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PGIM Fixed Income: Appuntamento a settembre con il nuovo annuncio della BCE

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

A cura di Katharine Neiss, Chief European Economist di PGIM Fixed Income.Il mercato è sempre più convinto che la Banca centrale europea (BCE) aumenterà i tassi di interesse di 75 punti percentuali nel corso della prossima riunione. Ciò è dovuto alle ulteriori sorprese al rialzo dei dati sull’inflazione headline e all’aumento dei prezzi dell’energia in Europa.Tuttavia, non è chiaro se una mossa così incisiva sia giustificata. La crescita delle retribuzioni contrattuali è diminuita nel secondo trimestre del 2022 e rimane al di sotto dei livelli compatibili con un obiettivo di inflazione del 2%. Inoltre, la tendenza a breve termine dell’inflazione dei beni, che può offrire una visione più chiara della pressione inflazionistica interna, è diminuita ed è ora in linea con l’obiettivo di inflazione del 2% della BCE.Tuttavia, un’inflazione più elevata e prolungata rischia di radicarsi nell’economia, rendendo più difficile il doloroso riassorbimento dello shock energetico. La BCE sarà molto ansiosa di evitare di aggravare una situazione già difficile per l’eurozona.Vale la pena sottolineare l’inutilità di utilizzare la politica monetaria per portare l’inflazione al 2% quando i prezzi dell’energia sono spinti al rialzo dalla guerra. A titolo di esempio, se i prezzi dell’energia per i consumatori aumentano del 50%, tutti gli altri prezzi dovrebbero diminuire di circa il 5% per mantenere l’inflazione media al 2%. Storicamente, una riduzione così ampia dei prezzi potrebbe essere ottenuta solo attraverso una forte contrazione dell’attività economica e un aumento della disoccupazione. Non è chiaro se un tale risultato consentirebbe di raggiungere la “stabilità dei prezzi”. Per gli shock che l’area dell’euro deve affrontare, non sembrano esserci risposte semplici.

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PGIM Fixed Income: Debito emergente più resiliente

