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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘impegni’

Tra Stato e imprese serve un patto, e ciascuno deve rispettare gli impegni

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

Noi stiamo facendo un grande lavoro, consapevoli che la ripartenza, dopo una crisi profonda come quella generata dal Covid, rappresenti il momento più delicato. In questo anno e mezzo abbiamo messo le aziende nelle condizioni di resistere, ora va fatto un passo in più per dare loro l’opportunità di ripartire. Sono due le linee di intervento. La prima è quella sulle imprese già in crisi, su cui dobbiamo proseguire il lavoro avviato nei Tavoli sulle crisi d’impresa, con l’auspicio che tutti si risolvano positivamente, a partire da quello sulla Whirpool. La seconda è legata alle aziende che hanno visto l’aggravarsi della loro situazione a causa della pandemia. In questo caso, dobbiamo supportarle con norme e strumenti che le accompagnino nel momento della riprogrammazione e riorganizzazione delle attività, anche per rispondere a nuove esigenze di mercato. Evitiamo così chiusure a catena, e delocalizzazioni che, in un momento di grande difficoltà economica, e senza una reale prospettiva interna, potrebbero innescarsi. E forse in alcuni settori, purtroppo, già sta avvenendo, rischiando così di farci perdere asset strategici. Oggi è impensabile immaginare che, rispetto alla crisi d’impresa, possano entrare in vigore le procedure così come sono state pensate prima del Covid. In un momento di crisi economica globale questo sarebbe profondamente sbagliato, e non aiuterebbe in alcun modo i creditori, creando solo benefici a chi, soprattutto a livello internazionale, dispone di una liquidità tale da poter fare importanti investimenti. È per questo che oggi dobbiamo dare più tempo alle imprese per rimettersi in piedi, attraverso l’ampliamento dei tempi nell’utilizzo e nell’accesso ai piani di risanamento e alle procedure concorsuali, per favorire il loro risanamento e la reale tutela del creditore. Sono norme pronte da mesi, proprio per evitare questa situazione. In questa direzione, e con una logica di revisione organica, mi sento di rivolgere un appello alla Ministra Cartabia, perché nel rivedere le norme del diritto fallimentare si tenga conto di questa esigenza, ormai non più procrastinabile. Si deve avere il grande coraggio, e l’ambizione, di guardare al futuro del nostro Paese. È un momento storico in cui anche il mondo dell’impresa deve essere protagonista nel disegnare questo futuro. Perché dove c’è impresa, c’è lavoro. E dove c’è lavoro la qualità della vita delle persone migliora. Chi è in grado di superare la crisi, di ristrutturare il debito contratto, dovrebbe poterlo fare senza l’obbligo di passare attraverso procedure concorsuali troppo invasive. Chi, invece, si trova in una posizione eccessivamente compromessa dovrebbe, attraverso una procedura semplificata, poter uscire dal mercato, facendovi rientrare rapidamente risorse umane ed economiche. Come Sistema Paese possiamo fare un salto di qualità, andando ad occupare quei segmenti di mercato ed investendo in quelle opportunità di sviluppo, che si sono create anche a causa della Pandemia. Dobbiamo farlo aiutando chi sa fare impresa, incoraggiandoli a rinnovare il loro impegno verso la società”.

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Vaccini: chi rispetta gli impegni e chi no

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Nei mesi scorsi, i media riportavano la polemica sul numero di dosi che le varie case farmaceutiche dovevano fornire all’Ue. Si era discettato sugli impegni rispettati, sulle fiale dalle quali si potevano ricavare dosi in più, ecc.Alla fine del trimestre, considerato come primo termine per la fornitura delle dosi di vaccino, vediamo come è andata. 1. Vaccino Pfizer-Biontech: ha rispettato gli impegni, anzi, ha fornito maggiori quantità di dosi; 2. Vaccino Moderna: poco sotto gli impegni di fornitura; 3. Vaccino Astrazeneca (ora Vaxzevria): non rispettati gli impegni. Ha fornito solo il 25% delle dosi, cioè 30 milioni a fronte di 120 milioni promesse. Il caso della britannica Astrazeneca è evidente. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha dichiarato: “Ho il sospetto che alcune società si siano vendute le dosi due-tre volte”. Non vogliamo sospettare, ma rileviamo che gli impegni assunti da Astazeneca, cioè quantità di forniture “al meglio”, sono stati disattesi.Servirà come monito per il futuro.Nel frattempo, gli italiani continuano a pagare il prezzo degli errori della gestione del governo Conte2: dalle vaccinazioni a categorie sbagliate, al mancato confinamento nei primi giorni di febbraio, alla rinuncia di dosi del vaccino Pfizer, per non ricordare quelli della scorsa estate.Errori che si pagano: oggi, per milione di abitanti, in Italia ci sono 1.811 decessi a fronte dei 917 della Germania. Il doppio. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Alitalia e gli impegni a non truffare più i passeggeri…

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2021

Nel giorno in cui Alitalia si appresta a pretendere ulteriori soldi per pagare gli stipendi dei propri dipendenti, di un’azienda in difficoltà come tante altre a causa della pandemia, ma che a differenza di queste ha diversi santi in paradiso… in questo giorno ci arriva comunicazione da parte di Antitrust che il cosiddetto vettore nazionale, nonostante abbia truffato, essendosi impegnata a non continuare a farlo e a rimborsare le vittime, ne può venire fuori indenne.Il fatto: Alitalia ha venduto l’anno scorso biglietti per voli la cui effettuazione era incerta. Se abitualmente potrebbe essere normale, l’anomalia era che, annullando questi voli per pandemia, per legge emergenziale, Alitalia non rimborsava e dava un voucher di altrettanto valore. Quindi aveva trovato un modo truffaldino per farsi finanziare ulteriormente dai passeggeri.Oggi l’Antitrust fa sapere che Alitalia ha detto che non lo farà più e che avrebbe trovato adeguati metodi per informare le sue vittime dell’epoca e quelle future.Quindi, commetti l’illecito, nessuno interviene finché un’associazione come Aduc non denuncia, dici che non lo farai più e tutti amici come prima. Chissà cosa succederebbe ad Aduc se violasse la legge e, per non incappare nei rigori delle pene, dicesse “non lo faccio più”.Ci si stupisce se poi Alitalia, oltre ai miliardi già persi in tutti questi anni per la sua incapacità, continui ad esistere e a pretendere soldi pubblici mentre altre aziende, anche floride e che non hanno avuto soldi dallo Stato, non sanno in pandemia come sbarcare il lunario. Santi in paradiso… Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Europa: Non fermare gli impegni politici per l’ambiente

