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Bce: annuncio della fine del QE, nell’attesa che l’Italia confermi l’impegno sul bilancio

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

A cura di Fabio Castaldi e Marco Piersimoni, entrambi Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Come anticipato da diversi membri del direttorio ECB la settimana passata, la comunicazione sulle modalità e sul termine del programma di QE è stata annunciata oggi da parte della Bce di Mario Draghi. Nonostante i dati macro non abbiano offerto certezze nelle settimane recenti – fiacche la fiducia delle imprese e dei consumatori in Europa, in calo gli ordini industriali tedeschi, di poco migliori i numeri sull’inflazione – l’istituto di Francoforte non ha ritenuto necessario concedersi un ulteriore mese di attesa, per analizzare i dati di giugno e luglio per valutare se il rallentamento osservato nella prima parte del 2018 sia stato superato o meno. Il programma di QE avrà termine a fine 2018 con acquisti mensili da ottobre a dicembre ridotti a 15 miliardi. La forward guidance offerta dal governatore Mario Draghi rimane tuttavia prudente: cautela sull’evoluzione delle variabili macroeconomiche – inflazione e crescita – che richiedono un progresso e una robustezza sostenibile prima che si inizi a procedere alla normalizzazione dei tassi d’interesse che non è prevista prima della fine dell’estate del 2019.
Tuttavia, al di là dei toni dovish del governatore Mario Draghi, è chiaro che la Bce non farà sconti ad alcun Paese indisciplinato sul fronte fiscale. Le parole a fine maggio di Vítor Constâncio, numero due uscente dell’istituto di Francoforte, sono emblematiche: Constâncio ha ricordato allo Speigel che la strada ufficiale per ottenere il supporto dell’Europa è l’Outright Monetary Transactions (Omt), il programma di acquisto dei titoli di stato sul mercato secondario che funziona da scudo anti-spread e che è vincolato all’intervento della Troika e all’accettazione di un programma di aggiustamento dei conti pubblici. Un messaggio stentoreo per il futuro dell’Italia, al quale il numero due della Bce ha rivolto l’invito a rileggere le regole del gioco. Alla BCE non può e non deve essere chiesto di intervenire in soccorso di mercati in difficoltà, laddove tale “disordine” sia motivato da intenzioni e dichiarazioni politiche che siano palesemente in contrasto con le regole sottoscritte dai tutti i paesi membri dell’area Euro.Peraltro, nonostante l’espressione non piaccia a molti politici, i mercati stessi inducono alla disciplina: il drammatico allargamento dello spread non passa inosservato anche ai politici e allarma anche chi pretende che la politica nazionale non debba essere dettata dalla finanza. Tanto più che l’Italia deve collocare ogni due settimane importi rilevanti di titoli di stato sul mercato primario e gli investitori devono trovare conforto in dichiarazioni politiche che non facciano presagire misure estreme che possano mettere in discussione le prospettive dell’Italia nell’Euro. Non appare casuale, in questo contesto, l’intervista rilasciata alla stampa lo scorso fine settimana dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, che dalla colonne del Corriere https://www.corriere.it/economia/18_giugno_09/tria-economia-italiana-forte-ora-meno-deficit-piu-investimenti-c77cb4dc-6c24-11e8-8d9c-84247469dc85.shtml, si è impegnato sull’euro e sul bilancio pubblico.Lo stesso Di Maio lascia trapelare che il governo inizierà a lavorare su quelle politiche a costo zero – la legge sulla legittima difesa, i flussi migratori, l’abolizione dei vitalizi – che i mercati non hanno ragione di temere. È invece verosimile che i nodi vengano al pettine in autunno – con la legge di bilancio – se la scelta del governo sarà quella di spingere quei punti del programma che richiedano un finanziamento in deficit eccessivo: nell’ordine, neutralizzazione dell’aumento dell’Iva, riforma delle pensioni, reddito di cittadinanza e infine la flat tax. L’obiettivo di un deficit/Pil al 2,9% prospettato da Matteo Salvini appare, al momento, non credibile, a meno di non fare previsioni di crescita del PIL irrealisticamente elevate. La legge finanziaria è dunque la linea del Piave per capire se l’Italia potrà ritrovare stabilità politica in Europa e sui mercati finanziari, rientrando – pur con dei margini di flessibilità – nei ranghi della disciplina fiscale o, viceversa, se si arriverà allo scontro con Bruxelles. Ipotesi quest’ultima che non conviene a nessuno e che non conviene, soprattutto, all’Italia.L’Italia rimane però, al momento, protagonista in negativo sui mercati finanziari.Per avere una misura del malfunzionamento del mercato possiamo fare ricorso a due numeri:Il differenziale denaro-lettera sul benchmark BTP a 2 anni, è passato dai 2cts di inizio maggio a 40 cts delle fasi più drammatiche della crisi per attestarsi, attualmente, intorno ai 15-20 centesimi; la volatilità del future sul Btp 2 anni è passata, nello stesso periodo, dallo 0,5% a oltre il 20% per attestarsi ora intorno al 10%, livello ancora drammaticamente elevato.Il ritorno a un regime di volatilità sano e di liquidità normale del mercato obbligazionario italiano passa per il ritorno della fiducia degli investitori nei fondamentali non tanto economici – che appaiono ragionevolmente solidi e in progresso – ma quanto politici del nostro paese. La crisi è stata innescata da una precisa scelta politica e dalle intenzioni espresse dal governo, questo elemento deve essere rimosso in maniera convincente per ridurre lo spread in maniera sostenibile e riportare liquidità e ordine al mercato secondario dei bond.

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Cromology premiata per il suo impegno nell’inserimento professionale dei rifugiati

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2018

Cromology Italia è stata premiata stamattina a Milano dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per l’impegno dimostrato nel favorire l’inserimento professionale e l’integrazione dei richiedenti asilo e beneficiari della protezione internazionale, coinvolti in diverse attività in collaborazione con le amministrazioni comunali di Lucca, Siena e Genova. I progetti hanno riguardato rispettivamente: la riqualificazione urbana del Parco Fluviale del Serchio (Lucca), l’opera di manutenzione alle panchine dei giardini della Lizza e al Parco delle Rimembranze (Siena), e il recupero degli arredi urbani nelle piazze del Municipio Medio Levante e delle ringhiere di Boccadasse (Genova).L’azienda leader nel settore delle vernici ha ritirato questo prestigioso riconoscimento nella persona di Enrico Galardini, Corporate Social Responsibility Coordinator, ed è stata selezionata insieme ad altre tre aziende nella categoria “Grandi Imprese”. Il riconoscimento è stato formalizzato presso la sede di Assolombarda, alla presenza dei rappresentanti del Comune e della Prefettura di Milano, durante la cerimonia di conferimento, da parte dell’UNHCR, del logo Welcome – Working For Refugee Integration.
“Questo riconoscimento è per tutti noi motivo di grande orgoglio – dichiara Enrico Galardini – Aiutare i rifugiati che arrivano in Italia a integrarsi attraverso il lavoro è secondo noi un dovere morale, soprattutto in questo momento storico. Cromology conferma ancora una volta la sua estrema attenzione a tutti i temi di carattere sociale”.

