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Posts Tagged ‘impianti’

Impianti fotovoltaici in agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Non ci potrà mai essere produzione energetica su suolo agricolo, incentivata dallo Stato, senza perdere di vista lo scopo principale del comparto primario: ossia produrre cibo. È quello che prevede un emendamento approvato al Dl Governance con cui vincoliamo gli incentivi statali, previsti sin dal 2011, a impianti agrivoltaici che adottino soluzioni integrative innovative con montaggio dei moduli elevati da terra, anche prevedendo la rotazione dei moduli stessi, e comunque in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale, anche consentendo l’applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione”. Lo dichiara il deputato Luciano Cadeddu, esponente M5S in commissione Agricoltura e promotore della modifica normativa al Dl Semplificazioni e Governance al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). “L’agricoltura, dunque, farà la sua parte per la decarbonizzazione dell’Italia – aggiunge – ma senza abdicare al suo compito principale: fornire alimenti e cibo per animali e persone. Attraverso l’innovazione tecnologica, siamo certi che potremo raggiungere questo duplice obiettivo. Perciò, con un ordine del giorno a mia prima firma, abbiamo impegnato il Governo a redigere opportune linee guida per garantire la corretta installazione degli impianti agrovoltaici”.”L’accesso agli incentivi per queste tipologie di impianti innovativi, infatti, – spiega Cadeddu – è subordinato alla contestuale realizzazione dei sistemi di monitoraggio che consentano di verificare l’impatto sulle colture, il risparmio idrico, la produttività agricola per le diverse tipologie di colture e la continuità delle attività agricole interessate. Qualora dalla verifica e dal controllo risulti la violazione delle condizioni, cessano i benefici fruiti”.“A disposizione nel PNRR per lo sviluppo dell’agrovoltaico ci sono 1,1 milioni di euro, con cui si mira a raggiungere 2 GW di potenza. Risorse che si aggiungono ai 1.500 milioni di euro per il progetto del Parco Agrisolare con cui ammodernare le coperture delle strutture produttive aziendali e produrre 0,43 GW di energia rinnovabile” conclude.

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Inchiesta Reuters impianti metano in Lombardia

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

La Lombardia sta soffocando. La Politica deve impegnarsi immediatamente per trovare il modo di controllare e ridurre le emissioni di metano, un gas climalterante, 80 volte più potente della Co2”. A denunciare il fatto è Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5s Lombardia. Un assist a quanto il consigliere pentastellato denuncia, arriva da un’Ong americana: la Clean Air Task Force. L’Organizzazione ha usato delle telecamere agli infrarossi scoprendo pesanti fuoriuscite dagli impianti di petrolio e gas in tutta Europa, compresi quelli lombardi.In Lombardia ci sono 5 impianti di gas attivi: sono 3 in provincia di Cremona (Sergano, Ripalta cremasca, Bordolano) e 2 in provincia di Milano (Brugherio e Settala), a questi si aggiunge quello nel Lodigiano a Cornegliano Laudense. “È da inizio legislatura – spiega Degli Angeli – che sollecitiamo l’assessorato regionale per richiedere azioni di tutela e a salvaguardia del benessere ambientale”. Il consigliere Degli Angeli ha già compiuto diverse azioni politiche: nel luglio 2018 ha depositato l’ Odg 33, approvato poi dalla Giunta, con l’obiettivo di promuovere il monitoraggio ambientale. Il 20 novembre 2020, a distanza di oltre due anni, ha depositato l’interrogazione 2898 per comprendere a che punto sia lo stato attuativo dell’Odg. Commenta Degli Angeli: “La Lombardia è un vero e proprio hub del gas e, purtroppo, ci sono massicce quantità di perdite di metano documentate non solo in Lombardia, ma in tutta Italia. Sono seriamente preoccupato: da quanto si può evincere dai documenti autorizzativi per alcuni siti di stoccaggio, in Lombardia ci sono perdite fisiologiche di circa l’uno per mille del gas movimentato”. Numeri alla mano, si tratta di milioni di metri cubi. “Non è certo un caso – sottolinea Degli Angeli – che le attività di stoccaggio di gas siano considerate a rischio di incidente rilevante (RIR) e sottostanno alla cosiddetta normativa Seveso. Il metano ha infatti un effetto serra che è 80 volte più potente del anidride carbonica ed è responsabile di almeno il 25% del riscaldamento globale: È assurdo che il Governo Draghi non scelgano di contrastare questo fenomeno”. Conclude Degli Angeli: “Considerando come l’impatto del metano sia devastante per la salute dei cittadini e dell’ambiente e considerando le risposte e le azioni poco convincenti messe in campo finora, riporterò la questione in consiglio Regionale. Non demordo”.

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Teleconsulto per i portatori di impianti cocleari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2021

L’impianto cocleare è un dispositivo elettromagnetico, posizionabile chirurgicamente, utilizzato per consentire il recupero uditivo in persone affette da sordità profonda, che non beneficiano di altre soluzioni (ad es. protesi acustiche). È costituito da due parti, una interna ed una esterna: la parte interna si posiziona con un intervento chirurgico di circa un’ora e mezza che porta il segnale all’orecchio interno (la coclea), la parte esterna invece ha il compito di raccogliere il segnale acustico dall’ambiente e di convertirlo in segnale elettrico (a livelli di intensità “naturali”) che viene poi portato tramite la parte interna a livello delle cellule nervose. Ogni anno vengono svolti più di 100 impianti cocleari nell’Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedale/Università di Padova, diretta dal Prof. Piero Nicolai. Elemento distintivo della struttura è che molti di questi interventi vengono svolti in età pediatrica, anche molto precoce, al di sotto dei 18 mesi di vita.
Nell’ottica di facilitare i controlli dell’impianto cocleare limitando però l’accesso in Ospedale – a causa della pandemia che perdura da oltre un anno – è stato avviato in questo mese di Febbraio presso il Centro Impianti Cocleari dell’Azienda Ospedale/Università di Padova, tra i primi in Italia, un programma di telemedicina mediante cui il paziente può eseguire gran parte di queste attività direttamente da casa.
L’equipe del Centro Impianti Cocleari è coordinata dal Prof. Roberto Bovo, Presidente Corso di Laurea in Tecniche Audiometriche Università di Padova e include medici audiologi e otorinolaringoiatri, tecnici audiometristi e logopedisti. Del team fanno parte inoltre la Prof.ssa Patrizia Trevisi che si occupa della gestione pre e post intervento del paziente pediatrico candidato all’impianto cocleare e la Prof.ssa Elisabetta Zanoletti, responsabile per i pazienti con patologia otoneurologica.

