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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘incentivi’

Codici: per rilanciare il turismo servono condivisione e incentivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

L’Associazione Codici ha preso parte questa mattina all’audizione presso la Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sul disegno di legge del Governo in materia di turismo.“Il quadro normativo che abbiamo di fronte è alquanto frastagliato – dichiara l’Avvocato di Codici Carmine Laurenzano, intervenuto in audizione – sarebbe opportuno valutare se non sia il caso di ricondurre la materia nell’ambito della competenza legislativa concorrente Stato-Regioni, attraverso una revisione dell’articolo 117 della Costituzione, considerando le implicazioni trasversali e la connessione con altre tematiche di competenza esclusiva statale. Le normative regionali potrebbero portare, come già si è verificato in passato, a sostanziali differenze tra le qualificazioni delle strutture turistiche, i loro requisiti ed i criteri di identificazione, con il rischio di indurre in confusione il consumatore/utente tra definizioni e livelli di qualità. Auspichiamo un’attività promozionale unitaria, che contrasti la frammentazione dell’offerta turistica, e la predisposizione, a livello centrale, di un quadro programmatico unitario. Il tutto – continua Laurenzano – accompagnato dalla semplificazione amministrativa per gli adempimenti burocratici, ad esempio con la creazione di strutture centralizzate sovracomunali nel caso di investimenti importanti che coinvolgono più interessi e territori, perché la frammentazione delle competenze, aggiunta a quella del territorio nazionale in piccoli o piccolissimi Enti, rischia di pregiudicare l’appetibilità di investimenti”.Un quadro normativo più chiaro, basato sulla condivisione tra gli Enti e su una burocrazia semplice e veloce. Questa, secondo Codici, è una delle strade da seguire per rilanciare il turismo, ma non l’unica. “Il turismo rappresenta circa il 12% del Pil, con circa il 15% degli occupati su base nazionale – sottolinea l’Avvocato Laurenzano – parliamo quindi di un settore importantissimo per il Paese, che per essere rilanciato necessita anche di incentivi e sgravi, anche del lavoro occasionale ed intermittente, del sostegno delle aree di crisi, del coordinamento e della programmazione unitari degli Enti preposti e dell’implementazione delle piattaforme tecnologiche che fanno da intermediazione tra domanda e offerta turistica”.

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Legge sugli Incentivi per la Manutenzione di aree verdi da parte dei Cittadini

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

Roma. Legambiente, scrive alla I commissione del Consiglio Regionale del Lazio, per chiedere di non abrogare l’art.16 della legge regionale 9/2017 che istituiva incentivi per la manutenzione di aree verdi da parte dei cittadini. L’abrogazione di questi incentivi, verrebbe con l’iter della proposta di legge 128 dell’8 marzo 2019 dal titolo -Promozione dell’amministrazione condivisa dei Beni Comuni. “Abrogare gli incentivi per la manutenzione delle aree verdi da parte dei cittadini sarebbe una scelta completamente sbagliata – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – vorrebbe dire fermare uno strumento di sostegno al volontariato che da un lato ha trovato molto favore tra comuni, enti parco e associazioni e dell’altro che garantisce maggior cura di parchi e aree verdi, una legge efficace, apprezzata, diretta, con un iter funzionante e rodato. Ma perché abrogare una cosa che ha funzionato? Che senso ha? La nuova proposta di legge sulla gestione dei beni comuni sarà buona se andrà ad aggiungersi a quanto di buono già esiste; non sarà di certo una buona legge se invece sostituirà uno strumento che sta funzionando bene e che ha fatto del bene, captandone peraltro le risorse economiche”. Legambiente, inviando osservazioni alla proposta di legge 128, ha chiesto che venga eliminata dal testo in discussione, all’art. 10 l’intera lettera b) del comma 1, dove si propone l’abrogazione dell’art.16 della Legge Regionale 9 del 14 agosto 2017 – Incentivi per la manutenzione di aree verdi da parte dei cittadini. Con i contributi del verde la Regione ha sostenuto e reso possibile la cura di 48 aree verdi del Lazio, altre 52 aspettano lo sblocco dei fondi per essere finanziate e una seconda annualità di progettazioni già vengono presentate.
“Gli incentivi per la manutenzione del verde sono nati con la finalità di aiutare Comuni ed Enti Parco, nella cura delle aree verdi in un contesto generale di scarsità di risorse, consolidando o facendo nascere rapporti con associazioni di volontariato, pro-loco, comitati di quartiere, centri anziani attivi sul territorio, creando socialità, coesione e praticando la sussidiarietà. Le aree verdi, che in alcuni casi potrebbero anche rientrare in un albo dei beni comuni, hanno, indipendentemente da ciò, la necessità di essere manutenute e con l’art. 16 questo è stato possibile – conclude Scacchi -. Chiediamo alla Regione di non abrogare una buona norma e continuare a sostenere i volontari che curano aree verdi, come quelle di Roma che ne hanno peraltro estremo bisogno”.