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Balzerani e il nostro diritto di non doverla subire ancora

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

“Gente come Barbara Balzerani, che ha scelto di togliere la vita ad altri e ancora pensa di aver fatto bene, che ha scelto di combattere e abbattere le istituzioni di questo paese imbracciando armi e versando sangue e ancora pensa di aver fatto bene, non dovrebbe avere il diritto di parola e poter discettare in suo totale agio sui motivi che giustificano la sua ferocia. Gente così, che di umano ha veramente poco, non dovrebbe essere cercata e riverita dai media che dovrebbero smettere, una buona volta, di propinarci il disgustoso spettacolo del ribaltamento di ogni principio e di ogni realtà nascondendosi dietro a una presunta ricerca di approfondimenti di non si capisce cosa. Gente come la Balzerani non dovrebbe essere distolta dall’unico impegno che deve portare avanti: passare il resto della sua vita in ginocchio a chiedere pietà alle vedove e agli orfani che ha reso tali con la sua lucida follia eversiva. E c’è un motivo preciso e insuperabile: le vittime di una bestiale crudeltà e tutti i cittadini onesti che difendono la pace e che rispettano la vita hanno diritto a non dover ancora subire la violenza di questa donna, la sua indegnità, la sua pervicace cattiveria”.Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo le parole della brigatista Barbara Balzerani che presentando il suo libro al centro sociale Cpa di Firenze ha fra l’altro detto: “C’è una figura, la vittima, che è diventato un mestiere, questa figura stramba per cui la vittima ha il monopolio della parola. Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci. Ma non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te”.
Tralasciamo l’ovvietà di replicare al delirio della Balzerani ricordando che nessuno sceglie il mestiere di vittima, ma chi lo è, per definizione, ha subito una violenza ingiusta. Tralasciamo anche l’altra ovvietà di ricordare che, se c’è qualcuno che ha fatto del proprio passato un ‘mestiere’ molto ben retribuito, quelli sono i criminali come la Balzerani che, per un motivo davvero difficile da digerire, vengono non di rado messi in cattedra, ospitati qua e là per presentare le proprie ‘opere’, addirittura considerati come ‘dotti’ meritevoli di esporci analisi e perle di saggezza dalle colonne dei giornali. Una vergogna tanta e tale che la necessità di dover esprimere oggi questo nostro pensiero rende addirittura ancora peggiore. Resta da sottolineare, piuttosto, il decoro e il pudore di vittime che, anche se non stanno in cima ai pensieri dei più, proseguono la loro vita nel solco del dolore e del lutto e, nonostante ciò, portano avanti i principi di lealtà, di correttezza e di onestà che i loro cari hanno incarnato. Per non parlare di tuti gli appartenenti alle Forze dell’ordine che, al di là dello sdegno e del rammarico di dover vedere quotidianamente il ricordo dei loro colleghi morti calpestato al pari della loro stessa dignità ogni volta che un assassino ‘fa lezione’, proseguono indefessi nello svolgimento del loro dovere per un Paese che spesso li offende nella più ingrata delle maniere”.

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Storia di pittori: volume quinto

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

storia pittori5(Italian Edition) Kindle Edition. L’ultima raccolta in lingua italiana, di questi cinque volumi, merita, a mio avviso, una riflessione più attenta e articolata sull’impegno che ho inteso assolvere. Il sesto, invece, fa parte a se stante essendo stato proposto in lingua inglese pur non avendo mutato argomento.
E’ che spesso le persone meno attente o distratte da altri e più pressanti impegni di lavoro e familiari, non seguono le varie mostre che nella propria città e altrove sono allestite e che spesso riguardano artisti poco noti, ma anche celebri del passato e del presente, e così facendo perdono l’occasione per darsi ora una rinfrescata dalle letture del tempo che fu, che per taluni si è trattato di un vero e proprio impegno scolastico nello loro verde età, con lo studio della storia dell’arte, e per altri una infarinatura un po’ legata all’input familiare, degli amici e da curiosità e interessi di natura personale e professionale.
Non ricordo quando fu il momento in cui volsi lo sguardo a una pittura per riversarvi un’attenzione più diretta e attenta e che non fosse solo quella delle immagini riprodotte in un fumetto o dalle storie da rotocalco. E’ che mi sorpresi, con il senno di poi, nel non aver saputo cogliere, da giovane imbelle, la meraviglia e l’ammirazione dei miei contemporanei davanti a una stupenda rappresentazione artistica e a rilevarla unicamente come una mera curiosità.
E’ un discorso che non intendo solo rivolgere alla pittura ma anche alla fotografia sia perchè molte opere d’arte le ho conosciute dalle foto che le riproducevano nei libri che ho letto, sia per il rispetto che devo a quell’arte diversa perché espressa non da una pennellata ma dall’osservazione colta dall’obiettivo e che spesso è riuscita a carpire un magico momento di un evento e con lo stesso stile del pittore.
In entrambi i casi ci volle non tanto lo studio sui libri di storia dell’arte per scuotere la mia indifferenza, quanto la mia ritrovata capacità di soffermarmi alla “lettura” del messaggio pittorico e fotografico che si presentava al mio cospetto e al desiderio di un approfondimento.
Credo di aver provato la stessa sensazione appagante allorché passai dal tracciare centinaia di asticciole sul quaderno della prima elementare ai caratteri più definiti dalle vocali alle lettere e alla parola composta e attraverso la quale riuscivo man mano a coglierne il senso nel suo periodare.
Mi mancava la tecnica che mi avrebbe portato a tradurre una pennellata in un linguaggio scritto e a saperlo comprendere nella sua pienezza.
Ho anche provato ad usare il pennello, la tavolozza e i colori e a imbrattare qualche tela ma come chi sa leggere ma ha poca dimestichezza con l’arte della scrittura per ideare un poema o imbastire un racconto nelle sue articolate trame, mi son reso conto che non ne avevo la vocazione ma semmai l’infatuazione del momento.
Forse sono stato più fortunato con la fotografia dove potevo cogliere l’istante “magico” di un momento colto nei baleni della mia vita verso persone e immagini che intendevo fermamente che mi restassero non solo nel cassettino della mia memoria, a futura rimembranza. E’ così che con religioso raccoglimento ogni tanto sfoglio l’album di famiglia e nella foto che osservo si affollano i ricordi e gli affetti in specie quelli che ho perso con la loro dipartita.
Così mi limitai a leggere e a riflettere sui commenti dei critici e a cercare in alcuni casi a decifrare il loro linguaggio ermetico per definire un dipinto e a dargli la stroncatura o il plauso che a loro avviso si meritava. Imparai anche a dissentire anche se a suffragare le mie diverse considerazioni non sono stato mai capace di trovare gli argomenti con lo stesso tono alto adoperato da costoro, per le loro elaborate e dotte osservazioni. Mi limitavo a dire non mi piaceva o che era molto bello e non sempre avevo la forza e anche, se vogliamo, l’arroganza di attribuirmi a conoscitore profondo delle tecniche pittoriche che passavano sotto i miei occhi. (foto: storia pittori5)

