Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘incertezza’

L’era dell’incertezza, raccontata dai protagonisti dell’evento online

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

L’era dell’incertezza in assoluto. Ha definito così il nostro tempo della transizione digitale Derrick de Kerckhove, direttore scientifico di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia, in conclusione dell’evento online che si è tenuto per iniziativa congiunta di FERPI Lazio e Osservatorio TuttiMedia, con la media partnership di Media Duemila. “Personal Digital Twin: alter ego digitale e comunicazione”, il titolo dell’incontro – moderato da Diana Daneluz, consigliere regionale della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana ed introdotto da Giuseppe De Lucia, delegato Ferpi Lazio – a significare che il percorso speculativo sarebbe partito da questa nuova figura digitale, il gemello digitale personale, per valutarne le ricadute su relazioni, professioni, comunicazione.Un percorso che – e non poteva essere altrimenti, nonostante la preparazione dei relatori, tutti personalmente soggetti attivi di questa transizione oltre che suoi critici osservatori – ha condotto più a domande che a risposte, in ossequio alle problematicità che pone. Dal pamphlet “Oltre Orwell: il gemello digitale” scritto insieme allo stesso de Kerckhove da Maria Pia Rossignaud, direttrice di Media Duemila, prima rivista di cultura digitale italiana e vicepresidente Osservatorio TuttiMedia, lo spunto inziale al confronto. Una “storia”, quella del gemello digitale come raccontata dalla giornalista, poco nota al grande pubblico, quello stesso pubblico che però ogni giorno lascia in rete scie di sé come la bacchetta magica della fatina Trilli o come i sassolini di Pollicino, come qualcun altro ha detto. Una esternalizzazione delle nostre vite attraverso i dati, anche personali, personalissimi, che immettiamo in rete, e che viene composta e ricomposta in banche dati che in qualche modo prescindono e vivono e interagiscono autonomamente rispetto a noi: i nostri avatar, appunto.Il digitale che si frappone decisamente nelle relazioni che ciascuno di noi vive, gli algoritmi come ulteriori soggetti sociali della città digitale abitata ormai dalla maggior parte delle persone nella loro vita “onlife”, impongono infatti una riflessione anche etica, anzi algoretica, come propone Padre Paolo Benanti, francescano del Terzo Ordine Regolare, teologo, docente di neuroetica, bioetica e teologia morale all’Università Pontificia Gregoriana. Una possibile strada, quella da lui indicata, verso un’etica capace di tenere insieme il termine “valore” di natura etica con il termine “valore” di natura computabile proprio delle macchine, per rendere comprensibili alle macchine stesse le istanze sociali e valoriali acquisite dalle nostre democrazie occidentali. Algoretica come scatola di cristallo che renda trasparente, al pari di come il gemello digitale sta rendendo trasparente l’uomo, l’algoritmo e la direzione che percorre. Il problema infatti è che queste macchine sono sempre più, anche se non da oggi, come ha ricordato Daniela D’Aloisi – ingegnera responsabile area servizi digitali della Fondazione Ugo Bordoni, con la passione da sempre per l’IA – agenti autonomi capaci di prendere, altrettanto autonomamente, delle scelte. Si pone quindi il problema delle loro capacità decisionali, legato al concetto stesso di delega e di conoscenza. Le macchine apprendono, attraverso l’algoritmo, i sensori, il machine learning. Fanno da sole, e possono inglobare, come è stato, nel loro processo di apprendimento, pregiudizi e dati incorretti. E tutto si riflette e si rifletterà nelle decisioni che prendono. Il Digital Twin, ha concluso, per ora, Derrick de Kerckhove, inizialmente, in industria la replica digitale di motori o installazioni complessi, nata per anticipare possibili guasti ed eseguire diagnosi a distanza, ha aperto quindi la strada a qualcosa di molto diverso, al Personal Digital Twin, figura retorica della trasformazione digitale, un avatar, la nostra vita raccontata dai dati, accesso universale bidirezionale fra l’uomo e la rete. La dimensione della reciprocità dell’informazione è parte della nostra società e questa nuova essenza dell’essere si è manifestata con forza nell’era del Covid-19. L’informazione, come il virus, parte dall’uomo, arriva fuori dell’uomo, può cambiargli la vita attraverso il gemello digitale, l’“altro me” che si fa strada nel mondo degli assistenti virtuali. Nella società della datificazione è possibile replicare l’essere umano assembrando tutti i suoi dati e aprire così ad ambiti professionali e di comunicazione inesplorati. Stiamo andando verso un Personal Digital Twin che deciderà per noi, comunicherà per noi; i gemelli digitali potranno interagire tra loro e contestualizzare i dati rispetto alle integrazioni con l’ambiente. In qualche caso, nella moda ad esempio, sta già avvenendo. L’esternalizzazione della nostra memoria, delle nostre facoltà, del nostro essere non è più arrestabile, ma non va sottovalutata. È una trasformazione epocale. È imperativo che ci si continui ad interrogare e a confrontare sul posto e sull’azione e la vita dell’uomo nel nuovo spazio virtuale abitato anche dagli algoritmi. Conoscere per comprendere e restare, soprattutto, liberi.

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Risparmio, nell’incertezza del presente gli italiani cercano una maggiore sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

A che cosa pensano gli italiani quando si parla di risparmio? Uno su tre (31%) alla preoccupazione per lo stato delle proprie finanze, alimentata dalla congiuntura del momento, il 47% ci vede una risorsa per affrontare anzitutto un presente complesso, mentre un ulteriore 22% – uno su cinque – lo associa all’idea di futuro e alla possibilità di un domani più solido per la famiglia e i figli.Lo evidenzia l’Osservatorio Sara Assicurazioni, la Compagnia assicuratrice ufficiale dell’ACI. Dati che si inseriscono nel quadro della crisi economica generata dalla pandemia, che ha determinato un senso generale di incertezza, con ripercussioni su famiglie e attività. Incertezza che va di pari passo, non a caso, con l’aumento dei depositi bancari, cresciuti a dicembre 2020, come segnala l’Abi, di oltre 162 miliardi rispetto all’anno prima raggiungendo quota 1.736 miliardi.Gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori, con il 50% che afferma di vivere il presente cercando abitualmente di mettere da parte qualcosa per affrontare possibili imprevisti e difficoltà e addirittura un 20% che si dice sempre parsimonioso, al punto da fare rinunce oggi per riuscire a pianificare meglio il domani.Nella gestione dei soldi la tecnologia si ritaglia uno spazio sempre maggiore, tanto che uno su due (53%) si dichiara propenso ad affidarsi in misura crescente anche ad app e sistemi fintech per gestire l’economia domestica e organizzare il budget familiare.Ma oltre a pensare al presente, gli italiani riconoscono l’importanza di una pianificazione del futuro economico. Le soluzioni ritenute più idonee sono il fondo pensione (35%) e le polizze assicurative per il risparmio e l’investimento (32%). A seguire le polizze vita (17%), per le garanzie che possono offrire alla famiglia, mentre un 16% punterebbe sul mattone e l’11% direttamente sul mercato finanziario. La caratteristica più apprezzata in uno strumento di risparmio è la sicurezza (33%). Vi sono poi la flessibilità (21%), e quindi la capacità di rispondere al presentarsi di diverse esigenze e disponibilità, i rendimenti che si possono ottenere (21%) e la convenienza in termini di costi (18%).

