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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘inchiesta’

Nuova commissione d’inchiesta sulle banche

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

“Piena soddisfazione per il lavoro redigente fatto in Commissione sul testo di legge che istituisce la nuova Commissione di inchiesta sulle banche, di cui per primi abbiamo proposto la istituzione in questa legislatura con il ddl 494, che nella formulazione finale rispecchia gli aspetti fondamentali della nostra proposta di legge, con la approvazione di nostri emendamenti significativi su agenzie di rating, debito sovrano, derivati, fondazioni bancarie, tutela del risparmio”. È quanto dichiarano i senatori di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, primo firmatario della proposta del disegno di legge, e Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze, i quali rivendicano la “attività propulsiva fatta da Fratelli d’Italia nel porre la questione già all’inizio di questa nuova legislatura. Noi abbiamo espresso subito e con chiarezza che non volevamo realizzare un ‘Tribunale del popolo’ ma uno strumento davvero efficace e tempestivo per fare luce sui fatti gravissimi che si sono verificati, la individuazione dei responsabili ma soprattutto degli strumenti legislativi per evitare che ciò si ripeta, a tutela di risparmiatori, azionisti e dello Stato, quindi di tutti i cittadini”.”Siamo particolarmente soddisfatti – continuano i senatori di FdI – che siano state accolte le nostre richieste sul fatto che la nuova Commissione svolga anche una funzione propositiva e che essa indaghi anche sul ruolo e la affidabilità delle agenzie di rating, questione centrale per la sostenibilità del nostro debito pubblico, tanto più attuale in questo momento; l’impatto della crisi bancaria sul debito sovrano; il ruolo e le attività delle Fondazioni bancarie e la congruità della normativa vigente in proposito; il fenomeno dei crediti deteriorati (NPL) sui quali abbiamo proposto anche un disegno di legge apposito; lo scandalo dei derivati e il loro effetto su chi ne abbia fatto ricorso”.A tal proposito i senatori Urso e De Bertoldi evidenziano come la maggioranza abbia, invece, “fatto muro contro la nostra proposta che la Commissione potesse indagare anche sui fondi speculativi (credit default swap) che scommettono sul deprezzamento dei titoli governativi. Ci stupisce che ciò sia accaduto proprio a fronte delle notizie che emergono quotidianamente sulla gravità del fenomeno che colpisce proprio il nostro Paese. Non dobbiamo lasciare ‘santuari’ intoccabili su questa materia”.

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Facebook, antitrust Usa conferma l’apertura di un’inchiesta

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2018

La Federal Trade Commission (Ftc) ha aperto un’indagine su Facebook e sull’uso dei dati personali da parte del colosso dei social media.”Bene, ora attendiamo l’apertura di un’indagine anche da parte dell’Antitrust italiana, alla quale ci siamo rivolti settimana scorsa proprio per accertare se la pratica commerciale adottata da Facebook di consentire ai fornitori di servizi sulla piattaforma di accedere ai dati degli utenti iscritti, sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non si comprende, ad esempio, se l’utente gode del diritto di prestare o negare il consenso all’accesso ai dati personali da parte di soggetti terzi diversi da Facebook, se i dati dell’utente potranno essere utilizzati da sviluppatori di app per fini diversi da quelli inerenti all’utilizzo delle app, quali sono le informazioni cui i terzi possono accedere senza il consenso espresso degli utenti” conclude Dona.

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Sull’inchiesta su Renzi e la ‘soffiata’ a De Benedetti adesso indaga Perugia

