Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘imprenditoria’

Laurea e imprenditoria

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 dicembre 2019

Roma 16 dicembre 2019 ore 14 Unioncamere Piazza Sallustio, 21. L’indagine su Laurea e imprenditorialità è stata resa possibile dalla collaborazione tra il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, il DiSA-Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna e Unioncamere.Il Report che verrà presentato esplora le caratteristiche del fenomeno dell’imprenditorialità studentesca, analizzando le caratteristiche sia dei laureati imprenditori (con riferimento a genere, contesto familiare, percorso formativo, performance universitaria, esperienze maturate nel corso degli studi) sia delle imprese fondate o partecipate da laureati (con riferimento a tipo di impresa, settore economico, collocazione territoriale, carattere di start-up innovativa) ed esaminando anche la sua evoluzione temporale.La base di dati utilizzata nell’analisi, che consente di esaminare il fenomeno da una duplice prospettiva, deriva dall’integrazione dei dati statistici sui laureati di AlmaLaurea con quelli sulle imprese di Unioncamere. L’indagine riguarda circa 3 milioni di laureati presenti nella banca dati di AlmaLaurea che hanno conseguito un titolo tra il 2004 e il 2018. L’integrazione delle due banche dati ha permesso di individuare e caratterizzare i laureati che hanno una carica o una partecipazione in impresa: si tratta di oltre il 10% della popolazione esaminata, di cui oltre la metà risulta aver fondato un’impresa.Dopo i saluti istituzionali da parte di Marcella Gargano (Direttrice Generale del MIUR), Marina Timoteo (Direttore di AlmaLaurea) e Claudio Gagliardi (Vice segretario generale di Unioncamere), nella prima sessione del Convegno sarà presentato il Report sull’Imprenditorialità dei laureati.Nella stessa sessione è prevista la partecipazione di due ospiti stranieri: Jonathan Eckhardt (Professore Associato presso Wisconsin School of Business; Direttore del Weinert Center for Entrepreneurship) e Philippe Mustar (Professore ordinario presso École Nationale Supérieure des Mines di Parigi).La successiva sessione si incentrerà su una tavola rotonda che approfondirà il tema “Formazione universitaria e imprenditorialità” e che prevede la partecipazione di: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Ministero dello Sviluppo economico, Fondazione CRUI, Ufficio Studi Unioncamere, Comitato Scientifico-Strategico AlmaLaurea.Le conclusioni saranno affidate al Presidente del Comitato Scientifico-Strategico di AlmaLaurea, prof. Gilberto Antonelli.

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Impegno per rilancio imprenditoria italiana in Ue

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

C’è anche il mondo produttivo e delle imprese schierato con Fratelli d’Italia per le prossime elezioni europee che dal palco del Lingotto di Torino, nel corso della Conferenza programmatica di FdI, ha lanciato la sua sfida per ‘Cambiare l’Europa, per cambiare tutto’. Tra questi spiccano alcuni noti esponenti del mondo dell’imprenditoria.
È il caso di Fabio Pietrella, presidente di Confartigianato Moda l’associazione più importante a livello mondiale per le piccole e medie imprese artigiane: “Il 98% delle imprese in Italia – ha dichiarato – ha meno di 50 dipendenti. Per decenni sono state fatte politiche solo per le grandi aziende: è ora di cambiare questo modo di vedere le cose. Ci sono commercianti e imprenditori che vogliono identificarsi sotto una bandiera italiana che li tuteli davvero. Per questo ho accettato la candidatura di Fratelli d’Italia”.
“Grazie a Fdi e a Giorgia Meloni per l’incredibile opportunità di fare qualcosa per il mio Paese”: ha spiegato Pietro Fiocchi, presidente del ramo USA della storica azienda di munizioni Fiocchi e prossimo candidato per Fratelli d’Italia alle Europee nel collegio nord-ovest. “Il nostro settore rappresenta lo 0,5 per cento del Pil italiano, costituendo un esempio virtuoso per l’Italia: tutte le nostre aziende, infatti, internazionalizzano e non delocalizzano all’estero i posti di lavoro, rimanendo nella nostra Nazione con la nostra passione e i nostri marchi”.
Infine, Michela Sciurpa imprenditrice umbra rivendica la sua scelta perché “Giorgia Meloni si batte con forza per difendere le nostre imprese e la loro parte fondamentale ovvero le donne lavoratrici, difendendo il loro diritto alla maternità senza dover sacrificare il posto di lavoro”.

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Forche Caudine e le attività imprenditoriale da sviluppare in Molise

Posted by fidest press agency su domenica, 15 luglio 2018

DSCN0377.JPGAlimentare l’interesse dell’imprenditoria da Roma e dal resto d’Italia verso il Molise. Questo l’obiettivo degli incontri che sta promuovendo l’associazione “Forche Caudine” nella Capitale, chiamando a raccolta importanti esponenti soprattutto del mondo dell’industria e invitando, nel contempo, esponenti del governo regionale.Lorenzo Ponzuoli, titolare del Gran Caffè Santos, Antonio Iannotti, responsabile di Italmix spa con due stabilimenti nel beneventano e uno in apertura a Marcianise, Marco Wong, membro del cda di Extrabanca ed altri imprenditori asiatici hanno preso parte al meeting promosso dal Comitato imprese di Forche Caudine, presenti il responsabile Francesco Caterina, il presidente dell’associazione Giampiero Castellotti e, in collegamento dalla Spagna, Mauro Bonello. Per la Regione Molise è intervenuto il consigliere regionale Antonio Tedeschi.Gli imprenditori presenti hanno chiesto informazioni in particolare sulle infrastrutture e sulla logistica molisana, nonché sulle agevolazioni relative agli investimenti.Il consigliere Tedeschi ha illustrato la possibilità degli accordi di programma, che in linea generale prevedono contributi del ministero e della Regione con tempi, tra approvazione e rogazione, di circa un anno. Ha inoltre evidenziato la possibilità degli sgravi fiscali che, per durata, si differenziano in base ai settori e alle fasce di lavoratori, assicurando non meno di tre anni. Infine ha sottolineato la facilità di dialogo con i vertici regionali, elemento che incide positivamente nella sburocratizzazione e nel rapporto diretto tra investitori ed enti locali.Gli imprenditori hanno delineato un quadro dettagliato dell’attuale fase economica caratterizzata da un’alta automazione industriale che permette, specie nella produzione e nel confezionamento, di gestire stabilimenti con poche persone, ciò a svantaggio, ovviamente, dell’occupazione, che però è assicurata dall’indotto. Marco Wong, in particolare, ha però ricordato che il settore tessile richiede ancora molta manodopera ed il Molise, specie la provincia di Isernia, potrebbe trarre vantaggio dalla rilevante presenza di risorse umane già altamente formate nel comparto.
A questo proposito Tedeschi ha orientato l’attenzione sui 54mila metri quadrati di capannoni dell’ex Ittierre ed ha contattato nel corso della riunione i responsabili di Modaimpresa di Miranda.L’imprenditore Ponzuoli ha illustrato la storia della sua azienda produttrice di caffè di qualità, commercializzato principalmente a Roma, in Calabria e all’estero, prevalentemente in Canada e in Cina. “Attualmente operiamo con uno stabilimento in Croazia, ma siamo caratterizzati dalla crescita e dalla differenziazione e siamo quindi interessati a conoscere i dettagli di questa opportunità in Molise, specie nella zona di Venafro che è la più vicina a Roma – ha detto l’imprenditore romano.
Anche Antonio Iannotti ha tratteggiato la sua attività imprenditoriale, che include ambiziosi progetti, tra cui un business legato alla produzione sostitutiva del pasto. L’interesse verso il Molise è ovviamente subordinato anche agli accordi con le istituzioni.Gli stessi imprenditori faranno da passaparola con altri colleghi, prevedendo d’infoltire il gruppo legato al Comitato imprese del sodalizio dalla storia ormai trentennale. Gli imprenditori hanno ringraziato l’associazione “Forche Caudine” per l’opportunità, nonché per la gestione dei rapporti diretti con le istituzioni molisane. La potenzialità degli investimenti potrebbe corrispondere ad un buon numero di posti di lavoro nel territorio molisano. Ora la palla passa alla Regione.

