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“Altro che ‘No-Imu day’, con Renzi la pressione fiscale in Italia è aumentata”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2016

Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, durante la conferenza stampa “16-06. Altro che ‘No Imu day’, è ‘Imbroglio day’. Con Renzi pressione fiscale aumentata”, organizzata dagli azzurri oggi a Montecitorio.
“Non solo da quando è al governo Renzi non ha abbassato le tasse ma, come si evince dai documenti di finanza pubblica, elaborati, approvati e pubblicati dallo stesso governo, la pressione fiscale generale nel nostro paese – tenendo conto delle clausole di salvaguardia, che sono Legge e il governo ha disinnescato solo a parole – è aumentata: dal 43,4% del 2014 al 43,7% del 2015, al 44,2% del 2016. La dimostrazione che Renzi con una mano dà e con l’altra prende”, ha sottolineato Brunetta.

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Tasse sulla casa: Renzi imbroglione

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2016

Tasse“Gli imbrogli di Renzi non finiscono mai. Ve la spiego in poche parole. Imu, Tari, siglacce che vogliono dire tasse sulla casa, danno come gettito 30 miliardi. L’Imu non c’è più e c’è la Tasi , quella che Renzi vuole cancellare, ha cancellato o dice di cancellare, è la Tasi sulla prima casa, 3-4 miliardi di euro di minor gettito. Ma cosa è successo? Che nel frattempo i Comuni hanno aumentato la Tari, la tassa sui rifiuti, di pari ammontare. Il risultato è che qualcuno deve aver detto a Renzi ‘guarda che il gettito totale, che è di 30 miliardi, se tu lasci la Tasi sulla prima casa passa a 33-34, fai finta di tagliare la Tasi sulla prima casa che tanto il gettito rimane a 30.’”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti a margine della conferenza stampa “16-06. Altro che ‘No Imu day’, è ‘Imbroglio day’. Con Renzi pressione fiscale aumentata”, organizzata dagli azzurri oggi a Montecitorio. “Quindi Renzi dice di aver tolto l’Imu/Tasi, in realtà il gettito complessivo sulla prima e seconda casa, ivi compreso l’incremento, praticamente il raddoppio della Tari, tassa sull’immondizia, rimane lo stesso. Scommessa che io faccio nei confronti dell’imbroglione Renzi è che il gettito totale delle tasse sulla casa rimarrà di 30 miliardi nonostante il taglio, si fa per dire, della Tasi prima casa. Imbroglione, ma lo sappiamo”, ha sottolineato Brunetta.

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Tasse e propaganda

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2015

La Casa Rosa

La Casa Rosa

«L’eliminazione dell’Imu sulla prima casa praticamente per tutti è un provvedimento con cui il Governo di Matteo Renzi sembra strizzare l’occhio alle scadenze elettorali della primavera 2016: siamo sostanzialmente nell’ambito della propaganda e della ricerca spicciola di consenso. La tassazione sull’abitazione non può non tenere conto delle capacità reddituali di ciascun proprietario: lo impone un criterio di equità sociale da cui non si può prescindere».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università La Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA. «Il fatto che, secondo quanto riportato nella Legge di Stabilità, verranno escluse da questa agevolazione i castelli o le grandi ville non può ovviamente bastare – prosegue Simoncini -. Ridurre la fiscalità sul bene rifugio per eccellenza degli italiani è certamente auspicabile per gli appartenenti alle fasce di reddito medio-basse, perché potrebbe dare un impulso prezioso al rilancio dei consumi interni del Paese. Allo stesso tempo, però, chi gode di uno status economico-finanziario agiato è giusto che continui a pagare l’Imu anche sulla prima casa: per gli appartenenti a fasce di reddito alte, infatti, questa tassa non costituisce un problema; mentre, ad esempio, potrebbe esserlo per chi si trovasse a ereditare una prima abitazione di pregio pur non avendo un reddito equivalente. Va dunque necessariamente varata una forma di tassazione progressiva che abbia come doppio criterio di applicazione il tipo di abitazione posseduto e il reddito percepito. Senza dimenticare l’opportunità di portare finalmente a compimento la revisione del catasto: ciò consentirebbe di sanare una situazione anomala che si trascina da decenni, con case di lusso sottoposte a tassazioni inferiori rispetto a normalissime abitazioni di periferia. La riforma, a lungo sbandierata, sembra sia stata definitivamente messa da parte: l’auspicio è che il Governo torni sui propri passi».

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Senza Imu sulle prime case l’Italia potrebbe diventare il Paese ideale dove comprare… un castello

