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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘impianto’

Un impianto in Italia della protesi trans-catetere TricValve

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2021

Se la valvola tricuspide non tiene, il reflusso della vena cava provoca nel paziente una congestione dei visceri e scompenso cardiaco. Normalmente si cura intervenendo chirurgicamente, ma in alcuni casi questa procedura non può essere sopportata dal paziente. Per questo è importante e innovativo l’intervento compiuto dalla cardiochirurgia del Cardiocenter di Niguarda, sostenuto dalla fondazione De Gasperis. Per la prima volta è stato effettuato un impianto in Italia della protesi trans-catetere TricValve, che permette di eliminare l’insufficienza della pressione valvola tricuspide. Un paziente di 66 anni affetto da sindrome del carcinoide con insufficienza tricuspidale severa considerato non operabile per la severità del quadro clinico è stato sottoposto dalla Cardiochirurgia ad impianto di TricValve. La procedura – eseguita da Claudio Russo, Giuseppe Bruschi e Aldo Cannata per via venosa femorale percutanea – consiste nell’impianto di due protesi in pericardio bovino suturate su uno stent in nitinolo a livello della vena cava superiore e della vena cava inferiore, senza la classica operazione a cuore aperto.

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Realizzazione di un impianto per la produzione di idrogeno in Sardegna

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2021

CRS4, Centro di Ricerca del Parco tecnologico della Sardegna, e Italgas, società leader nella distribuzione del gas naturale in Italia e terza in Europa, hanno siglato un protocollo di intesa finalizzato allo studio e alla realizzazione sull’isola di un impianto «Power To Gas» in grado di utilizzare energia elettrica da fonte rinnovabile per produrre combustibili rinnovabili come idrogeno verde e metano sintetico.Più nello specifico, il progetto consiste nella realizzazione di un impianto di produzione di gas rinnovabile da localizzare sull’isola e collegato alle nuove reti di distribuzione “native digitali” di Italgas. L’impianto sarà composto da un parco di autoproduzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, un elettrolizzatore in grado di produrre ossigeno e idrogeno partendo dall’acqua e una sezione di metanazione per la trasformazione dell’idrogeno in gas naturale sintetico. Lo scopo del progetto sarà di testare la produzione di gas da fonte rinnovabile e il suo potenziale utilizzo per fornire idrogeno alle utenze industriali dell’isola e idrogeno e metano sintetico alle utenze domestiche, miscelandolo al gas naturale secondo determinate specifiche. L’impianto sarà inoltre in grado di utilizzare l’energia rinnovabile in eccesso che, anziché dissipata, sarà impiegata per produrre gas da immagazzinare all’interno dell’impianto.Nella prima fase del progetto il CRS4 ha condotto, insieme con il Politecnico di Torino, un’analisi del territorio e della tipologia delle realtà produttive regionali ideali per definire gli scenari per la realizzazione dell’impianto pilota; successivamente, sarà coinvolto nella fase di dimensionamento dell’infrastruttura e nella sua ingegnerizzazione, nonché durante il funzionamento dello stesso per le misurazioni che serviranno a valutare il processo di produzione in termini energetici, tecnici e ambientali.

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Primo intervento di impianto cocleare

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Innsbruck. La prima persona in Europa a ricevere un impianto cocleare completamente impiantabile è stato un giovane uomo con una perdita uditiva prossima al grado profondo. I sistemi di impianto cocleare (CI), che sostituiscono le parti non funzionanti dell’orecchio e stimolano elettronicamente il nervo acustico, sono da lungo tempo il trattamento standard per chi soffre di perdita uditiva da grave a profonda. Attualmente sono costituiti da un impianto interno che viene posizionato chirurgicamente sotto la pelle e da un processore audio che viene indossato esternamente, dietro l’orecchio. Il processore audio contiene il microfono necessario per captare il suono e l’alimentatore. Gli impianti cocleari totalmente impiantabili rappresenteranno la tecnologia più innovativa e sofisticata nel campo delle soluzioni uditive. Il TICI contiene, in un unico dispositivo sottopelle, tutti i componenti interni ed esterni di un sistema di impianto cocleare, compreso il processore audio, il microfono e l’alimentatore.Con il primo impianto TICI, MED-EL ha confermato ancora una volta la sua posizione leader nel campo degli impianti uditivi. L’azienda internazionale, con sede in Austria, ad Innsbruck, è conosciuta per la sua grande attenzione alla ricerca e sviluppo e per il costante superamento dei confini tecnologici a beneficio dei propri utenti.È stato il Prof. Philippe Lefebvre, capo del Dipartimento di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Universitario di Liegi e Professore all’Università di Liegi, ad eseguire la prima chirurgia TICI in Europa. Si tratta di uno dei maggiori esperti in implantologia uditiva, con un’ampia esperienza nella tecnologia dei microfoni impiantabili. “Abbiamo testato l’impianto dopo l’intervento e siamo felici che tutto funzioni come previsto. La moderna tecnologia di impianto cocleare si è evoluta ad un ritmo impressionante, dando risultati uditivi eccezionali. Il TICI è una pietra miliare nel campo degli impianti cocleari. Poter integrare tutti i componenti all’interno di un unico dispositivo sottocutaneo è stata infatti l’ambizione alla base dell’impianto cocleare sin dall’inizio”, sottolinea il Prof. Lefebvre.Nell’ambito dello studio di fattibilità clinica, nei prossimi due mesi seguiranno altri interventi chirurgici con impianto cocleare totalmente impiantabile, a Liegi e Monaco di Baviera.