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La competitività imprenditoriale passa attraverso le riforme strutturali

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

confineIn questi giorni si fa un gran parlare della perdita di competitività a livello internazionale delle nostre imprese ma si sottace sull’incapacità del nostro sistema di costruire un modello di crescita al passo con i tempi. La ricetta, se vogliamo, è così semplice da apparire in una certa misura ovvia anche se per nostra natura siamo più propensi a scegliere strade più complesse ed elaborate. Da quando tempo noi parliamo di crescita economica del nostro Mezzogiorno e ci siamo inventati, persino, un ministero (Cassa del Mezzogiorno) per erogare in pratica capitali pubblici a fondo perduto pur di favorire lo sviluppo imprenditoriale nel Sud del Paese. L’insuccesso mostrato per questa formula non ci ha scoraggiato del tutto. Eppure esiste un diverso approccio per raggiungere l’obiettivo desiderato come ad esempio migliorare la rete dei trasporti e rendere competitive quelle imprese che sono in grado di reggere il rapporto con le consorelle di altri Paesi del mondo. Pensiamo all’industria del turismo e a quella agro-alimentare. Abbiamo fatto, in proposito, qualcosa per migliorare il trasporto delle merci e delle persone sia per via terrestre sia per via aerea e marittima? Ben poco, purtroppo. I nostri porti non sono attrezzati, ad esempio, ad accogliere il naviglio da diporto e la nostra rete stradale e ferroviaria presenta delle evidenti strozzature che rendono sommamente difficoltoso l’accesso alle aree turistiche più attraenti. In pratica dobbiamo renderci sempre più conto che non si possono raggiungere determinati obiettivi senza l’utilizzo di strumenti adeguati. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi economici e finanziari della Fidest da “Lezioni di economia”)

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“Immigrazione e imprenditoria 2016”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2016

“Il dinamismo imprenditoriale italiano ha contagiato anche gli immigrati. Non può che far piacere a noi della CNA, che seguiamo da anni con attenzione questo fenomeno. I dati del rapporto Idos, al quale collaboriamo da tempo, dimostrano che la spinta degli immigrati all’avvio di nuove attività è cresciuta anche nel 2015, incessantemente, perfino in settori maturi, dai quali gli imprenditori autoctoni si allontanano. Un segnale positivo, in termini di emersione dal sommerso, promozione socio-economica, integrazione. Il lavoro autonomo è, infatti, una delle migliori forme d’integrazione e per questo va favorito, puntando su una estrema semplificazione che deve riguardare però tutte le imprese italiane, quale che sia il luogo di nascita del titolare”. Lo ha dichiarato il presidente della CNA, Daniele Vaccarino, commentando le anticipazioni del Rapporto Immigrazione e Imprenditoria, curato dal Centro studi e ricerche Idos con il sostegno della CNA, di MoneyGram e di altre strutture professionali, in uscita in autunno.Dal Rapporto emerge che, per la prima volta dopo quattro anni, nel 2015 il numero delle imprese in Italia ha smesso di calare, anche grazie al dinamico apporto dell’imprenditoria immigrata. Le imprese condotte da lavoratori nati all’estero sono ormai oltre 550mila, quasi un decimo di quelle registrate negli elenchi delle Camere di commercio: il 9,1 % contro il 7,4 % del 2011. Commercio e costruzioni si confermano i comparti prevalenti, ma l’edilizia cede il passo ai più elevati ritmi di incremento segnati dalle attività di alloggio e di ristorazione e da quelle dei servizi alle imprese. Marocco, Cina e Romania sono i Paesi dai quali proviene il maggior numero di responsabili di imprese individuali, ma è il Bangladesh a distinguersi per l’incremento più sostenuto. Lombardia e Lazio, e al loro interno Milano e Roma, rimangono le aree dove sono maggiormente diffuse le attività. “Siamo di fronte a un folto gruppo imprenditoriale che, se adeguatamente sostenuto, può funzionare come un perno su cui innestare promettenti azioni di co-sviluppo”, è la riflessione del presidente di Idos, Ugo Melchionda. Massimo Canovi, Vice Presidente di MoneyGram per il Sud Europa, ricorda che “anche le esperienze meno strutturate possono innescare percorsi fruttuosi di crescita e di successo, come testimoniato dai numerosi imprenditori immigrati finalisti al MoneyGram Award, che si sono distinti per aver raggiunto risultati prestigiosi sul piano dell’innovazione e del profitto, ma anche dell’occupazione e della responsabilità sociale”.

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L’imprenditoria italiana che vince arriva dal Nord Est

