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Posts Tagged ‘impresa’

Economia: Meroi (Alfa Sistemi), “impresa in montagna possibile se dipendenti scelgono di viverci”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

(TiLancio) Fare impresa in montagna? ‘Si può’. Creare attrazione ed attrattiva per l’area montana, in generale: è sempre possibile. Come? “Creando una massa critica di addetti che gravitano, per abitazione, o luogo deputato alla propria esistenza, proprio in montagna. Mi spiego: se fra i miei dipendenti ce ne fossero almeno una decina che per scelta hanno deciso di vivere nelle aree montane del Friuli Venezia Giulia, potremmo sicuramente creare un ufficio decentrato, in montagna, per accoglierli. Ovviamente, il peso specifico della decisione dipenderebbe dal numero di persone. Abbiamo capito, attraverso anche gli effetti di questa pandemia, che si può lavorare in qualsiasi luogo e contesto. Pertanto, decentrare, creare una filiale in montagna, perché ho diversi dipendenti che lo vogliono, non sarebbe un problema”. Sono le dichiarazioni di Ferruccio Meroi, presidente ed amministratore delegato di Alfa Sistemi, azienda tecnologica di Udine, costantemente alla ricerca di personale, anche di giovane età, per le proprie divisioni all’interno dell’impresa.Serve un cambio di passo culturale, anche e soprattutto da parte dei giovani che vivono in montagna. Si può fare tutto, ovunque. Servono idee, coraggio e voglia di fare. Un certo grado di attitudine anche all’imprenditorialità. “Probabilmente, un certa propensione alla volontà di uscire dalla propria zona di confort, per andare a cercare stimoli, fuori dalla montagna. Magari, per i giovani, questo significa formarsi altrove, per poi tornare e sviluppare idee e capacità” continua Meroi.C’è una penuria incredibile di giovani da inserire in aziende tecnologiche: “Li cerchiamo ovunque, che provengono dal territorio montano non rappresenta certamente un limite. Oltremodo: che le start up satellite, gli spin off che possono nascere da aziende già insediate in montagna, può essere un grandissimo valore aggiunto per la ricchezza dell’area intera. La necessità, prima di tutto, è di investire in infrastrutture ed “autostrade digitali” per avvicinare la montagna alla città” conferma Meroi.Alfa Sistemi è una azienda tecnologica che fra le priorità pensa al benessere dei suoi dipendenti, in modo concreto ed esaustivo, con una forte connotazione all’apertura strategica, anche verso culture nuove e più aperte, del fare impresa. Impiega oltre 100 addetti.

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Rick Moody: La lunga impresa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

Storia del mio matrimonio collana Oceani, pp. 368, 20 euro Editore: La Nave di Teseo. Il memoir struggente e implacabile del pluripremiato autore di Tempesta di ghiaccio e Rosso americano, che condivide la storia del passaggio dal primo al suo secondo matrimonio, in un movimentato e appassionato racconto mese per mese.All’inizio di questa storia, Moody, un alcolizzato in recupero e un compulsivo sessuale con una storia di depressione, è anche il padre divorziato di un’amata bambina e un uomo innamorato; la sua risposta alla domanda “Ti piacerebbe avere una relazione impegnata?” è, senza riserve e per la prima volta nella sua vita, “Sì.” E così il suo secondo matrimonio inizia quando emerge, umilmente e con tenere speranze, dalle macerie del suo passato, solo per essere battuto da un mare in tempesta di guai esterni: aborti spontanei, morte di amici e rapine, tanto per cominciare. Come ha detto Moody, “questa è una storia in cui una grande sfortuna è la quotidianità dei protagonisti, ma sono anche innamorati”. Con grande stupore di Moody, il matrimonio si rivela essere il rifugio sicuro nei tempi duri, una nave infinitamente resistente e durevole più di qualsiasi barca con cui i due coniugi avrebbero potuto viaggiare da soli. Così l’amore sostiene la coppia, sollevandola al di sopra delle difficoltà.

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Venti di impresa: Le nuove rotte del Made in Italy

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

E’ una serie di podcast originali di Radio 24 in collaborazione con Sace traccia la road map per conoscere le nuove regole dell’export, approfondisce temi come lo sdoganamento smart e l’economia in chiave sostenibile, fa scoprire le opportunità dell’innovazione digitale, del fare rete e del come svilupparsi sui mercati esteri.Una serie di podcast originali nel formato free talk: un dialogo fra Pepe Moder (conduttore di Radio 24) e Mariangela Siciliano (Head of Education di Sace), per scoprire come abbracciare il cambiamento di questi anni con uno sguardo oltreconfine. I consigli degli esperti del settore e le testimonianze degli imprenditori che hanno già aperto la strada e che raccontano come stanno affrontando la “nuova normalità” ai microfoni di Anna Marino. La serie di podcast è realizzata da Radio 24, la prima e unica emittente “news & talk” italiana e da Sace Education, il nuovo hub formativo che offre formazione profilata e gratuita alle Pmi e al mondo dei professionisti.

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“La sostenibilità come nuova strategia d’impresa e di investimento”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Maggio 2021

