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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘incertezze’

Mercati irrequieti: incertezze anche sul prezzo del petrolio

Posted by fidest press agency su sabato, 27 aprile 2019

Il recente andamento del prezzo del petrolio riflette qualche cosa di più serio e complesso rispetto al solo comportamento della domanda e dell’offerta. Ora è al livello di circa 70 dollari al barile. Una crescita importante dai 53 dell’inizio dell’anno. Solitamente l’aumento è spiegato con la decisione dei Paesi dell’OPEC e della Russia di diminuire la loro produzione. A dicembre avevano annunciato di ridurla di 1,2 milioni di barili al giorno (bpd). A ciò naturalmente si aggiungono gli effetti della crisi politica e sociale del Venezuela, dell’embargo americano verso l’Iran, della preoccupante crescente incertezza sulla situazione libica e del raffreddamento della crescita globale. Globalmente, la produzione e il consumo di petrolio oggi si stimano in circa 100 milioni di bpd.
Si dimentica, però, di dire che le evoluzioni negative sono ampiamente compensate dall’aumento della produzione di petrolio da parte degli Stati Uniti, che hanno raggiunto i 12 milioni di bpd. Anche le esportazioni americane di petrolio hanno toccato il livello record di 3,6 milioni bpd e ci si aspetta che presto arrivino fino ai 4,6 milioni bpd. Si stima che la produzione giornaliera di petrolio da parte dei paesi non-OPEC, con gli Usa in testa, possa presto crescere di circa 2 milioni di barili al giorno.Già nel 2018 il prezzo medio del barile di greggio aveva registrato un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. Però, l’aumento della media annuale salirebbe al 65% se il paragone lo facessimo con i dati del 2016, quando il prezzo del barile era poco sopra i 40 dollari.
Certamente sono lontani anni luce dai 100 dollari del periodo 2011-2013 e dai picchi di 150 dollari nel mezzo dell’euforia speculativa legata alla grande crisi finanziaria.Com’è noto, a ottobre del 2018 si raggiunsero i 73 dollari al barile per poi scendere ai 53 dollari di dicembre. Da gennaio scorso il prezzo è in progressiva salita. Si può dedurre che le varie spiegazioni fornite dagli esperti e dalle stesse compagnie circa le variazioni dei livelli delle produzioni non sono molto convincenti. In particolare non si giustificano le repentine oscillazioni del prezzo e i loro strettissimi tempi non riflettono gli andamenti della domanda e dell’offerta. Né l’evidente cambiamento del tasso della crescita globale e di quello del commercio internazionale può essere una giustificazione valida. A nostro avviso, l’attuale volatilità dei mercati energetici deve essere spiegata anche dalla crescente attenzione posta da settori della finanza sul petrolio e sulle commodity. La storia insegna che, quando altri settori finanziari – quali quelli del corporate bond, dell’immobiliare e dei titoli di stato arrancano, proprio come adesso, – le grandi banche e i fondi di investimento più speculativi tendono a cercare altrove possibilità di profitto, anche al prezzo di maggiori rischi. E i prodotti energetici e in generale le commodity possono diventare oggetto di speculazioni. Infatti, i recenti venti di guerra in Libia, anche intorno ai maggiori pozzi petroliferi, avrebbero accresciuto l’interesse da parte di taluni speculatori per operazioni finanziarie legate ai future sul prezzo del petrolio.
Non è un caso che la Banca dei regolamenti internazionali di Basilea abbia rilevato un notevole aumento nelle attività legate ai derivati finanziari otc. Il suo ultimo rapporto trimestrale, pubblicato in aprile, evidenzia che già a metà 2018 il valore nozionale totale degli otc ha raggiunto i 600.000 miliardi di dollari. Anche i derivati sulle commodity hanno registrato un notevole aumento, superando, dopo molti anni, i 2.000 miliardi di dollari, con un aumento del 15% rispetto ai dati rendicontati del semestre precedente. La Bri, perciò, parla “di mercati finanziari particolarmente irrequieti”. Bisognerà tenerne conto.Non è nostra intenzione immaginare future gravi crisi finanziarie frutto di nuove speculazioni. Sono tante le variabili, economiche e geopolitiche, in gioco. Inoltre, la storia non si ripete mai negli stessi modi. Dato, però, l’aggravamento generale del processo debitorio pubblico e privato, come da noi recentemente evidenziato, auspichiamo che non sia una ripetuta mancanza di controlli e di interventi a mettere il mondo di fronte a nuovi e insostenibili rischi di crisi.Soprattutto non vorremmo che, ai tanti danni che di norma le attività petrolifere generano (guerre, colpi di stato, corruzione, danni alla salute e all’ambiente), si aggiungano quelli più diffusi della speculazione finanziaria fatta sui barili di petrolio, che spesso sono solo sulla carta e non realmente pieni del liquido nero. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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I titoli di Stato italiani e le incertezze dello scenario italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