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Roma: “Altro che ‘strade nuove’. E’ una ‘mandrakata M5S’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

buche stradali romaRoma. “Non c’è alcuna operazione ‘strade nuove’. Quella che la sindaca Raggi e la sua maggioranza propagandano come una iniziativa straordinaria è solo normale manutenzione stradale. Lo mostrano le cifre fornite oggi dalla stampa. Peraltro i fondi impegnati sono inferiori a quelli della passata giunta di centrosinistra. Quindi lo straordinario impegno di cui parla la sindaca altro non è che la classica ‘Mandrakata ‘. Svelato l’arcano la capitale rimane disseminata di voragini e crateri. Veri squarci che si propagano dal centro alle periferie. Un panorama desolante su cui si interviene con il contagocce e senza azioni di primo intervento per eliminare almeno i pericoli determinati dal pessimo stato del manto stradale. Sono stati persi quasi dieci mesi senza fare neanche piccole operazioni di ‘attenuazione delle asperità’ presentate dalle carreggiate stradali. Decine di pattuglie dei vigili urbani sono state impegnate per ore a vigilare vere e proprie voragini cercando di scongiurare il rischio di gravi incidenti stradali con costi sproporzionati rispetto al semplice intervento di ristabilimento di condizioni accettabili della porzione di strada interessata dal degrado dell’asfalto. Sono cresciute esponenzialmente le richieste di risarcimento danni al comune di Roma derivanti dalla condizione delle strade che sono causa anche di gravi incidenti. Il dissesto delle strade ha raggiunto livelli inammissibili anche per il codice della strada costringendo il Campidoglio ad istituire il limite dei 30 km orari a salvaguardia degli automobilisti. La giunta e la maggioranza ‘grillina’, concentrata a spartire fondi per le strade nei municipi di residenza dei propri rappresentanti, è incapace anche di predisporre l’aggiudicazione delle gare e l’apertura dei cantieri. Quella che dovrebbe essere la corretta e normale amministrazione della città sta ormai diventando un incubo per i romani.” Così in una nota il consigliere capitolino del Pd Marco Palumbo. (foto: strade)

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Con la memoria e con l’impegno. Per Lea Garofalo e tutte le vittime innocenti delle mafie

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

Roma Martedì 21 Marzo 2017, ore 9:30 Scuola di Lettere Filosofia e Lingue, Aula Magna Via Ostiense 234/236 si aprirà il programma dell’iniziativa Con la memoria e con l’impegno. Per Lea Garofalo e tutte le vittime innocenti delle mafie.

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La Regione Piemonte rinnova il proprio impegno per la cooperazione internazionale anche per il 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

regione piemonte«Le risorse destinate alla cooperazione internazionale saranno incrementate del 60% rispetto all’anno 2015. Siamo consapevoli che non sono ancora sufficienti ma abbiamo voluto dare così un segno concreto di inversione di tendenza . Così, approvando il piano annuale “Interventi regionali per la promozione di una cultura ed educazione di pace per la cooperazione e la solidarietà internazionale” per l’anno 2016, abbiamo confermato un impegno che favorisce lo sviluppo dei Paesi del Sud del mondo e contribuisce ad affrontare le cause che portano al drammatico esodo dei migranti» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alla cooperazione decentrata della Regione Piemonte.Le risorse investite dalla Regione Piemonte per il 2016 nei progetti di cooperazione saranno in totale 180.000 e verranno principalmente investiti per promuovere due iniziative a sostegno della progettualità delle Autonomie Locali:
– verrà rinnovato l’impegno per il Burkina Faso in continuità con quanto realizzato nell’anno 2015 in collaborazione con ACRI (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Italiane) e le Fondazioni partner dell’Iniziativa Fondazioni for Africa Burkina Faso. Il valore complessivo del bando sarà di almeno 100.000 euro grazie al co-finanziamento di ACRI per una quota di 50.000 euro;
– verrà predisposto un nuovo Bando pubblico “Piemonte&Senegal Partenariati territoriali per un futuro sostenibile” per l’anno 2016. Con il Bando verranno finanziate le iniziative di cooperazione decentrata delle autonomie locali piemontesi in Senegal, Paese partner di lunga data della Regione e del territorio piemontese, nonché luogo di provenienza di significativi flussi migratori. Il valore complessivo del bando sarà di almeno 80.000 euro di contributi regionali.«Non solo investimenti, ma anche sviluppo della rete regionale per la cooperazione internazionale. In questa ottica si inserisce l’accordo di collaborazione che verrà sottoscritto con il Consorzio delle Ong Piemontesi e il Coordinamento dei Comuni per la pace della provincia di Torino, che costituiscono le principali reti di istituzioni e della società civile relative al solo ambito regionale. Inoltre, a seguito dell’avvio dei progetti di cooperazione decentrata finanziati con il Bando Piemonte&Burkina Faso 2015, abbiamo intenzione di promuovere e coordinare un Tavolo di lavoro Piemonte&Burkina Faso» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alla cooperazione decentrata della Regione Piemonte.
Il piano annuale di interventi regionali per la cooperazione prevede infine continuità per progetti Europei quali Actecim, Russade e JeuNEAP!. Nell’arco del 2016 il Piano valorizza momenti di informazione nell’ambito di importanti e specifici eventi pubblici, tra questi Radici a Scuola e Terra Madre. Per rafforzare e consolidare ulteriormente i risultati ottenuti dalle iniziative promosse negli anni passati in campo agro-zootecnico, il Piano prevede, sulla base dell’Accordo di collaborazione sottoscritto dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità, di sostenere interventi per la valorizzazione del Riso Rosso Torokò in Burkina Faso e del caprino del Planalto di Bolona a Capo Verde.

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“Passa al Green” è l’impegno di Epson per un futuro più sostenibile