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Innovativo impianto di sanificazione realizzato dalla Padovana Idrobase

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

E’ l’italiana Idrobase Group, con sede a Borgoricco nel padovano e già internazionalmente nota per i macchinari anti coronavirus costruiti elaborando catalizzatori utilizzati dalla NASA nelle navicelle spaziali, ad avere realizzato l’innovativo impianto di sanificazione del coreano Sungui Arena Park, inaugurato nel 2012 (disegnato dai locali Moo Young Architects in collaborazione con lo studio italiano di design, Rossetti); ha una capienza di 20.891 spettatori ed è considerato il migliore stadio del Paese, tanto da avere ospitato i Campionati Mondiali Under 20 nel 2017. Si trova nella città di Incheon, la terza della Korea del Sud per numero di abitanti (circa 3 milioni) e la cui squadra di calcio milita nella massima serie; è una realtà portuale, vicina al confine con la Korea del Nord.L’impianto consta di chilometri di tubature, i cui ugelli nebulizzano disinfettante sulle tribune e gli spazi comuni in assenza di pubblico, potendo essere riconvertiti in umidificatori rinfrescanti durante le partite.La progettazione e la realizzazione è avvenuta nella struttura produttiva italiana, mentre Idrobase Korea, distributrice locale, ha ideato il software, con cui viene attivato il servizio, considerando diversi parametri, tra cui l’umidità dell’aria, la temperatura, la posizione del sole, il numero di spettatori previsti.Il costo finale dell’impianto è di circa 450.000 euro.“La Korea del Sud è, come l’Italia, fra i Paesi più colpiti dalla pandemia Covid-19. La differenza è che loro hanno un atteggiamento proattivo e non solo reattivo rispetto al virus. E’ lo stesso Governo del Paese a richiedere i nostri macchinari, ad iniziare dai cannoni nebulizzanti, i fog maker, con i quali si sanificano gli spazi esterni, che sono la nuova frontiera della convivenza con il rischio di contagio – informa Bruno Ferrarese, co-presidente di Idrobase Group – Analogamente, come in altri Paesi quali Marocco, Algeria ed Emirati Arabi Uniti, succede per gli archi nebulizzanti da posizionare all’ingresso di ospedali, uffici pubblici, centri commerciali, perché è anche sugli abiti che i virus si annidano. In Italia, però, tali installazioni non sono possibili, perché la normativa non permette che sostanze disinfettanti possano colpire l’individuo a causa del rischio di irritazione. Il principio è giusto, ma inadeguato di fronte alla violenza del Coronavirus e va quindi rivisto nell’interesse collettivo; allo stato attuale non ci risulta esistano efficaci sostanze disinfettanti, prive di possibili effetti collaterali come è facile apprendere leggendo le istruzioni allegate. Una cosa però sono le sostanze chimiche, altra cosa sono le soluzioni, come quella da noi adottata a base di succo di limone diluito, dai cui fastidi, come un leggero bruciore agli occhi, ci si può facilmente difendere. Il Coronavirus – conclude Ferrarese – sta cambiando velocemente le necessità igieniche della convivenza e l’Italia è in ritardo nell’adeguarsi alle nuove, indispensabili frontiere sanitarie. Il rischio è di rimanere isolati.”Un’ulteriore conferma arriva dalla spedizione aerea, verso la Korea, del campionario dei macchinari anti Coronavirus, ideati e realizzati in Italia da Idrobase Group: la destinazione è una grande fiera sulla cura dell’ambiente, in calendario a Maggio nel Paese dell’Estremo Oriente; l’attività espositiva, infatti, sta riprendendo, poiché gli spostamenti dei positivi al Covid-19 sono monitorati tramite apposite app. E in Italia?

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Finanziamento di un impianto eolico da 26 MW

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

Molino Facchinelli Zerbini & Partners ha assistito SEA s.r.l., società detenuta da Repower Renewables S.p.A. e controllata da Repower Italia S.p.A., nella negoziazione di un project financing di complessivi Euro 30,4 Mln per il finanziamento di un impianto eolico da 26 MW sito nel comune di Lucera in Puglia e dell’intervento previsto nei prossimi anni di sostituzione di alcuni componenti delle turbine Vestas V90 volto ad un incremento del diametro da 90 mt a 100 mt. Il finanziamento, suddiviso in tre diverse linee, è stato concesso da Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. in qualità di Mandated Lead Arrangers. Una caratteristica distintiva ed innovativa di questo finanziamento è che la linea destinata al finanziamento dell’intervento di reblading sarà rimborsata oltre il termine degli incentivi.
Gli aspetti legali dell’operazione sono stati seguiti per Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. da Grimaldi Studio Legale con un team guidato dal partner Giovanni Bocciardo coadiuvato, per i profili finanziari e societari, dalla senior associate Silvia Beccio e dall’associate Celeste Mastrangelo e, per i profili di diritto amministrativo, dalla partner Daniela Fioretti e dall’associate Clementina Bombacci e per il beneficiario dal team legale interno di Repower guidato dal direttore affari legali e compliance di Repower Italia, Andrea Bordogna, coadiuvato da Sara Mambretti. I profili notarili dell’operazione sono stati seguiti dal prof. Avv. Ubaldo La Porta, coadiuvato dal dott. Cosimo Sampietro.Repower Renewables S.p.A. è la JV tra Repower Italia S.p.A. ed un fondo di investimento gestito da Omnes Capital, nata nel 2018 e finalizzata alla gestione, acquisizione e sviluppo green-field di impianti da fonti rinnovabili.Il team è stato coordinato dal partner Giulio Facchinelli Mazzoleni Berlucchi che con l’associate Federico Ceruti, ha agito come financial e model advisor dello sponsor.

