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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘impegni’

Continuano gli impegni dell’On. Nissoli tra le associazioni italiane in USA

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

NissoliLo sta facendo in raccordo con il suo lavoro parlamentare, dopo aver presentato un Disegno di Legge per l’Associazionismo italiano nel mondo.Infatti, questo fine settimana l’On. Nissoli è stata a Long Island, nel cuore dello Stato di New York, per l’inaugurazione dell’Associazione Italia Oggi Consultantants con la Dott.ssa Maria Teresa Buffa, Presidente dell’Associazione. Il giorno dopo, invece, l’On. Nissoli, invitata dal Cav. Picolli, si e’ recata in New Jersey, per il 37esimo Gala annuale dell’Associazione Italiana Ieri, Oggi, Domani, dove, alla presenza del Console Generale Genuardi, della dott.ssa Mangione, Vice Segretario Generale del CGIE, del Vice Console onorario Dominique Caruso e di Suor Miriam, ha premiato alcuni esponenti della Comunità italiana che si sono distinti per il loro impegno in favore degli italiani che vivono in quell’area.“Un‘altra tappa, altri incontri, un lavoro che continua – dichiara l’On. Nissoli – per conoscere i nostri connazionali che vivono all’estero, ma anche per fare il mio lavoro, ovvero rappresentare l’Italia e raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissa e che caratterizzano il ruolo parlamentare fuori dall’Aula di Montrecitorio, giornate intense ma che vale la pena di “mettere in agenda” perché l’Italia è molto più grande di quanto si pensi, e ad ogni mio viaggio ne ho la conferma”.L’on. Nissoli ha rivolto alle due Associazioni parole di ringraziamento per il loro impegno nel mantenere vivo il legame con la Madrepatria e ricordando il suo DDL sull’associazionismo ha evidenziato che incontrando le associazioni sul territorio ha “la conferma che l’associazionismo è il fulcro delle nostre Comunità all’estero, il luogo dove si vive in maniera speciale la nostra appartenenza alla terra di origine”.
Insomma, un fine settimana denso di impegni nella East Coast americana per ascoltare le esigenze delle Comunità italiane del posto e tradurle, poi, in lavoro parlamentare, nonostante le difficoltà che si riscontrano, vista la scarsa attenzione del Governo verso gli italiani all’estero.

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Il nuovo governo e gli impegni con l’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2018

“Nel corso dell’audizione parlamentare sul Documento di Economia e Finanza, la Banca d’Italia ha lanciato l’ennesimo allarme sulla sostenibilità del debito pubblico italiano e sulla crescita, esortando il Governo a proseguire nel percorso di risanamento dei conti pubblici per evitare un ritorno del rischio sui mercati finanziari e una nuova crisi di fiducia nei confronti del nostro paese. Una tale crisi, infatti, potrebbe ripercuotersi molto negativamente sui conti pubblici, per effetto dell’aumento della spesa per interessi conseguente all’aumento dei rendimenti d’emissione dei nostri titoli di Stato. Nella riduzione del rapporto debito/Pil, l’Italia è stato il terzo peggior paese in Europa nel 2017, con un calo di solo il -0,2%, seconda solo a Francia e Lussemburgo, che partono però da rapporti inferiori al 100%.Un riferimento particolare è stato fatto dal vicedirettore Federico Signorini alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia sull’IVA, che secondo la Banca d’Italia dovranno avvenire senza creare nuovo deficit, ovvero attraverso una maxi operazione di riduzione della spesa pubblica (spending review) oppure attraverso l’aumento di altre tasse. Nel caso tale sterilizzazione fallisse, l’Istat ha calcolato che il tasso di crescita del Pil subirebbe una contrazione del -0.1% il prossimo anno. Sempre l’ISTAT ha rilevato il drammatico aumento della povertà assoluta, che colpisce 5 milioni di italiani, pari all’8,3% della popolazione residente, un aumento esponenziale rispetto al 3,9% registrato dieci anni fa, mentre circa un milione di famiglie vivono non percependo alcuna fonte di reddito. Un dramma economico e sociale che si è aggravato anche per effetto della incapacità degli scorsi governi di centrosinistra di trovare delle politiche economiche e sociali efficaci a risolvere il problema.L’Ufficio Parlamentare del Bilancio ha invece rilanciato l’avvertimento sulla possibile manovra correttiva da 2 decimali di Pil, che potrebbero salire fino a 3 in caso di conferma del mancato aggiustamento strutturale evocato qualche giorno fa dal commissario per gli affari economici Pierre Moscovici. Sugli indicatori di finanza pubblica pesa il rischio di un ulteriore rallentamento dell’economia italiana, già in atto, per via del deteriorato scenario internazionale, con il rischio di una guerra commerciale tra Stati Uniti ed Unione Europea e il rischio di un affossamento dell’accordo nucleare con l’Iran che potrebbe causare all’Italia una perdita di Pil pari -0,3% già da quest’anno.Nel frattempo, corrono voci che la Commissione Europea possa chiedere al nostro paese una correzione del deficit strutturale pari allo 0,6% del Pil (circa 10 miliardi), già nelle prossime raccomandazioni di maggio. Un obiettivo che sarebbe rispettato, a legislazione vigente, solo in caso di aumento delle aliquote IVA.In questo complesso scenario economico, che si unisce alle tensioni che si stanno registrando sui mercati finanziari con l’aumento dello spread, appare illusorio pensare di forzare la mano sui conti pubblici.Forza Italia, come espresso dal presidente Silvio Berlusconi, garantirà un atteggiamento responsabile nell’interesse del Paese, ma resta estremamente preoccupata su come la possibile alleanza di governo possa garantire gli impegni della casa comune europea, rilanciare la produttività stagnante, evitare una nuova crisi finanziaria e tenere i conti pubblici sul percorso concordato con Bruxelles”.Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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Le promesse di Padoan e gli impegni non mantenuti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 ottobre 2017