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2022

A cura di Cathy Hepworth, Managing Director e Head Emerging Markets Debt Team di PGIM Fixed Income Negli ultimi otto mesi, gli spread sui titoli di Stato dei mercati emergenti in valuta forte hanno raggiunto il terzo livello più alto degli ultimi 18 anni; solo dopo la crisi finanziaria e lo shock COVID si sono registrati livelli più elevati. Tuttavia, la crescita della Cina rappresenta ancora un fattore di rischio importante: la politica zero-COVID del governo e il giro di vite sul settore immobiliare stanno mettendo a rischio l’obiettivo di crescita del 5,5% per l’anno in corso. Gli investitori hanno accolto con favore gli stimoli cinesi, ma per evitare un rallentamento sono necessari ulteriori interventi, ad esempio attraverso le infrastrutture e l’edilizia pubblica. Le condizioni finanziarie rigide, il rallentamento della crescita e la diminuzione della propensione al rischio manterranno probabilmente il contesto economico difficile e i premi al rischio elevati. Tuttavia, secondo la nostra analisi, i mercati del debito degli EM rimarranno resilienti. La maggior parte dell’allargamento degli spread nel debito governativo EM in valuta forte è probabilmente alle spalle e gli spread attuali sono storicamente stati punti di ingresso interessanti.All’interno del comparto a basso rating, i fondamentali e le politiche variano significativamente da un Paese all’altro. Prendiamo ad esempio Etiopia, Ghana, Kenya, Sri Lanka, Suriname, Tunisia e Turchia. Questi emittenti deboli devono affrontare un percorso difficile, poiché l’avversione al rischio degli investitori e l’aumento dei tassi di interesse aumentano i costi per accedere ai finanziamenti e limitano l’accesso al mercato. Tuttavia, esistono fattori di attenuazione per gli emittenti a basso rating, i cui prezzi obbligazionari sono vicini ai valori nominali, o per gli emittenti a basso rating che stanno adeguando le loro politiche, soprattutto a causa delle condizioni proposte dal Fondo Monetario Internazionale. Alcuni di questi beneficiano di un miglioramento dei fondamentali, di prezzi elevati delle materie prime, del sostegno del FMI o di mercati finanziari interni molto profondi. È il caso di Costa d’Avorio, Angola, Iraq, Gabon, Repubblica Dominicana, Camerun, Mozambico e Nigeria. Il rallentamento della crescita avrà un impatto minore sui governi con rating investment-grade e BB più forte, grazie alla loro forza intrinseca.L’Arabia Saudita e il Qatar hanno un doppio surplus e stanno rafforzando le loro considerevoli riserve. Troviamo valore anche in Israele, visti i suoi fondamentali e le valutazioni interessanti. La crescita europea sta rallentando, ma vediamo valore in Ungheria e Romania. I finanziamenti legati al piano Next Generation EU rafforzeranno i fondamentali di entrambi i Paesi senza aumentare il debito. La Serbia appare interessante per la sua politica fiscale, gli investimenti esteri diretti e i consistenti depositi di litio. I prezzi più elevati delle materie prime favoriscono l’America Latina. Tuttavia, i cambiamenti politici della regione verso l’eterodossia potrebbero portare a un deterioramento, anche se a partire da premesse solide. Tuttavia, laddove le valutazioni riflettono già questa preoccupazione, come nel caso della Colombia, abbiamo una piccola sovraponderazione.Le obbligazioni societarie EM hanno faticato ad inizio 2022, con un ampliamento degli spread societari EM di oltre 90 punti base. Le società immobiliari cinesi, le case da gioco di Macao e le società russe e ucraine hanno registrato le performance peggiori da inizio anno. Nonostante la tenuta dei fondamentali, tuttavia, i margini delle società dei mercati emergenti hanno superato i loro picchi. Prevediamo che i tassi di default delle società EM ad alto rendimento aumenteranno dall’attuale 1-2% a livelli tendenziali del 3-4%. Restiamo fedeli ad una strategia di investimento a valore relativo e preferiamo i segmenti ad alto rendimento e con rating BBB delle società EM di qualità superiore in Paesi come India, Israele, Tailandia, Messico e Perù.Le società ad alto rendimento con rating più basso sono più vulnerabili in caso di recessione o stagflazione. Sottopesiamo le piccole e medie imprese (PMI), i settori dei metalli e minerario, le banche e le società con un business orientato prevalentemente al mercato interno in paesi vulnerabili come l’Argentina o la Turchia. La maggior parte delle obbligazioni emesse dal settore immobiliare cinese quota a livelli di sofferenza. Per ora manteniamo le nostre piccole posizioni in questo Paese e prevediamo un miglioramento dell’attività economica nei prossimi 6-12 mesi. Continuiamo a trovare valore in emittenti quasi sovrani, come l’aeroporto di Città del Messico e la Power Finance Corporation indiana, che beneficiano del sostegno del governo e di spread interessanti.I fattori tecnici sostengono le obbligazioni societarie EM, tra cui l’ampia emissione netta negativa, le basse scorte dei dealer, la forte domanda di obbligazioni investment-grade da parte degli investitori locali cinesi/taiwanesi e le numerose offerte degli emittenti. Le scadenze dei prossimi due anni sono limitate, in quanto la maggior parte degli emittenti ha effettuato gare d’appalto o rifinanziamenti con obbligazioni a breve scadenza lo scorso anno. L’incertezza legata al raggiungimento del “picco dell’inflazione” e la politica monetaria restrittiva della Fed mantengono alti i premi al rischio delle valute locali degli EM. Ciò significa anche che i prezzi dell’energia e i movimenti dei tassi d’interesse del G7 sono più importanti per le obbligazioni in valuta locale degli EM che non le condizioni specifiche di ogni paese.I paesi che hanno aumentato i tassi di interesse in anticipo, come la Repubblica Ceca e il Brasile, probabilmente smetteranno presto di farlo. Altri paesi, come il Cile, il Messico e l’Ungheria, hanno aumentato i tassi più tardi, ma gli investitori ora prezzano tassi elevati come prima del 2007-2008. Se i tassi d’interesse globali si moderano, consideriamo tutti e cinque i Paesi candidati a posizioni sovrappesate. Per quanto riguarda i possibili benefici per le valute EM, i prezzi elevati delle materie prime sosterranno gli esportatori di materie prime nel prossimo futuro. I tassi di interesse sulla maggior parte delle valute EM rimangono elevati e gli stimoli della Cina sono in aumento. Per il momento, tuttavia, siamo scettici sul fatto che questi aspetti positivi possano prevalere sulla posizione da falco della Fed. Per quanto riguarda il dollaro USA, lo stimolo del governo cinese potrebbe essere sufficiente a contrastare l’atteggiamento da falco della Fed. In secondo luogo, l’inflazione statunitense potrebbe diminuire abbastanza da indurre la stessa Fed a moderare la sua posizione da falco. Infine, l’ascesa del dollaro potrebbe essere frenata se la Fed cerca di evitare una recessione.

