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Posts Tagged ‘incidente’

Tra Brescia e Trieste sette morti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 gennaio 2018

autostrade“Dopo i 5 morti della notte di San Silvestro, oggi altre 7 vittime. Alle famiglie va il nostro cordoglio, ma non possiamo limitarci a questo, dobbiamo reagire e sollecitare politica ed istituzioni ad intervenire”. Lo afferma Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo, la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera, promossa anche da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani.“Rinnovo quindi il mio appello – prosegue il Portavoce di BastaUnAttimo -. Non fate finta di niente, mettete in campo tutti gli strumenti per risolvere definitivamente il problema, che è principalmente culturale”.“Come ho già detto, servono maggiori sinergie tra le Istituzioni, un maggiore coordinamento, serve intervenire nella formazione – aggiunge Lentino – portando i giovani ad una maggiore consapevolezza dei pericoli che la strada può riservare. Giovani che continuano a rappresentare la fascia più colpita”.“Per noi – prosegue – formazione, controllo e coordinamento devono essere le parole chiave del 2018 – conclude il Portavoce di BastaUnAttimo – dove per formazione si intende l’introduzione di corsi di educazione stradale già nei primi anni dell’istruzione obbligatoria, per controllo si intende una maggiore percezione della presenza delle forze dell’ordine ed un maggiore pattugliamento stradale (non sono sufficienti solo tutor ed autovelox) e per coordinamento si intende l’introduzione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Stradale”.

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Il mio rapporto con i lettori

Posted by fidest press agency su sabato, 23 settembre 2017

logo-fidest-jpgDi proposito ho adottato un metodo diverso per esporre i vari argomenti trattati lasciando il campo a differenti divagazioni. Il tutto vorrebbe trasformarsi in un “chiacchiericcio” vicino al caminetto di due amici, avanti negli anni ma ancora con la mente lucida. Sono seduti uno accanto all’altro su una comoda poltrona.
Parlano ma non si guardano negli occhi. I loro sguardi sono rivolti alla fiamma del caminetto che si appanna e si ravviva, di tanto in tanto. A tratti uno indugia e l’altro incalza, uno sembra intento a raccogliere i ricordi prima di esternarli e l’altro incomincia a rievocare i suoi. Sono già lì seduti da qualche ora ma non sembrano avere voglia di andarsene. E’ già sera inoltrata. Hanno già fatto onore al desco con un pranzo frugale: una minestra di verdure e un po’ di pane con formaggio e un mezzo bicchiere di vino rosso.
Non è la prima volta che si ritrovano lì seduti davanti al fuoco. Sono vicini di casa. Percorrono poco metri di strada acciottolata prima di ritrovarsi. Il loro passo è malfermo ma li aiuta un bastone a non perdere il loro ritmo lento ma sicuro. Le rispettive famiglie si sono affievolite: le mogli preferiscono ritrovarsi tra loro a ciacolare e soprattutto a pettegolare o a parlare di cucina, di vecchie amicizie e di antichi risentimenti. I figli già da qualche tempo li hanno lasciati ora per un lavoro in città e ora per una dolorosa perdita. Il figlio, infatti, di uno dei due vecchi è morto a trent’anni per un incidente. E’ stato un dolore cocente che ancora si fa sentire e a volte diventa insopportabile. I ricordi sono al primo posto nei pensieri del padre. Ora i due si leccano le ferite, si ritrovano dopo anni che furono separati per ragioni di lavoro: uno in città e l’altro in paese a curare la campagna lasciata dalla famiglia.
Il loro più grande piacere è stare lì per ore tra lunghe chiacchierate inframmezzate a brevi pause e le loro donne lo sanno e li lasciano godere questi momenti di riposo.
Oggi questo quadretto domestico non è più praticabile e allora cerchiamo con la lettura di sostituirci alla parola parlata per indurre chi legge a meditare sulle parole scritte e se vuole a ripercorrerle per stimolarne la riflessione e a ricercare un motivo per una replica, un’osservazione, una critica. (Riccardo Alfonso)

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Omissione di soccorso anche per chi non è responsabile del sinistro

