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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘importazione’

OGM: bloccare le nuove autorizzazioni su importazione di mais

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

mais-agostinelliIn una risoluzione approvata mercoledì, i deputati si sono opposti alla possibilità che la Commissione autorizzi l’importazione di cibo e sementi derivanti o contenenti alcuni tipi di mais geneticamente modificato (GM), resistente agli erbicidi e ai parassiti.
I deputati hanno evidenziato la mancanza di dati relativi alle varie sottocombinazioni delle varietà di mais – per ciascuna delle quali è stata richiesta l’autorizzazione – e ribadito la richiesta del Parlamento per una riforma della procedura UE di autorizzazione per gli OGM. Secondo la procedura attuale infatti, l’obiezione del Parlamento non è vincolante per la Commissione.I deputati sottolineano che nel periodo di consultazione di tre mesi gli Stati membri hanno presentato centinaia di osservazioni che fanno riferimento, tra l’altro, alla mancanza d’informazioni e di dati, studi mal eseguiti o mancanti.Nonostante ciò, il 26 agosto 2016 l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha espresso parere favorevole alle domande di autorizzazione. I deputati sottolineano che il parere di minoranza dell’EFSA su tale procedura riconosce che non sono stati presentati dati specifici sulle 20 sottocombinazioni per le quali sono state presentate domande di autorizzazione.Si sottolinea inoltre che la Commissione europea tuttora autorizza gli OGM nell’UE senza il sostegno dei comitati degli Stati membri. Ciò sarebbe dovuto essere un’eccezione alla procedura, ma è di fatto divenuta la norma.La risoluzione è stata adottata con 426 voti a favore, 230 contrari e 38 astensioni.

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Cannabis di Stato e d’importazione: Cosa cambia?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

cannabisCannabis di Stato e d’importazione, ecco cosa cambia. I chiarimenti da Sifap È ufficialmente al via la distribuzione della cannabis nostrana ad uso terapeutico nelle farmacie territoriali e ospedaliere che desiderano farne richiesta, e già a fine dicembre alcuni titolari hanno cominciato ad approvvigionarsi dallo Stato. Attualmente lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze sta producendo un solo tipo di cannabis simile al bediol olandese: sono pronti per la consegna 20 chilogrammi di prodotto, ma le serre stanno lavorando a pieno ritmo e per il 2017 si preparano a “sfornare” circa 100 kg di infiorescenze. Nello stabilimento non si lavora solo sulla quantità ma anche sulla “qualità”, e i ricercatori stanno mettendo a punto un’altra varietà di cannabis che contiene solo Thc in elevata concentrazione. Approvvigionarsi è semplice, basta seguire le indicazioni riportate per esteso sul sito internet dell’Istituto farmaceutico militare, oltre che sul sito del Ministero della salute. Tra la cannabis di importazione e la produzione nostrana cosa cambia esattamente? Chi pensa si tratti solo di una questione di prezzo si sbaglia: il prezzo della cannabis importata, infatti, negli ultimi mesi è stato ribassato di circa due terzi, nel lungimirante tentativo dei distributori di rendere concorrenziale un prodotto che difficilmente sarebbe rimasto appetibile per il mercato dopo l’immissione in commercio della produzione nostrana. A chiarire cosa fa veramente la differenza è il segretario della Sifap Marco Fortini che, parlando con Farmacista33, ha spiegato come «il certificato di analisi della cannabis di Stato sembrerebbe risolvere alcune delle principali criticità date dalla poca chiarezza del certificato di analisi della cannabis di importazione. Inoltre – prosegue – si parla di infiorescenze femminili essiccate e macinate, dunque una polvere che, qualora la granulometria lo permetta, potrebbe facilitare l’allestimento di capsule preriempite invece che di cartine. Per chi deve imbastire un quantitativo importante di prodotto, specialmente farmacie ospedaliere ma anche territoriali, è sicuramente una svolta e permette di risparmiare un notevole quantitativo di tempo all’operatore». Se da una parte, dunque, ciò che potrebbe far propendere la scelta del farmacista per la cannabis statale è prettamente di natura pratica, dall’altra con l’iniziativa statale viene spianata la strada ad un processo fondamentale per un utilizzo terapeutico corretto del prodotto, ovvero la standardizzazione: «Un certificato di analisi chiaro e facilmente interpretabile è fondamentale per favorire la riuscita della standardizzazione degli allestimenti alla quale sta lavorando la Sifap – spiega Fortini – le preparazioni a base di cannabis rivestano un carattere di necessità terapeutica e quindi hanno un valore aggiunto e per questo necessitano di ordine, condivisione e standardizzazione di comportamenti e metodiche per il bene del paziente». (Attilia Burke: fonte farmacista33) (foto: cannabis)

