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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘incentivi’

Più incentivi ad una agricoltura sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Coniugare sostenibilità economica e ambientale è tra i primi obiettivi della transizione ecologica dell’agricoltura – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Affinché ciò avvenga, i coltivatori devono essere messi nelle condizioni di convertire i loro metodi di produzione attraverso incentivi e regole che riducano al minimo i rischi e massimizzino i vantaggi della scelta agroecologica. In caso contrario, come ha sottolineato la ministra Bellanova, il pericolo è l’abbandono dei terreni e un territorio sempre più fragile e in balia dei cambiamenti climatici.Nel suo ultimo intervento, la ministra per le Politiche agricole ha rinnovato il suo impegno per far sì che l’Europa allochi più risorse a favore dell’agricoltura, ponendo particolare enfasi sulla sostenibilità economica – prosegue Tiso. Crediamo che non possa esserci sostenibilità economica senza sostenibilità ambientale. Per comprenderlo basta allargare l‘orizzonte e valutare i possibili effetti sull’intera società di una svolta verde dell’agricoltura. Per questo la partita che si sta giocando in Europa sarà decisiva. In Italia, nel 2018, gli ettari di superfici coltivate a biologico hanno sfiorato i 2 milioni, con un incremento rispetto all’anno precedente di quasi il 3%. Si è inoltre registrata una crescita non solo in termini di superfici, ma anche di soggetti coinvolti nel settore. Nello stesso anno la superficie biologica coltivata in Italia equivaleva all’estensione della Puglia, ovvero al 15,5% del totale della superficie agricola utilizzata, contro una media nei Paesi Ue che si ferma al 7%. Sono numeri che delineano una chiara tendenza che va sostenuta con misure ad hoc. Siamo leader in Europa e vogliamo continuare ad esserlo.

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Decreto Agosto: incentivi a occupazione, crescita imprese e partite Iva. Nuove misure in arrivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

Sono allo studio del Governo nuove misure di sostegno a lavoro e imprese che saranno il cardine del cosiddetto Decreto Agosto, in corso di predisposizione. A presentarlo il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione oggi sul Piano nazionale di riforma (Pnr) alle commissioni Bilancio di Senato e Camera riunite a Montecitorio. Un provvedimento per il quale è stato chiesto uno scostamento di 25 miliardi di euro nel 2020 e che conterrà moltissime misure per cercare di favorire la ripresa del Paese.
«Il Governo» sono state le parole di Gualtieri «dovrà continuare a intervenire con misure più selettive che completino quelle prese finora e assicurino la crescita» anche perché «il contesto economico continua a essere interessato dalla debolezza della domanda, interna e soprattutto estera». Da qui la richiesta per un maggiore indebitamento, pari a 25 miliardi di euro per il 2020, con risorse che «verranno utilizzate per intervenire su occupazione, fisco e liquidità, enti territoriali, istruzione e altre misure settoriale e generali finalizzate alla crescita».
Nello specifico, per quanto riguarda il mercato del lavoro, allo studio c’è la proroga della Cassa integrazione di 18 settimane, che dovrà però essere resa «più selettiva». Allo studio ci sono da un lato interventi per spingere le imprese a far uscire i dipendenti dalla cassa integrazione e dall’altro si pensa a strumenti «di differenziazione e selezione della platea delle imprese, chiedendo a quelle che possono un contributo a tale istituto. La differenziazione sarà probabilmente basata sul diverso impatto della crisi sulle varie imprese». Quanto poi alle «misure a sostegno alle assunzioni», si tratta di interventi di fatto «in continuità con le misure attualmente in vigore» con incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato. Secondo quanto era trapelato ieri da alcune agenzie, si starebbe ragionando, sia per la cassa integrazione sia per le assunzioni, in termini di decontribuzione. Ma per ultimare le simulazioni si attende anche di capire gli impatti delle misure attualmente in vigore, nel caso ci siano risorse non utilizzate. Infine, c’è l’ipotesi della deroga alle norme sui contratti a termine e della proroga delle procedure semplificate per lo smart working nel privato.
L’altro capitolo è quello relativo al sostegno alla liquidità, che continuerà e che vedrà un sostegno «anche con misure di carattere fiscale: saranno riprogrammate le scadenze relative ai versamenti tributari e contributivi sospesi nella fase di emergenza, prevedendo la possibilità di rateizzare il debito fiscale su un orizzonte temporale definito in modo da assicurare che per il 2020 si riduca sensibilmente il peso dell’onere che altrimenti graverebbe su contribuenti in difficoltà. Per lo stesso obiettivo saranno ulteriormente differiti i termini per la ripresa della riscossione attualmente fissati al 31 agosto». Inoltre «siamo ragionando su una riscrittura sostanziale del calendario fiscale per le partite Iva che superi il sistema degli acconti».
Sostegno poi a enti locali e Regioni, non solo per riportare risorse alla sanità, ma anche per ristorare delle mancate entrate legate al lockdown. «Finora sono stati previsti interventi per 18,3 per le Regioni e oltre 12 per gli enti locali e nel prossimo decreto andremo ad integrarle. Saranno anche previste risorse per 5,5 miliardi destinate a investimenti». (by Francesca Giani fonte: Farmacista33)

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Incentivi sugli acquisti di veicoli ecologici, ampliamenti dal decreto rilancio convertito in legge

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Il decreto “rilancio”, nella sua versione iniziale e in quella convertita in Legge da pochi giorni, ha ampliato gli incentivi per l’acquisto di autoveicoli e motoveicoli a basse emissioni -elettrici od ibridi- introdotti nel 2019 e fruibili fino a tutto il 2021.
Non solo più fondi (100 milioni di euro per il 2020 e 200 milioni di euro per il 2021) ma anche incentivi aggiuntivi per gli acquisti effettuati nel periodo Agosto-Dicembre 2020 con coinvolgimento anche di veicoli con emissioni di CO2 fino a 110 g/Km (fondi dedicati 50 milioni di euro). Per i veicoli a due/tre ruote e minicar, elettrici o ibridi, incentivi del 30% o 40% sul prezzo a seconda che venga o meno consegnato un usato.