Commento di Garland Hansmann, gestore di Investec AM. I prezzi dei titoli di Stato italiani hanno visto un miglioramento. I commentatori hanno sottolineato al riguardo le dichiarazioni del Ministro dell’Economia italiano su una certa disponibilità a un compromesso con l’Unione Europea per evitare le sanzioni. Una simile dichiarazione era prevedibile, anche se solo da un punto di vista tattico e negoziale, perché un’eventuale sanzione emessa dall’UE sarebbe dolorosa sia per le casse italiane che per l’economia.Alcuni operatori del mercato sembrano credere che questo segnale di disponibilità al dialogo sia in realtà, fondamentalmente, un indicatore di una sorta di “resa” del governo italiano.
Ma non è forse eccessivo aspettarsi che il governo del Paese rinunci completamente ai suoi piani? Oppure, le differenze di posizione tra l’UE e il governo italiano sono forse così ridotte che basterebbe qualche piccolo aggiustamento per arrivare a un accordo?
Non bisogna dimenticare che la posizione della Lega Nord nei sondaggi è aumentata notevolmente, passata dal 18% a quasi il 35% dalle elezioni di marzo. La sua retorica provocatoria, secondo cui l’Italia non si sarebbe arresa alla burocrazia europea, ha contribuito in modo significativo all’aumento delle preferenze nei sondaggi.
Questo potrebbe suggerire che la Lega Nord, che fa parte della coalizione di governo, potrebbe avere un interesse politico a mantenere una posizione conflittuale nei confronti dell’UE e quindi la questione relativa al bilancio potrebbe non trovare una soluzione rapida.
Per questo motivo, a nostro avviso, è prematuro concludere che la situazione dei titoli di Stato italiani migliorerà significativamente nel breve periodo. Per il momento l’Italia sembra rimanere in una posizione più rischiosa nel contesto dei mercati europei dei titoli di Stato e la volatilità potrebbe persistere ancora per un po’ di tempo.

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Panizza a Renzi: basta incertezze

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2016

università roma treDichiarazione di Mario Panizza, Mario Panizza, rettore dell’Università degli Studi Roma Tre e presidente del Crul (Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio): «Ben vengano naturalmente nuovi fondi all’università, capaci di avviare un periodo di rigenerazione positiva dopo anni di compressione delle risorse. I finanziamenti dovranno favorire la qualità della ricerca e della didattica e la promozione di giovani con solide esperienze internazionali. Gli atenei hanno subito tuttavia negli anni anche un altro fenomeno destabilizzante: l’incertezza. I ritardi e i cambiamenti di rotta, giunti talvolta ancora prima del termine di un ciclo, hanno indebolito ogni ipotesi di programmazione, affidando lo sviluppo all’intuito se non all’improvvisazione degli atenei. Le cose sono cambiate e stanno cambiando, ma alcune scelte sembrano ancora instillare il dubbio che l’università non sia capace di autoregolarsi e scegliere per il meglio il suo futuro. Perché si consolidi una classe dirigente pienamente consapevole e capace di governare, è indispensabile garantire la continuità degli impegni e tenere ferme le regole, proprio per misurare le potenzialità di ognuno e verificare il merito su tempi sufficientemente ampi. La soluzione esterna taumaturgica, che risolva le incoerenze interne, non è credibile: più efficace è valutare, attraverso un paziente confronto, quanto ogni struttura sia in grado di produrre ed erogare i fondi in base ai risultati conseguiti».

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Le incertezze dell’economia globale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2011

Maps shows a group of countries known as the P...

