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Posts Tagged ‘inchiesta’

Inchiesta Reuters impianti metano in Lombardia

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

La Lombardia sta soffocando. La Politica deve impegnarsi immediatamente per trovare il modo di controllare e ridurre le emissioni di metano, un gas climalterante, 80 volte più potente della Co2”. A denunciare il fatto è Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5s Lombardia. Un assist a quanto il consigliere pentastellato denuncia, arriva da un’Ong americana: la Clean Air Task Force. L’Organizzazione ha usato delle telecamere agli infrarossi scoprendo pesanti fuoriuscite dagli impianti di petrolio e gas in tutta Europa, compresi quelli lombardi.In Lombardia ci sono 5 impianti di gas attivi: sono 3 in provincia di Cremona (Sergano, Ripalta cremasca, Bordolano) e 2 in provincia di Milano (Brugherio e Settala), a questi si aggiunge quello nel Lodigiano a Cornegliano Laudense. “È da inizio legislatura – spiega Degli Angeli – che sollecitiamo l’assessorato regionale per richiedere azioni di tutela e a salvaguardia del benessere ambientale”. Il consigliere Degli Angeli ha già compiuto diverse azioni politiche: nel luglio 2018 ha depositato l’ Odg 33, approvato poi dalla Giunta, con l’obiettivo di promuovere il monitoraggio ambientale. Il 20 novembre 2020, a distanza di oltre due anni, ha depositato l’interrogazione 2898 per comprendere a che punto sia lo stato attuativo dell’Odg. Commenta Degli Angeli: “La Lombardia è un vero e proprio hub del gas e, purtroppo, ci sono massicce quantità di perdite di metano documentate non solo in Lombardia, ma in tutta Italia. Sono seriamente preoccupato: da quanto si può evincere dai documenti autorizzativi per alcuni siti di stoccaggio, in Lombardia ci sono perdite fisiologiche di circa l’uno per mille del gas movimentato”. Numeri alla mano, si tratta di milioni di metri cubi. “Non è certo un caso – sottolinea Degli Angeli – che le attività di stoccaggio di gas siano considerate a rischio di incidente rilevante (RIR) e sottostanno alla cosiddetta normativa Seveso. Il metano ha infatti un effetto serra che è 80 volte più potente del anidride carbonica ed è responsabile di almeno il 25% del riscaldamento globale: È assurdo che il Governo Draghi non scelgano di contrastare questo fenomeno”. Conclude Degli Angeli: “Considerando come l’impatto del metano sia devastante per la salute dei cittadini e dell’ambiente e considerando le risposte e le azioni poco convincenti messe in campo finora, riporterò la questione in consiglio Regionale. Non demordo”.

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Il caso Moro e la proposta di una commissione d’inchiesta

Posted by fidest press agency su martedì, 11 Maggio 2021

“Bisogna fare luce sui fatti insoluti collegati allo scenario internazionale, come il caso Moro, occorsi nel secondo dopoguerra italiano. Per far luce anche sulla vicenda Moro è necessario costituire una Commissione d’inchiesta monocamerale o bicamerale in base alle indicazioni parlamentari, come abbiamo richiesto. Così da scoprire la verità, e non una verità. Lo dobbiamo alle vittime e ai famigliari. Moro nelle sue lettere di fine aprile, poco prima della barbara uccisione, dimostra l’esistenza del Lodo Moro, che era la via per fare lo scambio di prigionieri e liberarlo. Ne chiese l’attivazione come in passato per altri scambi di terroristi: chi non volle attuarlo? Per questo si rivolge a Piccoli, agli altri maggiori esponenti della DC e a Giovannone – che poteva vantare rapporti con i palestinesi – e ne invoca l’attivazione per fare lo scambio. Rimane la nuda realtà dei fatti che vedono le Brigate Rosse comuniste combattenti essere gli autori materiali del sequestro e dell’uccisione, con alla presenza, accertata, dei terroristi tedeschi della RAF ma nello scenario dei rapporti e delle relazioni internazionali tra terrorismo brigatista, palestinese e delle altre formazioni terroristiche europee dei Paesi dell’Est.” Così il fondatore dell’Intergruppo parlamentare “La verità oltre il segreto”, deputato Federico Mollicone.

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Inchiesta ActionAid sui fondi spesi per l’azione esterna migratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