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Unc: dati shock, servono incentivi per i consumi

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Secondo la bozza del Def, nel 2020 i consumi dovrebbero registrare un calo del 7,2%.”Dati shock. Per fare in modo che, alla riapertura dei negozi, ci sia subito un consistente rimbalzo dei consumi, che potrebbe ridare fiato anche ai commercianti in difficoltà, servono incentivi per gli acquisti, così da invogliare le famiglie che se lo possono permettere a mettere subito mano al portafoglio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Oltre ai classici incentivi statali già utilizzati in passato, dai bonus per l’acquisto di auto alle detrazioni fiscali per l’acquisto di elettrodomestici, proponiamo anche un mese di sconti Iva per tutti i settori maggiormente in crisi, come quello turistico” prosegue Dona.”Si potrebbe immaginare una riduzione temporanea dell’Iva prevista dal 22 al 10%, o addirittura l’esenzione, così da ottenere uno sconto sui prodotti ed i servizi offerti al consumatore, invogliandoli all’acquisto, come avviene durante il periodo dei saldi, senza gravare però sugli introiti delle imprese. Uno sconto, insomma, a carico dello Stato, valevole per un periodo almeno pari ad un mese” conclude Dona.

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Più incentivi per lavoro nei campi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

Servono maggiori incentivi per trovare la manodopera indispensabile all’agricoltura e salvare le produzioni stagionali – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Mentre per i percettori di reddito di cittadinanza si sta aprendo la possibilità di prestare la loro opera nei campi, bisogna fare in modo che quanti si renderanno disponibili non siano in alcun modo penalizzati. Per reclutare quante più persone possibile, l’offerta deve infatti essere appetibile. In caso contrario, si rischia un fallimento che pagherebbe non solo l’agricoltura ma l’intero Paese.Altri Paesi europei come la Spagna si sono già mossi in questa direzione, permettendo ai disoccupati di guadagnare un reddito ulteriore senza perdere il beneficio che già ricevono – continua Tiso. Si tratta di misure eccezionali, destinate a restare in vigore per un arco di tempo limitato, ma quanto mai necessarie per rispondere a un’emergenza che non ha precedenti. E’ il momento di tutelare i settori fondamentali che continuano a lavorare, permettendo al Paese di evitare una crisi ancor più profonda. Tutti i disoccupati, anche i percettori di Naspi, dovrebbero essere messi nelle condizioni di dare il loro contributo al settore primario. Per questo sono essenziali procedure semplificate e un sistema di incontro tra domanda e offerta che si avvalga di piattaforme telematiche, oltre che degli ordinari servizi dei Centri per l’impiego. Anche la sanatoria dei migranti irregolari può contribuire a superare l’emergenza e avrebbe, al tempo stesso, il merito di privare mafie e caporali di uno strumento di ricatto nei confronti dei lavoratori stranieri.

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Regione incentivi uso bici

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Milano. “Per la fase 2 è necessario investire anche sulla mobilità su bici elettrica, è un mezzo che consente di tenere le distanze ed è perfetta per la riduzione dell’affollamento dei mezzi pubblici.Purtroppo in trenta pagine di risoluzione, attualmente in discussione in Regione Lombardia, il centrodestra non si è preoccupato di inserire nemmeno una riga sul tema tanto che ho presentato nei giorni scorsi un emendamento. La bici piace anche all’ambiente, all’aria che respiriamo, alla salute e oggi anche al Comune ed al Sindaco di Milano, quindi mi auguro che l’emendamento passi. Non possiamo pensare che l’auto o il distanziamento sui mezzi pubblici siano le uniche soluzione idonea per la riapertura delle attività”, così Nicola di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, che ha depositato un emendamento (in allegato) che chiede di aggiungere alla risoluzione sulle misure per far fronte al Covid-19 l’impegno della Lombardia per “incentivare forme di mobilità dolce (es bici elettrica) previa verifica dei percorsi abituali, con bandi per cofinanziare l’acquisto delle bici rivolti prevalentemente a pendolari della prima cintura dei comuni dellarea metropolitana di Milano e Milano, nonché degli altri capoluoghi di provincia caratterizzati da gravi situazioni di congestionamento da traffico”.

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Coronavirus: incentivi ai medici e norme straordinarie