Image via Wikipedia

Ha lasciato il segno nel nostro immaginario collettivo il recente accordo europeo e successivo passaggio nel G20 della crisi italiana puntellata dalla lettera di Berlusconi e dalla passiva accettazione di un’ autorità di controllo internazionale che ne ratificasse i passaggi imposti per via di una emergenza che non siamo riusciti a gestire adeguatamente. Si dice che dobbiamo essere più austeri e più flessibili al tempo stesso. Ma non è certamente sfuggito agli addetti ai lavori che tutte le manovre messe in atto per la ricapitalizzazione delle banche e più in generale dei mercati finanziari e che sono state eseguite con i soldi pubblici, ovvero dei contribuenti europei e italiani e greci in special modo. Ma è solo una manovra tampone. C’è il rischio concreto che tra qualche mese la speculazione ritornerà a mordere e si mangerà tutti i soldi oggi magnanimamente elargiti dagli stati. Questo perché l’accordo non ha affrontato alcuno dei problemi strutturali che ci travagliano ossia la crisi d’insolvenza e di contagio della zona euro. In proposito cogliamo la puntualizzazione che ci giunge dalla rete: “Le banche creditrici, così strombazzano i media, dovranno accettare un taglio del 50% sul debito greco, alleggerendo di altrettanto la povera Grecia. La cosa è diversa: sono sì tagliati della metà i crediti, ma quelli delle sole banche, non i prestiti avuti dalla BCE: un taglio di 100 miliardi e non di 180. Per la Grecia, l’alleggerimento è del 27,8%, non del 50% sul debito. Il debito greco sarà ridotto… al 120% del PIL. Si è deciso che la Grecia è in grado di servire un debito così benignamente ridotto? E sia: pagherà, pagherà, servirà il debito, cioè restituirà il capitale e i suoi interessi (che sono saliti a livelli fantascientifici) e continuerà a pagare fino all’implosione sociale… Questo sarebbe il salvataggio della Grecia. Il Fondo salva-Stati (cosiddetto: sarebbe il Fondo salva-banche) si trasforma in un fondo di garanzia: dei suoi teorici 440 miliardi, 200 saranno destinati a garantire il 20% dei nuovi debiti che contrarranno i Paesi in difficoltà, i PIIGS. È da qui che nasce il preteso aumento a mille miliardi strombazzato dai media. Si tratta in realtà di un aumento della capacità di nuovo indebitamento (200 diviso 0,2), che è una follia: curare l’eccesso di debito con altro debito, e che naturalmente non basterà: lo stesso Barroso ha valutato che occorrevano 2.200 miliardi di euro per creare una paratia anti-speculativa per Grecia, Spagna e Portogallo. La speculazione internazionale avrà una garanzia parziale sul nuovo debito italiano, il che non le impedirà di continuare a pretendere il 6% (il doppio dei tedeschi) sui BTP decennali, esattamente come prima: soldi che divorerà come prima e più di prima, finchè il Fondo non si esaurirà.” E si soggiunge: “Per la Grecia, l’alleggerimento è del 27,8%, non del 50% sul debito. Il debito greco sarà ridotto… al 120% del PIL. Si è deciso che la Grecia è in grado di servire un debito così benignamente ridotto? E sia: pagherà, pagherà, servirà il debito, cioè restituirà il capitale e i suoi interessi (che sono saliti a livelli fantascientifici) e continuerà a pagare fino all’implosione sociale… Questo sarebbe il salvataggio della Grecia. La ricapitalizzazione delle banche: 110 miliardi. È insufficiente; la stessa EBA, Agenzia Bancaria Europea, valuta il bisogno in 147 miliardi, e senza contare le norme strette di Basilea II, che aumentano l’obbligo di riserva dal 7% al 9% da giugno 2012. Ciò significa che le banche continueranno a negare il credito o a darlo col contagocce, perpetuando e aggravando il credit crunch che sta inabissando nella recessione l’intera Europa. È la conseguenza del fatto che l’emissione di moneta, invece che agli Stati, è stata demandate alle banche e al libero gioco del mercato. (A proposito: siete sicuri che il valore del vostro immobile, la prima o seconda casa, sia ancora quello del boom? Senza mutui facili, la vendita è resa impossibile; senza i mutui bancari, il mattone non è più l’investimento sicuro, liquidabile a piacere, in crescita …)” E’ il classico serpente che si morde la coda. E intanto Ray Dalio,Ray Dalio, un commentatore principe del Financial Times, il 24 ottobre scorso ha scritto che l’attuale situazione sociale di frustrazione e di rabbia contro la palese impotenza dei governi europei è «lo stesso clima per cui nel 1933 fu eletto Hitler» Siamo avvertiti e sarà la fine dell’Europa e del suo sogno di una moneta “unitaria”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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16° Bike Expo Padova

