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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 155

Posts Tagged ‘incentivi fiscali’

Prestiti: il 31% di chi li chiede ha meno di 35 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

prestitiNell’ultimo anno gli italiani hanno fatto spesso ricorso al credito al consumo, anche, ma non solo, perché spinti dagli incentivi fiscali confermati dal governo e gli importi delle loro richieste sono aumentate, rispetto ai primi tre mesi del 2016 del 9,3%. Secondo i dati dell’Osservatorio congiunto condotto da Prestiti.it e Facile.it (https://www.facile.it/prestiti-personali.html) che ha analizzato un panel di oltre 34.000 richieste di finanziamento presentate fra il 1 gennaio ed il 30 marzo 2017, se nel primo trimestre 2016 chi cercava di ottenere un finanziamento puntava a poco più di 11.000 euro, oggi la richiesta media è appena inferiore ai 12.150 euro.
Fra le richieste di prestito personale per le quali il firmatario specifica anche la finalità di utilizzo, la fetta più consistente è rappresentata dal mondo della casa che, unendo i prestiti chiesti per ristrutturazione a quelli legati all’arredo arriva al 26,92% del totale. Secondo posto per il settore automobilistico; in questo caso l’acquisto di un veicolo, sia esso nuovo o usato, raccoglie il 23,10% del totale richieste. Terzo posto per il consolidamento dei debiti che, con il 19,02% del totale, supera di un soffio le richieste di liquidità (18,96%).
L’osservatorio ha evidenziato anche come, sempre rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno sia aumentato il tempo necessario a restituire i finanziamenti; oggi chi chiede un prestito mira a dilazionare il pagamento in 69 rate (poco meno di 6 anni), mentre erano 65 un anno fa.
Un dato estremamente interessante, fra quelli emersi dall’analisi, è relativo al profilo del richiedente; il 74% di chi compila le richieste è uomo, il 26% donna. Se fra i due sotto campioni l’età anagrafica non è troppo dissimile, saltano agli occhi invece importanti differenze sia in termini di stipendio medio, sia di importi che si cerca di ottenere; gli uomini che vogliono un prestito personale hanno uno stipendio mediamente superiore del 12% rispetto alle donne e questo gli consente di puntare a cifre superiori (12.600 euro per gli uomini, 10.855 euro per le donne).
Ancora più importante, in termini di lettura sociale del fenomeno, il dato legato all’età; la maggiore percentuale delle richieste, il 31,06% del totale è legato a consumatori che non hanno ancora compiuto i 35 anni; a seguire (30,83%) la fascia 35 – 45 anni e quella fra i 45 ed i 55 anni (21,16%)
«La richiesta di prestiti da parte dei giovani», ha spiegato Mario Parteli, responsabile Business Unit prestiti di Facile.it, «va intesa come un segnale di fiducia. I cresciuti livelli occupazionali li spingono a vedere il futuro in termini più rosei del passato e questo gli consente di non vivere con timore l’impegno di un prestito, soprattutto se legato ad elementi di indipendenza come la casa o un’auto di proprietà».
Analizzando i dati su base regionale, le cifre più cospicue sono state richieste in Trentino Alto Adige (con 13.428 euro), Basilicata (12.843) e Puglia (12.810), mentre la Liguria è quella in cui si registrano quelle più basse (11.259 euro). La Sardegna, con 72 rate, è la regione con i piani di restituzione più lunghi, Friuli Venezia Giulia e Liguria, con 66 mensilità, quelle in cui i prestiti durano di meno. (foto. prestiti)

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Decreto per rientro talenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

“Con il decreto attuativo del ministero dell’Economia, la nostra legge Controesodo diventa pienamente operativa. Da oggi i giovani italiani che desiderano tornare nel nostro Paese potranno fruire di una fiscalità agevolata”. Lo dichiara Guglielmo Vaccaro, deputato PD e ideatore della proposta di legge bipartisan “Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia” a firma Letta-Saglia approvata lo scorso dicembre, a margine della conferenza stampa di presentazione del decreto attuativo. “Si tratta – aggiunge – di un passo importante, con il quale il Parlamento manda un segnale concreto agli italians decidendo di investire sui giovani e, in particolare, su coloro che hanno scelto, o dovuto scegliere, un’esperienza formativa o lavorativa in un altro Paese. È soprattutto un atto concreto che affronta il problema dell’enorme migrazione giovanile, che, a nord come a sud, sottrae così tante energie al nostro Paese, e prova a trasformarla in un’opportunità”.
“Gli auspici – prosegue – sono positivi. La presenza, alla conferenza stampa di oggi, dell’Ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, ad esempio, che ha presentato i prodotti che la banca mette a disposizione di coloro che vorranno usufruire della legge, dimostra la solidità e la serietà dell’intero progetto. Non ci resta che aspettare di vedere come la mobilità di talenti e intelletti porterà in Italia stimoli e competenze nuove, indispensabili per fare ripartire la nostra economia, sapendo di aver contribuito inserire nell’asfittica agenda politica nazionale l’impegno per la mobilita’ dei talenti, per il contenimento del brain drain e l’incentivazione del brain gain nel nostro Paese”. “Sono certo – conclude – che in pochi mesi ci sarà un vero e proprio controesodo e tante nuove energie che sembravano perse arricchiranno l’Italia”. La legge 238, una delle pochissime ad iniziativa parlamentare di tutta la legislatura, è solo il primo passo del progetto Controesodo, ideato da TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta, e sostenuta dall’intergruppo per la sussidiarietà.