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2016

Minoru UsuiMinoru Usui, Presidente di Epson, ha dichiarato: “Come azienda, le nostre ambizioni di promuovere la sostenibilità vanno oltre lo sviluppo di una tecnologia che riduce l’impatto ambientale dei nostri prodotti. Come si può vedere dalla ricerca, un futuro sostenibile può essere raggiunto solo quando c’è una precisa strategia di business a sostegno di ciò. L’obiettivo di Epson è favorire un cambiamento radicale nel comportamento e nel modo di fare business delle persone fornendo prodotti, servizi e funzioni che consentano di avere uffici efficienti e un futuro migliore e più sostenibile.” Nonostante la pressione dei costi e della sostenibilità, la ricerca ha rivelato che solo il 23% delle imprese europee sfrutta appieno il potenziale della tecnologia ad alta efficienza energetica disponibile. Sono state rilevate forti differenze di opinione tra le grandi imprese e le PMI, con il 74% delle grandi imprese che considera la sostenibilità una priorità assoluta, rispetto a solo il 33% delle PMI. Sorprendentemente, solo la metà (53%) delle società europee ha dichiarato che la sostenibilità è molto importante nel complesso.E’ più probabile che le imprese più grandi (39%) implementino soluzioni IT ad alta efficienza energetica rispetto alle PMI (8%), che ne percepiscono il costo come principale ostacolo.Rob Clark, Senior Vice President di Epson Europe ha detto: “Passare da laser a getto d’inchiostro, per esempio, può aiutare le aziende a raggiungere un risparmio energetico fino al 96%, una riduzione delle emissioni di CO2 del 92% e una riduzione del 95% nei rifiuti, con conseguente maggiore efficienza dei costi, ma anche energetica. Oltre la metà degli intervistati (56%) afferma che prevede di effettuare il passaggio alle getto d’inchiostro nel corso dei prossimi 12 mesi.” “Il meglio deve ancora venire”, ha aggiunto Minoru Usui, “continueremo a perfezionare le nostre tecnologie sulle nostre quattro aree di innovazione (getto d’inchiostro, comunicazione visiva, dispositivi indossabili e robotica) per aumentare il valore fornito ai nostri clienti e far crescere il nostro contributo a migliorare l’ambiente che ci circonda. I nostri obiettivi sono ambiziosi, ma la portata delle sfide ambientali che la società deve affrontare richiedono risposte forti e vogliamo continuare ad essere capaci di fare la differenza. E’ nostro dovere, come produttore.”
Epson è pronta per la sua prossima fase di crescita e, di conseguenza, ha stabilito una nuova visione aziendale che delinea il percorso che seguirà nel corso del prossimo decennio: un business plan di medio periodo per il primo passo verso il raggiungimento della propria visione. La Epson 25 Corporate Vision considerando i cambiamenti del contesto economico e i grandi trend globali, descrive gli obiettivi della società per il 2025. L’innovazione si svilupperà in quattro aree: tecnologia getto d’inchiostro, comunicazione visiva, dispositivi indossabili e robotica. Rob Clark, Senior Vice President di Epson Europe, ha ribadito l’impegno della società che vuole rinforzarsi sul mercato europeo con investimenti per 50 milioni di euro (principalmente focalizzati su infrastrutture, informatica, marketing e aumento di dipendenti), parte di un piano globale di crescita da 2 miliardi di euro, rivolto a migliorare e far crescere la struttura commerciale europea, con un incremento del 10% dei dipendenti. Se guardiamo oltre, gli investimenti in regioni chiave come l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa, saranno fondamentali per sostenere la crescita nei mercati business nel medio-lungo termine. (foto: Minoru Usui)

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Continua l’impegno dell’Università Europea di Roma nel dialogo tra Ebrei, Cristiani e Musulmani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 maggio 2016

renata salvaraniRoma 26 e 27 maggio 2016 l’ Università Europea di Roma partecipa a un convegno internazionale, che troverà prosecuzione in seminari e conferenze, sul tema della Terra Santa come luogo di confronto fra differenze e alterità. All’iniziativa scientifica parteciperà per l’Università Europea Renata Salvarani, professore di Storia del Cristianesimo.
“Identità e memoria – spiega Renata Salvarani – sono i due temi intorno ai quali si sviluppa questo progetto interdisciplinare: Gerusalemme è stata per secoli riferimento ideale sia per gli Ebrei, in gran parte costretti alla lontananza, sia per i Cristiani che vi hanno i loro legami memoriali, sia per i Musulmani che a partire dal X secolo vi hanno localizzato devozioni e celebrazioni. Così la città è sentita, tutt’oggi, come parte dei percorsi di auto definizione dei tre gruppi. La sua immagine è elemento di tradizioni plurisecolari e lo stesso spazio urbano fisico è stato plasmato dalle diverse idee tramandate e modificate nel resto del mondo. Per questo, studiare la genesi e i mutamenti delle immagini di Gerusalemme significa anche mettere in evidenza le relazioni fra i tre monoteismi, sia sul piano storico, sia su quello teologico. Da un punto di vista cristiano, al di là di contrapposizioni violente che non si possono negare, il legame più profondo e duraturo con la Città della Resurrezione sta nella liturgia, nel fare memoria dei misteri della salvezza, localizzati in spazi precisi. A quei luoghi rinvia la successione dei pellegrinaggi, che sono sempre stati anche occasioni di conoscenza delle realtà del Vicino Oriente, dell’altro, del diverso”.
La partecipazione dell’Università Europea di Roma a questa occasione di confronto scientifico rientra in un percorso più ampio di ricerca collegato con il Pontificio Istituto Notre Dame of Jerusalem Center, che ha come fulcro proprio l’indagine dell’identità cristiana in relazione con i Luoghi memoriali di Terrasanta e nel confronto con Ebraismo e Islam.Una tappa importante in questa prospettiva è stato il convegno “Fede e ragione nel pensiero ebraico cristiano, islamico” promosso a Gerusalemme nel 2010 con l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Altre ricerche hanno trovato prosecuzione negli anni intorno a temi ed eventi specifici (storia della liturgia, aspetti geopolitici, demografia). (foto: renata salvarani)

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Presentato ad Expo il mondo della Razza Piemontese e del Fassone

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

Razza bovina PiemonteseOspiti all’interno del Padiglione The Waterstone di Intesa Sanpaolo, l’altro ieri mattina il mondo della Razza bovina Piemontese e del Fassone si sono presentati ad Expo. Davanti ad un numeroso ed attento pubblico, con lo slogan “Piacere, Fassone. I veri uomini della Razza Piemontese”, la cooperativa di allevatori di Cuneo COMPRAL ha illustrato la sua trentennale storia sociale ed aziendale.
L’incontro è stato coordinato dal giornalista e scrittore Gigi Padovani, autore della prima guida allo street food in Italia, con l’accompagnamento musicale di “Doc” Danilo Dalmasso. I vertici di COMPRAL e diversi allevatori hanno spiegato la loro attività, mettendo in risalto l’ottima qualità delle carni piemontesi. Il Presidente della cooperativa Roberto Chialva ha voluto anzitutto ringraziare Banca Intesa Sanpaolo per l’ospitalità ed ha sottolineato l’importanza dell’evento in un contesto internazionale come Expo. Il Presidente ha rimarcato che la Razza bovina Piemontese è una delle migliori al mondo e che questo risultato si è potuto raggiungere grazie all’impegno ed alla professionalità degli allevatori, coadiuvati dall’assistenza tecnica offerta dallo staff della cooperativa.
”La Razza Piemontese è molto pregiata perché è il frutto di un sistema di trasparenza, di benessere animale e di salvaguardia della natura. Tutto questo si inserisce perfettamente con il tema di Expo, Nutrire il Pianeta”.
Questo è il messaggio che ha voluto portare ad Expo il Presidente di COMPRAL. Ha preso poi la parola il Direttore di COMPRAL Bartolomeo Bovetti che ha spiegato: “Abbiamo iniziato nel lontano 1981 e siamo oggi duecentodieci allevatori. Abbiamo lavorato tantissimo in questi ultimi anni, con un percorso di crescita sia in Italia che all’estero”. Il Direttore ha aggiunto “ Abbiamo un fatturato annuo di circa venticinque milioni, la COMPRAL, con oltre diecimila capi rappresenta il quindici per cento della Razza bovina Piemontese”.
La conferenza si è conclusa con l’intervento di diversi allevatori che hanno esposto il ciclo produttivo delle carni e la loro attenzione per la qualità degli alimenti ma anche per il rispetto dell’ambiente. Sollecitati dalle domande dello scrittore Gigi Padovani, gli allevatori hanno spiegato: “La nostra carne, con un aspetto fantastico, pur essendo poco grassa è molto tenera ed è la più adatta al consumatore moderno che privilegia qualità e gusto”. Al termine dell’evento è stato offerto agli ospiti e ai giornalisti presenti una raffinata degustazione delle carni Compral in collaborazione con la cucina di Eataly. (Christian Flammia)