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

tribunaleLa verità giudiziaria sull’acquisto delle azioni delle banche popolari, operato dall’ex presidente del gruppo Espresso, Carlo De Benedetti, dopo aver saputo dall’ex premier, Matteo Renzi, dell’imminente decreto che le trasformava in Spa, non è più soltanto nelle mani del pm Stefano Pesci e del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone.Ora è anche nelle mani della procura di Perugia, guidata da Luigi De Ficchy. Il Fatto è in grado di rivelare che la procura perugina – dopo l’esposto presentato da Elio Lannutti, presidente onorario dell’Adusbef, oggi candidato per il M5S – ha aperto un fascicolo per verificare se, da parte dei magistrati romani che hanno condotto l’inchiesta, vi siano stati comportamenti od omissioni che integrino ipotesi di reato. E, per verificarlo, risulterà indispensabile valutare gli atti dell’intera vicenda che ha portato la procura di Roma a chiedere l’archiviazione del broker Gianluca Bolengo. Parliamo dell’uomo che, per conto di De Benedetti, il 16 gennaio 2015, investiva 5 milioni in azioni delle banche popolari, con un profitto di 500mila euro. Bolengo viene intercettato mentre De Benedetti gli chiede: “Salgono le popolari?”. Il broker gli risponde: “Sì, se passa un decreto fatto bene, salgono”. E De Benedetti: “Passa, ho parlato ieri con Renzi, passa”. E l’investimento parte all’istante.Da questa conversazione nasce l’informativa della Consob – trasmessa anche al Nucleo speciale di polizia Valutaria della Gdf – che porta la procura di Roma ad aprire il fascicolo. Bolengo viene iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di ostacolo alla vigilanza. Ed è l’unico. La procura di Roma – che sceglie di affidare le indagini a due periti e non alla Gdf – non iscriverà mai Renzi e De Benedetti nel registro degli indagati: sono stati entrambi sentiti come persone informate sui fatti. Fin qui, la cronaca dell’inchiesta romana. Sulla vicenda, però, interviene ora la procura di Perugia.I pm del capoluogo umbro non entreranno, come ovvio, nel merito delle indagini condotte dai colleghi romani: non è uno scontro tra procure. La procura di Perugia intende verificare se i pm capitolini, nell’istruire il fascicolo, abbiano commesso reati oppure no: è l’unica competente a indagare sui colleghi della capitale. E l’esposto presentato da Lannutti ha espressamente chiesto al procuratore De Ficchy di “valutare e/o indagare circa la sussistenza degli estremi per avviare un procedimento per responsabilità penale o civile nei confronti dei magistrati” che hanno indagato sul caso Renzi – De Benedetti. Il motivo: ricevuta dalla Consob l’informativa sulla vicenda, la procura di Roma avrebbe aperto un fascicolo modello 45, ovvero quello per degli “atti per le notizie non costituenti notizia di reato”. Una procedura, denuncia Lannutti, “espressamente vietata dal codice penale e da una circolare del ministero della Giustizia”.Al Fatto risulta che ieri Lannutti è stato sentito dalla procura di Perugia, proprio in merito al suo esposto, confluito nel fascicolo appena aperto. Un fascicolo che, per il momento, non vede alcun indagato, ma di certo dimostra un fatto: la Procura di Perugia sta indagando su eventuali reati commessi dai pm romani. Una notizia esplosiva. A poche settimane dalle elezioni, peraltro, rischia di produrre un effetto collaterale. Essere strumentalizzata a fini politici: Lannutti, infatti, è oggi candidato alle elezioni per il M5S. I fatti però raccontano altro. Fu proprio Lannutti, nel gennaio 2015, non appena la vicenda Renzi – De Benedetti venne alla luce, a chiedere alla procura di Roma d’indagare. Parliamo di ben tre anni fa. Ha proseguito con l’esposto inviato a Perugia.Al di là delle strumentalizzazioni, piuttosto, siamo dinanzi a una vicenda che ha necessità di essere chiarita il prima possibile. In primo luogo perché l’inchiesta riguarda la più importante procura italiana. Infine perché s’intreccia – inevitabilmente – con un caso unico nella nostra storia: il patron del principale gruppo editoriale italiano scoperto a investire i propri soldi dopo aver ricevuto informazioni, su un imminente decreto, dal presidente del Consiglio in persona. Se esistono altre verità da scoprire, questa volta, toccherà svelarle ai pm di Perugia. (fonte: blog 5 stelle)

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Inchiesta parlamentare banche: Il Pd “ciurla nel manico”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 settembre 2017

matteo renzi“In merito all’insediamento della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario dobbiamo constatare, con rammarico, come i nostri appelli ai presidenti delle Camere, Boldrini e Grasso – affinché adottassero ogni opportuna iniziativa per sollecitare i gruppi inadempienti, e accelerare così le procedure necessarie per l’avvio dei lavori della Commissione – non abbiano avuto alcun riscontro, così come nessuna reazione c’è stata alla nostra ultima missiva inviata alla presidente di Montecitorio lo scorso 7 settembre. Ad oggi risulta, infatti, che diversi gruppi parlamentari, a partire dal Partito democratico di Renzi, nonostante le dichiarazioni del capogruppo Rosato, non abbiano ancora comunicato i propri nomi, rallentando di fatto l’insediamento della Commissione.Mancherebbero le comunicazioni dei gruppi Camera Partito democratico, Articolo 1-Movimento democratico e progressista, Alternativa popolare, Fratelli d’Italia e Misto, e dei gruppi Senato Partito democratico, Alternativa popolare, Grandi autonomie e Libertà e Maie. Non è accettabile che alcuni gruppi, per la stragrande parte di maggioranza, impediscano l’avvio dei lavori di una Commissione d’inchiesta così importante. È un insulto alle istituzioni e a tutti i cittadini italiani”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. (n.r. Non dovremmo meravigliarcene. Gli scandali sulle banche hanno fatto il loro tempo. Si è gridato alla disonestà dei politici e dei loro amici e si è invocata una commissione parlamentare. Il Pd ha abbozzato e lo ha permesso salvo poi in fase di costituzione sabotarla. Quando sarà il momento che gli italiani apriranno gli occhi? Intanto il governo piange miseria e regala miliardi agli istituti di credito)