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PE vuole estendere divieto di clonazione animale alla prole e alle importazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

BruxellesBruxelles. Nella votazione di martedì, il Parlamento ha rafforzato la proposta iniziale della Commissione di divieto di clonazione animale, includendo la clonazione di tutti gli animali da allevamento, i loro discendenti e i prodotti da essi derivati, tra cui le importazioni nell’Unione europea.”La tecnica di clonazione non è completamente matura e in effetti non sono stati compiuti ulteriori progressi. Il tasso di mortalità rimane altrettanto elevato. Molti degli animali che nascono vivi, muoiono nelle prime settimane, e muoiono dolorosamente. Dovremmo permettere ciò?” ha dichiarato la co-relatrice per la commissione ambiente, Renate Sommer (EPP, DE). La relazione legislativa è stata adottata con 529 voti a favore, 120 contrari e 57 astensioni.”Dobbiamo prendere in considerazione l’impatto sulla salute degli animali, ma anche sulla salute umana. Questa relazione invia ai nostri partner commerciali il messaggio che non siamo disposti a mettere la nostra salute, la salute delle nostre famiglie e delle generazioni future in gioco, utilizzando prodotti di dubbia qualità di questo tipo” ha dichiarato la co-relatrice per la commissione agricoltura, l’italiana Giulia Moi (EFDD).Il Parlamento ribadisce che l’alto tasso di mortalità in tutte le fasi della clonazione è all’origine di forti controversie sotto l’aspetto etico e del benessere animale. Pertanto, ha votato per estendere il divieto al materiale germinale di cloni animali, alla loro progenie e ai prodotti derivati.Il divieto dovrebbe riguardare anche gli animali che sono già derivati ​​da cloni, tecnica consentita in alcuni paesi terzi, e le importazioni nell’UE dovrebbero essere consentite solo a condizione che i certificati d’importazione indichino che non sono derivati da cloni animali o progenie di cloni animali. Il divieto si dovrebbe applicare anche alle importazioni di materiale germinale e di alimenti e mangimi di origine animale di animali clonati.
Il Parlamento ha indicato che gli accertamenti da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) del 2008 evidenziano che la salute e il benessere dei cloni sono compromessi, spesso in maniera grave e con esito letale. I conseguenti tassi insufficienti di clonazione (6-15% per i bovini e 6% per i suini) rendono necessario l’impianto di embrioni clonati in diverse madri surrogate per poter ottenere un clone. Inoltre, le anomalie nei cloni e le dimensioni insolitamente grandi dei feti provocano parti difficili e decessi alla nascita.
I deputati fanno riferimento anche a sondaggi che indicano che la maggioranza dei cittadini dell’UE si dichiara fortemente contraria al consumo di alimenti derivati da animali clonati o dalla loro progenie, disapprovando inoltre l’uso della clonazione a fini agricoli, a causa di considerazioni sul benessere degli animali e etiche generali.
Il testo modificato converte l’atto giuridico in regolamento, che dovrà essere applicato direttamente in tutti gli Stati membri, piuttosto che in una direttiva, che richiederebbe un’ulteriore normativa a livello nazionale. Il Parlamento ha inoltre esteso il campo di applicazione del divieto a tutte le specie di animali allevati e fatti riprodurre a fini agricoli e non, come proposto dalla Commissione, solo alle specie bovina, ovina, caprina ed equina.

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Canada: bandire le pellicce di cane e di gatto

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

gattoIl governo Canadese non vuole introdurre il bando alle pellicce di cane e gatto per non indebolire i suoi sforzi, a livello internazionale, nel contrastare il bando alle pellicce di foche. La notizia scioccante arriva dalla stampa canadese, la quale ha ottenuto dei documenti governativi tramite l’accesso alle leggi sull’informazione. Per lungo tempo l’OIPA si è battuta per ottenere il bando in Unione Europea. Sulla base di un compromesso negoziato con il Consiglio, il Parlamento Europeo ha approvato il regolamento che vieta la commercializzazione, l’importazione e l’esportazione di pellicce di cani e gatti e di prodotti che le contengono, per porre fine a questo commercio. Con il regolamento è stato chiuso il mercato della UE che ha favorito in passato questo crudele commercio in Cina e in altre parti dell’Asia. Mandiamo e-mail al Governo Canadese e chiediamo di porre fine a questo crudele commercio. Il Canada deve seguire i passi dell’Unione Europea e degli Stati Uniti ed introdurre il bando al commercio delle pellicce di cane e gatto. (gatto)