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Governo: Rojc (Pd), uscire da incertezza con forze maggioranza

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2021

“Bisogna considerare seriamente l’appello del presidente Mattarella e uscire prima possibile da questa incertezza con l’apporto di tutte le forze di maggioranza, chiedendo all’opposizione una collaborazione costruttiva per salvare l’Italia. E’ inquietante e sinceramente inaccettabile sentire che una crisi bussa alle porte mentre in Parlamento stiamo decidendo di prorogare lo stato di emergenza nel Paese”. Così la senatrice Tatjana Rojc (Pd) mentre a Palazzo Madama è in corso la discussione sulle comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza sulle nuove misure per contrastare l’epidemia di Coronavirus.

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Per il 2021 cresce l’incertezza degli italiani sul lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

L’emergenza sanitaria ha minato le certezze degli italiani sul lavoro e oggi ben il 43% dei lavoratori teme di perdere il posto o non si sente sicuro del proprio impiego (era il 36% un anno fa), la percentuale più alta tra i principali paesi europei come Regno Unito (39%), Spagna (39%), Francia (31%) e Germania (30%). Nell’incertezza cresce l’attaccamento all’impiego attuale: il 72% degli italiani si dice soddisfatto del proprio lavoro, +3% rispetto a dodici mesi fa, mentre scende la percentuale di insoddisfatti (dal 10% al 6%) e solo il 9% sta cercando attivamente una nuova posizione (contro il 12% di fine 2019). Cala di dieci punti (dal 58% al 48%) l’ambizione di avviare un’attività, al penultimo posto davanti solo ai francesi (38%) e dopo inglesi (54%), spagnoli (51%), e tedeschi (50%). Segnali di aumento delle preoccupazioni, che emergono anche in prospettiva. Pur di conservare il lavoro, se fosse necessario una parte non trascurabile degli italiani sarebbe disposta ad accettare qualche compromesso, come una riassegnazione di ruolo all’interno dell’azienda (29%), la cassa integrazione o una riduzione dell’orario di lavoro (21%), oppure un aumento dell’orario con lo stesso stipendio (17%), la perdita di benefit (15%), un contratto a termine (10%) o un taglio dello stipendio (8%).E tra gli obiettivi per il lavoro post pandemia, prima di tutto i lavoratori mettono la protezione dello stipendio, indicata dal 54%, seguita dal rafforzamento delle politiche per la salute e dei protocolli di sicurezza sanitaria (41%) e dalla comunicazione trasparente (39%), poi la partecipazione a corsi di formazione, la disponibilità di un’assicurazione sanitaria, maggiore sicurezza. L’ambiente di lavoro ideale post pandemia per tre italiani su quattro deve essere “flessibile”, con la possibilità di lavorare sia da casa sia in ufficio (indicata dal 48% dei lavoratori) oppure con autonomia e flessibilità di scelta di luogo o orario di lavoro (26%), mentre solo l’11% vorrebbe lavorare sempre nella propria abitazione e il 15% sempre in ufficio. È quanto emerge del Randstad Workmonitor, l’indagine semestrale sul mondo del lavoro di Randstad, primo operatore mondiale nei servizi HR, che ha analizzato la capacità di adattamento dei lavoratori all’emergenza Covid19 e la loro percezione sul mercato del lavoro post pandemico. La ricerca è stata condotta a fine 2020 in 34 Paesi del mondo su un campione di oltre 800 lavoratori di età compresa fra 18 e 67 anni per ogni nazione. Le principali aspettative dei lavoratori per il post pandemia sono la protezione dello stipendio, indicata dal 54% del campione, le politiche di salute e protocolli di sicurezza (41%), la comunicazione trasparente (39%), i corsi di formazione (36%) e l’assicurazione sanitaria (32%). Seguono la maggiore sicurezza online e di persona (25%), la collaborazione all’interno del team (24%), le attrezzature e le tecnologie per poter lavorare da remoto (24%), le sicurezze lavorative (22%), i programmi di assistenza ai dipendenti come il supporto psicologico (21%, -1%), le risorse per i dipendenti (ad esempio il gruppo genitoriale, 15%).

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Scuola: Si rischia di riaprire nell’incertezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

“Le esternazioni del ministro all’Istruzione non fugano i dubbi sulla scarsa qualità del suo operato: la confusione sulla didattica mista, sulle promozioni automatiche che hanno destabilizzato e demotivato gli studenti, sulla ripresa a settembre da remoto, sui separè in plexiglas, sugli insulti alle scuole pubbliche paritarie, sui pregiudizi manifestati verso i gestori di servizi privati socio educativi 0-6 anni, sui doppi turni, lasciano poco margine d’interpretazione. Il 14 settembre si riaprirà nell’incertezza, sempre che non intervengano ripensamenti ulteriori con la calura estiva. I nodi rimangono, dalle classi pollaio, ai banchi monoposto, con o senza rotelle, dalla disponibilità di nuovi spazi in così poco tempo, alla ristrutturazione di edifici fatiscenti, dal sostegno atteso disperatamente dagli asili nido privati e dalle scuole pubbliche paritarie alle farneticanti ipotesi di una scuola 2.0 senza libri, classi, banchi, esami, una specie di incubo nozionistico che ucciderebbe le relazioni sociali, i legami, le emozioni. Quest’ultima non è una proposta del Ministro Azzolina, ma non l’abbiamo sentita opporsi con decisione a tale squallida deriva tecnocratica e tecnologica. Confusione, ritardi, mancanza di un’idea di scuola sono i principali gravissimi difetti mostrati da questo dicastero. La scuola era e deve restare palestra di vita e ascensore sociale capace di mettere i ragazzi meno abbienti nelle condizioni di primeggiare”.E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo stamane alla trasmissione ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio1.