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Commissione inchiesta sulle banche

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

banca d'itaa“La legge che ha istituito la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario è entrata in vigore lo scorso 28 luglio; nello stesso giorno, i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, hanno trasmesso ai gruppi la richiesta di indicare i nomi di deputati e senatori per procedere alle designazioni dei membri della Commissione stessa.Ad oggi risulta che diversi gruppi parlamentari, a partire dal Partito democratico di Renzi, non abbiano ancora comunicato i propri nomi, rallentando di fatto l’insediamento della Commissione. Non sarebbe il caso, quindi, che le Presidenze di Camera e Senato si attivino per sollecitare i gruppi e accelerare così le procedure necessarie per l’avvio dei lavori, che tra l’altro non potranno prorogarsi oltre la fine della legislatura? Da troppo tempo i cittadini chiedono trasparenza, verità e giustizia in merito ai disastri che hanno coinvolto il nostro sistema bancario negli ultimi anni. È nostro dovere far partire subito la Commissione parlamentare d’inchiesta, senza ulteriori ritardi”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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Presentazione del libro Storia vera e terribile tra Sicilia e America di Enrico Deaglio

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

enrico-deaglioTrapani Venerdì 28 luglio 2017 Chiostro Ovest Complesso Monumentale di San Domenico Piazzetta San Domenico Trapani Ore 19:00 Ingresso Libero. Continuano gli appuntamenti con InChiostro d’Autore, la rassegna letteraria curata dal giornalista e scrittore trapanese, Marco Rizzo, e patrocinata dall’Ente Luglio Musicale Trapanese. Questa volta tocca ad un grande giornalista, Enrico Deaglio, e la sua inchiesta su razzismo e pregiudizio negli Stati Uniti dei primi anni del XX secolo, Storia vera e terribile tra Sicilia e America (Sellerio Editore), per ricordare quando i migranti eravamo noi.
L’incontro sarà raccontato in diretta su Twitter da @CasaLettori, che con i suoi 52.600 Follower è uno degli account Twitter dedicati ai libri più seguiti d’Europa. Media partner: Itacanotizie.it, Communico e Scuola del Fumetto Palermo Grafimated Cartoon.

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Commissione parlamentare di inchiesta a Palermo

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

Palermo-Panorama-bjs-2Palermo. Domenica 23, sopralluoghi al quartiere Zen, campo Rom Parco della Favorita ed ex chimica Arenella. Lunedì 24, visita ai comuni di Casteldaccia, Villabate, Carini, quartiere Brancaccio e parco Acqua dei Corsari. Martedì 25 sopralluogo al centro storico e audizioni in Prefettura prefetto Antonella De Miro, questione Renato Cortese, sindaco Leoluca Orlando, assessori Emilio Arcuri e Giuseppe Mattina e associazioni del territorio. Ore 16,30 conferenza stampa in Prefettura
Domenica 23, lunedì 24 e martedì 25 luglio la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e degrado delle città e periferie sarà a Palermo, per la 7° tappa della sua missione sul territorio, dopo Roma, Napoli, Milano, Bologna, Bari e Torino. Andrea Causin, presidente della Commissione guiderà la delegazione di deputati, per una tre giorni, aperta alla stampa, ricca di sopralluoghi, visite ed incontri con i rappresentati del territorio e delle associazioni.
Domenica 23, a partire dalle ore 17.30 visita al quartiere Zen, accompagnati dai presidenti delle circoscrizioni VI E VII Michele Maraventano e Giuseppe Fiore e dalla professoressa Teresa Cannarozzo. Incontri con le associazioni “Albero della Vita”, “Lievito”, “Save the children” e “Associazione Zen Insieme”, presso la sede del “Punto Luce”. Quindi, visita al campo rom all’interno del Parco della Favorita e visita all’ex chimica Arenella.
Lunedì 24, a partire dalle ore 9.30, visita ai comuni di Casteldaccia con sopralluogo al quartiere Orestagno Cutelli. Incontro con il sindaco Fabio Spatafora e con l’ex presidente della commissione ambiente Davide Aiello e il commissario straordinario Carmelo Messina. Alle ore 11, visita al comune di Villabate, con visita al quartiere Fondo Vitale, con il sindaco Vincenzo Oliveri, il parroco don Giuseppe Li Calsi, Francesco Giglio dell’associazione Erripa, Achille Grandi e Giuseppe Naccari dell’associazione di promozione sociale Archè e della dottoressa Capitummino.
Alle ore 13.30, sopralluogo al quartiere Brancaccio, con il presidente della II circoscrizione Mario Greco, e le associazioni “Casa lavoro e preghiera di padre Messina”, “Centro di accoglienza padre nostro Onlus”, “Comunità di Biagio Conte”, “Associazione Uniamoci Onlus”, don Maurizio Francoforte, parroco di San Gaetano e l’Associazione culturale Castello di Maredolce.
Alle ore 16.00, visita al parco Acqua dei Corsari ed incontri al Teatro del Sole con il presidente Mario Greco ed Antonio Tomaselli e Carlo Pezzino Rao, del Comitato per la rinascita della costa e del mare e passaggio al Passante ferroviario. Alle ore 18, visita al comune di Carini, con il sindaco Giuseppe Monteleone e Pino Martinez, e visita alla zona Peep. Incontri con Marco Venuti, comandante VVUU, Gianfranco Zanna di Legambiente e Giuseppe Zito, associazione Nuova Carini.
Martedì 25, a partire dalle ore 9.00, visita al centro storico, Centro Santa Chiara, mercato di Ballarò, con il presidente della I circoscrizione Massimo Castiglia. Dalle ore 11.30 alle 14.00 la commissione sarà il Prefettura per le audizioni del prefetto Antonella De Miro, del questore, Renato Cortese, del sindaco Leoluca Orlando, dell’assessore alla rigenerazione urbana, Emilio Arcuri, e dell’assessore al diritto e alla dignità dell’abitare Giuseppe Mattina.
Dalle ore 14.30 alle ore 16.30, la commissione audirà il presidente del Ciss, Sergio Cipolla, Ferdinando Trapani, professore associato di urbanistica all’Università di Palermo, Codifas Orti Urbani, Associazione Clac, Zen Insieme, Erripa, Le Onde onlus, Centro consulenza legale Udi Palermo Onlus, Sant’Egidio.
Alle ore 16.30, la commissione di inchiesta parlamentare sulle condizioni di sicurezza e degrado delle città e periferie incontrerà la stampa per fare il punto sulla tre giorni di visita a Palermo.