“Ci sono satelliti, droni, navi, progetti di cooperazione, posti di polizia, voli di rimpatrio, centri di formazione. Sono mattoni di un muro invisibile ma tangibile e spesso violento. Innalzato dal 2015 in poi, grazie ad oltre un miliardo di euro di denaro pubblico”. È questa la fotografia di The big wall di ActionAid, la prima inchiesta sui fondi in migrazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale, che esamina stanziamenti e erogazioni di fondi disposti dal 2015 dall’Italia e quelli dell’Unione europea implementati da organismi governativi italiani. Dai capitoli di spesa individuati (controllo dei confini, governance, cause profonde, sensibilizzazione, contrasto al traffico, rimpatri, protezione, vie legali) emerge che del totale, che ammonta a 1 miliardo e 337 milioni di euro, la parte più sostanziosa, quasi il 50%, sia stata investita nell’ambito del controllo dei confini. Se a questi si sommano i fondi destinati alla governance migratoria e al contrasto al traffico dei migranti, le cui finalità e approcci erano mirati alla repressione del fenomeno migratorio piuttosto che al sostegno delle persone migranti, la percentuale sale al 70%. Un sostegno fondamentale è arrivato dalla stessa Unione europea, che ha finanziato per il 40% il totale della spesa, arrivando a coprire il 65% dei costi per il controllo delle frontiere. Un contributo destinato ad aumentare nei prossimi anni come prevede il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale Europeo 2021-2027 che per la prima volta ha stabilito un capitolo di spesa specifico sulle migrazioni di 24,2 miliardi di euro, con un incremento del 96% rispetto alle risorse stanziate nel periodo 2014-2020.  Solo l’1,3% del totale dei fondi è stato speso a sostegno delle vie legali, ovvero di programmi strutturati che permettono l’accesso in modo regolare al territorio italiano di cittadini non comunitari, per motivi di lavoro, studio e protezione. L’unica soluzione in grado di valorizzare appieno il contributo positivo che le migrazioni possono dare allo sviluppo socio-economico dei Paesi di origine e destinazione, mettendo al centro i diritti delle persone. L’inchiesta evidenzia la necessità di aumentare la trasparenza sulle iniziative finanziate e di vincolare i programmi al rigido rispetto dei diritti umani, attraverso un rafforzato ruolo di controllo del Parlamento e l’adozione di meccanismi di monitoraggio indipendenti che coinvolgano anche la società civile. Le politiche italiane ed europee, infatti, si sono rivelate in parte efficaci a contenere la migrazione, ma ad un prezzo altissimo in termini di vite perdute e gravi violazioni dei diritti umani.  Circa il 15% dei fondi è stato investito nelle cosiddette “cause profonde”, nella convinzione che maggiore sviluppo economico si traduca in una riduzione dei flussi migratori. Questo approccio però ha determinato una grave falla nel sistema di cooperazione allo sviluppo, a causa dell’imposizione di condizionalità agli aiuti (più risorse a fronte di un maggiore impegno nel fermare i migranti da parte dei Paesi) e la deviazione dei loro obiettivi di sviluppo, ove i fondi non sono stati destinati a programmi e Paesi per la riduzione della povertà ma, appunto ma per il contrasto alle migrazioni irregolari.

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Istituire Commissione d’inchiesta sul caso Palamara. Presentato disegno di legge

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2021

“Fratelli d’Italia ha presentato un disegno di legge per istituire una Commissione parlamentare di inchiesta affinchè sia fatta luce riguardo la vicenda e i fatti denunciati da Luca Palamara. Riteniamo, infatti, che lo strumento più idoneo per fare chiarezza sia il pieno coinvolgimento del Parlamento e quindi il ricorso a una Commissione apposita d’inchiesta”.
Lo dichiarano il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, primo firmatario del ddl e vicepresidente della Commissione Giustizia, e il capogruppo di Fratelli d’Italia in Senato, Luca Ciriani.”L’inchiesta giudiziaria che nel 2019 ha coinvolto il magistrato Luca Palamara – osservano Balboni e Ciriani – e che ha portato alla luce gravi e reiterati casi di commistione tra il potere giudiziario e quello politico, in spregio al fondamentale principio di separazione degli stessi, rappresenta una delle pagine più buie della storia della nostra Repubblica. Non vi è alcun dubbio che quanto emerso nel corso dell’inchiesta a carico di Palamara rappresenti una grave violazione etica e deontologica che ha provocato un’inammissibile interferenza nel corretto funzionamento dell’autogoverno della Magistratura, suscitando indignazione e sconcerto. Il potere delle correnti dei magistrati è stato strumentalizzato al punto tale da interferire in scelte politiche, addirittura per attaccare rappresentanti politici che negli anni si sono susseguiti, con lo scopo di condizionare e manipolare le indagini, i processi e magari anche gli esiti delle stesse sentenze”.”La Commissione – concludono Balboni e Ciriani – dovrà avere lo specifico compito di indagare e di individuare eventuali responsabilità in chi abbia assunto e influenzato le decisioni delle nomine dei vertici giudiziari, alimentando il ruolo politico delle correnti della magistratura e inficiando gravemente la nostra democrazia”.

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Inchiesta ponte Morandi

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2020

Accuse pesantissime, che riaprono la ferita, mai rimarginata, della tragedia del ponte Morandi. L’associazione Codici interviene sulle misure cautelari eseguite questa mattina dalla Guardia di Finanza nei confronti di ex vertici ed attuali manager di Autostrade per l’Italia per attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture, annunciando la sua prossima iniziativa.“Il ricordo del crollo del ponte Morandi resterà indelebile nella mente di tutti noi – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e quanto successo questa mattina lo rende ancora più terribile. Se dovessero essere confermate le accuse ipotizzate, saremmo di fronte ad un fatto di una gravità inaudita. Come sempre confidiamo nel lavoro della magistratura, che siamo pronti a sostenere per contribuire a far emergere la verità”.“Ci costituiremo parte civile – aggiunge Carmine Laurenzano, avvocato di Codici – siamo pronti a dare il nostro contributo affinché venga fatta piena luce sulla vicenda. L’inchiesta condotta dalla Procura di Genova prende le mosse da alcuni documenti acquisti durante l’indagine sul crollo del ponte Morandi, da cui emergerebbe una consapevolezza della situazione di pericolo dell’infrastruttura, nello specifico dovuta allo stato difettoso delle barriere fonoassorbenti, con il rischio cedimento nelle giornate di forte vento. Non si tratterebbe solo del ponte Morandi, ma dell’intera rete autostradale, cosa che rende ancora più grave la situazione. È doveroso fare chiarezza e giustizia, è il minimo per le vittime di quella tragedia che ha scosso l’intero Paese”.

