede nel nostro intestino. Se mi preoccupo di far stare bene il mio microbiota intestinale, creo beneficio per tutto il mio corpo. Ma come? Mangiando alimenti ricchi di fibre come frutta e verdura. Ai microrganismi piace in particolare l’inulina contenuta nella cicoria, nella cipolla, nell’aglio, ecc. ma ciò che è essenziale è mantenere il giusto apporto di fibra giornaliero. Il nostro sistema immunitario trae vantaggio anche dal giusto apporto di minerali e vitamine che si trovano sia negli alimenti del mondo marino, ma anche in tanti vegetali. Non è il ‘cibo miracoloso’ a fare la differenza, ma un’alimentazione equilibrata a base di dieta mediterranea – quella originale, dei nostri nonni – ricca di prodotti integrali, frutta e verdura e cibi più genuini possibili. Variare gli alimenti è la chiave. Oggi si tende a considerare la Medicina Estetica come una delle specializzazioni della medicina che è stata molto ‘parcellizzata’. Da una parte è molto utile, ma dall’altra si rischia di perdere la complessità del paziente. Su questo vorrei soffermarmi per dire che la Medicina Estetica non è togliere la ruga, ma provocare benessere nella complessità. Non tolgo la ruga soltanto, ma mi occupo del paziente a 360 gradi occupandomi di tutta la salute della persona e curando anche e soprattutto il metodo di nutrizione, perché questo ottimizza anche i risultati che ricerco in ambulatorio. Oltre alla SIME, nella sessione – che sembra essersi delineata come un mini-congresso nel congresso – saranno protagoniste: l’Ansisa (Associazione Nazionale Specialisti in Scienza dell’Alimentazione), l’ADI (Associazione Italiana di dietetica e nutrizione clinica), la SIO (Società Italiana dell’Obesità), la SISDCA (Società Italiana dei disturbi del comportamento alimentare), la SICOb (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità). Intorno allo stesso tavolo sei società scientifiche con esperti di diversa estrazione, nell’ambito di un Congresso di Medicina Estetica si confronteranno sulla scienza della nutrizione. Particolare attenzione si presterà, inoltre, alla vitamina C e D e al loro ruolo nella nutrizione e per il sistema immunitario. Tutto sarà direzionato a lanciare il messaggio che rendere in salute il nostro intestino attraverso le sane abitudini alimentari e il sano stile di vita può tradursi nel benessere del proprio sistema immunitario. A supporto studi e analisi. La novità riguarderà la vitamina D e la risposta alla domanda: per la vitamina D si consiglia l’esposizione al sole, ma i medici estetici consigliano anche e sempre la protezione solare: qual è il punto di congiunzione tra questi due aspetti? “Sono molto felice ed orgoglioso della collaborazione scientifica al nostro Congresso di tante Società Scientifiche di alto valore – commenta il professor Emanuele Bartoletti, presidente SIME – Questo a riprova della multidisciplinarietà della Medicina Estetica. Ricordiamo però che il medico estetico non è un tuttologo e che nell’atto fondamentale della visita avrà la competenza per indagare la fisiologia di tutti i distretti studiati e che, nel caso in cui rilevasse delle alterazioni dalla normalità, invierà il paziente allo specialista di riferimento per un approfondimento diagnostico e per la terapia adeguata”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | 1 Comment »

Malta: raggiunta l’immunità di gregge

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2021

Malta ottiene un altro importante primato e dopo essere stata la prima nazione ad aver iniziato a somministrare le vaccinazioni ai giovanissimi a partire dai 16 anni, oggi è la prima nazione europea a raggiungere l’immunità di gregge, con il 70% della popolazione adulta vaccinata con almeno una dose del vaccino COVID-19 e con il 42% della popolazione completamente vaccinata.Il piano nazionale maltese di lotta al COVID-19 ha portato già ad una forte diminuzione dei nuovi casi registrati quotidianamente, con un numero di decessi giornalieri che si è arrestato da oltre due settimane e, successivamente, registrando anche una diminuzione giornaliera dei casi attivi.“Il fatto che Malta abbia raggiunto l’immunità di gregge dal COVID-19 è di fondamentale importanza per l’economia locale, in particolare per il settore del turismo. Il governo maltese ha scelto di investire fortemente sul piano vaccinale affiancandolo ad un calendario di misure restrittive che si stanno gradualmente, ma velocemente allentando. Il nostro paese rimarrà vigile nella lotta contro il virus, investendo con vigore nelle misure adottate dall’industria del turismo e assicurandosi al contempo che questa diventi veramente sostenibile nell’era post-pandemica” ha sottolineato il ministro del Turismo e della tutela dei consumatori Clayton Bartolo.”L’annuncio ci dà la giusta dose di motivazione di cui tutti abbiamo bisogno, poiché siamo pronti a dare il benvenuto a Malta ai turisti a partire dal 1 ° giugno. Questo traguardo servirà sicuramente come ulteriore incentivo per i viaggiatori alla ricerca di una vacanza rilassante e, soprattutto, sicura “, ha aggiunto Johann Buttigieg, CEO Malta Tourism Authority.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Quanto dura l’immunità? È possibile reinfettarsi?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2021