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Factoring: +6% nel primo semestre 2015

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2015

Banca europea per gli investimentiIl mercato del factoring ha mantenuto costante il proprio impegno di sostegno alle imprese anche nel 2015, accompagnando con una spinta positiva i primi segni di attenuazione della crisi finanziaria ed economica. Dopo un esercizio 2014 all’insegna della crescita dei volumi di crediti acquistati (177,5 miliardi di euro, +2,81% rispetto all’anno precedente), il primo semestre dell’anno in corso ha più che confermato l’andamento positivo con un’accelerazione della crescita: secondo le rilevazioni di Assifact, l’Associazione italiana per il factoring che riunisce gli operatori del settore, il turnover cumulativo al 30 giugno risulta infatti pari a 91,2 miliardi di euro, con un incremento del 6,12% rispetto allo stesso periodo del 2014. Per il primo semestre 2015 è positiva anche la variazione, sempre rispetto al 30 giugno 2014, dei crediti in essere (+2,85%) e degli anticipi e corrispettivi erogati alle imprese (+6,43%).
L’industria italiana del factoring esprime ottimismo anche in relazione all’andamento atteso per l’intero anno 2015, con una previsione media di crescita del settore positiva e pari, secondo l’ultima indagine svolta da Assifact presso gli operatori del settore nel mese di luglio 2015, a +3,51% in termini di turnover e +1,95% in termini di outstanding.La performance dell’industria italiana del factoring appare particolarmente significativa se confrontata con la variazione ancora negativa registrata dall’andamento dei prestiti del settore bancario alle imprese (-1,9% a fine maggio 2015).Il giro d’affari del factoring italiano vale quasi l’11% del Pil. In termini di volumi l’Italia rappresenta circa l’8% del mercato mondiale del factoring e quasi il 13% del mercato europeo. “Il settore – afferma il presidente di Assifact Rony Hamaui – è chiamato ad impegnarsi, come già avvenuto in passato in occasione di mutamenti di rilievo del contesto economico e finanziario di riferimento, nello sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni finanziarie adeguate alla domanda attuale e soprattutto potenziale, nella riduzione della distanza tra le attese delle imprese stesse e i comportamenti della pubblica amministrazione e del sistema bancario, nel supporto all’internazionalizzazione dell’economia italiana”.“Con l’obiettivo di attualizzare, semplificare e chiarire il contesto regolamentare di riferimento per l’attività di factoring e l’attività d’impresa – sottolinea Hamaui – l’Associazione svolge con continuità e rilevante impegno anche attività di monitoraggio dell’evoluzione normativa e di formulazione di proposte di revisione delle disposizioni. Grande attenzione è rivolta anche alla corretta ed omogenea applicazione da parte degli operatori del settore delle normative e delle buone pratiche del factoring. In questa direzione si muovono i lavori di approfondimento delle Commissioni tecniche, i servizi offerti agli associati e lo sviluppo di nuove iniziative di comunicazione e formazione”.Per agevolare l’attività e l’accesso al credito da parte delle imprese, l’industria italiana del factoring propone in particolare un’evoluzione della normativa sulla cessione dei crediti d’impresa (Legge 52/91) con riguardo al profilo della revocatoria, che consenta agli operatori di offrire il proprio supporto proprio alle imprese che presentano tensioni e difficoltà finanziarie. “Il superamento del rischio di incorrere nella revocatoria conseguente al fallimento del cedente nel periodo sospetto – osserva il Presidente di Assifact – è un intervento che il settore ritiene fondamentale e che conduce ad un avvicinamento della normativa italiana alle best practices adottate a livello europeo e internazionale. I vantaggi per le imprese sarebbero significativi e valutabili in termini di tempistica, quantità e costi del credito”.

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Spettacoli: Wonder woman e altri eventi

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2015

wonder womanMogliano Veneto 6 agosto ore 21,15 in Piazzetta del Teatro a Mogliano va in scena uno spettacolo all’insegna di quel divertimento intelligente, quello che sa far riflettere. GIULIANA MUSSO, MARTA CUSCUNÀ e ANTONELLA QUESTA, tre donne con differenti percorsi artistici accomunati dalla sensibilità e l’impegno a trattare tematiche non sempre facili, si sono felicemente incontrate per creare insieme WONDER WOMAN, reading su donne, denaro e super poteri. Partendo da un’idea di Maria Silvia Sacchi e Luisa Pronzato, giornaliste di La27ora – Corriere della Sera, con le armi del teatro d’indagine e dell’ironia danno spazio e voce a legittimi interrogativi sullo stato dell’arte dell’indipendenza economica delle donne in Italia. “Il miglior rimedio per valorizzare le qualità delle donne è creare un personaggio femminile con tutta la forza di Superman ed in più il fascino della donna brava e bella”. Così scriveva William Moulton Marston, ideatore di Wonder Woman, la prima eroina femminile dei comics. Eppure, anche se sei forte come Superman, essere femmina comporta degli svantaggi: mentre si trovano notizie sulla professione e lo status sociale dei super eroi maschi, della carriera delle loro colleghe donne sappiamo poco o nulla. Forse, pur essendo dotate di abilità sovrumane, nemmeno alle nostre sorelle bioniche è concesso di rompere il soffitto di cristallo che le allontana dall’autonomia economica e da una reale parità con gli uomini nel mondo del lavoro. E poi l’amore… Superman ha una dolcissima fidanzata. Batman è un vero playboy, forse è bisessuale. Wonder Woman rinunciò ai suoi superpoteri per stare vicino al suo innamorato che però venne ucciso nell’episodio successivo. Le super donne in generale sono un po’ sfortunate in amore. Forse anche per questo il grido di battaglia di Wonder Woman potrebbe essere commovente come una preghiera: “Being a cute superhero AND a woman is exhausting!” Wonder Woman è una drammaturgia originale, solo a tratti fumettistica, che indaga un mondo fatto di stereotipi di genere, spreco di talenti, crisi della coppia, diritti mancati; ma anche popolato da donne e uomini che, pur non avendo poteri sovrumani, affrontano la quotidianità dell’amore, del lavoro, della famiglia con voglia di cambiamento. Da questa suggestione e dal dato, oramai risaputo, che l’occupazione femminile è un potente fattore di crescita dell’economia, nasce questo reading in cui i dati statistici si intrecciano ai racconti biografici e la realtà è raccontata con l’arma a doppio taglio della satira.
Il 27 agosto nel Parco di Villa Longobardi ARMANDO CARRARA – attore, regista e drammaturgo per professione, pittore e scultore per passione – darà voce e cuore ad ALBERI accompagnato dalle musiche dal vivo di Davide Mattiazzi al didjeridoo. A partire dai testi dello straordinario autore friuliano MAURO CORONA, questo spettacolo di narrazione teatralizzata guida all’ascolto delle “voci del bosco”, che a noi, distratti uomini della globalizzazione, continuano a parlare e, oggi più che mai, a chiedere di essere ascoltate. Una passeggiata notturna nei boschi dell’infanzia per farsi narrare le nostre radici. METROPOLIS si conclude venerdì 4 settembre nei Giardini del Centro Brolo in compagnia di una delle più importanti interpreti nel nostro teatro, LELLA COSTA ne IL PRANZO DI BABETTE, reading dall’omonimo romanzo della scrittrice danese Karen Blixen. Un evento che vi farà conoscere e apprezzare la protagonista Babette, una cuoca francese che per fuggire alla Comune di Parigi si rifugias in un paesino della Danimarca. Qui, vinti diecimila franchi ad una lotteria, la donna decide di offrire un momento di felicità autentica a dodici invitati che mai avrebbero potuto gustare le prelibatezze che lei sarà in grado di preparare con il suo ricercato menù.
BIGLIETTI Wonder woman intero € 13 – ridotto € 11, Alberi e Il pranzo di Babette intero € 12 – ridotto € 10, riduzioni per under 30 e over 65. PREVENDITA biglietti a Mogliano Veneto presso Libreria Mondadori, Via Costante Gris 10 tel. 041 593 1116, on line su vivaticket.it e arteven.it. VENDITA nel luogo dello spettacolo a partire dalle ore 20. (foto wonder woman)