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Mentre la pandemia di COVID-19 continua a diffondersi in tutta Europa, i cittadini si preoccupano della loro salute e degli impatti economici sul loro lavoro e sui propri mezzi di sostentamento.I Governi stanno già fornendo un sostegno urgente per affrontare la crisi sanitaria e saranno necessarie misure di emergenza per evitare i fallimenti delle PMI a causa del crollo improvviso dell’economia.Oltre a tali misure immediate, saranno sviluppati pacchetti di incentivi pubblici per rilanciare l’economia e dovranno essere prese decisioni cruciali su dove indirizzare questi consistenti flussi finanziari. Chiediamo all’Unione europea e ai suoi governi di dimostrare leadership e lungimiranza continuando e rafforzando la traiettoria verso un’economia resiliente e sostenibile, in linea con il Green Deal europeo.La Commissione europea ha già compiuto importanti passi in questa direzione proponendo una strategia industriale e un piano d’azione per l’economia circolare, nonché il meccanismo di transizione equa, che dovrebbe essere integrato con misure di sostegno e finanziamenti nazionali, al fine di realizzare su scala globale tale sfida.Incanalare gli investimenti di stimolo in tal modo creerà posti di lavoro duraturi in settori puliti, aiutando la ripresa economica dell’Europa e rendendo le nostre economie più resistenti agli shock futuri.Concretamente, riteniamo che l’UE e i suoi Stati membri debbano:
Rendere la distribuzione di fondi pubblici subordinata alla coerenza con il Green Deal europeo.Con l’avvio di massicci piani di risanamento, i leader dell’UE devono garantire che tali investimenti offrano vantaggi a lungo termine per la nostra società e contribuiscano a rendere le nostre economie più resistenti agli shock crescenti.
Riformare le norme fiscali per garantire continui investimenti pubblici nella decarbonizzazione dell’economia
Avviare iniziative sostenibili su larga scala in linea con l’interesse pubblico
Limitare le future crisi sanitarie agendo a livello globale contro i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità
L’associazione italiana Medici per l’Ambiente- ISDE Italia è pronta a lavorare con le Istituzioni nazionali ed europee per garantire che, nonostante queste sfide, continuiamo lungo il percorso scelto dall’Europa di una transizione giusta ed equa verso un’economia realmente sostenibile, in cui nessuno è lasciato indietro.

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Carceri: Fp Cgil, su assunzioni e sovraffollamento da Ministero impegni insufficienti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

“Sulle assunzioni di personale e sul contrasto al sovraffollamento detentivo, gli impegni assunti dal Ministro della Giustizia sono assolutamente insufficienti”. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil, aggiungendo che: “Le 1.300 assunzioni di Poliziotti Penitenziari effettuate nel 2019 e le 754 previste nel 2020 sono una goccia nel mare rispetto alla carenza di organico del Corpo. Così come le 50 assunzioni di funzionari giuridico pedagogici non danno il sollievo necessario agli enormi carichi di lavoro che tali figure professionali devono sopportare ogni giorno”.Al momento, prosegue il sindacato, “non solo mancano circa 4.000 Poliziotti per completare la dotazione organica, ma ogni anno se ne perdono circa 1.300 tra pensionamenti e passaggi al ruolo civile per motivi di salute, quindi la carenza rischia di aumentare nei prossimi anni. Stesso discorso vale per il personale delle funzioni centrali, dove rispetto ad una dotazione organica di 5.034 unità, ne sono presenti solo 4.340 tra educatori, contabili, professionalità tecniche e amministrative, a far fronte ad un costante aumento dei detenuti”.Per la Fp Cgil “servono ulteriori risorse per un piano straordinario di assunzioni e, soprattutto, la risposta al sovraffollamento di detenuti non può essere l’incremento dei posti detentivi, ma un serio investimento nell’esecuzione penale esterna, che consenta di assumere personale, in particolare assistenti sociali, e di poter aumentare il ricorso alle misure alternative per i soggetti con scarsa pericolosità sociale. Rispetto ai problemi di natura psichiatrica e psicologica che si registrano nelle carceri riteniamo che sia necessario implementare la presenza di psicologi negli istituti penitenziari, cominciando a ragionare anche su una stabilizzazione di quelle figure professionali che già collaborano nelle carceri, per far fronte al crescente numero di detenuti con patologie di questo tipo e anche ai problemi di stress correlato al lavoro che colpiscono il personale che vi opera ed oggi è abbandonato al suo destino dal datore di lavoro che dovrebbe tutelare la sua salute”, conclude.

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“Roma risponde ai cambiamenti ambientali con atto unanime”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2019

“Roma Capitale risponde compatta all’emergenza ambientale e climatica in corso e approva con voto unanime, in Aula Giulio Cesare, una mozione destinata a entrare nella storia di questa città.I punti del progetto approvato dall’Assemblea Capitolina sono 16 e spaziano dalla riduzione di almeno il 40% delle attuali emissioni nette di gas climalteranti a Roma entro il 2030, con l’obiettivo di arrivare a emissioni zero entro il 2040, alla priorità totale accordata alla lotta ai cambiamenti climatici e alla promozione di un’economia sostenibile per almeno i prossimi 10 anni.Altri impegni contenuti nell’atto riguardano l’avvio di un’interlocuzione con la Regione e il Governo sui temi della mobilità sostenibile, della micromobilità, del trasporto pubblico e della ciclabilità, la rigenerazione urbana e la lotta alla cementificazione, un focus specifico sui rifiuti e sui concetti di riciclo e riuso, una maggiore attenzione al tema delle perdite del servizio idrico, con l’obiettivo di ridurle del 20% in 5 anni, la riqualificazione edilizia e l’efficientamento energetico, nel pubblico e nel privato, la realizzazione di una ‘infrastruttura climatica’ romana, attraverso la cura e l’espansione del verde pubblico a 360 gradi, la dichiarazione dello stato di emergenza climatica e ambientale per Roma, il superamento degli allevamenti intensivi, il contrasto all’uso indiscriminato dei pesticidi, una maggiore considerazione del plastic free e la riconversione ecologica della produzione energetica verso le fonti rinnovabili.
Roma Capitale è ben consapevole che la sfida ambientale è ricca di insidie e difficoltà ma, con l’approvazione della mozione odierna, dimostra di avere una visione del futuro chiara e ben delineata. Un futuro costellato di azioni ecosostenibili e finalizzato ad assicurare il totale rispetto dell’ambiente e dei suoi più alti standard”. Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale Daniele Diaco.

