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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘inasprimento’

Il Parlamento inasprisce le norme anti riciclaggio

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 marzo 2014

trenoI nomi dei proprietari effettivi di società e trust sarebbero iscritti in registri pubblici, secondo un progetto legislativo anti-riciclaggio votato martedì, che ha l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale. Il progetto legislativo richiederà a banche, istituzioni finanziarie, avvocati, agenti immobiliari e casinò di essere più attenti alle transazioni sospette dei loro clienti. L’obiettivo è anche di rendere più difficile il nascondere transazioni sospette.”I registri pubblici renderanno più difficile la vita dei criminali che cercano di nascondere i loro soldi. La nostra economia attualmente perde enormi quantità di denaro a causa dell’evasione fiscale”, ha detto la relatrice della commissione per le libertà civili Judith Sargentini (Verdi/ALE, NL). “Oggi è un buon giorno per i cittadini rispettosi della legge, ma una pessima giornata per i criminali” ha aggiunto il relatore per la commissione affari economici e monetari Krišjānis Kariņš (PPE, LV).

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Omicidio stradale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2014

Anche la ministra della Giustizia Annamaria Cancellieri cede alla tentazione di utilizzare la scorciatoia del diritto penale per affrontare un problema, quello della sicurezza stradale, che avrebbe bisogno di maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine e la messa in sicurezza delle infrastrutture. Solo che questi interventi costano, inasprire le pene no (almeno in apparenza e all’inizio).
Il sistema penale è al collasso: milioni di processi arretrati, un sistema di prescrizioni che garantisce l’impunità a chi può permetterselo, lasciando agli altri condizioni di detenzione che
costituiscono gravissime violazioni del diritto umanitario (vedi le condanne contro l’Italia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo).
La stessa ministra aveva denunciato, quale concausa del collasso, l’eccessivo ricorso al diritto penale da parte della politica per raccogliere consensi elettorali, indicando nella depenalizzazione una delle esigenze fondamentali per ripristinare la legalità di uno Stato tecnicamente fuorilegge. Niente di nuovo, la miglior dottrina lo denuncia da tempo, e non solo in Italia.
Eppure, in evidente difficoltà politica ed in odor di rimpasto nel Governo, la ministra fa quello che prima di lei hanno fatto gli artefici del disastro attuale: non solo non vi è stato un singolo reato depenalizzato in questa legislatura, ma si affronta il problema degli incidenti stradali per l’ennesima volta inasprendo le sanzioni penali, come nella peggior consuetudine dei suoi predecessori da lei stessa criticati. E si ipotizza addirittura di obbligare il giudice a considerare dolosa una condotta colposa, pur sempre gravissima, stravolgendo alcuni dei più elementari principi del diritto.
Non sappiamo se sbandierare una proposta quale l’”omicidio stradale”, sostenuta in primis dal nuovo segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, sarà sufficiente a salvarle la poltrona.(1) Di certo non servirà a far diminuire gli incidenti stradali causati da chi si mette alla guida sotto effetto di alcol o stupefacenti, come non sono servite le misure di inasprimento introdotte da tempo a cadenza quasi annuale. Infatti, potrebbe avere l’effetto perverso di incoraggiare ulteriormente la fuga di chi causa un incidente.
Purtroppo, per garantire una maggiore sicurezza stradale servono soldi da destinare ai controlli e alle infrastrutture. A poco serve l’inasprimento continuo delle sanzioni penali, o il moltiplicarsi di autovelox e altri strumenti di rilevazione automatica delle infrazioni, se non a raccogliere qualche consenso e a far cassa. Soprattutto, finirà per appesantire e quindi rallentare ancora di più la “giustizia” penale. (Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc)

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Libia e prezzi carburanti: abolire accise

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Oggi sono aumentati alcuni prezzi alla pompa dei carburanti, aumenti ingiustificati perche’ gli eventuali riverberi della situazione libica e’ troppo presto che si manifestino a cosi’ breve distanza da cio’ che sta accadendo in quel Paese in questi giorni. Ma la speculazione funziona cosi’… coglie l’attimo, non importa che l’attimo corrisponda poi a qualcosa di reale, l’importante e’ che sia “nell’aria” una qualche giustificazione per un aumento. Ma al di la’ dei precoci speculatori, un pericolo c’e’ nell’eventuale inasprimento dei rapporti con la Libia e -garantito- lo pagheranno solo i consumatori, cioe’ l’anello finale di un sistema economico che, a fronte di un aumento dei costi alla produzione, questi ultimi li fa pagare (anche con percentuali maggiori per il proprio guadagno) a questo anello finale. Sui carburanti, da cui dipende la quasi totalita’ della nostra economia, il Governo, VOLENDO puo’ intervenire per cercare di ridurre il danno. Scartata -per lo meno al momento- una possibilita’ di intervento del nostro Governo per impedire l’aumento della materia prima alla fonte, l’intervento sarebbe possibile sull’accisa. Il prezzo finale dei carburanti e’ composto dal 70% di tasse e 30% di altri costi tra cui la materia prima, per cui se aumenta questo 30%, di conseguenza aumenta anche questo 70%. Il Governo potrebbe impegnarsi nel tenere bloccato questo aumento della componente fiscale e cosi’ gli aumenti in quel 30% sarebbero, per l’acquirente di carburante e per il consumatore finale, piu’ contenuti e meno cruenti: chi acquista carburante nell’ambito del proprio processo produttivo o di servizi, dovrebbe quindi aumentare meno i propri prodotti e servizi, e il prezzo alla pompa avrebbe escursioni meno cruente verso l’alto. Solo questione di volonta’ politica. Fidando che il Governo -che dovrebbe fare gli interessi di tutti i suoi governati- non si comporti in modo speculativo e profittatorio come quelle compagnie petrolifere che hanno gia’ aumentato i prezzi alla pompa pur non avendo ancora registrato un centesimo di aumento alla produzione. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Tonno rosso specie in estinzione

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2009

“Ridotta la quota di cattura del tonno rosso nel Mediterraneo e nell’Atlantico Occidentale a 13.500 tonnellate. Ancora una volta vincono, per invasione di campo, gli ambientalisti.” Questa è l’amara considerazione dell’UNCI PESCA. “Solo in Campania, a causa di questa decisione, chiuderanno oltre venti aziende di pesca addette al Tonno Rosso, con una ricaduta notevole (in negativo) in termini occupazionali ed economici. In particolare, per le tante famiglie che vivono di tale attività. Infatti, quello del Tonno Rosso, rappresenta uno dei comparti produttivi, più importanti della pesca italiana.” “L’Unci Pesca ritiene che le riduzioni di cattura degli ultimi anni, l’inasprimento dei controlli anche se potevano essere compensativi e sufficienti per dare un piano adeguato di gestione della risorsa, per chi investe in questa attività e per la salvaguardia della specie, oggi appaiono eccessive perché secondo quanto osservano gli stessi pescatori, la risorsa sembra godere di ottima salute e di condizioni migliori, rispetto a quanto stimato dagli ambientalisti e da alcuni ricercatori. Forse è “il pescatore”, oggi, l’unica vera specie in estinzione, privo di protezione e di ulteriori risorse economiche e di reinserimento lavorativo.”

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