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Conduzione impianto essiccamento Depuratore Milano San Rocco

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Impianti e Processi e MM spa hanno siglato un contratto per la conduzione e la manutenzione dell’impianto di essiccamento sito presso il Depuratore di Milano San Rocco: la commessa aggiudicata a VOMM, a seguito di una procedura di evidenza pubblica, ha un valore complessivo pari a circa 1,5 milioni di euro e una durata triennale. Grazie a questo appalto MM, fra le più grandi società d’ingegneria in Italia nella fornitura di soluzioni di progettazione e riqualificazione di ecosistemi urbani, potrà continuare a garantire l’efficienza dell’intero Servizio Idrico Integrato, compreso l’intero ciclo delle acque della città di Milano, dalla captazione in falda alla restituzione all’ambiente della risorsa idrica per il successivo riutilizzo in agricoltura. Il depuratore di Milano San Rocco ha una potenzialità di trattamento di oltre un milione di abitanti equivalenti ed è a servizio dell’area più estesa (circa 100 km2) della fognatura di Milano coincidente con la parte occidentale della città. La linea fanghi del depuratore prevede, in coda alla disidratazione meccanica, una sezione di essiccamento termico. L’impianto utilizza la Turbo Tecnologia, soluzione brevettata da VOMM ed applicabile a processi termici continui (essiccamento, concentrazione, arrostimento, pastorizzazione, desorbimento, ecc), a processi meccanici continui (granulazione, impastazione, miscelazione, cristallizzazione, rivestimento) e a processi chimici continui (formazione di sali, sintesi di saponi) su solidi, liquidi e fanghi, con enormi vantaggi in termini di efficienza dell’intero processo. Nel caso dell’Impianto di Milano San Rocco la Turbo Tecnologia VOMM consente vantaggi nel processo di essiccamento dei fanghi di depurazione, ottenendo un prodotto finale stabile, igienizzato, inodore e riutilizzato nell’industria cementiera per la produzione del clinker. La potenzialità dell’impianto è di 34.000 t/a, il comparto di essiccamento è articolato su 2 linee e il fango disidratato, al 24% di secco, viene essiccato al 90% di secco circa. Questo nuovo contratto conferma la presenza, ormai più che decennale, di Vomm sull’impianto di depurazione di Milano San Rocco.
Il Gruppo VOMM si è sviluppato, negli anni attraverso aziende dedicate, nate per sfruttare al meglio le nuove opportunità̀ di mercato: oggi è organizzato in una holding, Ambiente & Nutrizione, e tre società controllate. Con questo assetto l’azienda prevede di proseguire nel percorso di crescita internazionale consolidato nell’ultimo ventennio, attraverso nuove assunzioni in ambito tecnico-commerciale e lo sviluppo di nuovi brevetti e applicazioni basate sulla Turbo Tecnologia VOMM, ormai marchio di fabbrica e vero e proprio fiore all’occhiello dell’industria meccanica italiana.

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TMB Salario: la relazione di Arpa Lazio certifica l’inefficacia dell’impianto

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Presentata la relazione di Arpa Lazio su flussi e funzionamento dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico di Via Salaria a Roma. Nel documento, l’Agenzia di Protezione Ambientale della Regione Lazio certifica il malfunzionamento nella gestione dei rifiuti dell’impianto di Ama.“Il TMB Salario è diventato una discarica, ora lo certificano i dati appena presentati, raccontando con chiarezza che in uscita sono troppe le tonnellate non trattate che aumentano i miasmi – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Come da tempo è chiaro alle decine di migliaia di cittadini, costretti a tenere le finestre chiuse per la puzza costante e che si battono giustamente per la chiusura dell’impianto, i rifiuti di Roma passano dal Salario, per un trattamento meccanico che in gran parte non avviene. Il ciclo dei rifiuti di Roma più migliorare solo con la diffusione del porta a porta a tutti, conseguente abbattimento delle tonnellate totali di indifferenziato e con impianti funzionanti: il porta a porta si sta ampliando a passo di lumaca, le tonnellate trattate nei TMB aumentano invece di diminuire, le strade sono sempre più sporche e di impianti nuovi, specialmente digestori anaorobici per la frazione organica non se ne vedono: e intanto crolla la qualità ambientale della vita al Salario e in ogni angolo della capitale dove ogni cassonetto è ormai una potenziale discarica”.

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Cardiomiopatia non ischemica, confermati i benefici dell’impianto di defibrillatore

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

pacemakerSecondo una nuova metanalisi pubblicata su Annals of Internal Medicine, i defibrillatori impiantabili hanno un valore nella prevenzione primaria sia nei pazienti con cardiomiopatia ischemica che in quelli con cardiomiopatia non ischemica. «Quando confrontata con la cura convenzionale, la terapia di prevenzione primaria con defibrillatori impiantabili ha ridotto l’incidenza di morte improvvisa e per tutte le cause in pazienti a rischio di aritmie ventricolari pericolose per la vita in entrambi i tipi di cardiomiopatia» afferma l’autrice principale dello studio Michalina Kolodziejczak, della Nicolaus Copernicus University di Bydgoszcz, in Polonia. Lo studio DANISH aveva messo in discussione i benefici di tali dispositivi nei pazienti con malattia non ischemica e, per fare chiarezza sulla questione, i ricercatori hanno esaminato i dati provenienti da 11 studi randomizzati che confrontavano la terapia con defibrillatore impiantabile con la cura convenzionale, terapia medica contemporanea e terapia antiaritmica, per la prevenzione primaria in circa 8.700 adulti con insufficienza cardiaca e ridotta frazione di eiezione. Il follow-up è durato circa tre anni, alla fine dei quali i risultati hanno mostrato che la mortalità per tutte le cause è stata significativamente più bassa con defibrillatore rispetto alla cura convenzionale nei pazienti con cardiomiopatia non ischemica (20% rispetto a 24%) e più bassa con defibrillatore in quelli con malattia ischemica anche se non in maniera significativa (22% rispetto a 30%). La morte improvvisa era significativamente minore con defibrillatore nei pazienti con cardiomiopatia non ischemica (3% rispetto a 7%) e significativamente inferiore con defibrillatore in quelli con malattia ischemica (5% rispetto a 15%).
Limitazioni dell’analisi includono tempi diversi di posizionamento del dispositivo e contemporanei interventi farmacologici e di re-sincronizzazione, oltre al fatto che gli studi sono stati compiuti in periodi diversi, e che gli eventi avversi e le complicazioni non sono state riviste. «Nel complesso i nostri risultati, che rispecchiano con le linee guida attuali, supportano il valore della strategia con defibrillatore impiantato in ambito di prevenzione primaria con cardiomiopatia ischemica o non ischemica» concludono gli autori. (fonte doctor33 – Ann Intern Med. 2017. doi: 10.7326/M17-0120
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28632280) (foto: defibrillatore)

