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Imposta sulle società: il Parlamento propone una base imponibile comune

Posted by fidest press agency su domenica, 22 aprile 2012

Bruxelles.

Former European Parliament in Luxembourg Itali...

Former European Parliament in Luxembourg Italiano: Ex-Parlamento europeo di Lussemburgo (Photo credit: Wikipedia)

L’uso di una base imponibile comune dovrebbe essere obbligatorio, è stato dichiarato in Parlamento giovedì durante un voto per esprimere la sua posizione sulla legislazione proposta dalla Commissione europea. La proposta originaria della Commissione prevede uno schema volontario.”Questo sistema di armonizzazione per calcolare la base imponibile dà alle società la possibilità di consolidare i risultati delle loro filiali, permettendo loro di compensare per qualsiasi perdita di un membro del gruppo. Ciò rende più facile per le società avere e mantenere filiali in diversi Stati membri e riduce gli oneri burocratici. Inoltre, il sistema garantisce che le società, al momento di scegliere le loro sedi, diano più importanza ad aspetti economici e sociali piuttosto che a motivi puramente fiscali”, ha dichiarato la relatrice Marianne Thyssen (PPE, BE).
La base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società (common consolidated corporate tax base – CCCTB) dovrebbe diventare obbligatoria dopo un periodo di transizione, secondo la risoluzione che è stata approvata con 452 voti a favore, 172 contrari e 36 astensioni.Inizialmente, la CCCTB si applicherebbe soltanto alle società cooperative europee, che hanno una natura transfrontaliera. Dopo cinque anni, verrebbe applicata a tutte le imprese europee, eccetto le piccole e medie imprese (PMI), che potrebbero optare per un regime della CCCTB su base volontaria. Per le PMI, la Commissione dovrebbe adoperarsi per ridurre i costi amministrativi e creare quindi le condizioni necessarie affinché le imprese attive su scala transfrontaliera possano trarre beneficio dall’adesione al regime della CCCTB.La posizione del Parlamento propone che qualora non tutti gli Stati membri desiderino utilizzare lo schema, coloro che intendono parteciparvi potrebbero introdurlo attraverso la procedura di cooperazione rafforzata prevista dai trattati UE.
Il regime della CCCTB darebbe alle società la possibilità di calcolare i loro redditi imponibili secondo un unico insieme di regole, invece di dover rispettare norme fiscali diverse in ogni Stato membro nel quale operano.La CCCTB, in quanto sistema per calcolare la base tassabile, non introdurrebbe alcun tasso comune d’imposizione.

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Evasione fiscale in Italia e in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2010

Cresce l’evasione fiscale in Italia che si conferma primatista europeo con il 51,1% del reddito imponibile non dichiarato. Nel 2009, l’imponibile evaso in Italia è cresciuto del 11,4% rispetto al 2008 ed ha raggiunto l’ammontare di 366 miliardi di euro l’anno. In termini di imposte sottratte all’erario siamo nell’ordine dei 143 miliardi di euro l’anno. E’ quanto emerge da un’indagine , diffusa oggi a Capri, effettuata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, l’Associazione Contribuenti Italiani condotta su dati divulgati dalle Polizie tributarie degli Stati europei. Nella speciale classifica degli evasori, l’Italia è seguita da Romania (42,4% del reddito imponibile non dichiarato), da Bulgaria (39,5%), Estonia (37,1%), Slovacchia (3 4,5%). In Italia i principali evasori sono gli industriali (32,8%) seguiti da bancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%). A livello territoriale l’evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (29,1% del totale nazionale), seguito dal Sud (27,9%), dal Centro (23,2%) e dal Nord Est (20,8%).  Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate da KRLS Network of Business Ethics: l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese. “Per combattere l’evasione fiscale bisogna ridurre le attuali aliquote fiscali di almeno 5 punti, migliorare la qualità dei servizi pubblici offerti eliminando gli sprechi di denaro pubblico e riformare il fisco introducendo la tax compliance – afferma Vittorio Carlomagno Presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – L’evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dagli italiani al punto che anche i morti evadono il fisco tumulandosi da soli. Serve archiviare al più presto e per sempre la stagione degli scudi fiscali e dei condoni che favoriscono i grandi evasori. E’ importante dare segnali precisi in tal senso destinando, parte delle entrate derivanti dallo scudo, al personale dell’Amministrazione finanziaria per potenziare la lotta all’evasione fiscale nei confronti delle grandi imprese.