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

Soldi in più, norme straordinarie e incentivi ai medici. Così il Governo, con il maxi-decreto “Cura-Italia” che è stato approvato in Consiglio dei ministri, soccorre il Sistema sanitario nazionale allo stremo per l’emergenza coronavirus. Nel decreto sono previsti soldi in più, oltre 1,1 miliardi aggiuntivi per i fabbisogni sanitari e 1,5 miliardi direttamente per la Protezione civile) e il coinvolgimento di tutte le forze a disposizione sia pubbliche sia private, a partire dai medici e dai militari ma facendo ricorso anche a cliniche e alberghi. Ecco i principali contenuti del capitolo sanità, il primo del decreto che va dal potenziamento della distribuzione dei presidi sanitari, le mascherine, all’arruolamento di medici e infermieri militari, fino all’inevitabile aumento su base regionale dei posti letto in terapia intensiva.Ecco in sintesi le misure:
– CLINICHE PRIVATE COME OSPEDALI: le strutture sanitarie private, accreditate e non, devono mettere a disposizione il loro personale sanitario, i locali e le apparecchiature. Le prestazioni saranno remunerate dalle Regioni con una somma di denaro a titolo di indennità.
– ALBERGHI REQUISITI PER LE QUARANTENE: Il commissario a Capo della Protezione Civile può disporre la requisizione di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, necessari per fronteggiare l’emergenza. Il Prefetto può disporre la requisizione anche di alberghi per ospitare chi è in isolamento.
– MAXI-STRAORDINARI PER MEDICI E INFERMIERI: aumenta il valore orario delle prestazioni straordinarie svolte dal personale sanitario direttamente impiegato nella lotta al COVID-19. Lo stanziamento è di 15 milioni. E’ inoltre possibile mantenere in servizio il personale che ha raggiunto i requisiti per la pensione.
– REGIONI LIBERE DA REGOLE E TETTI: Regioni e province autonome potranno stipulare contratti per prestazioni sanitarie in deroga ai limiti di spesa. Possono inoltre attivare, in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee sia all’interno che all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, o di altri luoghi idonei, per la gestione dell’emergenza.
– CHIAMA PER MEDICI MILITARI: I presidi sanitari straordinari riguardano anche il servizio sanitario militare. Il personale medico e infermieristico militare cresce di 120 medici e 200 infermieri, attraverso l’arruolamento straordinario e temporaneo, con una ferma eccezionale di un anno.
– PIU’ MASCHERINE: Sarà consentito produrle in deroga alle norme vigenti. Basterà un’autocertificazione delle aziende all’Istituto superiore di sanità in cui si garantiscano i requisiti di sicurezza. L’Iss avrà due giorni per dare il via libera. Sono confermati gli incentivi a fondo perduto alle imprese che già le producono e vengono stanziati 50 milioni da distribuire alle aziende per l’acquisto di guanti e mascherine da fornire ai lavoratori.
– PIU’ FONDI ALLE FORZE DELL’ORDINE: Il ministero dell’Interno stanzia 58 milioni per straordinari e le spese igienico-sanitarie e si calcolano “prudenzialmente in 4.000 unità il contingente delle Forze di Polizia” impiegate “nelle attività di ordine pubblico, controllo del territorio e pubblico soccorso riconnesse all’emergenza epidemiologica”.

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Detrazioni fiscali sulla casa e non: conferme e novità per il 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

Per il 2020 sono state confermate le detrazioni fiscali sugli interventi edilizi, sia quella del 65% sugli interventi di riqualificazione energetica -e le altre collegate- sia quella del 50% sulle ristrutturazioni edilizie, come anche il BONUS MOBILI e il BONUS VERDE.
Immutate anche le detrazioni, in ambito “immobili”, per gli interessi sui mutui i canoni di affitto e le provvigioni degli agenti immobiliari e quelle in ambito familiare relative ad oneri di vario genere. Novità assoluta per il 2020 è il cosiddetto BONUS FACCIATE, una detrazione del 90% delle spese sostenute per il recupero o restauro delle facciate esterne degli edifici fruibile anche solo per lavori di pulitura e tinteggiatura senza tetto limitativo. Si aggiungono anche due limitazioni alla fruizione delle detrazioni per oneri. La prima riguarda il reddito complessivo, e prevede che sopra una certa soglia -120.000 euro senza considerare la prima casa- le detrazioni non possono essere applicate nella loro misura intera ma in misura ridotta. Fanno eccezione le detrazioni degli interessi passivi sui mutui e quelle delle spese sanitarie.La seconda riguarda le modalità con cui vengono pagate le spese. In pratica dal 2020 non possono essere detratte dal reddito le spese pagate per contanti, ma solo quelle per le quali vengono utilizzati mezzi tracciabili, dal bonifico alla carta di credito. Fanno eccezione l’acquisto di farmaci e i pagamenti delle prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al SSN. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Incentivi acquisto auto e moto ecologiche: novità 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

Gli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi a due/tre ruote e minicar sono stati estesi al 2020 con dotazione di 8 milioni di euro dal decreto cosiddetto “milleproroghe”. Si ricorda che a fronte dell’acquisto di un veicolo nuovo è fruibile una riduzione sul prezzo di vendita del 30% -per massimo 3.000 euro- concessa dal venditore sotto forma di sconto. Per fruirne è necessario rottamare un usato della stessa categoria Euro 0,1,2 oppure 3. Per quanto riguarda gli acquisti di autoveicoli elettrici o ibridi gli incentivi sono stati già stanziati fino a fine 2021 e il milleproroghe è intervenuto solo per inserire tra gli usati rottamabili gli euro zero. In questo caso gli incentivi, sempre anticipati dai venditori, variano da 1.500 a 6.000 euro a seconda del livello di emissioni di CO2 del veicolo e della consegna o meno di un usato da rottamare. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Incentivi 2020 per singoli e famiglie: scheda pratica