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Sicurezza bis: Fp Cgil, nessuna misura concreta per Vigili del Fuoco

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

“Nessuna concreta misura a favore dei Vigili del Fuoco, a dispetto degli impegni assunti dalla maggioranza di governo e dati in pasto all’opinione pubblica. Tra gli emendamenti al decreto sicurezza bis relativi al corpo dei Vigili del Fuoco che hanno ottenuto il via libera dalle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera si registrano solo misure gradite ai vertici”. A denunciarlo è il responsabile nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella.Soltanto una settimana fa, osserva il dirigente sindacale, “finivamo, come Vigili del Fuoco, nel tritacarne del dibattito politico, stretti nella propaganda di governo. Ma le parole, le ‘rassicurazioni’, non hanno avuto seguito: nessuna misura concreta a favore dei circa 34 mila appartenenti al corpo dei Vigili del fuoco ma solo toppe, in parte utili all’Amministrazione ma non risolutive dei problemi che investono il personale. Gli emendamenti approvati, infatti, certificano la carenza di organico del corpo, attraverso la possibilità di ricorrere più facilmente al richiamo di volontari e all’utilizzo delle ore di straordinario. Si coprono i buchi con i volontari e si fanno lavorare di più i Vigili del Fuoco, barattando più lavoro con più salario”.Per Giulianella, inoltre, “si strizza l’occhiolino al personale con i passaggi di qualifica, necessari all’Amministrazione per coprire la carenza di figure qualificate, mentre diminuisce la quota di ore dedicate alla formazione in ingresso. Misura che in parte agevola i tempi dei nuovi ingressi ma allo stesso tempo taglia le ore di formazione per questi ultimi. In sostanza briciole ma niente di concreto in termini di risorse per i Vigili del Fuoco sul salario, nessuna ulteriore assunzione, nessuna copertura per l’assicurazione Inail e niente sulla pensione integrativa. Questi i fatti, le chiacchiere stanno a zero. Intensificheremo lo stato di agitazione affinché nella legge di Stabilità si possano concretizzare misure per dare il giusto riconoscimento ai Vigili del Fuoco”, conclude.

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Continuano gli impegni dell’On. Nissoli tra le associazioni italiane in USA

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

NissoliLo sta facendo in raccordo con il suo lavoro parlamentare, dopo aver presentato un Disegno di Legge per l’Associazionismo italiano nel mondo.Infatti, questo fine settimana l’On. Nissoli è stata a Long Island, nel cuore dello Stato di New York, per l’inaugurazione dell’Associazione Italia Oggi Consultantants con la Dott.ssa Maria Teresa Buffa, Presidente dell’Associazione. Il giorno dopo, invece, l’On. Nissoli, invitata dal Cav. Picolli, si e’ recata in New Jersey, per il 37esimo Gala annuale dell’Associazione Italiana Ieri, Oggi, Domani, dove, alla presenza del Console Generale Genuardi, della dott.ssa Mangione, Vice Segretario Generale del CGIE, del Vice Console onorario Dominique Caruso e di Suor Miriam, ha premiato alcuni esponenti della Comunità italiana che si sono distinti per il loro impegno in favore degli italiani che vivono in quell’area.“Un‘altra tappa, altri incontri, un lavoro che continua – dichiara l’On. Nissoli – per conoscere i nostri connazionali che vivono all’estero, ma anche per fare il mio lavoro, ovvero rappresentare l’Italia e raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissa e che caratterizzano il ruolo parlamentare fuori dall’Aula di Montrecitorio, giornate intense ma che vale la pena di “mettere in agenda” perché l’Italia è molto più grande di quanto si pensi, e ad ogni mio viaggio ne ho la conferma”.L’on. Nissoli ha rivolto alle due Associazioni parole di ringraziamento per il loro impegno nel mantenere vivo il legame con la Madrepatria e ricordando il suo DDL sull’associazionismo ha evidenziato che incontrando le associazioni sul territorio ha “la conferma che l’associazionismo è il fulcro delle nostre Comunità all’estero, il luogo dove si vive in maniera speciale la nostra appartenenza alla terra di origine”.
Insomma, un fine settimana denso di impegni nella East Coast americana per ascoltare le esigenze delle Comunità italiane del posto e tradurle, poi, in lavoro parlamentare, nonostante le difficoltà che si riscontrano, vista la scarsa attenzione del Governo verso gli italiani all’estero.

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Il nuovo governo e gli impegni con l’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Maggio 2018

“Nel corso dell’audizione parlamentare sul Documento di Economia e Finanza, la Banca d’Italia ha lanciato l’ennesimo allarme sulla sostenibilità del debito pubblico italiano e sulla crescita, esortando il Governo a proseguire nel percorso di risanamento dei conti pubblici per evitare un ritorno del rischio sui mercati finanziari e una nuova crisi di fiducia nei confronti del nostro paese. Una tale crisi, infatti, potrebbe ripercuotersi molto negativamente sui conti pubblici, per effetto dell’aumento della spesa per interessi conseguente all’aumento dei rendimenti d’emissione dei nostri titoli di Stato. Nella riduzione del rapporto debito/Pil, l’Italia è stato il terzo peggior paese in Europa nel 2017, con un calo di solo il -0,2%, seconda solo a Francia e Lussemburgo, che partono però da rapporti inferiori al 100%.Un riferimento particolare è stato fatto dal vicedirettore Federico Signorini alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia sull’IVA, che secondo la Banca d’Italia dovranno avvenire senza creare nuovo deficit, ovvero attraverso una maxi operazione di riduzione della spesa pubblica (spending review) oppure attraverso l’aumento di altre tasse. Nel caso tale sterilizzazione fallisse, l’Istat ha calcolato che il tasso di crescita del Pil subirebbe una contrazione del -0.1% il prossimo anno. Sempre l’ISTAT ha rilevato il drammatico aumento della povertà assoluta, che colpisce 5 milioni di italiani, pari all’8,3% della popolazione residente, un aumento esponenziale rispetto al 3,9% registrato dieci anni fa, mentre circa un milione di famiglie vivono non percependo alcuna fonte di reddito. Un dramma economico e sociale che si è aggravato anche per effetto della incapacità degli scorsi governi di centrosinistra di trovare delle politiche economiche e sociali efficaci a risolvere il problema.L’Ufficio Parlamentare del Bilancio ha invece rilanciato l’avvertimento sulla possibile manovra correttiva da 2 decimali di Pil, che potrebbero salire fino a 3 in caso di conferma del mancato aggiustamento strutturale evocato qualche giorno fa dal commissario per gli affari economici Pierre Moscovici. Sugli indicatori di finanza pubblica pesa il rischio di un ulteriore rallentamento dell’economia italiana, già in atto, per via del deteriorato scenario internazionale, con il rischio di una guerra commerciale tra Stati Uniti ed Unione Europea e il rischio di un affossamento dell’accordo nucleare con l’Iran che potrebbe causare all’Italia una perdita di Pil pari -0,3% già da quest’anno.Nel frattempo, corrono voci che la Commissione Europea possa chiedere al nostro paese una correzione del deficit strutturale pari allo 0,6% del Pil (circa 10 miliardi), già nelle prossime raccomandazioni di maggio. Un obiettivo che sarebbe rispettato, a legislazione vigente, solo in caso di aumento delle aliquote IVA.In questo complesso scenario economico, che si unisce alle tensioni che si stanno registrando sui mercati finanziari con l’aumento dello spread, appare illusorio pensare di forzare la mano sui conti pubblici.Forza Italia, come espresso dal presidente Silvio Berlusconi, garantirà un atteggiamento responsabile nell’interesse del Paese, ma resta estremamente preoccupata su come la possibile alleanza di governo possa garantire gli impegni della casa comune europea, rilanciare la produttività stagnante, evitare una nuova crisi finanziaria e tenere i conti pubblici sul percorso concordato con Bruxelles”.Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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Le promesse di Padoan e gli impegni non mantenuti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 ottobre 2017

