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Posts Tagged ‘inclusione’

Scuola – Sostegno: in Gazzetta Ufficiale il decreto sull’inclusione

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Il decreto legislativo sull’inclusione scolastica è stato pubblicato in Gazzetta: si tratta delle modifiche al D.Lgs del 13 aprile 2017, n. 66, recante: Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107 – contiene la nuova normativa sull’assegnazione delle ore di sostegno agli alunni disabili (da decidere anche d’intesa con le famiglie), con la redazione di un rinnovato Piano didattico individualizzato, che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe guardare con maggiore attenzione alle caratteristiche del singolo studente. Sono molti, però, i punti mancanti nel decreto di riforma. Marcello Pacifico (Anief): Appena si tornerà in classe, purtroppo moltissimi genitori e insegnanti scopriranno che le ore assegnate agli alunni disabili sono meno rispetto a quelle indicate nel Pei. Per questo, il nostro sindacato si opporrà presso gli Usr e chiederà al Tar il commissariamento di quelli che non hanno fatto rispettare i diritti degli allievi più bisognosi di attenzione. Con l’adozione del decreto, già approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri e che entrerà in vigore dal 12 settembre prossimo, avranno una nuova conformazione le commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: con le nuove norme, “saranno – spiega Orizzonte Scuola – sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Anche i genitori e, dove possibile, se maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità, potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno. Nascono i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione”. Il problema, conclude la rivista specializzata, è che “mancano ancora i decreti attuativi”. E non è una mancanza da poco.

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Unicef: Activate Talk n°1: impegno civico ed inclusione sociale attiva

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Roma Martedì 4 giugno 2019 h. 16.00 / 18.30 Auditorium Unicef Via Palestro 68. Agenda: Apertura e saluti Paolo Rozera, Direttore Generale UNICEF Italia
Anna Riatti, Coordinatrice UNICEF per il programma sui minorenni migranti e rifugiati in Italia.
h.16.20 David Joseph (17 anni): “Stare con gli altri e per gli altri. Lo scoutismo che accoglie.”
h.16.30 Chamwill Njifon (24 anni), “Conoscere i diritti per capire il mondo e scoprire il valore della diversità culturale”
h.16.40 Hajar Lahmam (20 anni) “Anche agli italiani serve più Giocherenda! Come abbiamo invertito lo stereotipo dell’aiuto”
h.16.50 Anna Cimignolo (14 anni) e Simone Massullo (17 anni) “La Consulta dei ragazzi dell’AGIA: un esempio di partecipazione alla vita del Paese”
h. 17.00 Jacopo Cavagna (17 anni) “Da volontario YOUNICEF, ad alfiere della Repubblica, alla politica europea: come spendere le mie energie per costruire comunità e incidere sul futuro”
h. 17.10 Numu Touray (20 anni) “Dalle web radio al Global Migration Compact: la mia voce per cambiare la visione delle migrazioni”
h.17.20 Conclusioni di Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, raccoglie le istanze dei giovani speakers.Modera l’incontro Ada Ugo Abara, Presidente Arising Africans e attivista. A chi e a cosa serve il “Civic Engagement”? Come si innesta nel tessuto sociale di un territorio? Quali frutti produce?
Giovani italiani, migranti e rifugiati raccontano esperienze di cittadinanza attiva e l’impatto delle loro azioni sul benessere delle comunità di riferimento. Durante l’evento saranno inoltre presentati i sondaggi U-Report on the Move sul tema, per comprendere da vicino i bisogni dei giovani italiani, migranti e rifugiati e per metterli in relazione con quanto le istituzioni e le associazioni offrono sul territorio.
Gli Activate Talks sono un format UNICEF pensato per dar voce agli adolescenti e giovani e metterli a confronto con istituzioni, organizzazioni della società civile e settore privato. L’iniziativa in Italia prevede 6 incontri nel corso dell’anno su vari temi, centrali nella vita quotidiana degli adolescenti e giovani in generale e in particolare di quelli migranti, rifugiati e richiedenti asilo.

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Inclusione scolastica degli alunni con disabilità: si chiude il progetto “Siamo tutti abili”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 Mag 2019

Nell’anno scolastico 2016-2017 gli alunni con disabilità nella scuola secondaria di primo grado erano 69 mila (il 4% del totale), circa 3 mila in più rispetto all’anno precedente. Il 6% non è autonomo in attività primarie fondamentali come: spostarsi, mangiare o andare in bagno (Istat, 2018). L’entità del fenomeno evidenzia la necessità di informare e sensibilizzare in modo diffuso ed adeguato docenti e alunni per rendere il tema della disabilità un’occasione di riflessione e confronto rappresentando un importante momento di crescita personale e umana per tutti i componenti della comunità scolastica e civile.
Con il progetto “Siamo tutti abili” realizzato dall’Istituto Sereni di Roma, con il contributo del Miur, e dal Moige – Movimento Italiano Genitori Onlus, abbiamo contrastato il disagio e la marginalità in 50 scuole sec di I e II grado con attività di formazione online per i docenti ed eventi partecipativi per la sensibilizzazione della comunità organizzati dai volontari MOIGE. Progetto: http://www.siamotuttiabili.it

