Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘incapacità’

Di nuovo a vuoto Cda di Atac

Posted by fidest press agency su sabato, 12 agosto 2017

atac trasporti roma“Ci è giunta notizia di un’ulteriore nulla di fatto della riunione del CdA di ATAC. E’ il segno evidente della confusione e dell’incapacità di governo che regna in città da quando si sono insediati i 5 Stelle. La città ha diritto di sapere oggi, non nel 2019, come intendete gestire il trasporto pubblico, cosa intendete fare della più grande azienda di trasporto pubblico locale d’Italia per dirla in parole povere, sapere se a settembre circoleranno ancora autobus nella nostra città. A pensar male a volte si indovina, diceva un politico di lungo corso. Viene infatti da pensare che ‘lor signori’, Grillo e Casaleggio, che governano Roma da remoto hanno intenzione di far galleggiare la capitale nel marasma generale fino alle prossime elezioni nazionali e regionali per esclusivo interesse elettorale. La nostra città non può permettersi questo. Chiedo al M5S di fare un bagno di umiltà e prendere atto di un fallimento su tutta la linea. Il movimento grillino, in oltre un anno di governo del Campidoglio, ha dimostrato di non essere pronto a governare situazioni importanti, non ha una classe dirigente che si possa definire tale e chi possiede competenze adeguate rifugge dalla giunta Raggi e dal suo assoluto immobilismo.” Così in una nota la consigliera del PD capitolino Ilaria Piccolo.

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Coisp: La Russa di dimetta per manifesta incapacità

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

“Senza se e senza ma, si può e si deve stare solo dalla parte delle Forze dell’Ordine”. Queste sono state le parole pronunciate da Pierferdinando Casini durante la puntata di Anno Zero. Una puntata in cui in tanti hanno dato il peggio di sé, dal conduttore al Ministro La Russa.  “Il conduttore ha dato il peggio di sé – dice Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia – perché ha vergognosamente strumentalizzato una tensione che pure c’è, tra gli studenti, tra i precari, e, si stupirà il signor Santoro, anche tra i Poliziotti che con forza ma civilmente (troppo civilmente forse per meritare l’attenzione delle sue telecamere e del suo miglior inviato) hanno manifestato in ogni modo e in ogni dove. Il peggio di sé lo ha dato il Ministro La Russa che ha raccontato l’ennesima barzelletta dicendo che lui vorrebbe dare più soldi ai Poliziotti ma non può. E allora Ministro si dimetta per manifesta incapacità di difendere lo Stato, perché le Forze dell’Ordine sono i Servitori dello Stato!” “Ringraziamo l’Onorevole Casini per la sua moderazione – conclude Franco Maccari – però ora che il confine politico è segnato chiediamo che politica non sia la duplicazione di se stessa, con il proliferare di sigle e movimenti, ma che diventi, e diciamo diventi e non torni ad essere perché fin ora non lo è stato, la possibilità di stare vicino alla gente affinché ciò che è avvenuto a Roma non sia l’anticamera di una guerra civile che scoppierà se il popolo non troverà ascolto rispetto alle istanze di vivibilità”.

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Afghanistan e le responsabilità politiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