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Inaugurazione impianto di trigenerazione del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico

Posted by fidest press agency su sabato, 25 febbraio 2017

campus-trigoria-vistaaereaRoma venerdì 3 marzo, alle ore 10.15, presso la Sala Conferenze del Polo di Ricerca Avanzata in Biomedicina e Bioingegneria (PRABB, via Alvaro del Portillo, 21- zona Trigoria) il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico diventa ‘green’: verrà ufficialmente inaugurato il nuovo impianto di trigenerazione energetica, grazie al quale la struttura ospedaliera potrà risparmiare enormemente sull’acquisto dell’elettricità necessaria per il funzionamento di tutti i suoi servizi e delle apparecchiature medicali, ricavando l’acqua sanitaria e l’energia per la climatizzazione in gran parte direttamente dal recupero dell’energia termica generata dalla nuova centrale. Il nuovo impianto consentirà anche un sensibile taglio delle emissioni inquinanti prodotte per garantire le necessità di approvvigionamento energetico della struttura.Nel corso dell’evento sarà possibile effettuare una visita guidata agli impianti, installati presso il Policlinico Universitario. Verranno, inoltre, presentati i dati più significativi relativi al risparmio in termini di efficienza energetica e di riduzione dell’inquinamento atmosferico che il nuovo impianto, che sarà attivo per circa 8mila ore all’anno, renderà possibili.

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A proposito dell’impianto di Tor di Valle

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2017

paolo berdiniRoma «L’epilogo del percorso di Paolo Berdini nella Giunta capitolina non poteva essere diverso. La pubblicazione di alcune sue dichiarazioni confidenziali su Virginia Raggi ha solo fatto da detonatore a una situazione divenuta ormai insostenibile per le posizioni antitetiche riguardo allo stadio della Roma: la contrarietà al progetto da parte dell’assessore all’Urbanistica non era più conciliabile con l’improvviso cambio di vedute operato dal Sindaco e dai vertici del Movimento 5 Stelle, evidentemente convinti della necessità di tentare di recuperare parte del consenso dilapidato dopo mesi di passi falsi, polemiche e incertezze».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«È singolare – prosegue Simoncini – che gli stessi che avevano apertamente sfidato Governo, Coni e multinazionali rinunciando alla candidatura alle Olimpiadi si dimostrino oggi così disposti a chinare il capo a proposito dell’impianto di Tor di Valle, i cui intenti speculativi sono così palesi. Rimproverare a uno come Berdini eccessiva rigidità sull’argomento vuol dire rinnegare gli stessi presupposti ideologici che avevano portato alla sua scelta per un ruolo tanto delicato, in particolare in una città con una catastrofica storia urbanistica come Roma. Quel famoso segnale di discontinuità con il passato, che era stato da più parti salutato come non più rinviabile, viene di fatto cancellato. A differenza di quanto accaduto con l’avventura olimpica, stavolta la Raggi e il suo staff non hanno dimostrato altrettanta capacità di reggere alle pressioni esterne, optando per un cambio di prospettiva e per una accelerazione del processo decisionale che non possono che destare perplessità. Soprattutto perché sembrano più che altro strizzare l’occhio a un potenziale bacino elettorale, quello dei tifosi romanisti, anche in prospettiva della prossime consultazioni politiche. Un compromesso al ribasso avvilente e inquietante, che scatenerà gli appetiti degli speculatori e che rischia di far scivolare ulteriormente Roma lungo una china di decadenza che non sembra avere fine».

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Ilva, per commissione Ambiente Pe Ancora tanta strada per conformità impianto con normativa comunitaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2016

ilvaAl termine della visita della delegazione di eurodeputati della Commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare del Parlamento europeo all’Ilva di Taranto e dell’incontro col presidente della regione Puglia Michele Emiliano, il capo delegazione On. Giovanni la Via (PPE/IT) ha dichiarato:”C’è ancora molto da fare per rendere l’impianto rispondente alle normative europee e compatibile con gli standard più tecnologicamente avanzati. Tanti interventi sono stati effettuati ma la strada è ancora lunga.”La complessità data dalle dimensioni del sito e dalla maestosità di alcuni interventi necessari, come ad esempio la copertura dei parchi minerari, ci fanno comprendere che i tempi non saranno rapidi.”Si tratta di un sito strategico per la nostra nazione e bisogna intervenire con un obiettivo chiaro: la difesa di un binomio imprescindibile, salute e lavoro.Dobbiamo preservare la salute dei cittadini di Taranto e delle fasce più vulnerabili della popolazione, come i bambini, ma anche quei posti di lavoro che garantiscono a oltre 12.000 famiglie la possibilità di guardare al futuro.La salute dei lavoratori e dei cittadini non è negoziabile. Ci sono ancora delle mancanze gravi, nonostante l’80% di attuazione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia).Il nostro compito, come rappresentanti diretti dei cittadini, è proprio quello di fare tesoro di quanto ascoltato e visto in questi giorni, e migliorare il futuro di questa comunità, per ridare speranza alle persone che abbiamo incontrato e che hanno condiviso con noi le loro esperienze e i loro duri racconti di vita in momenti molto toccanti.”Hanno fatto parte della delegazione in visita a Roma, Taranto e Bari fra il 13 e il 15 luglio 2016 i seguenti eurodeputati:
– Giovanni La Via, Presidente della Commissione ENVI al Parlamento europeo e capo delegazione (EPP/IT);
– Massimo Paolucci, Nicola Caputo ed Elena Gentile (S&D/IT);
– Piernicola Pedicini (EFDD/IT);
– Eleonora Forenza (GUE/NGL/IT);
– Nikolay Barekov (ECR/BG);
– Jasenko Selimovic (ALDE/SV).