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A-Shares cinesi: 4 punti sull’inclusione negli indici MSCI

Posted by fidest press agency su martedì, 5 marzo 2019

MSCI ha annunciato che quadruplicherà il peso delle azioni cinesi di classe A nei suoi principali benchmark, passando dal 5% al 20% nel corso del 2019. Ciò avviene a un solo anno di distanza dalla prima inclusione di 233 titoli large cap cinesi onshore nei suoi indici. Questa decisione supera le aspettative del mercato sul ritmo e l’entità dell’inclusione. Inoltre FTSE Russell avvierà un’inclusione graduale a partire da giugno 2019, che porterà le A-shares cinesi a rappresentare il 5,5% del suo indice sui mercati emergenti.
Per dare l’idea della dimensione di questo cambiamento per gli investitori globali, le A-shares rappresentano attualmente circa lo 0,8% sia dell’indice Asia Pacific ex Japan, sia di quello dei Emerging Markets, e lo 0,1% del più ampio indice MSCI All Country World[1]. Alla luce di quest’ultima mossa, se incluse completamente, le A-shares cinesi peseranno oltre il 16% nell’indice MSCI Emerging Markets e oltre il 20% nell’indice Russell Emerging Markets. I mercati azionari cinesi onshore e offshore rappresenteranno insieme oltre il 40% e il 50% dei due indici, rispettivamente.
Data l’importanza strategica della Cina, l’attraente potenziale di crescita di lungo termine, la crescente inclusione negli indici e i vantaggi della diversificazione, a nostro avviso l’allocazione degli investitori globali sul secondo mercato azionario mondiale crescerà nel tempo. L’aumento della partecipazione degli investitori stranieri dovrebbe contribuire a ridurre la volatilità del mercato e a migliorare la determinazione dei prezzi sul mercato delle azioni di classe A.
Ma in che cosa sono diverse le A-shares? In primo luogo, le A-shares sono scambiate in renminbi. Inoltre, differiscono dagli strumenti tradizionali utilizzati dagli investitori internazionali per accedere al settore azionario cinese (azioni B e H, red chips, P chips e ADR) sia per il tipo di società che rappresentano che per la loro base di investitori. Infine, l’asset class – in virtù dei titoli quotati sul mercato onshore – privilegia settori focalizzati sul mercato domestico, come quelli dei consumi, dell’healthcare, dei materiali e degli industriali.
Ciò non toglie che va ricordato come il mercato azionario cinese è esposto a rischi a breve e medio termine, soprattutto per quanto riguarda l’attuazione delle politiche e il riequilibrio delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Mentre non possiamo predire come le decisioni geopolitiche possano influenzare lo scenario nel breve termine, riteniamo che nel lungo periodo una strategia d’investimento coerente, incentrata sull’identificazione di idee ad alta convinzione, con un approccio bottom-up, sia il modo migliore per fornire ai nostri investitori rendimenti di lungo periodo corretti per il rischio. (fonte: http://www.investecassetmanagement.it. In abstract)

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Media e arti performative nelle politiche di inclusione

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

Milano (Via Nirone, 15) Università del Sacro Cuore il 17 gennaio 2019 dalle 9.30 alle 19.30 (Aula N. 110) e il 18 gennaio 2019 dalle 9.30 in poi (Aule N. 111 – N. 112) verranno diffusi, a partire dalla prima giornata, i dati di una indagine dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in collaborazione con Fondazione ISMU, su Immigrazione, Politica e Media raccolti nel volume Migrazioni e comunicazione politica. Le elezioni Regionali del 2018 tra vecchi e nuovi media (a cura di Marina Villa, Milano, FrancoAngeli, 2019).
I fenomeni migratori e i processi di inclusione dei migranti si intrecciano costantemente con processi e fenomeni di rappresentazione mediale, artistica e performativa. Dai reportages di documentazione all’utilizzo del teatro sociale, dalle rappresentazioni nei discorsi politici alle scelte dei policy makers, dalle sperimentazioni artistiche alle pratiche materiali, è impossibile affrontare in chiave attiva e progettuale le realtà migratorie contemporanee senza assegnare il giusto peso ai media, alle arti, alle esperienze creative.Migrazioni | Mediazioni è una iniziativa finanziata quale ricerca di interesse di Ateneo dall’Università Cattolica e promossa dal Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo. Essa intende affrontare queste realtà con due intenti. Da un lato, con studiosi e ricercatori, mappa i campi del discorso politico e dei documenti dei policy makers nazionali e internazionali per comprendere gli utilizzi effettivi o possibili dei media e delle arti. Dall’altro lato, con operatori del settore, intende costruire reti di conoscenza reciproca e di diffusione di buone pratiche per produttori, artisti, formatori.
Il convegno (il primo di due occasioni di confronto previsti nel corso della ricerca) presenta i primi risultati della ricerca e ne discute con studiosi, giornalisti, policy makers, operatori, produttori, artisti e creativi.