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“Una strategia azionaria “barbell” in un contesto di perdurante incertezza”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

A cura di Natasha Ebtehadj, Gestore di portafoglio e Felicity Long, Gestore di portafoglio clienti di Columbia Threadneedle Investments. Preferiamo non cedere alla tentazione di dire che “viviamo in un’epoca senza precedenti”. Dopo tutto, eventi straordinari avvengono di continuo ed è il modo in cui li affrontiamo che crea valore per i nostri clienti. Non c’è tuttavia dubbio che stiamo attraversando uno dei periodi più significativi della recente storia economica, che sarà forse ricordato come la “Grande Recessione da Covid”.Osservando gli eventi nella fase forse più critica della recessione, ci sembra che i mercati siano nel pieno di un braccio di ferro tra forze contrastanti: da un lato, gli enormi e apparentemente interminabili interventi delle autorità, dall’altro l’evolversi delle ripercussioni economiche della convivenza con il Covid-19. Non è chiaro quali forze prevarranno, e tale mancanza di chiarezza si riflette sia nei maggiori margini di incertezza delle nostre previsioni economiche, sia nel nostro approccio all’assunzione del rischio nei portafogli multi-asset.Come abbiamo scritto in precedenza, continuiamo già da fine marzo a mantenere un atteggiamento complessivo di propensione al rischio, ritenendo che le azioni e le obbligazioni societarie offrano interessanti opportunità di rendimenti corretti per il rischio. Ci attendiamo che gli investitori beneficeranno di una modesta sovracompensazione rispetto ai rischi economici che si prospettano, peraltro sostanziali. In questo articolo ci concentriamo tuttavia sul rischio azionario.Alla luce delle incertezze, e tenendo conto dell’impatto economico della chiusura delle economie e dell’enorme risposta politica volta a contrastare le perdite, le nostre preferenze azionarie regionali poggiano su una strategia barbell. Investendo sia negli Stati Uniti che in Asia puntiamo su un mix di caratteristiche difensive e cicliche in grado di soddisfare anche la nostra preferenza di fondo per la qualità. Esaminiamo singolarmente ognuna di queste regioni.
Il mercato statunitense è sede di alcune delle società di qualità che emergeranno vincenti da questa crisi, data l’accelerazione di tendenze strutturali in ambiti come pagamenti senza contanti, telelavoro e consumi online, solo per citarne alcuni; le nostre posizioni in società come Microsoft, Mastercard e Amazon dovrebbero pertanto rivelarsi premianti.Il mercato statunitense è inoltre prevalentemente orientato all’economia domestica e quindi meno esposto alla crescita globale e al commercio internazionale. Le esportazioni hanno rappresentato solo il 12% del PIL USA nel 2018, a fronte del 47% per l’UE, e sebbene circa il 26% del fatturato delle società dell’S&P 500 provenga dall’estero, tale quota è bassa rispetto alla maggior parte dei mercati internazionali. Uno dei lati del barbell punta quindi su queste caratteristiche difensive e di qualità.
Sull’altro lato del barbell figura l’Asia, che offre caratteristiche cicliche e di qualità. L’economia asiatica si è affermata come il motore della produzione mondiale e presenta quindi una maggiore esposizione relativa alla crescita globale in un’era di globalizzazione delle catene produttive. Sebbene una rapida ripresa a V dell’economia globale non rappresenti il nostro scenario di riferimento, le prospettive altamente incerte ci inducono a mantenere un’esposizione selettiva a titoli ciclici di qualità, presenti in Asia in settori come quello tecnologico.La Cina sta intensificando gli sforzi di internalizzazione regionale della propria catena produttiva nel settore tecnologico, il che avrà probabili ricadute positive per le aziende asiatiche. Inoltre, i pericoli di una “seconda ondata” di contagi sono stati finora gestiti efficacemente durante la fase di graduale abbandono delle misure di isolamento in vari paesi. L’economia cinese, la prima colpita dalla crisi, è stata anche la prima a riacquistare slancio, avviando il processo di normalizzazione della produzione industriale con il ritorno dei lavoratori nelle fabbriche e il recupero dei consumi, che tuttavia rimangono a livelli inferiori a quelli pre-crisi.Ci attendiamo una ripresa lenta su scala globale, e riteniamo che aziende ed economie emergeranno dalla crisi più indebitate di prima. La maggiore enfasi sul rischio di alta qualità si è pertanto affermata come tema di fondo nei portafogli multi-asset. In ambito azionario, le società con bilanci solidi, elevati free cash flow e una buona redditività del capitale si distingueranno probabilmente dalla massa dei concorrenti fortemente indebitati, grazie al loro potenziale di crescita degli utili. Per individuare queste società, molte delle quali, come si è detto prima, operano negli Stati Uniti e nei paesi asiatici emergenti, ci avvaliamo del know-how collettivo dei nostri colleghi del team di ricerca azionaria. Abbiamo aumentato sin da fine marzo l’esposizione al rischio dei portafogli nelle strategie multi-asset svincolate, incrementando anche la qualità di tale rischio, come si evince osservando l’evoluzione di alcuni parametri chiave della qualità.
I rischi tuttavia permangono: come dicevamo in apertura, le misure di isolamento antivirus potrebbero avere la meglio sulle misure di stimolo economico implementate dalle autorità. Inoltre, la nostra strategia barbell incentrata su Stati Uniti e Asia ci espone indubbiamente ai pericoli legati al riacuirsi delle tensioni sino-statunitensi, un rischio che monitoriamo attentamente.Dal commercio, il conflitto si è esteso ad altre aree, tra cui tecnologia (in particolare, le restrizioni su Huawei), finanza (ad esempio, la recente proposta di legge del Senato sul delisting di American Deposit Receipts (ADR)) e geopolitica (l’ultimo motivo di tensioni riguarda la legge sulla sicurezza di Hong Kong). Per alcuni versi, il riacuirsi delle tensioni non sorprende in un anno di elezioni statunitensi; l’atteggiamento ostile alla Cina è peraltro condiviso da entrambi gli schieramenti politici, per cui riteniamo che le relazioni sino-statunitensi continueranno a fornire argomento di discussione sino alla chiamata alle urne.Non c’è dubbio che gli ultimi due mesi siano stati straordinari, ma non è la prima volta che investiamo in periodi di crisi: ogni crisi presenta aspetti che la rendono “senza precedenti”. Il nostro processo d’investimento ci ha consentito di affrontare con successo 25 anni ricchi di eventi; riteniamo che rimanere fedeli a tale processo sia ora più importante che mai.
http://www.columbiathreadneedle.com

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Pianificare nell’era dell’incertezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