“Durante la sua audizione sulla Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanze, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il ministro dell’economia Padoan si è lanciato in un autentico discorso autocelebrativo sui risultati raggiunti, a suo dire, dal Governo Gentiloni”. ministero-finanzeLo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Il ministro ha parlato di un milione di posti di lavoro creati in soli 4 anni e che questo risultato è destinato anche ad aumentare; ha parlato di un forte consolidamento della crescita economica, che guadagna robustezza giorno dopo giorno; ha detto che l’aumento dei tassi d’interesse previsto da parte della Banca Centrale Europea non produrrà alcun effetto sull’economia e sulla finanza pubblica italiana, e via di balla in balla.
Il ministro ha poi affermato, dopo che per giorni ha continuato a ripetere che “il sentiero dei conti pubblici è stretto”, che la prossima Legge di bilancio avrà un impatto significativo sulla crescita, grazie alle misure “selettive” intraprese dal Governo, come gli investimenti pubblici e privati e le misure di promozione sociale, soprattutto per i giovani. Ma attenzione, ha chiosato infine il Ministro, “non c’è spazio per i compiacimenti, c’è ancora molto da fare”.Ci chiediamo, in quale paese vive il ministro Padoan? Crede davvero alla rappresentazione del quadro economico che ha raccontato in Parlamento, che stride enormemente con le difficoltà che vivono gli italiani ogni giorno?Ricordiamo al ministro, che evidentemente ha perso il contatto con la realtà, che l’Italia è, secondo le ultime stime ufficiali, alle ultimissime posizioni in Europa quanto a crescita economica e tra le primissime posizioni per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, in particolare quella giovanile, nonché per la percentuale di poveri assoluti nella popolazione.Quanto agli effetti della manovra che il governo si appresta a varare, va ricordato al ministro Padoan che questa verrà fatta ancora una volta in deficit, ovvero facendo ricorso nuovamente al debito pubblico, che sotto il suo operato ha raggiunto lo straordinario record storico di 2.300 miliardi di euro. Stando alle sue promesse, questo avrebbe dovuto scendere già da diversi anni, mentre, invece, ha continuato inesorabilmente a crescere.Quindi, piuttosto che bearsi di un futuro glorioso che non ci sarà, pensi piuttosto, il ministro Padoan, a riflettere su quanto ha promesso, e non mantenuto, in passato: dalla totale assenza di privatizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico, alla mancata attuazione di qualsiasi piano di spending review, alle misure di contrasto all’evasione fiscale che si sono rivelate clamorosi flop e buchi di bilancio”.

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UNHCR e OIM aumentano il loro impegno in Libia

Posted by fidest press agency su sabato, 3 giugno 2017

libiaL’Agenzia Onu per i Rifugiati (UNHCR) e l’Agenzia Onu per le Migrazioni (OIM) hanno presentato il piano per aumentare le loro attività a sostegno di migranti, rifugiati, richiedenti asilo e di tutte le persone colpite dal conflitto in corso in Libia. L’Alto Commissario per i Rifugiati Filippo Grandi e il Direttore Generale dell’OIM William Lacy Swing, durante un incontro ad alto livello alla sede centrale dell’OIM a Ginevra, hanno aggiornato i rappresentanti degli Stati Membri rispetto alla loro recente missione in Libia e hanno chiesto un maggiore impegno per una più ampia stabilizzazione della situazione nel Paese. L’UNHCR, nella giornata di oggi, ha fatto un Appello Supplementare per richiedere ulteriori 75,5 milioni di dollari statunitensi per rispondere ai bisogni umanitari e di protezione delle persone in Libia, tra cui gli sfollati interni, le comunita’ locali, cosi’ come i rifugiati e i richiedenti asilo.L’appello include anche l’impegno in attività di monitoraggio della protezione e di intervento diretto, così come di advocacy su temi relativi al rispetto dei diritti umani, accesso ai servizi di base, procedura d’asilo e libertà di movimento.
“Abbiamo un lavoro molto urgente da svolgere in Libia e possiamo farlo solo insieme,” ha dichiarato Filippo Grandi, aggiungendo: “Dobbiamo fare uno sforzo maggiore per cercare di fare la differenza per centinaia di migliaia di persone”.L’OIM ad aprile ha avviato un Piano d’Azione di tre anni dedicato alla Libia con due obiettivi principali: il primo e’ quello di fornire assistenza umanitaria di base e protezione agli sfollati e ai migranti in Libia; il secondo e’ aiutare le comunita’ libiche nel processo di stabilizzazione e rafforzare le capacità di gestione del fenomeno migratorio. I fondi necessari ammontano a 180 milioni di dollari statunitensi per un piano della durata di 36 mesi.L’OIM, grazie alle donazioni ricevute, ha già avviato il piano d’azione in Libia ma il Direttore Generale Swing ha fatto appello ad un maggiore sforzo finanziario necessario per assistere urgentemente e proteggere i migranti e la popolazione colpita dal conflitto nel Paese. Swing ha sottolineato che tutte le attivita’ sono coordinate e implementate in cooperazione con le autorità libiche e con l’UNHCR.

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Renzi si sta cacciando in un vicolo cieco

Posted by fidest press agency su sabato, 21 maggio 2016

palazzo chigiDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Renzi è in un mare di guai. Da Bruxelles si aspettano molto, ma gli impegni presi dal governo difficilmente potranno essere rispettati se continua ad utilizzare i soldi a disposizione per implementare politiche a breve termine finalizzate a ‘comprare’ consenso elettorale, e non, ad esempio, per incentivare gli investimenti che potrebbero essere trampolino di lancio per la rinascita della nostra economia.
Le principali raccomandazioni della Commissione europea all’Italia richiedono interventi concreti su: 1) debito, 2) deficit, 3) Pubblica amministrazione, 4) sistema bancario, 5) lavoro, e altro ancora.
Ce la farà il duo Renzi-Padoan a rispettare gli impegni presi con l’Europa? A giudicare dall’atteggiamento dell’esecutivo sembrerebbe proprio di no. È scettica anche la Commissione europea che ha annunciato un’ulteriore valutazione del nostro Paese nel mese di ottobre. Ennesimo appuntamento autunnale per il presidente del Consiglio che potrebbe costargli la permanenza a Palazzo Chigi. Una cosa è certa: Matteo Renzi si sta cacciando in un vicolo cieco e sarà stritolato dalle sue bugie e dai suoi imbrogli”.

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Clima, gli impegni della COP21 alla prova dei fatti

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2016

giornata studioFirenze 21 maggio Piazza duomo 10. La firma dell’accordo mondiale sul clima, raggiunto alla COP21 di Parigi e ratificato ufficialmente nelle settimane scorse a New York, non è un punto di arrivo nella lotta ai cambiamenti climatici ma solo un punto di partenza: per trasformare gli impegni in realtà serve ora un grande impegno fatto di scelte politiche sagge e di strategie lungimiranti per orientare il tessuto produttivo in direzione di un minore impatto ambientale.
Per fare il punto sulle sfide che attendono il nostro Paese, sulle opportunità offerte dall’accordo di Parigi e sui rischi di un mancato rispetto degli impegni presi, l’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus e la Regione Toscana, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, organizzano una giornata di studio il 21 maggio prossimo in Palazzo Sacrati Strozzi a Firenze. Titolo dell’incontro: “Clima: dubbi e speranze dopo Parigi”.
“Obiettivo dell’incontro – spiega il presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio – è fornire al pubblico presente, e in particolare agli operatori dell’informazione, spunti di riflessione e analisi di grande rigore scientifico per approfondire i punti di forza e debolezza dell’accordo di COP21 e le future conseguenze e opportunità per il nostro sistema produttivo che comportano, inevitabilmente, una progressiva ma costante decarbonizzazione dell’economia”.
La giornata, con due sessioni moderate dai giornalisti Grazia Francescato e Marco Hagge, sarà aperta da Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, e Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord. Nel corso delle due sessioni di lavori previste, interverranno Giampiero Maracchi, presidente dell’Accademia dei Georgofili; Franco Terlizzese, direttore generale del Ministero dello Sviluppo Economico; Maurizio Pernice, direttore generale del Ministero dell’Ambiente; Stefano Masini, responsabile ambiente della Coldiretti; Fabian Capitanio, docente all’Università Federico II di Napoli; Federica Fratoni, assessore all’ambiente della Regione Toscana; Giuseppe Ricci, vice presidente della direzione salute, sicurezza, ambiente e qualità di ENI; Francesco Sperandini, presidente del GSE (Gestore Servizi Elettrici); Claudio Ferrari, presidente di Federesco.
A chiudere una tavola rotonda su “luci e ombre da Parigi”, moderata da Andrea Masullo, direttore scientifico di Greenaccord, con la partecipazione di: Veronica Ciacagli, presidente Italian Climate Network, Gianfranco Bologna del WWF; Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia; Monica di Pierri, ASud onlus, Katiuscia Eroe, responsabile energia Legambiente e Simona Fabiani, responsabile ambiente CGIL. (foto: giornata studio)

