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Giustizia e inaugurazioni. Prepariamoci al mantra incurabile. E quindi?

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2017

giustiziaInaugurazione anno giudiziario. Come tutti gli anni. Prima quello nazionale e poi quelli dei distretti delle corti d’Appello. Prepariamoci a leggere di tutto e di piu’ su uno dei poteri del nostro sistema statuale e costituzionale, quello giudiziario. Un potere che dovrebbe essere indipendente e, in quanto tale, fare da bilanciamento e garanzia agli altri due poteri (esecutivo e legislativo)… sulla carta, anche quella con la “C” maiuscola.
Intanto arrivano i primi dati della Cassazione: 107 mila processi civili pendenti, mentre quelli penali sono in leggero calo. Sugli altri dati -Tribunali a vari livelli, Appello- sono cifre da capogiro facilmente reperibili sui siti istituzionali e non solo.
Caratteristica diffusa: la maggior parte dei procedimenti giudiziari che arrivano a conclusione e’ perche’… scatta la prescrizione. Cioe’: nulla di fatto. Tarantella di rito: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto. E meno male che la prescrizione c’e’, altrimenti saremmo in piena guerra civile.
Un mantra incurabile? Saremo riempiti di dati, numeri, lamentele, dichiarazioni di lotta, con corollario di avvocati e magistrati che parteciperanno e non parteciperanno per significare il proprio disappunto. Ci saranno i magistrati che parleranno dicendo cose che i vari interpreti ci tradurranno come segnale per il potere esecutivo e/o legislativo (alla faccia della divisione dei poteri). Ma il giorno dopo, quasi tutti se ne saranno dimenticati. E quindi continueremo come prima con -caratteristica inamovibile- la schifezza umana e giuridica dello strumento di coercizione di questo potere: le carceri, sovraffollate e scuole del crimine di ogni livello. In buona compagnia col resto del mondo, per carita’, e anche meglio in molti casi…. ma aver “compagni al duol” e’ quello che ci basta e ci consola e ci serve? Ma io, “piccolo” cittadino, “piccolo” utente di questo servizio dello Stato, che devo fare? Quando il vicino di casa mi fa un sopruso o quando un commerciante mi frega o quando lo Stato mi vomita addosso la sua arroganza e inefficienza? Farmi giustizia da me? Non e’ proprio il caso, visto che poi sarebbe un metodo che mi si ritorcerebbe contro. Sopportare? Sono stufo! Prevenire? Sarebbe auspicabile, ma chi mi da’ gli strumenti per farlo, visto che dovrebbe darmeli quello stesso Stato che spesso e’ mia controparte?
Intanto mi posso organizzare per una riduzione del danno. Per fortuna sono in diversi che in questo concerto possono essere un mio punto di riferimento in proposito. Diversi a cui pero’ devo prestare attenzione, perche’ alcuni di questi sono pagati o emanazione diretta proprio delle mie controparti (private o pubbliche che siano), e non e’ il massimo di affidabilita’ e credibilita’.
E quindi? Devo stare sempre sul “chi va la’”, anche per leggere una bolletta della luce. Al momento (…) non siamo in grado di dare altre indicazioni e consigli. Siamo legalitari pur se non istituzionali, e proprio per questo non vogliamo “buttar via il bambino con l’acqua sporca”… sperando che nel frattempo il bimbo non sia gia’ annegato o non sia stato sufficientemente istruito per nuotare dentro quest’acqua. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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