I due concetti che hanno maggiormente influenzato le mie scelte professionali, nel settore della finanza, sono la pianificazione e l’incertezza. In questo articolo li combinerò insieme mostrando la necessità di una profonda rivisitazione del concetto di pianificazione finanziaria, allontanandosi dalla versione anglosassone – che nell’Europa continentale non ha mai veramente preso piede – per abbracciare una visione completamente coerente con la nuova realtà che accademicamente ha iniziato a trovare spazio da inizio secolo ed è ormai una realtà consolidata: l’era dell’incertezza.
Dopo la grande crisi finanziaria del 2008 il concetto tradizionale di pianificazione finanziaria è un po’ entrato in crisi poiché il vecchio modo di intendere la pianificazione finanziaria era legato a doppio filo con i vecchi concetti di costruzione dei portafogli finanziari basati sull’ottimizzazione del rapporto rischio/rendimento (già citata MPT).
Questa presunta ottimizzazione (la “famosa”, almeno nel settore, “frontiera efficiente”) presuppone una stima delle aspettative di rendimento (insieme alla varianza e covarianza, ma non desidero entrare nei dettagli tecnici). Il 2008 ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che tutti i calcoli che stavano alla base della pianificazione finanziaria tradizionale erano completamente sbagliati. L’ultimo ventennio, che va dallo scoppio della bolla tecnologica alla crisi in corso, passando per la grande crisi finanziaria, si può definire come l’inizio dell’era dell’incertezza. Il concetto di incertezza, a livello accademico, è diventato ormai un dato assolutamente acquisito, non solo in finanza, ma particolarmente in finanza. In Italia il noto psichiatra Vittorio Andreolli ha scritto per i tipi di Rizzoli “Homo Incertus”, nel quale mostra il concetto di incertezza nell’intera società, anche con qualche accenno agli aspetti economici e monetari. Paolo Sironi, Global Research Leader Banking and Finance presso l’IBM Institute for Business Value, teorico della trasparenza dei mercati finanziari, la chiama “incertezza fondamentale”, per ribadirne il carattere ontologico. Per prendere decisioni finanziarie in modo efficace e soddisfacente la caratteristica più importante che l’investitore deve possedere è la “consapevolezza finanziaria olistica”. Ciò significa aver interiorizzato i meccanismi basilari dei mercati finanziari in rapporto alle proprie necessità di vita collegate ad esigenze monetarie, ma anche alla propria psicologia. Conoscere non è avere consapevolezza. La funzione più importante di un piano finanziario (paradossalmente anche quella più trascurata) è quella di accrescere la propria consapevolezza finanziaria olistica. La consapevolezza si accresce solo attraverso l’esperienza diretta. Essere consapevoli non significa semplicemente conoscere, ma fare esperienza di un evento sul quale si è precedentemente ben riflettuto. Affinché questo percorso di consapevolezza interiore si realizzi è necessario
1. dotarsi di obiettivi “smart” (specifici, misurabili, ambiziosi ma raggiungibili e temporizzati)
2. realizzare un piano d’investimento con regole molto dettagliate, progettate sull’assunto che i mercati sono assolutamente incerti;
3. vivere le conseguenze delle scelte previste dal piano.
Man a mano che i mercati faranno il loro corso, l’investitore potrà prendere consapevolezza delle sue reazioni, delle sue aspettative e sulla base di queste nuove consapevolezze potrebbe maturare diversi obiettivi e potrebbe modificare o integrare il proprio piano. Come per tutte le cose, il “come” è sempre più importante del “cosa”. Affinché i piani finanziari siano efficaci devono essere progettati avendo aspettative realistiche, partendo – come detto – dal presupposto dell’incertezza dei mercati e non del semplice rischio-statistico. Uno dei modi di gestire l’incertezza è prevedere nel piano numerosi momenti di verifica ed adeguamento del piano stesso in base alle mutate condizioni. Tutti questi aspetti sono conseguenze dell’aver compreso pienamente ed accettato l’incertezza fondamentale dei mercati. Quando un investitore ha sviluppato un’elevata consapevolezza finanziaria olistica, comprende sempre di più che l’incertezza non costituisce un problema, se hai imparato a gestirla. Questo però richiede tempo, una certa dose di pazienza e disciplina e – possibilmente – una guida che non abbia interessi in conflitto con l’investitore. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio in abstract)

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Investimenti finanziari: incertezza fondamentale e razionalità ecologica

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

Quando incontro per la prima volta un potenziale cliente spiego sempre che – purtroppo – io non ritengo che sia possibile prevedere, con un ragionevole grado di affidabilità, i mercati finanziari e che comunque io non sono in grado di farlo.
In genere tutti ritengono ragionevole la cosa, ma questo è ciò che costantemente si tenta di fare! Nella teoria delle scelte, si distinguono i giochi ad informazione completa dai giochi ad informazione incompleta. Gli scacchi, i dadi, la roulette sono tutti giochi ad informazione completa. Qui è il regno del rischio e del calcolo. Per fare una scelta, una mossa, una giocata, posso calcolare. Maggiore e la mia capacità di calcolo e maggiore è la possibilità di vincere. Nei giochi ad informazione incompleta – come il poker – c’è incertezza.I mercati finanziari sono un gioco più simile agli scacchi o più simile al poker?
Senza alcun dubbio sono molto più simili al poker. Come con il poker, anche in finanza è sensato fare una serie di calcoli. Ciò che è insensato è basare le scelte prevalentemente su questi calcoli. Il concetto più importante che devi comprendere per investire è che le tue scelte devono gestire l’incertezza, non il rischio. Come si gestisce l’incertezza?
Uno degli studiosi più importanti al mondo su questo tema è Gerd Gigerenzer che ha diretto per molti anni un gruppo di ricercatori (Center for Adaptive Behavior and Cognition al Max Planck Institute for Human Development). Ha dato dei contributi fondamentali per l’affermarsi del concetto di razionalità ecologica.
Il pensiero dominante in economia (di cui la finanza è un settore) fonda tutte le sue formule matematiche sull’ipotesi che gli operatori facciano scelte razionali, cercando di massimizzare l’utilità attesa delle loro scelte. Il concetto di “scelta razionale” si traduce, in questa visione dell’economia, in calcoli. In altre parole, per ciascuna scelta, si tratta di pesare i risultati di tutti gli esiti ipotizzabili per le varie probabilità che accadano e successivamente fare una media. Facciamo un esempio per comprendere…
Devo scegliere fra due tipologie di investimento: A e B.
Secondo i dati storici, dopo 5 anni, nel 95% dei casi, 100 mila euro investiti avranno generato un capitale che oscilla in una banda che va da un minimo di 93 mila euro ad un massimo di 137 mila euro. La scelta B, sempre statisticamente nel 95% dei casi, avrà una oscillazione tra 98 e 112 mila euro.
Come dici? Hai già perso il filo del discorso?
E’ normale! E va bene così! Non ti preoccupare. La maggior parte delle persone si perde perché il nostro cervello non è fatto per questo approccio. La buona ragione per la quale il cervello non si trova con questo approccio è perché questo è un approccio sbagliato! In finanza questo approccio è considerato razionale, ma – secondo la definizione di Gigerenzer – non è una razionalità ecologica. Perchè?
Perché trascura la cosa veramente importante, ovvero gli eventi che non sono inclusi in quei calcoli! L’esempio parlava del 95% dei casi. Ma si tratta del 95% dei casi passati! Per prima cosa non sappiamo cosa c’è in quel 5% ma sopratutto noi sappiamo che la distribuzione dei casi futuri sarà diversa da quella del passato! La sostanza è sempre quella: il futuro è incerto! La razionalità ecologica, evita di consumare energie mentali in calcoli che non servono a nulla e si concentra sull’uso di processi decisionali molto più semplici, i quali in primo luogo escludono, per quanto possibile, gli eventi che mettano in pericolo la sopravvivenza della persona (o in questo caso del capitale). Anche se l’ipotesi di perdere tutto (o una parte molto consistente) del capitale ha una probabilità estremamente bassa (in virtù delle ipotesi statistiche basate sul passato), la razionalità ecologica impone di escludere le scelte che implicano la possibilità di perdere tutto.Razionalità ecologica significa, in altre parole, semplificare le scelte. Quelli che parlano bene usano l’espressione: euristiche rapide e sintetiche.
Non pretendere la precisione dove è impossibile, bensì accogliere l’incertezza usando tanto buonsenso.L’esempio classico è quello della diversificazione 1/n. Il problema è quello di definire in che proporzione metto in portafoglio ciascuna tipologia d’investimento fra le alternative considerate possibili. Mettiamo che le alternative siano 10.
La soluzione “razionale” classica consiste nel fare calcoli statistici, trovare rendimento medio atteso, deviazione standard e correlazione, costruire la così detta “frontiera efficiente” (per la quale un certo Markowitz ha preso il premio Nobel…) e poi definire il portafoglio “ottimale”. L’approccio della razionalità ecologica è quello d’investire semplicemente la decima parte di ciascuna forma d’investimento. Se non ho elementi per scegliere: semplicemente non scelgo, ovvero li prendo tutti. Ci sono diversi studi che dimostrano come l’approccio 1/n sia superiore alla frontiera efficiente. Ciò accade per il principio generale in base al quale in condizioni d’incertezza non vince la strategia matematicamente più raffinata, maquella che incorpora meno assunti di base. Se si vuole approfondire il tema, si consiglia uno dei libri di Gerd Gigerenzer: “Quando i numeri ingannano. Imparare a vivere con l’incertezza”. E’ utile non solo per la finanza, ma per tutte le scelte della vita, perché la finanza è esattamente come la vita: incerta. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio)