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PGIM Fixed Income: Il nuovo paradigma degli emergenti è la regionalizzazione?

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2022

A cura di Giancarlo Perasso, Lead Economist, CEEMEA, PGIM Fixed Income. Le autorità politiche si trovano costantemente di fronte a fenomeni di rottura, ma i cambiamenti odierni nel commercio e negli investimenti internazionali sono diversi. In effetti, potrebbe essersi affermato un nuovo paradigma, caratterizzato da flussi commerciali e di investimento regionalizzati, anziché globali. Il cosiddetto “friend-shoring” – una forma di regionalizzazione in cui i partner economici prediligono fonti di approvvigionamento vicine – potrebbe influire in modo significativo sulla crescita dei Paesi emergenti. Se il mondo si dividesse in blocchi geopolitici, i nuovi vincoli commerciali potrebbero portare a una riallocazione del capitale e a una riduzione della crescita. Alcuni Paesi beneficerebbero più di altri di questo cambiamento di ordine globale.Secondo la nostra analisi, la performance relativa tra le regioni dei mercati emergenti dall’inizio del secolo probabilmente persisterà. L’Asia continuerà a sovraperformare le altre aree, soprattutto grazie alla crescita di Cina e India, anche se questi Paesi crescono più lentamente rispetto al passato. Gli elevati tassi di risparmio e gli accordi istituzionali di supporto continueranno ad attrarre i capitali necessari per sostenere la crescita. Inoltre, dati demografici favorevoli al di fuori della Cina favoriranno l’aumento della produttività, avvicinandola ai livelli dei mercati sviluppati. Vietnam e Cambogia, ad esempio, devono ancora integrarsi nelle catene di produzione globali e potrebbero beneficiare di una maggiore integrazione con l’ex Celeste Impero. All’altra estremità dello spettro, l’America Latina continuerà a restare indietro. Le carenze strutturali, che hanno preceduto il Covid, continueranno a frenarne la crescita. Così come la volatilità delle politiche economiche, in gran parte frutto delle oscillazioni del panorama politico. Le occasionali crisi interne, innescate da squilibri macroeconomici ingestibili, indeboliranno ulteriormente la crescita. D’altra parte, un decennio dopo il cosiddetto “superciclo” delle materie prime, il ritorno di prezzi più elevati potrebbe rilanciare il vento di coda della crescita latino-americana. Inoltre, alcuni Paesi potrebbero trarre vantaggio dal friend-shoring. Il Messico, ad esempio, potrebbe beneficiare della profonda integrazione nelle catene di fornitura globali e della vicinanza agli Stati Uniti, soprattutto se questi ultimi si allontanano dai fornitori cinesi. La regione EMEA crescerà più rapidamente dell’America Latina, ma più lentamente dell’Asia, e alcuni Paesi cresceranno più velocemente di altri. La crescita dell’Europa centrale e orientale continuerà a superare quella della vicina Germania e dell’Eurozona, in quanto beneficia del re-shoring (rilocalizzazione) e della regionalizzazione. La Turchia dovrebbe continuare a fare bene, grazie alla flessibilità del settore privato e alla vicinanza all’Europa e al Medio Oriente, ma la sua politica economica presenta rischi significativi. Anche i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo dovrebbero segnare buone performance. Il loro spostamento verso i settori non petroliferi, la transizione energetica e i cambiamenti strutturali nel sistema fiscale possono pesare sulla crescita, ma dovrebbero anche renderla più stabile. Invece, le prospettive di crescita a breve e a lungo termine della Russia dipendono fortemente dalle ricadute dell’invasione dell’Ucraina. La dipendenza del Paese dalle industrie estrattive, la mancanza di riforme esacerbata dalle sanzioni sui trasferimenti di tecnologia, il rapido invecchiamento della popolazione e la fuga di cervelli in corso potrebbero far sì che la crescita russa rimanga più bassa per più tempo. Prevediamo che la crescita a lungo termine della Russia si ridurrà di circa mezzo punto percentuale, il che implica un lieve calo dello 0,2% per la crescita a lungo termine della regione EMEA nel complesso. Anche la crescita dell’Ucraina dipenderà dalla guerra e dalla successiva ricostruzione, il che rende le previsioni molto incerte.L’Africa subsahariana registrerà una ripresa, ma con diverse prestazioni. L’aumento dei prezzi del petrolio favorirà gli esportatori nel periodo, ma non nel lungo termine, in quanto il mondo passerà a tecnologie più ecologiche. Alcuni Paesi, come lo Zambia – esportatore di rame – beneficeranno di questa “rivoluzione green” ma, nel complesso, i suoi effetti sulle esportazioni africane rimangono incerti. Ampie aree dell’Africa potrebbero contenere importanti giacimenti di minerali “green”, come il litio o la grafite, ma finora sono state poco esplorate. Il reshoring delle produzioni a più alto valore aggiunto verso i mercati sviluppati potrebbe addirittura ristabilire i modelli commerciali degli anni Cinquanta e Sessanta, ovvero le esportazioni di materie prime dai mercati emergenti e le importazioni di prodotti finiti dalle economie avanzate. Un tale trinceramento avrebbe ripercussioni sulla crescita economica e sul tenore di vita. Si rischia il malcontento popolare, l’emergere di leader populisti o nazionalisti, la rottura delle alleanze internazionali e l’inasprimento delle relazioni commerciali con il G10. I fattori demografici aumentano questi rischi: la popolazione africana è più giovane rispetto al resto del mondo e molti giovani potrebbero cercare di emigrare. Ciò aggraverebbe le tensioni politiche con le economie avanzate e potrebbe portare a cambiamenti di orientamento politico o economico.Con la riduzione delle prospettive di crescita a lungo termine, le opportunità di investimento richiederanno un’analisi che dia enfasi ai fattori geopolitici più che in passato. I modelli di commercio internazionale in ascesa basati sul friend-shoring potrebbero aumentare le fratture tra Paesi e regioni. Ciò crea nuove opportunità ma anche nuovi rischi, in un contesto di aumento del debito, dell’inflazione e dei tassi d’interesse.Dal punto di vista degli investimenti, il debito dei mercati emergenti rimane una delle asset class più variegate: dai crediti con rating AA ai debitori in default, governi e società, in valuta locale e forte. Questa varietà continua a generare opportunità di valore relativo, che potrebbero accentuarsi con l’aumento dei flussi regionali.La nostra selezione bottom-up dei titoli si concentra sull’individuazione di emittenti dotati di una certa capacità di tenuta, come gli esportatori di materie prime o quelli con esigenze di finanziamento equilibrate. Gli emittenti vulnerabili presentano solitamente politiche deboli e scarsa sostenibilità del debito. Dopo gli eventi degli ultimi anni, il friend-shoring è destinato a rimanere. Comprendere i modelli commerciali regionali e i flussi di capitale sarà sempre più importante.