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Greenpeace: I “giochini” di Renzi sulle trivelle si e no

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

trivelleColpo di scena: il primo ministro Matteo Renzi cambia idea sul referendum del 17 aprile e invita gli italiani a votare Sì per rottamare le trivelle. Non è un pesce d’aprile giunto in ritardo, ma una provocazione di Greenpeace: un finto volantino elettorale che da oggi i volontari dell’associazione ambientalista distribuiranno in 30 città per ricordare gli impegni presi da Renzi in materia di energia appena due anni fa, e oggi platealmente smentiti dal sostegno alle trivelle e dai tanti provvedimenti che sfavoriscono le rinnovabili.Sul volantino di Greenpeace è ritratto il volto sorridente del primo ministro, incorniciato dalle scritte “Al referendum del 17 aprile vota Sì” e .”Rottamiamo le trivelle”. Segue una lettera immaginaria in perfetto stile renziano, dove si legge: “Abbiamo una sfida dinanzi a noi: dare spazio al cambiamento, non alla rassegnazione. Questa sfida passa per il referendum del 17 aprile sulle trivelle”. E ancora: “Il 17 aprile la rottamazione continua. Liberiamo i nostri mari, rottamiamo le trivelle”.Soltanto sul retro del volantino Greenpeace chiarisce il senso del trivelle1messaggio: “Solo due anni fa Matteo Renzi voleva far crescere le fonti rinnovabili fino al 50% per rivoluzionare il sistema energetico italiano. Se le promesse non fossero solo parole, oggi Renzi ti avrebbe certamente invitato a votare Sì al referendum contro le trivelle del 17 aprile. Invece sta boicottando il voto per difendere gli interessi dei petrolieri”.
Greenpeace ricorda che nel 2012 in Italia erano entrati in esercizio quasi 150 mila nuovi impianti fotovoltaici, mentre nel primo anno dell’era Renzi sono stati appena 722. L’anno scorso si sono persi 4 mila posti di lavoro nel solo settore eolico. Come riporta il Fondo monetario internazionale, nel 2014 l’Italia ha incentivato le fonti fossili con 13,2 miliardi di dollari, un dato addirittura in crescita rispetto ai 12,8 miliardi del 2013. E mentre la Germania incentiva le rinnovabili con oltre 23 miliardi, in Italia gli incentivi non superano gli 11 miliardi. «Con questa iniziativa abbiamo voluto ricordare la promessa che Renzi aveva fatto appena due anni fa», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. «Pensiamo che anche chi ha sostenuto la sua ascesa politica possa convintamente votare Sì al referendum sulle trivelle. È solo questione di riconoscersi ancora, senza alcuna “crisi di identità”, in ciò che Renzi annunciava di voler promuovere: un sistema energetico sostenibile, moderno e innovativo. Se il primo ministro avesse a cuore la coerenza, oggi avrebbe certamente inviato agli italiani una lettera molto simile a quella di Greenpeace». Il volantino sarà distribuito a mano e finirà nelle cassette postali di decine di migliaia di italiani. Greenpeace ricorda che votando Sì al referendum del 17 aprile gli elettori potranno liberare, nel corso dei prossimi anni, i mari più vicini alle coste dalla presenza di 88 piattaforme vecchie e improduttive, che garantiscono pochissimi posti di lavoro e che in tre casi su quattro estraggono così poco da non dover versare neppure un centesimo di royalties nelle casse pubbliche. (foto: trivelle)

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Missione umanitaria: 280 interventi di chirurgia plastica in Paraguay grazie ai medici di Aicpe Onlus

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2016

equipeI chirurghi plastici Marco Stabile di Cremona, Gianluca Gatti e Alessandro Giacomina di Pisa hanno ricevuto il ringraziamento del Ministro della Salute del Paraguay, Antonio Barrios. Tra gli interventi più eseguiti: esiti da ustione, malformazioni congenite come il labbro leporino e danni da interventi malriusciti.
280 interventi di chirurgia ricostruttiva in 12 giorni in diverse città del Paraguay: è fitto d’impegni il calendario della seconda missione di Aicpe Onlus, associazione nata nel 2013 come branca di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) con lo scopo di svolgere attività di chirurgia plastica ricostruttiva solidale nel mondo.Tre i chirurghi plastici italiani impegnati nella missione: Marco Stabile, fondatore e tesoriere di Aicpe Onlus, originario di Cremona e referente di chirurgia plastica alla Asl di Piacenza, alla sesta missione umanitaria; Gianluca Gatti e Alessandro Giacomina, toscani, già uniti professionalmente nel progetto “Percorso labiopalatoschisi” all’ospedale Santa Chiara di Pisa, alla loro prima esperienza di volontariato all’estero.Gli specialisti italiani sono in Paraguay per partecipare al programma “Ñemyatyro Paraguay” (Ricostruzione in Paraguay), che prevede la realizzazione di interventi chirurgici gratuiti a beneficio di pazienti in gravi condizioni e privi dei mezzi economici sufficienti, ed è portato avanti dal Ministero della Salute paraguaiano attraverso il Centro Nazionale Ustionati diretto da Bruno Balmelli, paraguaiano di origine italiana.
Iniziata il 26 gennaio, la missione proseguirà fino al 7 febbraio: oltre ai chirurghi italiani comprende anche il chirurgo plastico francese Roland Boileau. Se l’anno scorso ad accogliere i volontari c’era il presidente della Repubblica, Horacio Cartes, quest’anno c’è stato il Ministro della Salute, Antonio Barrios, che ha ringraziato i medici per il lavoro svolto. Inoltre l’ambasciata d’Italia ad Asunciòn ci ha presentato i chirurghi plastici alla stampa paraguaiana. «Abbiamo in programma 280 interventi di chirurgia ricostruttiva, che offriranno così alla popolazione più povera l’opportunità di subire l’intervento senza doversi spostare fino alla capitale, cosa impossibile per la gran parte dei pazienti – afferma Stabile -. Le problematiche trattate sono soprattutto esiti di ustioni con cicatrici gravemente retraenti, ma anche a malformazioni congenite o a gravi sequele di interventi precedenti. Molto diffuso, soprattutto tra i bambini, il labbro leporino. Le strutture sanitarie sono piuttosto buone, soprattutto se confrontate con quelle dell’Africa, e ho notato un miglioramento rispetto all’anno scorso. Tuttavia sono molte le persone che non hanno accesso ai servizi medici di base».
Per Aicpe Onlus è un periodo di intenso lavoro con tre missioni in corso. Oltre a quella in Paraguay, i chirurghi plastici Francesco Bellezza e Paola Emiliozzi sono impegnati in Togo, mentre Claudio Bernardi e Paola Pasquini in Guatemala.
AICPEonlus: è la branca di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) dedicata alla beneficenza ed al volontariato. Nata nel 2013 con l’intento di sostenere in modo concreto i soci che sono impegnati in prima persona in progetti no profit in giro per il mondo, AICPEonlus raccoglie e gestisce i fondi in rapporto ad esigenze specifiche, ma in particolare organizzando missioni periodiche di chirurgia plastica umanitaria. Attualmente è presente in Paraguay, Guatemala e Togo. (foto:equipe)