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“Perseguire rendimenti positivi in un clima di incertezza”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

A cura di Fred Jeanmaire, Gestore azionario Europa di Columbia Threadneedle Investments. A fronte del ristagno della crescita e del calo delle aspettative d’inflazione nell’eurozona, i tassi d’interesse sono verosimilmente destinati a restare contenuti. Questo spiega perché i rendimenti delle obbligazioni core europee sono riscesi verso lo zero e perché i rendimenti della liquidità rimangono negativi.Per molti investitori, neppure rivolgersi al mercato azionario è una soluzione perfetta. Per quanto l’investimento in azioni abbia meriti indiscussi, la volatilità registrata alla fine del 2018 è stata inaccettabile.Ne consegue che gli investitori europei sono ancora alla ricerca di strategie in grado di conseguire performance positive e di offrire protezione dalla volatilità. Estraendo rendimenti sia dalla detenzione che dalla vendita allo scoperto di azioni, i fondi long/short alpha sono in grado di fornire risultati positivi in una varietà di condizioni economiche e di mercato. I loro portafogli di posizioni lunghe e corte offrono un’esposizione con una copertura naturale ai mercati finanziari.La strategia European Absolute Alpha di Columbia Threadneedle Investments investe in titoli growth di alta qualità caratterizzati da potere di prezzo e in grado di generare rendimenti elevati e sostenibili. Al contempo, assumiamo posizioni short su imprese con una debole posizione competitiva che sitraduce in una performance deludente, una debole generazione di cash flow e una crescita contenuta.Da oltre 10 anni usiamo il modello delle Cinque forze di Porter, intitolato all’omonimo professore di Harvard, come quadro di analisi per selezionare efficacemente le aziende con solide posizioni competitive, ma anche per individuare i candidati per la vendita allo scoperto che sono probabilmente destinati a sottoperformare. I mercati spesso si concentrano sulle tendenze a breve termine e ignorano le minacce a lungo termine per le imprese.Alla luce della ricerca sulle aziende europee, questi sono tempi proficui per la selezione dei titoli. Sul versante long del portafoglio, le turbolenze di mercato creano opportunità per acquistare azioni growth di grandi aziende che sono sottovalutate e offrono prospettive di crescita del capitale.Per quanto concerne lo short selling, diversi settori risentono di forze dirompenti che ne erodono la redditività e i corsi azionari.Raramente gli investitori europei hanno affrontato condizioni più impegnative di quelle attuali.Il rendimento del Bund decennale tedesco di riferimento è sceso a circa 10 punti base (pb) dopo essersi portato a 60 pb all’inizio del 2018 e le obbligazioni di tutta Europa offrono rendimenti trascurabili. Al contempo il tasso sui depositi presso la Banca centrale europea si attesta a -40 pb costringendo gli investitori a pagare per la comodità di detenere liquidità.Quanto alle azioni, la recente volatilità a breve termine è stata troppo pronunciata per alcuni investitori. Tra l’ottobre e il dicembre 2018 l’indice MSCI Europe ha ceduto quasi il 15% (Figura 1) a fronte dei crescenti timori per il rallentamento della crescita economica globale. Con un’esposizione netta media di appena il 30-40% ai mercati azionari, le strategie come la European Absolute Alpha dovrebbero evidenziare una volatilità nettamente minore.

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Economia sotto l’ombrellone. Investire in tempi di incertezza: cautela, non panico

Posted by fidest press agency su sabato, 25 agosto 2018

Lignano Sabbiadoro (Udine) L’incertezza domina sui mercati, in particolare su quello italiano, per cui per i risparmiatori è fondamentale affidarsi a persone esperte e fare attenzione alle modalità di investimento prescelte. Nel dettaglio, gli esperti consigliano di utilizzare piani d’accumulo o switch programmati, e diversificare i propri investimenti non solo per tipologia, facendo un mix adeguato di strumenti prudenti e strumenti più “aggressivi”, ma anche per area geografiche, settori economici e valute di riferimento degli asset su cui si investe. In particolare, nel prossimo periodo sembrano interessanti l’azionario, soprattutto europeo, legato alle materie prime, all’immobiliare, le aziende che hanno flussi di cassa abbastanza costanti e pagano dividendi discreti, i mercati emergenti in particolare asiatici e, fra qualche tempo, l’oro se dovesse in questi mesi subire un ulteriore discesa. Bisognerà, invece, fare più attenzione ai titoli più volatili e alle obbligazioni, soprattutto a lungo termine, visto un probabile periodo di rialzo dei tassi a livello mondiale.
Nel corso dell’incontro i relatori hanno anche affrontato nel dettaglio la situazione italiana, dove l’incertezza sulle decisioni di politica economica del nuovo governo ha avuto come conseguenza un, ancora contenuto, aumento dello spread, un significativo calo di Piazza Affari e ingenti vendite sui titoli di Stato italiani.
Per Fumei: «I proclami fatti finora, l’idea che spread sia stato inventato dai cattivi o da un complotto internazionale e la continua campagna elettorale, hanno una forte incidenza sull’andamento attuale e potenziale del nostro mercato borsistico. Per fortuna, però, l’Italia è un grande Paese, con grandi imprenditori capaci di lavorare fra i marosi creati dalla politica, per cui sul nostro Paese rimango positivo anche se mi aspetto per i prossimi mesi un andamento della nostra borsa e di quelle europee in stile ottovolante, per cui sarà necessario prestare molta attenzione a come ci si muove». «Lo stock del debito pubblico nazionale – ha osservato Balconi –, seppur altissimo, negli ultimi tre anni è calato e ha visto aumentare la sua durata media, il che è positivo.
«L’aspetto dei controlli e della mancanza di conflitti di interessi da parte di chi propone gli investimenti – è fondamentale – ha sottolineato Fumei – e per questo la nuova Mifid 2 è molto importante perché introduce una maggior trasparenza. Bisogna, però che gli italiani da un lato si informino un po’ di più sui temi finanziari, dall’altro che quando investono, prima di decidere come farlo, si rivolgano a più consulenti e li mettano in concorrenza fra loro analizzando attentamente le diverse proposte, esattamente come fanno fra i vari commercianti quando decidono di comprare un’automobile o una lavatrice». In conclusione, i relatori hanno affrontato i cambiamenti generati nel mondo finanziario dalla digitalizzazione sia nell’operatività quotidiana, sia per la prospettiva di nuovi lavori che sta generando nel mondo della finanza. (in abstract)
L’ottava edizione di Economia sotto l’Ombrellone è organizzata da Eo Ipso – comunicazione ed eventi, ha il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e di Turismo FVG. Main sponsor: Sky Gas & Power, CrediFriuli, Bcc Pordenonese, Bcc Staranzano e Villesse, Banca di Udine. La rassegna ha il contributo di: Confindustria Udine, Ramberti attrezzature balneari, GLP – intellectual property office, Gruppo Greenway Bionenergie, San Daniele bioenergia, Real Comm, Idea Prototipi, SecurBee e Servizi 4.0. Sponsor tecnici: Scriptorium Foroiuliense, Fondazione Villa Russiz, Beach Aurora, Lignano Pineta, Hotel Ristorante President e Porto Turistico Marina Uno.