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Si evadono 331 miliardi all’anno

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2009

L’imponibile evaso in Italia nel 2008 è stato di circa 331 miliardi di euro l’anno. In termini di imposte sottratte all’erario siamo nell’ordine dei 125,8 miliardi di euro. È questa la stima calcolata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani elaborando dati ministeriali, dell’Istat, della Banca d’Italia e dello Sportello del Contribuente presentata oggi a Roma all’apertura del convegno “Evasione fiscale: studio ed analisi del fenomeno in Italia”. Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate: l’economia sommersa, l’economia criminale, l’evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese. La prima riguarda l’economia sommersa che sottrae al fisco italiano un imponibile di circa 125 MLD di euro l’anno. L’esercito di lavoratori in nero è composto da circa 2,2 milioni. Di questi 850.000 sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Si stima un’evasione d’imposta pari a 30 MLD di euro. La seconda è l’economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose che, in almeno 3 regioni del Mezzogiorno, controllano buona parte del territorio. Si stima che il giro di affari non “contabilizzati” si attesta sui 120 miliardi di euro l’anno con un’imposta evasa di 40 MLD di euro. La terza area è quella composta dalle società di capitali, escluso le grandi imprese. Secondo i dati ministeriali e dello Sportello del Contribuente, il 79% circa delle società di capitali italiane dichiara redditi negativi (52%) o meno di 10 mila euro (27%). In pratica su un totale di circa 800.000 società di capitali il 79% non versa le imposte dovute. Si stima un’evasione fiscale attorno ai 17 miliardi di euro l’anno.
La quarta area è quella composta delle big company. Una su tre chiude il bilancio in perdita e non paga le tasse. Inoltre il 94 % delle big company abusano del “transfer pricing” per spostare costi e ricavi tra le società del gruppo trasferendo fittiziamente la tassazione nei paesi dove di fatto non vi sono controlli fiscali sottraendo al fisco italiano 30 MLD di euro. Inoltre, negli ultimi cinque anni, le 100 maggiori compagnie del paese hanno ridotto del 7 per cento le imposte dovute all’erario grazie all’uso di conti offshore. Infine c’è l’evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese dovuta alla mancata emissione di scontrini, di ricevute e di fatture fiscali che sottrae all’erario circa 8,8 miliardi di euro l’anno. In testa nel 2008, tra le regioni, dove sono aumentati numericamente gli evasori fiscali, risulta la Campania, con +9,4%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente al Veneto con + 9,1% e alla Lombardia +8,9%. A seguire il Lazio con +7,5%, la Liguria con +6,8%, l’Emilia Romagna con +6,3%, la Toscana con +5,9%, il Piemonte con +5,7%, le Marche con +5,3%, la Puglia con +4,8%, l’Abruzzo con +4,6%, la Sicilia con +4,3% e il Trentino Alto Adige con +4,1%.La Lombardia, invece, in valore assoluto ha fatto registrare il maggior aumento dell’evasione fiscale. In percentuale, il dato lombardo aumenta, rispetto al 2007, di circa il 9,6%.”Per moltissimo tempo famiglie e imprese miliardarie sono sfuggite al Fisco in Italia” – afferma Vittorio Carlomagno Presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Per questo bisogna fornire al Fisco nuovi e più efficaci strumenti d’indagine. L’evasione fiscale è diventato lo sport più praticato dagli italiani. Per combattere l’evasione fiscale bisogna procedere all’integrazione delle banche dati, aggiornare lo strumento del redditometro che risale al 1992, estendere gli studi di settore alle grandi imprese, banche ed assicurazioni, costringere gli istituti di credito a chiudere le loro filiali offshore, impedendo di effettuare operazioni finanziarie nei paradisi fiscali e soprattutto riformare la riscossione che non riesce ad incassare neanche il 10% dell’imposta accertata” “Con un solo anno di tasse evase grazie ai paradisi offshore – continua Carlomagno – saremmo in grado di recuperare i 30 miliardi di euro necessari per avviare il federalismo fiscale”.
Mappa dell’evasione fiscale in italia (2008) Le categorie Le modalità Stima  dell’imposta evasa ECONOMIA SOMMERSA Almeno 2.200.000 occupati svolgono un’attività irregolare come lavoratori dipendenti   €  30  MLD ECONOMIA CRIMINALE  Controllo del territorio €   40  MLD SOCIETA’ CAPITALE  Il 79% delle società di capitali dichiara redditi negativi o meno di € 10 mila   € 17  MLD BIG COMPANY Transfer pricing conti off-shore e società estere   €   30  MLD LAVORATORI AUTONOMI E PICCOLE IMPRESE   Mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali  €    8,8   MLD TOTALE  €  125,8  MLD

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