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

derutaSe le promesse del Governo Renzi dovessero diventare realtà e l’Imu sulle prime case venisse abolita del tutto, l’Italia diventerebbe il luogo ideale per chi sogna di vivere in un castello grazie al totale azzeramento di ogni imposta di proprietà. LuxuryEstate.com (www.luxuryestate.com), portale dedicato agli immobili di lusso e partner di Immobiliare.it, ha analizzato la pressione fiscale che grava sui castelli in alcune delle principali nazioni europee (Spagna, Regno Unito, Francia e Germania) confrontandola con lo scenario che va delineandosi nel nostro Paese.
In Italia i castelli rientrano nella categoria catastale A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici) e, stando alla possibile riforma in vista, saranno quelli che più di ogni altro immobile beneficeranno di consistenti tagli fiscali; se registrati come residenza principale del proprietario, si parla di circa 1.800 euro l’anno di riduzione sulle imposte. Ad oggi la tassa è ancora in vigore e chi acquista un castello come prima casa non può beneficiare degli sgravi fiscali ai fini dell’Iva. Se finora gli alti costi di manutenzione e la pressione fiscale hanno spinto le famiglie proprietarie a valutare seriamente opportunità di vendita ad acquirenti stranieri (al momento i principali interessati), con il taglio delle tasse, questa tendenza potrebbe invertirsi e il numero delle vendite ridursi. La situazione fiscale è diversa per i castelli del Regno Unito, dove è più comune vengano questi utilizzati come abitazioni, essendo anche presenti in maggior numero e su tutto il territorio. Per i costi di mantenimento, esistono delle società che aiutano i proprietari a sostenere le spese purché aprano al pubblico una parte delle loro dimore di interesse storico. Ma comprare un castello nel Regno Unito non è un’impresa accessibile a tutti, dato che per gli acquirenti stranieri sono previste diverse imposte aggiuntive e la pressione fiscale su questo tipo di immobili non sembra tendere al ribasso, anzi: in Scozia, per esempio, la Land and Buildings Transaction Tax è salita da poco dal 7% al 12%. Potrebbe essere più fortunato, invece, chi decide di comprare un castello in Spagna: qui, se il comune in cui si trova l’immobile riconosce il suo valore e lo dichiara monumento storico di interesse culturale, scatta l’abolizione della tassa di proprietà. Dall’analisi del portale, però, è risultato che molti dei castelli in vendita sul territorio spagnolo necessitano di importanti interventi di ristrutturazione.
Cambia del tutto la situazione in Francia, dove non esiste la categoria immobiliare “chateau” e, di conseguenza, i castelli sono equiparati a tutti gli altri immobili, portando i proprietari a spendere mediamente tra i 4.500 e gli 8.500 euro l’anno.
La Germania riserva una pressione fiscale più ridotta a chi decide di vivere in uno dei meravigliosi castelli che si trovano sul suo territorio; qui le tasse sulla proprietà oscillano tra il 3,5% e il 5% del valore dell’immobile. Se, però, il castello viene acquistato per uso privato, si applica un’IVA sulla compravendita pari al 19%. L’unico vantaggio, vista l’età dei castelli tedeschi, è l’esenzione dall’obbligo di redigere un certificato sulla prestazione energetica della dimora.
I prezzi dei castelli subiscono, chiaramente, delle forti oscillazioni sulla base delle loro dimensioni ma anche e soprattutto dello stato di conservazione. In ogni caso, si parla di cifre che partono dal milione fino ad arrivare a 15-20 milioni di euro.
In Italia, Spagna e Regno Unito questo tipo di dimore è diffuso più o meno su tutto il territorio nazionale – va detto che, per l’Italia, Toscana e Umbria rimangono le regioni con la più alta offerta di castelli in vendita; mentre in Germania e Francia si concentrano solo in alcune aree. Durante l’analisi effettuata da LuxuryEstate.com, in collaborazione con Immobiliare.it, sono emerse alcune differenze estetiche tra i castelli europei. Nel Regno Unito, essendo più comune la vita in un castello, si trovano soluzioni di design moderne e gli interni, dalle immagini, appaiono di gran lunga più vissuti che altrove.
In Germania la maggior parte dei castelli ancora in piedi è di tipo asburgico, quindi molto riconoscibile, mentre in Italia vantiamo una varietà piuttosto ampia: dalle antiche torri merlate alle dimore ottocentesche, più simili a palazzi e spesso inglobati nei centri urbani.
Dalle immagini a corredo degli annunci è sempre molto facile intuire il Paese in cui si trova il castello: armature, pesanti mobili in legno e colori scuri portano subito alla Spagna, dove rimane forte l’impronta classica; giardini ed enormi spazi esterni sono invece tipici dei castelli francesi. Ricche tappezzerie e arredi austeri sono riconoscibili nella maggior parte degli annunci in Germania, mentre in Italia emerge la tendenza a lasciare intatte pareti con pietre a vista. Nel Regno Unito la modernizzazione la fa da padrona, nonostante i camini originali rimangano al centro di molte soluzioni abitative. (foto: deruta)

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Scuola pubblica e privata: regole comuni

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2015

scuola-digitale-casnati-como-800x500_c“La riforma della scuola imposta da Renzi e dal Pd si dimostra ancora una volta inutile. La sentenza della Corte costituzionale che impone alle scuole paritarie cattoliche di pagare l’Imu, come tutti, fa capire quale livello di indeterminatezza esista nel sistema italiano dell’istruzione. Del resto non è mai stata chiara la ragione per la quale le scuole private non cattoliche abbiano sempre dovuto pagare la tassa sugli immobili e quelle cattoliche no. Così come non è chiaro perché le case popolari, che incassano pochi euro dagli indigenti che ospitano, paghino quella stessa tassa pur non avendo altro che finalità sociali e assistenziali. L’iniquità imperversa. Non è chiaro il posizionamento e la relazione, nel sistema statale dell’istruzione, tra scuola pubblica e scuola privata. Ci deve essere competizione? Allora debbono valere stesse identiche regole d’ingaggio, stessi contratti per gli insegnanti e controlli per stroncare chi ricorre furbescamente ai Co. Co. Pro. I lavoratori devono essere tutti uguali, non è possibile che nella scuola pubblica ci siano assenteisti cronici che mettono in difficoltà i colleghi e le famiglie, contando sul fatto che nessuno li sanzionerà, mentre nella scuola privata i contratti ‘adattati’ costringano a recarsi al lavoro anche con la polmonite. Occorrono medesime norme e controlli per tutti, anche su sicurezza, decoro, palestre, laboratori, visite culturali.
Se qualcuno ha per un attimo solo pensato che tutto ciò fosse regolamentato dalla riforma da poco licenziata occorre che si ricreda. Quella è solo una legge per esodare 60 Mila precari fingendo di assumere coloro che subentrano a chi va in pensione e seguire le indicazioni di confindustria e dei poteri forti sul nuovo modello di istruzione, per dare un colpo mortale alla formazione umanistica legata alla civiltà occidentale e sfornare un modello standard di giovane, pronto per questo tempo di omologazione”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Imu sui terreni agricoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2015