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Electro Power Systems S.A. approva la situazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2015

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2015

electrp power systemNel primo semestre 2015 EPS ha registrato ricavi e altri proventi per un importo pari a 464.450 euro, in aumento del 31,5% rispetto allo stesso periodo del 2014. L’aumento è imputabile esclusivamente alle attività tradizionali del Gruppo nel settore del backup (ElectroSelfTM). HyESS (Hybrid Energy Storage System), il sistema di energy storage che rappresenterà il cuore dell’offerta del Gruppo nel medio e lungo termine e sul quale si focalizzerà la strategia di business, verrà infatti lanciato commercialmente a partire dal 2016.
Costo del personale in aumento da 528.108 euro nel primo semestre 2014 a 702.474 euro nello stesso periodo del 2015. Tale aumento è dovuto alla crescita dell’organico a supporto delle attività tecniche e commerciali di EPS. Rispetto all’inizio del 2014, EPS ha ampliato la propria struttura del 70% e in termini di organizzazione globale, al 30 giugno 2015, il Gruppo impiega 52 risorse – management, VP e partner inclusi – in Europa, Sud Africa, Stati Uniti e Singapore.
Al 30 giugno 2015 la perdita di periodo del Gruppo ammonta a 4.953.614 euro ed è principalmente riconducibile ai costi sostenuti per la quotazione e all’impatto contabile dei piani di stock options e warrants. In particolare, il risultato di periodo sconta 1,7 milioni di euro di accantonamenti per la contabilizzazione dei piani di stock options e warrants, e 1,5 milioni di euro di costi straordinari principalmente imputabili al processo di quotazione.
Il patrimonio netto di Gruppo, al 30 giugno 2015, ammonta a 10,6 milioni di euro ed il totale attivo a 13,5 milioni di euro. Al 30 giugno 2015, la posizione finanziaria netta del Gruppo presenta un saldo di 10,4 milioni di euro.
In data 16 febbraio 2015, EPS ha annunciato la nuova governance e la nomina del nuovo consiglio di amministrazione con 3 amministratori indipendenti: Luca Dal Fabbro, ex direttore generale di EON Italia ed amministratore delegato di Enel Energia, nonché attualmente membro del consiglio di amministrazione di Terna (il principale operatore di rete di trasmissione europeo), in qualità di Presidente del CdA; (ii) Massimo Prelz Oltramonti, uno specialista nel settore venture capital e private equity, ex Advent International, attualmente membro del consiglio di amministrazione di numerose aziende e ora in GMT Communication Partners, in qualità di Lead Independent Director; e (iii) Sonia Levy-Odier, specialista in private equity and media, ex Cimarosa Communications, Aster e Archimedia.
In data 15 aprile 2015 il Gruppo ha annunciato una partnership strategica con Bryanston Resources, leader nei servizi al settore minerario e delle risorse naturali, per lo sviluppo comune di soluzioni energetiche off-grid nei mercati emergenti.
In data 16 luglio 2015 il Gruppo e l’Università di Tecnologia Nanyang di Singapore hanno stipulato una partnership per la penetrazione nei paesi asiatici e per un nuovo demo site a Singapore.
In data 29 luglio 2015 EPS ha iniziato i lavori per un nuovo impianto di produzione a Torino dedicato al sistema HyESS per garantire una capacità produttiva di 2MW al mese. Nel primo semestre del 2015 il portafoglio brevetti è aumentato considerevolmente grazie a 42 domande di brevetto ora ufficialmente approvate, con la concessione dei relativi brevetti, negli Stati Uniti, Cina, Russia e in 38 paesi europei.
Nel primo semestre del 2015 EPS ha rivestito un ruolo attivo nel dibattito internazionale sulle politiche energetiche, in particolare partecipando ai lavori della Commissione sull’Energia presso il Parlamento brasiliano, ai convegni del World Economic Forum sul futuro dell’energia in India e California, all’Energy Storage World Forum Europe di Roma e alla 2015 EU Sustainable Energy Week Policy Conference tenutasi a Bruxelles.
Fondata nel 2005 da uno spin-off del Politecnico di Torino e pioniere delle tecnologie ad idrogeno, Electro Power Systems (EPS) oggi opera nel settore delle energie sostenibili ed è specializzata in sistemi e soluzioni integrate di stoccaggio di energia.
Il gruppo fornisce soluzioni integrate per applicazioni di stoccaggio nei settori delle telecomunicazioni e data center, supporto alla rete di trasmissione e distribuzione elettrica nei paesi ad alta penetrazione di rinnovabili, e soluzioni di generazione di energia off-grid nei paesi emergenti.

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La politica che non c’è

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

Italiano: Foto con Romano Prodi e Silvio Berlu...