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Trattativa Stato-Mafia, Cirielli (FdI): “Gravi parole Di Matteo e Ingroia, subito commissione d’inchiesta”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

“Le dichiarazioni del consigliere del Csm Nino Di Matteo, confermate dall’ex procuratore di Palermo Antonio Igroia, sono gravissime e non possono passare in sordina”. Lo dichiara il Questore della Camera dei Deputati e presidente della direzione nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli: “Va fatta assolutamente luce sul ruolo che, secondo i diretti interessati, avrebbe cercato di assumere, all’epoca, l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in merito alle vicende legate al conflitto di attribuzioni riguardante l’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia. Se tutto ciò che hanno raccontato pubblicamente i due magistrati fosse acclarato dai fatti – prosegue Cirielli – bisognerebbe istituire subito una commissione parlamentare d’inchiesta per accertare ruoli e responsabilità. E Napolitano dovrebbe dimettersi immediatamente da senatore a vita. Su questa inquietante vicenda, che coinvolge alcuni tra i massimi rappresentanti delle nostre istituzioni, occorre accendere ancora di più i riflettori, perché gli italiani meritano di conoscere la verità” conclude Cirielli.

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Commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

I deputati europei hanno deciso di istituire una commissione d’inchiesta per indagare sulle presunte violazioni delle norme UE sul benessere degli animali durante il trasporto.La nuova commissione d’inchiesta, istituita con 605 voti favorevoli, 53 contrari e 31astensioni, indagherà sulle presunte violazioni nell’applicazione del diritto comunitario relative alla protezione degli animali durante il trasporto all’interno e all’esterno dell’UE, per via aerea, stradale, ferroviaria e marittima. Nella decisione adottata oggi si specifica che la nuova commissione si concentrerà sull’attuazione delle norme UE da parte degli Stati membri e della Commissione UE.La nuova commissione esaminerà la presunta incapacità della Commissione UE di agire sulla base delle prove di gravi e sistematiche violazioni delle norme UE quando si spostano animali vivi all’interno dell’UE e verso paesi terzi. Indagherà su una sospetta mancanza di attuazione e applicazione delle disposizioni dell’UE durante il trasporto quali lo spazio per gli animali, l’abbeveraggio, l’alimentazione e lettiera, le temperature e il sistema di ventilazione.I futuri membri della commissione potrebbero inoltre esaminare il modo in cui la Commissione e gli Stati membri garantiscono il rispetto delle norme UE sulla gestione degli animali trasportati, sui viaggi a lunga distanza, sulla prevenzione dei ritardi e sul trasporto di animali non idonei e di animali non svezzati. Potrebbero anche indagare sulla presunta incapacità delle autorità esecutive e nazionali dell’UE di far rispettare le norme UE sul benessere degli animali trasportati anche al di fuori dell’Unione, quando si spostano animali vivi dall’UE verso paesi terzi.La commissione d’inchiesta dovrebbe essere composta da 30 deputati. I loro nomi saranno comunicati dai gruppi politici in una fase successiva e annunciati in Plenaria.La commissione dovrà presentare la sua relazione finale entro 12 mesi dalla sua costituzione.La nuova commissione d’inchiesta è stata istituita a seguito di una richiesta presentata da 183 deputati alla Conferenza dei presidenti (il Presidente del PE e leader dei gruppi politici). L’obiettivo era quello di esaminare le presunte violazioni nell’applicazione del diritto dell’Unione che disciplina il trasporto di animali vivi, sia all’interno che all’esterno dell’Unione.

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Commissione inchiesta decide audizione Consob su vendite scoperto

Posted by fidest press agency su martedì, 26 Maggio 2020

“L’Ufficio di presidenza della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario ha deciso questa mattina di audire i vertici di Consob in merito alla sua gestione nel periodo della crisi finanziaria prodotta dall’epidemia di Covid-19”. Ad annunciarlo è il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, capogruppo di FdI nella Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario.
“Fratelli d’Italia per prima aveva denunciato i ritardi e le incertezze da parte della Consob nei difficili giorni dell’emergenza Covid, quando sulla Borsa di Milano si abbattè la crisi economica e finanziaria. Denunce che abbiamo reiterato, poi, qualche giorno fa quando la Consob ha deciso in maniera affrettata di consentire nuovamente le vendite allo scoperto. In entrambi i casi il ritardo o l’eccessivo anticipo hanno prodotto gravissimi contraccolpi sul mercato azionario con la perdita di miliardi di euro tra investimenti e risparmi degli italiani. A tal proposito avevo chiesto alla Commissione che quanto prima i vertici della Consob fossero auditi affinchè si facesse luce sull’intera gestione finanziaria in questa drammatica fase, perché è impensabile che mentre milioni di italiani soffrivano il peso dell’epidemia c’era chi lucrava sui loro soldi. Ecco perché la decisione di questa mattina dell’Ufficio di presidenza della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario di autorizzare l’audizione di Consob è per me motivo di soddisfazione oltre una vittoria di Fratelli d’Italia. Finalmente potremo fare chiarezza su cosa sia accaduto in questi giorni, sulle scelte operate e su eventuali vantaggi che da tali decisioni potrebbero essere stati ricavati”, conclude il senatore de Bertoldi.

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Covid, la sanità lombarda e RSA sotto inchiesta

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Nel sistema delle case di riposo qualcosa non ha funzionato. “Regione – denuncia il gruppo consiliare del M5S di Regione Lombardia – ha fatto un errore aprendo le porte delle Rsa ad un reparto Covid e non ha applicato controlli e protocolli efficaci nei primi giorni dell’emergenza ”. Alla luce delle dichiarazioni, delle denunce, riportate per mezzo stampa e soprattutto con l’avvio delle indagini da parte delle diverse procure provinciali lombarde, il M5S di regione Lombardia si è affiancato alle magistrature: “L’azione messa in campo – spiega il consigliere lombardo del M5S Marco Degli Angeli -, nasce con lo scopo di giungere ad una verità. In modo congiunto, il Consiglio del gruppo 5S ha quindi elaborato domande puntuali alle ATS e Regione che si son poi formalizzate mediante accesso ad atti ufficiali. Il nostro intento – spiega Degli Angeli – è quello di fornire alle procure provinciali, che hanno già hanno aperto diversi fascicoli, tutti quei dati che ci è stato possibile richiedere in ottemperanza al nostro mandato in modo chiaro e trasparente”. Come è stata gestita l’emergenza sanitaria, e perché le Rsa non sono state protette in modo adeguato “soprattutto quando – sottolinea Degli Angeli – come gruppo consiliare e in tempi non sospetti, denunciavamo le numerose criticità che emergevano da testimonianze di lavoratori delle Rsa ?”.
Queste le domande di partenza, quando i drammatici dati forniti dai tanti medici e dai quotidiani, purtroppo, parlano chiaro.
Il dado è tratto: le domande sono state poste, ora c’è l’attesa delle risposte che aiuteranno la magistratura a far chiarezza. “Come consiglieri del M5S – puntualizza Degli Angeli – ci siamo messi a disposizione con tutti gli strumenti previsti dal nostro mandato ispettivo istituzionale e, in modo congiunto, abbiamo elaborato un accesso agli atti presso tutte le Ats di rispettiva competenza. Abbiamo indagato, ad esempio, sul personale e su come questi sia stato gestito. Abbiamo cercato chiarimenti sulla mancanza di tamponi e dpi, sull’eventuale correlazione con l’aumento dei decessi e, soprattutto, abbiamo chiesto spiegazioni su come le diverse RSA abbiano cercato di sopperire alla carenza di dpi nell’operare quotidianamente. Precisa Degli Angeli: “Il nostro intento, giungendo ad una adeguata ricostruzione dei fatti, è quello di contribuire a un miglioramento o se necessario ad una riqualifica della sanità lombarda”.

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Libro: Tutto in un granello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Aboca Edizioni pubblica in Italia la straordinaria inchiesta di Vince Beiser. La sabbia è la sostanza solida più importante del pianeta, il fondamento della civiltà: parte da questa affermazione – apparentemente esagerata, ma ampiamente documentata – il libro inchiesta di Vince Beiser: Tutto in un granello. Come la sabbia ha trasformato la storia della civiltà (Aboca Edizioni 2020, €22, 336 pp.) Senza sabbia non avremmo né edifici né strade, né calcestruzzo né vetro. Ma non avremmo neppure schermi, né chip elettronici, né cavi in fibra ottica per collegare i computer alla rete. La sabbia, sintetizza l’autore: “rappresenta per le città ciò che la farina rappresenta per il pane, ciò che le cellule rappresentano per il nostro corpo: è l’ingrediente invisibile, ma fondamentale, che costituisce il nucleo dell’ambiente urbano in cui vive la maggior parte di noi.” Eppure, sebbene il nostro immaginario ci porti a pensare alla sabbia come una risorsa pressoché infinita, le cose non stanno così. Pensare all’avanzata dei deserti non è affatto una soluzione al problema: la sabbia del Sahara, ad esempio, non è adatta a soddisfare i bisogni dell’uomo. La sabbia viene estratta dai letti dei fiumi, dei laghi, dai fondali marini, dalle cave sulla terraferma. La sabbia, a differenza del petrolio, è una risorsa presente quasi ovunque ma estrarla causa spesso danni impressionanti agli ecosistemi: fauna acquatica, flora terrestre e popolazione umana stanno già pagando il conto di un’estrazione inarrestabile. All’origine di tutto questo c’è una questione di domanda e offerta: l’offerta di sabbia che può essere estratta dal suolo in modo sostenibile è limitata ma la domanda non lo è. Oggi c’è così tanta richiesta di sabbia che il letto dei fiumi e le spiagge di tutto il mondo vengono spogliati dei loro preziosi granelli. I terreni agricoli e le foreste vengono distrutti e con essi intere comunità e specie sono in pericolo di vita.Come siamo diventati così dipendenti da un materiale così elementare? Come possiamo usarne così tanto? E cosa significa per la Terra e per il nostro futuro questa nostra dipendenza?
Il viaggio di Beiser è documentato e universale, si muove dalle spiagge della California alle isole sperdute nel Pacifico, spazia attraverso i cinque continenti e lungo la storia dell’umanità. Per noi infatti la sabbia è importante da secoli e millenni. È stata usata per le costruzioni almeno sin dai tempi degli antichi Egizi. Nel XV secolo, l’artigiano veneziano Angelo Barovier capì come trasformare la sabbia in vetro trasparente, il che rese possibile la produzione di microscopi, di telescopi e di altre tecnologie che contribuirono a guidare la rivoluzione scientifica del Rinascimento. Ma fu solo con l’avvento del moderno mondo industrializzato, nei decenni appena prima e dopo la fine del XX secolo, che si cominciò a sfruttare appieno il potenziale della sabbia e a farne uso su una scala enorme. È in questo periodo che la sabbia è passata dall’essere una risorsa utilizzata per scopi diffusi, ma artigianali, a diventare l’elemento essenziale della civiltà, il materiale chiave per creare strutture e prodotti di massa richiesti da una popolazione in rapida crescita: un ruolo spesso sottovalutato, su cui è fondamentale iniziare a riflettere.
Vince Beiser è un giornalista pluripremiato. Tutto in un granello è stato finalista al prestigioso premio PEN/E. O. Wilson per la divulgazione scientifica. Suoi lavori sono apparsi sul “New York Times”, su “Wired” e su molte altre testate. Si è laureato all’Università di Berkeley, in California. Vive a Los Angeles. Cos’è la sabbia: Come definito dalla scala Udden-Wentworth il termine sabbia comprende i granelli liberi di qualsiasi materiale duro con un diametro compreso tra 2 e 0,0625 millimetri. I granelli possono essere formati da ghiacciai che macinano le pietre, da oceani che degradano conchiglie e coralli, da lava vulcanica che si raffredda e si frantuma a contatto con l’aria o l’acqua. Tuttavia, quasi il 70% di tutti i granelli di sabbia sulla Terra sono di quarzo.
L’estrazione è ovunque: solo negli Stati Uniti, circa 4.100 aziende e agenzie governative raccolgono l’aggregato da circa 6.300 siti in tutti i 50 Stati. Da oggi è disponibile in tutte le librerie italiane il saggio di Vince Beiser, “Tutto in un granello” (Aboca Edizioni, pag.336 €22).

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Governo. La commissione di inchiesta sulle banche serve?

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

La commissione di inchiesta sulle banche serve? No. Trasformare la commissione di inchiesta sulle banche in tribunale del popolo? E’ la tendenza che c’è, in particolare, nel M5S. Ricordiamo le frasi di Luigi Di Maio, per il quale ogni politico indagato è colpevole a prescindere, salvo poi ricredersi per gli indagati del proprio partito, o le frasi “senza pietà” applicata a diverse situazioni, ultima delle quali riguarda chi ha gestito la Banca Popolare di Bari.
La commissione di inchiesta sulle banche c’è già stata nella precedente legislatura e non ci pare abbia prodotto alcunché. Proporne una altra ha il solo scopo di offrire una passerella mediatica al M5S che, appunto, ne rivendica la presidenza. Ci sono già i tribunali e non ne servono altri.Per chi avesse qualche perplessità sulle nostre posizioni, vogliamo ricordare che, a febbraio scorso, siamo stati querelati dalla Banca Popolare di Bari proprio per le nostre critiche alla gestione.

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Nuova commissione d’inchiesta sulle banche

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

“Piena soddisfazione per il lavoro redigente fatto in Commissione sul testo di legge che istituisce la nuova Commissione di inchiesta sulle banche, di cui per primi abbiamo proposto la istituzione in questa legislatura con il ddl 494, che nella formulazione finale rispecchia gli aspetti fondamentali della nostra proposta di legge, con la approvazione di nostri emendamenti significativi su agenzie di rating, debito sovrano, derivati, fondazioni bancarie, tutela del risparmio”. È quanto dichiarano i senatori di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, primo firmatario della proposta del disegno di legge, e Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze, i quali rivendicano la “attività propulsiva fatta da Fratelli d’Italia nel porre la questione già all’inizio di questa nuova legislatura. Noi abbiamo espresso subito e con chiarezza che non volevamo realizzare un ‘Tribunale del popolo’ ma uno strumento davvero efficace e tempestivo per fare luce sui fatti gravissimi che si sono verificati, la individuazione dei responsabili ma soprattutto degli strumenti legislativi per evitare che ciò si ripeta, a tutela di risparmiatori, azionisti e dello Stato, quindi di tutti i cittadini”.”Siamo particolarmente soddisfatti – continuano i senatori di FdI – che siano state accolte le nostre richieste sul fatto che la nuova Commissione svolga anche una funzione propositiva e che essa indaghi anche sul ruolo e la affidabilità delle agenzie di rating, questione centrale per la sostenibilità del nostro debito pubblico, tanto più attuale in questo momento; l’impatto della crisi bancaria sul debito sovrano; il ruolo e le attività delle Fondazioni bancarie e la congruità della normativa vigente in proposito; il fenomeno dei crediti deteriorati (NPL) sui quali abbiamo proposto anche un disegno di legge apposito; lo scandalo dei derivati e il loro effetto su chi ne abbia fatto ricorso”.A tal proposito i senatori Urso e De Bertoldi evidenziano come la maggioranza abbia, invece, “fatto muro contro la nostra proposta che la Commissione potesse indagare anche sui fondi speculativi (credit default swap) che scommettono sul deprezzamento dei titoli governativi. Ci stupisce che ciò sia accaduto proprio a fronte delle notizie che emergono quotidianamente sulla gravità del fenomeno che colpisce proprio il nostro Paese. Non dobbiamo lasciare ‘santuari’ intoccabili su questa materia”.

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Facebook, antitrust Usa conferma l’apertura di un’inchiesta

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2018

La Federal Trade Commission (Ftc) ha aperto un’indagine su Facebook e sull’uso dei dati personali da parte del colosso dei social media.”Bene, ora attendiamo l’apertura di un’indagine anche da parte dell’Antitrust italiana, alla quale ci siamo rivolti settimana scorsa proprio per accertare se la pratica commerciale adottata da Facebook di consentire ai fornitori di servizi sulla piattaforma di accedere ai dati degli utenti iscritti, sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non si comprende, ad esempio, se l’utente gode del diritto di prestare o negare il consenso all’accesso ai dati personali da parte di soggetti terzi diversi da Facebook, se i dati dell’utente potranno essere utilizzati da sviluppatori di app per fini diversi da quelli inerenti all’utilizzo delle app, quali sono le informazioni cui i terzi possono accedere senza il consenso espresso degli utenti” conclude Dona.

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Sull’inchiesta su Renzi e la ‘soffiata’ a De Benedetti adesso indaga Perugia

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

tribunaleLa verità giudiziaria sull’acquisto delle azioni delle banche popolari, operato dall’ex presidente del gruppo Espresso, Carlo De Benedetti, dopo aver saputo dall’ex premier, Matteo Renzi, dell’imminente decreto che le trasformava in Spa, non è più soltanto nelle mani del pm Stefano Pesci e del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone.Ora è anche nelle mani della procura di Perugia, guidata da Luigi De Ficchy. Il Fatto è in grado di rivelare che la procura perugina – dopo l’esposto presentato da Elio Lannutti, presidente onorario dell’Adusbef, oggi candidato per il M5S – ha aperto un fascicolo per verificare se, da parte dei magistrati romani che hanno condotto l’inchiesta, vi siano stati comportamenti od omissioni che integrino ipotesi di reato. E, per verificarlo, risulterà indispensabile valutare gli atti dell’intera vicenda che ha portato la procura di Roma a chiedere l’archiviazione del broker Gianluca Bolengo. Parliamo dell’uomo che, per conto di De Benedetti, il 16 gennaio 2015, investiva 5 milioni in azioni delle banche popolari, con un profitto di 500mila euro. Bolengo viene intercettato mentre De Benedetti gli chiede: “Salgono le popolari?”. Il broker gli risponde: “Sì, se passa un decreto fatto bene, salgono”. E De Benedetti: “Passa, ho parlato ieri con Renzi, passa”. E l’investimento parte all’istante.Da questa conversazione nasce l’informativa della Consob – trasmessa anche al Nucleo speciale di polizia Valutaria della Gdf – che porta la procura di Roma ad aprire il fascicolo. Bolengo viene iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di ostacolo alla vigilanza. Ed è l’unico. La procura di Roma – che sceglie di affidare le indagini a due periti e non alla Gdf – non iscriverà mai Renzi e De Benedetti nel registro degli indagati: sono stati entrambi sentiti come persone informate sui fatti. Fin qui, la cronaca dell’inchiesta romana. Sulla vicenda, però, interviene ora la procura di Perugia.I pm del capoluogo umbro non entreranno, come ovvio, nel merito delle indagini condotte dai colleghi romani: non è uno scontro tra procure. La procura di Perugia intende verificare se i pm capitolini, nell’istruire il fascicolo, abbiano commesso reati oppure no: è l’unica competente a indagare sui colleghi della capitale. E l’esposto presentato da Lannutti ha espressamente chiesto al procuratore De Ficchy di “valutare e/o indagare circa la sussistenza degli estremi per avviare un procedimento per responsabilità penale o civile nei confronti dei magistrati” che hanno indagato sul caso Renzi – De Benedetti. Il motivo: ricevuta dalla Consob l’informativa sulla vicenda, la procura di Roma avrebbe aperto un fascicolo modello 45, ovvero quello per degli “atti per le notizie non costituenti notizia di reato”. Una procedura, denuncia Lannutti, “espressamente vietata dal codice penale e da una circolare del ministero della Giustizia”.Al Fatto risulta che ieri Lannutti è stato sentito dalla procura di Perugia, proprio in merito al suo esposto, confluito nel fascicolo appena aperto. Un fascicolo che, per il momento, non vede alcun indagato, ma di certo dimostra un fatto: la Procura di Perugia sta indagando su eventuali reati commessi dai pm romani. Una notizia esplosiva. A poche settimane dalle elezioni, peraltro, rischia di produrre un effetto collaterale. Essere strumentalizzata a fini politici: Lannutti, infatti, è oggi candidato alle elezioni per il M5S. I fatti però raccontano altro. Fu proprio Lannutti, nel gennaio 2015, non appena la vicenda Renzi – De Benedetti venne alla luce, a chiedere alla procura di Roma d’indagare. Parliamo di ben tre anni fa. Ha proseguito con l’esposto inviato a Perugia.Al di là delle strumentalizzazioni, piuttosto, siamo dinanzi a una vicenda che ha necessità di essere chiarita il prima possibile. In primo luogo perché l’inchiesta riguarda la più importante procura italiana. Infine perché s’intreccia – inevitabilmente – con un caso unico nella nostra storia: il patron del principale gruppo editoriale italiano scoperto a investire i propri soldi dopo aver ricevuto informazioni, su un imminente decreto, dal presidente del Consiglio in persona. Se esistono altre verità da scoprire, questa volta, toccherà svelarle ai pm di Perugia. (fonte: blog 5 stelle)

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Inchiesta parlamentare banche: Il Pd “ciurla nel manico”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 settembre 2017

matteo renzi“In merito all’insediamento della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario dobbiamo constatare, con rammarico, come i nostri appelli ai presidenti delle Camere, Boldrini e Grasso – affinché adottassero ogni opportuna iniziativa per sollecitare i gruppi inadempienti, e accelerare così le procedure necessarie per l’avvio dei lavori della Commissione – non abbiano avuto alcun riscontro, così come nessuna reazione c’è stata alla nostra ultima missiva inviata alla presidente di Montecitorio lo scorso 7 settembre. Ad oggi risulta, infatti, che diversi gruppi parlamentari, a partire dal Partito democratico di Renzi, nonostante le dichiarazioni del capogruppo Rosato, non abbiano ancora comunicato i propri nomi, rallentando di fatto l’insediamento della Commissione.Mancherebbero le comunicazioni dei gruppi Camera Partito democratico, Articolo 1-Movimento democratico e progressista, Alternativa popolare, Fratelli d’Italia e Misto, e dei gruppi Senato Partito democratico, Alternativa popolare, Grandi autonomie e Libertà e Maie. Non è accettabile che alcuni gruppi, per la stragrande parte di maggioranza, impediscano l’avvio dei lavori di una Commissione d’inchiesta così importante. È un insulto alle istituzioni e a tutti i cittadini italiani”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. (n.r. Non dovremmo meravigliarcene. Gli scandali sulle banche hanno fatto il loro tempo. Si è gridato alla disonestà dei politici e dei loro amici e si è invocata una commissione parlamentare. Il Pd ha abbozzato e lo ha permesso salvo poi in fase di costituzione sabotarla. Quando sarà il momento che gli italiani apriranno gli occhi? Intanto il governo piange miseria e regala miliardi agli istituti di credito)

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Commissione inchiesta sulle banche

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

banca d'itaa“La legge che ha istituito la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario è entrata in vigore lo scorso 28 luglio; nello stesso giorno, i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, hanno trasmesso ai gruppi la richiesta di indicare i nomi di deputati e senatori per procedere alle designazioni dei membri della Commissione stessa.Ad oggi risulta che diversi gruppi parlamentari, a partire dal Partito democratico di Renzi, non abbiano ancora comunicato i propri nomi, rallentando di fatto l’insediamento della Commissione. Non sarebbe il caso, quindi, che le Presidenze di Camera e Senato si attivino per sollecitare i gruppi e accelerare così le procedure necessarie per l’avvio dei lavori, che tra l’altro non potranno prorogarsi oltre la fine della legislatura? Da troppo tempo i cittadini chiedono trasparenza, verità e giustizia in merito ai disastri che hanno coinvolto il nostro sistema bancario negli ultimi anni. È nostro dovere far partire subito la Commissione parlamentare d’inchiesta, senza ulteriori ritardi”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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Presentazione del libro Storia vera e terribile tra Sicilia e America di Enrico Deaglio

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

enrico-deaglioTrapani Venerdì 28 luglio 2017 Chiostro Ovest Complesso Monumentale di San Domenico Piazzetta San Domenico Trapani Ore 19:00 Ingresso Libero. Continuano gli appuntamenti con InChiostro d’Autore, la rassegna letteraria curata dal giornalista e scrittore trapanese, Marco Rizzo, e patrocinata dall’Ente Luglio Musicale Trapanese. Questa volta tocca ad un grande giornalista, Enrico Deaglio, e la sua inchiesta su razzismo e pregiudizio negli Stati Uniti dei primi anni del XX secolo, Storia vera e terribile tra Sicilia e America (Sellerio Editore), per ricordare quando i migranti eravamo noi.
L’incontro sarà raccontato in diretta su Twitter da @CasaLettori, che con i suoi 52.600 Follower è uno degli account Twitter dedicati ai libri più seguiti d’Europa. Media partner: Itacanotizie.it, Communico e Scuola del Fumetto Palermo Grafimated Cartoon.

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Commissione parlamentare di inchiesta a Palermo

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

Palermo-Panorama-bjs-2Palermo. Domenica 23, sopralluoghi al quartiere Zen, campo Rom Parco della Favorita ed ex chimica Arenella. Lunedì 24, visita ai comuni di Casteldaccia, Villabate, Carini, quartiere Brancaccio e parco Acqua dei Corsari. Martedì 25 sopralluogo al centro storico e audizioni in Prefettura prefetto Antonella De Miro, questione Renato Cortese, sindaco Leoluca Orlando, assessori Emilio Arcuri e Giuseppe Mattina e associazioni del territorio. Ore 16,30 conferenza stampa in Prefettura
Domenica 23, lunedì 24 e martedì 25 luglio la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e degrado delle città e periferie sarà a Palermo, per la 7° tappa della sua missione sul territorio, dopo Roma, Napoli, Milano, Bologna, Bari e Torino. Andrea Causin, presidente della Commissione guiderà la delegazione di deputati, per una tre giorni, aperta alla stampa, ricca di sopralluoghi, visite ed incontri con i rappresentati del territorio e delle associazioni.
Domenica 23, a partire dalle ore 17.30 visita al quartiere Zen, accompagnati dai presidenti delle circoscrizioni VI E VII Michele Maraventano e Giuseppe Fiore e dalla professoressa Teresa Cannarozzo. Incontri con le associazioni “Albero della Vita”, “Lievito”, “Save the children” e “Associazione Zen Insieme”, presso la sede del “Punto Luce”. Quindi, visita al campo rom all’interno del Parco della Favorita e visita all’ex chimica Arenella.
Lunedì 24, a partire dalle ore 9.30, visita ai comuni di Casteldaccia con sopralluogo al quartiere Orestagno Cutelli. Incontro con il sindaco Fabio Spatafora e con l’ex presidente della commissione ambiente Davide Aiello e il commissario straordinario Carmelo Messina. Alle ore 11, visita al comune di Villabate, con visita al quartiere Fondo Vitale, con il sindaco Vincenzo Oliveri, il parroco don Giuseppe Li Calsi, Francesco Giglio dell’associazione Erripa, Achille Grandi e Giuseppe Naccari dell’associazione di promozione sociale Archè e della dottoressa Capitummino.
Alle ore 13.30, sopralluogo al quartiere Brancaccio, con il presidente della II circoscrizione Mario Greco, e le associazioni “Casa lavoro e preghiera di padre Messina”, “Centro di accoglienza padre nostro Onlus”, “Comunità di Biagio Conte”, “Associazione Uniamoci Onlus”, don Maurizio Francoforte, parroco di San Gaetano e l’Associazione culturale Castello di Maredolce.
Alle ore 16.00, visita al parco Acqua dei Corsari ed incontri al Teatro del Sole con il presidente Mario Greco ed Antonio Tomaselli e Carlo Pezzino Rao, del Comitato per la rinascita della costa e del mare e passaggio al Passante ferroviario. Alle ore 18, visita al comune di Carini, con il sindaco Giuseppe Monteleone e Pino Martinez, e visita alla zona Peep. Incontri con Marco Venuti, comandante VVUU, Gianfranco Zanna di Legambiente e Giuseppe Zito, associazione Nuova Carini.
Martedì 25, a partire dalle ore 9.00, visita al centro storico, Centro Santa Chiara, mercato di Ballarò, con il presidente della I circoscrizione Massimo Castiglia. Dalle ore 11.30 alle 14.00 la commissione sarà il Prefettura per le audizioni del prefetto Antonella De Miro, del questore, Renato Cortese, del sindaco Leoluca Orlando, dell’assessore alla rigenerazione urbana, Emilio Arcuri, e dell’assessore al diritto e alla dignità dell’abitare Giuseppe Mattina.
Dalle ore 14.30 alle ore 16.30, la commissione audirà il presidente del Ciss, Sergio Cipolla, Ferdinando Trapani, professore associato di urbanistica all’Università di Palermo, Codifas Orti Urbani, Associazione Clac, Zen Insieme, Erripa, Le Onde onlus, Centro consulenza legale Udi Palermo Onlus, Sant’Egidio.
Alle ore 16.30, la commissione di inchiesta parlamentare sulle condizioni di sicurezza e degrado delle città e periferie incontrerà la stampa per fare il punto sulla tre giorni di visita a Palermo.

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Inchiesta emissioni auto: Commissione e Stati membri devono correre ai ripari

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 aprile 2017

wolkswagenIn una risoluzione approvata qualche giorno fa, i deputati affermano che gli Stati membri e la Commissione erano a conoscenza da oltre un decennio che le emissioni auto diesel di ossido di azoto (NOx) fossero molto più alte in condizioni di guida reali rispetto al test di laboratorio e li invitano a migliorare rapidamente i test e i controlli sulle nuove automobili.In una votazione separata, i deputati hanno proposto modifiche alle norme UE sull’omologazione dei veicoli per far sì che i test ambientali e sulla sicurezza siano indipendenti e con un controllo più rigoroso sule vetture già in circolazione. Il testo rappresenta il mandato per il Parlamento per iniziare i negoziati con i ministri dei Paesi membri.
I deputati hanno concluso che, sebbene la Commissione europea e gli Stati membri fossero a conoscenza, da più di un decennio, dell’esistenza di discrepanze tra i test sulle emissioni di ossido di azoto delle auto diesel (NOx) effettuati in laboratorio e quelli misurati su strada, non sono riusciti a agire in modo appropriato per proteggere la qualità dell’aria e la salute pubblica.Inoltre, né la Commissione né le autorità degli Stati membri avevano sospettato o cercato di individuare gli “impianti di manipolazione”, bensì condotto solo test di omologazione standard.In seguito allo scandalo delle emissioni del settembre 2015, la Commissione ha ritenuto che spettasse agli Stati membri il dovere di indagare e di non dover condurre ulteriori misure d’indagine, mentre gli Stati membri non sono riusciti ad imporre alcuna sanzione ai costruttori di automobili né ad adottare alcuna iniziativa vincolante per il richiamo dei veicoli non conformi.Le raccomandazioni non vincolanti alla Commissione e al Consiglio si basano sulla relazione finale della Commissione d’inchiesta sulle misurazioni delle emissioni nel settore automobilistico (EMIS).

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Banche, commissione d’inchiesta e esternazioni di Renzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 febbraio 2017

salva banche“Leggiamo in un colloquio con il “Corriere della Sera” che il segretario del Partito democratico, l’ineffabile Matteo Renzi, afferma: ‘Si vuole una Commissione di inchiesta sul sistema bancario che usa come parafulmini Banca Etruria, Banca Marche e le Casse di Risparmio di Ferrara e di Chieti. Ma in realtà vedo un disegno forte per allargare il campo a Bankitalia e Consob’.‘Si vuole’? A chi è rivolto quel ‘si vuole’? Sicuramente al sottoscritto, ma forse anche (inconsciamente) a se stesso e al suo Pd…”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Rinfreschiamo la memoria al distratto e confuso ex premier.Rinfrescata numero uno. Nel dicembre del 2015 l’allora presidente del Consiglio, per l’appunto Matteo Renzi, dopo la mia proposta ufficiale per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario italiano, esternò il suo ok a questo tipo di percorso (‘sì alla Commissione d’inchiesta sulle banche, lo dico a nome del governo e del Pd: non abbiamo nessuno scheletro nell’armadio’, 13 dicembre 2015).
Rinfrescata numero due. La Camera dei deputati, in data 10 gennaio 2017, ha approvato una mozione (firmata da Brunetta, Laffranco, Alberto Giorgetti, Palmizio, Occhiuto) nella parte in cui ‘impegna se stessa e i propri organi, ciascuno per le proprie competenze, a deliberare in ordine all’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sullo stato del sistema bancario italiano e sui casi di crisi verificatisi dal 10 gennaio 1999, in connessione con l’inizio dell’operatività in strumenti finanziari denominati in euro, sulla base di quanto già richiesto, attraverso specifiche proposte di inchiesta, da diverse forze politiche’. Nello specifico, la parte sopra citata è stata approvata all’unanimità (presenti 454, votanti 452, astenuti 2, favorevoli 452). Votata dunque, anche dal Pd di cui Renzi è segretario politico.
Che dire? Renzi, evidentemente, non ha più il senso del reale. Qualcuno lo aiuti. Qualcuno gli spieghi cosa votano i suoi gruppi parlamentari e magari qualcuno gli faccia ripassare le dichiarazioni fatte, su qualsiasi argomento e in modo ossessivo, in questi ultimi anni. Non farebbe male all’ex premier un bel bagno di umiltà”, conclude Brunetta.

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