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AM: Roland Mueller nuovo Senior Investment Manager Fixed Income

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2022

GAM Investments annuncia la nomina di Roland Mueller a Senior Investment Manager Fixed Income. Roland Mueller riferirà ad Andrea Quapp, Investment Director for Multi Asset Class Solutions e Lead Manager di conti e fondi segregati rivolti principalmente a clienti istituzionali europei e svizzeri. Roland Mueller, entrato a far parte della società il 1º luglio 2022, sarà basato a Zurigo.In questo ruolo, Roland Mueller gestirà varie strategie di investimento in obbligazioni globali e mandati per clienti istituzionali. In qualità di gestore di portafoglio, vanta oltre 20 anni di esperienza nel reddito fisso e un solido track record nella gestione del credito nei mercati sviluppati e in quelli emergenti. Nella sua carriera ha ottenuto rating a quattro e cinque stelle e ha contribuito ad accrescere i patrimoni gestiti.Roland Mueller proviene da banca J. Safra Sarasin di Basilea, dove ha ricoperto il ruolo di gestore di portafoglio per otto anni e si è occupato della gestione dei rapporti con i clienti. Tra le altre responsabilità, ha lanciato e gestito uno dei primi fondi ad alto rendimento sostenibili a livello globale ed è stato Deputy Head of Bonds & Absolute Return Strategies. Prima di entrare alla BMW AG di Monaco in qualità di Risk Manager in Liquidity and Financial Markets, Roland Mueller ha lavorato per Lazard Asset Management a Francoforte, nel ruolo di Senior Credit & Quant Portfolio Manager. Roland Mueller ha conseguito una laurea in Matematica, Economia e Amministrazione aziendale presso l’Università di Münster in Germania.Andrea Quapp, Investment Director Multi Asset Class Solutions presso GAM, ha affermato: “Accogliamo con grande piacere l’arrivo di Roland in GAM come gestore di portafoglio esperto delle strategie di credito e reddito fisso. Sarà una grande risorsa per il team e ci aiuterà a fornire ai nostri clienti le migliori soluzioni di un gestore attivo basato sulle convinzioni”.Roland Mueller, nuovo Senior Investment Manager Fixed Income presso GAM, ha dichiarato: “Sono lieto di entrare a far parte del team Credit Fixed Income di Zurigo, dotato di grande esperienza. Per me GAM è sinonimo di prodotti eccellenti e di strategie di investimento attive mirate. Sono orgoglioso di poter fornire il mio contributo d’ora in avanti”.