Giovedì 20 maggio, dalle ore 15:00, AcomeA SGR invita a partecipare alla digital round table dal titolo: “La sostenibilità come nuova strategia d’impresa e di investimento”. Sarà una importante occasione per mettere intorno a un tavolo virtuale esperti del mondo degli investimenti, istituzioni e imprenditori per dibattere sulle opportunità per le PMI italiane quotate, in particolar modo nel segmento AIM, di integrare una strategia di sostenibilità nel proprio modello di business. Queste società hanno infatti un enorme potenziale che aspetta solo di essere valorizzato. Un’analisi puntuale che vuole concentrarsi su tutti e tre i fattori: ambiente, società e governo d’impresa, per promuovere un impatto sostenibile su profitti e valore. Sono ancora tanti gli interrogativi aperti cui si cercherà di dare una risposta: è possibile fare della Sostenibilità una strategia d’impresa efficace? Come può una PMI quotata o quotanda intraprendere questo percorso di miglioramento, di valorizzazione e poi comunicarlo in modo virtuoso al mercato e agli investitori? Di questo e molto altro dibatteranno esperti e imprenditori delle società partecipate dal fondo AcomeA PMItalia ESG per dare la testimonianza diretta dei reali protagonisti di questo importante cambiamento, che punta a una rivoluzione sostenibile.Fondamentale sarà quindi il punto di vista dell’imprenditoria, offerto dal Top management di cinque società quotate all’Aim – Gruppo Fos, Vantea Smart, Reti, Convergenze ed Energica Motor Company – che racconteranno come la sostenibilità si trasformi in un’efficace strategia di impresa per crescere, evolvere e allargare i propri orizzonti di business.Completeranno gli interventi Matteo Serio, Managing Partner di AcomeA SGR e Marco Ruspi, Head of ESG di AcomeA SGR, Luca Tavano, Head of product development Mid&Small Cap-Primary Markets di Borsa Italiana, Francesco Mele, CFO & Head of Central Functions di Illimity, Fabio Ortolani, Vice Presidente del Fondo Pensione Eurofer, Daniela Carosio, Senior Partner di Sustainable Value Investors.

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Impresa sostenibile, pratiche a confronto

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

Un report e un congresso nel mese di giugno per fotografare esperienze, best practice, criticità e strade possibili di una trasformazione sostenibile che in Italia stenta a decollare. È ormai necessario che le imprese contribuiscano al miglioramento e allo sviluppo socioeconomico delle comunità in cui operano. Si tratta di abbracciare una prospettiva di lungo periodo che includa nel loro business anche una dimensione sociale e ambientale, secondo un approccio inclusivo e trasparente. È questo che si intende per “Impresa sostenibile”: un obiettivo necessario quanto ancora lontano nel nostro Paese.Secondo una recente indagine Istat tra le 4,4 milioni di imprese italiane, poco più di un milione è interessata ad avviare un percorso di “trasformazione sostenibile”, ovvero, ad esempio, a migliorare il benessere lavorativo, ridurre l’impatto ambientale, sostenere iniziative di interesse collettivo e attività a beneficio dei territori.In realtà solo una esigua minoranza di imprese ha metabolizzato la necessità di questa trasformazione radicale e conquistato la flessibilità per aggiornarsi in maniera continua e capillare. Sono queste le Imprese “driver” (non arrivano allo 0,3×1000 del sistema): esempi capaci di influenzare le altre. Le Imprese “performer” (non arrivano all’1,7×1000 del sistema) stanno lavorando per diventare “driver”. Il 4% delle Imprese sono “follower”, ci stanno cioè ancora pensando. Il restante 95,8%, soprattutto PMI, nel migliore dei casi, ha sentito parlare di sostenibilità d’impresa ma non crede ancora nella necessità della trasformazione sostenibile in tempi rapidi.La sostenibilità è quindi un termine spesso abusato nel linguaggio comune e dalle Imprese, visto che, ad oggi, sono in realtà poche quelle che sanno realmente come praticarla e beneficiarne; infatti non arrivano a 2.000 i Bilanci di Sostenibilità redatti dalle stesse classificati da ConsumerLab (Centro Studi specializzato nella promozione della cultura della sostenibilità).I dati Istat elaborati per il congresso evidenziano due trend paralleli: crescono la consapevolezza dei Cittadini e l’importanza della reputazione aziendale negli acquisti ma le Imprese non sanno come valorizzarle. Ora, per la prima volta in Italia, un autorevole comitato scientifico, formato da dodici consolidati esperti in questa tematica e presieduto dal professor Luca Bernardo, direttore del Dipartimento Medicina dell’Infanzia e dell’Età Evolutiva Ospedale Fatebenefratelli-Sacco, e dal professor Carlo Gaudio, presidente del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), si riunisce per innescare la scintilla della trasformazione sostenibile in Italia. È proprio con questo obiettivo, infatti, che dal 10 al 12 giugno 2021 si apriranno le porte della prima edizione di FUTURE RESPECT. Impresa sostenibile, pratiche a confronto, organizzato su piattaforma digitale e in presenza dallo Stadio di Domiziano di Roma. Si tratta del primo grande congresso nazionale pensato per uno scambio di idee e un confronto di esperienze tra Imprese, Esperti e Consumatori per dare concretezza alla trasformazione sostenibile delle Società che credono nel futuro.«La trasformazione sostenibile, quella vera – spiega Francesco Tamburella coordinatore del Comitato Organizzativo – è la chiave della concorrenza perché, come emerge da oltre 3500 interviste realizzate tra il 2017 e il 2020, i Cittadini-Consumatori scelgono e sceglieranno sempre di più sulla base del merito e dei valori, diventando sempre meno “convincibili” attraverso la pubblicità tradizionale, i testimonial e la rincorsa al prezzo più basso. Il COVID è stato un acceleratore che ha messo in evidenza la fragilità del nostro sistema. La necessità di equilibrio, di tutela delle risorse, di non considerare il profitto come l’unico fine dell’azione si sono fatte strada nella consapevolezza delle persone. I Cittadini vogliono una società che si prenda cura delle persone».Come emerge dalle pagine del Report, il problema reale è che Imprese e Cittadini-Consumatori non si sono ancora incontrati: le prime redigono bilanci di sostenibilità complicati e spesso illeggibili, i secondi non ricevono le informazioni adeguate capaci di sensibilizzarli e renderli consapevoli a scegliere e premiare il merito. La soluzione è far incontrare le Imprese e i Cittadini-Consumatori sul piano della trasformazione sostenibile. L’unico modo è quello di uscire dalla retorica del green-washing e far conoscere le buone pratiche della sostenibilità. Allo stesso tempo, è necessario fare assieme alle Imprese un grandissimo sforzo di comunicazione per raggiungere i Cittadini-Consumatori; più saranno informati, più sceglieranno secondo i meriti delle Imprese, più la sostenibilità diverrà un valore competitivo che va ben oltre la tutela dell’ambiente abbracciando legalità, progresso sociale e cultura civile.«La parola Sostenibilità è un paniere di significati, quindi messo da qualche parte fa la sua figura e certamente coglie qualche punto debole – sottolinea Francesco Tamburella – Le Imprese tendono a sfruttare il concetto senza attività reali e concrete; il risultato è la strumentalizzazione del termine, degradandone la portata, distorcendone il significato, impoverendone l’efficacia».Ed è proprio con questo obiettivo che quattro grandi realtà – Markonet, Idea Congress, Time4Child e Consumerlab – hanno ideato Future Respect, un Congresso tra addetti ai lavori ma aperto al pubblico, per promuovere la cultura della sostenibilità, ossia per sensibilizzare i Cittadini-Consumatori sulla necessità di adottare comportamenti responsabili, tanto nello stile di vita quanto nelle scelte di acquisto. Future Respect ha una grande ambizione: mettere insieme i campioni della rinascita per proporre riferimenti utili e aprire la strada a chi non vuole rimanere indietro e, allo stesso tempo, raccogliere valutazioni per dare risposte e cercare soluzioni con cui affrontare il futuro incerto e fragile, cominciando dalla crisi pandemica, di cui ancora non è stato centrata la genesi e misurato l’impatto.«Solida (crea valore), per bene (crea valore senza vizi occulti, danni collaterali e rischi non calcolati, nella legalità), lungimirante (pensa al futuro) e generosa (condivide il valore creato con chi le permette di prosperare) è l’identikit dell’Impresa che abbraccerà la trasformazione sostenibile emergendo competitiva dalla crisi del modello economico che il Covid ha accelerato ma non causato. Siamo ad una svolta che farà la differenza sul rilancio dell’economia italiana e sulla competitività del made in Italy nel mondo» conclude Francesco Tamburella. https://congresso.future-respect.it/

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Si è conclusa nella scuola Italo Calvino la prima edizione di “Impresa… Elementare!”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

Torino Utilizzo del denaro, nozioni di finanza, identità e obiettivi dell’imprenditore, come si definiscono clienti e competitor, cos’è la negoziazione, come gestire le risorse ambientali, cos’è in coding e infine come si possono realizzare i proprio sogni in ambito aziendale.Sono tutti argomenti oggetto delle 24 lezioni, definiti “game”, affrontati dai bambini di 3° e 4° elementare della scuola Italo Calvino di via Zumaglia a Torino, che lo scorso 3 marzo hanno completato il programma di “Impresa… Elementare!”, il progetto ideato e organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e Banco Azzoaglio, con il patrocinio del Comune di Torino e con il supporto tecnico di alcune aziende partner, per far sviluppare e accrescere nei bambini dai 6 agli 11 anni, attraverso attività ludiche e di ragionamento, alcuni concetti basilari e capacità imprenditoriali utili e necessari nella loro vita professionale.Era il 19 dicembre del 2019 quando è iniziato il primo game e per la prima volta i giovanissimi alunni hanno potuto apprendere le nozioni e i concetti propedeutici all’attività imprenditoriale direttamente dai protagonisti del settore, giocando, sperimentando, confrontandosi e ragionando in team. Poi al quarto “game” l’inevitabile stop dovuto al dilagare della pandemia.A un anno e mezzo da quella prima lezione si è chiusa questa esperienza che ha lasciato nei bambini tanto entusiasmo e l’immenso desiderio di lanciarsi presto nel mondo delle imprese: chi vuole fondare un’agenzia di investigatori privati, chi punta a un’azienda che produce videogiochi educativi per tutte le età, chi sogna di diventare un documentarista e realizzare filmati con animali selvaggi, e chi, infine, vuole creare una casa di produzione cinematografica.
Il programma di questa prima edizione si è concluso dopo 24 lezioni tenute dai Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino e concordate insieme con il Dirigente dell’Istituto, che non ha dovuto sostenere alcun costo per la partecipazione. Il programma della seconda edizione prevede da subito l’avvio di un nuovo ciclo di game presso la scuola Collodi di Torino e vuole rappresentare per i nuovi bambini proprio ciò che un imprenditore fa quotidianamente nella propria azienda, puntando al perfezionamento continuo delle sue competenze e di quelle dei suoi collaboratori e al miglioramento degli ambienti interni condivisi dai dipendenti. Ma perché riparta il progetto dovranno essere aperte le scuole e dipenderà inevitabilmente dall’andamento del contagio da Covid.

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Fare impresa: arriva lo “smart consulting”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

Smart learning: è stato questo il punto di partenza della piattaforma creata da /BeyondTheBox, che ha l’obiettivo di offrire una formazione veloce, efficace ed interattiva in base alle esigenze delle imprese.Oggi il servizio offerto da /BeyondTheBox si arricchisce di una nuova funzione: lo smart consulting.Il servizio è una sorta di “Netflix della consulenza”, che con un unico abbonamento si riesce ad avere un’offerta di competenze multidisciplinare e di alto livello, con migliaia di esperti a disposizione per un servizio rapido, efficace e di alta qualità.A fronte di una semplice richiesta dell’utente in pochi secondi l’Intelligenza Artificiale, che pulsa dietro BeyondTheBox.it, crea il “match perfetto” tra la richiesta e l’esperto più adatto, selezionato tra gli oltre 2.000 presenti in piattaforma. Una semplice videochiamata ha fatto in modo che migliaia di esigenze di formazione venissero soddisfatte grazie all’incontro tra innovazione tecnologica ed elevati standard di professionalità garantiti dalle competenze degli esperti.Una piattaforma unica quella creata da /BeyondTheBox, che mette a disposizione migliaia di esperti, con competenze di alto livello in molteplici ambiti, come legale, amministrativo, marketing, commerciale, legislativo, fiscale, ma anche team building, gestione dello stress e molto altro, disponibili per una consulenza “smart”, senza cioè vincoli di tempo né di spazio.Nella piattaforma sono infatti già integrate le funzioni di calendario e videochiamata, ma soprattutto vi è la possibilità di ottenere una consulenza “su misura” sul tema che necessita di essere approfondito senza perdere tempo nella ricerca del consulente giusto. Perché oltre alla varietà delle competenze degli esperti, il vantaggio competitivo di /BeyondTheBox è di selezionare e proporre sempre la persona giusta per le esigenze dei propri clienti. fonte: http://www.beyondthebox.it.

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Dopo la pandemia solo il 6% delle imprese tornerà senza smart working

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2020

Le difficoltà che le aziende vivono sulla propria pelle e le preoccupazioni per la crisi economica non spengono la voglia di guardare avanti delle imprese italiane, in particolare per quanto riguarda l’innovazione in ambito HR. Innovazione che, anzi, viene riconosciuta come sempre più necessaria: il 67% delle imprese mette la digitalizzazione in cima alla lista delle priorità e il 60% indica nello smart working l’iniziativa più urgente su cui investire per quanto riguarda la gestione delle risorse umane. Dopo averlo sperimentato in modo forzato durante l’emergenza, infatti, solo il 6% delle imprese dichiara di voler tornare alle condizioni preesistenti senza smart working. Sono questi i risultati della terza edizione della survey “Future of Work 2020” rivolta alle direzioni del personale delle grandi aziende italiane, presentata il 25 novembre nel corso di HR Business Summit e realizzata da Osservatorio Imprese Lavoro Inaz e Business International. Una serie di domande introdotta in quest’ultima edizione della ricerca mira invece a indagare come gli effetti della pandemia stiano modificando le prospettive future dell’organizzazione del lavoro. Emerge quindi che, per quanto riguarda il lavoro a distanza, il 78% delle aziende dichiara che l’esperienza è stata positiva durante l’emergenza, ma necessita di una progettualità; il 56% dei Direttori HR evidenzia l’aumento di motivazione e senso di responsabilità dei collaboratori. Nel dettaglio, per quanto riguarda il mix tra lavoro in sede e lavoro a distanza su base settimanale, per il 35% delle aziende interpellate il lavoro delocalizzato sarà, in proporzioni diverse, comunque prevalente rispetto al lavoro in sede. Il 39% delle aziende prevede invece più prudentemente due giorni su cinque di smart working. Un altro 13% infine si sta orientando per un solo giorno di erogazione della prestazione lavorativa in luogo diverso dalla sede dell’azienda.Quanto alle criticità dello smart working, l’aspetto su cui si sono maggiormente concentrate le risposte (1 su 5) è quello della leadership, seguita dal rischio di una diminuzione non tanto delle performance, quanto del senso di appartenenza dei collaboratori (18% delle risposte).

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Recovery fund: digitalizzazione, finanza d’impresa, risparmio energetico, le tre priorità di CNA Lombardia

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2020

Milano. “All’interno delle politiche del Governo le scelte di programmazione relative all’impiego delle risorse del Recovery Fund sono centrali. All’interno di questa programmazione il confronto del Governo con le Regioni è molto rilevante. Tra le Regioni italiane il Governo italiano dovrebbe riconoscere che l’ascolto di Regione Lombardia e dei suoi stakeholders economici e sociali costituisce un passaggio necessario.”Questa la posizione espressa dal Presidente lombardo di CNA, Daniele Parolo, in queste ultime ore.CNA Lombardia, inoltre, nel corso del Patto per lo Sviluppo di questa mattina, si è detta disponibile a supportare Regione Lombardia in questo confronto e a stimolare, per quanto di propria competenza, la definizione di un apposito documento di posizione contenente questo tipo di scelte prioritarie.“E’ tempo di affiancare alla gestione dell’emergenza una visione di maggiore respiro su alcune misure di rilancio”, commenta il Segretario di CNA Lombardia, Stefano Binda.Tra le priorità sottoposte agli Assessorati lombardi da CNA emergono alcune politiche da mettere in campo subito, sentendo i rappresentanti delle imprese: implementazione della banda larga; supporto alla digitalizzazione delle micro e piccole imprese anche con la promozione di Digital Innovation Hub accreditati a livello europeo; incentivi per il passaggio generazionale; una spinta decisa sul tema delle “Comunità energetiche” come nuovo modello di generazione, distribuzione e consumo di energie rinnovabili; incentivi fiscali e finanziari all’aumento di capitale delle micro e piccole imprese; risorse a fondo perduto per la costruzione di investimenti in rete tra diverse piccole imprese per guadagnare nuovi mercati.

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Impresa 4.0: i vantaggi per chi investe in formazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2020

La legge di Bilancio 2018, n. 205 del 2017, ha previsto un bonus consistente in un credito d’imposta a vantaggio delle imprese che sostengono spese per la formazione del personale dipendente, finalizzata all’acquisizione di competenze riguardanti il settore delle tecnologie previste dal “Piano Nazionale Industria 4.0”. La legge di Bilancio 2020, L. n. 160 del 2019, ha poi prorogato il predetto beneficio al periodo d’imposta 2020 nell’ambito del “Piano Nazionale Impresa 4.0”. L’approfondimento del 12 ottobre 2020 della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro mette in evidenza i soggetti beneficiari, gli ambiti tecnologici coinvolti, le procedure per il calcolo e l’utilizzo del credito, anche alla luce della normativa emessa per rispondere all’emergenza Covid-19.

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Il patto di famiglia e il passaggio generazionale dell’impresa

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Il Consiglio e la Fondazione nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Il patto di famiglia e il passaggio generazionale dell’impresa”. Questa transizione rappresenta un momento importante per l’impresa, perché se non impostato nei tempi giusti ne può compromettere il patrimonio economico e sociale. Un tema di grande attualità per la categoria che svolge un ruolo fondamentale in quanto il commercialista è consulente e persona di fiducia del nucleo familiare. A lui spetta il compito di affiancare e supportare l’imprenditore nell’individuazione degli strumenti che consentano di raggiungere una più efficace e meno onerosa tutela del patrimonio familiare, in un’ottica sia conservativa che trasmissiva. Si tratta di un ruolo complesso che comporta il diretto contatto con l’imprenditore e la sua famiglia, un compito che privilegia, oltre alle competenze aziendalistiche e tributarie del professionista, la sua vocazione alla mediazione: sarà di estrema importanza, infatti, gestire il passaggio generazionale in modo da conservare inalterata la fiducia dei finanziatori e dei fornitori dell’impresa, tentando al contempo di evitare possibili controversie tra futuri eredi. Il documento è diviso in sei sezioni. Nell’introduzione si analizzano le specifiche esigenze familiari, la necessaria tutela dei rapporti consolidati con banche e fornitori e la valutazione dell’opportunità di un periodo di affiancamento nella governance aziendale oltre al ruolo del consulente. Poi si passa ad un approfondimento dei profili civilistici, in particolare dell’istituto del patto di famiglia, la sua impugnazione, lo scioglimento del contratto e la conciliazione e la risoluzione delle controversie. Spazio poi ai profili valutativi e ai profili fiscali. il ruolo del Commercialista è fondamentale per l’individuazione degli strumenti che consentono di raggiungere una più efficace e meno onerosa tutela del patrimonio e ciò in un’ottica sia conservativa che trasmissiva. A questo fine, è opportuna non solo un’approfondita conoscenza tecnica degli strumenti esistenti, ma anche una particolare attenzione alle specifiche esigenze familiari, tenuto conto di tutti gli elementi, non solo patrimoniali ma anche personali. Nella valutazione complessiva, inoltre, un ruolo non secondario deve essere riservato ad una adeguata comparazione fra il diverso “costo fiscale” e “gestionale” che può comportare l’operazione, in funzione dello strumento prescelto. Si passa poi ad un confronto tra i vari istituti e un focus sui ruoli dell’imprenditore, del commercialista e del legislatore. Conclude un approfondimento sugli aspetti che richiedono urgenti interventi normativi. Nell’ambito del suo auspicabile intervento chiarificatore, il principio informatore del legislatore dovrebbe partire dalla considerazione che l’azienda vada salvaguardata come entità portatrice di ricchezza, non solo per i suoi proprietari, ma anche per tutti i portatori di interesse che la circondano. Di conseguenza, pur nel rispetto dei principi relativi alla proprietà e, a valle, dei diritti dei legittimari che sull’acquisizione di quella proprietà fondano, in tutto o in parte, le loro aspettative future, le norme dovrebbero essere tese a salvaguardare il più possibile il “bene azienda” in sé, nell’interesse anche di tutti gli altri stakeholders. In particolare i temi su cui il legislatore dovrebbe intervenire riguardano: la necessità della partecipazione di tutti i legittimari all’atto, la possibilità di liquidare le quote di legittima spettanti ai legittimari non assegnatari direttamente da parte del disponente, l’individuazione delle partecipazioni che possono essere oggetto del patto di famiglia.

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Primo numero de “L’osservatorio internazionale crisi d’impresa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il primo numero de “L’osservatorio internazionale crisi d’impresa”. Un bollettino che segnala le novità legislative e giurisprudenziali degli ultimi tre mesi relative all’insolvenza in ambito transnazionale. Nelle quattro sezioni del documento (novità legislative, giurisprudenziali, dagli organismi e dalle associazioni internazionali, convegni e webinar), si fornisce evidenza, in particolare, delle misure straordinarie varate dai Governi per fronteggiare la pandemia da Covid-19. Inoltre spazio alle prime importanti pronunce adottate durante l’emergenza in ordine all’insolvenza di grandi gruppi, accentuata o provocata dalla pandemia. La comparazione con gli ordinamenti stranieri oltre a tenere costantemente acceso il dibattito sugli istituti e sulla loro applicazione nel Paese d’origine, potrebbe assumere una rilevante funzione propedeutica per la predisposizione di future proposte legislative sulle crisi e sull’insolvenza. Un importante spunto di riflessione viene offerto, inoltre, dalla notizia dell’approvazione del Codice civile cinese, l’entrata in vigore del quale è prevista per il 1° gennaio 2021, vera conquista di civiltà giuridica che segna un punto di svolta per l’avvio di una nuova fase di riconoscimento dei diritti civili nella storia della Repubblica Popolare Cinese.

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Premio Impresa 4.0: gli studenti imparano le competenze del futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 Maggio 2020

Junior Achievement Italia, la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economico-imprenditoriale nelle scuole, e ABB Italia, multinazionale leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione, presentano la terza edizione del Premio Impresa 4.0, per formare i lavoratori del futuro nell’ambito dell’impresa digitale. Un obiettivo oggi più importante che mai, a fronte della crescente diffusione della digitalizzazione dei processi e dei flussi produttivi e dell’applicazione di IoT e intelligenza artificiale, che porta sempre più aziende a cercare candidati con competenze tecniche specialistiche, capaci di innovare e in grado di svolgere professioni ad alto contenuto tecnologico. In Italia, gli studenti con una formazione in questi ambiti rappresentano un numero notevolmente inferiore rispetto alle richieste del mercato del lavoro, tanto da creare un vero e proprio mismatch di preparazione.Per ridurre questo gap, Junior Achievement Italia e ABB Italia lanciano agli studenti una sfida: creare un progetto creativo e imprenditorialmente sostenibile nell’ambito dell’Impresa 4.0 e delle sue svariate applicazioni, concentrandosi in particolare sull’utilizzo di tecnologie connesse al web, sull’analisi dei dati ricavati dalla rete e sulla gestione più flessibile e sostenibile del ciclo produttivo.Un percorso didattico innovativo che aiuta i ragazzi a calarsi e comprendere lo scenario in evoluzione e il sempre più importante ruolo ricoperto dalle competenze in ambito Smart Manufacturing, mostrando loro le opportunità offerte da un percorso formativo e professionale in questo settore.Il Premio Impresa 4.0 si inserisce nel contesto di “Impresa in azione”, il programma di educazione imprenditoriale di Junior Achievement più diffuso in Italia, riconosciuto dal MIUR come PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, ex Alternanza Scuola-Lavoro), dando così agli studenti la possibilità di non interrompere, nonostante l’emergenza in corso, i percorsi volti all’acquisizione delle soft skills, fondamentali nell’orientamento per il proprio percorso scolastico e lavorativo.“Il Premio Impresa 4.0 non si ferma, anzi si arricchisce dell’esperienza digitale, attraverso i nostri canali e strumenti di e-learning già attivi e consolidati, testimoniando l’impegno e l’importanza che Junior Achievement Italia e ABB Italia attribuiscono al trasmettere agli studenti competenze trasversali che ricopriranno un ruolo fondamentale nelle professioni di domani”, dichiara Antonio Perdichizzi, Presidente di Junior Achievement Italia. “L’attuale scenario delinea un futuro sempre più incerto per i ragazzi, per questo motivo oggi è ancora più necessario restare al loro fianco e aiutarli a orientarsi tra i molteplici possibili percorsi che possono intraprendere”.Gli studenti potranno candidare le proprie idee attraverso progetti elaborati in italiano o in inglese fino al 15 maggio e saranno valutati per aderenza al tema, innovazione, sostenibilità economica, potenziale di business e risultati già conseguiti. Il progetto che supererà le selezioni della giuria, composta da esperti e professionisti dei diversi settori tematici attinenti al Premio, sarà premiato a BIZ Factory, finale nazionale conclusiva di Impresa in azione, e avrà la possibilità di competere in qualità di mini-impresa finalista nazionale per il titolo di Migliore Impresa JA 2020.Per facilitare il lavoro delle mini imprese, gli studenti avranno a disposizione un business kit dedicato all’interno della piattaforma di progetto http://www.impresainazione.it che affronta da diverse angolazioni i temi della digitalizzazione, tutti argomenti sui quali ABB costituisce un punto di riferimento in Italia, riconosciuta quale azienda “faro” del Piano Impresa 4.0 per l’implementazione della trasformazione digitale al suo interno.La scorsa edizione del premio ha visto la vittoria del progetto BeeSafe, un sistema di monitoraggio per arnie, che rileva giornalmente i dati relativi a temperatura, umidità e peso del miele, ed un sistema di geolocalizzazione in caso di furto, che viene notificato immediatamente con un SMS. BeeSafe è stato premiato per l’intraprendenza, l’innovazione tecnologica supportata dal digitale e la capacità di rispondere a un’esigenza di mercato. In seguito, il progetto ha ricevuto diversi riconoscimenti che hanno portato i ragazzi ad essere invitati anche al Wwworkers Camp 2019-2020, tenutosi presso la Camera dei Deputati.

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Sospensione delle attività di impresa

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2020

La sopraggiunta sospensione delle attività di impresa ha avuto pesanti e immediati ripercussioni su tutto il mercato dell’energia elettrica e del gas naturale e sulle aziende che vi operano, rendendo estremamente difficoltoso, se non impossibile, per le stesse il puntuale adempimento delle reciproche obbligazioni contrattuali.Attraverso il documento, 40 Aziende del settore, associatesi in A.R.T.E. (Associazione Reseller e Trader dell’Energia), chiedono un intervento immediato dell’Autorità volto a garantire una pari sospensione dei termini di pagamento per tutti gli operatori della filiera, a salvaguardia dell’equilibrio del mercato e della concorrenza, al fine di evitare maggiori danni economici, finanziari e soprattutto occupazionali.“Il processo di ‘Legittimo provvisorio congelamento dei termini di pagamento’ – dichiara Diego Pellegrino, Amministratore Delegato di Eroga Energia e portavoce delle 40 aziende che si sono associate nella richiesta all’Autorità – deve essere esteso a tutti i rapporti negoziali della filiera, disponendo la momentanea sospensione per tutte le scadenze imminenti previste”.L’adozione urgente di tali misure integrative – si legge nel documento – si rende necessaria per far fronte all’impatto economico-sociale derivante dalla riduzione dei flussi di cassa necessari per garantire la continuità economica delle imprese di vendita e del servizio somministrato. Secondo le imprese di A.R.T.E., è in atto una distorsione mediatica relativa ai provvedimenti adottati dal Governo e dall’Autorità, che induce l’utilizzatore finale a ritenere di poter non pagare le spese per la somministrazione di energia elettrica e gas. naturale.

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Fare impresa in Italia è difficile e costoso

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

Lo è per via delle lungaggini burocratiche e di una pressione fiscali tra le più alte in Europa. Il 37% delle nuove attività, finisce con il chiudere, non superando i 4 anni. Le cose, ora, potrebbero farsi ancora più difficili con l’approvazione del “codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019. Un provvedimento che è stato accolto con estrema preoccupazione dal mondo imprenditoriale e, in particolare dai soci delle S.r.l., quelle società di capitali a responsabilità limitata, che potrebbero vedere messi a rischio i conti personali dei soci e degli amministratori, con lo Stato legittimato ad accedervi in caso di controllo fiscale su attività che riguardano il flusso di capitali dell’azienda.“Con questo codice sembra che si vogliano uccidere definitivamente le S.r.l. e, di conseguenza, la voglia di fare impresa o investire in attività sul territorio italiano. – Commenta Francesco Cardone, imprenditore e cofondatore dell’associazione di categoria Imprenditore non sei solo, che riunisce centinaia di imprenditori in Italia. – Ora, se l’Agenzia delle Entrate accerta, ad esempio, un aumento di reddito di 10 mila euro per un socio di un’azienda, per il discorso della cosiddetta ristretta base societaria, l’Agenzia può procedere a fare degli accertamenti non solo sui conti della società, ma anche su quelli privati di tutti i soci dell’azienda. Loro percepiscono la somma come un incasso che ha portato alla redistribuzione degli utili. Questo autorizza lo Stato a frugare nelle tasche degli imprenditori e fare ciò che vuole. In un simile provvedimento, non posso che vedere una precisa volontà dello Stato di andare a colpire soci e amministratori delle S.r.l., combattendo l’impresa, anziché incentivarla”.Inoltre, in caso di situazioni di crisi aziendale e successivo indebitamento, contratto proprio per salvare le sorti dell’azienda e di tutti coloro che vi lavorano all’interno, dall’amministratore ai dipendenti, i creditori possono rivalersi sui patrimoni personali dei soci. Il codice stabilisce, infatti, che “Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. La rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali. La transazione può essere impugnata dai creditori sociali soltanto con l’azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi”.Una novità fiscale, questa, che finirà, senza alcun dubbio, per scoraggiare gli aspiranti imprenditori, e per frenare chi ha già un’impresa S.r.l., che, temendo pesanti ripercussioni sui conti personali, con ovvie conseguenze per l’intero nucleo famigliare, sceglierà solo investimenti sicuri, a discapito dell’innovazione e della potenziale crescita dell’attività.“Un’azienda localizzata in Italia porta vantaggi all’economia del nostro paese. Eppure, lo stato sembra voglia spingerci a delocalizzare la produzione all’estero. Costituire una società ora sarà più difficile, l’unica salvezza per coloro che non vogliano rinunciare al desiderio di creare valore economico e sociale per il proprio paese, sembra essere, ormai, la via dell’aggregazione tra imprenditori ed imprenditrici. Io continuo a chiedermi perché la politica ce l’abbia così tanto con gli imprenditori e invito tutti i colleghi ad unirsi per costituire un fronte comune e colmare il vuoto sempre più ampio lasciato dalle istituzioni” conclude Cardone.

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Tra arte e impresa innovativa, al via il nuovo progetto europeo ETI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Consapevole dell’importanza di aprire le proprie porte a nuovi pubblici, di favorire maggiori e diversificate relazioni con i visitatori, di sviluppare nella comunità un senso di appartenenza e partecipazione, di coinvolgere i cittadini nella creazione di contenuti espressivi e creativi, in linea con le sfide del XXI secolo, la Fondazione Bottari Lattes chiama a raccolta artisti che con la freschezza delle proprie idee sappiano indicare la strada verso nuovo modi di fruire l’arte e la cultura e attirare l’attenzione di nuovi spettatori, visitatori, lettori.
La Fondazione Bottari Lattes partecipa, infatti, al nuovo progetto europeo ETI (Expérimenter une Transformation Institutionnelle – Sperimentare una Trasformazione Istituzionale), che intende affrontare una sfida non procrastinabile per fare cultura nel nuovo millennio, seguendo le linee dell’audience engagement: la sfida di immaginare un’istituzione culturale sensibile alle trasformazioni della società e dell’arte, capace di guardare a innovative pratiche sociali e artistiche, che sappia aprire i propri spazi a un pubblico più ampio e nuovo rispetto a quello di riferimento. Il progetto ETI intende andare alla scoperta e far emegere azioni finora poco esplorate, capaci di favorire l’accesso libero ed egualitario all’arte e cultura a pubblci inconsueti, creare comunità attorno alla cultura e ridurre la frattura istituzionale tra l’arte e la società. Per affrontare queste sfide il progetto ETI si appella agli artisti, alla loro capacità visionaria di intercettare nuove tendenze, bisogni, direzioni e quindi alla loro forza creativa nell’immaginare innovative modalità di fruizioni dei prodotti culturali. Il tutto per avvicinare all’arte, alla letteratura, alla musica e a ogni esperienza culturale anche il pubblico meno interessato.Oltre alla Fondazione Bottari Lattes, unico partner italiano inserito nel progetto ETI, le altre tre realtà europee sono: l’ente ideatore e capofila Ecole Nationale d’Art di Parigi (Francia; http://www.enda.fr); Idensitat di Barcellona (Spagna; https://www.idensitat.net), Minitremu di Târgu Mureș (Romania; http://www.facebook.com/Minitremu). I partner accoglieranno gli artisti selezionati, che potranno mettere in campo una programmazione innovativa, che he fornisca all’istituzione le coordinate utili per trasformarsi in sintonia con il mondo del 21° secolo.Il bando del progetto ETI si rivolge ad artisti di ogni forma espressiva (arte figurativa, musica, scrittura, video arte, ecc.), a cui si chiede di proporre un progetto di riformulazione istituzionale che sperimenti l’accesso alla Fondazione Bottari Lattes da parte di nuovi pubblici.Il carattere innovativo del progetto risiede soprattutto nel coinvolgomento di privati e imprese. Per esprimere la propria candidatura l’artista, infatti, deve affiancarsi a un partner privato (persona fisica o giuridica) che sia espressione di competenze specifiche, radicato in un territorio, impegnato nello sviluppo economico e sociale. Dalla viticoltura al tessile, dall’agroalimentare all’artigianato, dall’ecologia al digitale, l’artista potrà scegliere tra diversi comparti, facendo perno sulle specificità del settore economico preso in considerazione. Non dovrà creare un’opera unica dalla classica fruizione attraverso il modello della mostra, ma dovrà ideare progetti, metodi, attività innovative che possano essere mobilitati o riutilizzati sulla stregua di un format culturale. Questa sperimentazione permetterà di combinare i modelli tradizionali con modelli operativi, economici, di visibilità e di accessibilità, favorendo così nuove vie di sviluppo dei pubblici di riferimento.Le candidature dovranno pervenire entro il 5 aprile 2020, compilando il form online: http://eti-europe.eu/it/candidatura.La selezione sarà effettuata dei quattro enti partner del Progetto ETI. Per l’artista vincitore sono previsti un contributo alla realizzazione del progetto per un massimo di 2.000 euro e la copertura delle spese di viaggio e di ospitalità. L’artista potrà sentirsi libero di ricercare in proprio cofinanziamenti per la realizzazione del suo progetto.Gli artisti selezionati parteciperanno a un insieme di azioni per una durata di due anni con un primo incontro a maggio 2020 (data da confermare) e una programmazione locale (date in funzione del Paese). Il progetto ETI si concluderà con un forum organizzato a Parigi a settembre 2021, in cui saranno presentate le sperimentazioni condotte nel corso dei due. Sarà l’occasione di proporre a livello europeo un’istanza di consultazione comune, che consenta di accompagnare le istituzioni dell’arte e della cultura nel lavoro di trasformazione dei loro modelli.

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Economia circolare e solidale: Impara un nuovo modo di fare impresa

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

Vuoi approfondire i temi dell’economia circolare e sostenibile con Italia Che Cambia e Smarketing, due pilastri del settore a livello nazionale? Vuoi fare un lavoro sostenibile, solidale o sociale ma non sai da dove cominciare? Fashion Revolution is young è un corso di formazione di due fine settimana rivolto a chi vuole cambiare lavoro, città, società, ambiente, mondo, ma non sa come farlo. Un corso per chi ha in mente un progetto ma non ha gli strumenti per realizzarlo. Oppure, per chi vuole migliorare la resilienza e l’efficacia della propria attività.Il corso è organizzato da La Terza Piuma, realtà che promuove la moda sostenibile, in collaborazione con i giornalisti di Italia che Cambia e Smarketing, una rete di professionisti della comunicazione.Il primo fine settimana sarà dedicato ai concetti fondanti di queste “nuove economie” e Italia Che Cambia ci racconterà qualche case histories. Il secondo sarà invece molto pratico, Smarketing vi darà i primi attrezzi del mestiere.
Italia che Cambia è un’associazione di promozione sociale e una testata giornalistica registrata. Raccontiamo, mappiamo e mettiamo in rete chi produce un cambiamento positivo dal basso del nostro paese, in una direzione di maggiore sostenibilità ed equità economica, sociale, ambientale, culturale. http://www.italiachecambia.org

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“Leadership femminile: un’impresa possibile?”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

Roma. E’ il titolo dell’evento organizzato il 17 febbraio alle 16.30 a Palazzo Madama (Sala Koch, piazza Madama 11) da Fondazione Bellisario e Cerved, in collaborazione con INPS, per riflettere, dati alla mano, su come sia cambiata la presenza delle donne nei ruoli apicali di aziende e organizzazioni, e di quanta strada ancora ci sia da fare. Verrà infatti presentato il Rapporto 2020 Cerved-Fondazione Marisa Bellisario dedicato alle donne ai vertici delle imprese.
I lavori, alle 17, saranno aperti da un intervento di Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato della Repubblica, cui faranno seguito le introduzioni di Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, e Andrea Mignanelli, Amministratore Delegato di Cerved. Il Rapporto verrà illustrato da Alessandra Romanò, Direttore Offering and Product Development di Cerved e Agata Maida, Ricercatrice dell’Università di Milano e VisitINPS scholar.Alle 18 si confronteranno in una tavola rotonda, moderata dalla giornalista e scrittrice Maria Latella, Beatrice Coletti, Consigliere di Amministrazione Rai, Maria Bianca Farina, Presidente di Poste Italiane, Anna Genovese, Commissario Consob, Stefanio Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo e Antonella Mansi, Presidente di Nuova Solmine Iberia e Vicepresidente per l’Organizzazione di Confindustria.

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Nuovo Codice della crisi d’impresa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

Delle 104.000 società di capitale (escluse immobiliari e finanziarie) obbligate a dotarsi di organi di controllo, cioè sindaci, revisori dei conti o collegi sindacali, sono circa 3.800 quelle che potrebbero venire segnalate agli OCRI nel 2020 per aver superato gli indici di allerta relativi al patrimonio netto o ai cinque indicatori settoriali individuati dal CNDCEC. Nel 2021, quando potranno essere indicate anche le altre società, il numero è destinato a salire significativamente.Sono le stime a cui sono pervenuti il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e il partner scientifico Cerved, applicando la nuova normativa alle società di capitale che hanno depositato i bilanci nel 2017 e nel 2018.Il Codice della crisi di impresa in vigore da dicembre, infatti, ha riformato la disciplina fallimentare e introdotto le procedure di allerta, che mirano a un’emersione anticipata delle crisi aziendali con lo scopo di risanare le società per cui la difficoltà è temporanea e viceversa rendere più rapida e meno costosa l’uscita dal mercato per quelle in cui è irreversibile. L’analisi ha considerato le 104.570 società che – stando ai bilanci 2017 o 2018 presenti nel database Cerved – hanno l’obbligo di nomina dell’organo di controllo, cioè le Spa e le Srl che per due anni consecutivi hanno superato i 4 milioni di attivo, oppure i 4 milioni di ricavi, oppure i 20 dipendenti: un cluster rilevante perché dal prossimo agosto gli organi di controllo dovranno segnalare lo stato di crisi agli OCRI, gli Organismi di Composizione delle Crisi d’Impresa. In base ai bilanci, il numero di società che potrebbero venire segnalate, con patrimonio netto negativo oppure con il superamento di tutti e cinque gli indici, è pari a 3.830, cioè il 3,7% del campione.Se si amplia il campo di osservazione a tutte le società di capitale, il numero di imprese che superano le soglie stabilite si attesta a 59.000. Molte di esse non saranno comunque segnalate agli OCRI: per un 25-30% si tratta di società che hanno avviato una procedura concorsuale, una liquidazione o che hanno già cessato l’attività; per un’altra quota rilevante è lecito supporre una ricapitalizzazione da parte dell’organo amministrativo.Ma quante Srl si sono effettivamente già dotate degli organi di controllo necessari alla rilevazione tempestiva della crisi entro il termine del 16 dicembre? Se si considerano le 67.000 Srl obbligate a farlo in base alle nuove disposizioni (quelle che superano le soglie del D. Lgs n.14/2019 ma non quelle precedenti) il ritardo è evidente: solo il 27,6% è in regola, con una netta differenza tra Nord e Sud d’Italia. Si va dal 34,8% dell’Emilia Romagna, o il 34,7% del Friuli, al 16,4% della Campania e al 14,6% della Puglia.

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Il trasferimento tecnologico dall’università all’impresa

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

Milano Mercoledì 27 novembre 2019 ore 17:30 – 19:0 Piazza Borromeo, 12 0 Seminario. Il seminario si propone di discutere le caratteristiche e lo stato del trasferimento tecnologico in Italia, con particolare riguardo alle problematiche giuridiche, al modello organizzativo adottato dagli enti universitari e alle sfide da affrontare affinché esso possa divenire un asset strategico per i nostri enti di studio, insegnamento e ricerca.La discussione sarà arricchita dalla partecipazione e dall’intervento di esponenti del mondo universitario e imprenditoriale:
dr. ing. Roberto Tiezzi, già responsabile dell’Ufficio Trasferimento Tecnologico del Politecnico di Milano e ora dell’Università degli Studi di Milano;
dr. ing. Rolando Brondolin, dottorando di ricerca presso il NECSTLab del Politecnico di Milano;
dr.ssa Sara Notargiacomo, co-founder & business development lead di Huxelerate S.r.l.
Il numero dei posti è limitato. Invitiamo ad iscriversi compilando il modulo di adesione.

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