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

incidenti stradali-2Non si tratta solo di una normativa di civiltà quella scandita dal combinato disposto dei commi 1, 6 e 7 dell’articolo 189 del Codice della Strada che in caso d’incidente ricollegabile al comportamento dell’utente della strada, impone l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona, ma anche una fattispecie complessa che, in caso di violazione fa scattare la pena della reclusione da uno a tre anni e la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni. Conseguenze dure, quindi, per quei tanti automobilisti che ancora oggi, nonostante i sistemi elettronici d’identificazione e della presenza, su tutto il territorio nazionale, di una miriade di sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, pensano di farla franca scappando dal luogo del sinistro e non prestando soccorso a eventuali feriti, a volte sol perché pensano di “non aver fatto nulla” per causare l’incidente o di non aver nulla a che fare con l’evento. Per la Cassazione, tuttavia non è così, tant’è che con la sentenza 33772/17, pubblicata l’11 luglio dalla quarta sezione penale della Cassazione, è punibile per la tipica omissione di soccorso di cui al combinato disposto dei citati commi 1, 6 e 7 dell’articolo 189 Cds, chi è coinvolto nello scontro fra veicoli e non presta aiuto ai feriti anche se non risulta responsabile del sinistro. E ciò perché, con l’interpretazione fornita dai giudici di legittimità, la suddetta normativa non lega l’obbligo di assistenza alla consumazione e all’accertamento di un reato, ma soltanto al verificarsi di un incidente «comunque» ricollegabile alla condotta dell’utente della strada. Nella fattispecie i giudici di Piazza Cavour nel rigettare il ricorso di una donna già condannata nei due gradi di merito, hanno confermato la condanna dell’imputata per non essersi fermata dopo il sinistro con un motociclista nel quale, però non vi era stata alcuna collisione. La signora, tuttavia, risultava responsabile del sinistro anche se il suo furgone non aveva invaso la corsia sulla quale sopraggiungeva il centauro: si era però avvicina all’improvviso al centro della carreggiata costringendo la moto a frenare e, pertanto, a cadere senza alcun contatto esterno. La conducente, non si fermava e veniva in seguito identificata soltanto grazie a un testimone che era riuscito a prendere il numero di targa del veicolo. Per gli ermellini, l’omissione di soccorso si configura al di là della colpa nell’incidente perché costituisce una nuova e ulteriore deliberazione criminosa rispetto agli eventuali reati di omicidio colposo o di lesioni volontarie, dei quali non rappresenta la prosecuzione in termini di attività illecita. La posizione di garanzia nella protezione delle altre persone rimaste coinvolte nello scontro si configura soltanto perché l’utente risulta partecipe di un sinistro riconducibile al suo comportamento. Per Giovanni D’Agata, presidente “Sportello dei Diritti”, la sentenza in commento costituisce anche un monito verso tutti gli utenti della strada a cercare di mantenere la calma in caso di sinistro stradale, fermarsi e prestare immediatamente assistenza alle possibili vittime.

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Ferrovie. L’incidente in Puglia non è dovuto al binario unico

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2016

A sentire i media, il tragico incidente avvenuto in Puglia e’ dovuto al binario unico. Non e’ cosi’. La maggior parte della rete ferroviaria italiana e’ a binario unico, 9.161 km su 16.764 km, il 54%. Collegare l’incidente al binario unico e’ fare disinformazione (non ci meravigliamo). Peraltro, i treni si scontrano anche su binario doppio.
C’e’ stato un errore umano e c’e’, questo si’, il mancato adeguamento tecnologico della rete. Sono questi i due elementi sui quali indagare.Il resto sa di “montagna assassina”, “albero assassino”, “squalo assassino”, ecc., cioe’ offuscamento delle menti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Incidente verificatosi alla centrale nucleare di Zaporizhye

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 dicembre 2014

centrale nucleare di ZaporizhyeIl Primo Ministro Ukraino Arseny Yatseniuk ha confermato che oggi (mercoledì si è verificato un incidente nucleare e che a breve si terrà una conferenza stampa.L’impianto tornerà alla normale attività il 5 dicembre Demcişin ha aggiunto, citato dalla Reuters. “Non c’è alcuna minaccia, nessun problema con i reattori. L’incidente è avvenuto in numero di blocco di tre dello stabilimento di Zaporozhye, al sistema elettrico”, le autorità hanno anche dichiarato che l’incidente non è legato alla produzione di energia elettrico stesso. “E ‘stato un corto circuito,” hanno detto, aggiungendo che l’impianto ora fuori uso è il reattore n.3. “E ‘un guasto tecnico, cui stiamo lavorando ora. Il reattore è stato chiuso e decine di villaggi e città sono rimaste senza elettricitàSecondo l’agenzia Interefax, l’incidente avrebbe comportato nel gruppo 3 di arresto centrale elettrica con una potenza di 1.000 MW, che ha portato a fermare l’alimentazione di alcune aree a est.Lo stabilimento di Zaporozhye ha sei reattori con una capacità totale installata di 6.000 MW.
IAEA Agenzia internazionale dell’energia atomica, con sede a Vienna, non ha fatto nessun commento, secondo AFP. Secondo le convenzioni internazionali adottate dopo l’incidente di Chernobyl 1986, ogni paese deve informare l’AIEA di qualunque incidente nucleare che possono avere un impatto sugli altri paesi. Central in Zaporozhye si trova a circa 2700 km da Roma.