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2010

Padova 15 – 16 – 17 Gennaio: Padova Bike Expo Show. Manifestazione “Full Custom” che resta nel cuore di Chillico Gerardo, alias Jerry Caronte, e nella corso della quale ha già raccolto numerose soddisfazioni in ambito professionale e artistico. Custombike ha saputo ancora una volta miscelare sapientemente tecnica ed arte come accadde nell’ edizione 2009, la proposta è a puro sfondo artistico. Una conferma della geniale vena artistica “tutta Italiana” di Jerry Chillico, bella e raffinata e senza equivoci e incertezze. L’opera che verrà presentata in una cerimonia ufficiale, sarà un tributo alla triologia della saga del Padrino e a Mario Puzo autore del romanzo originale “The Godfather” ma ancor più a Francis Ford Coppola, indiscusso grande regista per il quale Jerry nutre grande stima. Anche quest’ultima realizzazione interpreta e trasmette la personalità concreta e solida di uno dei più grandi customizer e designer al mondo senza ombra di smentita.
L’artista Romagnolo di adozione, ma di origine Calabrese nato a Oppido Mamertina nel cuore dell’Aspromonte è uno dei personaggi di maggior spessore del panorama custom mondiale, vincitore di Bike Show internazionali. L’Azienda può annoverare tra i suoi prestigiosi clienti personaggi del mondo Televisivo, Sportivo, Motociclistico, Ciclistico, Automobilistico, Vela, come M. Pantani, Jean Todt, R. Gianfardoni, Sergey Grishin, Andrew kuljaca, etc.  Personaggi che hanno avuto il privileggio di possedere una special; pezzi unici di grande valore destinati ai virtuosi estimatori dell’esclusività, dello stile e dell’eleganza. Dopo ogni realizzazione vincente immediatamente Jerry si rimette in discussione con una nuova opera e la sua forza è nel mai adagiarsi sugli allori. Personaggio operoso, disinvolto ma altresì generoso e rispettato dai colleghi e da chi ha avuto il piacere di conoscerlo. Considerevoli e in alcuni casi ineffabili restano i grandi riconoscimenti in ambito internazionale ricevuti dall’Azienda di Modigliana che contribuiscono a mantenere viva la leggendaria creatività e l’estro Italiano riconosciuti in tutto il mondo. Cerimonie, spettacoli e show girls si alterneranno nelle tre giornate del 16° Padova Bike Expo Show.

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Cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Scienza ed obiettivi di lungo termine. La ricerca scientifica non ha, ad oggi, provato in maniera certa l’esistenza di una relazione diretta fra crescita della concentrazione di gas ad effetto serra nell’atmosfera ed i cambiamenti climatici.  Di fronte alla incompletezza delle evidenze scientifiche, non si può però escludere  che i potenziali impatti delle emissioni di gas ad effetto serra sulla società e sugli ecosistemi possano essere significativi. Di conseguenza la sfida sta nel definire quali siano le misure più adeguate per fronteggiare i rischi di lungo termine in mancanza di certezze scientifiche. D’altra parte queste incertezze e lacune pongono forti limiti alla attuale capacità di prevedere le dimensioni, i tempi e la distribuzione geografica dei cambiamenti climatici, nonché i loro impatti, fattori questi che aiuterebbero a caratterizzarne i rischi derivanti. Il principale obiettivo della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti  Climatici (Unfcc), è evitare che le attività dell’uomo comportino interferenze pericolose nei sistemi climatici. Fra le proposte avanzate recentemente ci sono i traguardi a lungo termine per la limitazione degli aumenti della temperatura media del globo o della concentrazione del gas ad effetto serra ( o della CO²). Gli elementi base per una risposta efficace al problema del cambiamento climatico a livello mondiale rimangono: la diffusione delle tecnologie economiche ed efficienti attualmente già disponibili, lo sviluppo e l’adozione di nuove tecnologie facilmente fruibili con basse emissioni di gas ad effetto serra, la considerazione che la soluzione dei problemi del cambiamento climatico tenga anche conto della priorità di sviluppo economico ed infine il miglioramento delle conoscenze scientifiche sul clima per poterne meglio valutare i rischi.