“Durante la sua audizione sulla Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanze, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il ministro dell’economia Padoan si è lanciato in un autentico discorso autocelebrativo sui risultati raggiunti, a suo dire, dal Governo Gentiloni”. ministero-finanzeLo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Il ministro ha parlato di un milione di posti di lavoro creati in soli 4 anni e che questo risultato è destinato anche ad aumentare; ha parlato di un forte consolidamento della crescita economica, che guadagna robustezza giorno dopo giorno; ha detto che l’aumento dei tassi d’interesse previsto da parte della Banca Centrale Europea non produrrà alcun effetto sull’economia e sulla finanza pubblica italiana, e via di balla in balla.
Il ministro ha poi affermato, dopo che per giorni ha continuato a ripetere che “il sentiero dei conti pubblici è stretto”, che la prossima Legge di bilancio avrà un impatto significativo sulla crescita, grazie alle misure “selettive” intraprese dal Governo, come gli investimenti pubblici e privati e le misure di promozione sociale, soprattutto per i giovani. Ma attenzione, ha chiosato infine il Ministro, “non c’è spazio per i compiacimenti, c’è ancora molto da fare”.Ci chiediamo, in quale paese vive il ministro Padoan? Crede davvero alla rappresentazione del quadro economico che ha raccontato in Parlamento, che stride enormemente con le difficoltà che vivono gli italiani ogni giorno?Ricordiamo al ministro, che evidentemente ha perso il contatto con la realtà, che l’Italia è, secondo le ultime stime ufficiali, alle ultimissime posizioni in Europa quanto a crescita economica e tra le primissime posizioni per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, in particolare quella giovanile, nonché per la percentuale di poveri assoluti nella popolazione.Quanto agli effetti della manovra che il governo si appresta a varare, va ricordato al ministro Padoan che questa verrà fatta ancora una volta in deficit, ovvero facendo ricorso nuovamente al debito pubblico, che sotto il suo operato ha raggiunto lo straordinario record storico di 2.300 miliardi di euro. Stando alle sue promesse, questo avrebbe dovuto scendere già da diversi anni, mentre, invece, ha continuato inesorabilmente a crescere.Quindi, piuttosto che bearsi di un futuro glorioso che non ci sarà, pensi piuttosto, il ministro Padoan, a riflettere su quanto ha promesso, e non mantenuto, in passato: dalla totale assenza di privatizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico, alla mancata attuazione di qualsiasi piano di spending review, alle misure di contrasto all’evasione fiscale che si sono rivelate clamorosi flop e buchi di bilancio”.

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UNHCR e OIM aumentano il loro impegno in Libia

Posted by fidest press agency su sabato, 3 giugno 2017

libiaL’Agenzia Onu per i Rifugiati (UNHCR) e l’Agenzia Onu per le Migrazioni (OIM) hanno presentato il piano per aumentare le loro attività a sostegno di migranti, rifugiati, richiedenti asilo e di tutte le persone colpite dal conflitto in corso in Libia. L’Alto Commissario per i Rifugiati Filippo Grandi e il Direttore Generale dell’OIM William Lacy Swing, durante un incontro ad alto livello alla sede centrale dell’OIM a Ginevra, hanno aggiornato i rappresentanti degli Stati Membri rispetto alla loro recente missione in Libia e hanno chiesto un maggiore impegno per una più ampia stabilizzazione della situazione nel Paese. L’UNHCR, nella giornata di oggi, ha fatto un Appello Supplementare per richiedere ulteriori 75,5 milioni di dollari statunitensi per rispondere ai bisogni umanitari e di protezione delle persone in Libia, tra cui gli sfollati interni, le comunita’ locali, cosi’ come i rifugiati e i richiedenti asilo.L’appello include anche l’impegno in attività di monitoraggio della protezione e di intervento diretto, così come di advocacy su temi relativi al rispetto dei diritti umani, accesso ai servizi di base, procedura d’asilo e libertà di movimento.
“Abbiamo un lavoro molto urgente da svolgere in Libia e possiamo farlo solo insieme,” ha dichiarato Filippo Grandi, aggiungendo: “Dobbiamo fare uno sforzo maggiore per cercare di fare la differenza per centinaia di migliaia di persone”.L’OIM ad aprile ha avviato un Piano d’Azione di tre anni dedicato alla Libia con due obiettivi principali: il primo e’ quello di fornire assistenza umanitaria di base e protezione agli sfollati e ai migranti in Libia; il secondo e’ aiutare le comunita’ libiche nel processo di stabilizzazione e rafforzare le capacità di gestione del fenomeno migratorio. I fondi necessari ammontano a 180 milioni di dollari statunitensi per un piano della durata di 36 mesi.L’OIM, grazie alle donazioni ricevute, ha già avviato il piano d’azione in Libia ma il Direttore Generale Swing ha fatto appello ad un maggiore sforzo finanziario necessario per assistere urgentemente e proteggere i migranti e la popolazione colpita dal conflitto nel Paese. Swing ha sottolineato che tutte le attivita’ sono coordinate e implementate in cooperazione con le autorità libiche e con l’UNHCR.