A distanza di alcuni mesi dall’inizio della pandemia, vi sono ormai molteplici evidenze68 di pazienti che si sono reinfettati ad alcuni mesi di distanza dalla prima infezione. Il primo caso di reinfezione è stato documentato69 a Hong Kong, e riguarda una persona che a distanza di 142 giorni dalla prima infezione, è stata reinfettata da un ceppo di virus diverso da quello che aveva innescato la prima infezione. Il paziente, un uomo di 33 anni, era stato ricoverato in ospedale a fine marzo con sintomi lievi ed era stato dimesso a metà aprile. La seconda infezione è stata individuata il 15 agosto a seguito di un controllo all’aeroporto di Hong Kong, dove il paziente era tornato dopo un viaggio in Spagna con scalo in Gran Bretagna. In Belgio una donna che aveva avuto l’infezione a Marzo si è nuovamente infettata a giugno ad opera di un ceppo di virus che presentava undici mutazioni rispetto a quello della prima infezione70. In Olanda è stato documentato71 il primo caso di reinfezione con esito fatale: una donna immunocompromessa di 89 anni, sottoposta a chemioterapia, ricoverata per cinque giorni durante la prima infezione era stata e quindi guarita. Circa due mesi dopo, due giorni dopo aver effettuato un nuovo ciclo di chemioterapia, la donna ha nuovamente manifestato sintomi severi, è risultata positiva al Co-vid-19, e dopo tre settimane di ricovero è deceduta. In Gran Bretagna è stata recentemente confermata72 una reinfezio- ne ad opera della cosiddetta “variante inglese” (VOC-202012/01 o B.1.1.7.). Un paziente dializzato di 78 anni il 2 aprile 2020 era risultato positivo al coronavirus, ma aveva risolto l’infezione senza complicazioni. Nei mesi successivi, tutti i 22 tamponi effettuati come routine pre-dialisi erano risultati negativi, mentre sei esami sierologici avevano evidenziato la presenza degli anticorpi. Un controllo fatto l’8 dicembre è invece risultato positivo, e qualche giorno dopo il paziente ha manifestato sintomi gravi che hanno richiesto il ricovero in terapia intensiva. Il sequenziamento dei campioni virali ha evidenziato l’appartenenza del campione del 2 aprile al ceppo B.2, senza mutazioni nell’area della proteine spike, mentre il virus sequenziato l’8 dicembre apparteneva alla variante B.1.1.7. La possibilità che chi ha contratto l’infezione durante la prima ondata possa reinfettarsi ad opera di una variante potrebbe essere una delle cause del recente notevole incremento dei casi a Manaus, nella regione brasiliana delle Amazonas, dove circolano sia la variante B.1.1.7 che la variante P.1, e dove si stimava che i tre quarti della popolazione si fosse infettata durante la prima ondata. Tra le altre possibili cause individuate dai ricercatori per questo così elevato numero di casi, una sovrasti-ma del tasso di prevalenza al termine della prima ondata, la progressiva riduzione dell’immunità per le infezioni avvenute anche sette o otto mesi prima, e la maggiore trasmissibilità delle nuove varianti, che richiederebbe una percentuale di immunità di gruppo superiore a quella (67%) teoricamente necessaria per un virus con il tasso di infettività del ceppo originario del virus73. Anche la severità dell’infezione può influire sulla risposta immunitaria dopo il superamento della malattia.(fonte: Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” – I.R.C.C.S.)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Covid-19, chi guarisce è immune per almeno sei mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2021