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Bonus occupazione, tra incentivi in vigore e misure in stand-by

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 gennaio 2019

Bonus occupazione, tra incentivi già in vigore e misure in stand-by Il tema dell’occupazione è tra quelli centrali del dibattito politico e anche le misure in discussione in questi giorni di pensione Quota 100 e Reddito di cittadinanza dovrebbero portare qualche sviluppo al riguardo. Negli ultimi tempi, diversi sono stati gli interventi che hanno cercato di dare uno slancio alla creazione di nuovi posti di lavoro, in particolare verso giovani, ma alcune di queste misure, come per esempio quella contenuta nella Legge Dignità, non sono ancora operative a causa della mancanza di alcuni passaggi normativi. Vale la pena allora fare un punto tra quanto è in vigore e quanto invece è in stand-by. Un primo incentivo è quello che era stato introdotto dalla legge Bilancio 2018 che aveva reso permanente il bonus per assunzioni a tempo indeterminato a tutele crescenti per favorire l’occupazione giovanile. Un provvedimento stabile indirizzato agli under 30 ma che per tutto il 2018 era stato esteso agli under 35. La legge Dignità, come si ricorderà, aveva previsto il rinnovo dell’estensione agli under 35 anche per il 2019 e il 2020, ma al momento perché l’applicazione possa essere operativa, manca all’appello il decreto attuativo, che probabilmente dovrà anche prevedere un raccordo tra le due misure. Nel dispositivo, infatti, è previsto che «le modalità di fruizione dell’esonero siano stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione».
A ogni modo, quanto ai contenuti, come si legge nella legge Bilancio 2018, la misura è destinata «ai datori di lavoro privati che, a decorrere dal primo gennaio 2018, assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti»: a essere «riconosciuto, per un periodo massimo di trentasei mesi, è l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali complessivi (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail), nel limite massimo di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche». A parte il riferimento all’età, di cui abbiamo detto, l’esonero spetta in occasione della «prima assunzione» per coloro che «non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro. Non sono ostativi al riconoscimento dell’esonero gli eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporto a tempo indeterminato». Nel caso in cui per un lavoratore l’esonero sia stato solo parzialmente fruito, in occasione di una nuova assunzione a tempo indeterminato con altri datori di lavoro, «il beneficio eÌ riconosciuto agli stessi datori per il periodo residuo utile alla piena fruizione, indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore alla data delle nuove assunzioni». In ogni caso, «l’esonero contributivo spetta ai datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, non abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi, nella medesima unità produttiva». In caso di applicazione piena, il contributo può quindi pari a 9 mila per tre anni. Anche nella legge Bilancio 2019 ci sono varie novità e misure in tema di assunzioni a tempo indeterminato, tra cui il Bonus Eccellenze, destinato a neolaureati «entro la durata legale del corso di studi e prima del compimento del trentesimo anno di età» con «votazione di 110 e lode e una media ponderata di almeno 108/110» o a chi è in «possesso di un dottorato di ricerca conseguito prima del compimento del trentaquattresimo anno di età», entrambi ottenuti nel «periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019». Vale anche in caso di tempo parziale e per la trasformazione di un contratto da tempo determinato in indeterminato. Si prevede un «esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail), per un periodo massimo di dodici mesi decorrenti dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.000 euro per ogni assunzione effettuata. Per la fruizione sarà necessaria una circolare Inps. Prorogato poi il Bonus Sud. (Francesca Giani by Farmacista33)

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“Si profila all’orizzonte la fine del ciclo economico”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