Image via Wikipedia

Il governo Monti ci ha messo al cospetto di una realtà che era nell’aria, e non solo, ma che volutamente ci eravamo imposto d’ignorare. Lo abbiamo fatto dall’oramai lontano 1994 allorchè l’inciucio politico ci ha portati ad ondate successivi i governi Prodi, Berlusconi, Amato, D’alema e ancora Berlusconi, Prodi e Berlusconi. Da allora la politica è diventata una “farsa” dove si prometteva ma non si rispettavano gli impegni assunti. Si andava persino in televisione per “sancire” un patto con gli elettori e poco ci mancava che a presenziarvi non vi fosse un notaio con tanto di carta bollata e suggelli di varia natura. Nel frattempo i problemi reali del paese li abbiamo ingurgitati come si fa con le bolle d’aria e siamo vissuti nel limbo.
Ora abbiamo raggiunto la consapevolezza che per anni abbiamo fatto finta di fare politica e che solo la sveglia suonata con molto fragore ci ha portati ad un brusco risveglio e per quanto non siamo ancora del tutto desti gli effetti del lungo letargo si fanno sentire sempre di più e i danni li avvertiamo sulla nostra pelle, come se si trattasse di una scottatura.
Ora si tratta di riparare i guasti arrecati dalla non-politica e ci dobbiamo prendere, per giunta, i richiami di chi è stato chiamato ad un compito inusuale per surrogare un qualcosa che avevamo mandato a poltrire nel solaio di casa tra le altre robe vecchie.
Ora abbiamo imparato che con la politica non si scherza e che i nodi irrisolti vengono prima o poi al pettine e i rinvii, non fanno che aggravarli. Quel concetto evangelico del “Padre allontana da me l’amaro calice” non è che un semplice auspicio ma la crudezza della realtà non concede sconti nemmeno ai santi.
La politica è mediazione per risolvere i contrasti, per contemperare le esigenze degli uni nei confronti degli altri, ma soprattutto per arrivare alla soluzione più indolore possibile dei problemi che si pongono nella nostra vita in comunità. Non esiste un deficit di politica come non esiste una non-politica in quanto fa parte della nostra stessa esistenza. Chi ci ha addormentati per farci godere un sogno ha infranto una regola sacra e intangibile, e noi che ci siamo lasciati sedurre siamo altrettanto colpevoli di un lassismo che non potevamo e non dovevamo permetterci.
Ora confidiamo che la sveglia sia servita a rinsavirci e a trovare la quadratura necessaria per fare realisticamente politica e il richiamo non è tanto e solo a chi colpevolmente si è disimpegnato da questo ruolo ma anche rivolto a noi perché la politica si incomincia a praticarla nel momento in cui andiamo a votare e scegliamo gli uomini e le donne che dovranno rappresentarci. Non dobbiamo sottrarci da tale impegno perché ne va del nostro presente e ancor più del nostro futuro e dei nostri nipoti. Il letargo lasciamolo ai ghiri. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Torino-Lione: incontro con i sindaci

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

I Segretari del Partito Democratico Gianfranco Morgando e Paola Bragantini hanno incontrato ieri sera i Sindaci della Valle di Susa iscritti al PD, i consiglieri della Comunità montana ed i Segretari di Circolo della Valle. “E’ stata una discussione complessa, a tratti aspra ma serena. Si è riavviato un confronto che proseguirà nei prossimi giorni al fine di verificare le convergenze sui punti chiave della questione. Il PD del Piemonte e di Torino, infatti, ha chiesto ai propri amministratori i seguenti precisi impegni:
una netta e ferma condanna di ogni violenza nei confronti delle forze dell’ordine e degli operai impegnati nei cantieri; fermo restando l’indiscutibile diritto al dissenso, il riconoscimento che la decisione sulla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione è stata assunta con un processo decisionale democratico, nelle sedi competenti, è legittima, va attuata e il diritto dello Stato alla realizzazione non può essere ostacolato o impedito; l’impegno a discutere del merito dell’opera, in modo tale che le problematiche e le criticità segnalate dagli amministratori, e che creano una fondata preoccupazione tra gli abitanti della Valle, possano essere affrontate e risolte;
l’impegno ad orientare su tali posizioni gli alleati della Comunità montana, in modo tale da evidenziare con forza la distinzione tra il ruolo istituzionale di tale ente e i movimenti No Tav;
l’impegno a garantire, con la collaborazione delle strutture territoriali, momenti di informazione rivolti a iscritti, simpatizzanti e cittadini sugli aspetti positivi di questa infrastruttura e sui potenziali benefici per i territori, garantendo in tal modo la piena ‘agibilità’ in Valle di Susa delle ragioni che stanno alla base delle posizioni ufficiali dei vertici nazionali e locali del PD.
Su questi punti si sono fatti dei passi in avanti anche se non si è raggiunta un’intesa definitiva. In tempi molto brevi si verificherà la possibilità di pervenire alla stesura di un documento comune. Il Partito Democratico, insieme ai propri amministratori, si impegnerà in tutte le sedi opportune affinché vengano date garanzie certe sull’entità e sui tempi di stanziamento delle risorse finalizzate alle ‘compensazioni’ promesse da Governo e Regione.

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Maccari in visita ai centri per stranieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

La prima visita è prevista per martedì 12 luglio, a partire dalle ore 12,00, presso il CARA (Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo) di Rosolini (Sr). Immediatamente dopo, dalle ore 14.30 in poi, sarà la volta del CSPA (Centro di Soccorso e Prima Accoglienza) di Pozzallo (RG), in zona porto presso i locali dell’ex Dogana. Seguiranno altri impegni istituzionali ed in serata, dalle ore 19,00 in poi, sarà la volta della visita al CPA (Centro di Prima accoglienza) di Pian del lago (CL), che si concluderà con una conferenza stampa prevista per le 19.30.
L’indomani ancora molti incontri ed impegni, prima del nuovo tour nelle strutture per immigrati che inizierà alle ore 12,00 con la visita al CIE (Centro di identificazione ed espulsione) di Serraino Vulpitta, in via Tunisi, a Trapani, e proseguirà subito dopo, dalle ore 14.30 in poi, al nuovo CIE di Milo, in contrada Milo, SS 113, nel comune di Trapani, ed ancora dopo, dalle ore 15.30 in poi, al CARA di Salina Grande, strada Salina Grande, a Trapani.
“Ancora una volta – aggiunge Maccari – ci apprestiamo ad andare a verificare di persona la qualità della vita lavorativa che tanti Poliziotti conducono con estrema sopportazione ed un senso del dovere che va al di là dei sacrifici spesso ingiusti cui sono costretti. Purtroppo, per le nostre numerose esperienze precedenti, abbiamo già un’idea di ciò che, però, dobbiamo andare a toccare con mano, vedere con i nostri occhi, sentire con le nostre orecchie, perchè possiamo essere reali portatori delle legittime istanze dei colleghi. Sappiamo già bene, infatti – conclude il Segretario del Coisp -, quanto disastrosa sia la situazione generale sotto il profilo della gestione delle problematiche legate alla materia dell’immigrazione clandestina, e quanto, nonostante le bugie di cui alcuni esponenti di governo vogliono convincere gli italiani, questa questione resti ancora una delle più pericolose ‘bombe ad orologeria’ pronte ad esplodere nel nostro paese, come del resto in altri che però, a differenza dell’Italia, sono decisamente pronti ad affrontarlo”.

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Manovra economica e professioni

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

Ormai è certo che gli articoli relativi alle (inutili, perché prive di qualunque effetto) liberalizzazioni delle professioni saranno stralciate dal testo del decreto che sarà licenziato dal Consiglio dei Ministri, in particolare grazie all’intervento del Ministro Angelino Alfano. Dunque sono servite le proteste del mondo ordinistico, che aveva coralmente denunciato il “tradimento” degli impegni a suo tempo presi dal Governo, al quale non resta ora che archiviare la brutta figura fatta. Nel comportamento dell’Esecutivo nessuna persona di buon senso è riuscito a trovare una logica; infatti, nel testo iniziale del provvedimento, ci si proponeva di “eliminare entro 4 mesi le restrizioni in materia di accesso” alle professioni, dimenticando che già ora restrizioni non ve ne sono in quanto l’accesso alle professioni è libero ed illimitato ed il sistema tariffario da tempo smantellato. A meno che non si volesse eliminare l’esame di Stato abilitante, ma per farlo occorre una legge costituzionale, trovando detto esame diretto riferimento all’art. 33 della Costituzione! Dunque il primo testo del Governo conteneva norme inutili, prive di effetti concreti ma pericolose, perché assimilavano attività ad elevato contenuto intellettuale (come sono quelle rese dai professionisti ordinistici) ad attività commerciali od artigianali, assolutamente rispettabili ma che sono una cosa diversa. “Il comportamento del Governo Berlusconi-Tremonti -ha detto Roberto Orlandi, Presidente del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e Capogruppo al CNEL per le Libere professioni- mi ha ricordato quello che ebbe il precedente Governo Prodi-Visco: molti inutili incontri, molte promesse rinviate e poi, all’improvviso, un intervento per decreto-legge, scritto malissimo e senza alcuna consultazione preventiva. Allora, nel 2006, fermammo quel Governo con una imponente manifestazione di 40.000 professionisti ai Fori Imperiali e con noi sfilarono molti esponenti di questo Governo e di questa maggioranza, venuti a portarci nell’occasione la loro solidarietà ma, evidentemente, di memoria corta”. Resta il fatto che fra i 2.500.000 professionisti italiani (tanti sono, compresi i praticanti) e l’attuale maggioranza che regge il Paese si è arrivati ai ferri cortissimi.

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U.E.: crescita e occupazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Bruxelles. La Commissione europea ha adottato 27 serie di raccomandazioni specifiche per paese (oltre a un documento sull’area dell’euro nel suo complesso) per aiutare gli Stati membri a formulare le loro politiche economiche e sociali in modo da tener fede agli impegni assunti su crescita, occupazione e finanze pubbliche. All’inizio del 2011 gli Stati membri e la Commissione avevano fissato 10 priorità per far fronte alla crisi finanziaria e creare le condizioni per un’economia più sostenibile. Alla luce della situazione specifica di ciascun paese, oggi la Commissione ha raccomandato misure mirate per ogni Stato membro. Ciò dovrebbe aiutare i singoli Stati a concentrarsi nei prossimi 12-18 mesi sulle leve strategiche, stimolando in tal modo l’economia UE nel suo complesso. Le serie di raccomandazioni rientrano nel cosiddetto “semestre europeo”, tramite il quale – per la prima volta quest’anno – gli Stati membri e la Commissione hanno dato vita al coordinamento delle politiche economiche e di bilancio. Una volta decise le priorità a livello UE, gli Stati membri hanno presentato i loro programmi nazionali, che la Commissione ha valutato a fondo, varando infine le 27 serie di raccomandazioni “su misura”. Nel complesso gli Stati membri hanno cercato di riprendere nei propri programmi le priorità decise a livello UE: le ipotesi macroeconomiche su cui questi si basano sono sostanzialmente realistiche. Ma spesso i programmi nazionali sono poco ambiziosi e non sufficientemente specifici. In molti Stati membri urgono ulteriori sforzi di risanamento del bilancio, senza però rinunciare a misure favorevoli alla crescita (ricerca e innovazione, condizioni quadro per le imprese, concorrenza nel settore dei servizi).
L’adozione di raccomandazioni specifiche per paese segna la penultima fase del periodo di sei mesi di intenso coordinamento delle politiche economiche tra l’UE e gli Stati membri noto come “semestre europeo”. Il semestre europeo inizia in gennaio, quando la Commissione presenta la sua analisi annuale della crescita, che fissa le priorità di politica economica dell’UE per l’anno successivo. Le priorità vengono approvate dai capi di Stato e di governo in occasione del Consiglio europeo di marzo. In aprile-maggio gli Stati membri presentano i programmi di stabilità o di convergenza (relativi alle finanze pubbliche) e i programmi nazionali di riforma (sulle riforme strutturali e sulle misure per promuovere la crescita), a cui la Commissione risponde con le raccomandazioni specifiche per paese. Nel quadro di questo processo la Commissione ha valutato gli impegni assunti dai 23 Stati membri partecipanti al “patto Euro Plus”, impegni inclusi nelle sue raccomandazioni.
Le raccomandazioni saranno discusse e approvate dal Consiglio europeo del 23 e 24 giugno, previa discussione in seno ai Consigli ECOFIN e EPSCO. La Commissione e gli Stati membri ne sorveglieranno l’attuazione nel corso del prossimo anno nel quadro di un processo rigoroso e continuo di valutazione tra pari. La Commissione valuterà i progressi realizzati a livello dell’UE nella sua prossima analisi annuale della crescita nel gennaio 2012 e, per ciascuno Stato membro, nella prossima serie di raccomandazioni specifiche per paese che pubblicherà nel giugno 2012.