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Impianto transcatetere di valvola aortica

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2015

valvola-aortica-stenosiL’impianto transcatetere di valvola aortica (TAVI) con valvola cardiaca transcatetere SAPIEN si conferma essere un intervento efficace quanto la chirurgia tradizionale e con risultati duraturi per le persone con stenosi aortica grave ritenuti a rischio elevato per poter affrontare un intervento di sostituzione valvolare tradizionale a torace aperto. Sono i risultati conclusivi a 5 anni dello studio PARTNER, il primo e più importante trial clinico condotto sulla TAVI in pazienti ad alto rischio, pubblicato online sul prestigioso The Lancet.
Lo studio PARTNER ha assegnato in maniera randomizzata 699 pazienti, affetti da stenosi aortica severa sintomatica con alto rischio chirurgico, alla sostituzione della valvola aortica attraverso intervento cardiochirurgico tradizionale o per mezzo della tecnica transcatetere (TAVI). Quest’ultima, procedura innovativa e meno invasiva, consente di posizionare la protesi valvolare all’interno della valvola nativa malfunzionante attraverso un catetere vascolare da un’arteria periferica. Gli importanti risultati dello studio PARTNER a 5 anni dimostrano che non si sono riscontrate differenze significative nella mortalità generale, pari al 37,6% nella cardiochirurgia standard e al 32,2% nella TAVI. Così come simile e statisticamente non significativa l’incidenza di ictus, il cui tasso si è attestato al 16,9% nei pazienti TAVI e al 14,7% nei soggetti sottoposti a chirurgia; e non diversa la necessità di riospedalizzazione. “Ma il dato forse più atteso dalla comunità scientifica è quello relativo alla durata ed al buon funzionamento della valvola percutanea a 5 anni dall’intervento; infatti entrambi sono risultati di pari livello alla valvola impiantata con tecnica chirurgica tradizionale” ha dichiarato Sergio Berti, Presidente della Società italiana di cardiologia Invasiva (GISE).
“Questi dati sono di grande interesse, perché dimostrano in maniera solida come, in pazienti ad elevato rischio operatorio, non esista una differenza sostanziale in termini di risultati clinici a distanza, tra l’innovativa e meno invasiva tecnologia della TAVI e l’intervento cardiochirurgico tradizionale, considerato finora il gold standard terapeutico”, ha proseguito Berti. “Va anche notato che nello studio PARTNER sono state utilizzate valvole per la TAVI di prima generazione. Oggi, noi utilizziamo la terza generazione di questi dispositivi, che hanno molto migliorato performance e sicurezza dell’intervento” ha concluso l’esperto.
La valvola SAPIEN ha ricevuto il marchio CE in Europa nel 2007 ed è stata approvata nel 2011 dalla US Food and Drug Administration (FDA); è indicata per il trattamento dei pazienti non operabili e per quelli ritenuti a rischio elevato per l’intervento cardiochirurgico tradizionale.

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Impianto transcatetere di valvola aortica

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Presentati al 61esimo congresso dell’American College of Cardiology (ACC) i dati a 2 anni dello studio Partner Coorte A, che confronta, in pazienti ad alto rischio, l’impianto transcatetere di valvola aortica (TAVI), effettuato con valvola Sapien di Edwards Lifesciences, con l’intervento cardiochirurgico tradizionale. Pubblicati sul New England Journal of Medicine (NEJM), i risultati mostrano che, anche dopo 24 mesi dall’intervento, la mortalità attribuibile a qualunque causa è statisticamente identica tra le due procedure (33,9% per la TAVI contro 35% per la cardiochirurgia, rispettivamente). Questo risultato conferma quanto emerso dal confronto a 12 mesi, pubblicato sulla stesso NEJM lo scorso anno: nessuna differenza di risultato, 24,2% la mortalità per qualunque causa della TAVI, 26,8% quella dell’intervento tradizionale. Ciò ha portato gli autori a concludere come la TAVI sia da considerare una valida “alternativa all’intervento tradizionale a cuore aperto in pazienti ad alto rischio con stenosi aortica. I due trattamenti risultano simili per mortalità, riduzione nei sintomi cardiaci e miglioramento delle prestazioni emodinamiche della valvola”. Lo studio PARTNER, condotto tra maggio 2007 e settembre 2009 su 699 pazienti con grave stenosi aortica sintomatica, giudicati da un team integrato cardiochirurgico e cardiologico ad alto rischio per la chirurgia tradizionale a cuore aperto, è il primo studio randomizzato, controllato, condotto sulla TAVI, e l’unico sinora che mostri risultati di follow-up su tutti i pazienti per almeno due anni. Una seconda notazione importante degli autori riguarda un dubbio sollevato dai risultati dopo 12 mesi, che avevano evidenziato l’ipotesi che alla procedura TAVI potessero essere associati maggiori episodi di attacchi ischemici e ictus. Secondo i nuovi dati disponibili oggi, anche in questo caso non esiste alcuna differenza significativa nel rischio di questa conseguenza tra i pazienti TAVI e quelli operati con chirurgia standard. Anche la valutazione, attualmente in corso, dei risultati dopo 36 mesi, mostra un andamento simile, per quanto concerne la mortalità. Anche i dati relativi a pazienti inoperabili, arruolati nella coorte B dello studio PARTNER, sono stati oggi pubblicati sul New England Journal of Medicine. Erano stati già presentati lo scorso Novembre 2011, in occasione del simposio TCT.
Edwards Lifesciences è leader mondiale nel settore delle valvole cardiache e del monitoraggio emodinamico. Guidata da una grande passione, l’azienda lavora a stretto contatto con i medici per sviluppare tecnologie innovative salvavita nelle aree della chirurgia valvolare cardiaca e del monitoraggio in terapia intensiva. sito http://www.edwards.com.