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PGIM Fixed Income: Opportunità nel debito Investment Grade con la fine delle politiche accomodanti

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2022

A cura di Ed Farley, Managing Director e Head of the European Investment Grade Corporate Bond Team di PGIM Fixed Income. Dato il potenziale di un ulteriore, ma più modesto, allargamento degli spread, cerchiamo opportunità di generazione di alfa in specifici settori e titoli di credito. Gli spread delle obbligazioni USA Investment Grade si sono ampliati in modo significativo all’inizio dell’anno; tuttavia, rimangono nella media del periodo post-crisi finanziaria globale pari a 135 punti base, anche se i rischi connessi alla politica monetaria e di natura geopolitica rimangono elevati. Per questo motivo, adottiamo un approccio cauto verso il mercato e il nostro scenario di base prevede un aumento degli spread di 30-40 punti base nei prossimi mesi. Il rischio di uno scenario ribassista in cui gli spread si allargano di 50-75 punti base è leggermente superiore alla probabilità di uno scenario rialzista in cui gli spread si restringono di 20-30 punti base.In questo contesto, cerchiamo di approfittare di interessanti offerte pubbliche di acquisto, quando possibile, e di vendere in momenti di forza per ridurre il rischio o creare spazio per investire in nuove emissioni con compensazioni interessanti.Da un punto di vista settoriale, i prezzi elevati dei fattori produttivi potrebbero comprimere i margini nei settori alimentare e delle bevande, dei prodotti di consumo, dei trasporti e della sanità, mentre le incertezze nei settori dei semiconduttori e dell’auto potrebbero protrarsi più a lungo di quanto inizialmente previsto. Al contrario, riteniamo che le banche offrano un buon valore nel lungo periodo, grazie a fondamentali solidi e a spread più ampi rispetto agli emittenti industriali con rating simile. Tuttavia, gli spread delle banche potrebbero essere soggetti a volatilità nel breve termine, poiché la liquidità del settore amplifica i movimenti del mercato. Infine, i settori dell’energia, dei metalli e della chimica dovrebbero beneficiare dell’aumento dei prezzi delle materie prime. Per quanto riguarda le future implicazioni ESG, i recenti sviluppi hanno portato a due conclusioni. In primo luogo, la compressione globale dei prezzi delle commodity condurrà probabilmente a una accelerazione della transizione verso forme di energia più ecologiche, con conseguente aumento delle spese in conto capitale. In secondo luogo, i mercati si sono coalizzati sulla base di un messaggio: gli Stati e i relativi asset che non seguiranno questa trasformazione si troveranno rapidamente tagliati fuori dal sistema finanziario globale.Le condizioni dell’investment grade europeo sono simili a quelle di altri settori del credito, in quanto l’ampiezza della dispersione in tutta l’asset class sottolinea l’espansione del ventaglio delle opportunità di alfa.Sebbene le metriche del credito siano generalmente solide, le condizioni richiedono un’analisi a livello del singolo titolo di credito per determinare gli effetti delle strozzature nella catena di approvvigionamento e dell’inflazione dovuta ai costi dei fattori produttivi sui margini aziendali. Inoltre, è sempre più importante comprendere le esigenze di finanziamento delle singole imprese, dato che l’emissione primaria richiede compensazioni di spread considerevoli che possono di conseguenza mettere sotto pressione gli spread del credito sul mercato secondario.Affidarsi al beta per ottenere rendimenti potrebbe mettere gli investitori di fronte a ulteriori elementi sfavorevoli. Ad esempio, la risposta della BCE allo shock energetico consiste nell’accelerare la conclusione degli acquisti di asset – compreso il programma di acquisto di obbligazioni corporate – e del regime dei tassi negativi.Dal punto di vista della strategia, manteniamo un leggero sottopeso sulla duration degli spread e ci aspettiamo una compressione degli spread finanziari a favore di quelli societari. Riteniamo inoltre che il rialzo degli spread delle obbligazioni BB rispetto alle BBB sia interessante, laddove applicabile, e vediamo valore in alcune obbligazioni societarie ibride. I portafogli globali sono inoltre leggermente sottopesati nella duration degli spread e sovrappesati nel rischio. Sebbene gli spread in dollari abbiano finora superato quelli in euro nel 2022, riteniamo che il differenziale tra i due possa ridursi nel corso dell’anno.