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Media e arti performative nelle politiche di inclusione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 dicembre 2018

Milano si terrà presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Via Nirone, 15) il 17 gennaio 2019 dalle 9.30 alle 19.30 (Aula N. 110) e il 18 gennaio 2019 dalle 9.30 in poi (Aule N. 111 – N. 112). Nel corso della prima giornata verrà presentato il volume Migrazioni e comunicazione politica. Le elezioni Regionali del 2018 tra vecchi e nuovi media (a cura di Marina Villa, Milano, FrancoAngeli, 2019) e verranno diffusi i dati sui temi oggetto del volume.I fenomeni migratori e i processi di inclusione dei migranti si intrecciano costantemente con processi e fenomeni di rappresentazione mediale, artistica e performativa. Dai reportages di documentazione all’utilizzo del teatro sociale, dalle rappresentazioni nei discorsi politici alle scelte dei policy makers, dalle sperimentazioni artistiche alle pratiche materiali, è impossibile affrontare in chiave attiva e progettuale le realtà migratorie contemporanee senza assegnare il giusto peso ai media, alle arti, alle esperienze creative. Mediazioni è una iniziativa finanziata quale ricerca di interesse di Ateneo dall’Università Cattolica e promossa dal Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo. Essa intende affrontare queste realtà con due intenti. Da un lato, con studiosi e ricercatori, mappa i campi del discorso politico e dei documenti dei policy makers nazionali e internazionali per comprendere gli utilizzi effettivi o possibili dei media e delle arti. Dall’altro lato, con operatori del settore, intende costruire reti di conoscenza reciproca e di diffusione di buone pratiche per produttori, artisti, formatori.Il convegno (il primo di due occasioni di confronto previsti nel corso della ricerca) presenta i primi risultati della ricerca e ne discute con studiosi, giornalisti, policy makers, operatori, produttori, artisti e creativi.

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La conferenza Investing in the Future (IIFMENA) lancia la ‘Dichiarazione di Sharjah per l’inclusione giovanile’

Posted by fidest press agency su sabato, 27 ottobre 2018

Per far fronte alle difficoltà che colpiscono i giovani della regione MENA, Sharjah, per estensione il terzo emirato degli EAU, ha rivolto un appello agli stati dell’area mediorientale e del Nordafrica, e della comunità internazionale, affinché adottino e implementino a livello collettivo la ‘Dichiarazione di Sharjah per l’inclusione giovanile’, un piano d’azione in nove punti che mira a coinvolgere i giovani e a salvare il loro futuro dai pericoli dell’estremismo.Incentrare le politiche decisionali mirate ai giovani sull’acquisizione di capacità personali, per preparare bambini e ragazzi ad affrontare il futuro rendendoli pronti ad apprendere, a impegnarsi nella vita professionale, a essere cittadini attivi con il controllo sulla propria crescita e inclusione personale.
Promuovere politiche di stimolo per ambienti favorevoli allo sviluppo e riconoscere l’importante ruolo delle giovani donne come agenti di stabilizzazione e crescita economiche.
Integrare la parità di genere in ogni progetto, politica e programma di inclusione, protezione e supporto giovanile.Sfruttare gli impegni già in essere per le riforme educative e i cambiamenti demografici come finestra di opportunità per tradurre gli investimenti in capitale umano. Coordinare l’impegno di governi, agenzie ONU, ONG, università e del settore privato per trasformare l’istruzione e rendere possibili opportunità flessibili di apprendimento oltre all’attività scolastica. Riconoscere il ruolo dell’imprenditorialità giovanile come forza trainante dello sviluppo socio-economico. Favorire concretamente la nascita di condizioni di stimolo all’imprenditorialità giovanile. Garantire a tutti i giovani rifugiati la protezione da violenze, abusi e sfruttamento, assicurando loro l’accesso alle cure sanitarie e al supporto psico-sociale. Porre in prima linea i migliori interessi dei giovani rifugiati in tutte le questioni relative al loro futuro.
La dichiarazione è il frutto di un’intera giornata di discussioni nel quadro della conferenza Investing in the Future (IIFMENA), a cura dell’organizzazione umanitaria globale TBHF, all’insegna del tema: ‘Giovani: le sfide della crisi e le opportunità di sviluppo’. Questa piattaforma globale viene offerta a cadenza biennale per affrontare un importante problema umanitario nella regione.