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“Meno italiani in vacanza, pesa l’incertezza non soltanto meteorologica”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Nel 2018, dopo tre anni di decisa ripresa, i principali indicatori sulle vacanze degli italiani segneranno una (leggera) frenata. Dando uno sguardo alle previsioni sulle presenze nelle località turistiche del Belpaese da luglio a settembre sembra che l’incertezza, non soltanto meteorologica, stia incidendo sulle scelte degli italiani. Questo è quanto emerge dai dati dell’Ufficio Studi della Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, secondo i quali 20,9 milioni di italiani (il 34,6% della popolazione) si concederanno una vacanza tra luglio e settembre (era il 34,9% nel 2017). L’aumento del numero di italiani che non farà vacanze estive tra luglio e settembre evidenzia lo stato di incertezza che sembra ancora caratterizzare la domanda interna. Nel complesso, i viaggi estivi con destinazione l’Italia ed estero saranno poco più di 26 milioni (27,8 milioni nel 2017).“I dati del nostro Ufficio studi sulle vacanze estive degli italiani mettono in evidenza una leggera flessione sia dei viaggi che delle presenze. Quest’anno saranno meno di 21 milioni gli italiani in vacanza, un dato leggermente inferiore a quello registrato nel 2017 – ha dichiarato Roberto Calugi, Direttore Generale Fipe, per una spesa stimabile in 15 miliardi di euro. Tre anni di progressiva crescita ci inducevano a pensare che anche nel 2018 la propensione a viaggiare degli italiani si irrobustisse ulteriormente. Invece condizioni meteo che hanno ritardato l’avvio della stagione e un clima economico che rimane incerto stanno condizionando i risultati della stagione. Dobbiamo di nuovo sperare nel buon andamento del turismo straniero”.
Complessivamente tra luglio e settembre le presenze saranno circa 218 milioni, in calo del 2,4% rispetto ai quasi 223 milioni del 2017. Come nella più classica delle estati italiane, agosto la farà da padrone con oltre 102 milioni di presenze, seguito da luglio (circa 78 milioni) e settembre (38 milioni). La durata media delle vacanze sarà di 8,2 giorni in flessione rispetto al 2017, quando fu di 8,4 giorni.

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Taxi e Uber: Nuova sentenza Tribunale, nuova incertezza, chi vince?

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

tribunaleIl tribunale di Roma ha emesso una sentenza diametralmente opposta a quella che in precedenza, stessa sezione in composizione diversa, aveva bloccato i taxi di Uber. La prima parlava di concorrenza sleale che aggirava i vincoli, la seconda prende atto della sospensione di questi vincoli da parte del decreto milleproroghe. Entrambe le sentenze auspicano un cambiamento dell’attuale normativa (21/1992). Contenti e scontenti si sono scambiati opinioni e veleni e uno solo giace sconfitto nell’angolo in attesa che i suoi medici e allevatori decidano di continuare ad alimentarlo: lo Stato di Diritto.
A noi, ovviamente, piace poter chiamare un taxi in qualunque momento e dovunque a prezzi contenuti. Cosi’ come ci piace il fatto che anche questo mercato sia liberalizzato e che, concedendo l’accesso a nuovi imprenditori e lavoratori, porti beneficio anche ai consumatori e all’economia in generale. Ma ci piacerebbe che questo avvenisse in un ambito di regole, semplici e di facile accesso, dove non valgano le rendite di posizione. Per questo abbiamo ritenuto valida la posizione dell’Antitrust che ha sollecitato il legislatore ad esser tale, considerando forme di indennizzo per le “vittime” dell’attuale sistema corporativo, i taxisti che hanno pagato anche centinaia di migliaia di euro (spesso “a nero”) una licenza.
Ma cosi’ non e’. Oggi una nuova sentenza opposta a quella precedente si aggiunge alla giurisprudenza che governa al posto delle leggi. E niente ci dice che domani non potra’ esserci una nuova sentenza che dice il contrario del contrario, e cosi’ via.
Ci domandiamo: ma siamo noi estremisti o il nostro legislatore e’ interessato solo a galleggiare? Forse siamo noi anche incapaci dell’arte del governare? E’ evidente che qualunque decisione venga presa, lascera’ sul terreno degli scontenti. La direzione verso cui deve andare questa decisione e’ solo una, liberalizzazione (almeno fino a che nel nostro Paese c’e’ una maggioranza parlamentare e un governo che si rifanno alle direttive dell’Unione Europea), e prima o poi andra’ presa. Temporeggiare e’ solo alimentazione di sfiducia e disinteressamento sul potere delle istituzioni. A chi giova? Probabilmente a qualcuno che continuera’ a conservare poltrone grazie a questo galleggiamento, ma il Paese? Facciamo appello a coloro che nelle poltrone di siedono per servir le istituzioni e il Paese, perche’ abbiamo un guizzo di iniziativa e di buon senso. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Riforma scuola: Riforma, un anno dal varo della Legge 107/15: le ombre sono diventate problemi irrisolvibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

Pacifico marcelloIl decalogo Anief su dodici mesi di problemi, norme inapplicabili, proteste ad oltranza, bonus professionali e incentivi assegnati solo ad una parte del personale, lavoratori messi uno contro l’altro, organi collegiali operanti nell’incertezza e comitati di valutazione lasciati al loro destino. Per non parlare del boom di supplenze annuali, anche dopo il piano straordinario di reclutamento, e di mancate stabilizzazioni, malgrado vi siano 80mila docenti abilitati che chiedono solo di essere inseriti nelle GaE e di essere immessi in ruolo. Preoccupa lo stallo degli stipendi, sempre più divorati dall’inflazione, e privati pure dell’indennità che per legge avrebbe dovuto tenere il passo. Intanto, tutto il personale Ata continua ed essere dimenticato, compresi i Dsga. E il concorso per dirigenti ancora rimandato. Marcello Pacifico (presidente Anief e segretario confederale Cisal): chi vive la scuola tutti i giorni ha trascorso un anno in perenne disagio. In questi mesi abbiamo girato tantissime scuole, riscontrando discriminazioni, sia nell’assegnazione del bonus da 500 euro, sia per le nomine tra personale docente e Ata, da GaE e graduatoria d’Istituto. Come enormi restano gli interrogativi sull’organico potenziato impazzito, sulle tante deleghe ancora in alto mare, sui posti su sostegno bloccati, sulle migliaia di scuole senza dirigenti e Dsga, sui tanti precari mortificati, sull’avvio della chiamata diretta. Ecco perché sono state raccolte tante firme per il referendum.

