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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

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Casse di previdenza, welfare professionale da incentivare

Posted by fidest press agency su martedì, 19 febbraio 2019

Proficuo incontro quello che si è svolto a Roma, presso la sede del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, tra il neo presidente della Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, il senatore Sergio Puglia, il presidente dell’Enpacl – Ente nazionale di previdenza e assistenza dei Consulenti del Lavoro – Alessandro Visparelli e la presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, Marina Calderone. Al centro del confronto i temi legati al sistema previdenziale delle Casse privatizzate dei professionisti e, più in generale, al sistema pensionistico italiano e le future linee di azione su cui sarà articolato il programma della Commissione parlamentare, che si riunirà per la prima volta nei prossimi giorni. Il senatore ha annunciato ai Consulenti del Lavoro la necessità di favorire il rapporto tra pensionati e nuovi iscritti alle Casse di previdenza, incentivando l’accesso alle professioni ordinistiche dei più giovani – anche tramite il supporto di tutte le Casse -; incentivare misure di welfare professionale e rendere più efficienti i processi organizzativi degli Enti di previdenza privati per fornire servizi di qualità e adeguati a rispondere alle esigenze degli iscritti. La Commissione si arricchirà molto dal confronto con le Casse per comprenderne peculiarità ed esigenze, esportando le buone pratiche presso gli enti previdenziali più in difficoltà. Il presidente Puglia ha, inoltre, apprezzato le attività di formazione realizzate dall’Enpacl e dal Consiglio nazionale dell’Ordine in favore dei loro iscritti: dai corsi sulla pianificazione previdenziale alla sicurezza sul lavoro, fino alle misure di welfare già in atto come la copertura dell’assistenza sanitaria integrativa per i praticanti Consulenti del Lavoro e la polizza sanitaria gratuita per tutti gli iscritti.

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Incentivare l’adozione degli ADAS sulle auto

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

ACI plaude con piacere all’intervento del Ministro Danilo Toninelli che, con riferimento al tragico incidente di Bologna, segnala la necessità di incentivare l’adozione degli ADAS – sistemi avanzati di assistenza alla guida – sui veicoli. L’aumento della sicurezza stradale passa, infatti, anche attraverso la diffusione delle tecnologie di sicurezza attiva quali, ad esempio, la frenata automatica d’emergenza, il cruise control adattivo o l’avviso del cambio di corsia.
Per questa ragione ACI si batte da tempo, non solo affinché ne siano dotate di serie le nuove autovetture, ma perché tali sistemi di sicurezza siano installati “after market” anche su auto, camion e autobus che non li possiedono. Non dobbiamo dimenticare, a questo proposito, che il parco automezzi italiano è purtroppo tra i più vetusti d’Europa.Ben venga, quindi, un sostegno da parte del Governo per la diffusione degli ADAS, con incentivi diretti o con qualsiasi altra modalità che aiuti i guidatori a incrementare la sicurezza dei propri mezzi.Attenzione però, che questo da solo non basta! Occorre al contempo far crescere la preparazione degli automobilisti, in particolare quelli professionali che trascorrono ogni giorno diverse ore alla guida.Avere sempre nuove tecnologie per la sicurezza richiede che si conosca come funzionano e come meglio utilizzarle, evitando che si trasformino da concreti aiuti per la sicurezza a false tranquillità.È sempre l’uomo il responsabile ultimo chiamato a decidere, diamogli più strumenti come più formazione per una guida sicura.

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Incentivare i giovani a restare in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 31 dicembre 2017