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2016

ags«Lavoriamo con la cura di un artigiano ma ci muoviamo come una multinazionale». Questo il modello di business che ha portato al successo AGS, azienda con sede a Rosà (Vi) e a Udine, che opera nella subfornitura avanzata per i settori dell’elettronica e dell’elettromeccanica. AGS ha fatto segnare l’anno scorso la crescita record del 43%. Come spiega Denis Vigo, imprenditore veneto quarantacinquenne, fondatore di AGS insieme con Renato Comelli, che ha voluto dare all’azienda una precisa filosofia: «Credo molto nel Made in Italy e credo molto nel valore aggiunto che, come italiani, sappiamo dare a quello che facciamo. Il concetto del Made in Italy è stato applicato nel fornire un servizio globale e un prodotto completo che va dalla progettazione alla consegna, lavorando con produttori dislocati in tutto il mondo, con un accurato controllo qualità e il tutto gestito sempre in Italia. Siamo così passati dal Made al Brain in Italy». Il target di AGS, partendo dal Nordest, è di estendere la propria rete commerciale in Europa, Asia, Stati Uniti e Brasile: «Ma il cuore pulsante resta in Italia, resta nel nostro territorio al quale siamo profondamente legati partecipando a numerose iniziative di solidarietà e sostenendo alcune attività sportive».Con 16 dipendenti in Italia (la metà assunta nell’ultimo anno) e le altre 150 persone che lavorano nell’indotto, AGS ha registrato un incrementato del fatturato del 2015 di oltre il 40% rispetto al 2014, arrivando a movimentare oltre 20milioni di unità di prodotti», dice Vigo. «La crescita aziendale è stata lenta ma progressiva. Da quando nel febbraio 2004 abbiamo dato vita ad AGS abbiamo posto attenzione alla sviluppo di una struttura che potesse essere solida e in grado di recepire tutte le richieste del mercato». Due i settori di operatività dell’azienda: una divisione è dedicata al mondo delle schede elettroniche – PCB – e delle tastiere, l’altra a quello degli stampi a iniezione e stampaggio di materiale plastico. «Produciamo principalmente in Cina, dove del resto viene prodotto l’80% delle schede elettroniche mondiali. Alla produzione però abbiniamo una gestione tutta italiana: la sede centrale è in Italia, qui viene fatta la progettazione e lo sviluppo, mentre il controllo qualità viene effettuato direttamente presso le sedi dei nostri fornitori dal nostro personale italiano», spiega Vigo. «Abbiamo sviluppato un sistema di logistica che azzera i tempi di consegna e assicura un pronto servizio al cliente finale con la possibilità di tracciare interamente il prodotto grazie alla tecnologia Near Field Comunication». Destinatari sono i grandi gruppi dell’automotive, delle telecomunicazioni, dell’automazione, della domotica e del lighting. Il mercato di riferimento per AGS è prevalentemente l’Europa, ma obbiettivo dell’azienda è di puntare ad una crescita di fatturato, ripartito tra Nord America, America Latina e Asia. L’anno scorso ci siamo concentrati su Francia, Svizzera e Stati Uniti. L’Italia resta comunque il bacino di riferimento fondamentale per la nostra azienda visto che assorbe la parte più importante delle nostre vendite ».E per il futuro? «Restando in Europa, pensiamo che la Germania rappresenterà un importante sbocco. Stiamo sondando anche il Giappone: un mercato interessante e in sviluppo dal quale stiamo avendo i primi interessanti riscontri – conclude Vigo. – Contiamo di incrementare il volume di affari e di arrivare entro pochi anni ad un fatturato di 50milioni di euro».
AGS srl – Fondata nel 2004 da Denis Vigo e Renato Comelli, opera in tutto il mondo con due divisioni: da una parte circuiti stampati (PCB) e tastiere, dall’altra stampi ad iniezione e stampaggio di materiale plastico. AGS si pone come partner globale in grado di seguire il cliente dalla progettazione alla logistica, dalla consulenza in fase di progettazione alla consegna del prodotto finito e tracciabilità dello stesso, gestendo offerte, documenti tecnici, controllo qualità e organizzazione logistica. Alle sedi italiane di Rosà (Vi) e Udine si aggiungono gli uffici esteri in Cina, Brasile, USA, Europa. (foto:ags)

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Transferwise, Nextome e Clue vincitori del Premio Europeo per l’imprenditoria digitale 2015

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

europionnersHelsinki. La Commissione Europea, Deloitte, LEWIS PR e il Forum dei giovani Innovatori europei hanno incoronato i vincitori dell’edizione 2015 del premio Europeo per l’imprenditoria digitale. Europioneers fa parte dell’iniziativa Startup Europe e per il terzo anno di fila sancisce il successo delle migliori iniziative in campo digitale nell’Unione Europea I vincitori di quest’anno sono:
Imprenditore digitale dell’anno: Taavet Hinrikus e Kristo Käärmann – Transferwise (Estonia)
Giovane imprenditore digitale dell’anno – Premio giovani: Domenico Colucci – Nextome (Italia)
Imprenditrice digitale dell’anno: Ida Tin – Clue (Germania)
Jyrki Katainen, vice presidente della Commissione europea, e Markku Markkula, presidente del Comitato europeo delle regioni e vice presidente di Open Innovation Strategy and Policy Group hanno conferito i premi. I vincitori sono stati proclamati durante l’evento Slush di Helsinki, durante il quale la community degli imprenditori digitali europei era rappresentata da 15.000 partecipanti, tra cui 1.700 startup, 800 investitori e 650 addetti media.
Taavet Hinrikus e Kristo Käärmann sono i fondatori di TransferWise, un servizio di trasferimento fondi in modalità peer-to-peer sviluppato in Estonia con sede nel Regno Unito. La sede centrale si trova infatti a Londra, ma sono presenti uffici anche a Tallinn e New York. Più di 3 miliardi di Euro sono stati trasferiti attraverso TransferWise.
“Vincere questo premio è un traguardo essenziale per tutto il team di TransferWise. Siamo solo all’inizio della nostra missione, che è rendere il mondo della finanza più imparziale. Il nostro obiettivo è offrire un servizio internazionale di trasferimento fondi low-cost, veloce e giusto a chiunque abbia la necessità di inviare del denaro all’estero”, ha dichiarato Kristo Käärmann, Executive Founder di TransferWise.
Domenico Colucci è il fondatore di Nextome, il più innovativo sistema di posizionamento e navigazione. Grazie a Nextome finalmente sarà possibile localizzare la nostra posizione in spazi limitati e sapere in tempo reale dove ci troviamo. “Sono davvero entusiasta di ricevere un riconoscimento così prezioso e diventare il giovane imprenditore digitale dell’anno. Grazie ai giudici della giuria di Europioneers e alla Commissione europea per aver apprezzato il nostro team e il potenziale di Nextome. Grazie anche a tutti i miei colleghi per aver condiviso questo obiettivo con me oggi”, ha dichiarato il fondatore di Nextome Domenico Colucci.
Ida Tin ha sviluppato Clue, uno strumento digitale per la fertilità che consente all’utente (e al/la partner) di monitorare il ciclo mestruale attraverso i dati sul periodo, il desiderio, l’umore, il flusso e il dolore. Più informazioni si inseriscono nell’applicazione, più accurate saranno le previsioni di Clue riguardo il ciclo. “E’ un onore ricevere il premio Europioneers, soprattutto se si considerano la bravura, le capacità di innovazione e le competenze degli altri candidati. Sono orgogliosa di collaborare con un team eccezionale, che ha consentito a Clue di crescere come piattaforma digitale focalizzata sulla salute a livello globale, con più di due milioni di utenti che monitorano il proprio ciclo ogni mese. Sono fermamente convinta che le imprenditrici debbano assolutamente fare squadra per ritagliarsi il proprio posto nel settore”, ha dichiarato Ida Tin, fondatrice di Clue.
“E’ fantastico vedere queste realtà aziendali e questi imprenditori vincenti che fanno parte dell’Europa. Europioneers è un ottimo modo per puntare i riflettori su questi imprenditori straordinari, innovatori che nascono e si affermano in Europa. Dobbiamo celebrare questo successo e proporli come modelli per le generazioni future. L’economia digitale ha un forte potenziale di crescita nell’UE e per questo sosteniamo le startup e gli imprenditori con il nostro Piano di investimenti per l’Europa”, afferma Jyrki Katainen, vice presidente della Commissione Europea per l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività.
I vincitori del 2015 sono gli eredi degli innovatori della scorsa edizione: Peter Arvai, CEO e co-fondatore di Prezi, Guillermo Garcia, fondatore di Alumn-e, Javier de la Torre, CEO e co-fondatore di Carto DB e Sylvia Klein, fondatrice e direttrice di paij.
A proposito di Europioneers Europioneers è organizzato dalla Commissione Europea in partnership con Deloitte e il Forum dei giovani Innovatori europei. L’obiettivo del concorso è individuare e riconoscere le iniziative digitali europee vincenti, per promuovere il ruolo degli imprenditori digitali in Europa, e incoraggiare e ispirare gli imprenditori di domani. Nel 2015 sono state ricevute più di 600 candidature, votate da oltre 100.000 membri di comunità start-up. (foto: europionners)