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Renzi si sta cacciando in un vicolo cieco

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Maggio 2016

palazzo chigiDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Renzi è in un mare di guai. Da Bruxelles si aspettano molto, ma gli impegni presi dal governo difficilmente potranno essere rispettati se continua ad utilizzare i soldi a disposizione per implementare politiche a breve termine finalizzate a ‘comprare’ consenso elettorale, e non, ad esempio, per incentivare gli investimenti che potrebbero essere trampolino di lancio per la rinascita della nostra economia.
Le principali raccomandazioni della Commissione europea all’Italia richiedono interventi concreti su: 1) debito, 2) deficit, 3) Pubblica amministrazione, 4) sistema bancario, 5) lavoro, e altro ancora.
Ce la farà il duo Renzi-Padoan a rispettare gli impegni presi con l’Europa? A giudicare dall’atteggiamento dell’esecutivo sembrerebbe proprio di no. È scettica anche la Commissione europea che ha annunciato un’ulteriore valutazione del nostro Paese nel mese di ottobre. Ennesimo appuntamento autunnale per il presidente del Consiglio che potrebbe costargli la permanenza a Palazzo Chigi. Una cosa è certa: Matteo Renzi si sta cacciando in un vicolo cieco e sarà stritolato dalle sue bugie e dai suoi imbrogli”.

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Clima, gli impegni della COP21 alla prova dei fatti

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Maggio 2016

giornata studioFirenze 21 maggio Piazza duomo 10. La firma dell’accordo mondiale sul clima, raggiunto alla COP21 di Parigi e ratificato ufficialmente nelle settimane scorse a New York, non è un punto di arrivo nella lotta ai cambiamenti climatici ma solo un punto di partenza: per trasformare gli impegni in realtà serve ora un grande impegno fatto di scelte politiche sagge e di strategie lungimiranti per orientare il tessuto produttivo in direzione di un minore impatto ambientale.
Per fare il punto sulle sfide che attendono il nostro Paese, sulle opportunità offerte dall’accordo di Parigi e sui rischi di un mancato rispetto degli impegni presi, l’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus e la Regione Toscana, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, organizzano una giornata di studio il 21 maggio prossimo in Palazzo Sacrati Strozzi a Firenze. Titolo dell’incontro: “Clima: dubbi e speranze dopo Parigi”.
“Obiettivo dell’incontro – spiega il presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio – è fornire al pubblico presente, e in particolare agli operatori dell’informazione, spunti di riflessione e analisi di grande rigore scientifico per approfondire i punti di forza e debolezza dell’accordo di COP21 e le future conseguenze e opportunità per il nostro sistema produttivo che comportano, inevitabilmente, una progressiva ma costante decarbonizzazione dell’economia”.
La giornata, con due sessioni moderate dai giornalisti Grazia Francescato e Marco Hagge, sarà aperta da Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, e Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord. Nel corso delle due sessioni di lavori previste, interverranno Giampiero Maracchi, presidente dell’Accademia dei Georgofili; Franco Terlizzese, direttore generale del Ministero dello Sviluppo Economico; Maurizio Pernice, direttore generale del Ministero dell’Ambiente; Stefano Masini, responsabile ambiente della Coldiretti; Fabian Capitanio, docente all’Università Federico II di Napoli; Federica Fratoni, assessore all’ambiente della Regione Toscana; Giuseppe Ricci, vice presidente della direzione salute, sicurezza, ambiente e qualità di ENI; Francesco Sperandini, presidente del GSE (Gestore Servizi Elettrici); Claudio Ferrari, presidente di Federesco.
A chiudere una tavola rotonda su “luci e ombre da Parigi”, moderata da Andrea Masullo, direttore scientifico di Greenaccord, con la partecipazione di: Veronica Ciacagli, presidente Italian Climate Network, Gianfranco Bologna del WWF; Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia; Monica di Pierri, ASud onlus, Katiuscia Eroe, responsabile energia Legambiente e Simona Fabiani, responsabile ambiente CGIL. (foto: giornata studio)

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Greenpeace: I “giochini” di Renzi sulle trivelle si e no

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

trivelleColpo di scena: il primo ministro Matteo Renzi cambia idea sul referendum del 17 aprile e invita gli italiani a votare Sì per rottamare le trivelle. Non è un pesce d’aprile giunto in ritardo, ma una provocazione di Greenpeace: un finto volantino elettorale che da oggi i volontari dell’associazione ambientalista distribuiranno in 30 città per ricordare gli impegni presi da Renzi in materia di energia appena due anni fa, e oggi platealmente smentiti dal sostegno alle trivelle e dai tanti provvedimenti che sfavoriscono le rinnovabili.Sul volantino di Greenpeace è ritratto il volto sorridente del primo ministro, incorniciato dalle scritte “Al referendum del 17 aprile vota Sì” e .”Rottamiamo le trivelle”. Segue una lettera immaginaria in perfetto stile renziano, dove si legge: “Abbiamo una sfida dinanzi a noi: dare spazio al cambiamento, non alla rassegnazione. Questa sfida passa per il referendum del 17 aprile sulle trivelle”. E ancora: “Il 17 aprile la rottamazione continua. Liberiamo i nostri mari, rottamiamo le trivelle”.Soltanto sul retro del volantino Greenpeace chiarisce il senso del trivelle1messaggio: “Solo due anni fa Matteo Renzi voleva far crescere le fonti rinnovabili fino al 50% per rivoluzionare il sistema energetico italiano. Se le promesse non fossero solo parole, oggi Renzi ti avrebbe certamente invitato a votare Sì al referendum contro le trivelle del 17 aprile. Invece sta boicottando il voto per difendere gli interessi dei petrolieri”.
Greenpeace ricorda che nel 2012 in Italia erano entrati in esercizio quasi 150 mila nuovi impianti fotovoltaici, mentre nel primo anno dell’era Renzi sono stati appena 722. L’anno scorso si sono persi 4 mila posti di lavoro nel solo settore eolico. Come riporta il Fondo monetario internazionale, nel 2014 l’Italia ha incentivato le fonti fossili con 13,2 miliardi di dollari, un dato addirittura in crescita rispetto ai 12,8 miliardi del 2013. E mentre la Germania incentiva le rinnovabili con oltre 23 miliardi, in Italia gli incentivi non superano gli 11 miliardi. «Con questa iniziativa abbiamo voluto ricordare la promessa che Renzi aveva fatto appena due anni fa», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. «Pensiamo che anche chi ha sostenuto la sua ascesa politica possa convintamente votare Sì al referendum sulle trivelle. È solo questione di riconoscersi ancora, senza alcuna “crisi di identità”, in ciò che Renzi annunciava di voler promuovere: un sistema energetico sostenibile, moderno e innovativo. Se il primo ministro avesse a cuore la coerenza, oggi avrebbe certamente inviato agli italiani una lettera molto simile a quella di Greenpeace». Il volantino sarà distribuito a mano e finirà nelle cassette postali di decine di migliaia di italiani. Greenpeace ricorda che votando Sì al referendum del 17 aprile gli elettori potranno liberare, nel corso dei prossimi anni, i mari più vicini alle coste dalla presenza di 88 piattaforme vecchie e improduttive, che garantiscono pochissimi posti di lavoro e che in tre casi su quattro estraggono così poco da non dover versare neppure un centesimo di royalties nelle casse pubbliche. (foto: trivelle)