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Tecnologia a servizio della sicurezza idraulica

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2011

Il rilancio della tecnologia sul territorio a favore della sicurezza idraulica nel bacino mantovano: questo, in sintesi, quanto si prefiggono due progetti approvati dal Consorzio della bonifica Burana (con sede a Modena) nell’ambito del PSR (Programma Sviluppo Rurale) 2010/2013 della Regione Lombardia.L’ente consortile della Burana comprende diverse aree sia in Emilia Romagna che in Lombardia e conta, sul territorio di pianura, oltre duemilacento manufatti di regolazione delle acque attraverso i canali consorziali: di questi, oltre seicento ricadono nel territorio mantovano. Due i progetti in fase di attuazione: il primo è la realizzazione di un sistema coordinato di telecomando e telecontrollo dei numerosi “sostegni idraulici” (paratoie, chiaviche), nonchè di alcuni impianti idrovori per ottenere una più veloce regolazione idraulica degli afflussi e dei livelli idrici; il secondo è la gestione di questo processo dalla centrale, dirigendolo a distanza in automatico attraverso un software, che regola le manovre in base ai livelli idrici. Il centro operativo sarà a Bondeno, dove ha sede il nucleo operativo per la gestione e la manutenzione del territorio mantovano, mentre il centro di supervisione direttivo sarà nella sede centrale dell’ente consortile a Modena.Nell’impianto idrovoro di Sabbioncello (Quingentole) ci sarà, inoltre, un sistema di comunicazione interna (postazione computerizzata e server di sistema) per la gestione del medesimo e la programmazione dell’impianto Ubertosa (Concordia sulla Secchia). L’importo complessivo dei lavori è di 850.000 euro per l’elettrificazione e di 500.000 euro per il telecontrollo (il 30% finanziato dal Consorzio della bonifica Burana).

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Impianto illuminazione pubblica a Palermo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2011

English: a panoramic view of Palermo, the city...

Image via Wikipedia

Palermo mercoledì mattina 30 novembre, dopo circa 25 anni, i lavori perla realizzazione dell’impianto di pubblica illuminazione nelle vie Ida Castellucci, Emilio Greco, Antonio Agostino e Beniamino Joppolo, ubicate nella ex quartiere della Zisa a Palermo. Tali lavori, metteranno in sicurezza una vasta zona fortemente urbanizzata ad alta densità residenziale, che in questi lunghi anni è rimasta priva di illuminazione pubblica. La zona, nel passato e fino a qualche anno fa’ è stata parzialmente illuminata da punti luce allacciati alle utenze private. Per effetto anche dell’ammaloramento di alcuni pali di luce che negli anni non sono stati oggetto di manutenzione, oggi l’intera area è priva di illuminazione durante le ore notturne. A comunicarlo è l’Assessore comunale alle Manutenzioni e all’Ambiente,
Michele Pergolizzi – che aggiunge: “Finalmente, reperite le risorse finanziarie, l’Amministrazione Comunale potrà mettere definitivamente in sicurezza una porzione del territorio cittadino che da oltre venticinque anni registrava condizioni di degrado, aggravato anche da frequenti atti delinquenziali, con grande disagio per i residenti”.
L’impianto, sarà costituito da n. 23 punti luce alimentati in derivazione con lampade a Ioduri metallici con bruciatore ceramico da 60 watt., mentre il costo complessivo dell’intervento ammonterà ad €. 75.000,00.

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Riscaldamento: autonomo o centralizzato?

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2011

Riscaldamento, heater

Image by stefano meneghetti via Flickr

Inizia il freddo ed è il momento di pensare al riscaldamento e, come tutti gli anni, si ripropone la vessata questio: meglio un riscaldamento centralizzato o individuale? La risposta e’ semplice: dipende dalle esigenze del consumatore. Non esiste una scelta di per se’ migliore dell’altra. E’ evidente che le grandi quantita’, razionalmente impiegate, fanno risparmiare cosi’ i grandi impianti di combustibile per il riscaldamento sono piu’ convenienti. Un riscaldamento centralizzato e’ piu’ indicato se omogeneamente utilizzato, il che vale per gli uffici che hanno un orario standard, per esempio 9-17. In questo caso l’impianto viene messo attivato e disattivato ad orari stabiliti, e’ spento il sabato e la domenica, e’ prevista una sola caldaia con manutenzione unificata. Diverso e’ il caso delle abitazioni private perche’ ciascuna famiglia ha esigenze diverse. C’e’ chi esce la mattina e rientra in serata o il fine settimana e’ fuori, chi e’ in casa solo per alcune ore della giornata, chi invece vi soggiorna per molte ore (vedi anziani). Nello stesso edificio inoltre vi possono essere uffici e abitazioni private, con esigenze del tutto opposte. Le necessita’ del mondo condominiale sono insomma estremamente differenziate e accontentare tutti e’ praticamente impossibile. In questo caso la caldaia autonoma appare la soluzione piu’ razionale, perche’ consente di adattare alle proprie esigenze giorni e orari di accensione, ottenendo un buon rapporto costi-benefici e consente di evitare lunghe e accesissime discussioni condominiali sui termosifoni troppo o troppo poco accesi e sulle relative bollette.