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Progetto di nuovo impianto di mano bionica

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2015

mano bionicaUn sistema di sensori e algoritmi in grado di rendere sempre più ‘intelligente’ e ‘destra’ una protesi bio-meccatronica di arto superiore, per dare a chi la indossa la possibilità di avvertire la consistenza degli oggetti toccati, comandarne i movimenti per via neurale e, soprattutto, di modulare la forza nella presa e l’accuratezza della manipolazione, reagendo in tempo reale a eventuali mosse ‘maldestre’, come lo scivolamento di una saponetta mentre ci si lava: è la nuova frontiera della bio-robotica per arto superiore, illustrata oggi presso l’Aula Magna dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, in occasione dell’annuale Giornata della Ricerca dell’Ateneo.L’evento è inserito nella più ampia Settimana della Ricerca, iniziata il 30 giugno e in corso fino a domani, nell’ambito della quale sono stati programmati seminari e workshop sui più interessanti risultati scientifici conseguiti dai ricercatori del Campus Bio-Medico nell’anno 2014 e sulle prospettive dei progetti futuri. La sperimentazione del nuovo sistema di mano robotica, prevista entro i primi mesi del 2016, è frutto della collaborazione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma con il Centro Protesi INAIL di Budrio (BO).“Non è, in realtà, una vera e propria nuova ‘mano bionica’ – spiega il Prof. Eugenio Guglielmelli, Prorettore alla Ricerca del Campus Bio-Medico – ma un complesso insieme di hardware e software che rendono possibile l’aumento dell’intelligenza delle protesi di arto superiore, controllandone i motori in modo più raffinato. Questo consentirà di modulare gli input del cervello per far muovere a piacimento tutte e cinque le dita della mano contemporaneamente, solo alcune o anche un solo dito”. Presso il Centro Protesi INAIL è stato di recente inaugurato un laboratorio congiunto per il perfezionamento di nuove protesi. Proprio in questo spazio verrà selezionato il paziente volontario che si sottoporrà, presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, all’intervento neurochirurgico d’impianto delle interfacce neurali (gli elettrodi) nei nervi dell’arto amputato, ‘connettendo’ il proprio sistema nervoso con i sensori della nuova mano artificiale. PPR2 (Progetto Protesi Ricerca 2), nome ufficiale del progetto, è coordinato dall’Unità di Ricerca in Robotica Biomedica e Biomicrosistemi del Campus Bio-Medico, con il supporto clinico delle Unità di Ortopedia, Neurologia e Fisiatria del Policlinico Universitario ed è sviluppato in sinergia, oltre che con INAIL, con il MIUR e con l’Università di Cagliari.“Il nuovo sistema protesico di arto superiore continuerà a trasmettere la sensazione tattile – aggiunge Guglielmelli –, ma rispetto a LifeHand2, dopo una prima fase di assestamento, per farlo non avrà più bisogno di un collegamento a un computer mediante cavi esterni da cui mandare al cervello gli impulsi captati dagli elettrodi e, nell’altra direzione, inviare le intenzioni di movimento dal cervello alla protesi. L’algoritmo verrà gestito direttamente ‘a bordo’ della mano, attraverso chip elettronici grandi come una carta di credito”. Inoltre, la protesi potrà essere collegata al braccio dell’amputato per un periodo di tempo più lungo rispetto ai 30 giorni consentiti nelle precedenti sperimentazioni da autorità sanitarie e Comitato Etico dell’Università. Questa sperimentazione è un ulteriore passo avanti verso protesi biomeccatroniche di arto superiore che riproducano perfettamente la destrezza e le funzionalità della mano naturale. Nell’ambito del progetto saranno testati, in particolare, la capacità di effettuare prese fini e di manipolare oggetti di uso comune in compiti ciclici, quali girare una chiave, far ruotare una pallina nel palmo, ‘puntare’ con un dito su un tablet per aprire un’app o ’sfogliare’ le pagine di un sito web. Senza dimenticare il fine sociale: consentire a un numero sempre maggiore di infortunati sul lavoro il recupero di una buona funzionalità dell’arto ‘perduto’, puntando ad avvicinare, nel più breve tempo possibile, la méta dell’impianto ‘cronico’, ovvero definitivo. A confermare l’importanza di questo tema sono i dati ufficiali forniti dal Ministero della Salute, secondo cui ogni anno in Italia sono oltre 3mila i casi di malformazioni congenite o amputazioni degli arti superiori, che in massima parte avvengono in ambito lavorativo.“Grazie alla collaborazione tra i ricercatori dell’Università Campus Bio Medico di Roma e INAIL – ha dichiarato il Presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Felice Barela – è possibile fare un importante passo avanti, che apre nuove prospettive di vita per i tanti infortunati sul lavoro e per chiunque abbia subito l’amputazione di un arto superiore. La possibilità di manipolare oggetti, scrivere, usare un pc o uno smartphone con un arto artificiale, era fantascienza solo fino a pochi anni fa e diventa realtà con progetti di ricerca traslazionale come questi, che coinvolgono professionalità diverse: medici, bio-ingegneri, esperti di elettronica. Una contaminazione di saperi sulla quale ha sempre puntato la nostra Università, a partire dalla formazione dei giovani, per arrivare all’attività di ricerca nei nostri laboratori, fino alla realizzazione di progetti che portano ad applicazioni dirette con partner che condividono questi obbiettivi, come INAIL”.“Grazie anche a questa collaborazione – sottolinea il Presidente dell’INAIL, Massimo De Felice – l’Istituto rafforza ulteriormente il suo impegno sul fronte della ricerca di soluzioni tecnologicamente avanzate di cui possano beneficiare i suoi assistiti. L’eccellenza del Campus Bio-Medico nell’ambito dell’innovazione scientifica è destinata a integrarsi efficacemente con l’esperienza applicativa maturata dal nostro Centro Protesi sul fronte della protesica e della riabilitazione”.Nel corso della Giornata della Ricerca dell’Università Campus Bio-Medico di Roma è stato presentato anche AIDE (Adaptive Multimodal Interfaces to Assist Disabled People in Daily Activities), un progetto europeo che vede l’Ateneo in prima fila nello sviluppo di sistemi d’interfacce multimodali, adattive e modulari, ritagliate sui bisogni specifici del singolo utente per il controllo di esoscheletri di arto superiore, particolari strutture esterne realizzate per ’surrogare’ la mobilità umana in caso di grave disabilità. AIDE, in particolare, punta a favorire il recupero di funzioni come manipolazione di oggetti, cucina, scrittura e altro ancora in pazienti costretti in carrozzina.Accanto a questo, sono stati presentati altri cinque studi condotti da docenti e ricercatori dell’Università, che hanno prodotto significative pubblicazioni scientifiche: un sistema elettronico in grado di ‘annusare’ precocemente particolari elementi chimici rivelatori dell’insorgenza di tumore al polmone; i risultati sperimentali sui fattori implicati nel rimodellamento del tessuto epatico per il tumore del fegato; nuove applicazioni cliniche degli emocomponenti per l’uso non trasfusionale; una ricerca sulle proprietà funzionali dei fruttani nella gestione dei disordini infiammatori intestinali; uno studio sulla gestione delle infrastrutture critiche.