Secondo uno studio pubblicato su Nature, l’immunità mediata dalle cellule B in risposta all’infezione da Sars-CoV-2 può persistere per almeno sei mesi. «Il nuovo coronavirus ha infettato 78 milioni di persone ed è responsabile di oltre 1,7 milioni di decessi fino ad oggi. Si è visto che l’infezione è associata allo sviluppo di livelli variabili di anticorpi con attività neutralizzante in modelli animali» spiega Michel Nussenzweig, della Rockefeller University di New York, e dello Howard Hughes Medical Institute di Baltimora, Stati Uniti, autore senior del lavoro.I ricercatori affermano che è noto che i livelli di anticorpi diminuiscono con il tempo, ma sottolineano che finora non erano state esaminate la natura e la qualità delle cellule B della memoria immunitaria, deputate a produrre anticorpi in caso di reinfezione. Per approfondire l’argomento hanno valutato la risposta della memoria umorale in una coorte di 87 individui a 1,3 e 6,2 mesi dopo l’infezione. L’analisi dei dati ha mostrato che i titoli anticorpali IgM e IgG anti-Sars-CoV-2 spike recector binding domain (Rbd) diminuiscono in modo significativo, e che l’attività neutralizzante nel plasma diminuisce di cinque volte nei test con pseudotipo virale. Ma gli esperti hanno anche osservato che il numero di cellule B della memoria specifiche per Rbd rimane invariato nel tempo. Non solo, gli autori affermano anche che le cellule B della memoria hanno mostrato un turnover clonale all’ultima valutazione temporale, e che gli anticorpi espressi erano caratterizzati da maggiore ipermutazione somatica, maggiore potenza e resistenza alle mutazioni dell’Rbd.
Quest’ultimo dato è indicativo di un’evoluzione continua della risposta umorale, ed è una buona notizia per quanto riguarda le varianti della malattia. È stata portata avanti anche un’analisi con immunofluorescenza o Pcr su 14 biopsie intestinali prese da individui asintomatici quattro mesi dopo l’insorgenza di Covid-19, e questa ha mostrato la persistenza degli acidi nucleici Sars-CoV-2 e l’immunoreattività nell’intestino tenue di sette persone. «La risposta delle cellule B della memoria immunitaria a Sars-CoV-2 è stata in evoluzione nel periodo tra 1,3 e 6,2 mesi dopo l’infezione, e questa evoluzione è secondo noi coerente con una persistenza dell’antigene» concludono gli esperti.
(fonte: Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Covid-19, quanto dura l’immunità acquisita naturalmente?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2021

Secondo uno studio pubblicato su Science, quasi tutti i sopravvissuti a Covid-19 posseggono l’immunità sufficiente per combattere una eventuale reinfezione. «I risultati, basati sulle analisi di campioni di sangue di 188 pazienti con Covid-19, suggeriscono che le risposte al nuovo coronavirus di tutti i principali attori del sistema immunitario adattativo possono durare per almeno otto mesi dopo la comparsa dei sintomi dall’infezione iniziale» afferma Shane Crotty, del La Jolla Institute for Immunology, negli Stati Uniti, autore senior del lavoro. Gli esperti hanno misurato anticorpi, cellule B della memoria, cellule T helper e cellule T killer, e hanno scoperto che gli anticorpi specifici del virus persistono nel flusso sanguigno mesi dopo l’infezione. Il virus Sars-CoV-2 utilizza la sua proteina spike per avviare l’infezione nelle cellule umane, quindi i ricercatori hanno cercato cellule B di memoria specifiche per tale spike, e hanno osservato che queste aumentavano nel sangue sei mesi dopo l’infezione. Erano presenti anche diversi linfociti T “helper” CD4 +, e molte cellule T “killer” CD8 +, pronte a distruggere le cellule infette e fermare una reinfezione.Le diverse parti del sistema immunitario adattivo lavorano insieme, quindi gli esperti ritengono che vedere anticorpi anti-Covid, cellule B della memoria, cellule T CD4+ di memoria e cellule T CD8+ di memoria nel sangue più di otto mesi dopo l’infezione sia un buon segno. «Questo fatto implica che ci sono buone probabilità che le persone conservino un’immunità protettiva, almeno contro forme gravi della malattia, per quel periodo di tempo, e probabilmente ben oltre» afferma Crotty. Gli autori sottolineano che l’immunità protettiva varia notevolmente da persona a persona, avendo riscontrato differenze anche di 100 volte nell’ampiezza della memoria immunitaria. La presenza di immunità duratura contro Sars-CoV-2 è un buon segno per i vaccini, anche se lo studio ha monitorato solo le risposte all’infezione naturale. I ricercatori continueranno ad analizzare campioni di pazienti Covid-19 nei prossimi mesi e sperano di poter monitorare le loro risposte da 12 a 18 mesi dopo la comparsa dei sintomi. Inoltre, gli esperti stanno cercando di capire come la memoria immunitaria differisca tra persone di età diverse e come ciò possa influenzare la gravità dell’infezione.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Tumore alla vescica e immunità