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Sanità: la manovra ci riporta indietro

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

“La manovra del Governo ripropone soluzioni già censurate e inadeguate alla realizzazione di un sistema sanitario pubblico e di qualità”, dichiara Sabino Venezia, del Coordinamento Nazionale USB Pubblico Impiego. “Riproporre i ticket e bloccare la retribuzione del personale, oltre a non determinare risparmio vero, corrisponde a dequalificare il sistema assistenziale ed a ricondurlo nella sfera della speculazione, con il risultato che l’intero impianto della manovra peserà due volte sui cittadini malati e sugli operatori sanitari”. “Ben altre sono le questioni – evidenzia il sindacalista – sulle quali il Governo avrebbe dovuto concentrare l’intervento. Dalle cronache sulla corruzione, traspare una costante subordinazione del servizio sanitario ai sistemi affaristico-clientelari che pervadono il Paese, da sempre contigui alla politica. Ma nessuno interviene, se non demagogicamente, sugli appalti, sulle consulenze, sull’esternalizzazione dei servizi e sul precariato, vere fonti di diseconomia”. Prosegue Venezia: “Anche gli aspetti concernenti una ipotetica chiusura degli ordini professionali, da sempre sovrastrutture autoreferenziali e di potere, ed il tetto di spesa per l’acquisto di dispositivi medici, ulteriori fonti di sperpero perché riconducibili ad operazioni poco trasparenti, non sono indirizzati alla tutela dei malati ma ad una sorta di processo di liberalizzazione, escluso da norme di verifica e controllo”. “Contro questo ulteriore attacco alla dignità dei lavoratori e dei cittadini, che si somma al deludente accordo sulla rappresentanza sindacale voluto da Confindustria e Sindacati Confederali, la USB Pubblico Impiego intensificherà le iniziative di lotta, non ultimo lo sciopero generale previsto per il prossimo 15 Luglio”, conclude Venezia.

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Indagine della Procura sui tagli alle Molinette

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2011

Torino. La mancanza di fondi per la ristrutturazione dell’ospedale Molinette di Torino rischia di far chiudere due tra i reparti più importanti, quali cardiochirurgia e terapia intensiva. La Procura ha aperto l’inchiesta riguardante la struttura sanitaria dopo che i controlli, effettuati da Carabinieri e Nas, avevano rilevato diverse violazioni sulla sicurezza come l’impianto di aerazione poco efficiente, le infiltrazioni, i materiali e le attrezzature mediche in locali non adeguati. Il procuratore Raffaele Guariniello sta valutando a chi ascrivere le responsabilità per tali violazioni, ma a monte c’è da considerare anche il problema dei finanziamenti richiesti agli amministratori politici nel 2008 e mai erogati. Infatti, nonostante i lavori ancora in corso proprio in questi giorni, i locali non saranno lo stesso a norma per la riapertura a causa di problemi anche strutturali, risolvibili solo con una profonda e costosa ristrutturazione. Luigino Smiroldo, viceresponsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti, ha così commentato la vicenda: “Quando manca la volontà politica di sviluppare azioni per l’interesse comune vengono meno anche i fondi, viceversa, se c’è la prima allora ci sono anche i soldi. La domanda che mi pongo, allora, è quali siano gli interessi politici che sono dietro la volontà di non ristrutturare l’ospedale. Ci sono lobby politiche che hanno l’interesse di costruire nuove strutture sanitarie private per due motivi: far scendere quelle pubbliche da ottimi a bassi livelli e far inserire al loro posto il privato con un’offerta tutt’altro che ottima, ma comunque migliore degli ospedali pubblici. Se infatti, questi vengono fatti scendere a un livello da terzo mondo, il settore privato può anche offrire poco e poter funzionare con servizi minori che saranno, però, sempre migliori di quelli pubblici. Le Molinette è un bellissimo ospedale dal punto di vista logistico, perché è al centro della città ed è alla portata di tutti i cittadini per quanto riguarda l’accessibilità. Se la magistratura lo deve chiudere – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – lo faccia, perché non ci sono i requisiti minimi e non possono permettersi di utilizzare servizi senza sicurezza, ma si apra una contraddizione al riguardo. Purtroppo a farne le spese saranno i cittadini che non potranno usufruire dei servizi pubblici”.

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Energy Resources: fatturato record

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2011

L’azienda italiana scelta per realizzare l’impianto fotovoltaico all’autodromo del Mugello. Sono stati presentati ieri all’Istituto Superiore di Studi Adriano Olivetti di Ancona i dati preconsuntivi di bilancio e le strategie future di “Mugello Circuit Spa, società che gestisce il circuito del Mugello, di proprietà della Ferrari”, realtà italiana di spicco nel settore della green economy. Rispetto ai dati economici, il bilancio 2010 presenta una chiusura preconsuntiva di 153 milioni di Euro come valore della produzione, pari a una crescita del 489% rispetto ai 26 milioni di Euro del 2009. L’Ebitda (Earning Before Interest Taxes Depreciation and Amortization) della gestione tipica è risultato pari a ben 14,4 milioni di Euro, in crescita del 555% rispetto ai 2,2 milioni di Euro dell’anno precedente. Il patrimonio netto è cresciuto da 1,6 milioni di Euro a 6,2 milioni di Euro nel 2010 grazie al costante reinvestimento degli utili da parte dei soci. Anche per l’anno in corso si conferma il forte trend di sviluppo, infatti nel 1° trimestre il fatturato ha già raggiunto i 38 milioni di Euro rispetto agli 11 milioni di euro dello stesso periodo nel 2010 (+245%). “Siamo tra i primi 5 attori italiani del settore – ha affermato Enrico Cappanera, amministratore delegato di Energy Resources Spa – Lo sviluppo futuro ci vedrà impegnati fortemente al Sud Italia e all’estero: stiamo aprendo in questi giorni la filiale inglese a Londra e a brevissimo anche una sede negli Stati Uniti”. La fase di ulteriore crescita è stata sancita anche dalla recente costituzione di ER Holding, l’unica realtà italiana in grado di offrire l’integrazione totale delle diverse componenti della green economy, grazie alle società operative specializzate nelle singole attività e coordinate dalla holding. “Lo sviluppo sostenibile del Paese non passa da una singola fonte di energia pulita e non può essere legato al solo fotovoltaico – commenta Andrea Cardinaletti, presidente di ER Holding –; non basta più ragionare in termini di fonti rinnovabili: per cambiare davvero modello di sviluppo e cogliere le grandi opportunità economiche e occupazionali che ne derivano bisogna collegare mobilità elettrica, edifici a zero emissioni ed efficienza energetica in un unico sistema virtuoso. Per questo è indispensabile la sinergia tra mondo imprenditoriale, istituzioni e società civile”. In occasione della presentazione, Energy Resources ha annunciato anche la sigla dell’accordo con “Mugello Circuit Spa, società che gestisce il circuito del Mugello, di proprietà della Ferrari” per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico all’autodromo toscano del Mugello. L’azienda italiana è stata scelta per portare a termine i lavori in tempi record: tutta la struttura dovrà essere completata entro il Gran Premio della Moto Gp in programma nel fine settimana del 2 / 3 luglio. Per l’impianto Energy Resources utilizzerà pannelli Pramac e inverter Power One.

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Impanto dispositivo assistenza circolatoria

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2011

E’ stato effettuato in data 10/3/2011 il primo intervento di impianto di un dispositivo di assistenza circolatoria definitivo presso la UO di Cardiochirurgia dell’ACO S. Filippo Neri. L’intervento, eseguito dalla équipe cardiochirurgica diretta dal dr. Paolo Sordini, è stato effettuato su un paziente affetto da scompenso cardiaco intrattabile – non candidabile a trapianto cardiaco – nell’ambito di un programma alternativo al trapianto stesso, avviato presso il Dipartimento di Malattie Cardiovascolari. E’ stato utilizzato  il nuovo sistema di pompa assiale Jarvik 2000 messo a punto dalla Jarvik Heart ™. Tale dispositivo, approvato a livello europeo anche come destination therapy, consta  di una micro-turbina che viene impiantata direttamente nel ventricolo sinistro, supportandone la funzione anche a lungo termine. Questo intervento colloca il S. Filippo nel ristretto gruppo di Ospedali italiani dello studio David (branca italiana di un più ampio studio multicentrico  europeo) di valutazione a medio e lungo termine dell’applicazione clinica del dispositivo, che si propone come realistica alternativa al trapianto cardiaco. Lo scompenso cardiaco congestizio infatti sta diventando, nei paesi occidentali ad elevato standard assistenziale sanitario, una vera e propria emergenza sanitaria con caratteristiche di epidemia. Vari fattori, tra i quali in primo luogo l’incremento generale dell’aspettativa di vita, hanno contribuito alla formazione di una popolazione di pazienti affetti da scompenso congestizio cronico; tale patologia di per se non solo contribuisce in modo massivo all’aumento della spesa sanitaria – per i numerosi ricoveri che determina – ma anche comporta un’altissima mortalità.  Fino a tempi recenti l’unica opzione terapeutica per lo scompenso cardiaco intrattabile è stata il trapianto cardiaco; tale opzione però è gravata da una drammatica discrepanza tra la domanda e l’offerta, determinata in parte dalla scarsità di donatori ed in parte dalla crescente selettività nella compatibilità donatore/ricevente. Tale stato di cose ha prodotto un crescente investimento nel settore dell’assistenza ventricolare, sia temporanea che definitiva, nel contesto della quale si colloca il Jarvik 2000. Questo intervento è significativo del rilancio della Cardiochirurgia del San Filippo Neri e dell’intero dipartimento cardiovascolare, fiore all’occhiello dell’ Azienda che non potrà tollerare alcun provvedimento di declassamento prospettato dalla Regione Lazio, che intende privare il San Filippo del rango di DEA di II livello e di centro di riferimento per la malattie cardiovascolari all’interno del quadrante cittadino in cui insiste. Il processo di potenziamento sarà realizzato anche attraverso l’indizione dell’avviso pubblico per l’attribuzione del nuovo incarico primariale di cardiochirurgia, con lo scopo di portare al San Filippo le migliori professionalità presenti sulla scena.  Per ilSegretario provinciale della UIL FPL di Roma  Paolo Dominici questo intervento rappresenta un elemento di effettivo rilancio di un reparto, quello della Cardiochirurgia del San Filippo Neri, che è stato al centro negli ultimi tempi di attenzioni non certo rassicuranti da parte del governo Marrazzo prima e di quello della Polverini poi. Sono convinto, –  conclude Dominici – che il prestigio che da sempre ha determinato il San Filippo Neri come punto di riferimento dell’intera area cittadina, della provincia ma anche nazionale , con il contributo di tutte le forze in campo, non ultime quelle relative all’altissima professionalità degli operatori, sia questi medici, infermieri e tecnici, continuerà e si imporrà sempre di più per la cura delle malattie cardiovascolari in particolare e non solo quelle in generale.

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