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Smartglass Epson e controllo malfunzionamento impianti

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

Gli smartglass Epson Moverio BT-350 con realtà aumentata si sono rivelati un aiuto essenziale per risolvere eventuali malfunzionamenti degli impianti anche senza la presenza del tecnico sul posto. “Abbiamo scelto i Moverio – spiega Mirko Ballo, Customer Care Director di Marchesini Group – perché sono una soluzione affidabile che ci ha permesso di mettere a punto il servizio di assistenza remota assicurando una perfetta e completa operatività a mani libere”. Ogni macchinario è un unicum, personalizzato per quel singolo progetto. In passato era necessario che il tecnico della filiale di riferimento venisse di prassi nella sede italiana per assistere alle operazioni di assemblaggio e test di funzionamento e poterle poi replicare nello stabilimento del cliente. Oggi invece, grazie alla realtà aumentata, questa procedura può essere in molti casi evitata. In Marchesini Group, i vantaggi dei Moverio sono ben conosciuti: dalla netta riduzione del tempo impiegato per risolvere un problema rispetto a quello richiesto per essere fisicamente sul posto, al conseguente minor fermo macchina e maggiore produttività. Non solo: durante il lungo periodo di lockdown dovuto alla pandemia da Coronavirus, gli smartglass hanno permesso ai tecnici di andare ben oltre il tradizionale servizio di troubleshooting, consentendo anche attività di montaggio.”In piena emergenza sanitaria – conferma Mirko Ballo – quando non era possibile uscire per fornire assistenza sul posto, i Moverio ci hanno permesso di continuare a dare supporto dal vivo anche a chi era lontano, nostri tecnici o clienti, rivelandosi un servizio ancora più necessario e a valore aggiunto. Durante questi mesi abbiamo effettuato più di 60 interventi da remoto, garantendo alle aziende clienti una produttività ininterrotta. Tutto questo non sarebbe stato possibile in tempi di normale operatività perché è ancora molto radicata la mentalità di preferire il tecnico sul posto piuttosto che la tele assistenza”.Moverio BT-350 è il modello vincente per la teleassistenza di Marchesini GroupI Moverio BT-350 si sono rivelati fin da subito un modello ergonomico e facile da usare: tutti in azienda hanno apprezzato funzionalità, comodità e prestazioni. La loro innovativa tecnologia di visualizzazione permette infatti la perfetta sovrapposizione dei contenuti in realtà aumentata alle immagini del mondo reale, consentendo una visione stereoscopica; il risultato è un campo visivo dettagliato a schermo pieno. Inoltre, a livello di comfort questo modello può essere portato senza problemi anche sopra gli occhiali da vista, mentre i naselli assicurano una vestibilità perfetta e le aste regolabili garantiscono la massima comodità.

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“Per ridurre i rifiuti più recupero, più impianti e più cultura della sostenibilità”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, è importante parlare dell’aggressione dei rifiuti alle nostre montagne: oltre 25 kg di plastica cadono sopra i nostri monti ogni anno a causa della presenza nell’aria delle microplastiche. Se mai ve ne fosse bisogno questa è la ulteriore prova che nella battaglia per la riduzione e il riciclaggio dei rifiuti non abbiamo più un minuto da perdere”, così la presidente della Commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, lancia il proprio appello nel corso dell’evento “Nevica plastica” di Courmayeur. “Serve aumentare il recupero e il riuso dei rifiuti – dice la presidente Rotta – e nello stesso tempo ridurne la produzione. Servono quindi sia impianti di trattamento e smaltimento sia una battaglia culturale tra le famiglie e le imprese facendo diventare “popolare” la causa della riduzione dei rifiuti”.“Dobbiamo riuscire a chiudere il cerchio dell’economia circolare – aggiunge la Presidente della Commissione Ambiente della Camera – dato che oggi paghiamo il conto salato di avere una risorsa e di sprecarla, anzi di renderla dannosa sia economicamente che ambientalmente gettandola in discarica. Come spiegano i dati di REF Ricerche, infatti, l’Italia ha un passivo di 2,1 milioni di tonnellate di rifiuti da avviare a recupero energetico o smaltimento tra rifiuti urbani e speciali e ben 14 regioni in deficit, costrette ad esportare al di fuori dei propri confini rifiuti urbani destinati a smaltimento. Serve quindi che il Programma Nazionale dettagli precisamente gli obiettivi, ma anche i meccanismi di incentivo/penalità per la Regioni. Questo vuol dire avere attività di monitoraggio e poteri sostitutivi con tempi certi nei confronti degli enti inerti o inadempienti, ma anche disporre di una apposita struttura di missione, con competenze mutuate da ISPRA, da mettere a disposizione di quelle Regioni che hanno carenza di competenze tecniche e organizzative”.“In Italia stanno crescendo i rifiuti e stanno diminuendo gli impianti di trattamento, le microplastiche oramai si trovano anche sulle montagne, per cui mi pare evidente che il tempo sta scadendo e come sistema Paese dobbiamo darci una mossa all’interno di una strategia Ue chiara, che ci indica linee guida di azione non più rinviabili” conclude Rotta.