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Una ricerca che porta a importanti passi avanti nella cura del tumore alla vescica. Sono stati pubblicati su Science Translational Medicine i risultati dello studio di Humanitas e Humanitas University che ha permesso di identificare il meccanismo di azione della mitomicina C, un farmaco chemioterapico usato da più di 50 anni per il carcinoma alla vescica. Ogni anno in Italia, sono oltre 26.000 le nuove diagnosi di tumore alla vescica di cui il 75% non muscolo-infiltrante. Siamo di fronte a un tumore con elevata incidenza nei Paesi occidentali con dati che, in alcune aree, sono in aumento. La prof.ssa Maria Rescigno, ordinario di Patologia Generale di Humanitas University e pro rettore vicario con delega alla ricerca, spiega: «Insieme ai colleghi urologi, abbiamo avviato questo lavoro partendo da un dato: sappiamo che la mitomicina funziona nel 40% circa dei pazienti, mentre la metà ha una recidiva dopo il trattamento. Ci siamo chiesti da cosa dipendesse questo esito». Ne è risultato che in alcuni pazienti la mitomicina funziona anche da attivatore del sistema immunitario, risvegliando la risposta contro il tumore. Il farmaco, cioè, provoca la cosiddetta morte immunogenica, attivando un segnale che spinge le cellule del sistema immunitario a “mangiare” la cellula tumorale. Lo studio è partito da un approccio retrospettivo: è stata verificata la presenza del marcatore nei pazienti che, in passato, avevano risposto alla mitomicina, e viceversa. Quindi il gruppo è passato a uno studio prospettico che ha coinvolto 52 pazienti grazie alla collaborazione con l’Unità operativa di Urologia, diretta dal dott. Paolo Casale. Anche in questo caso, i ricercatori hanno verificato che i pazienti senza marcatore non rispondevano alla mitomicina.Questo significa che è possibile prevedere la risposta alla cura, e quindi monitorare i pazienti a rischio recidiva e scegliere terapie diverse.All’interno del gruppo di ricerca, anche la dottoressa Bianca Oresta, 29 anni, ricercatrice di Humanitas sostenuta da una borsa di studio di AIRC, con già alle spalle uno studio del microbioma vescicale nei pazienti con tumore della vescica.
«Il quesito sulla mitomicina parte da un interesse nato in laboratorio negli anni passati. Ci si era già domandati come i chemioterapici potessero stimolare la risposta immunitaria, la morte cellulare immunogenica, attivando un’azione specifica contro il tumore».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Primo studio nazionale su infezione e immunità del virus