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Inchiesta emissioni auto: Commissione e Stati membri devono correre ai ripari

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 aprile 2017

wolkswagenIn una risoluzione approvata qualche giorno fa, i deputati affermano che gli Stati membri e la Commissione erano a conoscenza da oltre un decennio che le emissioni auto diesel di ossido di azoto (NOx) fossero molto più alte in condizioni di guida reali rispetto al test di laboratorio e li invitano a migliorare rapidamente i test e i controlli sulle nuove automobili.In una votazione separata, i deputati hanno proposto modifiche alle norme UE sull’omologazione dei veicoli per far sì che i test ambientali e sulla sicurezza siano indipendenti e con un controllo più rigoroso sule vetture già in circolazione. Il testo rappresenta il mandato per il Parlamento per iniziare i negoziati con i ministri dei Paesi membri.
I deputati hanno concluso che, sebbene la Commissione europea e gli Stati membri fossero a conoscenza, da più di un decennio, dell’esistenza di discrepanze tra i test sulle emissioni di ossido di azoto delle auto diesel (NOx) effettuati in laboratorio e quelli misurati su strada, non sono riusciti a agire in modo appropriato per proteggere la qualità dell’aria e la salute pubblica.Inoltre, né la Commissione né le autorità degli Stati membri avevano sospettato o cercato di individuare gli “impianti di manipolazione”, bensì condotto solo test di omologazione standard.In seguito allo scandalo delle emissioni del settembre 2015, la Commissione ha ritenuto che spettasse agli Stati membri il dovere di indagare e di non dover condurre ulteriori misure d’indagine, mentre gli Stati membri non sono riusciti ad imporre alcuna sanzione ai costruttori di automobili né ad adottare alcuna iniziativa vincolante per il richiamo dei veicoli non conformi.Le raccomandazioni non vincolanti alla Commissione e al Consiglio si basano sulla relazione finale della Commissione d’inchiesta sulle misurazioni delle emissioni nel settore automobilistico (EMIS).

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Banche, commissione d’inchiesta e esternazioni di Renzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 febbraio 2017

