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“2nd Annual Next Gen Immuno-Oncology Congress”

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

The current revolution in immuno-oncology is being driven by Antibody Drug Conjugates, Immune Checkpoint Inhibitors, Bispecific Antibodies, and Cell Therapies.Clinical trials have shown that cancer patients can tolerate this immune-based treatment more effectively than conventional treatments like chemotherapy and radiotherapy. It’s clearly one of the hottest fields of Biopharma which has gained momentum in the past few years.With more than 45 speakers across the world from pharma, bio-pharma and biotech companies, the congress will discuss the latest updates in the development of ADC’s, Monoclonal Antibodies, Bispecific Antibodies, Immune Checkpoint Inhibitors, and Cellular Therapy.
Meet and network with experts from leading universities and industry sharing their knowledge on Preclinical and Translational Immuno-Oncology Developments, Next Gen CAR-T Cell Therapy, Immune Checkpoint Inhibitors, Monoclonal, and Bispecific Antibodies and more.
A platform to meet experts from Pharma, biopharma and biotech companies and increase your learning in Monoclonal and Bispecific Antibodies, Cell Therapy and Immune Checkpoint Inhibitors.

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Immuno-oncologia è un’arma efficace nel trattamento dei tumori

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Roma, 7 maggio 2019, ore 11.30 Hotel Nazionale (Piazza Montecitorio 131, Sala Cristallo)
L’Immuno-oncologia è un’arma efficace nel trattamento dei tumori che si aggiunge alla chirurgia, alla radioterapia e alla chemioterapia. Negli ultimi dieci anni ha rivoluzionato la cura di neoplasie difficili da trattare, come il melanoma e il carcinoma del polmone in fase avanzata. E oggi è possibile parlare in alcuni casi di cronicizzazione della malattia. A differenza delle terapie tradizionali, le molecole immuno-oncologiche sfruttano le capacità naturali del sistema immunitario e lo rinforzano per combattere la malattia. Per approfondire le potenzialità offerte dall’immuno-oncologia e le nuove frontiere nella lotta al cancro, si terrà una conferenza stampa in cui interverranno Paolo Ascierto (Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione “G. Pascale” di Napoli), Michele Maio (Direttore della Cattedra di Oncologia dell’Università di Siena e del Centro di Immuno-Oncologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese), Emma Charles (General Manager Bristol-Myers Squibb Italia), Cosimo Paga (Executive Country Medical Director, Bristol-Myers Squibb Italia) e Monica Forchetta (Presidente Associazione Pazienti Italia Melanoma).

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BTG and SIO Expand Immuno-Oncology

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 agosto 2017

londonLONDON/PRNewswire/BTG plc (LSE: BTG), a global specialist healthcare company, and the Society of Interventional Oncology (SIO), an international organisation working to nurture and support interventional oncology worldwide, have expanded their commitment to the Immuno-Oncology / Interventional Oncology research grant programme, by announcing a second round of funding available to investigators.Interventional oncology, which includes a range of minimally invasive, image guided, loco-regional therapies, and immuno-oncology, using the body’s own immune system to treat cancer, are two areas of scientific interest that have great potential for improving cancer therapy. The SIO grant programme is designed to fund cutting-edge research initiatives to investigate the potential for these therapeutic approaches to work in combination. Specifically, the programme is looking to fund research proposals that:
Evaluate immune stimulation of interventional oncologic therapies
Combination approaches to improve clinical outcome
Improve the understanding of underlying mechanisms as to how different loco-regional therapies influence both adaptive and innate immunity
Earlier this year, four investigators were awarded grants at the World Conference on Interventional Oncology (WCIO) in Boston to further their cutting-edge research in the field. Their project proposals ranged from exploratory pilot projects to prospective clinical trials. The winners were chosen by the SIO Immuno-Oncology / Interventional Oncology Committee, a panel of international experts which includes both interventional radiologists and immuno-oncologists.With a large number of high quality submissions and the level of interest in the programme to date, BTG and SIO have announced their intention to expand the programme to ensure more collaborative research will be funded and accelerate the pace of scientific advancement in the combination of interventional oncology and immuno-oncology therapies.”We are very pleased with the ongoing generosity of BTG that will continue to enable the SIO to fund additional meritorious, cutting-edge research that combines the strengths of interventional oncology and immuno-oncology – two disciplines that hold great promise for improving cancer therapy,” said S. Nahum Goldberg, MD, SIO Interventional / Immuno-oncology Working Group Chair, and Vice-Chair for Research and Head of the Interventional Oncology Unit, Hadassah Hebrew University Medical Center in Jerusalem, Israel.Melanie Lee, Chief Scientific Officer of BTG, said: “We were delighted by the number of high calibre entries we saw from investigators in response to the original call for proposals, with lots of brilliant ideas of how to best combine loco-regional and immunotherapies. We believe such approaches can help new agents to penetrate solid tumour mass, expose tumour specific antigens, and help the immune system to mount a response. Given the high levels of interest, we have decided to double our efforts and provide further funding in 2018 to support additional research in this area.”
To apply for a grant, completed applications need to be submitted online at http://www.io-central.org/grants by the 15th December 2017. The submission must include a detailed research plan that outlines a one to two year budget proposal and a letter of support from the department chair (for faculty applicants) or fellowship director (for trainee applicants). Grants of up to $50,000 are available for one year exploratory pilot projects and up to $100,000 for larger one to two year projects.

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In cinque anni (2009-2013) sono state introdotte a livello globale 37 nuove molecole anticancro

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2015

Natali CANCRO acrilico su tela lavorata a mano 100x100E nel 2014 sono state ben dieci. La crescente disponibilità di armi innovative ha permesso di raggiungere risultati impensabili fino a pochi anni fa. Ad esempio, grazie all’immuno-oncologia che potenzia il sistema immunitario per combattere le cellule malate, il 20% dei pazienti colpiti da melanoma in fase avanzata è vivo a un decennio dalla diagnosi e nel tumore del polmone (non squamoso) metastatico, che finora presentava scarse opzioni terapeutiche, il 39% è vivo a 18 mesi. Ma i pazienti italiani hanno avuto accesso solo a 22 delle 37 nuove molecole: la disponibilità più ampia è stato offerta dagli Stati Uniti (31 su 37), Germania (28 su 37) e Gran Bretagna (28 su 37). Per questo è necessario istituire nel nostro Paese un Fondo Nazionale per l’Oncologia. L’appello alle Istituzioni viene dal IV Congresso Nazionale della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute in corso a Rimini, con la partecipazione di rappresentanti del mondo della Sanità, delle Associazioni dei pazienti e delle Società scientifiche. “L’Italia è il Paese più vecchio d’Europa: il 20% della popolazione ha oltre 65 anni, per un totale di 12 milioni di persone – spiega Roberto Messina, presidente nazionale Senior Italia FederAnziani -. E l’invecchiamento rappresenta un fattore determinante nello sviluppo del cancro. È essenziale creare subito questa fonte specifica di risorse dedicate per far fronte alle richieste di tutti i cittadini colpiti dalla malattia e per garantire i migliori trattamenti disponibili senza differenze fra le varie Regioni”. A sostegno del Fondo è stata aperta una petizione popolare con una raccolta di firme a partire dal Congresso di Rimini fra i 7mila delegati. Oggi il 60% dei pazienti guarisce (alla fine degli anni Settanta solo poco più del 30%, negli anni Novanta quasi il 47%), grazie a terapie sempre più efficaci, e la loro qualità di vita è migliore. È in costante crescita il numero delle persone che vivono con questa diagnosi e che presentano esigenze specifiche: nel 2015 sono circa 3 milioni (4,9% degli italiani) con un incremento, rispetto al 2010, del 17% (+20% fra gli uomini e +15% fra le donne). Negli ultimi anni inoltre è cresciuto il peso economico delle terapie anticancro. Per la prima volta infatti i farmaci antineoplastici e immunomodulatori si collocano in seconda posizione (dati AIFA 2014), subito dopo i trattamenti cardiovascolari, per impatto sulla spesa farmaceutica complessiva (3.934 milioni di euro) e al primo posto per spesa pubblica a carico del Servizio Sanitario Nazionale (3.899 milioni), in crescita del 9,6% rispetto al 2013. La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è aumentata dal 1990 al 2007 del 18% fra gli uomini e del 10% fra le donne. Nel 2015 sono previste 363mila nuove diagnosi, più della metà riguarda gli over 70. “La Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute è una piattaforma tecnico-scientifica che promuove e coordina un’attività sinergica, condivisa e concreta tra tutti gli attori del Servizio Sanitario Nazionale – sottolinea Messina -. La sostenibilità del sistema e la sopravvivenza degli standard a cui siamo abituati potranno essere garantite solo da una gestione accurata delle trasformazioni in atto. Abbiamo bisogno di ancorare i nuovi modelli di analisi e di gestione della salute, più adatti alla realtà che cambia, a fondamenta solide e condivise da parte di tutti gli attori in gioco. La costituzione di un Fondo Nazionale per l’oncologia è il primo passo per garantire la sostenibilità del sistema e un uso razionale delle risorse”.
Negli anziani il rischio oncologico è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Tra gli uomini over 70 il tumore della prostata è al primo posto (20%), seguito dal polmone (17%), colon-retto (14%), vescica (12%) e stomaco (5%); tra le over 70 è quella della mammella la neoplasia più frequentemente diagnosticata (21%), seguita dal colon-retto (17%), dal polmone (7%), dallo stomaco (6%) e dal pancreas (6%). “L’Istituzione di un Fondo Nazionale – continua Messina – consentirà anche di migliorare il coinvolgimento degli anziani nei programmi di screening e nelle sperimentazioni cliniche dei trattamenti innovativi”. Al Congresso di Rimini, pazienti, medici di medicina generale, specialisti, società medico-scientifiche nazionali e internazionali, il mondo delle farmacie e dei servizi, le Università e la ricerca scientifica, esponenti della giurisprudenza, dell’economia sanitaria e delle Istituzioni affrontano un percorso comune di valutazione delle criticità del Servizio Sanitario Nazionale con l’elaborazione di soluzioni concrete e sostenibili. “L’obiettivo primario è promuovere l’evoluzione del Servizio Sanitario – afferma Messina – con politiche sanitarie volte a un sistema universalistico concretamente equo, omogeneo e sostenibile a tutela di tutti, nel rispetto del diritto alla salute. I tavoli di lavoro sono composti da esponenti della sanità riuniti in Commissioni Tecniche Nazionali monotematiche, che spaziano dalla psichiatria alla dermatologia, all’ematologia, all’oncologia fino alla nutrizione e al dolore. I lavori condurranno all’elaborazione di documenti in grado di contribuire alla definizione di un modello avanzato di Sistema Sanitario che promuova corretti stili di vita, la centralità della prevenzione, cure evolute e la piena presa in carico del paziente portatore di cronicità e non autosufficiente. Durante il Congresso si tengono tavoli di lavoro specifici sulla ‘medicina difensiva’ mentre la giornata di ieri ha visto lo svolgimento di un simposio ‘Regioni, Governo e pazienti verso nuovi modelli e strategie a favore della terza età’, sempre con una finestra di confronto aperto sulle best practice clinico-organizzative nazionali e internazionali”. La prevenzione e gli stili di vita sani restano una priorità assoluta, così come l’appropriatezza delle cure e l’aderenza alle terapie. “Quest’ultimo tema – conclude il Presidente Messina – presenta ancora un’elevata criticità, specie nella popolazione anziana. Non a caso oggi, nel corso del Congresso Nazionale, celebriamo la Giornata Europea per il Diritto alla Salute dedicata al tema dell’aderenza alla terapia e al suo rapporto con l’invecchiamento attivo”.