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“I volti dell’imprenditoria sociale in Italia”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2015

milanodavedereMilano. Presentare un nuovo modello di collaborazione tra terzo settore e settore privato. È questo lo scopo dell’evento “I volti dell’imprenditoria sociale in Italia” che si è tenuto ieri presso la sede di PwC in via Monterosa, 91 a Milano. Una giornata dedicata al lancio ufficiale del progetto di fellowship di Ashoka Italia,con la presentazione di Francesca Fedeli, prima fellow italiana, eletta nell’ambito del programma Making More Health,finanziato dal partner globale Boehringer Ingelheim. Francesca, impegnata nel promuovere tecniche innovative di riabilitazione e di diagnosi per i giovani sopravvissuti all’ictus, é l’esempio concreto di come questi due mondi, il terzo settore e l’imprenditoria privata, possano allearsi per ottenere un impatto sociale su larga scala, con obiettivi a lungo termine.
Ashoka, ONG che da 35 anni si dedica alla promozione e al sostegno del business sociale, seleziona modelli imprenditoriali innovativi e sostenibili, che mirano a conseguire il benessere della collettività apportando un reale cambiamento sociale globale. Fondata negli Stati Uniti, opera in più di 80 paesi tra cui, dal 2014, l’Italia. E proprio nel Belpaese, Ashoka lancia ora il programma di reclutamento degli imprenditori sociali, presentando i primi italiani o di origini italiane selezionati. Oltre a Francesca Fedeli, i nuovi fellow sono: Flaviano Bianchini, eletto in Messico, ideatore di Source International, Paulo Lima, brasiliano ma residente in Italia, fondatore di Viracao, impegnato nella comunicazione e nella partecipazione civica e Mario Molteni, creatore di E4Impact, programma universitario per il supporto di attività imprenditoriali nei paesi in via di sviluppo.
Durante l’evento, inoltre, ampio spazio verrà dedicato ai partner strategici di Ashoka Italia (Enel, Bosch, Vodafone e PwC e Boheringer Ingelheim) e al consolidamento dei contatti con gli altri potenziali sostenitori. Alcuni dei partner esporranno le motivazioni che li hanno portati a scegliere Ashoka e le azioni previste per i prossimi mesi.
Boehringer Ingelheim è, dal 2010, uno dei partner globali di Ashoka. Con l’iniziativa Making More Health seleziona e appoggia imprenditori sociali innovativi in ambito medico o sanitario. Il progetto è nato con l’obiettivo di migliorare la salute delle comunità di tutto il mondo e sostenere le soluzioni più promettenti ai problemi di natura sanitaria non ancora risolti. Making More Health ha l’ambizione di offrire, grazie ad una unione virtuosa tra business e conoscenza sociale, dei nuovi modelli di assistenza sanitaria – prevenzione, diagnosi e trattamento – agli individui e alla società. Insieme ad Ashoka, Boehringer si impegna a sostenere attivamente una serie di progetti di imprenditorialità sociale, offrendo le proprie competenze nei settori della sanità e del business e la propria rete di contatti.

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Imprenditoria, sempre più i giovani impegnati in agricoltura

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2015

imprenditoriaI giovani italiani tornano alla terra, rinnovando il modo di pensare all’agricoltura e il Nord Est traina il cambiamento che vede la trasformazione degli agricoltori in imprenditori agricoli e un aumento significativo dell’innovazione nel settore primario. Lo hanno spiegato Alessandro Peressotti, professore del dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell’Università di Udine, Pietro Biscontin, direttore della cooperativa Viticoltori Friulani La Delizia e Marco Tam, presidente di Greenway, azienda all’avanguardia nella produzione di biogas, partecipando al primo incontro della quinta edizione di “Єconomia sotto l’ombrellone” incentrato sul tema “Ritorno alla terra – Investire in agricoltura” e svoltosi al Palapineta di Lignano Sabbiadoro (Ud).«Il nuovo interesse dei giovani per l’agricoltura – ha detto Peressotti – per noi è ormai evidente: negli ultimi cinque anni abbiamo raddoppiato le matricole che si iscrivono ai nostri corsi di laurea. Particolarmente significativo il cambiamento di mentalità dei nuovi studenti: mentre vent’anni fa chi intraprendeva gli studi in Agraria mirava a un posto nel pubblico, in un’organizzazione di rappresentanza o in qualche grande azienda, oggi molti studenti puntano a diventare imprenditori agricoli in prima persona e lo fanno anche se alle spalle non hanno una tradizione familiare. Negli ultimi anni, infatti, molti nostri laureati hanno dato vita ad aziende agricole, anche piccole e con poca terra, ma molto innovative. Come, per esempio, l’allevamento di lumache su un solo ettaro che in due anni è arrivato a un milione di euro di fatturato. Si tratta di aziende che forse non risolveranno il problema dell’occupazione, ma che rappresentano fondamentali fattori di innovazione e stimolo per tutto il mondo agricolo».Il cambiamento in atto è stato confermato anche da Biscontin: «Qualche anno fa eravamo preoccupati perché l’età media dei soci aveva superato i 60 anni e le prospettive per la continuità erano negative; negli ultimi anni, però, sono entrati molti soci giovanissimi e le dimensioni medie degli appezzamenti coltivati sono aumentate: i 1.500 ettari coltivati da oltre 700 soci sono diventati oggi 2.000 ettari coltivati da 450 soci. C’è stato anche un cambiamento nell’approccio: prima molti associati tenevano un piccolo vigneto come integrazione al reddito di un altro lavoro, oggi molti soci hanno vigneti più grandi che sono la loro principale fonte di reddito. In agricoltura ormai non si può più improvvisare e oggi i giovani sono sempre più qualificati e hanno giustamente un approccio chiaramente imprenditoriale».
L’agricoltura italiana e nordestina, insomma, secondo i tre relatori ha tutto ciò che serve per potere crescere ancora e c’è spazio per tutti: per le grandi aziende organizzate, come per le piccole innovative, per le coltivazioni estensive e tradizionali, come per quelle dedicate alle agro-energie o per le aziende biologiche e biodinamiche. «Non ha senso – ha affermato Biscontin – farsi la guerra fra grandi e piccoli e pensare di continuare a “fare come si è sempre fatto” perché “si è sempre fatto così”. Oggi saper fiutare i mutamenti e cogliere le occasioni perché la concorrenza è davvero mondiale». «Fondamentale – ha aggiunto Peressotti – anche saper coniugare l’attività agricola con il territorio su cui insiste, perché l’agricoltura è parte fondamentale di un territorio, della sua vita, della sua attrattività turistica». Sugli aspetti commerciali, invece, sono emersi alcuni difetti delle aziende agricole italiane che, secondo quanto detto dai relatori sono molto attente alla produzione, ma talvolta meno attente a proporsi adeguatamente sui mercati. In questo sono anche state poco aiutate dalle aziende di comunicazione che per lunghi anni – hanno spiegato i relatori – «si sono dimenticate del mondo agricolo. In tal senso c’è ancora molto da fare, soprattutto in Friuli, superando una certa ritrosia a comunicare e raccontarsi adeguatamente».
Il prossimo appuntamento di “Єconomia sotto l’ombrellone” è in programma mercoledì 12 agosto alle 18.30 al Palapineta di Lignano Sabbiadoro e avrà come tema: “Alla ricerca dello spirito imprenditoriale”. Partecipano Davide Boeri – presidente del Gruppo giovani di Confindustria Udine, Carlo Alberto Magon – consigliere del Gruppo giovani di Confindustria Udine e Alessandro Zuin – giornalista, coordinatore editoriale del Corriere Imprese Nordest. Modera il giornalista Carlo Tomaso Parmegiani. (foto: imprenditoria)

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Tra precarietà e imprenditoria

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Bologna, 18 febbraio 2012 alle ore 9,30 a presso il convento di San Domenico, incontro col prof. Luciano Gallino su “Tra precarietà, realtà delle imprese e nuove leggi: quale futuro per il lavoro degli italiani?”, incontro che concluderà il Corso formativo 2011/2012 su Lavoro e flessibilità dell’occupazione. Se il lavoro non è una merce…
Del sociologo torinese uniamo una bella intervista a cura di Maria Elena Locatelli e Stefano Breda (Torino, 5 maggio 2011). E’ un intervento a tutto campo sui problemi e le prospettive del lavoro e del welfare ai tempi del “finanzcapitalismo”. Non manca un importante sguardo retrospettivo (alle origini del neoliberalesimo economico sul finire degli anni Trenta).In questi giorni Istat, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e Inps hanno presentato il secondo Rapporto sulla Coesione sociale (2011). Volumi e tavole statistiche sono consultabili e scaricabili all’indirizzo: http://www.istat.it/it/archivio/53075.I problemi del lavoro (del “mercato” del lavoro) hanno naturalmente un notevole rilievo, con significative sottolineature dell’occupazione flessibile e precaria.
Mentre La invitiamo a navigare nel Rapporto, Le sottoponiamo in calce due tavole relative al 1° semestre 2011, che abbiamo leggermente semplificato per fotografare con la maggior efficacia possibile l’abnorme esigenza di lavoro “temporaneo” della nostra economia, un problema per i nostri ragazzi ma anche un problema per la “crescita” e lo sviluppo. Una sfida che dovrebbe far tremare i polsi della politica e del legislatore.

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L’Europa per i giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 Maggio 2011

Milano 9 maggio 2011 ore 13 Sala Rodolfi, 4° piano, Università Bicocca Piazza dell’Ateneo nuovo, 1, la Rappresentanza a Milano della Commissione europea, l’Università degli Studi Milano Bicocca e l’Ufficio d’Informazione a Milano del Parlamento europeo organizzano l’evento “Cosa può fare l’Europa per i giovani”, che si terrà nell’Aula Magna dell’Università Bicocca (vedi programma in allegato). I promotori dell’iniziativa sono il Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile per Industria e imprenditoria, e il Rettore dell’Università Marcello Fontanesi. Parteciperanno all’evento della mattina (ore 10-13) i tre segretari generali dei sindacati confederali Luigi Angeletti (UIL), Raffaele Bonanni (CISL) e Susanna Camusso (CGIL), il Vicepresidente di Confindustria Giorgio Squinzi, le europarlamentari Lara Comi (vicepresidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori) e Patrizia Toia (vicepresidente della Commissione industria, ricerca ed energia), il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Interverranno anche i rappresentanti degli studenti.
Una conferenza stampa con i relatori, introdotta dal Rettore Fontanesi e dal Vicepresidente Tajani, avrà luogo alle ore 13 presso la Sala Rodolfi (Edificio U6-Rettorato, 4° piano). Nel pomeriggio (dalle 14.30 alle 16) verranno presentate diverse iniziative europee per stimolare l’imprenditoria giovanile e fornire ai giovani opportunità di studio, volontariato e lavoro in Europa. La Festa dell’Europa in Bicocca si concluderà dalle ore 16 alle 18 con uno spettacolo dei comici del mondo Zelig Giovanni Vernia, Claudia Penoni, Enzo&Ramon e Peppe&Ciccio. Si terrà anche il quiz “Tu sai che lo so” sulle diverse tematiche europee. Interverranno anche l’Orchestra della Bicocca e il Coro dell’Università degli Studi dell’Insubria.

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L’imprenditoria etnica

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

In Italia il numero di imprenditori stranieri è cresciuto dall’inizio della crisi (dal biennio cioè che va dal III trimestre 2008 al III trimestre 2010) del 9,2%, in controtendenza rispetto a quanto avviene per l’imprenditoria italiana, dove si assiste ad una contrazione del -1,2%. Questi alcuni dei risultati ottenuti da uno studio della Fondazione Leone Moressa che ha analizzato le dinamiche e la struttura dell’imprenditoria etnica in Italia facendo riferimento agli ultimi dati disponibili di Infocamere.
Prato, Pavia e Rieti sono le province che nel confronto tra trimestri hanno fatto segnare le crescite più evidenti in quanto a numero di imprenditori stranieri (rispettivamente +17,7%, +17,7% e +16,2%), mentre l’unica area in Italia ad aver mostrato tassi di variazione negativi è Nuoro (-2,3%). Prato e Trieste sono le province che mostrano la più alta densità straniera nel mondo dell’imprenditoria, con incidenze sul totale degli imprenditori, rispettivamente, del 15,3% e del 10,9%. A queste seguono a ruota le province di Teramo (10,2%) e Gorizia (10,0%). Ma sono Milano, Roma e Torino ad accogliere il maggior numero di imprenditori stranieri, sebbene nel capoluogo lombardo la loro variazione nell’ultimo biennio sia stata appena del 5,6% (contro il 13,5% registrato nella capitale e del 12,6% nel capoluogo piemontese).
L’imprenditoria etnica risulta essere maggiormente dedita alle attività commerciali e all’edilizia (con incidenze pari al 29,5% e al 22,2%), segue la manifattura (10,1%) e la ristorazione (8,6%). A livello territoriale sembrano esserci delle maggiori specializzazioni in alcuni settori piuttosto che in altri: nelle aree del Nord e in alcune del Centro, ad esempio, il primo settore in termini di numerosità imprenditoriale straniera è quello delle costruzioni, mentre nelle aree del Mezzogiorno prevale nettamente il settore commerciale. Per quanto riguarda il genere degli imprenditori, di quattro stranieri che operano in Italia, uno è donna: le attività maggiormente gestite e condotte dalle donne sono la ristorazione (con quasi la metà delle imprese straniere che parlano rosa), mentre nel commercio e nella manifattura esse rappresentano, rispettivamente, il 27,1% e il 29,5%.
Marocchini, Rumeni e Cinesi sono le tre nazionalità più rappresentate tra gli imprenditori stranieri, raccogliendo insieme a Svizzeri e Tedeschi quasi il 40% del totale degli imprenditori. A livello regionale non si evidenzia un’unica tendenza, ma emergono delle specificazioni etniche. I Marocchini ad esempio, sono più presenti in Calabria, Campania e Emilia Romagna, mentre i Cinesi in Toscana, Veneto e Marche. I senegalesi sono invece la nazionalità più presente in Sardegna, mentre in Lombardia prevalgono gli egiziani. In quanto a “concentrazione etnica” la Basilicata e la Calabria sono le regioni che ne mostrano di più, dal momento che per ciascuna di esse le prime 5 nazionalità più rappresentate censiscono da sole più del 60% degli imprenditori stranieri presenti in quelle regioni.
Oltre tre quarti degli imprenditori stranieri opera nel nostro territorio almeno dal 2000, di cui quasi il 9% da quest’ultimo anno, dimostrando come la presenza straniera nelle attività autonome sia un fenomeno ancora giovane. Anche in termini di età anagrafica gli imprenditori stranieri sono giovani, dal momento che il 64,7% ha tra i 30 e i 50 anni e che addirittura il 10,3% sta sotto ai 29. Infine, il 54,8% degli imprenditori gestisce un’impresa individuale essendone per il 54,6% il titolare.

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Bando per l’imprenditoria femminile e giovanile

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

La Camera di Commercio di Udine guarda ai giovani e alle donne e sostiene la loro voglia di fare impresa: la giunta camerale ha infatti approvato il bando per la concessione di contributi per l’imprenditoria giovanile e femminile. Terza edizione, dunque, per questo bando che ha riscosso notevole interesse e che ha affiancato ai fondi anche un percorso formativo – facoltativo e gratuito, titolo di preferenza nella graduatoria – che è stato curato dall’Azienda speciale Ricerca&Formazione: da un minimo di sei fino a un massimo di 12 ore di training per l’orientamento e l’assistenza allo sviluppo dell’idea imprenditoriale. Il  percorso si è concluso il 31 ottobre, ma è comunque possibile presentare domanda di contributo anche da parte di chi non lo ha frequentato. L’investimento della Cciaa su questo bando è di circa 284 mila euro.  A chi è rivolto: Piccole e medie imprese a gestione prevalentemente femminile o giovanile con un’unità locale operativa nel territorio della provincia  Sono  contributi in conto capitale per sostenere il finanziamento delle spese per l’avvio dell’attività d’impresa.
Termini per la presentazione  Le Pmi possono presentare domanda di contributo alla Cciaa di Udine, a pena di nullità, fino al 31 dicembre 2010 (a partire dal 2 novembre) e comunque prima dell’avvio degli investimenti.
La domanda Va spedita con raccomandata con avviso di ricevimento, indirizzata alla Camera di Commercio, via Morpurgo 4, 33100 Udine l’incentivo  È pari al 70% della spesa ammissibile; l’ammontare minimo dell’incentivo è pari a 5 mila euro, il massimo a 10 mila.
Possono accedere  Le neoimprese o gli aspiranti imprenditori, così definiti: le imprese iscritte al Registro imprese della Cciaa dal 2 novembre 2009, anche se non attive, a patto che risultino attive entro due mesi dalla data di presentazione della domanda di contributo.
Sono ammissibili le spese per: Acquisto di impianti, di macchinari e attrezzature, di licenze software, l’acquisizione di consulenze per la creazione di un sito web orientato al commercio elettronico, l’acquisto di automezzi che siano immatricolati come autocarri, le spese notarili per la costituzione della società. Sono ammissibili anche le spese sostenute nel caso di acquisto di attività preesistente, limitatamente al valore relativo a impianti, macchinari, attrezzature e licenze software. http://www.ud.camcom.it.

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Imprenditoria cinese nel settore tessile

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

Federimpresa Confartigianato ForlìCesena è da tempo impegnata a tutelare il rispetto delle regole del mercato da parte di tutte le imprese, con particolare attenzione all’evoluzione della presenza di imprenditoria straniera. L’Associazione è più volte intervenuta sia sulla questione del mobile imbottito, che ha tenuto banco anche nelle cronache nazionali, sia nel Rubicone, con una raccolta di firme a tutela del tessile, abbigliamento e calzaturiero per la difesa del made in Italy. Confartigianato nazionale, raccogliendo le sollecitazioni provenienti dal nostro territorio, ha promosso, attraverso l’ufficio studi, la realizzazione di un identikit sull’imprenditoria cinese, con particolare riferimento proprio al comparto tessile, abbigliamento e mobile imbottito, consolidando un metodo di lavoro che prevede la conoscenza approfondita del fenomeno per elaborare per le proprie posizioni. Confartigianato ForlìCesena non ha pregiudizi di alcun tipo nei confronti dei lavoratori stranieri, tuttavia appare, oggi, indispensabile vigilare affinché situazioni come quella verificatasi a Prato, in cui lo sviluppo dell’economia cinese ha cambiato le regole del gioco di un intero distretto, introducendo gravi turbative nella concorrenza, non avvengano anche nella nostra provincia. Non si tratta di creare riserve protette per l’impresa italiana, ma di rispettare le regole e gli oneri che disciplinano la leale concorrenza del mercato, garantendo a tutte le imprese le stesse opportunità. Non a caso la nostra associazione sottoscriverà il codice etico voluto dalla Prefettura ed espresso soddisfazione per il ruolo chiave della Guardia di Finanza nel far emergere il lavoro nero; solo con una sinergia di intenti possono essere garantite le stesse condizioni a tutti gli attori del sistema produttivo. Lo studio di seguito sintetizzato è il contributo di Confartigianato alla diffusione della conoscenza delle dinamiche di questo fenomeno. Dai dati Istat emerge che i residenti cinesi in Italia sono 170.265, pari al 4,4% della presenza straniera complessiva nel nostro Paese, attestandosi come la quarta comunità maggiormente rappresentata dopo quella rumena, albanese e marocchina. I due terzi degli stranieri di origine cinese si concentra in quattro regioni: oltre all’Emilia Romagna, in cui risiede l’11,4% della popolazione cinese, importanti comunità sono presenti in Lombardia (22%), in Toscana (15,3%) e Veneto (14,6%). In particolare, la nostra regione, nell’ultimo quadriennio, ha visto un incremento molto forte nella presenza cinese, pari al 47,1%. Nella provincia di Forlì-Cesena sono presenti 2.384 cittadini cinesi su un totale di 388.019 unità, dato che colloca Forlì-Cesena al nono posto fra le province per incidenza della comunità della Repubblica Popolare Cinese sulla popolazione. La fotografia scattata da Confartigianato evidenzia che gli immigrati cinesi hanno una forte predisposizione all’imprenditorialità, operando soprattutto nei settori del commercio all’ingrosso e al dettaglio con 16.003 imprese, pari al 46,9% del totale, nel manifatturiero con 14.046 titolari, con un’incidenza del 41,1% e nei servizi alloggi e ristorazione con un numero più ridotto di imprenditori, pari a 2.665, con un peso nel comparto del 7,8%. Lo studio effettuato da Confartigianato indica che la presenza della comunità imprenditoriale cinese nel tessile, abbigliamento e mobile imbottito si concentra prevalentemente in quattro regioni: Toscana, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna con 1.908 titolari e un’incidenza del 33,9% sul totale degli imprenditori, dato che a Forlì-Cesena scende al 23%, con 124 titolari cinesi sul totale di 538. Dal 2004 al 2008 la percentuale di titolari cinesi è raddoppiata, passando dal 9,9%, sino al 19,2% contro la media nazionale del 14,4%. In questo contesto è necessario evidenziare le difficoltà di interazione tra lavoratori cinesi e italiani, gli stranieri provenienti dalla Cina mostrano il più basso utilizzo della nostra lingua in ambito lavorativo, solo il 50,4% degli occupati utilizzano la lingua italiana per lavoro, contro la media del 90,9% delle altre comunità straniere, dato che non migliora neppure se si considerano le relazioni amicali. Significativo il fatto che, pur in presenza di una forte distanza linguistica, i lavoratori cinesi mostrino una minor propensione all’utilizzo di corsi di lingue rispetto agli altri cittadini stranieri: 8,7% contro il 9,6%. (Roberta Zoli) (fonte j buon giorno impresa)

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Premio miglior tesi sull’imprenditoria femminile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2010

Un premio per la miglior tesi di laurea sull’imprenditoria femminile. È la nuova idea del Comitato per la Promozione dell’imprenditorialità femminile della Camera di Commercio di Udine, guidato da Enrica Gallo, per promuovere e stimolare la ricerca, la riflessione e gli studi sul tema. I destinatari del premio, di mille euro, sono i laureati (laurea quinquennale o specialistica) dell’Università di Udine o di altri atenei, ma residenti in provincia. La tesi dev’essere discussa tra il 1° gennaio 2009 e il 31 luglio 2010 e il voto di laurea dev’essere di almeno 99/110. La partecipazione è riservata a chi non abbia superato i 27 anni alla data della discussione.  «È un piccolo segnale, ma significativo – spiega il presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo –, una bella proposta del Comitato che va ad arricchire le attività che l’Ente camerale sta portando avanti in questi anni per stimolare l’iniziativa imprenditoriale femminile e giovanile sul territorio. Con la convinzione che puntare su di loro sia un modo per scommettere davvero sul futuro».  Il premio sarà assegnato dopo la valutazione di una commissione, nominata dal Segretario Generale della Camera di Commercio. La “giuria” sarà composta da un docente universitario, da due componenti del Comitato e dal Segretario Generale stesso. «Confidiamo di dare motivazione a chi si occupa di questa tematica, dal punto di vista della ricerca e dello studio – aggiunge la Gallo – e speriamo che da qui possano scaturire nuovi progetti da mettere in pratica per incoraggiare e affiancare al meglio le donne che decidono di aprire e di portare avanti un’attività in proprio».  Per partecipare al concorso, il candidato dovrà inviare entro il 30 settembre 2010 (farà fede la data del timbro postale in partenza) una busta sulla quale dovrà espressamente indicare: “Comitato per la promozione dell’Imprenditorialità Femminile – Premio tesi di laurea”. La busta dovrà contenere la domanda, redatta in carta libera e compilata utilizzando il modulo disponibile su http://www.ud.camcom.it (si trova anche alla Segreteria del Comitato, in Cciaa); oltre alla domanda, vanno allegati il testo integrale della tesi in duplice copia (una su supporto cartaceo e una su supporto informatico) e un abstract di massimo dieci cartelle che sintetizzi i contenuti della tesi, la metodologia seguita e le conclusioni (sempre in duplice copia).  La scelta del vincitore sarà comunicata tramite posta e la premiazione avverrà entro il 31 dicembre.  Ulteriori chiarimenti possono essere richiesti alla Segreteria del Comitato in Camera  di Commercio, via Morpurgo 4, 33100 Udine, stesso indirizzo cui vanno spedite

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Dichiarazione Partito dell’Alleanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2010

In apertura di campagna elettorale per le elezioni dei Consigli Regionali del 28 e 29 marzo 2010 il Partito dell’Alleanza comunica che per colpa della famigerata legge elettorale “Porcellum” che impone ai Partiti politici non federati la, molto discutibile, raccolta delle firme, non presenta proprie liste e veicola i propri elettori, in alcune Regioni verso propri candidati ospitati nelle liste del PDL e nelle restanti verso candidati del Centro Destra.  Ciononostante segnala, sin da subito, una questione fra le priorità delle Agende dei Governi Regionali, che solleciteremo per il quinquennio 2010/2015, che riguarda la difficoltà di riuscire a far entrare questioni preminenti come quelle della crisi economico-finanziaria, del clima, della galoppante disoccupazione, dell’imprenditoria giovanile, della sanità, della scuola.  Questi temi non trovano rappresentazione non solo a causa di una sordità individuale dei politici o delle dirigenze dei partiti che governano le residuanti giunte regionali di sinistra ma perché il sistema politico e i partiti corrispondenti sono nati storicamente attorno ad altri conflitti che pur indeboliti continuano a stabilire i confini del confronto politico. Questi sistemi politici si sono andati costruendo attorno a tre fondamentali fratture: la prima, nata dai processi di unificazione bipolare o bipartitica che ha generato l’opposizione centro/periferia; le altre due sono nate in seguito ai processi di industrializzazione e riguardano l’opposizione campagna/città (gli interessi legati all’agricoltura e quelli legati all’industria), e infine quella tra capitale/salariati.  Oggi queste rigide opposizioni sono sempre più inadatte a dar conto del mutamento sociale, mentre i nuovi conflitti emersi nella seconda modernità, a partire dai processi di globalizzazione, non trovano adeguata rappresentazione nello spazio politico attuale. Quello che sosteniamo è che processi quali la globalizzazione, la crisi ecologica, i fenomeni migratori, l’informatizzazione, la trasformazione e la svalorizzazione del lavoro, la precarizzazione, la fine del patriarcato, la libertà e il protagonismo delle donne (e le resistenze che incontrano) nel lavoro e nella società, stanno creando un nuovo quadro politico che vede definirsi – seppure ancora in modo confuso – nuovi soggetti, nuove identità, nuovi valori, nuovi spazi pubblici, nuove forme di organizzazione, nuove pratiche di azione e soprattutto nuove richieste. Questo è quanto ci aspettiamo si verifichi dal 30 marzo in poi; un nuovo quadro del panorama politico nazionale con la valorizzazione delle minoranze, non rappresentate da corpo politico parlamentare, che pur possono contribuire alla costruzione di un Paese in grado di affrontare i processi di globalizzazione. (Sante Pisani – Segretario Politico del Partito dell’Alleanza)

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Imprenditoria Femminile e Finanza Agevolata

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2009

Roma  15 Ottobre,  alle ore 19:30, presso l’Hotel H10 in Via Pietro Blaserna 101, la prestigiosa Fondazione Risorsa Donna, nella persona del Segretario Generale dott. Andrea Nardone, illustrerà tutti i temi dell’Imprenditoria Femminile, le agevolazioni, la formazione ed il supporto in atto alle donne che intendano aprire una attività in proprio, fino a parlare delle attività di Microcredito e di sviluppo a disposizione dei migranti nel nostro Paese. La Fondazione Risorsa Donna nasce a Roma, nell’aprile del 2001 sulla base dell’esperienza dell’Associazione Women’s World Banking in Italia. E’ un ente senza scopo di lucro ed è riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri come Organizzazione Non Governativa (ONG). La fondazione è attiva nel promuovere e favorire la donna quale motore virtuoso della società e della famiglia e rivolge la sua attenzione in particolare a tutte le donne svantaggiate ed escluse dallo sviluppo economico, finanziario e sociale, attraverso il supporto per l’accesso al capitale, alle informazioni, alle tecnologie, ai mercati.  La Fondazione Risorsa Donna, pertanto, si propone come soggetto fautore dello sviluppo della cultura del risparmio, della finanza, dell’imprenditoria delle donne, nonché della promozione del valore della solidarietà femminile, principalmente attraverso azioni specifiche nel settore del Microcredito e della Finanza Etica.  http://www.ppunet.com

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Veneto: rilancio imprenditoria giovanile

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

Venezia 7 ottobre (ore 20.00) nella sede di Confartigianato Venezia (Castello – S. Lio 5653). corso per giovani imprenditori dal titolo “Il controllo direzionale per gestire lo sviluppo aziendale”, in cui verranno illustrate le strategie per sviluppare al meglio il patrimonio di risorse e di competenze, cercando di comprendere quali leve decisionali si debbano toccare per garantire un successo coerente con gli obiettivi e i valori delle imprese.Rafforzare lo spirito d’azienda e il lavoro di squadra attraverso strategie di marketing e innovazione mirate alla fidelizzazione del cliente e fondate sul team building, frontiera avanzata della formazione imprenditoriale. È questa la ricetta che AG Venezia (il gruppo Giovani Imprenditori aderenti alla Confartigianato Provinciale) propone al mondo dei nuovi capitani d’azienda per far fronte alla crisi economica in atto.  Il gruppo veneziano dei Giovani Imprenditori è molto attivo. Lo testimoniano anche i numeri: sono oltre 5.500, sulle 20mila imprese iscritte in CCIAA di Venezia, i giovani capitani d’impresa con meno di 40 anni nelle cui mani è affidato il futuro dell’artigianato e della piccola impresa della provincia di Venezia. Un numero che nel 2008 è cresciuto del 6,5% rispetto all’anno precedente. Tutti hanno avviato l’attività con risorse proprie: proseguire una tradizione familiare, tanto che solo 2 su 100 si sono rivolti all’autoimpiego in risposta alla carenza di posti di lavoro. Circa un terzo delle nuove leve dell’imprenditoria artigiana sono concentrate nell’area di Venezia-Mestre, in Riviera del Brenta e nel Miranese, dove operano oltre 1.800 giovani imprenditori. Tra i diversi settori economici quello su cui puntano maggiormente è il comparto delle costruzioni (con percentuali che toccano il 44%), settore che nell’ultimo anno ha fatto registrare il massimo incremento della componente imprenditoriale giovanile (+8,6%). Seguono il comparto manifatturiero (27,7%) e i servizi alle persone (17,2%). Per quanto riguarda il manifatturiero, si rileva un interesse spiccato dei giovani imprenditori per le attività del settore alimentare (25,6%), che sorpassano per preferenze lo “storico” segmento della lavorazione dei metalli (20%). E ancora, è significativa la presenza di giovani capitani nel settore della lavorazione del legno e della produzione di mobili (17,7%).

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Bcc e Confidi di Trieste per un piano anticrisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

La Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia, il Confidi Trieste e il Confidi artigiani e pmi Trieste, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato all’attivazione di un piano d’intervento anticrisi a sostegno dell’imprenditoria provinciale. Alla firma del documento erano presenti: il presidente della Federazione delle Bcc, Giuseppe Graffi Brunoro e i presidenti di Confidi Trieste, Franco Sterpin Rigutti e Confidi artigiani pmi Trieste, Dario Bruni. Il protocollo sottende l’intento di operare in stretta sinergia e complementarietà con le misure già approvate dal Consiglio Regionale nell’auspicio che, nella fase di attuazione, si tengano in adeguato conto gli interessi delle piccole e delle micro imprese. Tra le misure concrete dell’intesa, la definizione di accordi a livello locale volti a introdurre elementi temporanei di flessibilità nella gestione dei rimborsi rateali del crediti in bonis, anche tramite la sospensione parziale o totale della rata di rimborso per un periodo dai 12 (per i finanziamenti fino a 5 anni) ai 18 mesi (per i finanziamenti oltre i 5 anni).  Inoltre, le esigenze di liquidità delle imprese vengono sostenute con un finanziamento straordinario che fa riferimento a importi massimi di 400mila euro, per la durata di 12 mesi. È prevista altresì la concessione di finanziamenti volti al consolidamento da breve a medio termine nei casi di debiti versi i fornitori e di passività bancarie a breve termine con un importo finanziabile fino a 250mila euro; un’ulteriore misura mira a favorire la realizzazione di investimenti aziendali in beni materiali e immateriali, anche mediante il riscatto di beni detenuti in leasing. L’importo massimo finanziabile arriva a 1 milione di euro. A ciò si aggiungono i finanziamenti per favorire la capitalizzazione o la ricapitalizzazione delle imprese attraverso lo strumento del “Prestito Partecipativo”; in tale ipotesi la Bcc anticipa all’impresa l’importo deliberato quale aumento di capitale sociale o in conto futuro aumento di capitale sociale, con un importo finanziabile massimo di 500mila euro, per 12 mesi.

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L’imprenditoria straniera

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

Udine. Lunedì 21 settembre ore 12 Camera di Commercio (Sala Giunta – 5° piano) Sarà il tema della conferenza stampa cui interverranno il presidente Giovanni Da Pozzo e  l’amministratore delegato di Nomisma Giorgio De Rita. Proprio all’osservatorio di studi economici Nomisma, infatti, assieme a Demetra – società specializzata in indagini alle imprese, è stata affidata l’indagine che mette in luce le caratteristiche del fenomeno sul territorio, di cui sono stati analizzati nello specifico, tramite interviste telefoniche a un campione significativo di imprese straniere, diversi fattori: le motivazioni dell’arrivo in Italia; le motivazioni della costituzione dell’azienda attraverso la definizione dei percorsi di transizione dal lavoro subordinato al lavoro autonomo, fino all’avvio di attività imprenditoriali vere e proprie; i fattori che hanno indotto la creazione dell’azienda in provincia di Udine; le forme di impresa; le modalità di avvio delle imprese; i riflessi della cultura di origine dell’imprenditore immigrato sulla struttura e il comportamento dell’impresa nei contesti sociali e di mercato; i fabbisogni di crescita e sviluppo; le linee portanti generali e specifiche per l’arricchimento dei servizi territoriali di supporto alla crescita delle imprese con titolare straniero in provincia di Udine. Lunedì saranno presentati i primi risultati dell’indagine conoscitiva, che sarà completata poi entro fine ottobre. La ricerca servirà alla Camera di Commercio per acquisire gli elementi conoscitivi necessari a definire le caratteristiche dell’imprenditoria straniera in provincia di Udine, ma anche a capire le principali peculiarità che differenziano il fenomeno rispetto al contesto nazionale. Tutto ciò consentirà di individuare l’esistenza di possibili aree di intervento a supporto dell’imprenditoria immigrata a livello provinciale, definendo i possibili servizi necessari allo sviluppo.

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