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Draghi su occupazione femminile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

“Non lasciamo cadere nel vuoto l’appello di Mario Draghi sull’occupazione delle donne. La voce autorevole di Bankitalia, riguardo le disuguaglianze tra generi sui luoghi di lavoro, dovrebbe portare tutti a considerare prioritaria la questione. Sarebbe opportuno mettere in campo azioni per invertire la tendenza che ci fa arretrare sempre di più nelle classifiche internazionali. Due proposte concrete che potrebbero aprire numerose opportunità sono già pronte e ne parliamo da mesi: incentivi fiscali per quanti assumono donne e detrazioni per le donne – specie se mamme – lavoratrici.
Nel medio periodo, invece, bisognerebbe pensare a una riforma seria dell’organizzazione del lavoro, che sappia valorizzare il lavoro per obiettivi e non per presenza, attraverso strumenti (ad esempio il telelavoro) che consentano una migliore conciliazione dei tempi di vita, non solo per le donne. Per tutte queste proposte le risorse non mancano: sono quelle risparmiate attraverso l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, di cui stiamo chiedendo conto a Tremonti, poiché ancora non abbiamo compreso come intenda utilizzarle.Se il Governo, così indebolito dalle elezioni amministrative, non è in grado di mettere in campo alcuna iniziativa, lasci rapidamente ad altri la responsabilità di affrontare la situazione economica del nostro Paese”. Così Alessia Mosca, deputato del Pd, segretario della Commissione Lavoro e vice presidente di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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Ceccuzzi (Pd): su il “Il decreto sugli incentivi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2009

“Governo e maggioranza devono spiegare perché hanno voluto escludere migliaia di imprese in grave difficoltà da incentivi fiscali come la deducibilità degli interessi passivi dall’Ires o l’esclusione temporanea dagli accertamenti condotti con studi di settore, data la natura di contoterzisti che, di fatto, preclude ogni eventuale intento di evasione”. Lo chiede il deputato del Partito democratico, Franco Ceccuzzi dopo l’approvazione del decreto sulle misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi da parte delle Commissioni Finanze e Attivita’ produttive della Camera dei Deputati e il respingimento degli emendamenti presentati dai deputati senesi del Partito democratico, Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni insieme ad altri parlamentari democratici.  “Le misure proposte dal Pd nelle Commissioni Finanze e Attività Produttive – aggiunge Ceccuzzi – erano indirizzate a valorizzare il Made in Italy e a sostenere le imprese che operano nei settori tessile, abbigliamento, pelletteria, calzature e cuoio. Gli emendamenti, in particolare, miravano a tutelare le realtà produttive che avessero registrato una perdita di almeno il 30 per cento di fatturato nel primo semestre del 2009, rispetto a quello dell’anno precedente. Pdl e Lega nord hanno votato contro agli emendamenti proposti dal Pd e dovranno assumersi la responsabilità di un decreto zoppo, che penalizza una parte importante del settore manifatturiero italiano”.  “Questi emendamenti – conclude Ceccuzzi – avrebbero potuto rappresentare un segnale di attenzione a tutto il comparto della pelletteria, la cui crisi si sta manifestando con particolare gravità nei Comuni di Piancastagnaio e di Abbadia San Salvatore, dove, attualmente, circa il 50 per cento delle 80 aziende presenti sul territorio e il 45 per cento degli 800 occupati, fra titolari e dipendenti, sono stati oggetto di sospensioni e ricorso alla cassa integrazione. La crisi rischia di aggravarsi nelle prossime settimane, con il rischio di chiusura di altre aziende contoterziste, quando diventeranno operative la maggior parte delle richieste di sospensione della produzione avanzate dalle imprese committenti”.

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Il decreto sugli incentivi

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2009

“Governo e maggioranza devono spiegare perché hanno voluto escludere migliaia di imprese in grave difficoltà da incentivi fiscali come la deducibilità degli interessi passivi dall’Ires o l’esclusione temporanea dagli accertamenti condotti con studi di settore, data la natura di contoterzisti che, di fatto, preclude ogni eventuale intento di evasione”. Lo chiede il deputato del Partito democratico, Franco Ceccuzzi dopo l’approvazione del decreto sulle misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi da parte delle Commissioni Finanze e Attivita’ produttive della Camera dei Deputati e il respingimento degli emendamenti presentati dai deputati senesi del Partito democratico, Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni insieme ad altri parlamentari democratici. “Le misure proposte dal Pd nelle Commissioni Finanze e Attività Produttive – aggiunge Ceccuzzi – erano indirizzate a valorizzare il Made in Italy e a sostenere le imprese che operano nei settori tessile, abbigliamento, pelletteria, calzature e cuoio. Gli emendamenti, in particolare, miravano a tutelare le realtà produttive che avessero registrato una perdita di almeno il 30 per cento di fatturato nel primo semestre del 2009, rispetto a quello dell’anno precedente. Pdl e Lega nord hanno votato contro agli emendamenti proposti dal Pd e dovranno assumersi la responsabilità di un decreto zoppo, che penalizza una parte importante del settore manifatturiero italiano”.

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