A cura di Adrian Hilton, Head of Global Rates and Currency (Responsabile Tassi Globali e Valute) di Columbia Threadneedle Investments. La maggiore sorpresa del 2018 è giunta dal ciclo economico, che si è rivelato più resistente e protratto di quanto prevedevamo. Gli sgravi fiscali del Presidente Trump hanno alimentato la fiducia dei consumatori e sostenuto i consumi, ma la spesa per investimenti delle aziende ha reagito in misura inferiore al previsto ai maggiori incentivi agli investimenti forniti dalla riforma fiscale.Per contro, gli sviluppi economici nel resto del mondo si sono rivelati deludenti. In Europa, le spiegazioni addotte per la crescita fiacca sono mutate nel corso dell’anno, ma sembra sempre più chiaro che la causa principale sia da ricercarsi nel calo della domanda esterna, non ultimo di quella cinese, dovuto all’esaurirsi dell’effetto di precedenti misure di stimolo.Si direbbe proprio che il ciclo stia per concludersi. Gli Stati Uniti beneficiano da qualche tempo di condizioni finanziarie favorevoli e, più di recente, di vantaggi fiscali, ma molti di questi fattori appaiono in procinto di cambiare. I mercati azionari continuano a scontare un certo ottimismo, anche se in misura inferiore dopo le turbolenze di ottobre e novembre 2018.Se ci troviamo davvero alla fine del ciclo, l’evolversi degli eventi appare diverso dal passato. Generalmente ci aspetteremmo la comparsa di pressioni inflazionistiche in risposta alla saturazione dei mercati del lavoro e alle limitazioni della capacità produttiva. In tale situazione, la Federal Reserve statunitense inasprirebbe la politica monetaria fino ad adottare un orientamento restrittivo per evitare il disancoraggio delle aspettative d’inflazione. Eppure, malgrado la crescita superiore alla media, l’inflazione non ha esibito una significativa accelerazione. Di conseguenza, la Fed non si è vista ancora veramente costretta ad alzare i tassi d’interesse, nemmeno per portarli ai livelli ritenuti ‘neutri’ dallo stesso istituto centrale.È possibile che il ciclo stia terminando, ma in maniera più graduale che in passato. Una possibile spiegazione di questa evoluzione anomala è che la risposta dell’inflazione al ridursi della capacità inutilizzata interna è inferiore alla media storica, per cui le autorità non hanno dovuto inasprire la politica monetaria in maniera particolarmente aggressiva. Ciò rappresenterebbe una buona notizia per gli attivi, in quanto le valutazioni potrebbero scendere lentamente senza che si abbia un inasprimento destabilizzante delle condizioni finanziarie.
Una potenziale fonte di volatilità nel 2019 potrebbe essere costituita da un rallentamento più sincronizzato e profondo della crescita globale. Se ciò avvenisse, i meccanismi di protezione contro una recessione potrebbero rivelarsi meno efficaci che in passato. Non arrivo a predire una crisi, ma se invece di una correzione graduale si avrà un atterraggio brusco, i rischi sono maggiori di quelli insiti in cicli più ‘normali’. Non è chiaro quali aree del globo dispongano ancora della flessibilità politica necessaria per contrastare una riduzione generalizzata dei livelli di indebitamento.Gli Stati Uniti potrebbero allentare nuovamente la propria politica monetaria, ma non è detto che dispongano ancora dello spazio di manovra necessario per una risposta fiscale significativa, data la natura prociclica del loro stimolo più recente. Inoltre, i livelli di debito cinese potrebbero non consentire alla Cina di adottare manovre di stimolo analoghe a quelle effettuate durante precedenti rallentamenti. L’altro cuscinetto potrebbe essere costituito dall’Europa che, a differenza degli Stati Uniti, gode di ampi avanzi delle partite correnti. È difficile tuttavia immaginare che ci sia la volontà politica per coordinare un’espansione fiscale; inoltre la BCE non dispone di ampia flessibilità in ambito di politica monetaria.
I fondamentali dell’area euro appaiono discretamente robusti. Le condizioni sui mercati del lavoro stanno migliorando, l’occupazione ha esibito buoni livelli di crescita e i salari sono finalmente in aumento. Le condizioni di finanziamento sono ancora relativamente rilassate nell’Eurozona e l’indebitamento dell’intera economia resta contenuto. Le limitazioni della capacità produttiva dovrebbero esercitare ulteriori pressioni al rialzo sui salari, facendo aumentare anche gli investimenti in conto capitale. La BCE intende iniziare a normalizzare la propria politica monetaria, ma l’Europa è esposta a rischi provenienti da fonti sia interne che esterne. L’accentuarsi del rallentamento cinese e l’ulteriore deteriorarsi del commercio internazionale potrebbero costituire una minaccia, data la crescente dipendenza dell’Eurozona dalle esportazioni negli ultimi anni. Lo scontro tra l’Italia e la Commissione europea innervosisce, a ragione, i mercati. La Brexit rappresenta un’ulteriore fonte di incertezza.Per il Regno Unito, molto dipenderà da come si configurerà la futura relazione commerciale con l’UE e quali saranno i rispettivi impatti sull’economia, sia sul lato della domanda che su quello dell’offerta. È difficile che gli attivi a reddito fisso britannici imbocchino una direzione precisa fino a che non comprenderemo la natura dello shock.
Quali sono le implicazioni di queste incertezze per i rendimenti obbligazionari? Riteniamo che la crescita statunitense abbia raggiunto il picco, per cui ci attendiamo rendimenti più bassi durante il 2019, anche se non di molto, se si eviterà una recessione. In tale contesto, la normalizzazione del bilancio della Fed e l’evoluzione della politica monetaria altrove potrebbero incidere positivamente sui premi a termine, che sono stati molto ridotti su tutti i mercati dei titoli di Stato.Molto dipende da un’eventuale accelerazione o meno dell’inflazione. Se negli Stati Uniti il rapporto tra limitazioni della capacità produttiva e inflazione si normalizzerà, la Fed potrebbe dover inasprire la politica monetaria più del previsto. In tal caso, il ciclo economico potrebbe estendersi ulteriormente, ma potrebbe poi terminare in modo più brusco.

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Legge bilancio: via libera a incentivi auto elettriche

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

“Il via libera di un emendamento alla legge di Bilancio che prevede agevolazioni per chi acquisterà e immatricolerà in Italia un’autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano, è un fatto positivo. Fratelli d’Italia aveva già presentato nel decreto fiscale un emendamento in tal senso, e quindi non possiamo che salutare favorevolmente una simile misura, che oltre a contribuire al rinnovamento del parco automobilistico, con riflessi positivi sull’ambiente, consentirà anche di incentivare un mercato in grossa difficoltà. Non siamo però d’accordo sulla previsione, sempre nello stesso emendamento, di tassare e punire chi invece acquisterà un’auto non ecologica. Una misura che rischia di colpire coloro che, non avendone le possibilità economiche, saranno costretti a comprare un’automobile meno performante. Una logica che noi, da sempre a sostegno della riduzione della pressione fiscale, non possiamo accettare. Così come non possiamo accettare un modo di lavorare quanto meno stravagante della maggioranza che, da un lato, tende a bocciare i nostri emendamenti e, dall’altro, si dimostra pronta a presentarne di simili, approvandoli. Come accaduto in questo ultimo caso. Peccato, però, perchè se in questo specifico caso la maggioranza ci avesse dato ascolto, appoggiando il nostro emendamento, gli incentivi sarebbero già in vigore, visto che il dl è stato approvato in via definitiva”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Dibattito su flessibilità, forme contrattuali e incentivi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