emigrazione-giovani-italiani-esteroL’indimenticabile Massimo Troisi nel film “Ricomincio da tre” rispondeva durante un viaggio a chi cortesemente gli chiedeva se fosse per caso un emigrante: “Ma perché, un napoletano non può viaggiare, può solo emigrare?”Trent’anni dopo ad emigrare non sono solo i meridionali: la Lombardia, con quasi 23 mila partenze, si conferma la prima regione da cui gli italiani hanno lasciato l’Italia alla volta dell’estero, seguita dal Veneto (11.611), dalla Sicilia (11.501), dal Lazio (11.114) e dal Piemonte (9.022). Non più con una valigia di cartone, ma con l’iPad, personal computer e magari con una laurea in tasca, giovani di un po’ tutte le regioni italiane, lasciano il nostro Paese in cerca di un futuro e di un lavoro dignitoso.Dal rapporto 2017 “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes della Conferenza episcopale italiana, emerge che da gennaio a dicembre 2016 le iscrizioni all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) per solo espatrio sono state 124.076 (+16,547 rispetto all’anno precedente, che a sua volta aveva visto un incremento del 15,4%), di cui il 55,5% (68.909) sono maschi. Oltre il 39% di chi ha lasciato l’Italia alla volta dell’estero nell’ultimo anno ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni (oltre 9 mila in più rispetto all’anno precedente, +23,3%); un quarto ha tra i 35 e i 49 anni (quasi +3.500 in un anno, +12,5%).Questi sono dati che dovrebbero far riflettere la politica e non solo in questo periodo di campagna elettorale. Sono dati a cui non possiamo assistere silenti, perché far passare il concetto che è meglio “scappare” altrove è qualcosa di profondamente ingiusto e sbagliato.Mi fa rabbia pensare che un’intera generazione sia stata condannata a non avere un futuro, mi fa rabbia pensare che questo Paese non possa offrire opportunità stabili di crescita e di riscatto, mi fa rabbia pensare che qualcuno “ha deciso” che, a distanza di decenni dalla prima emigrazione, l’unica soluzione sia quella di fare la valigia ed andare altrove, facendo tornare di moda l’Australia, gli Stati Uniti, i Paesi del nord Europa, ma soprattutto il Regno Unito che, nonostante la Brexit, registra un primato assoluto tra tutte le destinazioni della nuova emigrazione.Mi fa rabbia, perché andare via vuol dire arrendersi e la nostra (la mia) generazione non si può arrendere, ma deve reagire.
È anche per questo che leggere, anche su autorevoli testate giornalistiche, inviti neppure troppo velati a lasciare il nostro Paese mi stupisce, ma forse neanche troppo, e mi fa tornare alla mente la lettera che nel 2009 Pierluigi Celli scrisse al figlio, dal titolo “Figlio mio, lascia questo Paese”.
garanzia giovaniSe il tasso di disoccupazione giovanile è più alto di quello della popolazione adulta è anche, perché i giovani sono vittime di scelte politiche poco lungimiranti, o meglio di decisioni mai prese, rinviate per troppo tempo, scelte spesso esclusivamente demagogiche, che hanno avuto come effetto principale solo quello di far sì che i giovani italiani neo assunti siano i meno retribuiti e i meno garantiti.
Qualche anno fa, con molte concrete iniziative promosse dal Forum Nazionale dei Giovani, abbiamo cercato di far comprendere che lunghi periodi di disoccupazione e inattività, soprattutto sul versante della formazione, possono lasciare in chi è oggi giovane, profonde cicatrici, ovvero ridurre nel futuro i suoi livelli di reddito, la validità di competenze, l’occupabilità e anche lo stato di felicità e salute. Tutto questo crea ulteriore scoraggiamento, mancanza di voglia di impegnarsi nello studio e, sempre più spesso, il relativo rifugio in una realtà virtuale, nei social network, che isolano i ragazzi ancora di più dal resto del mondo e dai concreti impegni quotidiani.Il compito più impegnativo oggi è dunque quello di riuscire ad aiutare i giovani a ritrovare fiducia e speranza nel futuro. Non è facile, se la disoccupazione è così elevata. La classe politica che ha governato nell’ultimo ventennio ha rubato alla mia generazione un futuro di cui i giovani devono cercare ora di riappropriarsi, attraverso una profonda (auto)riforma della stessa politica.Serve che la politica, come diceva Alcide De Gasperi (che mi piace ricordare a 70 anni dall’approvazione ed entrata in vigore della nostra Costituzione), guardi alle prossime generazioni e non solo alle prossime elezioni. Serve che la prossima legislatura sia una legislatura “costituente” per riformare il Paese, dando un netto taglio a privilegi, clientelismi e baronie.E allora in questo Paese si dovrebbe parlare molto di più di ricerca, perché la “fuga” dei cervelli resta il fenomeno migratorio simbolo. Mi sembra impossibile che non ci siano risorse per finanziarla, in modo dignitoso, garantendo assegni di ricerca che possano consentire il giusto sostentamento a chi è impegnato in questo ambito che tanti risultati ci ha gara ntito negli anni.Se vogliamo garantire un futuro a questo Paese, i giovani vanno concretamente persuasi a restare, vanno convinti che nella nostra Italia, che si conferma fra i Paesi al mondo con il più elevato tasso di anzianità, c’è ancora spazio per riconoscere e premiare la “meritocrazia”. Abbiamo professionalità che il mondo ci invidia, anzi si prende, e noi facciamo poco o nulla per trattenerle. (Carmelo Lentino)

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Nuovi limiti alle emissioni di CO2

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2011

Dopo il voto positivo del Parlamento europeo, con 534 voti a favore, 117 contrari e 15 astensioni, sulla relazione di Martin Callanan (ECR, UK), e una volta formalmente approvata anche dal Consiglio, la nuova legislazione completerà il quadro normativo comunitario aggiungendosi alle norme sulle emissioni dei veicoli per passeggeri di due anni fa. Lo scopo della normativa è innanzitutto di garantire una migliore qualità dell’aria e rispettare gli obiettivi di riduzione dell’impatto del cambiamento climatico, ma anche di incentivare la produzione di furgoni a basso consumo di carburante per aiutare le numerose piccole imprese che li utilizzano.
Le nuove regole si applicheranno a tutti i veicoli di nuova fabbricazione, entro le 3,5 tonnellate di peso, carico incluso. L’accordo prevede un limite di 175g di CO2 per km dal 2014, limite che diminuirà a 147g CO2/km dal 2020. I limiti esprimono la media di consumo fra tutto il parco auto del produttore, mentre le fabbriche che producono meno di 22.000 veicoli nuovi l’anno possono presentare domanda di deroga. Fabbricare un furgone con un’emissione minore di 50g CO2/km darà al produttore un “supercredito”, valido per un lasso di tempo limitato. Tale veicolo, infatti, conterà, per il calcolo della media come 3,5 veicoli per il periodo 2014-2015, 2,5 per il 2016 e infine 1,5 nel 2017, ultimo anno di validità del sistema di crediti. D’altro canto, i veicoli di nuova produzione che consumano più dei limiti imposti saranno soggetti a penalità fino a €95 per grammo dal 2019.