salva banche“Leggiamo in un colloquio con il “Corriere della Sera” che il segretario del Partito democratico, l’ineffabile Matteo Renzi, afferma: ‘Si vuole una Commissione di inchiesta sul sistema bancario che usa come parafulmini Banca Etruria, Banca Marche e le Casse di Risparmio di Ferrara e di Chieti. Ma in realtà vedo un disegno forte per allargare il campo a Bankitalia e Consob’.‘Si vuole’? A chi è rivolto quel ‘si vuole’? Sicuramente al sottoscritto, ma forse anche (inconsciamente) a se stesso e al suo Pd…”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Rinfreschiamo la memoria al distratto e confuso ex premier.Rinfrescata numero uno. Nel dicembre del 2015 l’allora presidente del Consiglio, per l’appunto Matteo Renzi, dopo la mia proposta ufficiale per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario italiano, esternò il suo ok a questo tipo di percorso (‘sì alla Commissione d’inchiesta sulle banche, lo dico a nome del governo e del Pd: non abbiamo nessuno scheletro nell’armadio’, 13 dicembre 2015).
Rinfrescata numero due. La Camera dei deputati, in data 10 gennaio 2017, ha approvato una mozione (firmata da Brunetta, Laffranco, Alberto Giorgetti, Palmizio, Occhiuto) nella parte in cui ‘impegna se stessa e i propri organi, ciascuno per le proprie competenze, a deliberare in ordine all’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sullo stato del sistema bancario italiano e sui casi di crisi verificatisi dal 10 gennaio 1999, in connessione con l’inizio dell’operatività in strumenti finanziari denominati in euro, sulla base di quanto già richiesto, attraverso specifiche proposte di inchiesta, da diverse forze politiche’. Nello specifico, la parte sopra citata è stata approvata all’unanimità (presenti 454, votanti 452, astenuti 2, favorevoli 452). Votata dunque, anche dal Pd di cui Renzi è segretario politico.
Che dire? Renzi, evidentemente, non ha più il senso del reale. Qualcuno lo aiuti. Qualcuno gli spieghi cosa votano i suoi gruppi parlamentari e magari qualcuno gli faccia ripassare le dichiarazioni fatte, su qualsiasi argomento e in modo ossessivo, in questi ultimi anni. Non farebbe male all’ex premier un bel bagno di umiltà”, conclude Brunetta.

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Montepaschi e commissione d’inchiesta

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

monte dei paschi di siena“Chiediamo chiarezza e trasparenza sulle banche: sia riguardo a chi non ha restituito i soldi, sia riguardo a chi questi soldi li ha concessi. Nel sistema bancario esiste il merito di credito, ogni persona e ogni impresa può ricevere dei soldi in prestito proporzionalmente alle sue caratteristiche e alla sua struttura. Ognuno di noi ha il suo merito di credito. Se moltissime aziende hanno avuto tanti soldi e non li hanno restituiti ha sbagliato anche chi ha calcolato il merito di credito, e dunque i dirigenti delle banche”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Vogliamo quindi che venga chiarita la responsabilità dei dirigenti, vogliamo sapere i nomi delle società insolventi e perché non sono in grado di pagare, ma vogliamo anche capire perché chi doveva vigilare non lo ha fatto o che ruolo ha avuto. Oltre ad una totale trasparenza su questi punti è fondamentale che ve ne sia altrettanta su chi e come, in base alla vigente normativa, sarà ristorato e ripagato. Vanno sicuramente salvaguardati i risparmiatori, le famiglie, gli anziani, ossia chi è stato portato verso il rischio senza conoscerne esattamente quantità e qualità. Ma dobbiamo essere certi che eventuali speculatori, che hanno comprato crediti marci e magari ora ci fanno anche profitti extra, non possano richiedere il sussidio di Stato. Oltre il danno ci sarebbe anche la beffa.Su tutto questo e per tutto questo, in nome della trasparenza, noi chiediamo che venga istituita una Commissione parlamentare d’inchiesta”.

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Banche: Mozione per commissione d’inchiesta

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 gennaio 2017

camera deputati“Settimana decisiva per il ‘salvabanche’. Oggi alla Camera abbiamo una mozione di Forza Italia, a mia firma, con la quale chiediamo una Commissione parlamentare d’inchiesta. Chiediamo di fare chiarezza su Monte dei Paschi ma non solo, anche su tutti i provvedimenti del governo Renzi, nei suoi mille giorni, sul sistema bancario. Provvedimenti disastrosi che hanno distrutto le nostre banche”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Noi chiediamo una Commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce innanzitutto su Monte dei Paschi, sui crediti deteriorati, su chi non ha restituito i soldi, su chi ha portato al crack, sia clienti che funzionari e dirigenti. Vogliamo chiarezza.Domani ci sarà il voto in Aula e vedremo se il Partito democratico si opporrà ancora alla richiesta che facciamo in maniera netta sulla Commissione parlamentare d’inchiesta e su ‘fuori i nomi’. Vogliamo i nomi di tutti quelli che hanno preso i soldi, non i poveracci o le piccole aziende ma i grandi debitori che non hanno ancora restituito i soldi.Chiediamo anche l’accertamento della responsabilità di tutti quei dirigenti che in questi anni hanno affossato la banca, e sulla scia di Monte dei Paschi vogliamo chiarezza su tutto il resto dei provvedimenti di Renzi sul sistema bancario, sulle quattro banche risolte (Banca Marche, Popolare dell’Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti) su cui ci sono ancora contenziosi aperti. Non è stato ristorato nessun risparmiatore, i cittadini sono esasperati”, ha sottolineato.