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Pratiche procreazione assistita

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2012

Il recente gravissimo e drammatico incidente verificatosi nell’Ospedale San Filippo Neri di Roma ha posto in luce la necessità dell’adozione di norme di sicurezza che garantiscano gli utenti, gli operatori e le strutture sanitarie nelle pratiche di Procreazione Assistita e Conservazione di cellule e tessuti umani. Allo stato attuale la normativa in materia offre, in accordo con le disposizioni vigenti nella Comunità Europea, un riferimento certo. L’AOGOI e la SIOS si sono impegnate costantemente nella collaborazione con gli organismi di controllo (Regioni e CNT) nel promuovere la formazione del personale dei centri di PMA a livello di tutto il territorio nazionale, collaborando anche a progetti internazionali sulla prevenzione e controllo degli eventi avversi nel campo della Fecondazione assistita e sollecitando anche il governo con una istanza specifica affinché i centri di PMA fossero ad esclusivo coordinamento dei ginecologi. Il recente recepimento da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri del documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni (15 Marzo 2012) definisce un’uniformità di requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici delle strutture autorizzate per le procedure di PMA (L. 40/2004) ai quali ogni struttura operante in Italia deve adeguarsi, quali la Direzione dei Centri, la tipologia delle strutture e le procedure di sicurezza. Le strutture del Servizio Sanitario Nazionale che svolgono pratiche di PMA operano sotto un costante controllo e attraverso sistemi di reclutamento e valutazione delle risorse umane, tecnologiche ed organizzative che offrono ampie garanzie all’utenza e ad esse le coppie possono rivolgersi con fiducia e sentirsi serene per la qualità e la sicurezza delle prestazioni erogate. In questo momento di disorientamento dell’opinione pubblica, ribadendo la piena fiducia nell’operato di chi svolge attività di indagine sul caso di Roma, la SIOS intende respingere ogni tentativo denigratorio della qualità delle prestazioni erogate dalle strutture ospedaliere pubbliche e private e richiedere altresì al Ministero della Salute ed alle Regioni che in materia sono competenti, di mettere in atto ogni iniziativa che consenta, alle strutture del Sistema Sanitario Regionale di adeguarsi, ove necessario, a quelle che sono le giuste prescrizioni stabilite dalle norme vigenti.
L’adeguamento rispetto ai requisiti prescritti impone che in alcune Regioni si debbano acquisire risorse umane e tecnologiche per ruoli per i quali è persino difficile definire i percorsi formativi ed i titoli, come l’Embriologo e l’Andrologo per i quali non esistono scuole di specializzazione o il Ginecologo esperto di Medicina della Riproduzione. Riteniamo che si debbano sostenere le strutture in attività, destinando agli adeguamenti le risorse economiche previste dalla Legge 40, che, ci risulta, in alcune regioni non siano state utilizzate da oltre cinque anni e che debbono essere immediatamente messe a disposizione delle Aziende nell’interesse degli utenti. Da parte nostra, mettiamo a disposizione delle Amministrazioni pubbliche e delle Aziende il nostro patrimonio di competenze e conoscenze scientifiche e cliniche. Intendiamo ribadire che ora più che mai il personale sanitario delle strutture di PMA, pur operando, a volte, in situazione di limitatezza delle risorse si sente responsabilizzato e motivato a fare tutto quanto in suo potere per offrire prestazioni di elevatissimo standard qualitativo ai cittadini.

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Radioattività: allarme in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2011

Aria Radioattiva

Image by ЕленАндреа via Flickr

L’agenzia nucleare dell’ONU ha comunicato che la Repubblica Ceca, ha segnalato di avere rilevato bassi livelli di radioattività nell’aria .L’AIEA crede che, gli attuali livelli delle tracce di iodio 131 che sono state misurate, sono tali da mettere in pericolo la salute pubblica e non sono causati dall’incidente nucleare di Fukushima Daiichi in Giappone. Nel comunicato ha sottolineato che lo iodio 131 era un radioisotopo di breve durata con una probabilità di decadimento radioattivo di circa otto giorni.L’autorità di sicurezza nucleare ceca, ha informato che era stato rilevato, sin dalla fine di ottobre, lo iodio radioattivo-131 da un certo numero di stazioni che effettuano il monitoraggio, dandone informazione all’AIEA perchè indagasse sull’identità della fonte.La Dr. Dana Drabova, responsabile dell’agenzia della Sicurezza nucleare della Repubblica Ceca, ha comunicato che, molto probabilmente, lo iodio potrebbe essere fuoriuscito durante la produzione dei radiofarmaci.Ha aggiunto che quasi certamente che, la fonte di rilascio di materiale radioattivo, è all’estero ma certamente non proviene da una centrale nucleare,. Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” potrebbe non trattarsi di una coincidenza dato che nei giorni e settimane dopo l’incidente del Giappone, in Islanda e in altre parti d’Europa, così come negli Stati Uniti. sono state rilevate minuscole quantità di iodio-131 rilasciato dalla centrale nucleare di Fukushima.Contestualmente l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) da subito, ha innalzato la gravità dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima. Dal quarto al quinto livello della scala Ines. Che cosa significa? Questo vuol dire che c’è stato un rilascio di materiale radioattivo tale da mettere in pericolo la salute pubblica, un pesante danneggiamento del nocciolo del reattore della centrale.Le conseguenze dell’incidente si fanno quindi da locali a più ampie. E’ utile che l’Unione Europea faccia conoscere all’opinione pubblica se l’evento di Fukushima possa avere avuto ripercussioni sul territorio europeo e quindi anche su quello italiano

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Muore per banale caduta

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2011

Il Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori medici e le cause dei disavanzi sanitari regionali, l’on. Leoluca Orlando, ha chiesto all’Assessore alla Sanità della Regione Sicilia Massimo Russo una relazione in merito ad un caso di presunto errore sanitario riguardante una giovane di 22 anni, deceduta lo scorso 16 luglio nell’ospedale Garibaldi di Catania.
Secondo quanto denunciato dai familiari, la ragazza, il 27 giugno, in seguito ad un incidente domestico, si è recata al pronto soccorso dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove le sono stati prescritti farmaci antidolorifici ed è stata dimessa. L’indomani, a causa dei forti dolori accompagnati da febbre e vomito, la giovane si è ripresentata allo stesso pronto soccorso, dove le è stato attribuito un codice verde. Solo in seguito alle insistenti richieste dei familiari, è stata sottoposta a una TAC da cui è risultata una lesione alla 5° vertebra sacrale. Anche in questa seconda occasione, le sono stati prescritti antidolorifici ed è stata dimessa. Le condizioni della paziente sono tuttavia andate peggiorando e perciò il 6 luglio, presso l’ospedale di Paternò, è sottoposta ad una seconda TAC, a seguito della quale le sono stati prescritti altri farmaci e le è stato indicato di ripresentarsi per una nuova visita dopo sei giorni. Il 10 luglio, però, la giovane ha perso improvvisamente conoscenza. Trasferita all’ospedale Garibaldi di Catania, le sono state rilevate necrosi e setticemia. La paziente è deceduta il 16 luglio. Per far luce sul caso, il direttore della Asp di Catania Giuseppe Calaciura ha disposto un’indagine interna. “La Commissione d’inchiesta che presiedo”, ha scritto Orlando a Russo, “senza pregiudizio per le eventuali indagini in corso da parte della competente autorità giudiziaria, intende acquisire ogni dato utile a conoscere lo svolgimento dei fatti, sia in merito alle eventuali criticità organizzative riscontrate, sia in ordine ad iniziative amministrative, sanzionatorie e/o cautelari assunte a fronte di eventuali responsabilità individuali. La documentazione acquisita sarà valutata per eventuali, ulteriori adempimenti di competenza”.

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Alimenti e giocattoli: nuova normativa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Oggi entra in vigore la Direttiva europea 2009/48 sui giocattoli abbinati agli alimenti (uova, patatine, dolci, ecc.). I piccoli giocattoli abbinati ai prodotti alimentari possono essere pericolosi perchè, specie nei bambini piu’ piccoli, vengono scambiati per cibo, portati alla bocca e ingeriti. Proprio il mese scorso si e’ verificato un incidente con un giocattolo contenuto in un sacchetto di patatine, che e’ stato inghiottito, il che ha provocato un successivo intervento medico. I giocattoli devono essere inclusi in una confezione tale da non essere inghiottiti e non devono contenere sostanze nocive o allergizzanti. Inoltre, e’ prevista l’indicazione della sorveglianza di un adulto quando si utilizzano giocattoli collegati agli alimenti.