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L’Italia perde 9 posizioni e diventa fanalino di coda europeo per l’inclusione di donne e minori

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

Nella classifica stilata quest’anno dal WeWorld Index 2018, l’Italia è fanalino di coda tra i Paesi europei per l’inclusione, perdendo, rispetto agli anni precedenti, ben 9 posizioni: è 27° su 171 Paesi mentre era 18° su 167 nel 2015; anche rispetto al gruppo del G20 l’Italia è tra i 6 Paesi con la performance peggiore.La classifica è il risultato della valutazione del progresso di un Paese ottenuto osservando le condizioni di vita dei soggetti più a rischio esclusione, attraverso l’analisi di 17 dimensioni (abitazione, ambiente, lavoro, salute, etc.) e 34 indicatori (scelti tra i più significativi tra quelli analizzati da banche dati internazionali (OMS, UNICEF; Banca Mondiale etc.).
In cima alla classifica tra i Paesi più virtuosi troviamo quelli del Nord Europa con in testa l’Islanda con 112 punti (53 in più rispetto all’Italia), che per la prima volta scalza la Norvegia, mentre chiude la classifica la Repubblica Centroafricana con -146 punti. Si posizionano al 27° posto, come l’Italia, anche gli Stati Uniti, seguiti da Brasile (78° -17 posizioni), Argentina (41° -6 posizioni), Messico (75° -20 posizioni) e Turchia (92° -8 posizioni).
Su 171 Paesi, presi in considerazione dall’Index, sono 100 quelli in cui WeWorld ha rilevato forme insufficienti di inclusione come il Nepal o la Cambogia (rispettivamente al 121° e 114° posto) o forme gravi o gravissime di esclusione come il Benin in 143esima posizione e il Kenia in 130esima. Considerando invece solo le ultime due categorie dell’index, povertà educativa e violenza, sono 50 su 171 i Paesi che presentano forme insufficienti di inclusione o forme gravi e gravissime di esclusione; 50 Paesi in cui si concentra il 59% della popolazione mondiale (54% nel 2017).
La novità del WeWorld Index 2018 è la centralità data all’educazione. Conconsiderata come elemento fondamentale per l’inclusione di donne, bambine, bambini e adolescenti all’interno della società, l’educazione diventa il mezzo attraverso cui un Paese riesce ad evolversi, garantendo i diritti fondamentali di eguaglianza e pari accesso alle risorse a donne e uomini indistintamente.
Sono 5 le barriere da eliminare, secondo il WeWorld Index 2018, per assicurare a tutti i bambini e bambine l’accesso a un’educazione inclusiva, elemento primario e fondamentale per la creazione di una società più equa:
1. scarsa nutrizione (che blocca o limita la partecipazione scolastica)
2. migrazione (che interrompe i percorsi d’istruzione)
3. discriminazioni di genere (radicate in norme e consuetudini)
4. violenza (nelle relazioni sociali e famigliari)
5. povertà educativa (che in combinazione con quella economica diventa ereditaria)
Per ognuna delle 5 barriere WeWorld Onlus ha individuato 5 Paesi che maggiormente ne sono caratterizzati. Si parte dal Kenya che WeWorld Onlus ha individuato come il Paese rappresentate la barriera della malnutrizione. Nella contea di Mingori, dove opera la Onlus, il 26,4% dei bambini con meno di 5 anni soffre di denutrizione cronica e il 9% è sottopeso. Segue l’India, rappresentate della barriera delle migrazioni, dove il 40% dei migranti sono minori di 18 anni e dove il 34% dei bambini coinvolti negli spostamenti abbandona il percorso di studi prima del conseguimento di un titolo.A rappresentare la discrimionazione di genere, secondo il WeWorld Index, è il Nepal dove al 37% delle bambine è imposto un matrimonio combinato prima dei 18 anni e al 10% prima del compimento dei 15 anni. Il Brasile invece diventa significativo per la barriera della violenza sociale e intrafamigliare, i dati più recenti dell’IPEA (2017) infatti sono allarmanti: in alcuni stati del Paese i tassi di omicidio sono il doppio della media nazionale (58,1% nel Sergipe, 46,7% nel Ceará) mentre le donne uccise dal proprio marito sono state 4.621 nel 2015.
Infine è l’Italia a rappresentare l’ereditarietà della povertà educativa, qui infatti solo l’8% dei giovani figli di genitori senza diploma di scuola superiore si laurea, rispetto al 68% di laureati provenienti da famiglie in cui entrambi i genitori hanno conseguito un diploma di laurea.Dall’analisi di WeWorld Onlus emerge inoltre che la dispersione scolastica nel Mezzogiorno è superiore al 20%, e che 1.292.000 di ragazzi under 18 vive in condizioni di povertà. Inoltre il 9,4% della popolazione studentesca con cittadinanza non italiana è 3 volte più a rischio di dispersione rispetto ai coetanei.