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L’immuno-oncologia parla italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2015

v_grains-melanomeIl nostro Paese ha guidato i più importanti studi clinici con questa nuova arma e Siena è la capofila a livello mondiale. In dieci anni nella città toscana più di 700 pazienti sono stati trattati con queste terapie innovative che stimolano il sistema immunitario a combattere il cancro. Il melanoma ha rappresentato l’apripista in sperimentazioni che si sono poi allargate a molti tipi di tumore, da quelli del polmone, del rene, della prostata, del colon-retto e del cervello, fino al mesotelioma e ad altre neoplasie rare. L’Immunoterapia Oncologica del Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, diretta dal prof. Michele Maio, è tra i primi centri al mondo per numero di patologie trattate con questo nuovo approccio. Proprio la città toscana ospita il XIII Congresso NIBIT (Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori) con la partecipazione dei più importanti esperti a livello internazionale. E da Siena arriva l’appello dei ricercatori perché queste terapie innovative siano subito disponibili per i pazienti. “Il nostro centro è nato dieci anni fa – spiega il prof. Maio, che è anche presidente del NIBIT e della Fondazione NIBIT -. All’inizio poteva sembrare una sfida. Oggi l’immuno-oncologia si è affermata come la quarta arma disponibile per sconfiggere il cancro in grado di generare grandi benefici sia nei tumori solidi che in quelli ematologici. Il primo farmaco immuno-oncologico approvato, ipilimumab, ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza a lungo termine nel melanoma in fase avanzata: nel 20% dei pazienti la malattia si ferma o scompare del tutto, e aumenta la sopravvivenza a lungo termine. In questo tumore della pelle è ormai possibile evitare la chemioterapia. Un passaggio che avverrà a breve anche nel tumore del polmone, con importanti vantaggi per i pazienti perché oggi uno su cinque trattato con un nuovo farmaco immuno-oncologico, nivolumab, è vivo a tre anni. Siamo di fronte a un risultato straordinario in una delle patologie a maggiore impatto, con 41.000 nuove diagnosi stimate in Italia nel 2015”. Il 21 luglio scorso la Commissione Europea ha approvato nivolumab nel tumore del polmone non a piccole cellule squamoso localmente avanzato o metastatico, precedentemente trattato con la chemioterapia. Il 22 settembre l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha inserito il farmaco nella lista prevista dalla legge 648/96, consentendo così a 1.400 pazienti colpiti da questa forma di neoplasia, non inclusi nel programma di uso compassionevole, di poter disporre del trattamento a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale. Nivolumab, così come un altro anticorpo diretto contro PD-1, pembrolizumab, però non è stato ancora approvato nel nostro Paese nel melanoma. “È importante che anche i pazienti con questo tipo di tumore della pelle, che nel 2015 in Italia colpirà circa 11.300 persone, possano accedere quanto prima alla terapia innovativa – continua il prof. Maio -. Studi recenti hanno dimostrato l’efficacia della combinazione di ipilimumab e nivolumab. L’associazione ha evidenziato una riduzione delle dimensioni del tumore, cioè tassi di risposta non solo maggiori rispetto ai due farmaci somministrati in monoterapia ma anche più veloci e duraturi. Il regime di combinazione nel melanoma è stato approvato recentemente negli Stati Uniti dall’ente regolatorio americano, la Food and Drug Administration (FDA), ma spesso i pazienti italiani devono attendere molti mesi prima di poter accedere a queste armi. Chiediamo alle Istituzioni di prevedere approvazioni accelerate quando si tratta di terapie realmente innovative”. L’obiettivo di cronicizzare la malattia, già raggiunto in alcuni pazienti con melanoma, potrà essere esteso a altri tipi di tumore grazie all’associazione di queste molecole. “I risultati degli studi nel melanoma rafforzano le nostre convinzioni che le future terapie consisteranno nella combinazione di più farmaci immuno-oncologici, tra cui nivolumab e ipilimumab, che possono modulare il sistema immunitario per offrire ai pazienti con tumore opzioni di maggiore efficacia, più di quanto si possa ottenere con gli attuali approcci terapeutici – sottolinea il prof. Giorgio Parmiani, past president NIBIT e già direttore dell’Unità di Immuno-Bioterapia del Melanoma e Tumori Solidi dell’Istituto Scientifico Fondazione San Raffaele -. Nel 2011, la sopravvivenza a lungo termine in pazienti con melanoma metastatico era un risultato impensabile, ma l’introduzione di ipilimumab ha aiutato a rendere questo obiettivo una realtà per il 20% dei pazienti. Ora stiamo incrementando questi successi con nivolumab, il primo inibitore di PD-1 a dimostrare un aumentato beneficio in termini di sopravvivenza. Inoltre l’utilizzo delle tecniche di genomica consente oggi di identificare gli antigeni, cioè i bersagli verso cui il paziente può sviluppare una risposta immunologica efficace attivata dagli anticorpi immunomodulanti”. “Stiamo assistendo a risultati importanti anche nel tumore del rene – continua il prof. Parmiani -. Nivolumab infatti ha dimostrato di ridurre il rischio di morte del 27% nelle persone colpite dalla malattia in fase metastatica rispetto alla terapia standard”.
L’utilizzo di queste terapie non comporta necessariamente un incremento dei costi per il sistema sanitario nazionale. Infatti si stanno indentificando marcatori tumorali per indentificare in anticipo i pazienti in cui i farmaci immuno-oncologici potranno essere efficaci. “Così sarà possibile risparmiare risorse – continua il prof. Maio -. Ad esempio nel tumore del colon-retto è stata identificata una sottopopolazione di pazienti con specifiche caratteristiche molecolari che rispondono molto bene all’immunoterapia. Il carcinoma del colon-retto finora non è stato considerato un modello di sperimentazione per l’immunoterapia perché ritenuto poco immunogenico, ma oggi i dati preliminari stanno evidenziando risultati impressionanti in determinate categorie di pazienti. Gli studi di fase I sono fondamentali per implementare questo tipo di conoscenze, anche se in Italia sono in netto calo. Uno degli obiettivi del NIBIT è proprio quello di promuovere sperimentazioni pre-cliniche e cliniche in grado di portare risultati immediati al letto del paziente”. Il NIBIT riunisce in rete le più importanti strutture italiane, circa 50, che si occupano di bioterapia dei tumori. Da una costola del network è nata nel 2012 la Fondazione NIBIT. “Questo ente – conclude il prof. Maio – vuole sviluppare studi spontanei con finalità non commerciali che si occupano di alcune patologie ‘di nicchia’. Partendo dai dati generati dal nostro centro a Siena nel corso di sperimentazioni spontanee sono nati studi registrativi internazionali ad esempio nel mesotelioma, per il quale la prossima settimana partirà a Siena uno studio clinico che combinerà i due anticorpi tremelimumab e durvalumab diretti contro le molecole CTLA-4 e PD-1”.

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