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2020

48 laboratori italiani, afferenti ad alcuni fra i più importanti centri di ricerca e cura del Paese, hanno deciso di unire le risorse per lo studio collaborativo “Progetto Sierologia COVID-19”, con l’obiettivo di valutare se la presenza di anticorpi anti Sars-Cov2 protegge dalla reinfezione e per quanto tempo. Si tratta di un’informazione fondamentale per la ripresa delle attività lavorativo-sociali e la convivenza con il virus che ci aspetta nei prossimi mesi.Il progetto si basa sul test sierologico sviluppato da Istituto Europeo di Oncologia e Università di Pavia e messo a disposizione di tutti i laboratori di ricerca italiani. Un test che non richiede investimenti aggiuntivi in macchinari e materiali rispetto alle dotazioni normalmente presenti nei laboratori di ricerca. Il test ha una sensibilità e specificità elevatissima e costi enormemente inferiori rispetto ai test commerciali.
È proprio partendo dalle proteine glicosilate del virus SARS-CoV-2 che Federica Facciotti, immunologa dello IEO, insieme a Marina Mapelli e Sebastiano Pasqualato specialisti in biochimica del Dipartimento di Oncologia Sperimentale IEO, hanno messo a punto il test che valuta in maniera quantitativa il titolo degli anticorpi circolanti nel sangue. “Gli anticorpi che identifichiamo sono quelli che potenzialmente neutralizzeranno il virus, prevenendo seconde infezioni e quindi garantendo immunità nel breve termine” spiega Facciotti. “Diversamente dai test commerciali, il nostro esame può rilevare diversi tipi di anticorpi che caratterizzano l’intero spettro della risposta immunitaria all’infezione virale, con una alta sensibilità, cioè anche quando gli anticorpi sono presenti a livelli relativamente bassi, come ci si può aspettare da chi ha contratto la malattia in forma lieve, e con un alta specificità, ovvero escludendo anticorpi diretti contro altri virus della stessa famiglia di SARS-CoV-2, che causano le comuni sindromi da raffreddamento.”
L’adesione dei 48 laboratori al Progetto Sierologia Covid 19 fa seguito all’appello lanciato a governo e regioni da un gruppo di 290 scienziati il 26 marzo scorso affinché venissero aumentati i tamponi virali e introdotti i test sierologici.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Coronavirus, in attesa delle linee guida al via i test d’immunità in molte Regioni

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

In attesa del vaccino, si parte con i test sierologici di immunità per definire la percentuale di cittadini che ha sviluppato anticorpi al SarsCov2. Mentre Toscana, Sicilia, Lombardia e Lazio hanno iniziato a procedere per conto proprio, cresce il pressing delle Regioni sul ministero della Salute perché fornisca linee guida chiare. In risposta il Comitato tecnico scientifico, sembrerebbe aver definito e validato i criteri e le caratteristiche dei test sierologici che dovranno essere utilizzati per la campagna nazionale.
Tra due o tre settimane dovrebbe prendere avvio in tutta Italia la campagna nazionale sui test sierologici che, come già illustrato dal presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, sarà effettuata a campione sulla popolazione italiana per avere un quadro epidemiologico più chiaro della propagazione del virus. Il campione comprenderà circa 150mila cittadini, divisi per sei fasce di età, genere e profili professionali. Si potrà così “avere il polso” della pervasività del virus a livello territoriale ma anche in relazione ai diversi settori, definendo un profilo di rischio dei lavoratori in vista della fase 2 di riapertura del Paese a maggio. A stretto giro arriverà quindi la validazione da parte del Comitato tecnico scientifico dei test sierologici che verranno prescelti e che dovranno garantire elevata «sensibilità, specificità e applicabilità» a livello nazionale. Eppure c’è chi non pensa che i test sierologici siano così affidabili. Pierino Di Silverio, responsabile Anaao Assomed Settore giovani, su Radio Cusano Campus, ha detto: «I test sierologici rapidi pensati per verificare l’immunità al Covid-19 sono ad oggi poco precisi, non sono stati approvati dal ministero come test per fare diagnosi. Mi spiego, questi test hanno, se utilizzati troppo precocemente, una affidabilità veramente troppo bassa per essere sostituiti ai tamponi. A noi occorre un altro tipo di test per verificare la presenza nel sangue di immunoglobuline capaci di dirci se un soggetto ha sviluppato una immunità al virus». Secondo Di Silverio, dunque, «se sottoponiamo cittadini o medici sperando di fare diagnosi di coronavirus sbagliamo, perché rischiamo di avere falsi negativi, ossia persone che presenteranno i sintomi dopo qualche giorno dal test».
La Toscana, intanto, ha annunciato già un accordo con 61 laboratori privati che permetterà di effettuare test sierologici per 400.000 persone, includendo anche i lavoratori dei servizi essenziali. Ed anche il caso del Lazio dove, nei prossimi giorni, partirà una campagna con 300 mila test per tutto il personale sanitario, le Rsa e le forze dell’ordine. In Lombardia, invece, saranno effettuati 20.000 test sierologici al giorno, dal 21 aprile, cominciando dagli operatori sanitari e dai cittadini che devono tornare al lavoro con particolare riferimento alle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi. La Campania ha invece deciso lo stop ai test sierologici nei laboratori privati accreditati, perché non potrebbero essere garantite le misure di contenimento. Si attende comunque un parere del Ministero. L’obiettivo del governo Musumeci, governatore della Sicilia, è quello di monitorare l’andamento del contagio come avvenuto per altre epidemie con un screening epidemiologico attraverso i test sierologici per contrastare il contagio da Coronavirus. ( da Anna Capasso Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Coronavirus: immunità di gregge per i mercati?