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Eccellenze negli impianti uditivi

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

-EL, leader mondiale nel campo delle soluzioni per l’udito, con sede in Austria, è il primo ed unico produttore di soluzioni per l’udito, impiantabili e non, a livello mondiale ad aver ottenuto la certificazione per il Regolamento Dispositivi Medici (MDR).
Secondo il regolamento, tutti i dispositivi rientrano in quattro classificazioni (invasivi, non invasivi, attivi e regole speciali) e sono, inoltre, segmentati in classi di rischio crescenti. A seguito di una valutazione di conformità del nuovo regolamento, MED-EL ha ottenuto la certificazione per una serie di categorie di prodotto, compresi i dispositivi medici della classe di rischio più elevata (Classe III), i dispositivi su misura impiantabili di Classe III, e strumenti chirurgici riutilizzabili di Classe I. La direttiva Europea MDR entrerà in vigore per tutti i paesi membri dell’Unione Europea dal 26 maggio 2020 e sarà applicata a tutti i produttori che vendono dispositivi medici in Europa. Il suo scopo è quello di garantire una maggiore protezione della salute e della sicurezza pubblica definendo requisiti e obblighi molto più rigorosi.Come parte integrante della sua strategia, MED-EL si è impegnata a diventare la prima azienda conforme alla direttiva MDR già nel 2016 e lavora da oltre tre anni per sviluppare un piano di transizione dei suoi dispositivi e del suo sistema di gestione della qualità che rispetti il nuovo quadro giuridico.MED-EL si è sempre impegnata nel fornire dispositivi sicuri ed efficienti secondo gli standard più elevati. Con la certificazione MDR in atto, MED-EL potrà usare in modo efficace il “periodo di grazia” per conformare tutti i suoi dispositivi attuali al regolamento MDR prima del 2024 e garantire così un accesso continuo alle sue tecnologie innovative.

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Energia: Tutelare gli impianti di produzione elettrica e termica

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

“In un momento così delicato per il nostro Paese, anche noi vogliamo dare il nostro contributo mettendo in campo le competenze professionali dei nostri associati. Proprio per questo, chiediamo al Governo che vengano mantenute operative tutte le attività della filiera che permette ai nostri impianti di produrre energia elettrica per gli italiani” dichiara Simone Tonon, Presidente di EBS – Associazione Energia Biomasse Solide.Il DPCM 22 Marzo 2020, infatti, inserisce tra le attività essenziali non solo la produzione di energia elettrica – individuando inequivocabilmente il codice ATECO 35 per il settore – ma anche le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività riportate nell’elenco ATECO, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali. Questa formulazione, però, per via della peculiarità del settore biomasse, sta creando non pochi problemi all’attività degli operatori coinvolti nella filiera di approvvigionamento del settore. L’Associazione, che proprio nei giorni scorsi ha scritto al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri Bellanova, Lamorgese e Patuanelli, chiede di introdurre nell’elenco già in vigore, i codici ATECO dei fornitori che erogano servizi funzionali all’attività produttiva ed in particolare la filiera di fornitura del combustibile, e, tra gli altri, evidenzia: codice 02, silvicoltura e utilizzo di aree forestali; codice 16.1, taglio e piallatura del legno; codice 46.73.10, commercio all’ingrosso di legname, semilavorati in legno e legno artificiale.“È importante intervenire per fare chiarezza sul fatto che tutta la filiera di produzione debba rientrare tra le attività consentite così da scongiurare qualsiasi tipo di problema dell’operatività dei nostri fornitori, attività che coinvolge oltre 5mila lavoratori. Il nostro servizio, la produzione di energia elettrica, che gode peraltro della priorità al dispacciamento nella rete di trasmissione nazionale, si poggia sulla filiera di approvvigionamento del combustibile, biomasse solide, e sulla filiera dei servizi necessari al mantenimento in efficienza del sistema produttivo, ovvero il personale di esercizio, la manutenzione, la fornitura dei prodotti e ricambi accessori alla produzione, la movimentazione dei materiali per la produzione di energia e l’evacuazione dei residui dei processi di produzione di energia. Quello che vogliamo evitare in tutti i modi – conclude Tonon – è l’esaurimento a breve della materia prima con conseguente blocco degli impianti di produzione di energia elettrica e termica”.

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Impianti trasformati in discariche

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

“E’ grave che gli impianti di tritovagliatura della Campania accolgano più rifiuti di quanti ne riescano a smaltire. Chi autorizza gli enti pubblici a creare delle vere e proprie discariche abusive inquinanti e pericolose per la salute delle persone?” E’ quanto chiede in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e parlamentare di Fratelli di Italia, annunciando un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Sergio Costa al fine di avviare tutte le verifiche del caso.“E’ gravissimo che ciò accada senza alcun intervento da parte del Noe e delle Procure, cui spetta il compito di accertare eventuali violazioni delle norme in materia ambientale” – continua Cirielli. “Chiederò al ministro Costa di riferire in Aula e di chiarire le ragioni per cui gli enti pubblici locali siano stati autorizzati alla continua violazione delle regole a discapito della salute dei cittadini” – conclude il Questore.