agricolturaCon l’approvazione definitiva del decreto – legge sull’IMU sui terreni agricoli, il Governo e la maggioranza arrecano oggi un durissimo colpo all’agricoltura italiana, valida per il Ministro Martina, soltanto quando si tratta di promuovere l’immagine del made in Italy nel mondo, ma che diventa invece utile da spremere quando si tratta di fare cassa per finanziare il bonus degli 80 euro ! Così in una nota Monica Faenzi, capogruppo di Forza Italia in Commissione Agricoltura della Camera, che oggi nel corso delle dichiarazioni per il voto finale del provvedimento, ha annunciato in Aula, la presentazione di una mozione finalizzata all’esonero totale dell’IMU per tutti i terreni ubicati in qualsiasi area e a qualsiasi titolo, che rappresenta una vera e propria patrimoniale per le imprese agricole. Questa assurda vicenda non finisce oggi, sostiene la deputata di Grosseto. Penalizzare il settore agricolo, gravandolo ancor di più con quest’ennesimo onere fiscale iniquo, vessatorio e incostituzionale, anziché recuperare le risorse nell’oceano degli sprechi esistenti nell’amministrazione pubblica, rappresenta una decisione sbagliata e dimostra come questa sinistra tassaiola o almeno una parte di essa, continua ad avere nel suo DNA le patrimoniali, colpendo questa volta gli agricoltori italiani ! Per questo, conclude la Faenzi, faremo di tutto affinché si possa eliminare in via permanente, quest’ennesimo tributo che rischia di determinane una fortissima decrescita per il comparto agricolo.
La conversione in legge del decreto sull’Imu agricola – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – rappresenta un’altra terribile figura per chi, soprattutto tra le istituzioni, ama praticare la facile arte della retorica sulla necessità di supportare il mondo agricolo, ma poi lo penalizza ulteriormente con provvedimenti di questo genere.
In Italia – continua Tiso – non si contano le risorse sprecate per la realizzazione di opere inutili e per riuscire ad accontentare gli appetiti di affaristi senza scrupoli, ma quando invece c’è da fare un atto concreto per supportare le categorie lavorative in difficoltà non viene dato nessun segno da parte del governo o dai ministeri di riferimento.
La vicenda legata all’Imu agricola – prosegue Tiso –, coincidente con le nuove vergogne emerse dalle inchieste della magistratura, rappresenta un ulteriore colpo a quella fascia produttiva della popolazione che vorrebbe semplicemente poter lavorare per garantirsi una vita dignitosa. Mentre nel frattempo c’è chi, mai sazio, continua a tessere sistemi di potere con i quali arricchirsi sempre di più senza passare per il merito. Almeno per una volta – conclude Tiso – vorremmo che la politica desse seguito alla propria retorica e che per questo attivasse una spending review su se stessa: riuscirebbe facilmente a risparmiare senza danni e a cancellare l’Imu agricola.
«Imu agricola: il Pd ammette senza pudore che saranno gli agricoltori a pagare le marchette elettorali di Renzi. Che vergogna».
Lo scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, dopo l’approvazione del dl sull’Imu agricola che come spiegato dai deputati Pd concorre alla copertura del bonus di 80 euro.

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Saldo Imu, Tari e Tasi di Dicembre: chi paga e come