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Missione umanitaria: 280 interventi di chirurgia plastica in Paraguay grazie ai medici di Aicpe Onlus

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2016

equipeI chirurghi plastici Marco Stabile di Cremona, Gianluca Gatti e Alessandro Giacomina di Pisa hanno ricevuto il ringraziamento del Ministro della Salute del Paraguay, Antonio Barrios. Tra gli interventi più eseguiti: esiti da ustione, malformazioni congenite come il labbro leporino e danni da interventi malriusciti.
280 interventi di chirurgia ricostruttiva in 12 giorni in diverse città del Paraguay: è fitto d’impegni il calendario della seconda missione di Aicpe Onlus, associazione nata nel 2013 come branca di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) con lo scopo di svolgere attività di chirurgia plastica ricostruttiva solidale nel mondo.Tre i chirurghi plastici italiani impegnati nella missione: Marco Stabile, fondatore e tesoriere di Aicpe Onlus, originario di Cremona e referente di chirurgia plastica alla Asl di Piacenza, alla sesta missione umanitaria; Gianluca Gatti e Alessandro Giacomina, toscani, già uniti professionalmente nel progetto “Percorso labiopalatoschisi” all’ospedale Santa Chiara di Pisa, alla loro prima esperienza di volontariato all’estero.Gli specialisti italiani sono in Paraguay per partecipare al programma “Ñemyatyro Paraguay” (Ricostruzione in Paraguay), che prevede la realizzazione di interventi chirurgici gratuiti a beneficio di pazienti in gravi condizioni e privi dei mezzi economici sufficienti, ed è portato avanti dal Ministero della Salute paraguaiano attraverso il Centro Nazionale Ustionati diretto da Bruno Balmelli, paraguaiano di origine italiana.
Iniziata il 26 gennaio, la missione proseguirà fino al 7 febbraio: oltre ai chirurghi italiani comprende anche il chirurgo plastico francese Roland Boileau. Se l’anno scorso ad accogliere i volontari c’era il presidente della Repubblica, Horacio Cartes, quest’anno c’è stato il Ministro della Salute, Antonio Barrios, che ha ringraziato i medici per il lavoro svolto. Inoltre l’ambasciata d’Italia ad Asunciòn ci ha presentato i chirurghi plastici alla stampa paraguaiana. «Abbiamo in programma 280 interventi di chirurgia ricostruttiva, che offriranno così alla popolazione più povera l’opportunità di subire l’intervento senza doversi spostare fino alla capitale, cosa impossibile per la gran parte dei pazienti – afferma Stabile -. Le problematiche trattate sono soprattutto esiti di ustioni con cicatrici gravemente retraenti, ma anche a malformazioni congenite o a gravi sequele di interventi precedenti. Molto diffuso, soprattutto tra i bambini, il labbro leporino. Le strutture sanitarie sono piuttosto buone, soprattutto se confrontate con quelle dell’Africa, e ho notato un miglioramento rispetto all’anno scorso. Tuttavia sono molte le persone che non hanno accesso ai servizi medici di base».
Per Aicpe Onlus è un periodo di intenso lavoro con tre missioni in corso. Oltre a quella in Paraguay, i chirurghi plastici Francesco Bellezza e Paola Emiliozzi sono impegnati in Togo, mentre Claudio Bernardi e Paola Pasquini in Guatemala.
AICPEonlus: è la branca di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) dedicata alla beneficenza ed al volontariato. Nata nel 2013 con l’intento di sostenere in modo concreto i soci che sono impegnati in prima persona in progetti no profit in giro per il mondo, AICPEonlus raccoglie e gestisce i fondi in rapporto ad esigenze specifiche, ma in particolare organizzando missioni periodiche di chirurgia plastica umanitaria. Attualmente è presente in Paraguay, Guatemala e Togo. (foto:equipe)

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Electro Power Systems S.A. approva la situazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2015