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Per il 2020 sono usufruibili quasi tutte le agevolazioni degli anni passati, con alcune novità. Come al solito vi sono quelle finanziate da normative precedenti, e altre introdotte o riconfermate da vari decreti emessi nel corso del 2019 (decreto clima e decreto fiscale) ma soprattutto dall’ultima Legge di Bilancio.
Tra le novità la CARTA GIOVANI NAZIONALE destinata a cittadini di età compresa tra i 18 e i 35 anni per promuoverne l’accesso ai beni e ai servizi e il fondo per l’acquisto di SOSTITUTI DEL LATTE MATERNO, finanziato con 2 milioni di euro per il 2020 e 5 milioni di euro per gli anni dal 2021 in poi. In corso di attivazione, nell’ambito mutui e finanziamenti, la possibilità di chiedere una sospensione delle rate da parte delle DONNE VITTIME DI VIOLENZA.
Per quanto riguarda invece la rottamazione di vecchie auto e moto, introdotto un BUONO MOBILITÀ spendibile per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico.
Introdotto anche il BONUS SULLA TASSA DEI RIFIUTI (TARI) che sarà regolato dall’ARERA con criteri analoghi a quelli già in essere per i bonus sulle bollette dell’elettricità del gas e dell’acqua.
Rifinanziato il REDDITO DI CITTADINANZA, confermate sia la CARTA ACQUISTI che la CARTA FAMIGLIA per le famiglie numerose, rifinanziata fino al 2021.Incrementati tra questo e l’anno passato anche il il fondo a favore delle persone che assistono un familiare non autosufficiente (detti “CAREGIVER FAMILIARI”), fino al 2021, e il “Fondo per l’assistenza disabili gravi privi del sostegno familiare” (2 milioni di euro per il 2020).Riconfermato anche il BONUS BEBE’ con 348 milioni di euro per l’anno 2020 e 410 milioni di euro per l’anno 2021 e ancora attivi sia il PREMIO NASCITA UNA TANTUM che il BONUS ASILI NIDO per famiglie con bambini nati dal 2016 affetti da gravi patologie croniche.Esteso ai diciottenni del 2020 il cosiddetto BONUS 18ENNI o BONUS CULTURA, il borsellino elettronico utilizzabile per attività culturali.
Per quanto riguarda i mutui ancora possibile ottenere la SOSPENSIONE DELLE RATE a determinate condizioni. Sempre nell’ambito “finanziamenti” è attivo dal 2019 il FONDO SOSTEGNO ALLA NATALITÀ, introdotto al posto del vecchio “Fondo credito nuovi nati” per fornire garanzie di Stato al credito concesso a famiglie che fanno o adottano figli e finanziato fino al 2021.
Il FONDO GARANZIA PRIMA CASA istituito nel 2014 è stato rifinanziato e continua ad operare il cosiddetto PLAFOND CASA con agevolazioni decise dalle banche che aderiscono volontariamente.Per i fondi affitti gestiti localmente dai Comuni sono sempre attivi quello destinato specificamente agli inquilini morosi (cosiddetta morosità incolpevole) e il “Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione” relativo in generale a situazioni di difficoltà degli inquilini.Infine, rinnovati come sempre anche i bonus sulle bollette di elettricità, gas e acqua con una nuova soglia Isee che include un maggior numero di famiglie. Si fa presente che ancora per il 2020 questi bonus sono fruibili SU RICHIESTA, ma dal 2021 dovrebbe scattarne l’automaticità.Tutti i dettagli sulla scheda pratica Incentivi 2020: agevolazioni e bonus per gli individui e le famiglie: https://sosonline.aduc.it/scheda/incentivi+2020+agevolazioni+bonus+individui_30501.php (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Nuovo programma di incentivi per la ricerca e l’innovazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Milano, Assolombarda, Auditorium Gio Ponti, via Pantano 9. I temi trattati durante il workshop saranno i cambiamenti introdotti con il nuovo programma quadro, a partire dalle novità del concetto di “Missione” e dell’European Innovation Council (EIC) Accelerator, incentivo già operativo e che da settembre 2019 ha sostituito lo Sme Instrument. Un focus particolare sarà dato al nuovo programma InvestEU, strumento finanziario per la crescita delle imprese europee.
Programma 14.00 – Registrazione dei partecipanti
14.30 Introduzione ai temi della giornata Vittorio Biondi – Direttore Settore Politiche Industriali e Competitività del Territorio di Assolombarda Massimo Gaudina – Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea
15.00 La ricerca e l’innovazione come driver della politica industriale europea Matteo Borsani – Direttore Delegazione Confindustria presso UE
15.20 Da Horizon 2020 a Horizon Europe: cosa cambia per le imprese? Focus sulle opportunità nei settori dell’energia, della mobilità sostenibile e cambiamento climatico Andrea Gentili – Vice capo unità Low emission future industries – DG Research and Innovation – Commissione europea
16.00 European Innovation Council Pilot – le novità per le imprese e le differenze rispetto allo SME InstrumentAntonio Carbone – Capo dipartimento innovazione APRE
16.30 Il nuovo strumento finanziario per la crescita delle imprese europee: fondo InvestEURiccardo Aguglia – Policy Expert on SME financing – DG ECFIN Financing of innovation, competitiveness and employment policies – Commissione europea
17.00 Dibattito. Modera Leonardo Pinna – Delegazione Confindustria presso UE

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Clima: l’Italia spende più di 19 miliardi di euro in incentivi ambientalmente dannosi

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Clima e ambiente non sono mai state, se non in rare eccezioni, delle priorità per il nostro Paese, e lo dimostra anche il fatto che nel 2017 i sussidi ambientalmente dannosi sono aumentati rispetto all’anno precedente.Lo stima il Ministero dell’Ambiente, che ha recentemente pubblicato sul proprio sito il nuovo “Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli” uscito con oltre un anno di ritardo. Secondo i ricercatori, nel 2017 i sussidi “ambientalmente dannosi” hanno raggiunto quota 19,3 miliardi, di cui ben 16,8 miliardi destinati al settore fossile. Al contrario, i sussidi favorevoli all’ambiente sono 15,2 miliardi, mentre quelli “neutri” ammontano a quota 6,5 miliardi.Secondo la scorsa edizione del report, nel 2016 i sussidi ambientalmente dannosi erano stimati a 16,16 miliardi di euro: questo significa che l’Italia ha speso oltre 3 miliardi di euro in più per sostenere attività dannose per l’ambiente, al netto dei sussidi volti a ridurre l’impatto ambientale della nostra economia – rimasti sostanzialmente stabili.“Seppur con molto ritardo, abbiamo finalmente a disposizione il Catalogo preparato dal Ministero dell’Ambiente. L’ordine di grandezza della quantità dei sussidi
ambientalmente dannosi e in particolare di quelli destinati a sostenere i fossili era peraltro già nota e non c’è stata alcuna sorpresa ¬ dichiara il Vicepresidente di Kyoto Club Francesco Ferrante ¬ Ora però davvero non ci sono più scuse: è venuto il momento delle scelte politiche. Si sa tutto, si tratta di muoversi con decisione e fermezza verso un’economia low carbon, che seppur con la gradualità e l’attenzione necessaria alle sue implicazioni sociali, preveda la riduzione e infine l’eliminazione di tutti questi sussidi in modo da liberare risorse per detassare il lavoro e le imprese e sostenere davvero un’economia innovativa, circolare e densa di futuro”

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Codici: per rilanciare il turismo servono condivisione e incentivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

L’Associazione Codici ha preso parte questa mattina all’audizione presso la Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sul disegno di legge del Governo in materia di turismo.“Il quadro normativo che abbiamo di fronte è alquanto frastagliato – dichiara l’Avvocato di Codici Carmine Laurenzano, intervenuto in audizione – sarebbe opportuno valutare se non sia il caso di ricondurre la materia nell’ambito della competenza legislativa concorrente Stato-Regioni, attraverso una revisione dell’articolo 117 della Costituzione, considerando le implicazioni trasversali e la connessione con altre tematiche di competenza esclusiva statale. Le normative regionali potrebbero portare, come già si è verificato in passato, a sostanziali differenze tra le qualificazioni delle strutture turistiche, i loro requisiti ed i criteri di identificazione, con il rischio di indurre in confusione il consumatore/utente tra definizioni e livelli di qualità. Auspichiamo un’attività promozionale unitaria, che contrasti la frammentazione dell’offerta turistica, e la predisposizione, a livello centrale, di un quadro programmatico unitario. Il tutto – continua Laurenzano – accompagnato dalla semplificazione amministrativa per gli adempimenti burocratici, ad esempio con la creazione di strutture centralizzate sovracomunali nel caso di investimenti importanti che coinvolgono più interessi e territori, perché la frammentazione delle competenze, aggiunta a quella del territorio nazionale in piccoli o piccolissimi Enti, rischia di pregiudicare l’appetibilità di investimenti”.Un quadro normativo più chiaro, basato sulla condivisione tra gli Enti e su una burocrazia semplice e veloce. Questa, secondo Codici, è una delle strade da seguire per rilanciare il turismo, ma non l’unica. “Il turismo rappresenta circa il 12% del Pil, con circa il 15% degli occupati su base nazionale – sottolinea l’Avvocato Laurenzano – parliamo quindi di un settore importantissimo per il Paese, che per essere rilanciato necessita anche di incentivi e sgravi, anche del lavoro occasionale ed intermittente, del sostegno delle aree di crisi, del coordinamento e della programmazione unitari degli Enti preposti e dell’implementazione delle piattaforme tecnologiche che fanno da intermediazione tra domanda e offerta turistica”.

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Legge sugli Incentivi per la Manutenzione di aree verdi da parte dei Cittadini

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

Roma. Legambiente, scrive alla I commissione del Consiglio Regionale del Lazio, per chiedere di non abrogare l’art.16 della legge regionale 9/2017 che istituiva incentivi per la manutenzione di aree verdi da parte dei cittadini. L’abrogazione di questi incentivi, verrebbe con l’iter della proposta di legge 128 dell’8 marzo 2019 dal titolo -Promozione dell’amministrazione condivisa dei Beni Comuni. “Abrogare gli incentivi per la manutenzione delle aree verdi da parte dei cittadini sarebbe una scelta completamente sbagliata – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – vorrebbe dire fermare uno strumento di sostegno al volontariato che da un lato ha trovato molto favore tra comuni, enti parco e associazioni e dell’altro che garantisce maggior cura di parchi e aree verdi, una legge efficace, apprezzata, diretta, con un iter funzionante e rodato. Ma perché abrogare una cosa che ha funzionato? Che senso ha? La nuova proposta di legge sulla gestione dei beni comuni sarà buona se andrà ad aggiungersi a quanto di buono già esiste; non sarà di certo una buona legge se invece sostituirà uno strumento che sta funzionando bene e che ha fatto del bene, captandone peraltro le risorse economiche”. Legambiente, inviando osservazioni alla proposta di legge 128, ha chiesto che venga eliminata dal testo in discussione, all’art. 10 l’intera lettera b) del comma 1, dove si propone l’abrogazione dell’art.16 della Legge Regionale 9 del 14 agosto 2017 – Incentivi per la manutenzione di aree verdi da parte dei cittadini. Con i contributi del verde la Regione ha sostenuto e reso possibile la cura di 48 aree verdi del Lazio, altre 52 aspettano lo sblocco dei fondi per essere finanziate e una seconda annualità di progettazioni già vengono presentate.
“Gli incentivi per la manutenzione del verde sono nati con la finalità di aiutare Comuni ed Enti Parco, nella cura delle aree verdi in un contesto generale di scarsità di risorse, consolidando o facendo nascere rapporti con associazioni di volontariato, pro-loco, comitati di quartiere, centri anziani attivi sul territorio, creando socialità, coesione e praticando la sussidiarietà. Le aree verdi, che in alcuni casi potrebbero anche rientrare in un albo dei beni comuni, hanno, indipendentemente da ciò, la necessità di essere manutenute e con l’art. 16 questo è stato possibile – conclude Scacchi -. Chiediamo alla Regione di non abrogare una buona norma e continuare a sostenere i volontari che curano aree verdi, come quelle di Roma che ne hanno peraltro estremo bisogno”.

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Bonus occupazione, tra incentivi in vigore e misure in stand-by

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 gennaio 2019

Bonus occupazione, tra incentivi già in vigore e misure in stand-by Il tema dell’occupazione è tra quelli centrali del dibattito politico e anche le misure in discussione in questi giorni di pensione Quota 100 e Reddito di cittadinanza dovrebbero portare qualche sviluppo al riguardo. Negli ultimi tempi, diversi sono stati gli interventi che hanno cercato di dare uno slancio alla creazione di nuovi posti di lavoro, in particolare verso giovani, ma alcune di queste misure, come per esempio quella contenuta nella Legge Dignità, non sono ancora operative a causa della mancanza di alcuni passaggi normativi. Vale la pena allora fare un punto tra quanto è in vigore e quanto invece è in stand-by. Un primo incentivo è quello che era stato introdotto dalla legge Bilancio 2018 che aveva reso permanente il bonus per assunzioni a tempo indeterminato a tutele crescenti per favorire l’occupazione giovanile. Un provvedimento stabile indirizzato agli under 30 ma che per tutto il 2018 era stato esteso agli under 35. La legge Dignità, come si ricorderà, aveva previsto il rinnovo dell’estensione agli under 35 anche per il 2019 e il 2020, ma al momento perché l’applicazione possa essere operativa, manca all’appello il decreto attuativo, che probabilmente dovrà anche prevedere un raccordo tra le due misure. Nel dispositivo, infatti, è previsto che «le modalità di fruizione dell’esonero siano stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione».
A ogni modo, quanto ai contenuti, come si legge nella legge Bilancio 2018, la misura è destinata «ai datori di lavoro privati che, a decorrere dal primo gennaio 2018, assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti»: a essere «riconosciuto, per un periodo massimo di trentasei mesi, è l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali complessivi (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail), nel limite massimo di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche». A parte il riferimento all’età, di cui abbiamo detto, l’esonero spetta in occasione della «prima assunzione» per coloro che «non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro. Non sono ostativi al riconoscimento dell’esonero gli eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporto a tempo indeterminato». Nel caso in cui per un lavoratore l’esonero sia stato solo parzialmente fruito, in occasione di una nuova assunzione a tempo indeterminato con altri datori di lavoro, «il beneficio eÌ riconosciuto agli stessi datori per il periodo residuo utile alla piena fruizione, indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore alla data delle nuove assunzioni». In ogni caso, «l’esonero contributivo spetta ai datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, non abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi, nella medesima unità produttiva». In caso di applicazione piena, il contributo può quindi pari a 9 mila per tre anni. Anche nella legge Bilancio 2019 ci sono varie novità e misure in tema di assunzioni a tempo indeterminato, tra cui il Bonus Eccellenze, destinato a neolaureati «entro la durata legale del corso di studi e prima del compimento del trentesimo anno di età» con «votazione di 110 e lode e una media ponderata di almeno 108/110» o a chi è in «possesso di un dottorato di ricerca conseguito prima del compimento del trentaquattresimo anno di età», entrambi ottenuti nel «periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019». Vale anche in caso di tempo parziale e per la trasformazione di un contratto da tempo determinato in indeterminato. Si prevede un «esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail), per un periodo massimo di dodici mesi decorrenti dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.000 euro per ogni assunzione effettuata. Per la fruizione sarà necessaria una circolare Inps. Prorogato poi il Bonus Sud. (Francesca Giani by Farmacista33)

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“Si profila all’orizzonte la fine del ciclo economico”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

A cura di Adrian Hilton, Head of Global Rates and Currency (Responsabile Tassi Globali e Valute) di Columbia Threadneedle Investments. La maggiore sorpresa del 2018 è giunta dal ciclo economico, che si è rivelato più resistente e protratto di quanto prevedevamo. Gli sgravi fiscali del Presidente Trump hanno alimentato la fiducia dei consumatori e sostenuto i consumi, ma la spesa per investimenti delle aziende ha reagito in misura inferiore al previsto ai maggiori incentivi agli investimenti forniti dalla riforma fiscale.Per contro, gli sviluppi economici nel resto del mondo si sono rivelati deludenti. In Europa, le spiegazioni addotte per la crescita fiacca sono mutate nel corso dell’anno, ma sembra sempre più chiaro che la causa principale sia da ricercarsi nel calo della domanda esterna, non ultimo di quella cinese, dovuto all’esaurirsi dell’effetto di precedenti misure di stimolo.Si direbbe proprio che il ciclo stia per concludersi. Gli Stati Uniti beneficiano da qualche tempo di condizioni finanziarie favorevoli e, più di recente, di vantaggi fiscali, ma molti di questi fattori appaiono in procinto di cambiare. I mercati azionari continuano a scontare un certo ottimismo, anche se in misura inferiore dopo le turbolenze di ottobre e novembre 2018.Se ci troviamo davvero alla fine del ciclo, l’evolversi degli eventi appare diverso dal passato. Generalmente ci aspetteremmo la comparsa di pressioni inflazionistiche in risposta alla saturazione dei mercati del lavoro e alle limitazioni della capacità produttiva. In tale situazione, la Federal Reserve statunitense inasprirebbe la politica monetaria fino ad adottare un orientamento restrittivo per evitare il disancoraggio delle aspettative d’inflazione. Eppure, malgrado la crescita superiore alla media, l’inflazione non ha esibito una significativa accelerazione. Di conseguenza, la Fed non si è vista ancora veramente costretta ad alzare i tassi d’interesse, nemmeno per portarli ai livelli ritenuti ‘neutri’ dallo stesso istituto centrale.È possibile che il ciclo stia terminando, ma in maniera più graduale che in passato. Una possibile spiegazione di questa evoluzione anomala è che la risposta dell’inflazione al ridursi della capacità inutilizzata interna è inferiore alla media storica, per cui le autorità non hanno dovuto inasprire la politica monetaria in maniera particolarmente aggressiva. Ciò rappresenterebbe una buona notizia per gli attivi, in quanto le valutazioni potrebbero scendere lentamente senza che si abbia un inasprimento destabilizzante delle condizioni finanziarie.
Una potenziale fonte di volatilità nel 2019 potrebbe essere costituita da un rallentamento più sincronizzato e profondo della crescita globale. Se ciò avvenisse, i meccanismi di protezione contro una recessione potrebbero rivelarsi meno efficaci che in passato. Non arrivo a predire una crisi, ma se invece di una correzione graduale si avrà un atterraggio brusco, i rischi sono maggiori di quelli insiti in cicli più ‘normali’. Non è chiaro quali aree del globo dispongano ancora della flessibilità politica necessaria per contrastare una riduzione generalizzata dei livelli di indebitamento.Gli Stati Uniti potrebbero allentare nuovamente la propria politica monetaria, ma non è detto che dispongano ancora dello spazio di manovra necessario per una risposta fiscale significativa, data la natura prociclica del loro stimolo più recente. Inoltre, i livelli di debito cinese potrebbero non consentire alla Cina di adottare manovre di stimolo analoghe a quelle effettuate durante precedenti rallentamenti. L’altro cuscinetto potrebbe essere costituito dall’Europa che, a differenza degli Stati Uniti, gode di ampi avanzi delle partite correnti. È difficile tuttavia immaginare che ci sia la volontà politica per coordinare un’espansione fiscale; inoltre la BCE non dispone di ampia flessibilità in ambito di politica monetaria.
I fondamentali dell’area euro appaiono discretamente robusti. Le condizioni sui mercati del lavoro stanno migliorando, l’occupazione ha esibito buoni livelli di crescita e i salari sono finalmente in aumento. Le condizioni di finanziamento sono ancora relativamente rilassate nell’Eurozona e l’indebitamento dell’intera economia resta contenuto. Le limitazioni della capacità produttiva dovrebbero esercitare ulteriori pressioni al rialzo sui salari, facendo aumentare anche gli investimenti in conto capitale. La BCE intende iniziare a normalizzare la propria politica monetaria, ma l’Europa è esposta a rischi provenienti da fonti sia interne che esterne. L’accentuarsi del rallentamento cinese e l’ulteriore deteriorarsi del commercio internazionale potrebbero costituire una minaccia, data la crescente dipendenza dell’Eurozona dalle esportazioni negli ultimi anni. Lo scontro tra l’Italia e la Commissione europea innervosisce, a ragione, i mercati. La Brexit rappresenta un’ulteriore fonte di incertezza.Per il Regno Unito, molto dipenderà da come si configurerà la futura relazione commerciale con l’UE e quali saranno i rispettivi impatti sull’economia, sia sul lato della domanda che su quello dell’offerta. È difficile che gli attivi a reddito fisso britannici imbocchino una direzione precisa fino a che non comprenderemo la natura dello shock.
Quali sono le implicazioni di queste incertezze per i rendimenti obbligazionari? Riteniamo che la crescita statunitense abbia raggiunto il picco, per cui ci attendiamo rendimenti più bassi durante il 2019, anche se non di molto, se si eviterà una recessione. In tale contesto, la normalizzazione del bilancio della Fed e l’evoluzione della politica monetaria altrove potrebbero incidere positivamente sui premi a termine, che sono stati molto ridotti su tutti i mercati dei titoli di Stato.Molto dipende da un’eventuale accelerazione o meno dell’inflazione. Se negli Stati Uniti il rapporto tra limitazioni della capacità produttiva e inflazione si normalizzerà, la Fed potrebbe dover inasprire la politica monetaria più del previsto. In tal caso, il ciclo economico potrebbe estendersi ulteriormente, ma potrebbe poi terminare in modo più brusco.

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Legge bilancio: via libera a incentivi auto elettriche

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

“Il via libera di un emendamento alla legge di Bilancio che prevede agevolazioni per chi acquisterà e immatricolerà in Italia un’autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano, è un fatto positivo. Fratelli d’Italia aveva già presentato nel decreto fiscale un emendamento in tal senso, e quindi non possiamo che salutare favorevolmente una simile misura, che oltre a contribuire al rinnovamento del parco automobilistico, con riflessi positivi sull’ambiente, consentirà anche di incentivare un mercato in grossa difficoltà. Non siamo però d’accordo sulla previsione, sempre nello stesso emendamento, di tassare e punire chi invece acquisterà un’auto non ecologica. Una misura che rischia di colpire coloro che, non avendone le possibilità economiche, saranno costretti a comprare un’automobile meno performante. Una logica che noi, da sempre a sostegno della riduzione della pressione fiscale, non possiamo accettare. Così come non possiamo accettare un modo di lavorare quanto meno stravagante della maggioranza che, da un lato, tende a bocciare i nostri emendamenti e, dall’altro, si dimostra pronta a presentarne di simili, approvandoli. Come accaduto in questo ultimo caso. Peccato, però, perchè se in questo specifico caso la maggioranza ci avesse dato ascolto, appoggiando il nostro emendamento, gli incentivi sarebbero già in vigore, visto che il dl è stato approvato in via definitiva”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Dibattito su flessibilità, forme contrattuali e incentivi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

Roma Giovedì 14 Dicembre 2017, ore 15:00 Dipartimento di Economia , Aula 10 Via Silvio D’Amico 77Dibattito su flessibilità, forme contrattuali e incentivi Intervengono: Pietro Ichino Senato della Repubblica – Università statale di Milano, Paolo Manasse Università di Bologna Paola Potestio Università Roma Tre, Giorgio Santini Senato della Repubblica.

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Incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari

Posted by fidest press agency su martedì, 5 settembre 2017

pubblicitàAl via sulla stampa quotidiana e periodica la campagna della FIEG per informare imprese e lavoratori autonomi degli incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari incrementali su giornali e riviste, introdotti dall’articolo 57-bis del Decreto legge n. 50/2017, in sede di conversione in legge (Legge n. 96/2017).A beneficiare degli incentivi, nella forma del credito d’imposta, saranno le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.L’importo del credito d’imposta potrà arrivare fino al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% per le microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel rispetto del tetto di spesa che sarà stabilito annualmente dal DPCM di ripartizione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, utilizzato per la copertura della misura.L’incentivo – del quale un ulteriore DPCM, entro ottobre, stabilirà modalità e criteri di attuazione – sarà attribuito a partire dal 2018, relativamente agli investimenti effettuati dal 24 giugno 2017, incrementali rispetto a quelli di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.La campagna, realizzata per la Fieg da Y & R Roma, che ha come slogan “CHI INVESTE IN PUBBLICITÀ SU STAMPA, HA MOLTO PIÙ DI UN RITORNO D’ IMMAGINE”, mostra uno specchio che riflette non una, ma molteplici immagini del prodotto pubblicizzato. Per approfondimenti: http://www.fieg.it.

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Reddito di cittadinanza: Qualcosa non mi convince

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 maggio 2017

donne al lavoroIl reddito di cittadinanza proposto con forza da 5stelle non mi convince del tutto. Ho letto, per altro, quanto hanno scritto criticamente in proposito sia Matteo Renzi sia Renato Brunetta. Renzi per manifestare la sua contrarietà si appella all’art. 1 della costituzione affermando che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro e che il reddito diventerebbe una sorta di panacea che indurrebbe gli italiani a non lavorare. Brunetta, a sua volta, gli fa il verso asserendo che tale forma di “reddito” finirebbe con il “distruggere l’economia di mercato” e creerebbe persino un danno ai lavoratori.
Sono ragionamenti che potrebbero avere una loro fondatezza se ci trovassimo nella situazione che a tutti fosse garantito un lavoro a prescindere. Ciò, purtroppo, non è così se si parla in Italia di sei milioni di disoccupati, anche se ufficialmente si rimane ancorati ai tre milioni, se mi riferisco ai dati statistici forniti dall’Istat. Se poi vado ad indagare più a fondo mi accorgo che il sistema porta una disoccupazione giovanile ancora più preoccupante e non è irrilevante il numero di diplomati e neolaureati che per “sopravvivere” sono costretti a fare piccoli lavori saltuari o a svolgere modeste mansioni che qualcuno chiama precarietà e che altri li additano come lavoro in nero.
Dobbiamo, a questo punto, renderci conto che mentre siamo tutti concordi, o quasi, nel ritenere sacrosanto il “diritto alla vita” non si può dire la stessa cosa sul “diritto a vivere”. Ciò significherebbe offrire a nuovi venuti “certezze” che non siamo in grado di onorare a ciascuno indistintamente: un’infanzia tutelata, un’alimentazione adeguata, un tetto dove ripararsi, un’assistenza sanitaria universale degna di questo nome, un’istruzione e la possibilità di accedere se richiesto agli studi superiori, a un lavoro, agli aggiornamenti professionali e a una vecchiaia serena. O si è convinti che si nasce per diventare competitivi, per accaparrare risorse a danno dei nostri simili non in grado di farlo perché nati da famiglie povere, disadattate, cresciute in aree depresse? Vogliamo che impazzi la logica dell’homo homini lupus più di quanto non stia già accadendo? Se invece vogliamo rendere la nostra società più sensibile al diritto di tutti a vivere dovremmo anche farci carico di un’equa distribuzione delle risorse e a conferire al lavoro una sua dignità che permetta a ciascuno di noi di realizzarsi senza ostacoli di varia natura. Non si deve, tanto per cominciare, affermare che “si lavora per vivere” ma che si “vive lavorando” come per un servizio che noi rendiamo alla comunità che per altri versi ci assiste e ci protegge. Come dire: C’è chi lavora i campi per assicurarci il cibo e chi in fabbrica consente la produzione di macchinari utili all’agricoltura e così via. Su questa falsariga il centro studi della Fidest ha elaborato un progetto che permetterebbe di coniugare il lavoro e di tutelarlo, nel corso degli anni, con particolari incentivi e stimoli al cambiamento del genere lavorativo. E’ un progetto che avremmo voluto trattarlo nelle sedi opportune, capire se è realizzabile e in che modo, ma è stato “oscurato” dai tanti che guardano con diffidenza i cambiamenti e preferiscono i piccoli aggiustamenti pur di non perdere le loro posizioni di privilegio. Mi auguro solo che 5stelle sappia essere diverso dagli altri e mi consenta una riflessione corale. (Riccardo Alfonso direttore centri studi della Fidest)

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