Posted by fidest press agency su sabato, 6 dicembre 2014

tasseNel corso di questo mese di Dicembre scadono i pagamenti del saldo delle imposte comunali facenti parte della cosiddetta “IUC”, imposta unica comunale, ovvero Imu, Tari e Tasi.
La questione è articolata e perciò cerchiamo di sintetizzarla al massimo, facendo presente che ogni informazione può essere trovata sui siti istituzionali dei Comuni dove spesso sono anche disponibili programmi utili per il calcolo del dovuto.
IMU – IMPOSTA MUNICIPALE
E’ la classica imposta patrimoniale sugli immobili, sostitutiva dell’ICI. Le regole di legge per il 2014 sono le stesse del 2013.
Chi paga: paga il proprietario o comunque il titolare di altro diritto reale (usufrutto, uso, etc.) sull’immobile. Non coinvolge in alcun modo eventuali occupanti diversi da questi soggetti (come per esempio inquilini , comodatari, etc.). Grava sulle seconde case oltre che sugli immobili ad uso diverso dalle abitazioni (fondi, negozi) e sulle aree fabbricabili e i terreni agricoli (esclusi quelli montani, per i quali dovrebbe scattare una proroga – 1). Le prime case, intese come case di abitazione, sono esenti escluse quelle di lusso, le ville i castelli.
Quando si paga: per tutti entro il 16/12/2014; l’acconto del 16/6 andava calcolato utilizzando le aliquote del 2013 mentre il saldo va calcolato a conguaglio sulla base delle aliquote e detrazioni del 2014 approvate dai Comuni e pubblicate entro il 28/10 sul sito del Ministero delle finanze (www.finanze.it). In caso contrario (nessuna delibera o pubblicazione della stessa dopo il 28/10) anche la rata di saldo può essere calcolata sulla base delle aliquote e detrazioni deliberate per il 2013.
Il Comune di Firenze ha approvato la delibera il 28/7/2014 confermando per il 2014 le stesse aliquote del 2013.
Come si paga: il calcolo del dovuto, a carico del contribuente, dev’essere fatto utilizzando come base imponibile la rendita catastale rivalutata e moltiplicata per alcuni coefficienti; il pagamento si esegue con modello F24. Sui siti dei Comuni si trovano non di rado programmi che eseguono, con l’immissione di alcuni dati, sia il calcolo che la compilazione del modello F24.
TARI – TASSA SUI RIFIUTI
E’ la tassa sui rifiuti che dal 2014 sostituisce la TARES.
Chi paga: il detentore dell’immobile (proprietario, affittuario, usufruttuario, etc.).
Quando si paga: le scadenze le decide il Comune, prevedendo almeno due rate a cadenza semestrale con possibilità di pagare tutto entro il 16/6. L’acconto dovrebbe in genere esser scaduto tra fine Maggio e Giugno, calcolato probabilmente in base a quanto pagato nel 2013, perché la scadenza per l’approvazione delle tariffe per il 2014 è stata il 31/7/2014. Alcuni Comuni, con lo stesso criterio, potrebbero aver previsto anche un secondo acconto.
Il saldo dovrebbe scadere in questo mese, calcolato a conguaglio con le tariffe approvate per il 2014. Per il Comune di Firenze scadrà il 31/12/2014.
Come si paga: nella maggioranza dei casi il Comune invia bollettini postali precompilati a casa, ma potrebbero anche essere utilizzabili altri mezzi di pagamento (modello F24, pagamenti telematici, etc.).
Fonte di informazioni è l’ufficio tributi del Comune, il sito dello stesso o la delibera pubblicata sul sito del Ministero delle finanze (2)
TASI – TASSA SUI SERVIZI INDIVISIBILI
E’ la tassa sui servizi indivisibili che dal 2014 sostituisce la maggiorazione della TARES e che è andata di fatto a sostituire l’IMU sulle prime case (di abitazione).
Chi paga: il soggetto obbligato è il possessore dell’immobile, proprietario o titolare di altro diritto di godimento (usufrutto, uso, etc.). Se l’immobile fosse occupato da persona diversa dal possessore (tipico esempio l’inquilino in un contratto di affitto), a quest’ultimo potrebbe spettare parte del pagamento, decisa dal Comune tra il 10 e il 30% dell’imposta totale.
Gli immobili colpiti sono quelli previsti dalle delibere comunali, che devono però rispettare il criterio secondo cui IMU+TASI non devono superare i tetti di legge delle aliquote IMU maggiorati dello 0,8 per mille totale (per esempio, se decidono di colpire unicamente le abitazioni principali non di lusso, l’aliquota non deve superare il 3,3 per mille).
Quest’ultima soluzione è stata scelta dal Comune di Firenze che ha fatto gravare la TASI solo sugli immobili NON colpiti da IMU (le prime case) con l’aliquota massima ma senza coinvolgere gli eventuali inquilini.
Quando si paga:
Per il 2014 è stato previsto che l’acconto (del 50%) potesse scadere il 16/6 oppure il 16/10 a seconda della data di pubblicazione sul sito del Ministero delle finanze delle delibere comunali che fissano le aliquote per il 2014 (vedi questo articolo – 3).
Il saldo scade per tutti al 16/12/2014 con alcune differenze:
– nei Comuni che hanno pubblicato (sul sito del Ministero delle finanze http://www.finanze.it) le delibere entro il 18/9 si tratta di un saldo vero e proprio, ovvero va versata l’altra metà del dovuto;
– nei Comuni che NON hanno pubblicato le delibere entro il 18/9, non essendo stato versato alcun acconto, il pagamento del 16/12 è unico e riguarda tutta la Tasi dovuta per il 2014 calcolata applicando l’aliquota base di legge dell’1 per mille senza detrazioni. L’eventuale occupante diverso dal proprietario in questo caso contribuisce pagandone il 10%.
Si ricorda che il calcolo del dovuto, a carico del contribuente, dev’essere fatto utilizzando come base imponibile la stessa utilizzata per l’IMU (rendita catastale rivalutata e moltiplicata per alcuni coefficienti); il pagamento si esegue con modello F24 o con apposito bollettino postale. Sui siti dei Comuni si trovano non di rado programmi che eseguono, con l’immissione di alcuni dati, sia il calcolo che la compilazione del modello F24.
Attenzione! Riguardo ai pagamenti con modello F24 sono entrate recentemente in vigore alcune novità:
– se il pagamento supera 1.000 euro si può effettuare solo per via telematica (home banking, banche online, etc.)
– stessa cosa se c’è una compensazione (importi a credito decurtati dal dovuto), con la particolarità che se la compensazione porta il dovuto a zero l’F24 va “trasmesso” attraverso il servizio telematico dell’Agenzia delle entrate (fiscoonline o entratel). Per approfondimenti si veda qui.
Per approfondimenti sulle singole imposte si veda la scheda pratica
La nuova IUC (imposta unica comunale) comprendente IMU, TARI e TASI: una guida: http://sosonline.aduc.it/scheda/nuova+iuc+imposta+unica+comunale+comprendente+imu_22057.php
1) http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-12-04/imu-terreni-arriva-rinvio-080639.shtml
2) http://www.finanze.it/export/finanze/Per_conoscere_il_fisco/Fiscalita_locale/Iuc/Regolamenti-aliquote_dei_comuni.htm
3) http://www.aduc.it/comunicato/prima+rata+tasi+16+giugno+2014+chi+paga+chi+no_22297.php
Rita Sabelli, responsabile Aduc per l’aggiornamento normativo

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L’Imu è andata in porto

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 agosto 2013

“Grande soddisfazione per i provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri su Imu e Cig. Il governo Letta-Alfano fa sul serio.Con l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole per tutto il 2013, e con l’esclusione di prima casa e terreni e fabbricati agricoli dalla Service Tax federalista che entrerà in vigore dal 2014, l’economia italiana riprende a respirare.Dopo la depressione del 2012, quando con l’introduzione dell’Imu si sono bloccati i consumi, la produzione, gli investimenti, si sono creati oltre 150.000 disoccupati (solo nel settore delle costruzioni) e il Pil si è ridotto fino a -2,8%, oggi finalmente, riducendo la pressione fiscale di oltre 4 miliardi di euro, l’Italia può tornare a crescere.Allo stesso modo, gli stanziamenti per la Cassa integrazione in deroga consentono al governo di gestire la coda della crisi economica e occupazionale che ci attanaglia ormai da anni.Il tutto senza mettere le mani nelle tasche degli italiani, senza l’introduzione di nuove tasse, ma con risorse derivanti da tagli di spesa e altre operazioni virtuose, come l’anticipo dei pagamenti dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni.Bene il governo: le decisioni di oggi pongono le basi per una nuova fase economica, che troverà nella Legge di Stabilità 2014-2016 ulteriori misure virtuose, volte alla crescita e allo sviluppo. Per un’Italia che affronta con forza e fiducia il futuro”.

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Farmacie: Dall’Ici all’Imu, conto salato per i titolari

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2012

Il passaggio dall’Ici all’Imu dovrebbe comportare per le farmacie aumenti d’imposta compresi mediamente tra il 70 e il 100%. Un po’ più di quello che si attendono i negozi (che calcolano incrementi medi di quasi il 62%) e un po’ meno di quanto dovrebbero essere costretti a pagare bar e ristoranti, per i quali la Federazione dei pubblici esercizi stima aumenti attorno al 92%.
Rischia di essere salato il conto che arriverà dall’imposta introdotta dal Governo Monti per arrivare al pareggio di bilancio nel 2013. Questo al meno è quello che dicono le stime degli esperti, da prendere con la dovuta cautela a causa delle numerose variabili in gioco e del fatto che i comuni devono ancora fissare gli incrementi d’aliquota di loro spettanza. In ogni caso, un’idea dell’esborso che aspetta i titolari è già possibile farsela: «Da un’analisi effettuata su un campione di farmacie ubicate in immobili di categoria catastale C1» spiega Marcello Tarabusi, commercialista «si evince che in media le farmacie si troveranno a pagare un’Imu il cui valore si aggirerà tra il 170 e il 200% della vecchia Ici. In alcuni casi però ci saranno esborsi anche maggiori: una farmacia con immobile la cui rendita catastale si aggira sui 4mila euro, per esempio, potrà pagare anche il 300% della vecchia Ici. È vero però che la nuova Imposta sostituisce anche la tassazione sulla rendita catastale, quindi nei fatti il peso del prelievo potrebbe risultare inferiore».
Resta in og ni caso confermato quello che già altri giornali, dal Corriere della Sera al Sole-24 Ore, scrivevano nei giorni scorsi per il più generale comparto del commercio: l’Imu rischia di riscaldare l’inflazione, perché gli incrementi di costo si riverseranno sui prezzi. E i farmacisti, con la fascia A dal prezzo unico e la C che invoca sconti, dove si rivarranno? (fonte: farmacista33)

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730 e detrazioni per le famiglie

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2012

Siamo in piena dichiarazione dei redditi e il nostro servizio consulenza è subissato da richieste soprattutto per quanto riguarda le spese scolastiche: si può detrarre il contributo volontario? e il corso d’inglese, e la gita? Già, i viaggi d’istruzione, questo è il problema, perché tante famiglie spendono centinaia di euro per aderire alle proposte formative delle scuole e poi non possono neppure portarli in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Per essere sinceri, che ne sarebbe dell’Offerta Formativa se i genitori non fossero lì pronti con il portafoglio in mano? Gli stages all’estero per il linguistico chi li paga? e il corso di musica, il viaggio d’istruzione, le fotocopie, gli scottex? Almeno riconosciamo come detraibili i versamenti fatti secondo i canoni previsti (bonifico, bollettino postale o altro che sia tracciabile). E invece no, si impuntano certe Agenzie delle Entrate, si tratta del corrispettivo di una prestazione e perciò non è detraibile. Anche il Ministero dell’Istruzione, che pure dovrebbe conoscere bene ciò che determina l’aumento dell’offerta formativa, con la circolare 312/2012 ha fatto finalmente chiarezza sulla volontarietà e detraibilità del contributo dei genitori, ma non ci trova affatto d’accordo a proposito dei viaggi d’istruzione. Non si capisce come possa equipararli ai libretti delle assenze e dire che si tratta di rimborsi per le spese sostenute per conto delle famiglie. A dire il vero un sistema per far accedere tutte le famiglie alle detrazioni ci sarebbe: fatta un’accurata programmazione, il Consiglio d’istituto dovrebbe individuare la cifra complessiva da versare per l’anno successivo e con i fondi raccolti far fronte a tutte le spese: autobus, materiali didattici, esperti. Il fatto è che però nessuno se la sente di fare una previsione così accurata, altri non si fidano e allora addio detraibilità.Cosa può fare una famiglia alle prese con la dichiarazione dei redditi? Per prima cosa verificare di avere fatto il versamento in modo tracciabile a favore di scuole statali o paritarie e di aver indicato come causale qualcosa che assomigli molto da vicino a “contributo volontario”, “iscrizione”, “ampliamento dell’offerta formativa” o “innovazione tecnologica”.
Conviene tenere documentazione del fatto che si tratti di “aumento dell’offerta formativa” perché con l’entrata in vigore della Legge 183/2011 (c.d. Legge di stabilità 2012) le certificazioni rilasciate dalla pubblica Amministrazione sono utilizzabili solo nei rapporti tra privati e dietro pagamento dell’imposta di bollo al momento del rilascio. In caso di controllo, se l’Agenzia delle Entrate non dovesse ritenere sufficiente la documentazione presentata, il contribuente sarà tenuto a pagare la somma già detratta e una piccola quota di interessi.Ecco qualche indicazione utile:
Rigo E1 (RP1) – Spese sanitarie: Per i medicinali occorrono fattura o scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante”) con il codice alfanumerico del farmaco e il codice fiscale del destinatario. Per il 2011 i parafarmaci non sono detraibili, i dispositivi medici lo sono solo se riportano il marchio CE. Un elenco non esaustivo di ciò che si intende per dispositivo medico è nella Circolare 20/E del 13.5.11 dell’Agenzia delle Entrate.
Rigo E13 (RP13) – Spese di istruzione: Contributi volontari e tasse scolastiche, anche universitarie, sostenuti nel 2011
Rigo E16 (RP16) – Spese per attività sportive praticate dai ragazzi: Per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni e per i familiari fiscalmente a carico, fino a 210,00 euro per ciascun ragazzo. Occorre conservare il bollettino bancario o postale o la fattura, ricevuta o quietanza con tutti i dati fiscali del ragazzo e della palestra, piscina ecc.
Righi E17-18-19 (RP17-18-19) – Altre spese
Codice ‘18’ per le spese di affitto sostenute dagli studenti universitari fuori sede, fino a 2.633 euro.
Codici ‘20’ per le erogazioni liberali a favore delle ONLUS e delle popolazioni colpite da calamità; ‘23’ per le associazioni di promozione sociale: fino a 2.065,83 euro. È prevista, in alternativa alla detrazione, la possibilità di dedurre queste spese dal reddito complessivo (Rigo E26 (RP26) cod. 3: più favorevole perché comporta la diminuzione dell’imposta di un’aliquota variabile fra il 23 e il 43%). Le erogazioni devono essere effettuate con versamento postale o bancario, o con carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari.
Codice ‘29’ per le spese veterinarie sarà considerata la parte che supera l’importo di 129,11 euro.
Codice ‘31’ per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado
Codice ‘32’ per i contributi versati per il riscatto del corso di laurea dei familiari a carico. Se, invece, i contributi sono stati versati dal dichiarante vengono dedotti dal suo reddito (rigo E21)
Codice ‘33’ per la frequenza di asili nido per un massimo di 632 euro annui per ogni figlio.
Rigo E24 (RP24) – Contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose
Rigo E25 (RP25) – Spese mediche e di assistenza specifica per i disabili
Rigo E26 (RP26) Codice ‘5’– con questo codice è possibile detrarre il 50 per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento delle procedure di adozione di minori stranieri
Rigo E30 (RP30) – Contributi versati per familiari a carico – Sono considerati a carico coloro che nel 2011 hanno avuto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro.
Righi da E41 a E44 (RP41/44) – Spese sostenute per la ristrutturazione di immobili: per poter usufruire della detrazione occorre avere effettuato i pagamenti relativi alle spese tramite bonifico bancario o postale; aver trasmesso la comunicazione preventiva al Centro Operativo di Pescara (per lavori iniziati dal 14 maggio 2011 tale raccomandata non è più obbligatoria, ma occorre dichiarare i dati catastali nella dichiarazione dei redditi E51/54-RP51/54).
15. QUADRO I – IMU Si può utilizzare l’eventuale credito che risulta dalla dichiarazione per pagare l’IMU. Per fare questo il contribuente deve compilare e presentare il modello F24 anche se il saldo finale è uguale a zero. I termini per il versamento dell’IMU sono: entro il 16 giugno per l’acconto; entro il 16 dicembre per il saldo. Si può effettuare entro il 16 giugno il pagamento di entrambi. Se il contribuente si accorge di aver sbagliato può presentare un nuovo modello 730 integrativo entro il 25 ottobre o un Mod. UNICO 2012 Persone fisiche entro il 1° ottobre 2012, (in quanto il 30 settembre è domenica), per avere il rimborso dell’eventuale differenza a credito. Se invece l’errore comporta un minor credito o un maggior debito deve utilizzare il Mod. UNICO 2012 Persone fisiche entro il 1° ottobre 2012 con il contestuale pagamento del tributo dovuto, degli interessi calcolati al tasso legale (rapportato al numero di giorni di ritardo) e della sanzione in misura ridotta. Arrotondamenti: Gli importi indicati nella dichiarazione devono essere arrotondati per eccesso se la frazione decimale è uguale o superiore a cinquanta centesimi di euro o per difetto se inferiore a questo limite (ad esempio 65,50 diventa 66; 65,51 diventa 66; 65,49 diventa 65). Ulteriori approfondimenti sono disponibili su http://www.agetoscana.it.(fonte agetoscana)

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Imu: tassa ingiusta

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2012

“Possedere una casa è un diritto che va difeso e non tassato, tutti i partiti dovrebbero opporsi a questo ulteriore balzello che il Governo Monti vuole porre sulle teste dei cittadini, tutelando e famiglie già pesantemente provate da una pressione fiscale insostenibile.” Lo afferma in una nota Domenico Scilipoti Segretario Nazionale MRN “L’imu sulla prima casa –continua- non va pagata è una tassa ingiusta ed odiosa che si va ad aggiungere alla già lunga lista di costi che le famiglie devono sostenere per mantenere la loro abitazione, non bastano già le rate del mutuo?” “Se il Governo Monti ha bisogno di far cassa –conclude l’On.Scilipoti- faccia pagare l’imu alle banche che hanno erogato i mutui, visto che i reali proprietari degli immobili, fino a che l’intero importo del prestito non viene saldato, sono gli istituti di credito.“

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Imu: ingiusta e incostituzionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 maggio 2012

Italiano: primo piano di Giuliano Pisapia all'...

Italiano: primo piano di Giuliano Pisapia all’iniziativa “Un sindaco per Milano” (Photo credit: Wikipedia)

“Io penso che l’imu così come è stata strutturata dal decreto Salva Italia, approvata dal parlamento, dalla maggioranza parlamentare è sbagliata, ingiusta, ingiustificata e ha anche evidenti profili di incostituzionalità. Perché prevede che un’imposta municipale così come ha deciso la costituzione che ci fosse, comportasse che una parte dei proventi di questo tributo andassero al governo. Preso atto di questo dato di fatto io credo che bisogna fare di tutto e impegnarsi perché il governo cambi rotta, cambi strada anche perché strangolare i comuni significa strangolare coloro che danno una risposta ai bisogni primari dei cittadini” . Così il sindaco di Milano Giuliano Pisapia interviene sull’Imu a Radio 24, e aggiunge “l’alternativa è molto chiara, se il governo, il parlamento ha la necessità di avere a propria disposizione quelle somme per sanare il paese, faccia una tassa autonoma, che può essere una tassa di scopo o un’altra tassa, ce ne sono purtroppo tantissime, e ci metta la faccia e non faccia sì che invece i Sindaci diventino gli esattori del governo. Per cui i cittadini pensino che quella tassa o quell’introito del governo vadano per i servizi ai cittadini mentre invece i sindaci o gli amministratori locali non vedono neppure una parte di quell’importo”. Sulla manifestazione dell’Anci a Venezia, il primo cittadino di Milano pensa che “potrà dare una sveglia al governo su un tema delicato. Che non significa evasione fiscale anzi bisogna combatterla e quindi non significa neppure violare le leggi, ma significa spingere affinché ci sia equità fiscale e quindi equità sociale”. Rispetto alla disobbedienza fiscale annunciata da alcuni sindaci leghisti, per Pisapia: “Un sindaco rappresenta le istituzioni a livello locale e non può commettere reati o avere comportamenti illegali. Anzi il sindaco deve dare l’esempio, e l’esempio è quello che tutti i cittadini. – e il sindaco di Milano a Radio 24 propone – I Sindaci si impegnino e si mobilitino per una maggiore giustizia fiscale e sociale, in quanto hanno una maggiore sensibilità rispetto ai bisogni dei cittadini di quella di un Presidente del Consiglio o un Ministro che non sentono ogni giorno le proteste dei cittadini e non vivono le difficoltà a volte estreme. Da nord al sud”. E infine conclude a Radio 24: “Non capisco la protesta fiscale dei sindaci leghisti. La Lega è stata al governo fino a pochi mesi fa ed è una delle forze politiche e dei partiti responsabile del disastro in cui ci siamo trovati. E’ troppo facile fare adesso azioni propagandistiche illegittime e illegali, doveva pensarci prima. Adesso credo che debbano impegnarsi insieme all’Anci affinché si modifichi una legge che anche loro ritengono errata. Ognuno si assuma la propria responsabilità e la Lega è l’ultima che può dire una parola su questo tema visto che sono quantomeno corresponsabili”.

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Effetto Imu sulle locazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 1 maggio 2012

Solo un nuovo contratto di locazione su dieci (11%) ha fatto registrare in Italia un aumento dei canoni (entro 100 euro) a causa dell’Imu anche se, a macchia di leopardo, gli incrementi sono più numerosi fino alla punta massima del 90% in alcune zone del centro di Milano. E’ quanto emerge da un sondaggio effettuato in questi giorni da Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato nella locazione con oltre 300 agenzie in Italia. L’89% degli affiliati intervistati ha dichiarato che fra i contratti di affitto stipulati nel primo trimestre di quest’anno non hanno registrato aumenti del canone da parte dei proprietari degli immobili. L’11% ha verificato, invece, degli incrementi. Se guardiamo alle macroaree del Paese, il nord-ovest e il centro rispecchiano la media nazionale mentre nel nord-est si arriva fino al 93% di agenti che non hanno rilevato aumenti nei contratti di locazione firmati da gennaio ad oggi. Situazione diversa nel sud Italia, dove un quarto degli agenti intervistati da Solo Affitti (25%) ha verificato un aumento dei canoni come effetto della nuova Imu che si prospetta più onerosa. “Dal monitoraggio delle nostre agenzie sul territorio – afferma Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – deduciamo che non c’è una corsa agli aumenti degli affitti per compensare le nuove tassazioni immobiliari e tuttavia in qualche area del Paese l’argomento è più sensibile. Nel 66% dei casi registriamo aumenti entro 50 euro al mese, nel 33% compresi fra 50 e 100 euro. I rincari sono più contenuti nel nord-ovest, maggiori (superiori a 50 euro) nel centro (35%) e nel sud Italia (43%) e soprattutto nelle grandi città (63% dei rispondenti)”.
La mappa dei punti caldi della penisola per l’incremento degli affitti tocca ha la sua massima espressione nel centro di Milano dove, secondo quanto segnalano le agenzie Solo Affitti di alcuni quartieri della città, dall’inizio di quest’anno nel 90% dei casi i canoni sono aumentati fino a 100 euro al mese. Si scende all’80% di aumenti nei primi 3 mesi dell’anno in alcune zone di Torino e Catania. Fra i capoluoghi di provincia analoghe segnalazioni arrivano da Savona e Messina (70% dei nuovi contratti 2012 in aumento), Genova, Bergamo e Firenze (fino al 60% dei nuovi contratti 2012 in aumento). Così pure Vercelli, Macerata (50%) e Bari (40%) hanno fatto registrare canoni di locazione più alti. Neppure le piccole realtà della provincia italiana sono immuni da questo fenomeno di maggiorazioni degli affitti: ad esempio nel torinese a Ciriè (30% di nuovi contratti aumentati) e Rivarolo (20%), nel milanese a Cassano d’Adda (70%). Punte più elevate vengono rilevate da Solo Affitti ad esempio a Milazzo nel messinese (90%), a Bastia Umbra, in provincia di Perugia (70%), a Francavilla, nel chietino (40%).

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Imu: la gabella di Stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

“Rateizzare l’Imu è solo un pasticcio che non cambia la sostanza di questa odiosa ed inaccettabile gabella sulla prima casa, che auspichiamo possa essere cancellata quanto prima. Il balzello sarà insostenibile per migliaia di romani, ma pagare a rate è una presa in giro che si risolverà solo in un’ulteriore perdita di tempo per i cittadini. E’ l’aliquota che va ridotta, perché comunque già in maniera troppo pesante incide il moltiplicatore catastale che è aumentato del 60 per cento senza aver però atteso i nuovi parametri che saranno stabiliti dalla riforma del catasto: una corsa in avanti per raschiare il fondo del barile che rischia di far stramazzare sul percorso già accidentato della crisi migliaia di cittadini e le loro famiglie”. Lo dichiarano in una nota congiunta il consigliere Pdl di Roma Capitale Fabrizio Santori e Roberto Fedeli, consigliere del Pdl in IX Municipio e promotore di una petizione per l’Imu prima casa al minimo a cui hanno aderito migliaia di cittadini, in merito alla discussione sul bilancio iniziata oggi in assemblea capitolina.

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Roma: Imu ed evasione fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2012

Palazzo dei Senatori in the Piazza del Campidoglio

Palazzo dei Senatori in the Piazza del Campidoglio (Photo credit: Wikipedia)

“Ridurre al minimo l’aliquota Imu sull’abitazione principale è possibile se si punta davvero al recupero di fondi provenienti dall’evasione e dall’elusione fiscale, grazie a verifiche sulle imposte dei fabbricati, soprattutto di quelli mai dichiarati e dunque sconosciuti al Dipartimento Risorse Economiche. Altri controlli potrebbero essere effettuati sulla tassa rifiuti per gli immobili non domestici, che potrebbero portare nelle casse comunali oltre 100 milioni di euro all’anno che, con interessi e sanzioni ammonterebbero a circa 180 milioni di euro, senza contare i controlli delle aree fabbricabili e della tari domestica, che porterebbero nelle casse capitoline oltre 1 miliardo di euro in tre anni. Tale progetto, oltre a produrre un gettito straordinario, consoliderebbe di circa 250 milioni di euro le entrate ordinarie, il tutto a costo zero per il bilancio di Roma Capitale. Non è comprensibile come la giunta capitolina non abbia puntato su questi numeri che fanno tremare i polsi e che non sono mai stati accertati. Non è accettabile incidere sulle spese di tante famiglie coinvolte da questa tassa iniqua e lasciar fuori i proprietari di fabbricati fantasma che da anni la fanno franca”. Lo dichiara in una nota il consigliere di Roma Capitale Fabrizio Santori, promotore di una petizione per la massima riduzione dell’Imu sulla prima casa e primo firmatario di una mozione in Campidoglio già approvata all’unanimità da 9 Municipi, su proposta iniziale del consigliere del Pdl del IX Municipio Roberto Fedeli, che ha fortemente voluto approvare due ordini del giorno per sollecitare l’Amministrazione a venire incontro alle esigenze dei cittadini romani, molto penalizzati dalla nuova imposta sulla casa.

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L’Imposta Municipale Unica (IMU) a carico degli agricoltori

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2012

Italiano: Roma, Ministero delle Finanze a via ...

Italiano: Roma, Ministero delle Finanze a via XX Settembre (Photo credit: Wikipedia)

Dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – “è profondamente ingiusta, non tiene conto della situazione in cui versa il primario italiano ed esprime la scarsa fiducia dell’esecutivo sulla ripresa del comparto agroalimentare. L’IMU – continua Tiso – non si discosta minimamente dalla linea del precedente governo e continua a raffigurare il primario come un settore dal quale attingere senza dare nulla in cambio. Le aziende agricole sono ormai vicine al collasso e non sono in grado, come hanno costantemente fatto in questi anni, di sopportare altri rincari”.
Il governo – conclude Tiso – ha tra i suoi principali compiti quello di rilanciare l’economia e non di alimentare la fase recessiva. ed è per questo che è necessario si adoperi quanto prima per esentare gli operatori del mondo agricolo dal pagamento di questa nuova imposta. E’ infatti evidente, al di là della diversità di numeri forniti dalle associazioni di categoria e dal Ministero delle Finanze, che l’IMU inciderà negativamente sulla qualità delle produzioni agricole italiane, unico baluardo in una situazione economica sempre più grave.

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Agricoltura in piazza contro l’Imu

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2012

Per richiamare l’attenzione del Governo, delle istituzioni e dell’intera società per una politica tesa a valorizzare il ruolo centrale dell’agricoltura, Cia-Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura e Copagri scenderanno in piazza a Roma. L’appuntamento è fissato per martedì 13 marzo,dalle 9.30 alle 14, davanti alla Camera dei Deputati, in piazza Montecitorio. Molti gli agricoltori mobilitati dalla Cia del Fvg. Imu sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli (l’imposta su stalle, serre, fienili, ricoveri attrezzi sarà dalle 5 alle 20 volte superiore rispetto all’Ici), ”caro-gasolio”, aumenti dei contributi previdenziali. Sono queste le grandi emergenze dell’agricoltura italiana che rischiano di mettere fuori mercato migliaia di imprese, oberate da costi divenuti sempre più insostenibili. Uno scenario difficile al quale fanno riscontro prezzi sui campi non remunerativi, un vero e proprio assalto all’agroalimentare “made in Italy”, la prospettiva di una riforma della Politica agricola comune il cui negoziato si preannuncia tutto in salita e con nuovi complessi problemi per gli agricoltori di casa nostra. Insieme a centinaia di imprenditori agricoli, saranno presenti alla manifestazione i presidenti della Cia nazionale, Giuseppe Politi; della Confagricoltura, Mario Guidi e della Copagri, Franco Verrascina. Obiettivo comune è quello di una revisione della manovra economica del Governo che sta penalizzando pesantemente il settore e di interventi e provvedimenti mirati alla riduzione dei gravosi costi e al rilancio di sviluppo e competitività delle aziende. Il tutto per creare le premesse per una nuova politica agraria nazionale.

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Imu sulla prima casa e la Convert Italia la paga per i suoi dipendenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2012

Torna il welfare aziendale. Il governo reintroduce la tassa sulla casa? L’azienda la paga per i suoi dipendenti. Succede alla Convert Italia società romana che opera nel settore energetico, fotovoltaico e delle biomasse. Parla nel nuovo programma della domenica in onda alle 12.00 Su Radio 24 “Si può fare. Cronache da un Paese migliore” che va alla ricerca di storie virtuose per raccontare le buone pratiche degli italiani e scoprire che c’è un’ Italia che ce la può fare, l’amministratore delegato della Convert Italia Giuseppe Moro: “Con l’introduzione dell’ Imu mi è venuto spontaneo. Ero disturbato dal fatto che i miei dipendenti avrebbero avuto alla fine del mese 150/200 € in più da pagare e che gli avrebbe accorciato il fiato. Visto che l’azienda, siamo nelle rinnovabili, negli ultimi 2 anni le cose sono andate bene, – continua il racconto l’amministratore delegato della Convert Italia, Giuseppe Moro in ‘Si può fare’ su Radio 24 – ho portato la mia proposta al Cda e abbiamo deciso di pagare noi l’Imu ai 60 dipendenti che ne fanno richiesta. Sono esclusi i dirigenti”. Cosa si aspetta? Domanda Alessio Maurizi di Radio 24. ” Un effetto domino. Chi ha di più, paghi di più.” e la reazione dei suoi dipendenti? “Mi hanno commosso. Sono stato circondato da segnali di affetto” conclude a Radio 24. (Chioda Maria Luisa)

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