Roma Giovedì 14 Dicembre 2017, ore 15:00 Dipartimento di Economia , Aula 10 Via Silvio D’Amico 77Dibattito su flessibilità, forme contrattuali e incentivi Intervengono: Pietro Ichino Senato della Repubblica – Università statale di Milano, Paolo Manasse Università di Bologna Paola Potestio Università Roma Tre, Giorgio Santini Senato della Repubblica.

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Incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari

Posted by fidest press agency su martedì, 5 settembre 2017

pubblicitàAl via sulla stampa quotidiana e periodica la campagna della FIEG per informare imprese e lavoratori autonomi degli incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari incrementali su giornali e riviste, introdotti dall’articolo 57-bis del Decreto legge n. 50/2017, in sede di conversione in legge (Legge n. 96/2017).A beneficiare degli incentivi, nella forma del credito d’imposta, saranno le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.L’importo del credito d’imposta potrà arrivare fino al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% per le microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel rispetto del tetto di spesa che sarà stabilito annualmente dal DPCM di ripartizione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, utilizzato per la copertura della misura.L’incentivo – del quale un ulteriore DPCM, entro ottobre, stabilirà modalità e criteri di attuazione – sarà attribuito a partire dal 2018, relativamente agli investimenti effettuati dal 24 giugno 2017, incrementali rispetto a quelli di analoga natura, effettuati nell’anno precedente.La campagna, realizzata per la Fieg da Y & R Roma, che ha come slogan “CHI INVESTE IN PUBBLICITÀ SU STAMPA, HA MOLTO PIÙ DI UN RITORNO D’ IMMAGINE”, mostra uno specchio che riflette non una, ma molteplici immagini del prodotto pubblicizzato. Per approfondimenti: http://www.fieg.it.

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Reddito di cittadinanza: Qualcosa non mi convince

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 maggio 2017

donne al lavoroIl reddito di cittadinanza proposto con forza da 5stelle non mi convince del tutto. Ho letto, per altro, quanto hanno scritto criticamente in proposito sia Matteo Renzi sia Renato Brunetta. Renzi per manifestare la sua contrarietà si appella all’art. 1 della costituzione affermando che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro e che il reddito diventerebbe una sorta di panacea che indurrebbe gli italiani a non lavorare. Brunetta, a sua volta, gli fa il verso asserendo che tale forma di “reddito” finirebbe con il “distruggere l’economia di mercato” e creerebbe persino un danno ai lavoratori.
Sono ragionamenti che potrebbero avere una loro fondatezza se ci trovassimo nella situazione che a tutti fosse garantito un lavoro a prescindere. Ciò, purtroppo, non è così se si parla in Italia di sei milioni di disoccupati, anche se ufficialmente si rimane ancorati ai tre milioni, se mi riferisco ai dati statistici forniti dall’Istat. Se poi vado ad indagare più a fondo mi accorgo che il sistema porta una disoccupazione giovanile ancora più preoccupante e non è irrilevante il numero di diplomati e neolaureati che per “sopravvivere” sono costretti a fare piccoli lavori saltuari o a svolgere modeste mansioni che qualcuno chiama precarietà e che altri li additano come lavoro in nero.
Dobbiamo, a questo punto, renderci conto che mentre siamo tutti concordi, o quasi, nel ritenere sacrosanto il “diritto alla vita” non si può dire la stessa cosa sul “diritto a vivere”. Ciò significherebbe offrire a nuovi venuti “certezze” che non siamo in grado di onorare a ciascuno indistintamente: un’infanzia tutelata, un’alimentazione adeguata, un tetto dove ripararsi, un’assistenza sanitaria universale degna di questo nome, un’istruzione e la possibilità di accedere se richiesto agli studi superiori, a un lavoro, agli aggiornamenti professionali e a una vecchiaia serena. O si è convinti che si nasce per diventare competitivi, per accaparrare risorse a danno dei nostri simili non in grado di farlo perché nati da famiglie povere, disadattate, cresciute in aree depresse? Vogliamo che impazzi la logica dell’homo homini lupus più di quanto non stia già accadendo? Se invece vogliamo rendere la nostra società più sensibile al diritto di tutti a vivere dovremmo anche farci carico di un’equa distribuzione delle risorse e a conferire al lavoro una sua dignità che permetta a ciascuno di noi di realizzarsi senza ostacoli di varia natura. Non si deve, tanto per cominciare, affermare che “si lavora per vivere” ma che si “vive lavorando” come per un servizio che noi rendiamo alla comunità che per altri versi ci assiste e ci protegge. Come dire: C’è chi lavora i campi per assicurarci il cibo e chi in fabbrica consente la produzione di macchinari utili all’agricoltura e così via. Su questa falsariga il centro studi della Fidest ha elaborato un progetto che permetterebbe di coniugare il lavoro e di tutelarlo, nel corso degli anni, con particolari incentivi e stimoli al cambiamento del genere lavorativo. E’ un progetto che avremmo voluto trattarlo nelle sedi opportune, capire se è realizzabile e in che modo, ma è stato “oscurato” dai tanti che guardano con diffidenza i cambiamenti e preferiscono i piccoli aggiustamenti pur di non perdere le loro posizioni di privilegio. Mi auguro solo che 5stelle sappia essere diverso dagli altri e mi consenta una riflessione corale. (Riccardo Alfonso direttore centri studi della Fidest)