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

A cura di Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Negli Stati Uniti, oltre a quanto già annunciato (fino a 50 miliardi di dollari in aiuti agli Stati per affrontare la pandemia, acquisto di petrolio per la Riserva Strategica Petrolifera nazionale, cancellazione degli interessi sui prestiti studenteschi), è stato approvato dal Congresso un ulteriore pacchetto di stimoli fiscali che potranno arrivare fino a $ 2’000 miliardi, destinati a sostenere il tessuto sociale ed economico del Paese tramite prestiti alle piccole imprese ($ 300 miliardi), trasferimenti diretti ai cittadini ($ 500 miliardi), fondi di stabilizzazione ($ 200 miliardi) e rinvii delle scadenza per il pagamento delle tasse.In Europa, la risposta è stata altrettanto tempestiva. I piani di Germania e Francia, in particolare, stanno assumendo dimensioni massicce. Contemporaneamente, si continua a discutere circa l’opportunità di ricorrere a strumenti centrali quali i cosiddetti Coronabond, su cui Paesi come la Germania e l’Olanda sembrano tuttavia molto restii: a spaventare è la mancanza di condizionalità dei fondi raccolti, ossia la possibilità per i Paesi membri dell’UE di usare tali risorse senza vincoli di finalità, anche per scopi diversi e meno urgenti rispetto a quelli strettamente legati all’emergenza sanitaria. Più semplice, dal punto di vista politico e dell’implementazione, che si vada ad attingere al Fondo salva-Stati, imponendo una qualche forma, seppur lieve, di condizionalità alle risorse erogate.Complessivamente, si tratta di un vero e proprio bazooka fiscale, pari al 2.5% circa del PIL mondiale, con un effetto moltiplicatore sull’economia di 1.5/2 (per un raffronto, quanto fatto nel 2008-2009 ammontava all’1.6% del PIL mondiale).Le banche centrali non sono state da meno, anzi. Hanno tempestivamente dispiegato tutte le proprie forze per cercare di fornire al sistema economico e finanziario il supporto monetario necessario per fronteggiare la mareggiata. Tra tagli dei tassi fino a portarli ai livelli minimi e massicci programmi di acquisti, stanno ricorrendo a tutte le politiche straordinarie diventate popolari nel decennio passato. Prima di arrivare a forme di vero e proprio “helicopter money” (finanziamento diretto a imprese e privati), è possibile che, almeno negli Stati Uniti, si rispolveri un programma di controllo della curva, già sperimentato nel secondo dopoguerra e in linea con quanto avviene in Giappone, volto a mantenere i tassi forzatamente entro livelli prestabiliti, tramite acquisti di bond senza limiti di importo.L’effetto immediato di tali stimoli monetari è stato quello di sostenere le aspettative di inflazione e riportare in territorio negativo i tassi reali, saliti in precedenza di 100 punti base fino ad un doloroso +0.5% e oggi prossimi al -0.25%, un livello sicuramente più adeguato all’attuale contesto economico.Allo stesso tempo, la politica monetaria espansiva, soprattutto qualora si dovesse ricorre al controllo delle curve dei tassi, comporta l’effetto positivo di ridurre drasticamente il costo del debito per i Governi, in un momento in cui la spesa fiscale è inevitabilmente destinata a salire in modo significativo.Tutte insieme, le manovre delle principali banche centrali, tra cui la più timida per il momento è stata proprio la People Bank of China, vincolata dagli obiettivi di medio termine e dalla forza del dollaro, risultano pari ad un 10% circa del PIL mondiale (furono pari al 6.5% nel 2008-2009).In generale, si tratta di un mix ben assortito di misure fiscali e monetarie accomodanti con cui si sta tentando di contenere per quanto possibile i danni economici ed immunizzare i mercati finanziari, che al momento sembrano reagire positivamente alla cura.Tuttavia, trattandosi di una crisi nata non da un problema economico o del sistema finanziario, come successo nel 2007, ma da un’emergenza sanitaria, ciò che i mercati sembrano attendere per invertire con decisione il trend è un flusso di notizie positive nel numero di contagi. Nel frattempo, digeriscono e, anzi, apprezzano le misure di distanziamento sociale, anche drastiche, adottate dai Governi per contenere la diffusione del virus. Sembrerebbe che gli operatori siano disposti ad accettare un forte impatto economico nel breve termine per ridurre al minimo il costo sociale e umano, nella convinzione che, anche grazie agli stimoli monetari e fiscali messi a terra, l’attività economica possa poi ripartire con slancio una volta superata la crisi sanitaria.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuovo partito: arrivano i “Popolari”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2011

(Commento da una notizia rilevata da Il Messaggero del  4 gennaio 2011) Fervono i preparativi per l’ultima grande battaglia che dovrebbe consentire al cavaliere la scalata al Colle più alto, dove giace, inutilizzata, l’immunità e impunità anche per i reati comuni come la truffa, l’appropriazione indebita, la corruzione, il falso in bilancio, l’evasione fiscale, la costituzione di fondi neri e capitali all’estero, la concussione, conflitto di interessi, concorrenza sleale,  tutti capitoli del codice penale di pertinenza diretta dell’attuale presidente del consiglio, con ampio coinvolgimento dei suoi familiari, succedanei, dipendenti, schiavi, vassalli, valvassori e valvassini, come parte attiva e molto attiva nel commetterli. Le patate bollenti del fallimento di una intera nazione la lascerà in eredità agli ambiziosi che cercheranno nei  residui del terremoto Berlusconi, i rimasugli di quella che fu una nazione tra le più importanti del pianeta.Il problema più importante di questa ultima battaglia sta nel far credere agli elettori che le operazioni in atto sono studiate per favorire le fasce più indifese della nazione.
•    Dovrà pensarci l’erede designato Alfano a vantare i benefici popolari per un ulteriore “lodo”;
•    ci penserà   La Russa  a descrivere quanto sia bello morire in una guerra che si chiama “missione di pace”;
•    ci penserà Bondi a chiarire che i resti archeologici sono un residuo inutile e dannoso del passato;
•    ci penseranno Alemanno  e Gasparri, con attiva partecipazione di Maroni,  a vantare i benefici delle manganellate,
•    mentre Bossi & C. spiegheranno che ci sono due Italie, una da sostenere e l’altra da sfruttare.
Ala calduccio delle coperte protettive  dell’immunità presidenziale, il cavaliere rappresenterà quello che resta di una nazione, diventato Stato, ma che nessuno ha mai voluto far diventare una Patria comune. (Rosario Amico Roxas)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Auto blu: nessuna immunità, si riduca il numero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2010

“La proposta di esentare gli autisti delle auto blu dal ritiro dei punti della patente ci vede assolutamente contrari”. Così l’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commenta l’emendamento al Codice della Strada in discussione in questi giorni al Parlamento. “In questo momento di grave crisi economica -incalza Dona-  il Parlamento dovrebbe occuparsi di come tagliare gli sprechi della Pubblica Amministrazione e non di evitare multe e sanzioni per gli autisti ‘indisciplinati’ ”.  “Si pensi piuttosto ad un provvedimento che riduca il numero delle auto blu -conclude il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori- visto che in Italia ne circolano circa 600mila: un numero spropositato rispetto ad altri Paesi europei come Francia, Gran Bretagna e Germania”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Immunità agli autisti delle auto blu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2010

L’emendamento proposto dal salentino sen. GALLO (PDL) che prevede l’esenzione dalla sottrazione dei punti dalla patente di guida per gli autisti delle cosiddette “auto blu” è stato approvato dalla Commissione Lavori Pubblici del Senato. Un’altra immunità che favorirebbe la “casta” rispetto alla generalità dei cittadini, rischia dunque di essere introdotta anche per il Codice della Strada che sino ad oggi si era dimostrata una legge sostanzialmente egalitaria e che peraltro, – come già qualche opinionista ha voluto osservare – si pone in controsenso rispetto al giro di vite nei confronti degli automobilisti con aumenti generalizzati delle sanzioni finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale ed inoltre, giunge proprio nel momento in cui si discute sulla necessità di ridurre o eliminare l’enorme parco auto nazionale di proprietà dello stato o di enti pubblici.  Per questa ragione Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori,  chiede che la norma approvata sia urgentemente rivista al fine di riportare nell’alveo della parità dei diritti e dell’eguaglianza dei cittadini anche il Codice della Strada e soprattutto la Costituzione che in questo modo verrebbe ulteriormente mortificata dalla “casta”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »