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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘implicazioni’

L’intelligenza artificiale e le sue relative implicazioni etiche, giuridiche e sociali

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2021

Si terrà lunedì 22 marzo, alle 16.30, la seconda delle AI Lectures organizzate dal Centro Universitario di Bioetica dell’Università di Parma. L’incontro si inserisce nella più ampia edizione delle Letture magistrali “Bioetica/Scenari”, appuntamento ormai consolidato nell’ambito delle attività del Centro, volto a promuovere la discussione di questioni di rilevanza bioetica e biogiuridica con studiosi di fama nazionale e internazionale. Le AI Lectures rappresentano un focus particolare su una delle tematiche più controverse e ormai ‘totalizzante’ degli ultimi tempi: l’intelligenza artificiale e le sue relative implicazioni etiche, giuridiche e sociali. Ospite dell’incontro sarà Clementina Barbaro, co-segretaria del Comitato Ad hoc sull’intelligenza artificiale (CAHAI) del Consiglio d’Europa, che terrà una relazione sul tema “Sistemi giudiziari e intelligenza artificiale. La prospettiva del Consiglio d’Europa”. L’evento sarà moderato da Antonio D’Aloia, Direttore del Centro. Clementina Barbaro è studiosa di fama internazionale e da anni lavora al Consiglio d’Europa dove è stata anche segretaria del Working Group on Quality of Justice della Commissione europea per l’efficienza della giustizia (CEPEJ). Il Comitato ad hoc sull’intelligenza artificiale rappresenta un organo intergovernativo, incaricato di esaminare la fattibilità e i possibili elementi costitutivi di un futuro quadro giuridico per lo sviluppo, la progettazione e l’applicazione dell’intelligenza artificiale, nel rispetto degli standard sui diritti umani e sui principi democratici del Consiglio d’Europa. L’incontro, dunque, verterà sul rapporto fra “intelligenza artificiale e giustizia”, questione di stretta attualità se si pensa ai sistemi di AI come possibile ausilio del giudice e magari anche quale potenziale sostituzione dello stesso nell’ambito delle controversie di minor valore. L’evento rappresenta l’occasione per una riflessione sotto un profilo giuridico e tecnico della rilevanza dei meccanismi di intelligenza artificiale nel contesto della giustizia, valutandone i potenziali effetti e la fattibilità, attraverso la ‘lente’ del Consiglio d’Europa.L’evento si terrà su Zoom e sarà in diretta Facebook sulla pagina del Centro (University Center for Bioethics (UCB) – Università di Parma). Questo il link di collegamento Zoom (Meeting ID: 984 6401 3631; Passcode: 022775).La prossima AI Lectures è in programmazione per il 14 aprile con Cosimo Accoto, filosofo e fellow al Massachusetts Institute of Technology-MIT di Boston, che interverrà sul tema “Algomazione tra machine experience e machine economy”.

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Covid e implicazioni sul sistema nervoso

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2020

Il Covid, come può colpire organi come polmoni, cuore, rene, può anche colpire il cervello e con due implicazioni nelle malattie neurologiche, manifestazioni neurologiche direttamente indotte dall’infezione e grosse ripercussioni sulla gestione delle malattie neurologiche legate all’emergenza come dimostra uno studio recentemente pubblicato che ha evidenziato gli effetti comportamentali e psicologici della quarantena nei pazienti con demenza: peggioramento di sintomi comportamentali e psicologici della demenza come apatia (34,5%), depressione (25%), ansia (29%), disturbi del sonno (24%), irritabilità (40,2%), agitazione (30,7%) e un nuovo inizio di sintomi comportamentali e psicologici della demenza quali disturbi del sonno (21,3%), irritabilità (20,6%), apatia ( 17%) e aggressività (13%). E’ quanto è emerso durante il webinar “Organopatia da Covid-19. Diagnosi, terapia e follow up” organizzato da Motore Sanità. Sono molteplici i quadri neurologici che possono insorgere nelle varie fasi dell’infezione:sintomi a livello del sistema nervoso centrale come cefalea, vertigini, disturbi dello stato di coscienza (confusione, delirium, fino al coma), encefaliti da infezione diretta del virus o su base autoimmune, manifestazioni epilettiche, disturbi motori e sensitivi, spesso legati a ictus ischemici o emorragici; sintomi a livello del sistema nervoso periferico come la perdita o distorsione del senso dell’olfatto, del gusto, sofferenza diretta o su base immuno-mediata dei nervi periferici (neuralgie, sindrome di Guillan-Barrè), nonché sintomi da danno muscolare scheletrico, che si manifestano con mialgie intense, spesso correlate a rialzo di enzimi liberati dal muscolo (CPK), espressione di danno muscolare diretto. Ma, come è stato segnalato per altri organi, si possono manifestare complicanze neurologiche post Covid: in circa il 30% dei soggetti trattati presso gli ambulatori post Covid, oltre ad astenia, che è il sintomo più comune, si è osservata difficoltà di concentrazione o veri e propri disturbi di memoria, e ora i neurologi stanno cercando di documentare quali sono le aree cerebrali che posso maggiormente essere colpite, con valutazioni neuropsicologiche o con la risonanza o con esami di imaging. Si possono inoltre manifestare patologie neurologiche legate ad alterazioni delle pareti vasali, alterazioni della coagulazione, liberazione delle citochine pro-infiammatorie, infiammazione della parete dei vasi e la produzione di autoanticorpi. Proprio per il rischio importante di complicanze durante l’infezione e di conseguenze anche dopo l’infezione, la Società Italiana di Neurologia (SIN) ha promosso lo studio multicentrico NeuroCOVID sulle manifestazioni neurologiche durante l’infezione con l’obiettivo di raccogliere informazioni sui pazienti che sono o sono stati affetti da Covid relative alla specifica sintomatologia clinica neurologica manifestata, ad esami eventualmente eseguiti per evidenziare un interessamento del sistema nervoso e sul decorso della sintomatologia allo scopo di valutare possibili implicazioni a lungo termine sul sistema nervoso. Lo studio è partito a marzo con l’esplosione della pandemia e il reclutamento si protrarrà fino al giugno 2021 con un follow-up che dovrebbe protrarsi fino alla fine dell’anno prossimo. Allo studio hanno già aderito 48 unità di neurologia nel territorio italiano e altre stanno chiedendo l’adesione. Infine, la pandemia ha avuto una enorme ripercussione sulla gestione delle malattie neurologiche. “La chiusura degli ambulatori, soprattutto nella prima fase, la difficoltà stessa di pazienti che hanno avuto ansia a recarsi al pronto soccorso per le loro patologie e quindi non sono stati seguiti, e lo stesso lockdown che ha costretto a casa pazienti con la demenza hanno fatto registrare un netto peggioramento del quadro dei disturbi comportamentali o addirittura la comparsa di nuovi disturbi comportamentali in soggetti affetti da demenza, come testimonia uno studio recentemente pubblicato – ha concluso il Professor Ferrarese -. Stiamo cercando di attrezzarci con la telemedicina, con collegamenti via internet e telefonici, seppur non è la stessa cosa che seguire direttamente questi pazienti. Le patologie neurologiche hanno avuto un grosso impatto da questa pandemia, stiamo cercando di monitorarle e vedremo anche a distanza di tempo quale sarà lo scenario”.

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Implicazioni sull’esplosione del debito globale

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

A cura di Tammie Tang, Portfolio Manager e Paul Smillie, Senior Investment Analyst, Fixed Income. Prima del Covid-19 il debito globale aveva raggiunto un livello senza precedenti. Con la conseguente risposta politica volta a immettere liquidità nella maggior parte dell’economia mondiale, la situazione debitoria è destinata a peggiorare ulteriormente. Esploriamo le implicazioni per i titoli di Stato, le obbligazioni finanziarie e le emissioni societarie, in particolare dal punto di vista degli investitori obbligazionari.Solo nel primo semestre di quest’anno, le autorità politiche hanno varato o promesso misure di stimolo per oltre 14.000 miliardi di dollari di dollari, pari al 18% del PIL del 2019. Lo stimolo ha assunto la forma di interventi fiscali (9.000 miliardi di dollari) e monetari (5.000 miliardi di dollari), anche se in alcune regioni determinati aspetti di queste misure sono in realtà senza limiti di tempo o di importo.Gli interventi monetari, come gli stimoli delle banche centrali, e gli interventi fiscali indiretti, come le garanzie statali sui prestiti, non incidono sull’onere debitorio, che viene invece accresciuto dalle misure fiscali e di bilancio dirette, come le sovvenzioni e le indennità di disoccupazione e di congedo. Queste misure superano attualmente i 4.400 miliardi di dollari. Se si considera la crescita dell’indebitamento del settore privato, sia tramite prestiti bancari sia attraverso l’emissione netta di obbligazioni societarie, il debito globale aumenterà di almeno 9.000 miliardi di dollari, pari al 12% del PIL del 2019, per effetto dei provvedimenti presi solamente nei primi sei mesi di quest’anno. Quest’anno siamo avviati a raggiungere un livello del 350%, e se dovessimo affrontare un altro grave shock della domanda, come quello derivante da una seconda ondata globale di Covid-19, il rapporto potrebbe avvicinarsi al 400% nel prossimo decennio, a meno che non si prendano provvedimenti drastici per ridurre l’onere debitorio globale. Una volta che la situazione si sarà assestata, il rischio paese assumerà una crescente importanza per gli investitori obbligazionari, poiché gli spread delle obbligazioni societarie rifletteranno ulteriormente la sostenibilità del debito sovrano. Può essere difficile stabilire a che punto un emittente sovrano potrebbe sbattere contro un “muro” fiscale, per effetto del quale i mercati non sarebbero più disposti a finanziare un disavanzo. Siamo inoltre prudenti sul rischio politico dell’eurozona. Per gestire lo stock del debito italiano servirà una significativa volontà politica a livello europeo, e in futuro potrebbero aumentare gli interrogativi sull’uso del Recovery Fund, sulla condivisione degli oneri e sulla remissione dei debiti. Temiamo che il mercato sia fin troppo pronto ad accettare che questi importanti cambiamenti politici vengano effettuati in modo ragionevole e tempestivo. Dopo la crisi finanziaria globale il settore bancario è stato interessato da un decennio di ri-regolamentazione e deleveraging. Il rapporto tra il capitale primario di classe 1 (Core Tier 1) e attivi ponderati per il rischio, un indicatore chiave della solidità finanziaria di una banca, è aumentato dal 7% al 12,5%. Di conseguenza, alla vigilia della crisi il settore bancario si trovava in una posizione di forza e oggi è considerato parte della soluzione. Se analizziamo le cifre relative alle banche di cui ci occupiamo a livello globale, prevediamo per gli istituti europei un picco degli oneri da crediti inesigibili simile a quello registrato durante la crisi finanziaria globale, e un livello pari a circa la metà di quello di allora negli Stati Uniti, nonostante la crescita del PIL sia molto più lenta. Nel prossimo anno i due coefficienti di capitale primario dovrebbero diminuire di circa 100 pb in tutto il settore a livello globale, pur restando nel complesso nettamente al di sopra dei requisiti regolamentari. Dalla crisi finanziaria globale l’importo del debito societario in essere è quasi raddoppiato, superando i 74.000 miliardi di dollari) e scavalcando per ammontare il debito pubblico. Uno dei principali motori di questa crescita è rappresentato dalle obbligazioni societarie investment grade (IG), specialmente quelle emesse da società con rating BBB, comprese le imprese protagoniste di una diffusa attività di M&A finanziata con debito.Prendendo ad esempio gli Stati Uniti, il debito delle imprese non finanziarie in rapporto al PIL è salito a un massimo storico del 75% alla fine del 2019.Questo aumento dell’indebitamento influisce sulla solvibilità delle società in cui investiamo. Considerando le imprese non finanziarie con rating IG di cui ci occupiamo a livello globale, negli Stati Uniti ci aspettiamo che il rapporto debito netto/EBITDA superi il 200% entro fine anno, avendo registrato un aumento costante dal 116% nel 2009. Per l’Europa lo stesso rapporto dovrebbe attestarsi al 310% entro la fine del 2020, in rialzo dal 250% nel 2009. Storicamente, le politiche accomodanti sono state accompagnate da un restringimento degli spread per via della maggiore liquidità nel sistema, e viceversa. Come abbiamo spiegato sopra, le autorità dovrebbero mantenere un orientamento espansivo, creando un contesto tecnico positivo per la domanda di obbligazioni societarie.Per illustrare questo punto ricordiamo che la Banca centrale europea (BCE) ha fatto ricorso a una politica di tassi d’interesse negativi negli ultimi cinque anni, e una delle conseguenze è che più della metà delle obbligazioni incluse nell’indice Barclays European Aggregate Bond offre attualmente rendimenti sottozero. Inoltre, si stima che negli ultimi mesi (in particolare nel secondo trimestre) la BCE abbia acquistato il 40% delle emissioni nette di obbligazioni del mercato primario nell’ambito del suo QE. Infine, notiamo che gli spread delle obbligazioni IG globali si sono ampiamente normalizzati. I rischi di declassamento non sono mai stati così elevati. Persisteranno anche le insolvenze nel debito corporate speculativo, in particolare tra le società più piccole operanti nei settori più esposti alla crisi. Nell’universo IG, quindi, la generazione di valore dipenderà in misura più significativa dalla selezione dei titoli e degli emittenti. Sarà possibile estrarre valore evitando i candidati al declassamento e puntando sulle società in grado di ridurre il proprio indebitamento.

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Non dimentichiamo cosa ha significato l’introduzione dell’euro nei paesi dell’eurosistema

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

Sono implicazioni riassumibili nel modo seguente:
• Commerciale/marketing: il primo aspetto è stato di rivedere i listini prezzi per conformarsi alla concorrenza e al rapporto moneta nazionale/euro, al cambio che sarà poi fissato. Già questo controllo ha coinvolto tutto il core business nel rivedere i costi unitari e generali di produzione e d’esercizio. Sarebbe stato, a questo punto, più opportuno quotare da subito i prezzi in euro e in lire e fornire informazioni sulla propria politica e dare particolare supporto alla forza vendita. E’ stata, altresì, rivista la figura del fornitore in quanto, non essendoci più rischi di cambio, resta solo la condizione che fosse disposto a fatturare in Euro.
• Personale. Si tratta di capire l’impatto che è derivato dal pagamento con i costi di conversione aziendale, degli stipendi e dei contributi versati in euro, modificando, di conseguenza, tutta la modulistica. Ricordo, in proposito, che l’Italia ha avuto un problema logistico in più. La lira non era divisibile in centesimi per cui i suoi sistemi elaborativi non sono predisposti per i decimali.
• Finanza. I rischi di cambio non scomparvero subito. Tanto per cominciare furono valutati quelli che potrebbero sussistere nel periodo antecedente la fissazione del cambio delle valute nazionali contro l’Euro. Quest’aspetto andò di là del maggio del 1988 quando fu annunciata la metodologia di calcolo del cambio. Si poterono verificare ancora movimenti sui mercati, nei successivi otto mesi, fino al gennaio 1999, data ufficiale dell’inizio. Furono poi aggiunte quelle operazioni di copertura del rischio di cambio a medio lungo termine in itinere che furono smontate o verificate se si trattava di operazioni in prodotti derivati o in cambi a termine con data di scadenza successiva all’introduzione della moneta unica. D’altra parte il rischio di cambio restò tra l’Euro e tutte le valute non comprese in questa moneta (dollaro, yen, ecc.). Le implicazioni avrebbero potuto riguardare eventuali finanziamenti a medio e lungo termine a tasso fisso sia con le monete che poi sono state trasformate in Euro, che con le altre.
• Contabilità. Fu pianificata la conversione dei conti bancari, dei sistemi contabili aziendali e dei dati storici da convertire. Un’operazione che fu fatta fra il 1999 e il 2002, ma diventò ancora più urgente per le aziende che svolgevano un’attività produttiva o distributiva all’estero. Per contro le imprese a carattere locale e regionale, con una forte percentuale di fatturato in denaro contante, convertirono il loro sistema il più tardi possibile per evitare le difficoltà derivanti da una contabilità doppia.
• Legale. Riguardava tutta la contrattualistica in atto con controparti nazionali ed estere dopo l’introduzione della moneta unica. Furono, poi, esaminati taluni aspetti societari come la conversione del valore nominale del capitale sociale. In ogni caso fu necessario convocare l’assemblea degli azionisti per apportare le modifiche statutarie del caso.
• Aziendale. Furono riviste le strategie aziendali e commerciali. Si considerò che il commercio, all’interno dei paesi con la stessa moneta, avrebbe potuto aumentare notevolmente e con esso la concorrenza. Il primo confronto è stato con i prezzi praticati. In Germania i listini prezzi dal 1999 furono solo in Euro. Ciò significò che potevano essere facilmente confrontati con quelli degli altri fabbricanti. Per alcune aziende fu necessario rivedere l’attuale strategia commerciale. Per altre si trattò di un riposizionamento a medio termine, sul mercato, del proprio prodotto o a un cambiamento della gamma dei prodotti.
Nel riportare tutte queste note informative non ho inteso solo fare una carrellata su quanto è accaduto e le implicazioni di ordine finanziario, economico, politico e sociali che derivassero, ma per dimostrare come l’errore più grave d’addebitare all’Europa comunitaria fosse stato quello di aver voluto solo incentrare la sua opera a un’operazione di “cambio valuta”. (Riccardo Alfonso)

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Implicazioni geopolitiche e di mercato della vittoria di Trump

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2016

Borsa Merci Telematica ItalianaL’incertezza riguardo l’agenda politica di Trump e il possibile rafforzamento di provvedimenti protezionisti potrebbe incidere sul commercio globale e alla fine smorzare l’outlook economico globale, favorendo le obbligazioni rispetto alle azioni.È probabile che gli alleati Nato negli stati baltici entrino nel panico se Putin dovesse utilizzare la relazione amichevole con Trump per posizionare truppe nella regioneNel 2017 in Europa si terranno le elezioni in Francia, Olanda, Germania, Austria e forse Italia. In queste regioni numerosi partiti populisti sono al momento al potere o in rapida ascesa e potrebbero portare a ulteriore volatilità del mercato nel 2017.
Prevediamo un brusco calo del dollaro americano con il rialzo dell’incertezza sulle politiche commerciali ed estere.
La crescente volatilità degli scambi valutari è un altro aspetto negativo per la sterlina. Questa è correlata inversamente alla volatilità e probabilmente vedrà un sell-off rispetto alle maggiori valute. Lo yen giapponese e il franco svizzero saranno i grandi vincitori sotto la presidenza di Trump.Il peso messicano crollerà bruscamente perché il sentiment antimessicano di Trump probabilmente abbatterà l’ottimismo degli investitori sul futuro dell’Accordo nordamericano di libero commercio (NAFTA) e i benefici che il Messico otterrebbe dal libero commercio.
Il Presidente eletto Donald Trump ha criticato la politica monetaria accomodante e probabilmente cercherà un nuovo governatore con una visione più hawkish al termine del mandato della Yellen. E’ probabile che gli investitori reagiranno negativamente a questa incertezza sulla politica monetaria.Le azioni americane inoltre stanno scambiando con un premio del 50% rispetto alle loro valutazioni di lungo periodo cyclically adjusted, rendendole più vulnerabili a un sell-off. Alcune azioni di conseguenza potrebbero raggiungere il limite negativo (con un calo del 5%) e quindi sospendere il trading.La debolezza del dollaro americano potrebbe avvantaggiare lo S&P 100 considerato che il 50% dei ricavi proviene dall’estero, sebbene anche questi dovrebbero diminuire nel breve periodo.
La vittoria di Trump potrebbe determinare un rialzo dei prezzi dell’oro perché gli investitori cercheranno un asset rifugio in modo simile a quanto osservato durante la Brexit. I gold miners potrebbero trarre vantaggio in quanto hanno un beta di 2.4x il prezzo dell’oro.
Donald Trump ha promesso di spendere 500 miliardi di dollari americani per le infrastrutture, controllare sia la Camera che il Senato significa avere maggiori probabilità di poter realizzare queste proposte. I titoli industriali legati alle infrastrutture civili potrebbero trarre vantaggio dalle maggiori opportunità di progetti governativi con la Presidenza di Trump. (by Marcello Villa ecomunicare a cura di James Butterfill, Head of Research & Investment Strategy per ETF Securities.)

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Incontinenza urinaria femminile

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2011

Vasto (Chieti) 4 febbraio alle ore 16.30 a Palazzo D’Avalos un incontro con la popolazione femminile dedicato all’incontinenza urinaria femminile. Imbarazzate, mortificate dalla incresciosa sensazione di sentirsi “diverse” e dalla perdita parziale di autonomia: è questo il vissuto comune alla maggior parte delle donne che soffrono di incontinenza urinaria, che riguarda il 14% delle donne sopra i 40 anni: solo in Italia sono tre milioni. Una patologia che pregiudica la qualità della vita e comporta implicazioni psicologiche e sociali importanti, perché chi ne soffre tende a rinunciare alla vita di relazione e a tenersi il problema, con cui si impara a convivere.  E certamente l’ospedale di Vasto è compreso nell’elenco delle strutture attrezzate per il trattamento dell’incontinenza, in collaborazione con l’équipe della Ginecologia. Un’integrazione necessaria, tra questa disciplina e l’Urologia, che sarà proposta anche durante l’incontro di venerdì, al quale prenderanno parte, oltre a Schips e a Francesco Matrullo, primario della Ginecologia di Vasto, esperti provenienti da altre strutture sanitarie all’avanguardia nel campo dell’uro-ginecologia:  Sergio Costantini, professore associato della Clinica Ginecologica dell’Università di Genova, Ivano Morra, della Clinica Urologica dell’Università di Torino, e Karl Tamussino, Direttore della Clinica Ginecologica dell’Università di Graz.

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Eugenia Liaci: il potere e le sue implicazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

Roma 23 – 27 novembre 2010 RossoCinabro Via Raffaele Cadorna, 28 Il ricordo di antiche leggi, di antichi rituali che accompagnavano i discepoli dell’iniziazione, si inabissa nel blu profondo delle caverne sotterranee consacrate alla rivelazione dei Misteri. Un tempo in cui Potere era sinonimo di conoscenza e conoscenza era fecondazione della vita di un’intera civiltà..  Col passare del tempo le antiche conoscenze vengono schematizzate in  dogmi e vengono in seguito denominate ‘religione’ e il popolo cresce protetto dalle varie Chiese che si assumono la responsabilità di educare le genti.  Le campiture arancio-rosso-bianco sono solo un ricordo. Domina una forma architettonico -fisica scura, nel marrone violaceo, che schiaccia qualunque facoltà spirituale individuale.   All’origine della caduta un albero, detto Della Conoscenza del Bene e del Male.
Completa l’esposizione di lavori propriamente cromatici una serie di tavole lignee coperte di bianco o metallizzate, alte e strette, su cui l’autrice ha inventato delle ‘scritture’ , opere  che troneggiano misteriose e austere come cartelli indicatori di strade nuove…
Eugenia Liaci, nasce a Bari, si Laurea in Fisica, si interessa all’arte dal 1985. Per oltre  vent’anni approfondisce la ricerca del colore attraverso l’acquerello, spaziando dalla ricerca monocroma fino all’indagine di atmosfere cromatiche che caratterizzano particolari momenti del corso della natura. Accanto a quello del colore inizia, nei primi anni ’90 uno studio volto al dialogo tra matematica e musica, che conferisce al gesto pittorico una ‘temporalità’. (liaci, sireci)

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Salute e medicina di genere

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

Sempre più spesso si sente parlare di medicina di genere e di come donne e uomini debbano essere uguali anche nel diritto alla salute e di fronte ai servizi societari. Sempre più ci si deve rendere conto che la donna non è immune alle malattie che si è sempre ritenuto dovessero colpire prevalentemente l’uomo. Sempre più allarmante appare la constatazione delle significative differenze di genere nell’accesso alle cure e nello studio dei farmaci. Questi sono gli elementi che hanno aperto la tavola rotonda “Medicina di genere e implicazioni nella organizzazione sanitaria” tenutasi oggi all’Università di Padova durante il secondo Congresso Nazionale sulla Medicina di Genere. “La Medicina di Genere non è una nuova etichetta della medicina della donna” osserva Giovannella Baggio, Direttore U.O.C. Medicina Generale, Azienda Ospedaliera di Padova e Presidente del Congresso, Si avverte quindi il bisogno di una nuova specificità nell’approccio scientifico che si traduce in una ricerca biomedica sempre più capace di indagare la complessità biologica della differenza di sesso accanto alla necessaria attenzione alla differenza con cui i due generi sono interpretati nell’organizzazione sanitaria, per evitare diseguaglianze che ricadono sulla sofferenza dell’individuo e sui costi della sanità.
Il sistema ospedale è profondamente inserito nel tessuto del territorio e le inferenze reciproche consentono di modulare la continuità di cura nel rispetto della dimensione biologica e sociale della persona. L’ospedale rappresenta quindi un’area ove la valenza di genere può essere realizzata, ottimizzata e quindi misurata sulla reale efficienza del sistema. Ne consegue che l’ospedale si deve fare guida e garante dell’organizzazione propria e del territorio, perché dall’ospedale vengono proiettate sul territorio le sua forze ovvero le sue debolezze. In questa prospettiva la Medicina di Genere, proprio per le sue valenze trasversali e il suo forte impatto sulla riduzione delle diseguaglianze di approccio ai servizi, può costituire un supporto all’efficacia del percorso diagnostico, terapeutico e di trattamento del cittadino malato.
La medicina di genere si pone quindi come una grande sfida che può essere vinta solo favorendo lo sviluppo di un approccio multidisciplinare al problema, un approccio che integri competenze e attori diversi: medici, ricercatori ed esperti di economia, clinical governance, comunicazione, organizzazione sanitaria, educazione e formazione, e di vari settori dell’industria.

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Fondi per Unicam dalla geologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2010

Camerino, In questo particolare momento di tagli ai fondi per la ricerca, numerose notizie positive arrivano invece per Unicam: dopo aver ottenuto il finanziamento del progetto PRIN sui modelli di evoluzione dell’Appennino e la formazione del Mar Tirreno (coordinatore nazionale prof. Turco), uno dei 6 arrivati all’Ateneo,  la Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie ottiene il prestigioso FIRB Progetto Giovani, l’unico della geologia tra i 100 finanziati in ogni ramo delle scienze in tutta Italia per i ricercatori con meno di 38 anni!   Il progetto FIRB, finanziato con circa 250 mila euro è coordinato dal dr. Gabriele Giuli e riguarda lo studio degli effetti di alcuni elementi, come lo zolfo, sul comportamento dei magmi e delle implicazioni che questo può avere per le eruzioni vulcaniche esplosive. Un argomento quindi che mette in collegamento la ricerca di base in ambito mineralogico-vulcanologico e le implicazioni di particolare rilevanza ambientale come si e’ visto dalle recenti eruzioni in Islanda.  Grazie al finanziamento, il Laboratorio di vulcanologia sperimentale di UNICAM, in cui saranno effettuati tutti gli esperimenti, si arricchirà di nuovi strumenti che lo renderanno più competitivo e potrà mettere a disposizione borse di studio per giovani ricercatori.  Buona ricerca e buona didattica, in un connubio inscindibile e fruttuoso, testimoniato anche dal successo del corso di laurea magistrale in Geologia sulle risorse e rischi geologici (Geoenvironmental resources and risks, in inglese, in consorzio con Monaco di Baviera) che vede già numerose richieste di accedere al corso del prossimo anno da parte di studenti di altre università italiane e straniere. (G. Giuli, vulcano)

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Dna e salute

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2010

Trieste 29 gennaio alle ore 17:30 (nell’aula magna della Scuola per interpreti, in via Filzi 1428 e 29 gennaio si discute di test genetici e malattie neurodegenerative  Sono più di 500 mila le persone in Italia affette dal morbo di Alzheimer, più di 200 mila quelle colpite dal Parkinson e circa 6000 i soggetti con la Corea di Huntington: malattie neurodegenerative altamente invalidanti e incurabili. Negli ultimi anni la ricerca biomedica ha portato allo sviluppo di numerosi test genetici, nel tentativo non solo di diagnosticare ma anche predire l’insorgenza di tali malattie. Ma quali informazioni ci forniscono i test attuali? Quali potranno essere i panorami futuri? Quali le implicazioni etiche e sociali?  Ne discuteranno il 28 e 29 gennaio 2010, a Trieste, scienziati, sociologi, pazienti, giuristi e comunicatori in occasione del workshop brains in dialogue on genetic testing. I test genetici, dai test per patologie puramente ereditarie quali la Corea di Huntington ai test di suscettibilità per patologie multifattoriali di diversa gravità, come i tumori e le demenze più comuni, sempre più sollevano questioni controverse e complesse: problemi legati alla scelta individuale, alla medicalizzazione della vita, alla brevettabilità dei test genetici, alla diffusione di informazioni non corrette.  Il workshop, organizzato nell’ambito del progetto europeo bid-brains in dialogue, coordinato dalla Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati), in collaborazione con Paolo Gasparini dell’ospedale Burlo Garofolo e Università di Trieste, consentirà di fare il punto sull’utilizzo dei test genetici nella diagnosi preventiva delle malattie neurodegenerative e delle patologie del cervello in generale. I partecipanti discuteranno delle sfide etiche e sociali collegate (l’utilità del test per malattie incurabili, lo stigma associato alla malattia prima della sua manifestazione, la regolamentazione di un mercato dei test finora aperto), valuteranno la rappresentazione mediatica e la percezione pubblica di un argomento così delicato perché relativo alla nostra salute e constateranno l’impatto (paure, speranze e illusioni) che i test genetici hanno su pazienti con problematiche neurologiche e i loro familiari. La due giorni si concluderà con la tavola rotonda aperta al pubblico, Dna e salute: la mia vita, i miei geni,). Marina Frontali (genetista, direttore associato dell’Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del CNR), Judith Sandor (giurista, direttore del Centro per l’etica e la legge in biomedicina, Central European University, Budapest, Ungheria), Hub Zwart (direttore scientifico del Centro di Società e Genomica, Nijmegen, Olanda), Verena Schmocker (malata di Parkinson, Lucerna, Svizzera) e Giovanni Scapagnini (professore di Biochimica all’Università del Molise) si confronteranno sull’impatto che i test genetici possono avere sulla nostra identità e sulla nostra salute: il destino della nostra vita è realmente scritto nei geni? Siamo sani o ammalati a prescindere dai sintomi? Quale libertà abbiamo?

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Immagine e design: Alessandro Mendini

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2010

Firenze fino al 20/1/2010 Saci Gallery via Sant’Antonino 11,  Alessandro Mendini – Proust Histoire (1976 – 2010) e’ il primo appuntamento di un progetto espositivo ideato dall’architetto Laura Villani, appositamente per SACI e che ha per tema generale il design nelle sue molteplici declinazioni attraverso la presentazione di un unico oggetto artistico, centro fisico e mentale della mostra.  La mostra, evento collaterale di Pitti Uomo, vuole illustrare in modo paradigmatico, anche grazie ad un incontro con l’artista aperto alla città di Firenze in occasione dell’inaugurazione della mostra (lunedi’ 11 gennaio ore 19.30), la genesi progettuale, le implicazioni filosofiche, le tappe storiche che hanno portato alla creazione di un oggetto di design di culto e di congiunzione tra il mondo del design, della moda e dell’arte.
Alessandro Mendini, architetto è nato a Milano. Ha diretto le riviste ”Casabella”, ”Modo” e ”Domus”. Sul suo lavoro e su quello compiuto con lo studio Alchimia sono uscite monografie in varie lingue. Realizza oggetti, mobili, ambienti, pitture, installazioni, architetture. Collabora con compagnie internazionali come Alessi, Philips, Cartier, Bisazza, Swatch, Herme’s, Venini ed e’ consulente di varie industrie, anche nell’Estremo Oriente, per l’impostazione dei loro problemi di immagine e di design. E’ membro onorario della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme. Nel 1979 e nel 1981 gli e’ stato attribuito il Compasso d’oro per il design, e’ ”Chevalier des Arts et des Lettres” in Francia, ha ricevuto l’onorificenza dell’Architectural League di New York e la Laurea Honoris Causa al Politecnico di Milano. E’ stato professore di design alla Hochschule für Angewandte Kunst a Vienna ed è professore onorario alla Accademic Council of Guangzhou Academy of fine Arts in Cina. Suoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private.
Lo Studio Art Centers International (SACI) e’ una fondazione americana senza scopo di lucro, riconosciuta in Italia dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica. La scuola e’ stata fondata nel 1975 come programma universitario americano d’arte aperto a studenti di tutto il mondo. La SACI e’ affiliata alla Bowling Green State University ed e’ riconosciuta dalla National Association of Schools of Art and Design (NASAD) negli U.S.A., e dall’International Association of Independent Schools of Art and Design (AIAS) in Europa. (mendini)

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Mostra del pittore Giorgio Michetti

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2009

Forte dei Marmi 12 dicembre alle ore 16. Museo Ugo Guidi”  Via M. Civitali 33 a Vittoria Apuana – e presso il Logos Hotel – Via Mazzini 153 Forte dei Marmi, sarà inaugurata la mostra dal titolo “Un artista, tre vite” A cura di Antonella Serafini con presentazione del volume “Giorgio Michetti: Un artista, tre vite” “Michetti si dedica all’affresco nella seconda metà del ‘900 quando, tranne alcune eccezioni, l’arte si esprime con linguaggi e forme costruttive che rifiutano nella sostanza la stessa concezione di quadro, una tecnica che ha profonde implicazioni nel modo stesso di concepire l’arte come azione artigianale.  Fra le ragioni che hanno determinato il grande successo della sua pittura presso un così vasto pubblico di collezionisti e appassionati credo vi sia questa sua capacità di coniugare una tecnica tanto antica e colma di storia con forme e linguaggi che richiedono approcci diversi, l’ardire di accostare certo titanismo michelangiolesco al frenetico frammentarsi del dinamismo futurista, il convergere di Simbolismo e Realismo.”  La visita della mostra, che durerà fino al 28 GENNAIO 2010, e del museo nei giorni successivi all’inaugurazione, ad ingresso libero, sarà possibile solo su appuntamento.  La mostra è stata realizzata grazie al contributo di Banca CC Versilia Lunigiana e Garfagnana – CR Lucca Pisa Livorno, Logos Hotel e con la partecipazione del Comune di Montignoso – Comune di Forte dei Marmi – Italia Nostra sez. Massa-Montignoso, con l’adesione dell’Unione Europea, dell’International Council Of Museums, Regione Toscana, Toscana Musei, Edumusei, APT Versilia, APT Massa Carrara. (il mio amico argo)

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Conseguire la sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2009

Roma 2 dicembre p.v. alle ore 15.00 presso l’Università Europea, , Via degli Aldobrandeschi 190,si terrà la Tavola Rotonda, frutto della collaborazione con la cattedra UNESCO in bioetica e diritti umani,  Il Convegno dal titolo: “Conseguire la sicurezza alimentare in tempi di crisi. Le nostre ricette”, che vedrà protagonisti gli alunni di 10 Istituti scolastici romani e si terrà il 9 dicembre p.v. alle ore 9.00 presso la Società Geografica Italiana, Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, Roma, Via della Navicella 12. Tra il 1 ottobre ed il 15 dicembre, come ogni anno, si terranno le Celebrazioni per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione della FAO che avranno l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del cibo e delle sue implicazioni sociali, economiche e culturali.

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Le possibili implicazioni per la stabilità finanziaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

Nel valutare i possibili effetti del processo di consolidamento e dello sviluppo di conglomerati finanziari sulla stabilità complessiva del sistema finanziario, occorre prendere in considerazione due aspetti principali: l’impatto sul profilo di rischio delle istituzioni stesse; l’impatto sul profilo di rischio del settore finanziario nel suo complesso. I rischi o le perdite in un settore di attività tendono a essere compensati dai profili in altri settori non connessi al primo.  Pertanto, una concentrazione più elevata, che può riflettere, anche se non necessariamente, un contesto meno concorrenziale, può accompagnarsi ad una riduzione del rischio per le singole banche. Tuttavia la creazione di conglomerati può porre di per sé problemi specifici: in particolare, le strutture di gruppo complesse possono essere più difficili da gestire, meno trasparenti e più facilmente soggette a conflitti di interesse e ad arbitraggio normativo. E’ difficile misurare l’effetto netto complessivo perché l’aggregazione di questi rischi è un compito arduo, anche se in teoria la combinazione di diverse attività finanziarie in un’unica istituzione permette di conseguire economie di scopo nella gestione del rischio. E’ evidente che l’importanza sistemica di una banca o di un conglomerato cresce in proporzione alle sue dimensioni e al suo raggio d’azione attraverso mercati e confini geografici; è chiaro anche che le grandi banche o i conglomerati aumentano la propria capacità di tenuta a fronte di shock specifici a determinanti settori o attività (idiosincratici) con l’aumentare delle loro dimensioni e del loro campo d’azione.  Tuttavia, l’eventuale fallimento di una grande istituzione finanziaria potrebbe avere un impatto maggiore e geograficamente più esteso ed interessare più campi di attività. Per illustrare questo punto si consideri un esempio estremo. Se un unico soggetto offre servizi finanziari in diversi settori, la sua gestione del rischio diventa di fatto quella dell’intero comparto, con tutti i suoi vantaggi e svantaggi. Se uno shock sufficientemente esteso colpisce questo importante gruppo finanziario e ne determina l’insolvenza, ciò si traduce di fatto in un problema sistemico. Resta da chiarire, tuttavia, se lo stesso shock si sarebbe diffuso in un sistema con istituzioni più piccole e con profili diversi una dall’altra.  In qualche misura, questi problemi sistemici possono essere compensati se il numero più contenuto di grandi istituzioni agevola il monitoraggio dei rischi da parte delle autorità di vigilanza o delle controparti. (fonte B.I.)

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Assemblea personale precario

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2009

A seguito del disegno di legge (DL 1167), attualmente in discussione al Senato, che prevede anche la delega al Governo per la riorganizzazione di enti vigilati dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) si è costituita un’assemblea permanente del personale  interessata alla problematica della riorganizzazione, incluse le sue possibili implicazioni sull’attività corrente e futura dell’Ente. L’assemblea si è autorganizzata in gruppi di lavoro tematici sulla riorganizzazione dell’Ente individuati e votati dal personale: la normativa, in particolare quella inerente alle tematiche del precariato;  il censimento del personale, distinguendo per tipologia di contratto e profilo professionale;  la promozione della trasparenza di tutti gli atti amministrativi di governo dell’Ente la comunicazione inerente gli argomenti affrontati e discussi nei gruppi di lavoro rivolta al personale e all’esterno dell’ISS.. Nel corso degli ultimi sei mesi l’attività dell’assemblea è stata molto intensa e partecipata. Si è discusso del ruolo dell’Istituto e di come debba continuare ad essere l’organo tecnico-scientifico di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale, svolgendo al contempo funzioni di ricerca,  sperimentazione,  controllo,  consulenza,  documentazione e  formazione per quanto concerne la salute pubblica.  E’ in questo contesto che si è deciso di promuovere un seminario rivolto ai rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali ed della società civile  per estendere la comunicazione e la discussione  delle tematiche affrontate dall’assemblea permanente e dai gruppi di lavoro all’esterno dell’ISS .

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