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Berlusconi e lo “scherzo da preti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Berlusconi: «Ho troppi impegni per fissare il mio funerale» (Il Messaggero del 31 maggio) e Rosario Amico Roxas commenta: “Gli impegni più urgenti riguardano l’estremo tentativo di frenare il crollo in borsa delle azioni mediaset e mediolanum; come certifica Il Sole 24 h di oggi 31 maggio 2011… ma il meglio deve ancora arrivare ! “L’unico titolo a non partecipare al rialzo è Mediaset (-0,27%) che risente dell’esito dell’ultima tornata elettorale che ha decretato una netta vittoria del centro-sinistra sul Pdl.” Ciò dimostra definitivamente il conflitto di interessi e le ragioni per le quali esige di rimanere al governo. Trascura però che l’accumularsi della tensione politica giocherà uno scherzo “da preti” alle aspettative del cavaliere. E non si tratta di un modo di dire, ma proprio di uno scherzo da preti nel vero senso della parola. Ciò che si aspetta il cavaliere è l’intervento a sostegno delle azioni; intervento che fin ora è stato garantito dalle grandi aziende che hanno ottenuto benefici internazionali, versando “il pizzo” rappresentato dall’impegno di intervenire sui mercati azionari per mantenere le azioni mediset e Mediolanum ad un valore superiore a 5,6, cosa che rappresenta, nell’insieme, per il cavaliere un bottino di oltre 1,5 miliardi di euro. Le medesime aziende ora non hanno più e sentono di non poter avere l’ombrello protettivo della presidenza del consiglio, per cui non osano esporsi, in quanto nessuno dei responsabili intende assumersi l’onere di una decisione che potrebbe identificarsi come fallimentare.
Cosa rimane? O meglio… chi rimane?
Lo IOR; ed è qui lo “scherzo da preti”; in tempi, apparentemente, non sospetti, il presidente della CEI ha annunciato una presa di distanza dalla politica cavalleresca, cosa che mi ha fatto pensare ad un disimpegno di CL e dell’Opus Dei nella tornata elettorale; la perdita su Milano di oltre 80.000 voti ha questa origine, perché nessun altro partito ha ottenuto quei voti mancanti. Si aggiunga a ciò il messaggio che Formigoni ha lanciato al cavaliere: “Un passo indietro, cessione di Palazzo Ghigi, in attesa della poltrona più alta del colle”; messaggio criptato, ma di una chiarezza lapalissiana, che non riesce a nascondere le aspettative dello stesso Formigoni che coincidono con le aspettative dello IOR/Vaticano. La mancanza di concertazione omogenea nell’opposizione che ha vinto le elezioni, rischia di identificare i risultati elettorali in una vittoria di Pirro, perchè non si intravedono le trame nascoste, ma non occulte, che stanno dietro l’esito elettorale. Occorre convincersi che la sconfitta ha coinvolto tutti, indistintamente; hanno perso i partiti, sia a Napoli che a Milano, non riuscendo ad imporre una linea politica univoca, ha perso Berlusconi, ma di sua mano, senza interventi estranei, come un suicidio politico aggravato dalla presunzione di poter affascinare ancora l’elettorato e trainarlo nella condanna di quanti il cavaliere identifica come suoi persecutori. Una indagine “fai da te” che abbiamo sviluppato a Milano alla ricerca degli exit pool (che ci ha regalato la soddisfazione di centrare il risultato finale da noi collocato e divulgato tra 55 e 56%), ha fornito un dato sconcertante; agli elettori che dichiaravano di aver votato Pisapia è stata posta la domanda successiva: “Perché?”; una maggioranza superiore ai 2/3 ha risposto: “Per mandare a casa Berlusconi”. Il voto a Pisapia è diventato, così, il mezzo per un fine immediato e non un fine in vista di una più efficace amministrazione dedita al bene pubblico e non più all’interesse privato. Così si rischia di trasformare una vittoria elettorale in una vittoria di Pirro, venendo a mancare il significato politico che non guarda, ossessivamente, al presente, ma si proietta razionalmente verso il futuro. Alla emotività, che è stata palpabile nell’intervento di Vendola in Piazza Duomo, deve succedere la razionalità, fosse anche arida, purchè sostenuta dalla voglia di cambiamento in meglio e non di un cambiamento solo fine a se stesso.La vittoria deve essere ancora costruita, e lo sarà solo se gli intendimenti individuali dei singoli partiti verranno amalgamati nell’interesse comune, con la mediazione e il compromesso. Nessuno ostacolerà questa ricerca; lo ha confermato lo stesso cavaliere: «Ho troppi impegni per fissare il mio funerale» (Rosario Amico Roxas)

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Più sostegno per le industrie creative

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

L’UE ha bisogno di più cultura nei suoi impegni diplomatici per promuovere i diritti umani e lo sviluppo di paesi terzi, secondo la risoluzione approvata giovedì dal Parlamento. Allo steso tempo, è necessario aumentare il sostegno per gli artisti e completare il mercato interno per le opere online preservando la proprietà intellettuale, come afferma un’altra risoluzione approvata lo stesso giorno. Gli eurodeputati chiedono la creazione di un dipartimento per la diplomazia culturale e digitale all’interno del Servizio diplomatico d’azione esterna, con la designazione di un responsabile, in ognuna delle delegazioni, per le relazioni culturali con i paesi terzi e la promozione della cultura europea. L’Aula auspica anche l’introduzione di un regime di visti d’ingresso per artisti e professionisti della cultura. In un’altra risoluzione, gli eurodeputati chiedono che l’UE completi il mercato interno per le opere culturali online abolendo i diversi ostacoli esistenti, come ad esempio le diverse norme nazionali sull’IVA e sui metodi di pagamento per le vendite in linea. Allo stesso tempo, deve essere garantita la protezione della proprietà intellettuale. La risoluzione, preparata da Marie-Thérèse Sanchez-Schmid (PPE, FR) e approvata con 519 voti a favore, 46 contrari e 25 astensioni, propone un sistema di licenze europeo e uno “sportello unico” per ottenere il permesso all’uso dei diritti d’autore e facilitare cosi la circolazione delle opere. Il Parlamento chiede inoltre maggior sostegno finanziario per la traduzione, il doppiaggio, i sottotitoli e la digitalizzazione delle opere culturali europee e propone la creazione di una linea di bilancio specifica per sostenere la digitalizzazione del cinema UE.

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Tagli retribuzioni ai militari

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

Il Co.ce.r. dell’aeronautica militare, valuta negativamente il contenuto del d.l. 27/2011, licenziato il 3 maggio scorso dalla camera dei deputati in sede di conversione in legge e attualmente all’esame del senato. Nei fatti, si e’ assistito al mancato rispetto degli impegni assunti dal governo per lenire gli effetti degli ingiustificati e discriminanti tagli alle retribuzioni dei militari. Detti tagli, infatti, hanno determinato per il personale del settore congelamenti salariali totali che si aggiungono al blocco dei rinnovi contrattuali subito dal personale del pubblico impiego. Non sono bastate le rassicurazioni e gli impegni assunti dalle autorità governative e dal capo del governo; gli innumerevoli ordini del giorno approvati in parlamento e accolti dalla compagine governativa; i giusti emendamenti al citato provvedimento approvati dalle commissioni difesa e affari costituzionali della camera e, paradossalmente, respinti in commissione bilancio. Peraltro, non deve essere sottaciuto che il decreto in parola, che dovrebbe ristorare il personale in uniforme dagli ingiusti tagli subiti è stato finanziato con risorse endogene sottratte all’atteso riordino/riallineamento delle carriere, senza che preventivamente il vertice tecnico e politico dell’amministrazione abbia compiutamente valutato mirati interventi di correzione alle altre poste di bilancio, quasi fosse inevitabile far pagare lo scotto della crisi economica interamente ed unicamente al personale militare. Ora, il configurarsi di misure “una tantum”, alla stregua di una “social card” per i militari, rischia di essere percepito dal personale per quello che e’: l’ennesimo segnale di disattenzione verso la tanto sbandierata specificita’ del comparto difesa e sicurezza. Si invita, pertanto, il governo a mantenere fede agli impegni ripristinando nella loro interezza gli effetti economici derivanti dalle promozioni, dalle omogeneizzazioni stipendiali e dagli assegni funzionali, che non rappresentano “privilegio”, termine da ricercare in altri ambiti, bensi’ strumenti indispensabili alla equilibrata e funzionale operativita’ delle forze armate e delle forze di polizia. Il personale che da sempre e’ posto a salvaguardia delle istituzioni repubblicane chiede rispetto!