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MoneyFarm lancia l’indice di incertezza economico-finanziaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2016

indicatore d'incertezzaMoneyFarm, la società indipendente di servizi finanziari online, con sedi a Milano, Cagliari e Londra, lancia l’Indice MoneyFarm di incertezza economica finanziaria, un indicatore che misura le variazioni nel tempo del grado di incertezza economico-finanziaria sia trasmessa che percepita e che punta a diventare dal prossimo settembre un appuntamento trimestrale.L’indicatore è realizzato grazie alla collaborazione di MoneyFarm con Tabulaex S.r.l., società spin-off dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che propone soluzioni di Business Intelligence e Knowledge Management derivanti dall’attività di ricerca in università.In particolare, l’indice presentato oggi a Milano è composto di due diversi indicatori:
Indicatore di incertezza trasmessa, che misura il grado di incertezza contenuto negli articoli delle principali testate web nazionali – in particolare le sezioni economiche. L’analisi ha coperto quasi 150.000 articoli dal 1 gennaio 2014 al 30 giugno 2016.
Indicatore di incertezza percepita, che fornisce una misura dell’incertezza percepita dalle persone, attraverso l’analisi dei messaggi twitter, aventi a oggetto argomenti di natura economico-finanziaria – indicatore d'incertezza1analisi di 142.000 Tweet dall’8 febbraio al 30 giugno 2016.
Paolo Galvani, Presidente di MoneyFarm commenta: “L’indice Moneyfarm vuole essere una fotografia di come i principali eventi politici, economici e sociali sono trasmessi dai media e vissuti dalla gente comune nel nostro Paese e dell’incertezza e instabilità che questi provocano.” “Puntiamo a far diventare trimestrale l’appuntamento con l’indice – continua Giovanni Daprà, Amministratore Delegato di MonayFarm – proprio per avere un monitoraggio costante del livello di incertezza trasmessa e percepita e da questo poter trarre anche utili indicazioni per supportare gli investitori in scelte quanto più efficienti e consapevoli, ed evitare comportamenti distorsivi guidati dall’impulso.”Questi i principali eventi emersi nell’analisi (in cui si evidenziano importanti picchi di incertezza nella serie storica):
indicatore d'incertezza2referendum greco – 5 luglio 2015
crollo di MPS – 18 gennaio 2016
riunione del Consiglio direttivo della BCE (revisione del Quantitative Easing e TLTRO) – 10 marzo 2016
dimissioni del ministro Guidi – 31 marzo 2016
discorso di Ignazio Visco – 31 maggio 2016
referendum Brexit – 23 giugno 2016
Ad eccezione dei primi due eventi (per i quali non sono disponibili i dati su Twitter) per tutti gli altri eventi sono stati presi in considerazione entrambi gli indicatori: incertezza trasmessa dagli organi di stampa e incertezza percepita su Twitter dagli utenti. Da una prima analisi generale si nota che, nel 2015, il mese con la più alta quota di articoli incerti è luglio (53%). Per quanto riguarda il 2016, gennaio e giugno sono i mesi con la quota più elevata di articoli incerti (52% per entrambi); questa incertezza è dovuta principalmente al crollo di MPS e a vari eventi legati alle banche italiane (gennaio 2016), mentre l’incertezza di giugno è certamente legata al referendum inglese. Il mese con la quota minore di articoli incerti è invece marzo 2016: nonostante nei primi dieci giorni del mese l’indicatore registri comunque valori alti, poi, in seguito alle decisioni della BCE (QE), le quote di articoli incerti diminuiscono notevolmente e di conseguenza anche l’incertezza trasmessa.
Per concludere, dal confronto dell’andamento degli indici di incertezza MoneyFarm con quello degli indicatori di incertezza più comunemente utilizzati nel mercato (VIX riferito al mercato USA e l’indice di volatilità implicita – IVI – del FTSE MIB relativo alla borsa italiana) emerge inoltre un forte co-movimento delle variabili: l’Indicatore MoneyFarm riflette perfettamente l’incertezza generale del mercato (VIX, IVI).Per costruire entrambi gli indicatori si è fatto uso di tecniche di analisi semantica del testo mediante una Sentiment Analysis e usando in particolare la metodologia Lexicon. (grafico: indicatore d’incertezza)

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L’incertezza sul deficit fiscale degli Usa mette alla prova i mercati per altri 18 mesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2011

Legg Mason Tower, Legg Mason Headquaters

Image via Wikipedia

Londra. È improbabile che nei prossimi 18 mesi siano adottate le misure incisive per affrontare il problema dell’enorme debito fiscale degli Usa. E anche se la ripresa della crescita procede e si risolvesse il problema della crisi del debito dell’eurozona, ciò creerà per gli investitori un clima di grande incertezza, avverte Stephen Walsh, CIO di Western Asset Management.Walsh, che supervisiona investimenti nel reddito fisso per 433 miliardi di dollari* presso Western, il più grande gestore del reddito fisso di Legg Mason, dubita che il governo e i legislatori americani saranno in grado di contrastare efficacemente le paure del mercato riguardo al deficit e di implementare le necessarie riforme strutturali pro-crescita prima del marzo-aprile 2013.”I democratici e i repubblicani non riescono a mettersi d’accordo su niente e le politiche proposte finora hanno orizzonti troppo brevi”. “È poco probabile che prima delle elezioni del 2012 e dell’insediamento del nuovo Congresso nel gennaio 2013 accada qualcosa di importante nella politica fiscale americana. E anche successivamente, quando i partiti avranno superato le procedure post elezioni, dubito che riusciranno a trovare un accordo prima del marzo-aprile 2013 su politiche concrete tese a ridurre il deficit. Ciò non può che creare una grande paura nei mercati e un ambiente di notevole incertezza che si protarrà per un periodo di tempo prolungato”.Walsh e gli esperti di Western sono dell’avviso che i passi intrapresi finora, come, per esempio, i tagli una tantum e temporanei in certi capitoli specifici, non avranno implicazioni a lungo termine sulla crescita. Piuttosto che concentrarsi solo su politiche fiscali di austerity, occorrerebbe invece un consenso trasversale tra i partiti per riuscire a esperire misure di lungo respiro tese a ridare vigore all’economia americana. Nonostante questa incertezza sulle prospettive fiscali, Walsh ritiene che l’economia Usa riuscirà probabilmente a evitare una recessione nel 2012, anche se le sue aspettative per la crescita restano basse. “Sostanzialmente riteniamo che la ripresa negli Stati Uniti e nel mondo continuerà anche se a un ritmo molto debole”, conclude Walsh. “A nostro avviso, negli Stati Uniti, la crescita nella prima parte del 2012 non supererà l’1-2%. I rischi di una tendenza dell’economia verso il basso sono ultimamente aumentati parecchio, ma non prevediamo un precipitare nella recessione”.