Molti sono i morti in Afghanistan, troppe anche le persone innocenti colpite dagli assurdi e inaccettabili ‘effetti collaterali’ dei bombardamenti o da una disumana insorgenza. Gli interrogativi che INTERSOS ha posto negli anni su questa ‘missione di pace’, la confusione dei suoi obiettivi, la poca chiarezza della strategia adottata, non hanno mai trovato adeguata risposta. Mentre continua a dominare un’ansiosa e timorosa incapacità di uscire dalla guerra, comunque la si voglia chiamare. Quando a cadere sul campo sono connazionali, giovani vite che ben altro avrebbero meritato per il loro futuro, che piangiamo ogni volta uniti ai loro familiari, gli interrogativi si fanno ancora più pesanti. Sull’Afghanistan, come in molte altre crisi degli ultimi vent’anni, la politica non ha mostrato il suo volto migliore. Per incapacità, superficialità e insufficienti analisi non è riuscita a proporre soluzioni diverse dall’impegnativa ma anche troppo facile decisione dell’intervento militare. Tranne i momenti tragici che segnano la morte di connazionali, ci si è soffermati troppo poco sul significato di questa decisione: in Afghanistan come in Iraq e prima ancora in Somalia. Essa nasconde, dietro alle celebrazioni, agli applausi, agli elogi, vent’anni di sconfitta della politica. La scelta militare è diventata l’alibi, la scorciatoia, la facciata dietro a cui nascondere la costante incapacità e impotenza politica, indubbiamente non solo italiana, sia all’inizio che nel perdurare delle crisi internazionali. In questa prospettiva, esprimiamo rispetto – specie in questo momento – verso i militari dato che, per senso dello Stato, acconsentono di coprire l’inadeguatezza e le carenze della politica, coscienti di ciò, ma accettandolo in ogni caso come proprio dovere istituzionale. Speriamo ancora che, pur rimanendo fedeli alle alleanze e agli impegni internazionali, si apra presto quella seria e approfondita analisi della partecipazione italiana alle missioni militari internazionali, a partire da questa in Afghanistan, che INTERSOS ha più volte richiesto negli anni recenti. Il Governo e il Parlamento non prendano alcuna nuova decisione senza questa previa analisi valutativa, che faccia piena chiarezza sugli obiettivi, sulle strategie, sulle modalita di attuazione, sulle prospettive a medio termine e sul ruolo italiano in quel contesto. L’alternativa, in assenza di chiarezza politica e strategica, non potrebbe essere che il ritiro. (fonte intersos)

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La polpetta avvelenata di Tremonti

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

L’intervista di Tremonti pubblicata su Repubblica farebbe ridere dalla prima all’ultima riga, se non fosse per il fatto che rappresenta una tragica fotografia dell’assoluta incapacità ed incoscienza di questo governo. E’ una vera e propria gag, quella odierna del ministro dell’Economia, l’ultima conferma del fatto che Tremonti e Berlusconi sono come una vecchia coppia di comici da varietà che ormai tiene banco da 20 anni, stordendo gli italiani con dosi massicce di frottole. Nella puntata odierna del varietà del governo, Tremonti ci racconta, ancora una volta, che la crisi economica è finita, che i sacrifici più duri sono acqua passata, che l’Italia è più forte e gode di salute più degli altri paesi. E’ tale la tecnica affinata in 20 anni dal ministro dell’Economia e dal suo premier, che, nel leggere l’intervista, se non apri bene gli occhi e non ti domandi: “ma chi sta prendendo in giro?”, ti verrebbe quasi da credergli. Per leggere l’articolo completo e lasciare un commento:   http://www.massimodonadi.it

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L’Italia politica vista da Montezemolo

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

“E adesso Berlusconi e i suoi s’inventeranno un altro nemico da demonizzare. Appena qualcuno osa mettere in discussione l’operato del governo e contraddire il capo, o ex capo, della maggioranza, ecco che arrivano strali e risposte piccate. Quella di Montezemolo e della sua fondazione è un’analisi lucida e responsabile del momento durissimo che l’Italia attraversa, un contributo prezioso affinché tutte le forze politiche ne prendano atto e riconoscano che così, tra deviazione dalle regole, incapacità di governo, malcostume e degenerazione dell’etica pubblica, il Paese semplicemente non può andare avanti. Bene, dunque, Montezemolo, che ha avuto il coraggio di dire semplicemente ma con autorevolezza quello che milioni di italiani pensano. Mi auguro solo che gli risparmino l’ira funesta del principe al tramonto”. Così Francesco Boccia, deputato Pd, fondatore di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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La “profezia” di Renato Pierri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 maggio 2010

