Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘impatto sociale’

“Investimenti a impatto sociale: analisi e opportunità”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

ministero-finanzeIn un contesto finanziario in piena evoluzione, peraltro agevolato da una domanda di “sociale” in crescita, l’investimento a impatto sociale rappresenta oggi un terreno estremamente fertile sul quale gli investitori, in particolare quelli istituzionali che perseguono essi stessi un obiettivo sociale, possono coltivare concrete e valide ambizioni di rendimento (finanziario) e sviluppo (sociale). Nonostante un interesse già consistente, il social impact investing rappresenta però una tipologia di investimento in fase di consolidamento e non priva di complessità, che necessità quindi di percorsi di avvicinamento ben calibrati e basi tecniche solide.
Si pone in quest’ottica l’analisi realizzata dal Terzo Quaderno di Approfondimento “Investimenti a impatto sociale: analisi e opportunità” a cura di Assoprevidenza e Itinerari Previdenziali, fotografia circa lo stato dell’arte e i possibili margini di sviluppo ulteriore che si prospettano all’orizzonte per questa tipologia di investimenti. La pubblicazione, che costituisce l’ideale continuazione del workshop “Investimenti a impatto sociale: analisi e opportunità”, svoltosi a Roma lo scorso 22 giugno, s’inserisce quindi all’interno del dibattito sul tema, cui si propone di contribuire attraverso una chiave di lettura concreta e attuale. Se da un lato, infatti, prende in considerazione e s’interroga sugli aspetti più tecnici, dall’altro ne traccia i driver di crescita, le possibili criticità, nonché il valore potenzialmente assunto sia in ottica finanziaria che sociale.
Ci troviamo nella fase del consolidamento, in cui si affinano i presupposti tecnico-culturali e si recepiscono gli stimoli affinché il filone degli impact investments giunga a compiere un salto di qualità e divenga obiettivo credibile delle strategie di investimento. In una sola parola, si stanno creando i giusti presupposti per proporsi al mercato e attingere a un pubblico di investitori ben più ampio di quanto già oggi si osservi, mettendo pienamente a frutto le grandi potenzialità che contraddistinguono questo segmento.Da un lato, tuttavia, alcuni contorni di tipo meramente tecnico sono in fase di ottimizzazione: si pensi alla difficoltà tuttora presente nell’inquadrare il concetto stesso di impatto sociale e nel misurarlo quantitativamente, o alla definizione di un equilibrato rapporto rischio/rendimento atteso esplicitato in termini finanziari, o infine – e questo vale soprattutto per il nostro Paese – alla tradizionale diffidenza delle imprese e del privato sociale verso i mercati finanziari e la riluttanza ad “adattare” i loro profili di governance in maniera coerente con i requisiti richiesti dai mercati finanziari.
Dall’altro lato – e qui, forse, sta la sfida più impegnativa – l’esigenza di standardizzazione/ industrializzazione dell’investimento a impatto sociale e dei suoi veicoli, rendendolo replicabile su più ampia scala sia sul versante degli investitori sia su quello degli impieghi “sociali” e degli obiettivi perseguibili. Un passaggio, quest’ultimo, che sarà in grado di giovare al comparto in termini di efficienza delle iniziative sul fronte vuoi sociale vuoi finanziario, di livellamento dei costi delle operazioni finanziarie e di ulteriore attrattività del comparto verso nuovi operatori che oggi mantengono un interessamento tiepido.
Curato da Laura Crescentini, Coordinatore Tecnico di Assoprevidenza, e da Edoardo Zaccardi, Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali, il Quaderno è stato realizzato con i contributi di:
Alberto Brambilla, Presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali; Alessandro Bugli, Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali; Enrico Camerini, Head of Institutional Clients iShares Italy; Simone Castello, Responsabile Centro Studi sulla Filantropia Strategica Fondazione Lang Italia; Guido Cisternino, Responsabile Enti, Associazioni e Terzo Settore UBI Banca; Sergio Corbello, Presidente Assoprevidenza; Anton Giulio D’Amato, Institutional Sales Italy & Mediterranean Countries Union Bancaire Privée; Davide Dal Maso, Partner Avanzi; Alessandra Franzosi, Head of Pension Funds & Asset Owners Borsa Italiana – Capital Markets at LSEG; Marco Gerevini, Consigliere Delegato e Direttore Fondazione Housing Sociale; Fabio Marchetti, Direttore Centro di Ricerca per il diritto di impresa (CERADI) Luiss Guido Carli; Pasquale Merella, Risk Manager Quadrivio Capital SGR; Paolo Novati, Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali; Felice Damiano Torricelli, Presidente Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi (ENPAP)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Impatto sociale e cambiamenti realmente prodotti nella vita delle persone