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2015

electrp power systemNel primo semestre 2015 EPS ha registrato ricavi e altri proventi per un importo pari a 464.450 euro, in aumento del 31,5% rispetto allo stesso periodo del 2014. L’aumento è imputabile esclusivamente alle attività tradizionali del Gruppo nel settore del backup (ElectroSelfTM). HyESS (Hybrid Energy Storage System), il sistema di energy storage che rappresenterà il cuore dell’offerta del Gruppo nel medio e lungo termine e sul quale si focalizzerà la strategia di business, verrà infatti lanciato commercialmente a partire dal 2016.
Costo del personale in aumento da 528.108 euro nel primo semestre 2014 a 702.474 euro nello stesso periodo del 2015. Tale aumento è dovuto alla crescita dell’organico a supporto delle attività tecniche e commerciali di EPS. Rispetto all’inizio del 2014, EPS ha ampliato la propria struttura del 70% e in termini di organizzazione globale, al 30 giugno 2015, il Gruppo impiega 52 risorse – management, VP e partner inclusi – in Europa, Sud Africa, Stati Uniti e Singapore.
Al 30 giugno 2015 la perdita di periodo del Gruppo ammonta a 4.953.614 euro ed è principalmente riconducibile ai costi sostenuti per la quotazione e all’impatto contabile dei piani di stock options e warrants. In particolare, il risultato di periodo sconta 1,7 milioni di euro di accantonamenti per la contabilizzazione dei piani di stock options e warrants, e 1,5 milioni di euro di costi straordinari principalmente imputabili al processo di quotazione.
Il patrimonio netto di Gruppo, al 30 giugno 2015, ammonta a 10,6 milioni di euro ed il totale attivo a 13,5 milioni di euro. Al 30 giugno 2015, la posizione finanziaria netta del Gruppo presenta un saldo di 10,4 milioni di euro.
In data 16 febbraio 2015, EPS ha annunciato la nuova governance e la nomina del nuovo consiglio di amministrazione con 3 amministratori indipendenti: Luca Dal Fabbro, ex direttore generale di EON Italia ed amministratore delegato di Enel Energia, nonché attualmente membro del consiglio di amministrazione di Terna (il principale operatore di rete di trasmissione europeo), in qualità di Presidente del CdA; (ii) Massimo Prelz Oltramonti, uno specialista nel settore venture capital e private equity, ex Advent International, attualmente membro del consiglio di amministrazione di numerose aziende e ora in GMT Communication Partners, in qualità di Lead Independent Director; e (iii) Sonia Levy-Odier, specialista in private equity and media, ex Cimarosa Communications, Aster e Archimedia.
In data 15 aprile 2015 il Gruppo ha annunciato una partnership strategica con Bryanston Resources, leader nei servizi al settore minerario e delle risorse naturali, per lo sviluppo comune di soluzioni energetiche off-grid nei mercati emergenti.
In data 16 luglio 2015 il Gruppo e l’Università di Tecnologia Nanyang di Singapore hanno stipulato una partnership per la penetrazione nei paesi asiatici e per un nuovo demo site a Singapore.
In data 29 luglio 2015 EPS ha iniziato i lavori per un nuovo impianto di produzione a Torino dedicato al sistema HyESS per garantire una capacità produttiva di 2MW al mese. Nel primo semestre del 2015 il portafoglio brevetti è aumentato considerevolmente grazie a 42 domande di brevetto ora ufficialmente approvate, con la concessione dei relativi brevetti, negli Stati Uniti, Cina, Russia e in 38 paesi europei.
Nel primo semestre del 2015 EPS ha rivestito un ruolo attivo nel dibattito internazionale sulle politiche energetiche, in particolare partecipando ai lavori della Commissione sull’Energia presso il Parlamento brasiliano, ai convegni del World Economic Forum sul futuro dell’energia in India e California, all’Energy Storage World Forum Europe di Roma e alla 2015 EU Sustainable Energy Week Policy Conference tenutasi a Bruxelles.
Fondata nel 2005 da uno spin-off del Politecnico di Torino e pioniere delle tecnologie ad idrogeno, Electro Power Systems (EPS) oggi opera nel settore delle energie sostenibili ed è specializzata in sistemi e soluzioni integrate di stoccaggio di energia.
Il gruppo fornisce soluzioni integrate per applicazioni di stoccaggio nei settori delle telecomunicazioni e data center, supporto alla rete di trasmissione e distribuzione elettrica nei paesi ad alta penetrazione di rinnovabili, e soluzioni di generazione di energia off-grid nei paesi emergenti.

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La politica che non c’è

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

Italiano: Foto con Romano Prodi e Silvio Berlu...

Image via Wikipedia

Il governo Monti ci ha messo al cospetto di una realtà che era nell’aria, e non solo, ma che volutamente ci eravamo imposto d’ignorare. Lo abbiamo fatto dall’oramai lontano 1994 allorchè l’inciucio politico ci ha portati ad ondate successivi i governi Prodi, Berlusconi, Amato, D’alema e ancora Berlusconi, Prodi e Berlusconi. Da allora la politica è diventata una “farsa” dove si prometteva ma non si rispettavano gli impegni assunti. Si andava persino in televisione per “sancire” un patto con gli elettori e poco ci mancava che a presenziarvi non vi fosse un notaio con tanto di carta bollata e suggelli di varia natura. Nel frattempo i problemi reali del paese li abbiamo ingurgitati come si fa con le bolle d’aria e siamo vissuti nel limbo.
Ora abbiamo raggiunto la consapevolezza che per anni abbiamo fatto finta di fare politica e che solo la sveglia suonata con molto fragore ci ha portati ad un brusco risveglio e per quanto non siamo ancora del tutto desti gli effetti del lungo letargo si fanno sentire sempre di più e i danni li avvertiamo sulla nostra pelle, come se si trattasse di una scottatura.
Ora si tratta di riparare i guasti arrecati dalla non-politica e ci dobbiamo prendere, per giunta, i richiami di chi è stato chiamato ad un compito inusuale per surrogare un qualcosa che avevamo mandato a poltrire nel solaio di casa tra le altre robe vecchie.
Ora abbiamo imparato che con la politica non si scherza e che i nodi irrisolti vengono prima o poi al pettine e i rinvii, non fanno che aggravarli. Quel concetto evangelico del “Padre allontana da me l’amaro calice” non è che un semplice auspicio ma la crudezza della realtà non concede sconti nemmeno ai santi.
La politica è mediazione per risolvere i contrasti, per contemperare le esigenze degli uni nei confronti degli altri, ma soprattutto per arrivare alla soluzione più indolore possibile dei problemi che si pongono nella nostra vita in comunità. Non esiste un deficit di politica come non esiste una non-politica in quanto fa parte della nostra stessa esistenza. Chi ci ha addormentati per farci godere un sogno ha infranto una regola sacra e intangibile, e noi che ci siamo lasciati sedurre siamo altrettanto colpevoli di un lassismo che non potevamo e non dovevamo permetterci.
Ora confidiamo che la sveglia sia servita a rinsavirci e a trovare la quadratura necessaria per fare realisticamente politica e il richiamo non è tanto e solo a chi colpevolmente si è disimpegnato da questo ruolo ma anche rivolto a noi perché la politica si incomincia a praticarla nel momento in cui andiamo a votare e scegliamo gli uomini e le donne che dovranno rappresentarci. Non dobbiamo sottrarci da tale impegno perché ne va del nostro presente e ancor più del nostro futuro e dei nostri nipoti. Il letargo lasciamolo ai ghiri. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Torino-Lione: incontro con i sindaci