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Impianti biogas e biometano: la Regione sia cabina di regia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 Maggio 2018

Il Consiglio regionale di martedì 22 maggio discuterà una mozione, a prima firma del Consigliere regionale del M5S Lombardia Massimo De Rosa, per la regolamentazione e la pianificazione degli impianti di produzione biogas e biometano. Massimo De Rosa dichiara: “Si tratta a tutti gli effetti di un sistema di gestione e smaltimento dei rifiuti che sta proliferando anche grazie agli incentivi statali e, per il biometano nel 2017, regionali.
Vengono considerati impianti ad energia rinnovabile, ma comportano comunque produzione di digestato, rifiuti ed emissioni in atmosfera. Queste sostanze sono problematiche sia per lo spandimento sui campi, sia per le falde acquifere che rischiano la contaminazione, inoltre gli impianti sono edificati in territori in cui la qualità dell’aria è già minata dall’inquinamento dovuto all’alta concentrazione di polveri sottili. Non trascurabile poi l’aspetto legato alla sovra-incentivazione. La prospettiva di facili guadagni può infatti finire per attirare imprenditori improvvisati, orientati alla speculazione piuttosto che al servizio pubblico di gestione dei rifiuti o al rispetto del territorio.In un contesto come quello in cui viviamo, in cui la situazione smog e inquinamento di falde e terreni assume i connotati dell’emergenza, Regione Lombardia ha il dovere di porsi come cabina di regia, valutando la reale sostenibilità di questi impianti, al netto degli incentivi, e deve aumentare la vigilanza e i controlli ambientali sulla qualità dell’aria, delle acque e dei terreni nelle aree limitrofe a questo tipo di impianti. L’obiettivo, anche alla luce del deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia Europea per persistenti elevati livelli di Pm10 nell’aria che respiriamo, è ridurre drasticamente le emissioni inquinanti”.

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La romagnola Marini con SACE (Gruppo CDP) esporta i suoi impianti in Argentina

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

buenos airesBuenos Aires. Con il supporto di SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, l’azienda Marini – tra i principali produttori al mondo di impianti per la produzione di asfalto – ha esportato nel Paese latino-americano i suoi prodotti per un valore di 3,9 milioni di euro. L’intervento di SACE – presente in Emilia-Romagna con il suo ufficio di Bologna – ha consentito all’azienda di offrire ai propri clienti argentini soluzioni di pagamento competitive, assicurandosi contro il mancato incasso della fornitura di impianti. “Negli ultimi anni Marini ha rafforzato in maniera considerevole la quota di mercato in America Latina, e in particolar modo in Argentina dove è passata dal 10% al 50% – ha dichiarato Luca Camprini, general manager di Marini –. Oltre la metà della popolazione argentina è di origine italiana, per cui i prodotti italiani in genere sono ben percepiti sul mercato. Se poi sono accompagnati, oltre che da un alto livello di tecnologia e innovazione, anche dalle garanzie di SACE, il successo è garantito.”
Marini Spa, azienda fondata ad Alfonsine nel 1899, ha iniziato la sua attività producendo biciclette e motocicli. Oggi, con più di 3.000 impianti venduti nel mondo e una capillare rete commerciale e di assistenza, è tra i leader nella produzione di impianti per asfalto bituminoso.

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Riscaldamento scuole: Campidoglio, segnalati malfunzionamenti in 62 su 1.124 impianti

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

scuolaRoma Su un totale di 1.124 impianti termici nelle scuole di competenza di Roma Capitale, sono stati segnalati 62 malfunzionamenti o mancati avvii. È quanto rende noto il Campidoglio sulla base dei dati rilevati dal Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana. Su circa una ventina di questi malfunzionamenti si è già prontamente intervenuti nella giornata di ieri, domenica 8 gennaio 2017. I restanti si sono verificati nella mattinata odierna e sono in fase di risoluzione.Tra questi in particolare: 3 malfunzionamenti sono stati dovuti a spegnimento dopo riaccensione (Via Niobe 50, Via Fosso dell’Osa e Via Belon 150); 3 dovuti a mancanza di gas (Via Rivisondoli e Via Casal Bianco ora risolti e Piazza Minucciano in fase di risoluzione); 1 dovuto a mancanza di energia elettrica (Via Ostiense 263 ora risolto); 2 con perdite idriche da riparare (Via Fossacesia e Via di Gesù e Maria). Diversi impianti malfunzionanti, sin dalle prime accensioni, avevano manifestato criticità dovute alla vetustà.Si ricorda che normalmente gli impianti termici degli edifici scolastici vengono accesi alle ore 7.00 del mattino nelle giornate in cui è prevista l’attività didattica. In previsione della chiusura per le festività natalizie, in data 23 dicembre 2016 è stato dato ordine alle imprese manutentrici di procedere alla preaccensione degli impianti termici delle scuole, a partire dalle ore 5.00 del giorno 9 gennaio 2017, rispetto al normale orario di avvio delle ore 7.00. Giovedì 5 gennaio 2017, in considerazione del previsto abbassamento delle temperature, è stato disposto di anticipare l’accensione alle ore 3.00 del 9 gennaio 2017. Nella mattina di sabato 7 gennaio 2017, a seguito di precisa indicazione della Sindaca di Roma Virginia Raggi, al fine di preriscaldare i locali, impedire le rotture delle tubazioni di riscaldamento ed evitare un eccessivo livello di malfunzionamenti all’avvio, è stato ordinato alle imprese manutentrici di procedere all’accensione a regime ridotto a partire dalle ore 18.00 del medesimo giorno, sempre mantenendo la preaccensione totale alle 3.00 del 9 gennaio 2017.

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Riqualificazione degli impianti e Gestione Globale dell’Energia Termica

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2016

risparmi-tepLo scorso 1° giugno è partito l’ambizioso progetto di riqualificazione degli impianti e Gestione Globale dell’Energia Termica a favore dell’ASL TO4, lotto di Ivrea – Cuorgnè, che vede Siram nel ruolo di Capogruppo (mandataria al 50%) di un’ATI assieme a Renzi Alberto srl e Carbotermo SpA, per garantire efficienza energetica ed un elevato livello di servizi per gli utenti dell’Azienda Sanitaria.
Siram, che ha già lavorato con l’ASL TO4 in precedenti attività di gestione e manutenzione tecnologica, ha elaborato un progetto molto articolato che prevede una serie di migliorie rispetto al bando di gara, che consentiranno alla struttura sanitaria di ottenere concreti benefici in termini di risparmio energetico, riduzione dell’impatto ambientale, maggiore funzionalità ed economicità di gestione e manutenzione.Le esigenze prioritarie del cliente erano il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti, la riduzione delle emissioni inquinanti, con la garanzia di affidabilità degli impianti in termini di sicurezza. Il tutto in uno scenario di partenza molto complesso che ha richiesto un’attenta progettazione e pianificazione degli interventi nel rispetto delle attività ospedaliere e in piena tutela dei pazienti e dei lavoratori dell’ASL e di Siram.Il progetto prevede come primo step una serie di interventi di riqualificazione tecnologica su quattordici centrali termiche, in particolare attraverso la sostituzione dei generatori esistenti con impianti ad alta efficienza per dieci impianti e con interventi di adeguamento e messa a norma sui restanti quattro.
Il cuore del progetto riguarda gli interventi relativi all’Ospedale di Ivrea, per il quale sono previste consistenti opere strutturali, in particolare la realizzazione del nuovo locale centrale termica, con l’installazione di tre generatori a vapore ad altissimo rendimento (potenza complessiva 7,245 MWh – produzione vapore pari a 9 t/h.), la realizzazione di una nuova rete di distribuzione gas naturale, l’installazione di un nuovo impianto per il trattamento chimico-fisico e di un sistema per l’analisi e la registrazione continua dei prodotti della combustione. In aggiunta alle opere strutturali obbligatorie stabilite per l’Ospedale di Ivrea, sono previste tre ulteriori tipologie di intervento di carattere migliorativo: 1) la realizzazione di un nuovo impianto di refrigerazione da 1000 kW in sostituzione degli impianti obsoleti a servizio dei blocchi A e B dell’Ospedale2) la realizzazione di un nuovo anello dell’acqua refrigerata finalizzato alla razionalizzazione dell’impianto di refrigerazione esistente, alla costituzione di un accumulo di riserva dell’energia frigorifera ed alla ottimizzazione dei consumi energetici 3) il recupero del calore dal vapore di flash grazie al quale sarà possibile rendere ulteriormente efficiente l’impianto recuperando l’energia presente nell’acqua di condensa per l’alimentazione dell’impianto.Il Direttore Generale dell’ASL TO4, Dott. Lorenzo Ardissone ha commentato: “L’Asl TO4 è una struttura molto articolata, con un bacino di utenza totale di circa 520.000 residenti, suddivisa in 5 Distretti sanitari tra i quali quelli di Ivrea e di Cuorgnè, che da soli coprono circa 100 dei 177 comuni. Il nostro obiettivo prioritario è quello di offrire le massime prestazioni sanitarie ai nostri pazienti per assicurare loro salute e benessere nel corso del periodo di degenza. La collaborazione con Siram, partner affidabile e professionale, ci permetterà di offrire un ambiente sempre più confortevole e sicuro per gli utenti e il personale sanitario, attraverso un progetto sostenibile e tecnologicamente all’avanguardia”.Data la complessità degli interventi pianificati, l’entrata in esercizio della nuova centrale termica presso l’Ospedale di Ivrea è prevista nel corso dell’estate 2017, mentre la conclusione dei lavori e l’avviamento delle opere relative ai restanti ospedali e presidi dell’ASL TO4 – area di Ivrea e Cuorgnè – sono previste con l’inizio della stagione termica 2016-2017, trattandosi di interventi meno radicali e invasivi.
Thomas Le Beux, Direttore Unità di Business Nord Ovest Siram, ha dichiarato: “Le opere di riqualificazione consentiranno il raggiungimento di un notevole risparmio energetico stimato nel complesso pari a 679,13 TEP, una drastica riduzione dell’impatto ambientale e, soprattutto, un innalzamento del livello di qualità e di sicurezza per gli utenti dell’Azienda sanitaria. In particolare, il progetto della nuova centrale termica prevede la trasformazione della fonte primaria di energia da olio combustibile a gas naturale, con drastica riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nell’atmosfera. Il nostro obiettivo – prosegue Le Beux – è quello di collaborare con l’Azienda sanitaria in un rapporto trasparente in linea con l’evolversi delle esigenze di una struttura così articolata”. (foto: risparmi tep)

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Centrali elettriche: Le attività di ristrutturazione sostengono la domanda di servizi di manutenzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 gennaio 2015

centrali elettricheLe ristrutturazioni in atto per aumentare la flessibilità operativa delle centrali elettriche a combustibile fossile danno slancio al mercato europeo, già maturo, dei servizi di manutenzione delle centrali elettriche. Nei paesi dell’Europa occidentale, la mancanza di manodopera efficiente e qualificata favorisce l’adozione di questi servizi. Nell’Europa orientale, tuttavia, sono i bassi costi che incoraggiano le utilities ad esternalizzare una gran parte dei propri servizi di manutenzione degli impianti ad aziende indipendenti.
Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “European Power Plant Services Market”, rileva che il mercato ha prodotto entrate per 3,59 miliardi di euro nel 2013 e stima che questa cifra raggiungerà quota 4,14 miliardi di euro nel 2020. Lo studio riguarda i servizi relativi a: turbine a vapore, turbine a gas e generatori di vapore e caldaie a recupero di calore. I servizi di manutenzione sono offerti sia dalle case produttrici degli impianti sia da fornitori di servizi indipendenti, e rivolti alle utilities e ai produttori indipendenti di energia elettrica. “La domanda di energia elettrica delle economie europee, sia mature che emergenti, e il decommissionamento delle vecchie centrali termoelettriche tradizionali alimentano il mercato dei servizi di manutenzione degli impianti, – afferma Pritil Gunjan, analista di Frost & Sullivan. – L’ingente manutenzione e le riparazioni richieste per ottimizzare l’utilizzo delle vecchie centrali elettriche offriranno ulteriori opportunità ai fornitori di servizi di manutenzione degli impianti.” I nuovi progetti saranno una combinazione di impianti a carbone altamente efficienti (grazie al calo dei prezzi del carbone) e di moderni impianti con turbine a gas a ciclo combinato. Anche nell’ambito degli impianti termici tradizionali, le centrali elettriche a gas manterranno la quota dominante. Ciò darà slancio alla domanda di manutenzione da parte delle case produttrici, che sono nella posizione migliore per offrire servizi tecnologici per le complesse turbine a gas. “Con lo sviluppo di nuove turbine a gas basate su tecnologie avanzate, sempre più clienti affideranno alle case produttrici i servizi di manutenzione degli impianti installati, – continua Gunjan. – I fornitori di servizi di manutenzione beneficeranno anche della disponibilità delle grandi utilities a firmare accordi di servizio a lungo termine per le loro centrali di nuova costruzione.” Sfortunatamente, il finanziamento dei progetti continua ad essere al di sotto dei livelli precedenti alla crisi economica. Il relativo calo delle attività industriali e commerciali ha ridotto l’utilizzo energetico in questi settori. Inoltre, le utilities, gli istituti finanziari e gli investitori privati stanno mostrando interesse ad investire in tecnologie efficienti e rinnovabili per la produzione di energia, piuttosto che in soluzioni termiche e a combustibile fossile. “Non appena il clima industriale si riprenderà, le utilities e i produttori indipendenti di energia elettrica registreranno tempi operativi più lunghi e avranno ancora più bisogno di servizi di manutenzione delle centrali, – osserva Gunjan. – Fino ad allora, le case produttrici degli impianti e i fornitori di servizi indipendenti si concentreranno sul rinnovo dei contratti, fornendo parti di ricambio e identificando nuove opportunità per sopravvivere in questo panorama affollato e competitivo.”
Lo studio “European Power Plant Services Market” fa parte del programma Energy & Power Growth Partnership Service. Altri studi di Frost & Sullivan collegati a questo sono: “Global Solar Power Market”, “Global Gas and Steam Turbine Markets”, “Global Hybrid Power Systems Market” e “Global Diesel Generator Set Market”. Tutte le analisi comprese nel servizio in abbonamento forniscono dettagliate opportunità di mercato e tendenze del settore, valutate in seguito ad esaurienti colloqui con gli operatori del mercato.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre 50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione, macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione e mercati emergenti?

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CrediFriuli aderisce a “M’illumino di meno”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2012

CrediFriuli ha sempre avuto una grande attenzione per il tema del risparmio energetico e non è nuova a iniziative di sensibilizzazione. Per il secondo anno consecutivo, dunque, la Banca friulana aderisce all’iniziativa “M’illumino di meno”, organizzata dalla conosciutissima trasmissione di Radio2, Caterpiller (in occasione della Giornata mondiale del risparmio energetico), in programma per venerdì 17 febbraio, iscrivendosi fra gli aderenti e mettendo in campo alcune iniziative che rappresentano un contributo concreto alla creazione di modelli comportamentali sensibili al tema del risparmio energetico.Per la giornata del 17 febbraio, nel concreto, le 34 filiali della Banca e gli uffici della Direzione di Udine spegneranno tutte le stampanti, fotocopiatrici, fax, monitor e altri accessori informatici, sia nella pausa pranzo che alla cessazione dell’attività lavorativa; scollegheranno per tutta la giornata i refrigeratori dei boccioni di acqua; minimizzeranno l’utilizzo degli ascensori; utilizzeranno le stampanti in modalità fronte/retro – risparmio energetico. Nel 2007 CrediFriuli ha distribuito ai soci oltre 18.000 lampadine a basso consumo e oltre 3.600 kit di risparmio idrico. Inoltre, da luglio del 2011, sono in funzione 2 impianti fotovoltaici sulle filiali di Reana del Rojale e Cavalicco rispettivamente da 19,78 kWp e da 40,48 kWp.

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Dal 21 giugno nuove norme a tutela dei consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Grande soddisfazione – dichiara Pietro Giordano Segretario Generale Vicario di Adiconsum – per l’entrata in vigore dal 21 giugno delle norme da tempo richieste dall’Associazione a tutela dei consumatori che acquistano una multiproprietà. Finalmente la normativa italiana si è adeguata alla direttiva europea del 2008.Adiconsum ricorda in un decalogo le nuove norme:
1. La tutela del consumatore si estende anche ai contratti multiproprietà con una durata minima di un anno. La precedente normativa prevedeva una durata minima di tre anni.
2. La tutela non riguarda solo i beni immobili (case, villette, ecc.), ma anche beni mobili (navi, roulotte, ecc.), se adibiti ad alloggi.
3. La nuova norma impone anche un’adeguata pubblicità per tutti i “contratti accessori” (contratti di finanziamento, pulizie, utilizzo impianti sportivi, ecc.) collegati alla multiproprietà.
4. Il diritto di recesso si esercita entro i 14 gg. successivi alla stipula del contratto (vecchia norma 10 gg.) e il formulario da utilizzare per tale recesso deve essere allegato al contratto e non può essere oneroso per il consumatore.
5. Se tale formulario non viene consegnato alla stipula del contratto il periodo di tempo per il diritto di recesso si allunga ad 1 anno e 14 giorni.
6. Il ripensamento diventa di 3 mesi e 14 gg. se mancano altre informazioni precontrattuali.
7. La rescissione del contratto multiproprietà comporta l’automatica rescissione di tutti i contratti accessori.
8. Non è possibile chiedere anticipazioni temporali di pagamento delle rate concordate nel contratto multiproprietà, né imporre versamenti non concordati.
9. È diritto del consumatore ricevere – almeno 14 prima della scadenza di pagamento – una richiesta scritta con l’importo esatto della rata da pagare. Il consumatore, dopo il pagamento di almeno due rate, può rescindere unilateralmente il contratto senza incorrere in penali.
Sono state inasprite le sanzioni amministrative, portando quelle pecuniarie sino a cinquemila euro e allungando la durata della sospensione del servizio fino a sei mesi.

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GEFCO: certificazione ISO 14000

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 Maggio 2011

Pregnana Milanese (MI). Quello di Pregnana Milanese è uno dei siti più importanti per GEFCO Italia, hub principale per le partenze nazionali ed internazionali. “Abbiamo deciso di cominciare con Pregnana Milanese – precisa Lorrain – perché è un sito strategico per i nostri servizi. Gli investimenti messi in campo sono stati significativi e necessari affinché gli impianti del sito rispondessero ai requisiti della certificazione. Siamo orgogliosi di poter affermare che l’impatto delle nostre attività logistiche sull’ambiente circostante si è ridotto notevolmente e continuerà a diminuire”. Numerosi sono stati gli interventi realizzati in questi mesi per ottenere la certificazione ISO 14000. Innanzitutto è stato messo a punto un sistema efficace di raccolta differenziata che permette un riciclo di più del 90% dei rifiuti prodotti dallo stabilimento. Per rifiuti si intendono quelli assimilabili agli urbani come la carta, la plastica, il vetro e l’umido e quelli di dimensioni più ingombranti, derivanti dagli imballi come il legno e il cellofan. Anche i consumi, ovviamente, sono finiti nella lente di ingrandimento, ed è stato avviato un controllo più attento per quel che riguarda l’utilizzo di elettricità, gas e acqua. Altro settore d’intervento è stato quello relativo all’attivazione di un monitoraggio costante dei chilometri percorsi da parte dei camion GEFCO per valutare con precisione le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. In futuro l’impegno sarà quello di utilizzare veicoli almeno Euro 4. Sono stati inoltre realizzati alcuni lavori di ristrutturazione del sito, per esempio interventi di ottimizzazione sulla caldaia e sui servizi igienici.

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Il fotovoltaico in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2011

Fiera Milano Rho Mercoledì 18 maggio 2011 convegno dedicato a Il fotovoltaico in Italia: quale futuro dopo il Quarto Conto Energia?” Dopo mesi di attesa è stato approvato, nei giorni scorsi, il Quarto Conto Energia che determina una nuova disciplina delle modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici con l’obiettivo di porre le basi per lo sviluppo di medio-lungo periodo del comparto nel nostro paese. Quale sarà il futuro delle rinnovabili in Italia? Sono sufficienti gli incentivi? Gli operatori, i professionisti e le Associazioni hanno bisogno di chiarezza e di forti spinte per il futuro. La discussione è ancora accesa e coinvolge tutta la filiera delle energie rinnovabili.
Aprirà il convegno Massimiliano Pierini, Exhibition Director di MCE – Mostra Convegno Expocomfort, la manifestazione biennale leder mondiale nell’impiantistica civile e industriale, nella climatizzazione e nelle energie rinnovabili che dedicherà nell’edizione 2012 un focus speciale al settore fotovoltaico, fra i comparti industriali da sempre presenti alla manifestazione. A Vittorio Chiesa, Direttore Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, l’apertura dei lavori del convegno, per proseguire con un ricco parterre di relatori volto ad offrire un quadro completo sulle opportunità per il mondo del fotovoltaico e per il suo indotto.
La prima parte del convegno sarà dedicata ad analizzare il settore, partendo dai risultati del Terzo Conto Energia e dai quelli del Solar Energy Report per poi entrare nei dettagli e illustrare gli aspetti più rilevanti introdotti dalla nuova normativa.
In particolare, sul podio si avvicenderanno Reinhold Buttgereit, Segretario Generale EPIA, European Photovoltaic Industry Association, che presenterà un’analisi sulle politiche di incentivazione adottate dagli altri paesi europei, Gerardo Montanino, Direttore Generale GSE, Gestore Servizi Energetici, che illustrerà i risultati del Terzo Conto Energia, Vittorio Chiesa, Direttore Energy & Strategy Group, che esporrà un’analisi critica della nuova normativa e i conseguenti possibili sviluppi del mercato italiano aprendo così il dibattito che andrà ad animare la tavola rotonda con APER, ASSISTAL, ASSOSOLARE, GIFI. (dem)

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Salvare gli impianti di montagna

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Maggio 2011

Una Mozione parlamentare per mettere a disposizione degli impianti olimpici di montagna i soldi necessari a scongiurare il loro progressivo abbandono: questo quanto annunciato dai Parlamentari del PD On. Stefano ESPOSITO e On. Giorgio MERLO. “Bisogna destinare immediatamente ai siti postolimpici i 40 milioni avanzati dalle Olimpiadi invernali del 2006 che giacciono inutilizzati su un conto corrente e che rischiano di venire dirottati altrove, ovvero alla candidatura olimpica di Roma. E’ un rischio molto concreto. Questi soldi devono essere dati alla Regione affinché li metta a disposizione dei Comuni con l’obiettivo di sfruttare al meglio l’eredità olimpica ed evitare la chiusura degli impianti di montagna. La Regione aveva presentato il progetto della ‘Coverciano della neve’, dopodiché è sceso il completo silenzio e dal Presidente Cota non abbiamo sentito più una sola parola. Le responsabilità della Regione sono evidenti. La mancanza di una iniziativa politica per ottenere fondi e stanziamenti rischia di gettare nell’abbandono le strutture olimpiche e di impoverire la stessa offerta turistica. Per questo auspichiamo che la Mozione venga sottoscritta dai parlamentari di tutti gli schieramenti. Purtroppo si sta facendo davvero tutto il possibile per destrutturare il sistema postolimpico e far fuggire i soci americani. E ogni giorno assistiamo a una nuova indagine giudiziaria…” Secondo il Sindaco di Pragelato Giovanni Arolfo la “situazione è drammatica e constatiamo da tempo una incapacità totale di governo del postolimpico. Gli impianti sono abbandonati al degrado. Quello di Pragelato, per esempio, necessiterebbe di una rete di protezione per impedire lo scivolamento del manto nevoso, ma tutte le richieste in tal senso sono cadute nel vuoto”.