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2015

cernobbioCernobbio 20 ottobre, ore 19 Villa d’Este Grande attesa per la cena annuale di raccolta fondi della Fondazione Dr. Ambrosoli, durante la quale gli ospiti, avv. Umberto Ambrosoli e Mario Calabresi, direttore de La Stampa, interverranno sul tema attualissimo dell’impatto sociale, ovvero della valutazione dei cambiamenti realmente prodotti nella vita delle persone e delle comunità in cui le organizzazioni no profit operano. Modera la serata Elisabetta Soglio del Corriere della Sera.
Appuntamento è quindi per martedi 20 ottobre 2015, ore 19.00, a Villa D’Este con “OBIETTIVO IMPATTO. Il cambiamento al centro della nostra azione”.
Fondata nel 1998 dai Missionari Comboniani e dalla famiglia di padre Giuseppe Ambrosoli, la Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital supporta e sostiene l’Ospedale di Kalongo e la Scuola specialistica per ostetriche da lui fondati, assicurando così l’accesso ai servizi sanitari alla popolazione del nord Uganda e promuovendo la formazione medica per accompagnare l’ospedale verso il futuro traguardo dell’autonomia.Il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, nato nel 1957, è una delle più importanti organizzazioni sanitarie ugandesi per numero di letti (302) e garantisce assistenza sanitaria qualificata a circa 50.000 persone l’anno: il 70% donne e bambini. Dotato di 6 reparti (maternità, pediatria, medicina generale, chirurgia, tbc, aids), un poliambulatorio per pazienti esterni, un laboratorio di analisi e radiologia e 2 sale operatorie, dà impiego oggi a 213 operatori.Nel 1959 viene fondata la Scuola di ostetricia St. Mary’s Midwifery School Kalongo per trovare una soluzione sostenibile al grave problema della mortalità materno-infantile in Africa. Dalla sua nascita a oggi la scuola ha qualificato oltre 1.200 ostetriche ed è considerata una struttura di eccellenza nella formazione medica specialistica. Le sue ostetriche diplomate sono richieste non solo nelle strutture ugandesi, ma anche in quelle di Tanzania, Kenia, Sudan, Congo e altri paesi dell’Africa sub sahariana.Il ricavato della serata sarà devoluto per sostenere le cure dei pazienti del Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo. (foto: hospital)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Diabete: impatto sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2013