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Servono regole e incentivi fiscali per le imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2016

economia-ombrelloneLa Responsabilità sociale d’impresa (o Csr dall’inglese Corporate social responsibility) sta finalmente crescendo anche in Italia soprattutto nelle aziende di medio grande dimensione, dagli 80-100 dipendenti in su, ma per colmare il gap con i Paesi più avanzati e affinché si diffonda anche alle piccole e piccolissime imprese servono uno sforzo culturale e incentivi che rendano convenienti le pratiche socialmente responsabili.Lo hanno affermato i tre imprenditori intervenuti al quarto e ultimo appuntamento della sesta edizione della Rassegna Economia sotto l’Ombrellone che si è tenuta all’Hotel President di Lignano Sabbiadoro: Annalisa Dorbolò di Starbene Group, Piero Petrucco di Icop Spa e Roberto Travan sempre di Starbene Group, ma che rappresentava l’iniziativa di social responsibility Geo for Children-Ride To Moscow.
Se, infatti, il recente rapporto del Ministero dello sviluppo economico sull’impegno sociale delle aziende in Italia spiegava che l’80% delle aziende italiane con più di 80 dipendenti dichiara di impegnarsi in iniziative di CSR, per un investimento globale che, nel 2015 ha superato il miliardo e 120 milioni di euro e se è indiscutibile l’ottimo funzionamento dell’Art Bonus voluto dal ministro della cultura Franceschini che ha spinto numerose aziende medio grandi a investire in cultura, non si può tuttavia negare che nelle piccole medie imprese la Csr o non esiste o per lo più si limita a qualche sponsorizzazione delle squadre locali o a donazioni a spot a enti benefici e parrocchie.L’attenzione alla Csr si sta diffondendo – ha detto Annalisa Dorbolò –, ma credo che molte Pmi non siano ancora adeguatamente preparate e per il momento l’iniziativa è lasciata non al caso, ma certamente alla sensibilità dei singoli. Vedendo alcune statistiche mi sono resa conto che l’Italia è effettivamente un po’ indietro rispetto ad altri Paesi, ma credo che ciò dipenda anche dal fatto che la dimensione piccola e piccolissima di gran parte delle nostre aziende rende più complessa l’adozione e la gestione di pratiche di Csr. Penso comunque che sia sempre più importante vedere l’impresa non come una realtà a sé stante, ma come una realtà che si integra, coinvolge il territorio e che mette al centro del suo agire l’uomo, l’ambiente che lo circonda e che guarda al futuro». Starbene, una piccola azienda attiva nel settore del benessere e dei servizi alla persona a Ronchi dei Legionari (Go) con una quarantina di collaboratori, ha nel suo piccolo sempre cercato di adottare politiche di Csr verso l’esterno come la “Camminata dei 5mila passi” per diffondere la cultura del movimento nelle persone della nostra comunità o come gli interventi che facciamo nelle scuole e all’università della Terza Età per parlare di salute o ancora come i contributi che diamo ad associazioni locali che portano aiuti in Tanzania e in Brasile. «Cerchiamo, però, anche di essere molto attenti all’interno dell’azienda –prosegue Dorbolò– sia con una forte attenzione al risparmio energetico, alla riduzione di tutti gli sprechi, all’utilizzo di detersivi ecologici e alla cura dell’ambiente e del parco che circonda la nostra sede, sia con la creazione di un ambiente lavorativo attento alle esigenze di vita dei collaboratori e delle nostre molte collaboratrici, una cura approfondita della formazione dei collaboratori ben al di là degli obblighi di legge. In generale credo che il mondo stia cambiando anche in Italia e che si stia passando dal un’epoca del «ben avere» a un’epoca «del ben essere» che sta consentendo una maturazione delle imprese e degli imprenditori che andrebbe opportunamente aiutata da regole adeguate per agevolare l’impegno delle aziende».(foto: economia ombrellone)

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Fisco, Tancredi (Ap): “Per crescita puntare su investimenti e incentivi a imprese”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 agosto 2016

fisco2005a“Una leva fondamentale ed essenziale per la crescita del Paese sono gli investimenti, pubblici e privati. E questo sarà un altro punto sul quale ci batteremo nella nota di aggiornamento del Def e nella prossima legge di Bilancio. Dopo dieci anni di austerità e di spesa pubblica incontrollata, che va una volta per tutte riqualificata e tagliata la componente improduttiva, bisogna dunque insistere da un lato su interventi pubblici mirati e qualificati, soprattutto nel campo delle infrastrutture, e allo stesso tempo dobbiamo sostenere le imprese attraverso incentivi e un abbattimento della pressione fiscale che ne possano favorire gli investimenti. Forse ora come non mai la flessibilità richiesta in ambito europeo è più che giustificata e necessaria”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Area popolare in commissione Bilancio alla Camera, Paolo Tancredi.
“La vitalità delle imprese è il metro per capire lo stato di salute di un Paese. Si tratta di un tassello fondamentale del mosaico che la coalizione di maggioranza sta realizzando in vista della legge di Bilancio, e che vede inoltre interventi per irrobustire la detassazione del salario produttivo e sgravi e incentivi per le famiglie. Riteniamo queste misure indispensabili – conclude Tancredi – nelle politiche economiche che si andranno a discutere nelle prossime settimane”.