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Wolf Racing Cars

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2015

Wolf Racing CarsUna nuova entusiasmante pagina sta per essere scritta nella storia di Wolf Racing Cars. A partire da giovedì l’equipaggio composto da José Ibanez (FRA), Pierre Perret (FRA) e Ivan Bellarosa (ITA) prenderà parte alla ottantreesima edizione della 24 ore di Le Mans al volante della Oreca 03R – Nissan numero 45 brandizzata Wolf.L’equipaggio, già impegnato nella ELMS, proviene da due incoraggianti sesti posti nei rounds di SIlverstone e Imola e la 24 ore più famosa del mondo costituirà un’importante banco di prova per loro come per gli uomini del team Ibanez Racing.
Giovanni Bellarosa (Wolf Racing Cars, General Manager):”Nel 2010, quando riportammo alle competizioni il marchio Wolf, non avremmo mai pensato di poter essere a Le Mans appena cinque anni più tardi. E’ un’emozione indescrivibile che premia lo staff di Wolf Racing Cars per l’impegno che tutti hanno profuso nel progetto. Questa è per noi la prima stagione nella ELMS, per cui l’obiettivo non può che essere quello di concludere la corsa e di acquisire più esperienza possibile in una gara dove può accedere di tutto”.Il weekend entrerà nel vivo mercoledì con il primo turno di prove libere dalle 16 alle 20, seguito dal secondo in notturna dalle 22 alle 24. Giovedì team e piloti scenderanno in pista tra le 19 e le 21 per la prima sessione di prove ufficiali, seguita dalla seconda tra le 22 e le 24. Venerdì le squadre avranno tutta la giornata per lavorare sulle vetture per poi verificare che tutto sia in ordine nel warm-up. La 24 ore prenderà il via sabato alle 15 e terminerà alla stessa ora Domenica. (foto: Wolf Racing Cars)

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Lotta alla povertà

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2015

crisi-economicaPer la prima volta – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – il Governo ammette che nella lotta alla povertà il nostro Paese è in grave ritardo e che per questo sta lavorando ad un disegno organico per affrontarla. Accogliamo favorevolmente l’annuncio dell’impegno del Governo – prosegue Giordano – ma vogliamo far notare al Ministro Poletti che il piano di intervento deve essere immediato ed incisivo. Troppi sono i poveri, troppe le famiglie che hanno perso il lavoro o che comunque si sono viste drasticamente ridurre il proprio potere d’acquisto e non è più possibile attendere oltre.Da tempo stiamo chiedendo al Governo e alle Istituzioni, ma invano – continua ancora Giordano – che venga varata una riforma fiscale che defiscalizzi beni e servizi sostenibili sulla falsariga degli incentivi per l’efficienza e il risparmio energetico.Il futuro dell’economia e della crescita del Paese – prosegue Giordano – si misurano oramai sulla capacità di produrre secondo i dettami della sostenibilità economica, sociale ed ambientale. Basti pensare ad esempio alla crescente domanda di prodotti biologici, tra i pochi mercati in ascesa, nonostante la crisi. Il segnale che arriva è di un cambiamento epocale che chiede a gran voce la revisione di tutte le vecchie logiche della politica, della finanza, del credito. Per fare questo c’è bisogno, però, dell’impegno di tutti: Istituzioni, Consumatori e Imprese. Noi ci siamo.

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Per il secondo anno consecutivo Stuffer vince il premio per la miglior logistica

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2015

Stuffer-ShackL’azienda altoatesina Stuffer vince il premio per la “Miglior Logistica 2014” a Formaggi&Consumi Awards, il contest dedicato alle iniziative di marketing e comunicazione realizzate dalle aziende del settore alimentare.Esperienza, precisione e passione: ecco la ricetta del successo dell’azienda Stuffer che anche quest’anno ha conquistato il premio per la “Miglior Logistica”, assegnato a Milano da una giuria composta da 56 importanti buyer del comparto alimentare delle principali insegne della Gdo. Presidente d’eccezione dell’edizione 2015 Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad. Il riconoscimento è stato nuovamente conferito all’azienda di Bolzano per l’efficientissimo servizio di logistica e per la precisione assoluta del processo produttivo, frutto di un team preparato e competente. Dal 1996 l’azienda si è dotata di una ditta di spedizioni e trasporti, la Viterra Transport e Logistic, grazie alla quale ogni giorno dalla sede di Bolzano, partono decine di mezzi per portare in ogni zona d’Italia la qualità e la bontà dei prodotti Stuffer. Da sempre l’azienda si impegna ad affiancare in maniera impeccabile clienti e consumatori finali e offre un servizio logistico affidabile e puntuale che, oltre a contribuire al contenimento dei costi e alla definizione di nuovi prodotti o servizi, monitora il mercato e analizza le abitudini di consumo dei clienti, permettendo di recepirne i nuovi bisogni e cercando di soddisfarli.Punti di eccellenza del sistema di logistica Stuffer sono l’attività di consegna di altissima qualità, i tempi di reazione certi e rapidissimi e l’attenta strategia organizzativa del magazzino che è uno dei più moderni d’Italia, quasi completamente automatizzato e con una capienza di oltre 3.000 posti pallet, posizionato strategicamente vicino all’autostrada del Brennero per gestire e ottimizzare nel migliore dei modi il trasporto di prodotti alimentari freschi.Il successo dell’azienda Stuffer deriva soprattutto dall’esperienza e dalla capacità di offrire prodotti pregiati e dalla ricerca costante della massima soddisfazione di ogni singolo cliente.