Lettera al direttore. La fiducia nella Chiesa e in Papa Benedetto XVI è scesa sensibilmente. Secondo il sondaggio Demos: 3 punti percentuali in meno, la Chiesa; 7 il Papa. Un declino che dura da anni. Rispetto al 2005 (quando è stato eletto Ratzinger) la fiducia nella Chiesa è scesa di 14 punti. Una tendenza forse accentuata dalla lunga catena di scandali dell’ultimo anno. Ma, in realtà, a stancare credenti e non credenti è l’incapacità di questa Chiesa di rinnovarsi, di essere all’altezza dei tempi. Rinnovamento che, nella sostanza, anche se può apparire contraddittorio, significa ritorno al Vangelo, ad un cristianesimo autentico. Lo scrittore Renato Pierri, dopo la morte di Carol Wojtyla, pubblicava su Liberazione, una lunga lettera la cui conclusione era la seguente: “Questo è stato il pontificato dell’ulteriore impoverimento della religione cristiana. Un auspicio? L’elezione di un papa che cambi la Chiesa”. Era il 5 aprile del 2005, e si attendeva l’elezione di un nuovo papa. Joseph Ratzinger non ha cambiato la Chiesa, e il risultato si è visto.  In qualche modo, Renato Pierri, che non ama le profezie, è stato profetico, giacché dall’auspicio trapelava il suo pessimismo. (Attilio Doni Genova)

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Pene d’amor perdute

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Barberino di Mugello 31 gennaio ore 17.00 Teatro Comunale Corsini Synergie Teatrali Teatro Ventidio Basso Marina Suma Pene d’amor perdutedi William Shakespeare e con Stefano Artissunch regia  Stefano Artissunch con Alessia Bedini, Pergiorgio Cinì, Stefano De Bernardin, David Quintili, Gian Paolo Valentini  Divertente commedia sull’eterno conflitto fra seduzione e castità, Pene D’Amor Perdute   racconta l’incapacità  di Ferdinando Re di Navarra e dei suoi più fidati amici di tenere fede al giuramento che imponeva loro di astenersi da qualsiasi vicenda amorosa; di fronte al fascino della Principessa di Francia e delle tre dame al suo seguito, giunte alla corte di re Ferdinando per discutere di alcune cessioni territoriali, i giovani spagnoli si ritrovano all’istante tutti innamorati chi dell’una chi dell’altra. Il regista Stefano Artissunch dirige questa intricata serie di equivoci e schermaglie amorose ambientando l’intera vicenda in un’atmosfera da sogno ricca di simboli e immagini che evocano le diverse fasi del sentimento amoroso: dall’iniziale rifiuto a cedere alle lusinghe d’amore, all’inevitabile divampare del sentimento che prelude al finale trionfo d’amore. (marina suma)

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Manconi: Già due suicidi in carcere

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2010

Dichiarazione di Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto:  “A meno di una settimana dall’inizio del nuovo anno, già dobbiamo registrare due suicidi nelle carceri italiane. Martedì 5 gennaio si è impiccato nel carcere Buoncammino di Cagliari Celeste Frau, 62 anni. Appena tre giorni prima, il 2 gennaio, ad Altamura, Bari, si è ucciso Pierpaolo Ciullo, 39 anni. Nel corso del 2009 il numero di quanti si sono tolti la vita è stato il più alto dell’intera storia penitenziaria repubblicana. Vorremmo che un simile record non venisse, non dico superato, ma nemmeno sfiorato. Vorremmo che l’Amministrazione penitenziaria e il governo dicessero, con rapidità e chiarezza, che cosa intendono fare perché questa tragedia non si riproduca all’infinito. E invece, dobbiamo registrare con sconcerto un incredibile e persistente silenzio da parte del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e del capo dell’Amministrazione penitenziaria, Franco Ionta. Una simile irresponsabilità va attribuita o a una assoluta indifferenza, e non oso pensarlo, o a una confessata incapacità”.