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

I Segretari del Partito Democratico Gianfranco Morgando e Paola Bragantini hanno incontrato ieri sera i Sindaci della Valle di Susa iscritti al PD, i consiglieri della Comunità montana ed i Segretari di Circolo della Valle. “E’ stata una discussione complessa, a tratti aspra ma serena. Si è riavviato un confronto che proseguirà nei prossimi giorni al fine di verificare le convergenze sui punti chiave della questione. Il PD del Piemonte e di Torino, infatti, ha chiesto ai propri amministratori i seguenti precisi impegni:
una netta e ferma condanna di ogni violenza nei confronti delle forze dell’ordine e degli operai impegnati nei cantieri; fermo restando l’indiscutibile diritto al dissenso, il riconoscimento che la decisione sulla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione è stata assunta con un processo decisionale democratico, nelle sedi competenti, è legittima, va attuata e il diritto dello Stato alla realizzazione non può essere ostacolato o impedito; l’impegno a discutere del merito dell’opera, in modo tale che le problematiche e le criticità segnalate dagli amministratori, e che creano una fondata preoccupazione tra gli abitanti della Valle, possano essere affrontate e risolte;
l’impegno ad orientare su tali posizioni gli alleati della Comunità montana, in modo tale da evidenziare con forza la distinzione tra il ruolo istituzionale di tale ente e i movimenti No Tav;
l’impegno a garantire, con la collaborazione delle strutture territoriali, momenti di informazione rivolti a iscritti, simpatizzanti e cittadini sugli aspetti positivi di questa infrastruttura e sui potenziali benefici per i territori, garantendo in tal modo la piena ‘agibilità’ in Valle di Susa delle ragioni che stanno alla base delle posizioni ufficiali dei vertici nazionali e locali del PD.
Su questi punti si sono fatti dei passi in avanti anche se non si è raggiunta un’intesa definitiva. In tempi molto brevi si verificherà la possibilità di pervenire alla stesura di un documento comune. Il Partito Democratico, insieme ai propri amministratori, si impegnerà in tutte le sedi opportune affinché vengano date garanzie certe sull’entità e sui tempi di stanziamento delle risorse finalizzate alle ‘compensazioni’ promesse da Governo e Regione.

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Maccari in visita ai centri per stranieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

La prima visita è prevista per martedì 12 luglio, a partire dalle ore 12,00, presso il CARA (Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo) di Rosolini (Sr). Immediatamente dopo, dalle ore 14.30 in poi, sarà la volta del CSPA (Centro di Soccorso e Prima Accoglienza) di Pozzallo (RG), in zona porto presso i locali dell’ex Dogana. Seguiranno altri impegni istituzionali ed in serata, dalle ore 19,00 in poi, sarà la volta della visita al CPA (Centro di Prima accoglienza) di Pian del lago (CL), che si concluderà con una conferenza stampa prevista per le 19.30.
L’indomani ancora molti incontri ed impegni, prima del nuovo tour nelle strutture per immigrati che inizierà alle ore 12,00 con la visita al CIE (Centro di identificazione ed espulsione) di Serraino Vulpitta, in via Tunisi, a Trapani, e proseguirà subito dopo, dalle ore 14.30 in poi, al nuovo CIE di Milo, in contrada Milo, SS 113, nel comune di Trapani, ed ancora dopo, dalle ore 15.30 in poi, al CARA di Salina Grande, strada Salina Grande, a Trapani.
“Ancora una volta – aggiunge Maccari – ci apprestiamo ad andare a verificare di persona la qualità della vita lavorativa che tanti Poliziotti conducono con estrema sopportazione ed un senso del dovere che va al di là dei sacrifici spesso ingiusti cui sono costretti. Purtroppo, per le nostre numerose esperienze precedenti, abbiamo già un’idea di ciò che, però, dobbiamo andare a toccare con mano, vedere con i nostri occhi, sentire con le nostre orecchie, perchè possiamo essere reali portatori delle legittime istanze dei colleghi. Sappiamo già bene, infatti – conclude il Segretario del Coisp -, quanto disastrosa sia la situazione generale sotto il profilo della gestione delle problematiche legate alla materia dell’immigrazione clandestina, e quanto, nonostante le bugie di cui alcuni esponenti di governo vogliono convincere gli italiani, questa questione resti ancora una delle più pericolose ‘bombe ad orologeria’ pronte ad esplodere nel nostro paese, come del resto in altri che però, a differenza dell’Italia, sono decisamente pronti ad affrontarlo”.

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Manovra economica e professioni

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

Ormai è certo che gli articoli relativi alle (inutili, perché prive di qualunque effetto) liberalizzazioni delle professioni saranno stralciate dal testo del decreto che sarà licenziato dal Consiglio dei Ministri, in particolare grazie all’intervento del Ministro Angelino Alfano. Dunque sono servite le proteste del mondo ordinistico, che aveva coralmente denunciato il “tradimento” degli impegni a suo tempo presi dal Governo, al quale non resta ora che archiviare la brutta figura fatta. Nel comportamento dell’Esecutivo nessuna persona di buon senso è riuscito a trovare una logica; infatti, nel testo iniziale del provvedimento, ci si proponeva di “eliminare entro 4 mesi le restrizioni in materia di accesso” alle professioni, dimenticando che già ora restrizioni non ve ne sono in quanto l’accesso alle professioni è libero ed illimitato ed il sistema tariffario da tempo smantellato. A meno che non si volesse eliminare l’esame di Stato abilitante, ma per farlo occorre una legge costituzionale, trovando detto esame diretto riferimento all’art. 33 della Costituzione! Dunque il primo testo del Governo conteneva norme inutili, prive di effetti concreti ma pericolose, perché assimilavano attività ad elevato contenuto intellettuale (come sono quelle rese dai professionisti ordinistici) ad attività commerciali od artigianali, assolutamente rispettabili ma che sono una cosa diversa. “Il comportamento del Governo Berlusconi-Tremonti -ha detto Roberto Orlandi, Presidente del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e Capogruppo al CNEL per le Libere professioni- mi ha ricordato quello che ebbe il precedente Governo Prodi-Visco: molti inutili incontri, molte promesse rinviate e poi, all’improvviso, un intervento per decreto-legge, scritto malissimo e senza alcuna consultazione preventiva. Allora, nel 2006, fermammo quel Governo con una imponente manifestazione di 40.000 professionisti ai Fori Imperiali e con noi sfilarono molti esponenti di questo Governo e di questa maggioranza, venuti a portarci nell’occasione la loro solidarietà ma, evidentemente, di memoria corta”. Resta il fatto che fra i 2.500.000 professionisti italiani (tanti sono, compresi i praticanti) e l’attuale maggioranza che regge il Paese si è arrivati ai ferri cortissimi.

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