prof. Stefano Del PratoBarcellona. Il diabete preoccupa: 371 milioni di persone sono colpite dalla malattia nel mondo; oltre 3 milioni in Italia. “Per l’ISTAT siamo giunti a 3,3 milioni, senza considerare 1 milione di persone che nel nostro Paese ha il diabete non diagnosticato”, dice Salvatore Caputo, diabetologo, Presidente di Diabete Italia, l’organizzazione che raggruppa le società scientifiche diabetologiche e della medicina generale, le associazioni di volontariato e degli operatori sanitari in diabetologia. In Italia, circa 27.000 persone fra i 20 e i 79 anni muoiono ogni anno a causa del diabete: un decesso ogni 20 minuti. Oltre a ridurre l’aspettativa di vita di 5-10 anni, il diabete è responsabile di complicanze serie ed invalidanti: ogni 7 minuti una persona con diabete ha un attacco cardiaco, ogni 26 minuti una va in insufficienza renale, ogni 30 minuti una ha un ictus, ogni 1,5 ore una subisce un’amputazione, ogni 3 ore una entra in dialisi.Il diabete non preoccupa solo per gli aspetti sanitari. In Italia, il diabete assorbe risorse del Servizio sanitario nazionale per 9,2 miliardi di euro l’anno, con una proiezione di 12 miliardi al 2020. “Non dimenticando che pesano sulla comunità, nel complesso, anche i costi derivanti da perdita di produttività, pensionamento precoce, disabilità permanente della persona con diabete”, spiega Carlo B. Giorda, Presidente Fondazione AMD (Associazione medici Diabetologi). Secondo il Rapporto 2013 “Facts and figures about diabetes in Italy”, che analizza l’andamento dei principali indicatori della malattia regione per regione, redatto sotto l’egida dell’Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, i costi diretti del diabete continuano ad essere attribuibili in misura preponderante ai ricoveri ospedalieri, che rappresentano circa il 57% dei costi complessivi, mentre i costi legati ai farmaci rappresentano meno del 7% della spesa pro-capite, stimata mediamente in circa 3.000 euro.A incidere in maniera importante su questi costi è una componente della malattia spesso sottostimata: l’ipoglicemia. Una proiezione elaborata sulla base di uno studio condotto dal Consorzio Mario Negri Sud e dalla regione Puglia, sui costi delle ipoglicemie nel periodo 2003-2010, ci dice come in questi 8 anni l’ipoglicemia sia stata responsabile di 128.000 ricoveri ospedalieri in Italia, per episodi gravi o cadute, incidenti e altre conseguenze del repentino abbassamento della glicemia. “Il che ha comportato una spesa per il servizio sanitario stimata ben oltre i 400 milioni di euro. Una cifra considerevole, comunque sottostimata, perché non tiene conto di tutti i casi di accessi al pronto soccorso che non sfociano in un ricovero”, commenta Giorda. Mediamente, infatti, secondo lo stesso studio, è di 2.326 euro il costo di ogni singolo ricovero causato da un episodio grave di ipoglicemia e di 3.489 euro il costo se l’ipoglicemia causa conseguenze gravi quali eventi cardiovascolari o cadute con fratture.Per valutare l’incidenza degli episodi di ipoglicemia severa e sintomatica nelle persone con diabete di tipo 1 e 2, l’impatto sulla qualità di vita e sui costi diretti e indiretti, AMD, in collaborazione con il Consorzio Mario Negri Sud, e il contributo di Novo Nordisk, ha programmato lo studio Hypos-1, un’indagine approfondita condotta dai Servizi di diabetologia, i cui risultati preliminari sono stati illustrati da Giorda. “Nel diabete di tipo 1, una persona su due sperimenta un’ipoglicemia severa l’anno, mentre le ipoglicemie sintomatiche sono estremamente frequenti; mentre nel diabete di tipo 2, una persona su dieci ha un’ipoglicemia severa l’anno e tre su quattro almeno un’ipoglicemia sintomatica”, dice Giorda. “Inoltre, Hypos-1 conferma che le ipoglicemie comportano un evidente impatto negativo sulla qualità di vita, sul benessere fisico, psicologico, sul peso della malattia e soprattutto sulla paura dell’ipoglicemia; non solo: determinano un grosso dispendio di risorse economiche, sia in termini di accesso ai servizi che di perdita di produttività”, aggiunge.“Il verificarsi di episodi di ipoglicemia ha un impatto negativo su molti aspetti della vita quotidiana, quali attività lavorativa, vita sociale, guida, pratica sportiva, tempo libero, sonno. Diversi studi hanno documentato che le persone che hanno avuto esperienza di ipoglicemie, specie se gravi, tendono a diminuire l’adesione alla terapia e agli stili di vita raccomandati, riportando una peggiore qualità di vita e maggiori preoccupazioni legate alla malattia” dice Edoardo Mannucci, Direttore Agenzia Diabetologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze.“Le ipoglicemie sono il principale effetto collaterale del trattamento con insulina, ma oggi l’incidenza di ipoglicemie sintomatiche e notturne è diminuita grazie all’introduzione di insuline innovative, ciononostante le ipoglicemie continuano a rappresentare una barriera all’ottimizzazione della terapia insulinica – continua Mannucci. Le caratteristiche della formulazione di un’insulina ideale dovrebbero essere quelle di rilasciare una concentrazione di insulina costante, stabile, priva di picchi e continua per almeno 24 ore, con rischio ridotto di ipoglicemia. L’insulina degludec è un innovativo analogo basale dell’insulina caratterizzato da durata d’azione superiore alle 24 ore e con un effetto metabolico distribuito uniformemente nel corso della giornata. La sua ridotta variabilità di assorbimento assicura un profilo glicemico più stabile con un’importante riduzione del rischio di ipoglicemia. A parità di riduzione di emoglobina glicata, nel programma di sviluppo clinico BEGIN®, degludec, rispetto ad altre insuline, era associato ad un minore tasso di ipoglicemia notturna sia nel diabete tipo 1 (-25%) sia nel tipo 2 (-17%). La disponibilità di questa nuova insulina, che all’occorrenza permette anche flessibilità nell’orario di somministrazione da un giorno all’altro, potrebbe rappresentare un passo in avanti per la terapia insulinica”, conclude Mannucci.(prof. stefano del prato)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »