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I napoletani a Parigi negli anni dell’impressionismo

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

DeNittis_GemitoNapoli Martedì 5 dicembre 2017, alle ore 12.00, si terrà alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano via Toledo 185 la presentazione della mostra la mostra Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’impressionismo, a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca. L’esposizione ricostruisce i rapporti nella seconda metà dell’Ottocento tra Parigi, grande capitale mondiale della cultura moderna, e gli artisti attivi a Napoli: nel corso di tutto il secolo, infatti, risulta particolarmente intensa, maggiore a quella di qualsiasi altra scuola italiana, la presenza di artisti napoletani nella capitale francese. In mostra opere di Antonio Mancini, Domenico Morelli, Giuseppe Palizzi, Francesco Netti, Gioacchino Toma, con un speciale rilievo a Giuseppe De Nittis e Vincenzo Gemito. (foto: DeNittis_Gemito)

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Mostra: Alle origini dell’impressionismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

monet impressionMartigny (Svizzera) 3 febbraio – 11 giugno 2017 Fondation Pierre Gianadda, tutti i giorni ore 10-18. la mostra riunisce presso la Fondation Pierre Gianadda una bella serie di opere di Ferdinand Hodler (Berna 1853 – Ginevra 1918), Claude Monet (Parigi 1840 – Giverny 1926) ed Edvard Munch (Løten 1863 – Oslo 1944) si arricchisce di un’opera famosisissima di Monet – Impression, Soleil levant proveniente dal Musée Marmottan Monet – dal cui titolo ha preso ispirazione il termine “impressionismo” che avrebbe connotato, da allora in poi, la produzione artistica di Monet e di altri autori attivi in Francia nella seconda metà dell’Ottocento.
Varie le considerazioni che si possono fare sul dipinto di Monet.”Si sa – scrive in catalogo il curatore Philippe Dagen – che il sole era couchant (al tramonto) nel titolo, prima di essere considerato levant (all’alba)… per limitarci a considerazioni strettamente pittoriche, si segnala che, per dipingere il sole, Monet si affida a una modalità semplice: un disco vivacemente colorato di rosso che è l’unica forma nettamente definita della tela, essendo il bacino e le barche individuate da tracciati imprecisi di gradazioni di grigio, in modo che appaiano come delle ombre e dei fantasmidi e che la vivacità dell’astro solare si imponga così fortemente, essendo l’unico riferimento visivo stabile. Si segnala inoltre che questo motivo è assente dalla sua opera, fatto che potrebbe sembrare un paradosso. Consacrata dunque quasi esclusivamente alla luce, l’opera non fronteggia la sua sorgente luminosa così che questo lavoro può considerarsi una vera eccezione….”. L’opera si inserisce nel contesto di questa mostra organizzata dal Musée Marmottan Monet di Parigi e dalla Fondation Pierre Gianadda con la collaborazione del Munch-Museet di Oslo e che ha come titolo “Dipingere l’impossibile”, perché sviluppa la narrazione dei modi in cui tre artisti di rformazioni culturali diverse – uno svizzero, un francese e un norvegese – affrontano temi complessi da rappresentare: le sezioni in cui l’esposizione si articola hanno come riferimento la rappresentazione dell’acqua, della neve, della luna e del sole, per concludersi con quelli che vengono definiti i “limiti dello sguardo”, tutti argomenti che mettono alla prova le capacità percettive dell’artista che deve andare oltre le consuetudini sfruttando al massimo le proprie competenze tecniche e narrative mettendo a punto nuove, inedite e sorprendenti modalità espressive.
Ingresso: adulti CHF 18 (€ 16,50) terza età: CHF 16 (€14,50) famiglie: CHF 38 (€ 34,50) (foto: monet impression)

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Guccione: Il Mediterraneo

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2011

Palermo 11 gennaio, ore 18 GAM – Complesso Monumentale Sant’Anna Conferenza di presentazione da Genova ad Agrigento “Guccione. Il Mediterraneo”  Alle Fabbriche Chiaramontane, l’antologica per i 75 anni del maestro firmata da Marco Goldin Cinque opere alla GAM di Palermo fino al  21 gennaio: faranno da ponte con la città dei templi.
La mostra, attualmente ospitata a Palazzo Ducale di Genova, è curata dal regista delle grandi esposizioni internazionali sull’Impressionismo, Marco Goldin, che ha selezionato trenta opere dal 1973 al 2010 per raccontare la poesia del mare del maestro siciliano, massimo esponente di una ritrovata arte italiana nel mondo. Proprio a Guccione, infatti, in occasione dei suoi 75 anni, Genova ha dedicato una delle declinazioni di “Mediterraneo”, tema che a Palazzo Ducale, fino a maggio, propone anche “Da Monet a Courbet a Matisse”.
L’evento – prodotto dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dall’Ente Parco Valle dei Templi e dagli Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento in collaborazione con Antonio Sarnari – è patrocinato dalla Presidenza del Senato della Repubblica Italiana, dalla Provincia Regionale e dal Comune di Agrigento. Media partner in Sicilia Key 75.
La mostra alle FAM di Agrigento avrà una sua introduzione a Palermo, nella Civica Galleria d’Arte Moderna (GAM) del Complesso Monumentale di Sant’Anna dove dall’11 al 21 gennaio, grazie alla collaborazione del direttore Antonella Purpura, saranno esposte cinque opere del maestro: un ponte virtuale fra le due città, un invito a contemplare i quieti e lirici orizzonti di Guccione nella Valle dei Templi che proprio durante l’esposizione, si accende della candida e spettacolare fioritura dei mandorli.(guccione)

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L’eterno fascino del paesaggio

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2010

Piacenza fino al 15/4/2010 via Giordano Bruno Vicolo del Pavone Inaugurazione presso Viocolo del Pavone a cura di Luciano Carini. La rassegna  che presenta dodici artisti provenienti da varie località italiane, vuole offrire uno spaccato della pittura di paesaggio cosi’ come si presenta ai nostri giorni e porre all’attenzione degli appassionati e del pubblico alcune riflessioni su questo genere di espressione che, nel corso dei secoli, ha conosciuto momenti di grande intensità con nomi di rilevanza nazionale e internazionale. Basti pensare, a questo riguardo, ai grandi vedutisti veneti del 700 e a nomi come Guardi e Canaletto ma anche nell’800, dopo la grande lezione dell’Impressionismo, la pittura di paesaggio italiana ha continuato ad avere momenti felici e significativi. Ricordiamo la grande tradizione toscana con i pittori Macchiaioli e tra questi Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Giovanni Fattori e altri ancora. Non da meno e’ stata in questo periodo la tradizione regionale e in particolare quella Napoletana, Lombarda e Piemontese. Anche la scuola piacentina ha avuto i suoi grandi paesaggisti e tra questi Stefano Bruzzi ormai nome di fama nazionale e poi Luciano Ricchetti, Ernesto Giacobbi, Egidio Marulli, Alessandro Marenghi. Artisti che, con le loro opere, hanno descritto luoghi e stagioni, umori e atmosfere del nostro paesaggio e delle nostre vallate unendo alla fedele rappresentazione e all’identità dei luoghi, tanta sensibilità e partecipazione. La rassegna proseguirà in contemporanea presso la galleria d’arte -Studio C- di via Giovanni Campesio 39 tracciando cosi’ un vero e proprio percorso artistico all’interno della città. Questo l’elenco degli artisti invitati dal curatore: Dario Ballini (VR), Daniele Bianco (CN), Roberto Bordin (TV), Andrea Canu (PC), Gisella Farinini (GE), Max Loy (PT), Massimiliano Luschi (LI), Giacomo Mazzari(PC), Gabriella Pagliarini(BG), Giuseppe Rizzuti (RM), Cilla Scocco (RA), Roby Sperber (PV). (Immagine: Roberto Bordin)

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Da Courbet a Picasso

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2009

Martigny (Svizzera) 19 giugno – 22 novembre 2009 Rue du Forum 59 dal Museo Pushkin di Mosca  Nel giugno del 2009 la Fondation Pierre Gianadda presenta la mostra De Courbet à Picasso nella collezione del Museo Statale di Belle Arti Pushkin di Mosca. È la seconda volta che il celebre museo moscovita presenta i suoi tesori a Martigny: la prima rassegna fu dedicata ai capolavori della pittura francese e si tenne nel 2005. La mostra copre il periodo più significativo nell’arte a cavallo tra la seconda metà del XIX secolo e i primi tre decenni del XX, indagando la storia del collezionismo in Russia. Le opere proposte sono dei capisaldi nella storia delle tendenze artistiche, spaziando dal realismo alla libertà pittorica dell’impressionismo, alla profonda individualità dei maestri del postimpressionismo, alle sperimentazioni degli inizi e della maturità dell’avanguardia europea. Il periodo affrontato coincide con lo sviluppo in Russia delle forze creative e sociali, che ha sollecitato l’attenzione verso le novità e ha indirizzato i collezionisti anche verso le esperienze più significative dell’arte straniera.  Le opere presentate in questa mostra sono state acquisite a Parigi da raffinati collezionisti moscoviti d’arte contemporanea come Sergei Tretiakov, Sergei Šchukin, Ivan Morozov e altri ancora e sono successivamente confluite in buona parte proprio nelle collezioni del Museo Pushkin. Tretiakov si dedicò soprattutto alle opere di Corot e Courbet, Šchukin acquistò con una passione tutta particolare dipinti di Claude Monet, Paul Gauguin, Henri Matisse, Pablo Picasso, mentre Ivan Morozov preferiva le tele di Auguste Renoir, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Paul Cézanne e Maurice Denis. La mostra si apre con opere di Camille Corot, artista lirico e introverso, la cui scelta eccezionale è dovuta all’intuizione di Sergei Tretiakov, fratello di Pavel Tretiakov, celebre collezionista d’arte russa e fondatore della Galleria Tretiakov. È grazie a lui che Mosca può vantare la più importante tela di Corot del suo ultimo periodo Le bain de Diane. Il dipinto di Courbet Chalet dans la montagne dipinto dal maestro del realismo durante il suo esilio in Svizzera è un brillante esempio dell’arte del paesaggio. Quanto al monumentale La bénédiction des jeunes époux di Dagnan-Bouveret, capolavoro della collezione di Tretiakov, esso riflette l’interesse dei pittori realisti per la rappresentazione empatica di temi della vita di provincia.  Una delle sezioni più importanti della mostra alla Fondation Pierre Gianadda è legata ai pittori della cerchia degli impressionisti e di Eduard Manet. Il suo eccezionale Portrait d’Antonin Proust è esemplare dello stile di questo maestro sperimentatore. Spiccano inoltre La danseuse chez le photographe di Edgar Degas, Au jardin  di Pierre-Auguste Renoir, riferibili ai primi anni dell’impressionismo, La meule de foin  e Nymphéas blancs  di Claude Monet, dove lo stile maturo di questo capofila del movimento appare in tutto il suo splendore, e inoltre i paesaggi di Alfred Sisley e di Camille Pissarro. L’esposizione è curata da Irina Antonova, direttrice del Museo Pushkin, che introduce anche il catalogo – cui collaborano anche Anna Poznanskaïa et Alexeï Petoukhov – dove sono riprodotte a colori tutte le opere esposte.

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