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A caccia di Grant in tutto il mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

«La Sissa dimostra di essere capace di trovare finanziamenti in tutto il mondo, grazie all’altissimo livello scientifico dei suoi docenti». Così il direttore Guido Martinelli commenta l’esito del bando internazionale indetto dal Governo della Federazione Russa per incentivare la ricerca universitaria coinvolgendo scienziati di prestigio a livello mondiale. A Boris Dubrovin, matematico della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, è stato infatti assegnato un grant di circa 2 milioni di euro (96 milioni di rubli) per coordinare un progetto di ricerca biennale sui metodi geometrici di fisica matematica presso la Lomonosov Moscow State University.
È uno dei soli tre matematici ad aver ottenuto un consistente finanziamento dal Ministero russo dell’Educazione e della Scienza nell’ambito del bando “Measures to attract leading scientist to Russian Educational Institutions”, finalizzato ad arruolare il top degli scienziati nel mondo per formare una nuova generazione di ricercatori.   «Sono stati finanziati 40 progetti di ricerca, dalla matematica all’astrofisica, dalla biologia all’information technologies – commenta Dubrovin –. Questa iniziativa vuole dare nuova linfa alla ricerca scientifica universitaria in Russia».
Dubrovin infatti è stato pioniere nel campo della geometria e i suoi studi sono stati determinanti per lo sviluppo della matematica, a partire dalle varietà di Frobenius da lui introdotte all’inizio degli anni ‘90. Autore di numerosi testi universitari, tradotti in russo, inglese, italiano, spagnolo e francese, Dubrovin affianca all’interesse per la ricerca in matematica pura l’impegno per la didattica: in questo momento è supervisor di quattro studenti che stanno proseguendo la formazione post-laurea, e negli anni ha ampiamente dimostrato uno spiccato talento nel coinvolgere nel suo lavoro giovani ricercatori. Tutti i suoi ex studenti hanno infatti intrapreso con successo la carriera accademica e proseguono nella ricerca in matematica.

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Ospedale “a misura di donna”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2009

Due “bollini rosa” all’Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina di Roma. La premiazione è avvenuta al Senato nel corso della presentazione ufficiale del progetto Ospedaledonna, promosso da O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna), giunto alla sua III edizione, che premia con i bollini rosa (da 1 a 3) gli ospedali attenti alle esigenze del mondo femminile. L’obiettivo non è solo quello di premiare le strutture che già attestano il loro impegno nei confronti delle malattie di genere, ma anche di incentivare le altre ad adeguarsi nel tempo ai parametri definiti dall’Osservatorio.  Altri 6 Ospedali romani sono stati premiati nel corso dell’incontro di stamane: l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata, gli Istituti Fisioterapici Ospedalieri (IFO), il Centro per la Salute della Donna e del Bambino, l’Ospedale Bambin Gesù, il Fabia Mater, la Casa di Cura European Ospital. Altri due sono del Lazio: gli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno, l’Ospedale P. Colombo di Velletri. Gli studi condotti da O.N.Da evidenziano una sanità “a misura di donna” sempre più diffusa in Italia. Con 5 milioni di ricoveri ogni anno – per un totale di 9 milioni di italiani – il mondo femminile rappresenta l’utenza maggiore dei servizi sanitari nel nostro paese.   Bene il Nord, Sud in recupero ed eccellenze anche nei centri italiani all’estero. Donne in posizioni apicali e personale infermieristico femminile fino al 90%  Sono 93 le strutture che quest’anno si sono aggiudicate i prestigiosi bollini rosa (su 103 candidate) e che si aggiungono alle 96 premiate nel bando 2008 e alle 44 del 2007, per un totale di oltre 230 ospedali “a misura di donna” sull’intero territorio nazionale.  La classifica è stata stilata da una apposita Commissione scientifica presieduta da Laura Pellegrini (Direttore Generale dell’Istituto Malattie Infettive Spallanzani di Roma), che ha ridefinito i requisiti per l’assegnazione dei bollini per una migliore selezione delle strutture: presenza da 1 a 3 unità operative per le malattie di genere, presenza femminile in posizioni dirigenziali con almeno 3 donne nel Comitato Etico e personale infermieristico prevalentemente femminile, produzione di pubblicazioni scientifiche su patologie femminili. Le strutture premiate verranno monitorate per verificare che i requisiti siano mantenuti e, per chi ha ottenuto meno di 3 bollini, migliorati per ottenerne 3. http://www.ondaosservatorio.it.

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