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Il governo e la sua maggioranza

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

“La maggioranza prenda atto della sua inconsistenza. Ormai qualsiasi parola risulta persino superflua per commentare la bocciatura dell’art. 1 della legge comunitaria, definita per l’ennesima volta un “incidente” di percorso. Bossi, mal celando un certo imbarazzo, dà la colpa alla gente stanca che va al bar e coglie l’occasione per ribadire che la Lega porterà modifiche alla manovra domani in CDM, mentre continua a minacciare sfracelli sui rifiuti di Napoli. Come può una maggioranza così nevrotica continuare a governare il Paese? A farne le spese, purtroppo, sono solo gli italiani, che meriterebbero aria nuova e una rapida rottamazione di questo esecutivo”. Lo dichiara in una nota l’on. Roberto Menia, coordinatore nazionale di FLI.

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Roma incidente sul lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Mag 2011

«Non ci sono parole adatte a portare conforto quando accadono eventi come quello di ieri mattina in un cantiere della nuova Metro. Desidero però che i familiari sappiano che l’Amministrazione Capitolina è loro vicina. Riguardo alle cause dell’incidente sono in corso accertamenti da parte delle autorità preposte. La vittima era un tecnico addetto al monitoraggio dei posti di aerazione e non svolgeva alcuna lavorazione nel cantiere. Non si conoscono ancora le cause che lo hanno spinto ad entrare nel pozzo non accompagnato, come richiede la normativa del cantiere, e senza l’adeguato equipaggiamento prescritto. Aspettiamo l’esito delle indagini che faranno pieno luce sull’accaduto». È quanto dichiara Antonello Aurigemma, assessore alla Mobilità e Trasporti.

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Automobilista uccide padre e figlia di 17 mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2011

<<Ancora un fine settimana tragico ed ancora una volta a provocare una tragedia immane è stato un uomo che guidava un tir sotto l’effetto dell’alcol. Una bambina di 17 mesi e suo padre hanno perso la vita, una tragedia che non può ancora una volta non farci indignare davanti ai pochi controlli che ci sono soprattutto per chi guida questi bisonti sulla strada>>. Lo afferma Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo, la campagna nazionale per la sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera in merito all’incidente avvenuto ieri sera  sull’autostrada A4 nel raccordo di Sistiana dove un ubriaco su Tir contromano ha ucciso padre e figlioletta di 17 mesi. <<In Italia – prosegue Lentino – sappiamo bene che l’alcol è la causa del 30-50% degli incidenti stradali. La percentuale di incidenti, soprattutto in autostrada, che riguarda i ‘bisonti della strada’ si aggira oltre il 7% ma occorre sottolineare la pericolosità di questi incidenti in particolare per l’altro soggetto coinvolto>>.

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Polizze Rca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2011

A Gennaio si concentra il maggior numero di rinnovi delle polizze auto e, secondo i dati resi noti oggi da Assicurazione.it, il principale broker online del settore, saranno oltre 2,5 milioni gli italiani che, avendo causato un incidente nel corso dello scorso anno, saranno costretti a cambiare la loro classe di merito. Secondo i dati dell’analisi, il maggior numero di denunce alle assicurazioni è stato presentato in Toscana, Sicilia e Puglia; Molise, Basilicata ed Emilia Romagna le regioni in cui i guidatori sono stati più prudenti. Dando uno sguardo alle categorie professionali, in cima alla classifica di chi ha causato incidenti nel 2010 sono i medici e gli insegnanti (rispettivamente 6,7% e 6,6%); gli automobilisti più ligi alle regole, invece, sono risultati essere i vigili urbani e i sacerdoti (4,65 e 4,98%).

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Nuovo casello di Godega

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

10 dicembre, aprirà al traffico il nuovo casello di Godega di Sant’Urbano, ultimo tassello del Sistema A28. L’appuntamento è fissato per le ore 11,00 al nuovo casello. Autovie Venete ha ritenuto, in questa occasione, di riunire tutti i protagonisti (maestranze in primis) per ringraziarli dell’impegno profuso nella realizzazione di un’infrastruttura complessa, il cui iter è stato particolarmente sofferto. Nell’occasione, sarà anche scoperta una targa dedicata a una giovane vittima di un incidente stradale, Manuela Dan, il cui padre ha fondato un’associazione finalizzata a diffondere la cultura della prevenzione e della sicurezza. All’incontro parteciperanno, oltre al presidente di Autovie Venete Emilio Terpin, il presidente dell’Anas Pietro Ciucci, e i vertici delle regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto. In allegato la piantina con il percorso per raggiungerlo.

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Italia-Libia: La Russa e Le regole di ingaggio

Posted by fidest press agency su domenica, 19 settembre 2010

“Le regole di ingaggio? Se c’è stata una violazione allora non è necessario ridefinirle”. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sceglie il Clandestinoweb, per commentare l’incidente che ha visto come vittima il motopeschereccio “Ariete”, nelle acque del Mediterraneo. “A quanto ho appreso – ha spiegato La Russa il comandante libico è stato sospeso. E’ quindi possibile che ci sia stata una violazione delle regole di ingaggio ed il fatto che la Libia si sia scusata lo conferma. Questo significherebbe che le regole di ingaggio sono sufficienti cosi’ come sono. Poi, sulla proposta del Carroccio di un ddl sull’uso del burqa in Italia, sulla falsariga della nuova legge francese, il ministro della Difesa ha detto: “Il primo a presentare una legge per il divieto del burqa sono stato io insieme alla Santanchè, nella legislatura 2006-2008. Ma la legislatura è stata troppo breve e quindi non c è stato il tempo di farla approvare. Inoltre in molti contrastarono questa proposta. Ora non l ho potuta ripresentare io in quanto la carica di ministro non me lo permette, ma sono contento che la mia tesi, allora solitaria, e che è partita da An, abbia oggi tanti sostenitori, compreso Fini”. E sullo scontro tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e l’Ue sulla questione dei rom e l’appoggio del premier al capo dell’Eliseo, il ministro della Difesa ha affermato: “Sono d’accordo con Berlusconi”. (Alessandra Lanzi)

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Peschereccio mitragliato: Gli “spari di Maroni”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

“Io non avrei detto ciò che ha detto Maroni”. Così il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, intervenendo questa mattina a “24 Mattino” su Radio 24 è tornato sui rapporti Italia-Libia e sulla frase del ministro dell’Interno che dopo gli spari al peschereccio italiano ha dichiarato: “Forse i libici pensavano che la nave trasportasse immigrati clandestini”: “Io non l’avrei detto – ha commentato Mantica -; è uno dei tanti incidenti che può capitare a ciascuno di noi. Quando si è sottoposti a ‘torture’ da parte dei giornalisti può scappare una frase. Maroni ha poi rettificato. Qui non si tratta di fare differenze tra migranti, chi pesca o chi è in crociera, le armi non si usano in pattugliamenti verso navi civili. E’ un principio assoluto”.  Su quanto successo Mantica ha aggiunto: “Io mi auguro che sia stato un errore umano, che chi ha sbagliato a interpretare un ruolo sia punito dalle autorità libiche. Registro le scuse dell’ambasciatore libico, del comandante e del ministro degli esteri di Tripoli. L’incidente è certamente grave, nessuno può accettare l’uso delle armi, ma riportiamolo a quello che è: un incidente tra due Paesi. Mi pare che in questo momento Sarkozy abbia qualche problemi col Lussemburgo, non credo che questo porti alla rottura di rapporti antichi e tradizionali tra i due Paesi”. Infine l’ipotesi di rivedere gli accordi italo-libici dopo quanto è successo: “Andremo fino in fondo per capire l’accaduto – ha detto a Radio 24 Mantica – e sapere se è stato un atto scomposto di irrazionalità del comandante o se invece è stato, come si può anche temere, qualcosa di più grave. In questo secondo caso mi pare ovvio che gli accordi che abbiamo, almeno nelle loro modalità, verranno aggiornati alla luce degli eventi. Resta comunque il fatto che un atto del genere non può essere mai accettato”. (n.r. il sottosegretario ha cercato una difesa d’ufficio, lo possiamo capire. Per noi è un classico lapsus freudiano: il ministro lo pensava e lo ha detto perché sparare agli immigrati è di gran lunga meno grave che farlo ai pescatori.)

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Casalinghe invalide

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti” ritiene opportuno segnalare la sentenza relativa alla causa iscritta nel registro degli affari contenziosi con il n. 1462/2006 della Corte d’Appello di Roma in materia di diritti delle casalinghe e comunque di tutti quei soggetti che si occupano di lavori domestici. Con il principio di seguito sinteticamente espresso sulla base della decisione della corte di merito, infatti, anche le casalinghe hanno diritto al risarcimento del cosiddetto “danno patrimoniale” se in conseguenza di un incidente abbiano subito un’invalidità permanente tale da costringerle ad assumere o a ricorrere all’assistenza di una colf. I giudici del gravame, reinvestiti della questione a seguito del rimando della Suprema Corte che aveva cassato con rinvio la vicenda non riconoscendo alcun ristoro alla casalinga per mancanza di prove sul danno, ribaltavano la precedente decisione statuendo che “nel caso in esame, invero, il danno sussiste e consiste nella perdita della propria capacità di svolgere anche lavori domestici e, con valutazione prognostica, nella quasi sicura necessità che, in futuro, la parte danneggiata abbia la necessità di dover ricorrere a terzi per lo svolgimento di tali lavori o per integrare le carenze di cui fosse non in grado di provvedere autonomamente; basti considerare che ogni essere umano (e nella nostra società attuale, nonostante i progressi nei costumi e nelle abitudini domestiche, soprattutto le donne) ha necessità di compiere lavori di cura e assistenza domestica e familiare per quasi tutta la propria esistenza ed in caso di invalidità permanenti subisce una perdita, economicamente valutabile, che la costringe a fare a meno delle sue capacità di lavoro in ambito domestico e a dover ricorrere a terzi per l’espletamento di quel lavoro necessario che rimane comunque necessario e non diversamente sostituibile”. La sentenza in esame prende certamente spunto da una precedente decisione della Corte di Cassazione Suprema, in particolare la n. 2639 del 2005, che aveva sostenuto che “la casalinga, pur non percependo reddito monetizzato, svolge un’attività suscettibile di valutazione economica, che non si esaurisce nell’espletamento delle sole faccende domestiche, ma si estende al coordinamento della vita familiare, per cui costituisce danno patrimoniale, come tale risarcibile autonomamente rispetto al danno biologico, quello che la predetta subisca in conseguenza della riduzione della propria capacità lavorativa”.

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Incidente sulla A4 Trieste Venezia

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

Traffico intenso su tutta la rete autostradale anche durante la settimana, con elevati flussi di mezzi pesanti. Alle sette e quaranta di questa mattina, un furgone diretto verso Venezia, tampona, in corsia di sorpasso  un autoarticolato nel tratto fra S.Donà e il  bivio A57 in direzione Venezia. Due feriti lievi e code di 9 chilometri in direzione Venezia (2 chilometri in direzione Trieste per curiosi). Mentre sono in atto i soccorsi e il transito prosegue in corsia di marcia e di emergenza, tre mezzi pesanti, alle 9,00 si tamponano. Uno di questi (con targa austriaca) prende fuoco. Autostrada chiusa, tra San Donà e il bivio con la A57 (con uscita obbligatoria a San Donà di Piave) dalle 9 e 30 per consentire i soccorsi. Deceduto l’autista del mezzo incendiato
3/8/2010: Aggiornamento 11,45 Ci vorranno ancora due o tre ore per riportare alla normalità la circolazione sulla A4, nel tratto fra S.Donà e il bivio A57 in direzione Venezia, dove un camion austriaco ha tamponato altri due mezzi pesanti in coda. La colonna si era formata per un incidente avvenuto pochi chilometri più avanti, in corsia di sorpasso ma senza gravi conseguenze per le persone. Nonostante le segnalazioni (cartelli luminosi, ausiliari su strada, lampeggianti accesi) che indicavano il sinistro e la coda, il mezzo pesante ha ugualmente tamponato quello, fermo, che lo precedeva. Uno dei camion coinvolti ha preso fuoco e l’autista è deceduto. Ancora in corso le operazioni per liberare la carreggiata dai mezzi coinvolti. Attualmente (ore 11,45) la coda è ancora attestata sui nove chilometri e tutti gli uomini (Polstrada, Vigili del Fuoco, ausiliari alla viabilità di Autovie) sono impegnati per far sì che almeno una corsia venga liberata, consentendo così il deflusso dei veicoli fermi. Come sempre, in questi casi, sarà necessario ripulire e riasfaltare il tratto interessato per ripristinare le condizioni di sicurezza della circolazione

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La schizofrenia borsistica

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Mag 2010

Le borse in tutta Europa sembrano impazzite. Per questo fine settimana hanno “bruciato” 183 miliardi di euro di capitalizzazione. Quello che si teme di più è il rischio contagio. Questa discesa ha raggiunto, nel giro di una settimana una perdita molto vicina ai 450 miliardi di euro. Nello stesso tempo non incoraggia di certo il corrispondente calo di Wall Street. La Spagna e il Portogallo hanno subito, per giorni, l’effetto speculativo che li vedeva, sia pure ingiustamente, tra le nazioni più deboli dopo la Grecia. Quest’ultima ha, ovviamente, subito i maggiori effetti della crisi finanziaria divenendo, di fatto, l’anello debole del sistema. Lo è, a nostro avviso, ancora di più e in conseguenza di un “sistema Europa” incapace di uscire dalle logiche finanziarie e per consolidare una sua autonoma e solidale forma di sostegno in tutta l’area dell’euro. In questi giorni di crisi si è notato come prevalgono gli egoismi nazionali all’interesse generale e alla incapacità di darsi delle regole sovranazionali che scongiurino crisi di questo livello. In questo senso fa bene il premier Berlusconi ad insistere per un impegno più incisivo da parte dei paesi come la Germania e la Francia per scongiurare quella che non solo può classificarsi un incidente di percorso ma una vera e propria crisi di sistema che va oltre il caso specifico della Grecia ed è destinata a ripetersi. Non si può lasciare il tutto solo nelle mani dei banchieri. Occorre imporre una politica comunitaria nel governo della politica economica e nell’industria il più possibile coesa per affrontare con maggiore fermezza e determinazione le sfide intercontinentali.

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Incidente nel golfo del Messico

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

La piattaforma Deepwater Horizon della BP (British Petroleum), esplosa il 20 aprile e affondata il 22, oltre a uccidere undici persone ha rilasciato in mare una quantità imprecisata di petrolio, che la Guardia costiera statunitense ha già considerato ingente: “major oil spill”. Il sistema di blocco automatico, che avrebbe dovuto arrestare il flusso in caso di incidente, non ha funzionato! Il disastro della Deepwater Horizon, il massimo della tecnologia delle esplorazioni petrolifere, ha smascherato i rischi che corrono anche i mari italiani (in particolare Adriatico e Canale di Sicilia) oggetto sempre più spesso di permessi di ricerca offshore. Il maltempo nell’area dell’incidente della Deepwater Horizon – circa 90 chilometri al largo della Luisiana nel Golfo del Messico – tiene per ora il petrolio lontano dalle coste. Il petrolio in queste condizioni si emulsiona con l’acqua e le operazioni di recupero saranno praticamente impossibili. In questo periodo, inoltre, nel Golfo del Messico è in corso la stagione riproduttiva del tonno rosso e sta cominciando quella di quattro specie di tartarughe marine. Nell’area sono presenti sei specie di balene e la fascia costiera ospita circa oltre due milioni di ettari di paludi. Già nel 1979, una piattaforma per esplorazioni petrolifere della compagnia messicana “Ixtoc I” era esplosa nel Golfo del Messico: causò il più grave sversamento di petrolio in mare (quasi mezzo milione di tonnellate di petrolio) e ci vollero oltre nove mesi per chiudere il pozzo esploso. Il Messico rifiutò di pagare indennizzi agli Usa ma si dovettero evacuare migliaia di piccole tartarughe di Kemp (specie in via di estinzione) nate sulla spiaggia di Rancho Nuevo per salvarle. Solo tra qualche mese, quando la conduttura sarà chiusa, si saprà quanto petrolio sarà stato sversato nel Golfo del Messico: potrebbe essere un disastro superiore anche a quello della Haven, la petroliera con bandiera cipriota affondata nel 1991 al largo di Genova e che segna ancora il nefasto record degli sversamenti del Mediterraneo. Nella classifica ufficiale degli sversamenti di idrocarburi da navi cisterna, la Haven è al quinto posto, subito dopo la Amoco Cadiz, affondata nel 1978 in Bretagna: un disastro che aveva sconvolto il mondo e dato il via alla legislazione ambientale internazionale per prevenire le “maree nere”. Ovviamente, si tratta di una legislazione insufficiente. «L’unica soluzione – conclude Alessandro Giannì – è smetterla con le esplorazioni offshore e avviare una decisa rivoluzione energetica per liberarci dalla schiavitù del petrolio e dai pericoli del trasporto degli idrocarburi»

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