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Dati Inps: flop act per il governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2016

inpsDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Dev’essere proprio preoccupato per i ballottaggi Matteo Renzi, se cerca in tutti i modi di occultare, in parte riuscendoci, i dati Inps sull’occupazione che certificano, ancora una volta e per il quarto mese consecutivo, il flop del Jobs act.Era chiaro dai numeri di gennaio, la tendenza è stata confermata a febbraio, marzo e da ultimo anche ad aprile: nel 2016 con il dimezzamento degli incentivi si sono dimezzate le assunzioni e quella cui abbiamo assistito nel 2015 non è stata altro che una bolla.
Per quanto riguarda in particolare i contratti a tempo indeterminato, fiore all’occhiello della politica del premier, nel primo quadrimestre di quest’anno si sono ridotti del 35,1% rispetto al corrispondente quadrimestre del 2015.
Gli incentivi del governo hanno soltanto drogato il mercato del lavoro piuttosto che farlo ripartire e le previsioni dei gufi si sono realizzate. E poi che strana coincidenza: un anno fa ogni mese, quando l’Inps rendeva noti i dati, Renzi e compagni davano fiato alle trombe. Quest’anno invece tacciono tutti. Come per i bonus degli 80 euro e dei 500 euro, anche le risorse destinate agli incentivi del Flop act sono stati soldi buttati al vento. Gli effetti della politica economica sbagliata di Matteo Renzi cominciano ad essere sotto gli occhi di tutti. Domenica al voto gli elettori se ne ricorderanno”.

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Scuola: ai presidi incentivi ridicoli

Posted by fidest press agency su domenica, 22 maggio 2016

ministero pubblica istruzioneIl Ministro dell’Istruzione ha dichiarato che “l’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti”. Ma cosa si vuole “premiare” con 175 euro al mese lordi, pari al 3,86% della busta paga? E’ forte tra i sindacati la tentazione di lasciar perdere, di firmare pur di chiudere una vicenda che si trascina ormai da quattro anni consecutivi. Anief non ci sta: accettare supinamente questa proposta significherebbe avallare i comportamenti illegittimi e vessatori del Miur, con la “regia” del Mef, che vanno dai tagli del Fondo unico a livello nazionale fino alla pretesa di imporre le proprie pretese sui contratti regionali. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “visto che bisognerà andare in giudizio dal giudice del lavoro per recuperare il maltolto, meglio sarebbe allora arrivarci da un punto di forza, perché evidentemente è più facile impugnare un atto unilaterale che un contratto”.

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“Incentivi fiscali per ricerca farmaci malati rari”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2015

senato-della-repubblica[1]“Anche ieri si è discusso di diritto alla salute per i malati rari: incontro promosso in Senato dalla Fondazione Dossetti, con l’obiettivo di proporre al presidente Renzi un decreto specifico, per accelerare l’iter dei disegni di legge presentati ormai da qualche anno. Ho presentato un disegno sulle malattie rare oltre due anni fa; ho attivato una indagine di ricerca per capire a che punto stanno le cose per questi malati e la commissione Affari sociali ha approvato all’unanimità una risoluzione per proporre misure concrete che rispondano alle esigenze denunciate dalla varie associazioni. Il diritto alla salute per un malato raro significa diritto di potersi curare e per questo di disporre di farmaci adeguati. Ma la ricerca sui farmaci, non a caso definiti orfani, è una ricerca costosa a cui le multinazionali prestano scarsa attenzione per il minor ritorno economico che può derivarne. Per questo nella prossima legge di stabilità proporrò degli incentivi che agiscano sulla leva fiscale, per favorire una ricerca da cui dipende la qualità di vita di persone che non hanno alternative”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare e coordinatrice dell’Intergruppo sulle malattie rare.
“L’organizzazione di Reti tra centri di eccellenza a livello europeo (Ern) è un altro degli obiettivi messi oggi sul tappeto: i malati rari – prosegue Binetti – hanno urgente bisogno di sapere a chi potersi rivolgere sia nella fase diagnostica, spesso drammaticamente lunga, che nella fase di cura e di presa in carico. Un forte elemento di disagio per i pazienti è la migrazione da un centro all’altro che si rende necessaria per trovare il centro che più e meglio risponde alle sue esigenze. Definire quali siano questi centri, con le loro competenze specifiche, permette ai pazienti di orientarsi con maggiore sicurezza risparmiando tempo, soldi, e soprattutto aspettativa di vita. E’ forse una delle maggiori responsabilità del Ministero della Salute in questo momento specifico: proporre all’Europa centri italiani di altissima qualità, consorziati tra di loro, uno per ciascuno dei 21 Ern previsti a livello europeo. La competenza clinica e scientifica del nostro Paese è stata in grado di predisporre dei modelli organizzativi eccellenti per molti degli ambiti in cui si collocano i malati rari. Facilitare questo riconoscimento a livello europeo – conclude la deputata di Ap – significa anche candidarsi a dirigere alcuni Ern a tutto ed esclusivo vantaggio dei malati, siano essi italiani che provenienti da altri Paesi”.

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Incentivi ai Comuni che accoglieranno migranti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2015

fuga migranti1Veramente strano il nostro Paese. Il Governo asserisce di non avere i soldi da restituire ai pensionati danneggiati dal blocco della perequazione automatica delle pensioni, ma poi promette incentivi a quei Comuni che ospiteranno i tanti,troppi, presunti profughi che ogni giorno, arrivano , sul nostro territorio – così ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – .Tanti italiani hanno perso la casa, vivono per strada,in macchina o sotto i ponti, milioni di italiani sono senza lavoro, i nostri giovani emigrano e il Governo italiano o, per meglio dire, i cittadini italiani, devono spendere 35 € al giorno – ha continuato Fatuzzo – poco meno o poco più, per ogni migrante accolto nei centri di assistenza, ovvero, oltre mille € al mese, mente il 64% dei pensionati italiani è costretto a vivere con meno di 750 € al mese e milioni di essi, con 500€ al mese o anche meno. Per agevolare l’accoglienza e la sistemazione di queste quotidiane ondate di persone, vi è una macchina che funziona, il Governo è rapido e decisionista. Il Partito Pensionati, auspica lo stesso decisionismo e la stessa determinazione,per risolvere i problemi, a volte drammatici, degli italiani. Questa accoglienza a “braccia aperte” – ha concluso Fatuzzo – ed ora anche con incentivi ai Comuni che ospiteranno profughi , avrà per milioni di persone, desiderose di lasciare il loro Paese, un effetto “calamita”.Questa situazione potrebbe avere conseguenze gravissime sulla nostra società e per la nostra fragile economia. E’ lecito chiedersi, fino a quando questa situazione sarà sostenibile?

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Incentivi produzione energia elettrica da fonti rinnovabili: le novità dal 2015

Posted by fidest press agency su martedì, 30 dicembre 2014

energiaFirenze Negli ultimi mesi sono state definite con diversi decreti ministeriali alcune novità sull’erogazione e sull’entità delle incentivazioni di cui godono gli impianti che producono energia elettrica da fonti rinnovabili, dai fotovoltaici a quelli eolici, idrici, a biomassa, etc.
Per gli impianti solari fotovoltaici a dimensione domestica (di circa 3kW di potenza) la novità più grossa è la nuova metodologia di pagamento degli incentivi che parte da fine 2014, mentre non dovrebbe scattare alcun ridimensionamento degli incentivi stessi. Nonostante una normativa del 2013 lo prevedesse (Dl 145/2013), infatti, il decreto ministeriale attuativo ha scelto di non colpire questi impianti ma bensì quelli che producono energia elettrica da fonti rinnovabili DIVERSE dal fotovoltaico (eolica, biomasse, idrica, etc.). Per questi ultimi scatta una rimodulazione degli incentivi con opzione da parte del proprietario da esercitarsi entro il 17/2/2015.
Un ridimensionamento graduale delle tariffe incentivanti ci sarà anche, dal 2015, per gli impianti solari fotovoltaici di grosse dimensioni, (superiori a 200 kW), non di interesse diretto del cittadino/consumatore.Novità anche per il sistema dello scambio sul posto e in generale in termini di semplificazione amministrativa (un modello unico per le comunicazioni inerenti la realizzazione di impianti dirette ai Comuni, ai gestori o al GSE). Non ancora attuata invece la possibilità di cedere gli incentivi prevista dal Dl 91/2014 all’art.26. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Incentivi alle rinnovabili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2012

Energía Eólica

Energía Eólica (Photo credit: Jumanji Solar)

Aumenti in bolletta: Luca Dal Fabbro, il nuovo Vice Presidente e Direttore Area Energia di AIGET e attuale AD di Domotecnica, propone di “Ridefinire gli incentivi alle rinnovabili per puntare su efficienza e risparmio energetico” Luca Dal Fabbro, il nuovo Vice Presidente e Direttore Area Energia di AIGET, Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader e attuale Amministratore Delegato di Domotecnica, la prima rete nazionale in franchising per le aziende di installazione che operano nel campo dell’efficienza energetica, in relazione alle notizie di ulteriori e insostenibili aumenti del costo dell’energia, in linea con il posizionamento dell’Associazione da sempre volto alla massima tutela degli utenti finali, evidenzia “L’urgente necessità di ridefinire profondamente la politica italiana degli incentivi alle rinnovabili, per indirizzarli verso una serie di interventi strutturali volti a generare efficienza e risparmio energetico. Di fatto gli incentivi al fotovoltaico hanno appesantito di oneri in bolletta per miliardi di euro a danno di famiglie e imprese e a vantaggio dei produttori, sopratutto esteri. Tutto ciò, sottraendo spesso suolo fertile all’agricoltura per produrre energia a prezzi ben più alti rispetto a quelli garantiti del parco di generazione termica, fra i più efficienti a livello europeo. L’unica strada per ridurre la bolletta italiana è quella di promuovere l’efficienza energetica e una ulteriore liberalizzazione del mercato, in un quadro regolatorio più stabile nel medio e lungo periodo. Puntare sulla filiera dell’efficienza rappresenta la strategia più efficace per sostenere lo sviluppo di competenze e tecnologie nazionali, mantenendo il valore così generato all’interno del nostro Paese: un impulso indispensabile, in grado di generare ricadute assai positive in tutto il nostro sistema economico”. (Roberto Grattagliano)