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Annullato il forum «sanità futura» di Cernobbio

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2009

Avrebbe dovuto aprirsi lunedì prossimo, 25 maggio, e protrarsi sino a tutto mercoledì 27 il forum Sanità Futura 2009, organizzato sotto la direzione scientifica del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in programma a Villa Erba di Cernobbio. L’evento era quanto mai atteso perché, al di là dell’avere in scaletta tutti i principali temi della Sanità nazionale (nuova governance, ricerca biomedica, partnership pubblico-privato e molto altro), nella fattispecie della normativa ECM (Educazione Continua in Medicina) doveva esprimere linee-guida sicure per mandare a regime una fase di sperimentazione troppo reiterata e sin qui foriera più che altro di ambiguità e incertezze. Doveva. Perché con una decisione repentina e del tutto inattesa il Viceministro della Salute Ferruccio Fazio ha annullato il forum, rinviandolo sine die. Almeno per ora, dunque, si perde l’occasione per discutere di argomenti-chiave anche per gli organizzatori di eventi formativi medico-scientifici. Erano previsti: 1) un approfondimento sulle nuove regole ECM; 2) innovazione e opportunità di sperimentazione nel settore, con speciale riguardo ai criteri di accreditamento per i provider pubblici e privati, i provider FAD (Formazione a distanza) e il conflitto di interessi, alle modalità di sperimentazione per le nuove tipologie formative nel settore FAD, alla formazione sul campo, al Continuing Professional Development (CPD) e alla presentazione del primo Bando di finanziamento per sperimentazioni nel settore ECM; 3) le attività ECM nel nuovo sistema di formazione continua; 4) una sessione formativa sulle nuove procedure di accreditamento dei provider ECM: percorsi, modalità e tempi.Per il Presidente Federcongressi Paolo Zona «La federazione pone massimo rilievo alle attività concernenti l’Educazione Continua in Medicina, e da anni implementa azioni specifiche affinché questa fase di sperimentazione, ostinatamente iterata, con le inevitabili ripercussioni sulla capacità progettuale degli operatori e sulla certezza del lavoro, si traduca in una normativa certa e definitiva che rispetti i diritti e le esigenze di tutte le parti in causa: personale sanitario, pazienti, industrie farmaceutiche e organizzatori professionisti, da noi  appresentati. Ebbene, proprio per questo esprimo meraviglia e rammarico per una decisione tanto improvvisa quanto intempestiva, che annullando un evento di così grande valore informativo mette in grosse difficoltà tutti gli operatori, tra i quali gli organizzatori professionisti, che hanno bisogno primario di idee chiare sulla normativa per costruire strategie e creare posti di lavoro. In quest’ottica, a lasciarmi perplesso, più dello stesso rinvio, è l’improvvida tempistica: non si annulla un evento a soli cinque giorni dall’inaugurazione se non per ragioni veramente gravi, che ancora non sono state rese note e che ci attendiamo di conoscere quanto prima».www.federcongressi.it
Federcongressi è la federazione delle associazioni della meeting & incentive industry operanti in Italia. È organizzazione senza fine di lucro che nasce nel 2004 per dare voce e rappresentanza unitaria a un settore che ha rilevante importanza economica in termini di fatturato, di posti di lavoro e di indotto generato. La compongono le seguenti associazioni: AIMP (Associazione italiana meeting planner – Professionisti dei convegni), Apicef (Associazione professionisti e imprese congressi e fiere), Italcongressi-PCO Italia (Associazione nazionale imprese dell’industria congressuale), Meet in Italy (network delle località congressuali italiane meglio attrezzate), MPI Italia (capitolo italiano di Meeting Professionals International, la più grande community mondiale di professionisti degli eventi) e SITE Italy (capitolo italiano della Society of Incentive Travel Executives, l’unica associazione internazionale dedicata alla motivation by events). Federcongressi si propone di rappresentare la meeting & incentive industry italiana presso le istituzioni, nonché di studiare forme di promozione dell’Italia congressuale all’estero, favorire una nuova normativa di settore, sostenere la qualificazione delle risorse professionali e patrocinare studi e analisi di comparto, divulgando in tal modo nozioni sugli aspetti giuridici, normativi e organizzativi relativi alle professioni della filiera.

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