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Canone Rai? un retaggio feudale

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2009

“Alla luce del mancato accordo tra Rai e Sky il canone della tv è ormai un retaggio feudale semplicemente da ignorare. –  lo afferma Vladimiro Rinaldi, Capogruppo della Lista Storace alla Regione Lazio –. Il danno economico e strategico per la RAI è troppo rilevante per immaginare che sia stato solo una questione di incapacità nella conduzione della trattativa. Come sempre dobbiamo domandarci: cui prodest? Fatto sta – commenta Rinaldi – che già ora ci sono milioni di famiglie che si sentono in dovere di pagare il canone per vedere repliche di film in bianco e nero e programmi a basso costo come i numerosissimi ’lamentela show’ che, senza voler sminuire i drammi personali, sono di scarsissima qualità. Adesso che la RAI ha buttato a mare i proventi dell’accordo, compresi quelli che sarebbero derivati dalla pubblicità e con RAISAT ha fatto fuori uno degli ultimi avamposti della proposta culturale pubblica – si domanda Rinaldi -, la RAI come immagina di diventare competitiva sulle nuove piattaforme tecnologiche? Che prodotto/servizio pensa di offrire al proprio pubblico? L’importante è che non contino sulle nostre tasche – conclude Rinaldi – perché ora inizia la vera battaglia contro il canone per mantenere il carrozzone RAI, sempre più chiaramente feudo di chi, destra o sinistra, vince le elezioni e sempre meno servizio per i cittadini”.

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Il trasporto intermodale

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2009

Riccardo Alfonso, edizioni Fidest. Il punto debole in Italia, e in senso più generale in Europa, è il trasporto delle merci o, per l’esattezza, il trasporto intermodale. Si analizzano in questa pubblicazione sia l’inadeguatezza delle reti viarie stradali, ferroviari, fluviali, marittime ed aeree, nell’ambito nazionale, sia la loro incapacità di collegarsi a livello europeo con un sistema omogeneo di trasporto. Il problema a questo punto sta non solo nel modo come si trasporta ma nella possibilità di effettuare degli scambi senza creare complicazioni. Basta pensare, ad esempio, che la quota del trasporto merci su rotaia in Italia è salito, nel giro di un decennio, dal 9 al 14,2%, ma resta ben poca cosa se pensiamo che nel frattempo registriamo in Francia un 38%, un 28% in Germania ed un 24,2% in Gran Bretagna. Questa situazione diventa sempre più grave in Italia proprio perché le nostre imprese devono fare i conti con una concorrenza internazionale sempre più agguerrita e l’unificazione dei mercati sta già esercitando un ruolo decisivo sui costi aziendali, la mobilità delle merci e, soprattutto, dai risparmi che possono derivarne dai trasporti.

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Minerva raro video presenta Nappun Namja (Bad guy)

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2009

nappunFilm psicologico e crudo, conferma la scelta portata avanti dal Gruppo Minerva RaroVideo nel far conoscere il cinema più impegnativo. Nappun Namja è un’opera controversa con cui il regista Kim Ki-duk intende mostrare le contraddizioni della società coreana e criticare il sistema sociale governato dal pregiudizio. Il film mostra l’inquietudine e il malessere che nascono dall’incapacità a riconoscere ed esprimere sentimenti forti. È l’incomunicabilità che volge alla violenza o che usa la violenza come mezzo di comunicazione di riconoscimento e di affermazione. Il regista commenta così il film: “Spero che le persone vedranno la mia storia come qualcosa di naturale. Tutti gli elementi della storia, così come lo sfondo e i personaggi, sono basati sulla gente reale che vive e lavora in un posto reale. La domanda che cercavo di pormi era perché nonostante si nasca tutti uguali, con uguali diritti e qualità, siamo divisi e categorizzati non appena cresciamo. La mia intenzione facendo il film era di far scontrare il pubblico con questa domanda”. (scheda film: regia Kim Ki-duk sceneggiatura Kim Ki-duk fotografia Suh Jong-min scenografia Kim Ki-duk montaggio Hahm Sung-won musica Park Ho-joon cast Yang Dong-hun, Kim Young-min, Ban Min-yung, Cho Jae-hyun produttore Kim Soo-hee produzione LJ 21 Film Co. Lingue: coreano, italiano /sottotitoli: italiano, inglese. (foto nappun)

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