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Emissioni auto: verso la seconda fase dell’inchiesta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2016

volkswagenIn una risoluzione votata martedì, i deputati hanno affermato che l’inchiesta del Parlamento sulle emissioni degli autoveicoli necessità urgentemente di ulteriori informazioni da parte della Commissione europea.A metà del suo mandato, la commissione d’inchiesta sulle misurazioni delle emissioni nel settore automobilistico (EMIS) deve ancora ricevere alcuni documenti della Commissione relativi alle misurazioni delle emissioni e alcuni chiarimenti dal gruppo di lavoro di esperti sulle procedure di omologazione dei veicoli. La relazione finale dell’inchiesta è prevista per la primavera 2017.La risoluzione, redatta da Pablo Zalba Bidegain (PPE, ES) e Gerben-Jan Gerbrandy (ALDE, NL), è stata approvata con 618 voti favorevoli, 26 contrari e 7 astensioni. Nel testo, si invita nuovamente la Commissione e gli Stati membri ad assistere la commissione d’inchiesta, nel pieno rispetto del principio di leale cooperazione sancito dal diritto dell’Unione.Nel corso del dibattito, Zalba Bidegain ha sottolineato che la commissione d’inchiesta non dovrebbe solamente limitarsi a “indagare e a scoprire la verità su quello che è successo in passato, ma avanzare anche della proposte per evitare che qualcosa di simile si ripeta in futuro. Questa crisi è anche un’opportunità per adeguare l’industria automobilistica europea al XXI secolo e per garantire un futuro migliore ai dodici milioni di famiglie dei lavoratori nel settore automobilistico”.Gerben-Jan Gerbrandy ha spiegato che la cooperazione con la Commissione è migliorata dall’estate, mentre l’inchiesta si concentrerà ora sulla responsabilità delle autorità nazionali, perché “democrazia europea vuol dire anche responsabilità in Europa dei ministri nazionali. Restano gli interrogativi sul ruolo degli Stati membri, poiché l’attuazione e l’applicazione della normativa UE in materia di emissioni auto sembra molto debole”.

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Noe: “Ultimo” rimosso per intercettazioni Renzi su Cpl Concordia

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2015

“Abbiamo il dubbio che il colonnello De Caprio, l’uomo che arrestò Riina, abbia toccato i tasti sbagliati. Non vorremmo che a far traboccare il vaso sia stato il ruolo giocato nell’inchiesta su Cpl Concordia, che ha rivelato anche le intercettazioni tra il premier Matteo Renzi e il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi. Il suo accantonamento puzza di bruciato, specie in un momento in cui l’immagine dello Stato continua ad essere lesa da rapporti torbidi con le mafie. Il ministro della Difesa relazioni pubblicamente sulle motivazioni della scelta”. Così il coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli commenta la rimozione del colonnello Sergio De Caprio dall’incarico di coordinatore del corpo dei carabinieri Noe. “Che lo Stato declassi un uomo del suo calibro è vergognoso e al tempo stesso emblematico – sottolinea Donzelli – aveva indagato su ecomafie, corruzione e cooperative toccando tasti delicati senza guardare carte d’identità e con grande professionalità. Si è trattato evidentemente di azioni che non sono piaciute – conclude Donzelli – il governo e il generale dell’arma dei carabinieri spieghino nei dettagli le motivazioni di questa decisione”.

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Chemio letale a Palermo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2012

English: Piazza Pretoria, Palermo, Sicily, Ita...

Image via Wikipedia

Il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari, Leoluca Orlando, ha disposto l’invio di una richiesta di relazione all’assessore alla Sanità della Regione Sicilia, Massimo Russo, per avere informazioni in merito a quanto accaduto ad una donna deceduta all’ospedale Cervello di Palermo giovedì scorso. Secondo quanto denunciato dai parenti, alla trentaquattrenne sarebbe stata somministrata un dose letale di chemioterapia. Sul caso, la magistratura ha aperto un’inchiesta e il direttore generale del Policlinico di Palermo, Mario La Rocca, ha avviato un’indagine interna. In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, lo scorso 7 dicembre la paziente, che soffriva di tumre alla gola, era stata sottoposta all’ennesimo ciclo di chemioterapia presso la divisione oncologica del Policlinico di Palermo. Ritornata a casa avrebbe accusato un malore, cui è seguito il ricovero presso il Policlinico e l’improvviso aggravarsi delle sue condizioni. Da qui la decisione di trasferirla nel reparto di rianimazione dell’ospedale Cervello, dove è deceduta. “Nell’esprimere solidarietà e vicinanza ai famigliari della signora Lembo, la Commissione d’inchiesta che presiedo – ha dichiarato Orlando – ritiene necessario far chiarezza su quanto avvenuto ed acquisire ogni dato utile a conoscere lo svolgimento dei fatti. Chiederemo, pertanto, all’Assessore Russo, che ha già chiesto informazioni alla direzione generale del Policlinico, di comunicarci, quanto prima, le risultanze degli accertamenti, con particolare riguardo ad eventuali criticità organizzative riscontrate, così come ad iniziative amministrative, sanzionatorie e/o cautelari, assunte a fronte di responsabilità individuali eventualmente emerse. La documentazione acquisita – ha concluso Orlando – sarà valutata per eventuali, ulteriori adempimenti di competenza”.