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Fvg-Australia, business in crescita

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

L’export verso il continente oceanico è aumentato del +30%. Dati e opportunità per le imprese sono stati illustrati oggi (lunedì 29 giugno) durante un incontro tecnico alla Cciaa di Udine È cresciuto del 30%, dal 2006 al 2008, il valore dell’export del Friuli Venezia Giulia verso l’Australia. Un incremento determinato, in particolare, dalla performance del comparto della meccanica (le cui esportazioni hanno raggiunto quota 27 milioni 187 mila euro nel 2008), dell’arredo (la voce mobili ha pesato, lo scorso anno, per 8 milioni 220 mila euro) e dell’agroalimentare, trainato soprattutto dal “nostro” prosciutto di San Daniele il cui export, nel 2008, ha registrato un +45% rispetto al 2007, anno in cui il mercato australiano ha dato il via libera all’importazione dell’insaccato. L’Australia, dunque, è un partner commerciale di spessore, da tenere monitorato: ne sono convinti Francesco Presacco e Luca Bottallo, rispettivamente trade officer della Camera di Commercio italiana all’estero-Ccie di Brisbane e segretario generale della Ccie di Melbourne. I due funzionari, ospiti della Cciaa di Udine, hanno illustrato le caratteristiche del mercato australiano (in particolare dei territori del Queensland e del Victoria) considerato particolarmente attrattivo per gli imprenditori. «L’Australia è un Paese giovane, dotato di infrastrutture e centri di ricerca all’avanguardia e che permette di trovare spazi d’investimento ancora inesplorati», hanno sottolineato gli esperti. «Inoltre, per la sua posizione geografica e gli accordi commerciali favorevoli – hanno aggiunto i funzionari, che nel corso della visita in Friuli hanno coinvolto le aziende in una serie di incontri personalizzati -, il continente australiano è un’ottima testa di ponte verso il Sudest asiatico e gli Stati Uniti». Tra i settori friulani ai quali l’Australia offre più chance di crescita, compaiono il manifatturiero (carta-legno, utensileria, lavorazione metalli), l’aerospaziale, la farmaceutica, oltre a quelli già consolidati come, appunto, l’agroalimentare e l’arredo-design. «Per conquistare il mercato però – hanno concluso Bottallo e Presacco – è necessario conoscere bene norme e regolamenti locali, appoggiarsi a un referente qualificato in loco e garantire un efficiente servizio post-vendita». L’incontro (introdotto dal direttore dell’Azienda Speciale Imprese e Territorio della Cciaa di Udine, Maria Lucia Pilutti, e al quale sono intervenuti anche Andrea Buttà dell’azienda di spedizioni Vector e il dirigente di Api Udine, Carlo Delser) rientra nell’ambito della quarta annualità del progetto “Chamber Link”, promosso da Assocamerestero (un network di 73 Camere di Commercio italiane all’estero presenti in 48 nazioni) per favorire la collaborazione tra Unioncamere e quello delle Cciaa nazionali all’estero. L’iniziativa di partnership culminerà, nel 2010, con la missione imprenditoriale in Australia.

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Canada: chiediamo la fine della caccia alle foche

Posted by fidest press agency su sabato, 16 Maggio 2009

Il Governo canadese ha iniziato la sua annuale caccia alle foche. Tutti gli occhi sono puntati sul Canada in quanto si prepara ad ospitare le Olimpiadi Invernali del 2010. Questa attenzione straordinaria può aiutarci ad aumentare il dibattito e ad attirare l’attenzione su questi animali. L’OIPA chiede al Comitato Olimpico di Vancouver di utilizzare il suo peso per aiutare a fermare il massacro di foche in Canada. Lo stop all’import nell’Unione Europea delle pelli di foca e dei prodotti derivati, sancito dal Parlamento Europeo che ha approvato a larghissima maggioranza l’accordo raggiunto con i 27 Stati per un divieto di importazione, è stata una grandiosa vittoria. Le sollecitazioni di decine di migliaia di cittadini che hanno inviato le loro proteste al Parlamento, alla Commissione UE, firmando gli Appelli per gli Animali lanciati dall’OIPA, hanno reso possibile questo grande passo. Mai come adesso è vitale parlare a nome delle foche per chiedere la fine di questo crudele massacro. Per favore mandate un messaggio al Comitato Olimpico di Vancouver ed al Consiglio Comunale, chiedetegli di aiutare a porre fine a questo crudele massacro.

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