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Povertà: reddito inclusione

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

povertàArriva in Consiglio dei ministri per un primo esame il decreto legislativo che introduce la misura contro la povertà. Il reddito d’inclusione (Rei) nelle intenzioni del Governo si dovrebbe rivolgere ad una platea di 400 mila famiglie, pari a 1 mln e 770 mila persone.
“Se anche prendessimo per buone le ottimistiche previsioni del Governo, in realtà forse raggiungibili solo dando una miseria pari ad 80 euro a persona, importo ufficialmente non prefissato, si tratterebbe di una platea pari ad appena il 25,3% delle famiglie povere, 1 mln e 582 mila e al 38,5% degli individui poveri, pari a 4 milioni e 598 mila” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ricordiamo che l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, le risorse effettivamente stanziate nel Def per la lotta alla povertà sono solo 1,2 miliardi nel 2017 e 1,7 nel 2018 e che, invece, ne servirebbero come minimo tra 5 e 7 miliardi. Peraltro i 7 mld si riferiscono ad una stima fatta dal Gruppo di lavoro sul reddito minimo del Ministro del Lavoro nel 2013, quando i poveri assoluti erano il 7,3% della popolazione residente, pari a 4 mln e 420 mila, mentre nel 2015 si è raggiunto il record dall’inizio delle serie storiche” conclude Dona.

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Campidoglio, al via piano per il superamento dei campi Rom. Obiettivo: ripristinare legalità e favorire inclusione

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

romAffermare il superamento dei campi rom, eliminando l’isolamento e la ghettizzazione che caratterizzano alcune aree della città, ripristinando la legalità e recuperando risorse per decenni drenate da un circuito malato. Con questo obiettivo la giunta capitolina ha approvato una delibera che mira a rimuovere del tutto l’approccio esclusivo adottato sino a oggi per i campi, mettendo fine alla logica assistenzialista: in questo modo sarà possibile applicare a tutti i cittadini stessi diritti e stessi doveri. Il piano, che partirà presso ‘La Barbuta’ e ‘La Monachina’, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa in Campidoglio dalla sindaca Virginia Raggi, dall’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre e dalla presidente della Commissione capitolina Politiche Sociali e della salute Maria Agnese Catini.Per la prima volta, con l’utilizzo di fondi europei, viene adottato un approccio sistemico in materia, incentrato su un’accurata rilevazione dei dati. Viene, inoltre, garantito il ritiro di tutti i bandi coinvolti in Mafia Capitale. Il sistema in vigore in questi anni ha, infatti, determinato gravi disagi sia per chi vive nei campi che alle popolazioni delle zone limitrofe. Per questo il progetto ha come finalità ultima il miglioramento delle condizioni di vita per tutti. In nessun modo le risorse del piano verranno sottratte alla cittadinanza: saranno utilizzati fondi europei già destinati per queste finalità e che, in caso contrario, andrebbero persi.Il piano è sviluppato in piena coerenza con la normativa comunitaria in materia di inclusione socio-economica delle comunità Rom, Sinti, Caminanti (RSC) che viene, in particolare, declinata nella Risoluzione del Parlamento europeo n. 2010/2276-INI del 9 marzo 2011 e nella Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo n. 173/2011 “Quadro dell’UE per le strategie Nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020”, quest’ultima recepita nella “Strategia Nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti 2012-2020”.Il percorso poggia su quattro elementi chiave: scolarizzazione; occupazione; salute; abitazione. Un approccio che sarà garantito tramite sinergie e coinvolgimento di tutte le istituzioni competenti: dalla Asl sino all’Ufficio scolastico provinciale. Il profilo attuativo sarà agevolato dalla conoscenza dettagliata di tutte le persone che popolano i campi. Si è infatti concluso, per la prima volta, il censimento dei campi, realizzato dalla Polizia locale, da cui emerge che ad oggi, negli attuali nove villaggi, la popolazione Rom è pari a 4.500 persone. Un’analisi che consentirà di attuare più rapidamente soluzioni concrete.Sono previste misure temporanee a sostegno delle persone Rom, Sinti e Caminanti in condizioni di fragilità che accompagnino il processo di superamento dei campi. Gli interventi saranno finanziati con le risorse disponibili su fondi strutturali e di investimento europei (SIE). Sono ammesse alle misure le persone Rom, Sinti e Caminanti, cittadine italiane o straniere, presenti nei campi/villaggi della solidarietà di Roma Capitale ed inserite nell’ultimo censimento redatto dalla Polizia Locale di Roma Capitale (gennaio- febbraio 2017), che versino in condizioni di grave fragilità sociale.Per ciascuna persona (persone singole o appartenenti a nuclei familiari) verrà preventivamente definito un piano individuale di intervento, accompagnato dalla sottoscrizione del Patto di Responsabilità con Roma Capitale da parte del capofamiglia, in base al quale chi non lo rispetta perderà il diritto a fruire delle misure previste dal piano. Il Patto definisce competenze, diritti e doveri dei sottoscrittori. Prevede, inoltre, il coinvolgimento attivo nella definizione dei percorsi di inclusione sociale, trasparenza delle procedure e legalità dei comportamenti. Le azioni e gli interventi contenuti nel Piano, saranno avviati, da subito, nei due campi denominati “La Barbuta” (n. 656 persone organizzate in circa 100 nuclei familiari) e “La Monachina” (n. 115 persone organizzate in circa 30 nuclei familiari) mediante l’utilizzo di fondi europei (3,8 milioni), disponibili sul bilancio 2017 di Roma Capitale. Tale percorso realizza le azioni pianificate per il superamento dei campi e dei villaggi.