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Emergenza casa

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2011

Roma. Si è tenuto presso il Ministero delle Infrastrutture a Porta Pia un importante tavolo interistituzionale, da tempo richiesto a gran voce dai movimenti,  che ha visto la partecipazione del Ministro Matteoli, del Sindaco di Roma Alemanno e dell’ Assessore alla Casa Antoniozzi; non ha partecipato la governatrice del Lazio Polverini, ci è stato detto per seri impegni di carattere personale. Nel tavolo, articolato in una prima parte esclusivamente istituzionale ed in una seconda allargata alla partecipazione dei rappresentanti dei movimenti, si sono affrontate in particolare le questioni legate alla dismissione del patrimonio degli enti previdenziali, degli sfratti, della necessità di realizzare un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica. Nell’incontro, che fra luci ed ombre, giudichiamo  complessivamente come un passo avanti, ci è stata comunicata la volontà di affrontare in uno specifico incontro congiunto con i Ministeri dell’Economia e degli Affari sociali la drammatica situazione in cui versano gli inquilini degli enti previdenziali;  la volontà di studiare provvedimenti che offrano maggiori tutele alle persone e alle famiglie sotto sfratto, considerando  quindi, anche le numerosissime situazioni di morosità cosiddetta “incolpevole”. Si è messa a fuoco, soprattutto, la necessità di realizzare con urgenza un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica che, anche a fronte dei provvedimenti predisposti in merito dal Comune di Roma, dia una risposta solida e strutturale al disagio e all’emergenza con cui sempre più persone nella capitale sono quotidianamente costrette a fare i conti. L’obiettivo è quello di definire, entro un periodo di massimo due mesi, un protocollo sull’emergenza abitativa in cui vengano fissate le responsabilità ed i compiti di ciascuna istituzione e soprattutto garantiti tempi e risorse certe per la realizzazione delle case popolari. Il Comune di Roma ha già annunciato in questo senso, la prossima adozione di un provvedimento che individuerà le aree da destinare al piano casa. Il problema centrale, dunque, appare soprattutto quello delle risorse. Non sono infatti sufficienti  i finanziamenti relativi ai fondi ex GESCAL  – fra i 100 ed i 200 mln di euro – ancora colpevolmente non spesi. Occorre su questo terreno, acquisire la disponibilità della Regione Lazio ad investire i fondi stanziati per l’edilizia sovvenzionata, e soprattutto uno sforzo immediato e consistente da parte del governo. La disponibilità sembra esserci, ma, come abbiamo sottolineato già troppe volte, questa non è l’ora delle chiacchiere ma quella dei fatti. La situazione esplosiva in cui sono costretti a vivere tanti “precari della casa” a Roma come in altre città è oramai insostenibile e non permette di attendere oltre. Per questa ragioni deve essere mantenuto l’impegno a riconvocare entro 15 giorni il tavolo interisituzionale. Come movimenti per il diritto all’abitare proseguiremo, con sempre maggiore forza e determinazione la mobilitazione e la lotta. Molte saranno infatti le manifestazioni che avranno luogo nella giornata di domani in molte città d’Italia (Milano, Firenze, Bologna etc. ), promosse dalla rete “Abitare nella Crisi”.

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Su decreto rinnovabili “tempo scaduto”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

All’avvio dell’ennesima settimana di trattative tra i ministri Stefania Prestigiacomo e Paolo Romani con le associazioni rappresentanti il settore delle energie rinnovabili, Greenpeace “suona la sveglia” ai due rappresentanti dell’esecutivo e ricorda loro gli impegni assunti e puntualmente disattesi. “Entro 20 giorni definiremo i nuovi incentivi per le rinnovabili” dichiarava il ministro Prestigiacomo l’8 marzo scorso, mentre il 9 marzo, Romani aggiungeva: “Massimo nel giro di un paio di settimane daremo certezze al settore”. Oggi, 11 aprile 2011, i tempi annunciati sono largamente scaduti e l’averli disattesi è la prova ultima dell’incompetenza del governo a dirigere un settore che dà lavoro a più di 100 mila persone. “Le energie rinnovabili – commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia – sono un comparto strategico per il futuro del paese. A questo mondo produttivo, dopo il disastro del decreto Romani, si risponde con una sola misura: il ritardo. E lo si fa sapendo che ogni giorno in più d’indeterminatezza del quadro normativo è un giorno in più di paralisi per l’intero settore, di congelamento degli investimenti, di incertezza, cassa integrazione o licenziamento per i lavoratori”. Greenpeace Italia ha lanciato pochi giorni fa una petizione online, indirizzata ai ministri Prestigiacomo, Romani e Tremonti per chiedere di adottare un sistema di incentivi che ricalchi il modello tedesco, con graduale riduzione della tariffa incentivante al raggiungimento di soglie di potenza installata; di cancellare i limiti annuali di potenza incentivata e i tetti massimi di spesa annuale; di rivedere gli obiettivi del piano nazionale al 2020, con un obiettivo minimo per l’energia eolica pari a 16.000 MW e per l’energia fotovoltaica pari a 20.000 MW. La petizione ha già raccolto 26 mila adesioni. Dai ministri, per il momento, nessuna risposta. Se non il ritardo.

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Anche Mantovano pugnalato alle spalle!

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

“Anche il sottosegretario all’Interno Mantovano è stato pugnalato alle spalle da Berlusconi! Le sue dimissioni sono la prova della scelleratezza delle scelte di questo governo rispetto alle politiche sulla Sicurezza”. Ad affermarlo è Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato indipendente di Polizia. “La gestione a tratti grottesca dell’emergenza immigrazione, con il quotidiano tradimento degli impegni assunti il giorno prima, e un premier tanto fuori dalla realtà che pensa di risolvere il dramma di Lampedusa acquistando una villetta, ha convinto una persona seria come Mantovano a farsi da parte. E’ ancora una volta evidente che il sottosegretario e soprattutto il ministro dell’Interno Maroni, che si vedono continuamente sconfessati da Berlusconi, non hanno alcun peso nelle scelte del Governo. Per questo ci aspettiamo, e lo chiediamo da tempo, che anche Maroni abbia il coraggio di dimettersi, smettendo di essere complice dei disastri che questo Governo sta causando al Comparto sicurezza e a tutti i cittadini italiani”. (n.r. ma siamo sicuri che le dimissioni sono definitive? Il passato ci rende prudenti. Ricordiamo Mara Carfagna? La ministra Prestigiacomo? Sono rientrate dopo il “colloquio chiarificatore” con il grande affabulatore)

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