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Maroni e Matteoli su Finmeccanica

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2011

“Una grande città come Roma ha bisogno di trasparenza. Non può continuare ad assistere alle vicende poco chiare che hanno caratterizzato l’attuale giunta di destra. Per questo ci aspettiamo che il sindaco Alemanno spieghi subito come mai il suo nome sia entrato nell’inchiesta Mokbel. Inoltre, il ministro dell’Interno Maroni e quello delle Attività produttive Matteoli, devono al più presto riferire in Senato e chiarire qual è stato il ruolo di Finmeccanica negli accordi raggiunti con il sindaco di Roma. E chiedo al governo, come ho già fatto a settembre attraverso un’interrogazione cui non è mai stata data risposta, in che modo questo governo intende difendere la credibilità e la competitività economico-industriale di Finmeccanica e garantire l’affidabilità del suo management”. È quanto afferma il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda in merito alla notizia riportata da Il Messaggero secondo la quale, negli atti della Procura di Roma, compare anche il nome di Gianni Alemanno, “in “un’intercettazione tra Mokbel, Iannilli e Gionta in cui parlano di un accordo raggiunto ‘con Alemanno’ su alcuni lavori nel monitoraggio meteo”.

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Nuovi poteri d’inchiesta per gli eurodeputati

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2011

El Parlamento Europeo aprueba la Tasa Robin Hood

Image by Gaiux via Flickr

Bruxelles. Parlamento europeo. La Commissione Affari Costituzionali ha approvato nuove norme per rafforzare l’esercizio del diritto d’inchiesta del Parlamento europeo includendovi il diritto di condurre indagini sul campo, citare testimoni, richiedere documenti e relazioni di esperti. Traendo spunto dalle nuove competenze politiche conferitigli dal Trattato e dalle sue precedenti commissioni d’inchiesta, i deputati ritengono che gli attuali poteri d’inchiesta del Parlamento siano limitati e che, quindi, dovrebbero essere estesi per permettergli di esaminare approfonditamente le presunte violazioni o i casi di cattiva amministrazione nell’applicazione del diritto comunitario. Il rapporto, redatto da David Martin (S&D, Regno Unito), invita il Consiglio e la Commissione a concordare una serie di modifiche dell’attuale diritto di inchiesta del Parlamento europeo, includendo nuove disposizioni in materia di sanzioni e di cooperazione con le autorità locali.
Il diritto d’inchiesta è un elemento importante dei poteri di sorveglianza e, a tal fine, secondo gli eurodeputati, alle commissioni d’inchiesta dovrebbe essere consentito di condurre indagini sul campo, anche ricevendo aiuto e assistenza da parte delle autorità nazionali, chiedere documenti, citare testimoni, sentire funzionari e altri agenti dell’Unione o degli Stati membri e chiedere relazioni di esperti. Se lo ritiene necessario, la commissione d’inchiesta deve poter citare come testimone chiunque sia residente nell’Unione europea. Ai testimoni, preventivamente informati dei loro diritti e obblighi, potrà essere richiesto di prestare giuramento pur mantenendo sia il diritto di rifiutare, sia le altre forme di tutela garantite, in casi analoghi, dalla propria legislazione nazionale.
Secondo le nuove norme, gli Stati membri dovranno prevedere sanzioni per chi si rifiuta di testimoniare o di fornire, senza giustificato motivo, i documenti richiesti, chi fornisce falsa testimonianza e chi corrompe i testimoni.
Secondo le nuove disposizioni introdotte dal Trattato di Lisbona, la nuova proposta di regolamento del Parlamento europeo, per entrare in vigore deve ricevere l’approvazione della Commissione europea e del Consiglio. Una volta completata tale procedura, il regolamento diviene immediatamente applicabile in tutti i Paesi membri.
Dal 1995, quando l’esercizio del diritto di inchiesta è stato introdotto, il Parlamento ha istituito tre commissioni di inchiesta: per indagare sulle frodi in materia di IVA e di dazi doganali in regime di transito comunitario (1995), per la crisi dovuta alla malattia della mucca pazza (ESB) (1997), e per la debacle finanziaria della compagnia di assicurazione “Equitable Life”.

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Inchiesta sanità in tour con voli stato

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

“Un tour in Toscana, Emilia Romagna, Sicilia e Campania per pochi intimi e tutto rigorosamente con i voli di Stato. E’ quello che si apprestano a fare il 21 e il 22 luglio quattro o cinque dei 21 componenti della Commissione parlamentare di inchiesta sul servizio sanitario nazionale, per alcuni sopralluoghi negli ospedali psichiatrici giudiziari, sui quali, tra l’altro, la commissione ha abbondantemente e ben lavorato per oltre un anno con risultati già più volte presentati alla stampa dallo stesso presidente Ignazio Marino”. E’ quanto denuncia la senatrice Adriana Poli Bortone, presidente nazionale di Io Sud e membro della commissione di inchiesta. “Io non parteciperò a questo tour – fa sapere – soprattutto dopo una manovra finanziaria lacrime e sangue che impone a tutti (tranne qualcuno) tagli e sacrifici. Per la commissione sarebbe poi più urgente indagare sul suicidio del vice di Don Verzè, Mario Cal, e sull’ammanco di oltre un milione di euro al San Raffaele di Milano”. Venendo al programma dei sopralluoghi della commissione di inchiesta sulla sanità i centri che saranno toccati sono: Firenze, Parma, Messina e Caserta.

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Arcigay: inchiesta su “L’Espresso”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

Leggiamo su “l’Espresso” una lunga inchiesta a firma Tommaso Cerno sull’omosessualità, intitolata “Quant’è normale la mia vita gay”. Il pezzo e le fotografie che lo corredano rappresentano un raro esempio di buon giornalismo e raccontano la realtà di gay, lesbiche e transessuali per quello che è. La nostra quotidianità, che troppo raramente leggiamo sulla stampa italiana, narra di un Paese che ogni giorno si confronta con noi e di un universo politico che, ignorandoci, attesta tutta la sua pochezza. La nostra quotidianità sfilerà a Roma per Europride l’11 giugno prossimo per raccontare esattamente questa realtà. Sarà una “rivoluzione gentile”, un atto di sfiducia verso un Parlamento e un Governo che non rappresentano più il Paese reale. L’inchiesta di Tommaso Cerno è la dimostrazione che si può parlare di omosessualità sottraendosi a stereotipi e vittimismi su cui gran parte della stampa italiana insiste nel descrivere la nostra realtà. La notizia è la scoperta di una quotidianità che vediamo finalmente raccontata. Siamo grati al settimanale per questo raro esempio di buon giornalismo e auspichiamo che altri media possano, nel raccontare e confrontarsi con la realtà lesbica, gay, bisessuale e trans, seguire l’ottimo esempio che viene oggi da “L’Espresso”. (Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay)

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Operazione «Salus iniqua»

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2011

Salemi. Il Vice Sindaco Antonella Favuzza replica all’europarlamentare dell’Italia dei Valori Sonia Alfano che ha annunciato di avere inviato una lettera al Ministro dell’Interno per chiedere l’invio di una commissione d’inchiesta al Comune di Salemi: «Sonia Alfano deve vergognarsi di utilizzare per fini politici fatti giudiziari che non riguardano affatto il sindaco e gli assessori, i quali, comunque, non sono destinatari di alcun provvedimento, e che tuttavia non temono alcuna azione operando alla luce del sole. Il sindaco viene individiuato come parte offesa. La Alfano non sa nemmeno leggere, tanto è accecata dal pregiudizio. Negli atti del nostro operato di amministratori c’è la pratica quotidiana e concreta di un’antimafia dei fatti, compostra da attività che hanno portato e portano lustro al paese. Non certo l’antimafia parolaia e politicante a cui si ispira la Alfano, di cui non conosciamo e non ricordiamo – noi, come i siciliani, del resto – nulla di propositivo della suo fortuito ruolo di parlamentare europeo. Le sole infiltrazioni che si sono verificate, e a cui siamo peraltro abituati, sono quelle di aria fredda a danno della salute degli amministratori, trovandosi Salemi a 500 metri sopra il livello del mare, dove spesso soffia il vento di maestrale e spazza via anche le più impensabili sciocchezze partorite dalla malafede e dla pregiudizio politico»

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Fondazione S. Lucia a rischio tagli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

Roma. Ai fini dell’attività della Commissione d’inchiesta, che sta seguendo il Piano di rientro sanitario, abbiamo chiesto alla Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, di riferirci notizie utili in merito all’eventualità della chiusura di alcuni reparti della Fondazione Santa Lucia e alla presunta dismissione del polo universitario di logopedia e fisioterapia che lascerebbe senza alternative centinaia di persone colpite da gravi disabilità neuromotorie”. Lo ha detto il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali, l’on. Leoluca Orlando, che ha scritto oggi alla Presidente della Regione Lazio e commissario ad acta per la Sanità, Renata Polverini, chiedendo informazioni in merito alle sorti della Fondazione Santa Lucia di Roma. Nell’ottica del contenimento della spesa previsto dal Piano di rientro elaborato dalla Presidente Polverini per far fronte al deficit sanitario regionale, ll’Istituto di via Ardeatina rischia, infatti, il taglio di 160 dei 325 posti-letto. “E’ compito della Commissione – ha aggiunto Orlando – verificare che i tagli, le operazioni di risanamento e le manovre di contenimento della spesa, nel caso del Lazio come per ogni altra regione del nostro Paese, tengano presente l’obiettivo dell’eliminazione degli sprechi ma non si traducano in una penalizzazione della qualità del servizio offerto ai cittadini”.

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