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La scuola dell’inclusione e dell’accoglienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 Mag 2017

università europea di romaRoma. L’Università Europea di Roma ha tra le sue caratteristiche una forte attenzione ai temi dell’accoglienza e dell’inclusione.In questo solco si inserisce il suo nuovo Corso di specializzazione abilitante per le attività di sostegno agli alunni con disabilità.
Sarà un percorso formativo, di 60 CFU, per l’acquisizione delle competenze didattiche atte a favorire l’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili, secondo quanto disciplinato dal DM 30 settembre 2011 e successive modifiche e integrazioni.
Al corso possono iscriversi, qualora in possesso dei requisiti richiesti e previo superamento del concorso, i docenti abilitati all’insegnamento nelle scuole, secondo quanto previsto dal bando e anche i dottorandi e gli assegnisti di ricerca.A conclusione del corso, il candidato che supererà l’esame finale conseguirà il diploma di specializzazione per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, che lo abiliterà all’iscrizione negli elenchi per il sostegno ai fini delle assunzioni a tempo indeterminato e a tempo determinato nei relativi posti disponibili.Il docente specializzato per il sostegno opera in classi dove sono presenti uno o più alunni con disabilità, al fine di favorirne e promuoverne il processo di integrazione. Offre la sua professionalità e competenza per apportare all’interno della classe un significativo contributo a supporto della collegiale azione educativo-didattica, secondo i principi di responsabilità e di collegialità.

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Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

ministero-pubblica-istruzioneIn seguito le discussioni delle commissioni Cultura e Affari Sociali riguardanti la Delega sull’inclusione degli studenti disabili, si sta concludendo l’iter per le deleghe della Buona Scuola. Ma ancora gli studenti sono inascoltati e le discussioni sono chiuse nelle sale del parlamento. “Continuano ad essere escluse le associazioni studentesche dall’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica.”- Dichiara Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti ”La riduzione dai 22, ai 20 studenti massimi per le classi in cui sono presenti degli studenti disabili è un segnale positivo, ma non può bastare perché si sta evitando di dare una risposta reale al necessario rifinanziamento sostanziale della scuola pubblica”.Prosegue l’Unione degli studenti -“Questa Delega continua a presentare delle criticità troppo rilevanti per essere accettata. Trascura totalmente le questioni sollevate dagli studenti, i diretti interessati: vogliamo una legge Nazionale sul Diritto allo Studio inclusiva per gli studenti con disabilità, l’eliminazione di tutte le barriere architettoniche e l’inserimento delle Associazioni Studentesche nell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica.” Non ci accontentiamo di piccole modifiche alla delega. Chiediamo finanziamenti reali, l’immediato ritiro della delega e l’abrogazione della Legge 107 per ripartire con una nuova Costituente della scuola, che sia veramente partecipata e che risponda ai bisogni dei soggetti in formazione. Per questo siamo pronti a scendere in piazza nei prossimi mesi!

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Migrazione, accoglienza, inclusione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2016

milano10Milano Lunedì 18 aprile 2016, ore 15.00 Sala Conferenze di Palazzo Reale Piazza Duomo 14. Il Convegno sarà l’occasione per presentare, con il contributo di alcuni dei maggiori esperti italiani in materia, il nuovo progetto CIPMO sul ruolo delle Diaspore Med-Africane nell’accoglienza e nell’inclusione dei rifugiati e degli immigrati che parte dalle comunità ormai stanziali in Italia (si stima circa 6 milioni di individui), originarie del Medio Oriente e dell’Africa – ove maggiormente oggi sono concentrati i focolai di crisi – per sviluppare, in raccordo con le principali istituzioni e la società civile, un percorso pluriennale e su scala nazionale che porti queste comunità ad essere protagoniste, in prima persona, della lotta al radicalismo e al terrorismo, grazie a un processo di medio periodo che parta dall’accoglienza, per favorire l’inclusione dei nuovi arrivati e anche il co-sviluppo economico con i paesi di origine.Obiettivo principale del progetto è sviluppare il dialogo tra queste comunità, le istituzioni e la società civile circostante, per combattere il radicalismo tramite l’interazione economica, l’integrazione educativa, il dialogo interreligioso, lo scambio culturale e la cooperazione. In specifico, nel medio periodo si faciliterà la creazione di un network dei principali soggetti coinvolti e la realizzazione di una serie di attività articolate su tutto il territorio, per una gestione concreta e positiva della questione, per supportare i processi di inclusione dei nuovi arrivati, anche ai fini economici, sociali e culturali, affidando alle comunità stanziali anche un ruolo di ambasciatori e di “ponte” verso i paesi di provenienza.Il Convegno di presentazione del progetto, aperto da un intervento di Mario Giro, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si svilupperà attraverso tre panel successivi che vedranno dibattere alcuni tra i maggiori esperti italiani in materia. Il primo panel, moderato Khalid Chaouki – membro della Commissione Esteri della Camera dei Deputati – inquadrerà gli aspetti generali della questione; Il secondo panel, moderato da Lia Quartapelle – Segretaria della Commissione Esteri della Camera dei Deputati – darà voce ad esponenti di alcune delle principali comunità Med-Africane ed organizzazioni religiose presenti in Italia; il terzo panel, moderato da Paolo Branca – Docente di Lingua e letteratura araba all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – metterà a fuoco esempi di best practices, dalle importanti esperienze dei Comuni di Milano e Torino, ad altre innovative iniziative volte a promuovere l’imprenditorialità di questi nuovi protagonisti che vivono nel nostro paese.
Il progetto su scala nazionale è promosso da CIPMO in collaborazione con l’On. Khalid Chaouki e CSA – Centro Piemontese di Studi Africani, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Unità di Analisi e Programmazione, con il Patronato di Regione Lombardia, con il Patrocinio del Comune di Milano e con il sostegno di Fondazione Cariplo.

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“Il Volontariato tra inclusione e innovazione sociale“

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

Roma 24 giugno dalle 9.30 alle 13.30 a Villa Celimontana, in via della Navicella 12, promosso dalla parlamentare europea Silvia Costa (PD/S&D). Il programma del convegno è articolato in due tavole rotonde. La prima sul tema “Il volontariato nelle sfide globali”, la seconda su “La microfinanza per una nuova economia”. Tra gli interventi sono in programma quelli di Nicolò Lipari, relatore della legge quadro sul volontariato (11 agosto 1991, n. 266), Renzo Razzano, vicepresidente Europa del Volontariato e presidente Spes Lazio, Franco Narducci, vice presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei deputati, Kinga Goncz, parlamentare europea, vice presidente Comm. LIBE, Relatrice Programma EU Microfinanza, Roberto Di Giovan Paolo, senatore della Repubblica membro della Comm. Diritti Umani e Dario Franceschini, presidente del gruppo parlamentare del PD alla Camera dei deputati. “Il 2011 – dice Silvia Costa illustrando l’iniziativa – è stato proclamato Anno europeo del Volontariato. Il fine è quello di valorizzare l’apporto che i volontari danno alla crescita spirituale sociale ed economica dell’Europa e alla costituzione della cittadinanza europea. Ogni Stato membro durante quest’anno è impegnato a realizzare iniziative di confronto e sensibilizzazione su questo tema. In questo quadro ho ritenuto, come parlamentare europea, di promuovere un incontro di approfondimento in chiave nazionale ed europea sul volontariato, focalizzando da un lato le nuove sfide con cui si confronta e dall’altro la prospettiva aperta da nuovo programma europeo sulla microfinanza”.

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Caffè Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

Milano 18 Febbraio 2011 ore 10 Sala Conferenze del Parlamento europeo Corso Magenta, 59 incontro mensile di
approfondimento delle decisioni più rilevanti per il territorio e i media, adottate dal Parlamento Europeo nel corso della settimana di Sessione a Strasburgo (14 – 17 febbraio). Sarà presente l’Onorevole Pier Antonio Panzeri. Con lui discuteremo di:

1.    Crisi in Egitto: la posizione del Parlamento europeo

2.    Emergenza immigrazione dal Nord Africa: aiuti all’Italia e altri Paesi Ue

3. Immigrazione: permesso unico per lavorare e vivere nell’Unione europea

4. Croazia: prossimo paese membro dell’UE? Verranno distribuiti comunicati stampa e dossiers su: Via libera all’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e la Repubblica di Corea

. Cibi: le soglie di radioattività

6. Un accordo per proteggere i pazienti europei dai medicinali contraffatti

7. Trasporti, più diritti per chi viaggia in autobus e in pullman

8.  Commercio su gomma: furgoni più verdi sulle strade europee

9. Direttiva servizi: le aziende UE devono ancora sfruttarne a pieno i vantaggi

10.  Pensioni, crisi economica e costo della vita: un nuovo sistema di sostenibilità

11. Brevetto UE: via alla cooperazione rafforzata

12. Strategia Ue per l’inclusione dei Rom

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Progetti formativi

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2010

La provincia di Savona approva l’Avviso pubblico per la presentazione di progetti formativi a valere sul FSE P.O. Regione Liguria – Obiettivo CRO 2007-2013 Asse III “Inclusione sociale”. Possono presentare domanda di accesso ai finanziamenti: gli Organismi formativi con sedi operative accreditate per le Macrotipologie formative 1 “Formazione iniziale” e 4 “Formazione per fasce deboli”; Associazioni temporanee di impresa o di scopo purché comprendenti un organismo accreditato per le Macrotipologie formative 1 “Formazione iniziale” e 4 “Formazione per fasce deboli”. Data scadenza presentazione domande: 21/06/2010.

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Riforma della legge sulla cittadinanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 dicembre 2009

Alla vigilia dell’inizio della discussione in Parlamento relativa alla riforma della legge sulla cittadinanza, il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, lancia un appello ai parlamentari di tutte le forze politiche:  “In Italia ci sono 800.000 bambini immigrati (il 23% del totale degli immigrati), e tra loro oltre 500.000 sono nati in Italia: perché continuare a trattarli da “stranieri”, complicando il loro percorso di inclusione nel Paese che già considerano il loro? Mi auguro che il 2010 sia l’anno in cui il nostro Parlamento sappia promuovere una legge che può cambiare la vita di migliaia di persone, ma anche il futuro del nostro Paese”. In particolare auspichiamo: Che sia attribuita la cittadinanza, al momento della nascita, al bambino nato in Italia da genitori stranieri già regolarmente soggiornanti, i quali mostrino in concreto di volersi inserire nella società italiana. Che al positivo inserimento del minore nel nostro Paese, anche se nato all’estero, corrispondano adeguate modalità di attribuzione della cittadinanza, già prima del compimento della maggiore età; rendendo altresì disponibili procedure opportunamente agevolate di naturalizzazione nei primi anni dell’età adulta per coloro che siano comunque giunti durante la minore età in Italia.  Che a coloro che diventano cittadini non venga anacronisticamente imposta la rinuncia alla cittadinanza di origine, salva la ricorrenza di imperiose, specifiche ed eccezionali esigenze di politica estera e di interesse nazionale.  Che ai giovani nati o vissuti in Italia sin dalla tenera età, ma già divenuti maggiorenni sotto il vigore della legge n.91/1992, sia transitoriamente consentito di valersi delle nuove regole di acquisto della cittadinanza durante la minore età.

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Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2009

Roma 3 dicembre Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Tale decisione nasce dall’esigenza di riaffermare che le persone con disabilità ed i loro familiari devono poter essere protagonisti della propria esistenza; obiettivo oggi spesso reso impossibile nel nostro Paese, a causa dei ritardi culturali e dei numerosi ostacoli che ancora si frappongono per realizzare una piena inclusione e vita indipendente. Una questione che sembra spesso dimenticata dalle Istituzioni. Dopo aver constatato l’assenza di politiche significative a favore dei diritti delle persone con disabilità e della loro inclusione sociale, le due Federazioni (che raggruppano le maggiori e più significative associazioni di persone con disabilità e loro familiari) hanno deciso unitariamente di avviare uno stato di mobilitazione, a promozione e difesa dei diritti umani, civili e sociali di tutte le persone con disabilità in Italia. Tale decisione scaturisce inoltre a seguito dell’ennesimo episodio di scarsa attenzione ai gravi problemi dell’inclusione scolastica da parte del Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, la quale non ha finora mai partecipato alle riunioni della Consulta ministeriale dell’Osservatorio sull’Integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Pertanto la Fand e la Fish hanno infine deciso di non partecipare alle riunioni della Consulta delle Associazioni delle persone con disabilità del Miur e di invitare le altre organizzazioni a fare altrettanto, finchè il Ministro Gelmini non interverrà e garantirà risposte concrete.

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