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Manovra e incentivi alle rinnovabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

“Non ci sarà alcun taglio degli incentivi alle rinnovabili, nella manovra finanziaria in corso” – afferma l’On. Marco Pugliese, deputato di Forza del Sud, partito fondato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè. “Ad assicurarlo – continua il deputato del partito arancione – è stato il Ministro dello Sviluppo EconomicoPaolo Romani, il quale nonostante le pressioni ricevute dalla Lega per ridurre del 30% la quota degli incentivi, ha capito benissimo che se c’è una Lega che taglia incentivi, ci sarà una Forza del Sud che taglierà il Governo”. “Forza del Sud – conclude Pugliese – rimane fedele agli impegni presi, vigilando su eventuali provvedimenti che la Lega si appresta a presentare al Senato”.

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Taglio incentivi rinnovabili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

Forza del Sud continua la sua campagna a sostegno delle energie rinnovabili – dichiara in una nota l’On. Marco Pugliese – non c’è e non ci sarà nessun taglio agli incentivi nella prossima manovra finanziaria. Tra l’altro il sole ed il vento sono risorse naturali per creare sviluppo ed occupazione soprattutto in una parte del Paese, quale il Sud. L’On. Pugliese continua dicendo – qualcuno ha provato a tagliare gli incentivi senza però rendersi conto che così facendo, molti Parlamentari avrebbero, di conseguenza, tagliato il Governo. Forza del Sud, partito fondato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè, si farà promotore di una serie di proposte da presentare al Governo per dare un equilibrio a un settore, quello della “green economy”, sempre più in espansione. Infatti, proprio nella giornata di domani il leader Gianfranco Miccichè parteciperà ad una tavola rotonda “ La via italiana alle rinnovabili – scenari di sviluppo dopo il Decreto” presso l’università LUISS Guido Carli, spiegando ai giovani studenti l’importanza di questo settore anche dopo la bocciatura referendaria del nucleare.

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Incentivi pannelli solari

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

Lo scorso decreto interministeriale denominato “quarto conto energia” firmato dal Ministro Romani e dal Ministro Prestigiacomo, presenta alcuni punti che risultano poco chiari soprattutto per quello che riguarda il premio incentivante del 10% per gli impianti che utilizzano componenti di provenienza europea. L’On. Marco Pugliese di Forza Del Sud, movimento che fa capo al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè, a nome di tutta la compagine dichiara – Forza del Sud si è sempre battuta a difesa delle energie rinnovabili e anche oggi, con la presentazione dell’odg approvato in aula in ambito del ddl sullo sviluppo, non ha fatto mancare il proprio contributo a favore della “green economy”. Infatti, abbiamo impegnato il Governo non solo a fare chiarezza e fugare ogni dubbio circa la provenienza della materia prima usata per realizzare i moduli: questi, infatti, dovrebbero essere realizzati e assemblati in Europa ma il costruttore dovrebbe essere lasciato libero di scegliere la provenienza delle materie prime per realizzarli, celle fotovoltaiche incluse, ma anche a definire, dato che non si sa ancora cos’è “made in eu” o meno, cosa accadrebbe se tra sei mesi un componente ritenuto made in eu non lo sarà più in seguito a successivi chiarimenti intervenuti. L’on. Pugliese infine conclude affermando – spero che il Governo, quanto prima, emani un decreto interministeriale al fine di risolvere questo equivoco che sta paralizzando l’intero settore dell’energia solare.

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Incentivi per fotovoltaico

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

E’ stato firmato il 5 maggio il decreto interministeriale che disciplina le modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici. Il nuovo sistema si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro. Il regime di sostegno è assicurato secondo obiettivi indicativi di progressione temporale della potenza installata coerenti con previsioni annuali di spesa I Possono beneficiare delle tariffe incentivanti: le persone fisiche; le persone giuridiche. i soggetti pubblici i condomini di unità immobiliari ovvero di edifici. La tariffa percepita viene determinata dal momento dell’entrata in esercizio dell’impianto, con la garanzia del rispetto dell’iter di connessione da parte del gestore di rete, in conformità con i tempi e le relativi sanzioni previste dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Il decreto prevede inoltre una serie di strumenti per rafforzare e potenziare la filiera industriale italiana attiva nella produzione di impianti fotovoltaici, quali premialità per le installazioni finalizzate alla sostituzione di amianto per la realizzazione di impianti in aree da bonificare o soggette a recupero ambientale per i moduli su barriere fonoassorbenti.

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