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La Turchia e Obama

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2015

obamanobel1_int“Obama si sveglia con ritardo e si accorge dell’emergenza in Turchia. Sono palesi le responsabilità del Governo americano che è stato completamente assente da quegli scenari e non ha saputo prendere le decisioni opportune al momento opportuno. E’ stato, infatti, lo stesso Obama ad ammettere recentemente di non avere alcuna strategia per la Siria”. A dirlo è Paolo Alli, Capogruppo del Nuovo Centrodestra in Commissione Affari Esteri alla Camera e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato.
“In questo senso – continua Alli – il giudizio espresso dal New York Times sulla Turchia in relazione all’impegno ambivalente profuso nel contrasto all’Isis è ingiusto. Pur avendo sempre mantenuto un atteggiamento ondivago rispetto all’Occidente, a Erdogan va riconosciuto di essersi fatto carico di ospitare a proprie spese 2 milioni di rifugiati provenienti dalla Siria e dall’Iraq di cui circa 300mila cristiani iracheni in fuga dalla furia dell’ISIS, con costi superiori ai 5 miliardi di dollari”.
E conclude: “inoltre, è cambiata la strategia nei confronti dei curdi che oggi sono rappresentati in parlamento ed è stato predisposto un futuro trattato per la fine della fase conflittuale che riconoscerà alla comunità curda i necessari margini di autonomi. Pertanto non è chiaro quali siano le altre priorità della Turchia rispetto alla Nato di cui parla il New Yor Times. Se Gli Usa hanno prove più schiaccianti le facciano conoscere alla comunità internazionale”.

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I deputati europei chiedono maggior impegno per la parità di genere

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2015

parlamento europeoNella risoluzione non legislativa approvata martedì, il Parlamento chiede che siano migliorate le politiche per raggiungere la parità tra donne e uomini. Nonostante i progressi ottenuti per colmare la disuguaglianza di genere, molto resta ancora da fare per ridurre il divario retributivo, applicare le pari opportunità alle carriere professionali, rimediare alla mancanza di indipendenza economica delle donne, migliorare l’equilibrio lavoro/vita, compresi il congedo di maternità e paternità e proteggere i diritti alla contraccezione e all’aborto.

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Asendia rafforza il suo impegno per uno sviluppo sostenibile e investe nelle fonti rinnovabili

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2015

energia Asendia, la joint venture tra la francese La Poste e Swiss Post, leader mondiale nei servizi postali internazionali, con sede italiana a Tribiano (Milano), rafforza il proprio impegno per la sostenibilità finanziando in India un progetto per la compensazione delle emissioni di gas serra.L’iniziativa, che ha recentemente permesso la realizzazione di sette campi eolici negli stati indiani di Tamil Nadu, Karnataka e Rajasthan per un totale di 113 turbine, garantisce una produzione annuale di circa 470,000 MWh di energia elettrica da fonti rinnovabili, sufficienti per il fabbisogno di 600.000 persone in India. Il progetto consente inoltre ad Asendia di compensare l’immissione in atmosfera di oltre 41.000 teq di CO2 ogni anno. Oltre a fornire energia pulita, i campi eolici garantiranno importanti benefici sociali ed economici alle comunità locali: una parte dei profitti verranno infatti investiti in iniziative quali la scolarizzazione dei giovani, la difesa della salute e la creazione di nuovi posti di lavoro. Il progetto sostenuto da Asendia rispetta i requisiti internazionali per la compensazione delle emissioni di CO2 definiti dal protocollo Verified Carbon Standard (VCS). L’insieme delle attività di riduzione delle emissioni di CO2 nel proprio ciclo logistico e quelle di compensazione delle emissioni consentono oggi ad Asendia di offrire a tutti i propri clienti europei servizi postali internazionali carbon neutral senza costi aggiuntivi. Questa iniziativa è in linea con l’impegno per la sostenibilità di Asendia e la sua vision di lungo termine verso il rispetto dell’ambiente e la riduzione dell’impatto ambientale delle attività di trasporto, obiettivo prioritario per l’intera industria della logistica. Fin dalla sua fondazione nel 2012, Asendia ha posto lo sviluppo sostenibile tra le proprie priorità strategiche. La policy di Asendia nel campo della sostenibilità si basa su quattro principi che hanno l’obiettivo di misurare, ridurre e compensare le residue emissioni aziendali di CO2 e nello stesso tempo ‘guidare’ i propri clienti ad operare secondo gli stessi criteri. Fra le pratiche già in uso per la riduzione dell’impatto ambientale diretto e indiretto vi è l’ottimizzazione dei percorsi all’interno del network di Asendia per eliminare i passaggi inefficienti, il riciclo di tutti gli scarti che possono essere recuperati, l’uso di sistemi di illuminazione e climatizzazione a basso consumo energetico in tutte le sedi e uffici nel mondo, l’orientamento alla selezione di fornitori sensibili al tema. Dall’estate 2014, tutti i servizi postali internazionali di Asendia sono carbon neutral.Inoltre, Asendia applica una policy anti–bribery per tutti i dipendenti.

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Terapia del Dolore: presentato a Parma il primo Centro di riferimento individuato per l’Emilia Romagna

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 febbraio 2015

doloreAnni di esperienza come struttura specialistica al servizio dei pazienti che soffrono, un’innovativa attività di ricerca farmaco-genomica sul mal di schiena, un impegno continuo nella formazione di medici altamente specializzati. Sono questi i punti di forza del Centro di Terapia del Dolore dell’Ospedale Maggiore di Parma, da poco riconosciuto come riferimento regionale per la cura del dolore cronico e presentato oggi alle Autorità e ai media locali.Il Centro di Terapia del Dolore dell’unità operativa di 2° Anestesia e Rianimazione, recentemente ristrutturato e ampliato, con 6 ambulatori, 6 posti letti e 2 attigue sale operatorie, è in grado di gestire anche i casi più complessi, ponendosi all’avanguardia per la diagnosi, la cura e la riabilitazione del dolore cronico. La struttura risponde così in modo completo ai requisiti della legge 38, che garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato, nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza.“Il nostro – spiega il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Leonida Grisendi – è stato il primo, e per ora l’unico, Centro HUB individuato dalla Regione Emilia Romagna, punto di riferimento per un’area vasta di circa 2 milioni di abitanti. Una scelta maturata per gli anni di competenza ed esperienza di struttura specialistica di secondo livello, che premia il lavoro clinico-assistenziale e di ricerca dei nostri professionisti”.“L’HUB di Parma – precisa Guido Fanelli, Direttore della struttura e Presidente della Commissione ministeriale per l’attuazione della legge 38 – con oltre 16.000 prestazioni erogate ogni anno, ha al proprio attivo numeri che testimoniano la grande mole di lavoro svolta quotidianamente. A questo si aggiunge una feconda attività di ricerca, il cui valore è stato recentemente attestato dall’assegnazione di fondi da parte della Commissione Europea per uno specifico progetto di ricerca farmaco-genomica condotto sui dolori alla schiena, nell’ambito del Seven Fraimwork Program for Research”.“L’Università di Parma – conclude Fanelli – è stata la prima nell’anno accademico 2012-2013 ad istituire il Master di secondo livello di alta formazione e qualificazione in terapia del dolore e cure palliative. Ogni anno diplomiamo 20 medici con competenze professionali specifiche, proprio per un’adeguata gestione del dolore cronico, in base ai principi della legge 38”.

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