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Mercati: pesa incertezza manovra

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

“Il governo scherza col fuoco. L’Italia è in guai seri, mentre l’esecutivo va avanti imperterrito con comportamenti indegni, tra beghe interne, errori grossolani e rinvii ingiustificabili”. Lo dice in una nota Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei valori alla Camera. “Pesano – aggiunge Borghesi – in quanto sta accadendo nel quadro dei mercati finanziari, le incertezze della manovra, sia per ciò che attiene le cifre, per le quali abbiamo assistito ad un vero e proprio balletto, sia per i tempi ed in particolare per il fatto che i punti più importanti ed urgenti sono rinviate a dopo le prossime elezioni politiche”. “Chiediamo – conclude il vice capogruppo IdV – che Tremonti venga in Aula a chiarire la situazione e dica immediatamente se intende anticipare alcuni dei punti previsti per il 2013 e il 2014”.

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Politica sia primo esempio di sobrietà

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

“Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano va, ancora una volta, un sentito ringraziamento per le parole spese oggi nei confronti dei giovani. Un messaggio di speranza e un appello alla solidarietà tra generazioni che non può essere lasciato cadere nel vuoto. Alla politica spetta il compito di rispondere alle aspettative dei numerosi ragazzi ‘che vivono una condizione di instabilità e incertezza nel proprio futuro’, per usare le parole del Presidente. Credo che su questo terreno spetti alla politica, prima che a chiunque altro, il compito di dare il buon esempio, con comportamenti più sobri, seri, dettati dalla dedizione al lavoro. Da dove iniziare? Sicuramente dall’approvazione di proposte che riducano spese, inefficienze e privilegi, dall’utilizzo dei risparmi per il finanziamento di azioni rivolte ai giovani, ad esempio riducendo il costo del lavoro per chi assume under 30. Di queste azioni, il governo attuale non è capace. È ora di chiudere questa stagione e aprirne una nuova , nella quale l’interesse sia davvero quello di tutti i cittadini e del Paese nel suo insieme”. Così Alessia Mosca, deputato del Pd, Segretario della Commissione Lavoro e vice presidente di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta

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Incontro pubblico professionisti cinema

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Roma 4 giugno dalle 10 alle 19 e domenica 5 giugno dalle 10 alle 19 ex-Cinema Palazzo-Sala Vittorio Arrigoni di Piazza dei Sanniti incontro Pubblico aperto a tutti i professionisti del cinema e in particolare alla generazione dei trenta e quarantenni sul tema dell’assunzione di responsabilità. “Abitiamo il tempo del rimandare, in attesa di uno stato adulto che spesso non è che l’esperienza della furbizia e della legge del più forte. È lo statuto dell’incertezza, del chiedere permesso. Non ci riteniamo all’altezza di intervenire nel dibattito culturale del nostro paese aspettando che da qualcuno arrivi una qualche forma di legittimazione”. All’iniziativa hanno già aderito persone singole attraverso una vera e propria autoconvocazione. Sono tutte persone che al loro attivo hanno esperienza di partecipazione associativa ma che agiscono singolarmente e a titolo assolutamente personale.

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Studio perimetrale intorno all’incertezza

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

Napoli da giovedì  7 a domenica 17 aprile 2011 (dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18)  al teatro Elicantropo (vico Gerolamini 3, nei pressi di via Duomo )  Studio perimetrale intorno all’incertezza  di Massimo Maraviglia (prima nazionale assoluta)  con Gianni Ascione, Patrizia Eger, Massimo Finelli, Ettore Nigro mregia di Massimo Maraviglia  Quattro anime sopravvissute a se stesse che continuano a respirare tra le macerie di un’ennesima distruzione, muovendosi inconsapevolmente verso un germe di felicità. Studio perimetrale… parte da una domanda: cosa accade se a un certo punto, esperita ogni possibile apocalisse, si provasse ad abitare il vuoto lasciato dalla sparizione di ogni possibile conato di certezza? E se fosse proprio il bisogno di certezza l’origine di ogni forma di disastro?Studio perimetrale… è scrittura dell’ora in cui non c’è più scandalo, né stupore, né catarsi né paura immediata (resta quella mediata dai media e mercificata) in una parola: una scrittura dell’ora che non c’è più tragedia. Lo Studio perimetrale intorno all’incertezza, su un altro piano possibile del discorso, diviene allora lo scavo archeologico intorno ad un’area di macerie di una civiltà che forse non è mai esistita e che forse un giorno, liberati dal bisogno di certezza, si potrà edificare, in stretta collaborazione tra uomini e dèi tutti, parimenti, corresponsabilmente. Studiare l‘incertezza – a cominciare da quella dell’attore – per tentare la distopica ricerca di un germe di felicità. E questo è tutto. (Massimo Maraviglia) (studio perimetrale)

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Galan nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

L’Associazione Nazionale Archeologi accoglie favorevolmente la nomina, dopo una lunghissima fase vacante, del nuovo Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan. “Siamo certi che Galan saprà ristabilire al più presto la governance del Ministero, superando un periodo di incertezza che ha avuto serie ripercussioni sul patrimonio culturale italiano” afferma Tsao Cevoli, presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi. L’ inversione di tendenza mostrata dal Governo, che ha annunciato a partire da quest’anno l’assegnazione in misura permanente di 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico è un segnale importante. “La notizia”, prosegue Cevoli, “dell’ approvazione del decreto conferma la validità delle iniziative messe in campo negli ultimi mesi dall’Associazione Nazionale Archeologi e da tutte le associazioni del settore che hanno aderito alla coalizione “Abbracciamo la cultura”. La novità più importante riguarda l’assunzione prevista di nuovi tecnici e dirigenti, attingendo alle graduatorie dei precedenti concorsi: un atto che consentirà maggiore efficienza delle Soprintendenze aumentandone le capacità di controllo. Positiva appare anche la previsione di un piano di norme straordinarie per il recupero di Pompei, con la creazione di una task force composta da archeologi, architetti e operai specializzati, attingendo alle graduatorie dell’ultimo concorso nazionale per archeologi del 2008.”Attendiamo”,  conclude Cevoli, “ di leggere il testo del decreto per comprendere nei dettagli le misure oggi approvate ma le dichiarazioni del Sottosegretario Letta e del Capo di Gabinetto Nastasi lasciano intuire che il Governo abbia finalmente rimesso la cultura tutta e la tutela dei beni culturali al centro delle politiche di questo Paese.”

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