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Mercato biofarmaceutico mondiale

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2011

Ingelheim, Germania, Ufficialmente conclusa oggi l’acquisizione da parte di Boehringer Ingelheim del centro di sviluppo e produzione di farmaci biotecnologici di Amgen a Fremont, California (USA). L’operazione comporta l’acquisizione di attrezzature tecniche e l’ingresso nei processi produttivi presso il sito di Fremont, struttura all’avanguardia, che attualmente impiega 360 addetti su un’area di oltre 200.000 metri quadrati, con impianti produttivi e laboratori di sviluppo di processo per forniture cliniche e industriali. L’accordo è stato siglato nel gennaio 2011. Le parti hanno deciso di non rendere note informazioni circa il prezzo concordato per l’acquisizione stessa. Essendo un sito completamente integrato, quello di Fremont arricchisce le tecnologie e le capacità di cui Boehringer Ingelheim già dispone nei propri centri di Biberach/Germania e di Vienna/Austria.Boehringer Ingelheim produce per Amgen da oltre un decennio e continuerà a collaborare con la stessa per assicurare ai pazienti di tutto il mondo la fornitura di farmaci sicuri ed efficaci. Per questo “siamo felici di continuare la nostra collaborazione con Amgen nella produzione conto terzi” ha aggiunto Simon Sturge. Il portafoglio di prodotti conto terzi di Boehringer Ingelheim comprende sedici biofarmaci realizzati presso strutture multi-prodotto in licenza mondiale e una pipeline crescente di nuovi principi biologici. L’obiettivo di Boehringer Ingelheim è quello di continuare ad essere leader nella produzione conto terzi e punto di riferimento del settore per l’eccellenza operativa, comprese competenze tecniche e tecnologie all’avanguardia.Boehringer Ingelheim è una delle primarie aziende mondiali nello sviluppo e produzione di biofarmaci per clienti industriali ai quali offre una gamma completa di servizi che vanno dallo sviluppo di linee cellulari mammifere o ceppi microbici sino alla produzione del farmaco finale e alla fornitura sul mercato mondiale. Il gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il gruppo ha sede a Ingelheim, Germania, e opera a livello globale con 142 affiliate in 50 paesi e più di 41.500 dipendenti. Da più di 125 anni l’azienda a proprietà familiare si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina e della veterinaria. Nel 2009 Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di 12,7 miliardi di euro, investendo il 21% del fatturato netto della sua maggiore divisione “Farmaci da Prescrizione” in ricerca e sviluppo. http://www.boehringer-ingelheim.com.

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Giappone: il nucleare fa paura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

Le notizie delle due centrali di Fukusima (Daichi e Daini), sono arrivate a spizzichi e bocconi: sul nucleare la linea seguita è da sempre quella di minimizzare e tranquillizzare; le evoluzioni sono sempre annunciate a posteriori. Così all’inizio tutto sembrava a posto con i reattori regolarmente spenti e sotto controllo, poi si è saputo che i soliti generatori si erano bloccati ed è iniziata la solita via crucis degli impianti di raffreddamento. Perchè un reattore è paragonabile alla caldaia di un normale gruppo termoelettrico con una differenza fondamentale: se in quest’ultima si chiude il flusso del combustibile (carbone, metano o olio combustibile che sia), la caldaia si spegne; un reattore invece ha il combustibile dentro di sè e anche se la reazione viene spenta inserendo le apposite barre stabilizzatrici, continua a produrre calore e se non si continua a raffreddarlo può fondere. Tanto per capirli le stesse barre di combustibile esaurito, una volta tolte dal reattore rimangono per anni immerse nelle piscine prima di essere trattate. Pertanto il tallone d’achille di tutti i reattori, compreso l’EPR che dovremmo costruire in Italia, rimane il raffreddamento che va garantito in qualsiasi condizione, terremoto, maremoto o siccità che sia. Gli EPR non hanno risolto il problema, semplicemnete hanno quattro pompe invece che una.Nel seguire il flusso delle informazioni non abbiamo potuto evitare di ascoltare il botta e risposta delle dichiarazioni di casa nostra. Scontato l’articolo di Battaglia sul Giornale, scontati gli interventi dell’onnipresente Chicco Testa, idem per le prese di posizione degli esponenti della maggioranza impegnati a convincere di non fare scelte emotive (ma sul decreto rinnovabili della settimana scorsa non lo si è fatto?), meno prevedibile la presa di posizione della Prestigiacomo (“macabra polemica”), ma se non erro anche nella tragedia del Vaijont furono bollati come sciacalli coloro che osarono contestare la diga.Le discussioni teroriche ed accademiche sono sterili. Fin dal primo vagito sul nucleare di Scajola nel 2008, ci siamo schierati contro perchè lo consideriamo vecchio ed abbiamo una visione di futuro che non lo precede. Non capiamo perchè creare una nuova occasione di rischio, perchè lasciare ai nostri figli tutto questo. Non è questo il futuro che vogliamo per loro.Dire che tanto all’estero altri lo faranno non ci pare molto intelligente e non sottrae ciascuno di noi dalla propria responsabilità, propria e non delegabile a nessun altro. E’ quello che abbiamo fatto, facciamo e faremo il giorno del Referendum. (Roberto Meregalli)

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