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PGIM Fixed Income: I Treasury possono essere una buona opportunità

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2022

A cura di Mick Meyler, Managing Director e Head of Developed Market Rates team di PGIM Fixed Income. Gli investitori spesso considerano i cicli di inasprimento come eventi ad alta volatilità per i tassi sovrani; tuttavia, la storia ha dimostrato che la volatilità implicita diminuisce costantemente fino al picco dei costi di finanziamento. Pertanto, rimaniamo convinti del potenziale di rendimento senza precedenti delle opportunità di valore relativo sfruttando le differenze temporanee nei prezzi dei titoli.Nel 1° trimestre le curve dei rendimenti dei mercati sviluppati hanno registrato un’altra serie di appiattimenti ribassisti, con la curva dei Treasury a due e a dieci anni che si è appiattita fino all’inversione. A fronte di un’inflazione inarrestabile, è probabile che i tassi a breve continuino a salire in modo sproporzionato anche in futuro.A nostro avviso, l’aumento sostanziale delle previsioni della Fed per il tasso sui Fed funds invia un messaggio ricco di sfumature, che suggerisce che i funzionari riconoscono di essere in ritardo rispetto alla curva e sono disposti ad aumentare il tasso neutrale, stimato al 2,4%, per stare al passo con il sostanziale aumento delle prospettive di inflazione.I futures sui Fed funds hanno prezzato rialzi di 50 punti base nel breve termine e i funzionari hanno chiaramente messo sul tavolo tale opzione, dato che la pressione inflazionistica persiste. I cicli di rialzo della Fed sono stati spesso fraintesi come eventi ad alta volatilità; tuttavia, in realtà la volatilità dei tassi – cioè la volatilità implicita, per esempio, ad 1 anno e 10 anni – è diminuita durante i cicli del 2004 e del 2015 e la volatilità ha iniziato ad aumentare solo mesi dopo il picco del ciclo di restringimento (e poco prima dell’inizio del successivo ciclo di allentamento).Riteniamo che vi siano enormi opportunità di arbitraggio, date le nostre prospettive di riduzione della volatilità. Il nostro modello di portafoglio ottimale continua a mostrare dislocazioni nel mercato dei Treasury che non si vedevano dai tempi della crisi finanziaria globale, il che offre rare opportunità di valore relativo e neutrale in termini di duration per il recupero dei rendimenti sui tassi dei paesi sviluppati a livello globale in un momento in cui le curve dei rendimenti sono quasi piatte.Manteniamo un posizionamento lungo sul Treasury a 20 anni rispetto ai contratti futures corrispondenti e un posizionamento corto sul Treasury a 10 anni off-the-run rispetto ai titoli a sette e dieci anni on-the-run. Di recente abbiamo anche identificato interessanti valutazioni scorrette del sottostante dei futures sui Treasury in titoli nella parte inferiore della curva che possono potenzialmente qualificarsi come obbligazioni cheapest to deliver.

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PGIM Fixed Income: previsioni per il secondo trimestre, un cambiamento tettonico nell’economia globale

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Maggio 2022

A cura di Robert Tipp, Chief Investment Strategist, Head of Global Bonds at PGIM Fixed Income. L’evoluzione incerta del conflitto e i relativi costi umani destano la massima preoccupazione. Il suo impatto economico su elementi chiave, tra cui l’energia, le altre materie prime, il commercio e i vincoli di natura finanziaria, non è chiaro. La disruption in questi ambiti sarà probabilmente esacerbata dal deterioramento del sentiment e dalle interruzioni della catena di approvvigionamento. La Russia è un attore di rilevanza globale sul fronte della produzione di energia e fornisce all’Europa circa il 25% del fabbisogno energetico. La Russia e l’Ucraina sono anche importanti fonti per altre materie prime fondamentali, come fertilizzanti, cereali e metalli preziosi. Di conseguenza, l’isolamento di Mosca da regioni focali per l’economia globale e l’interruzione della produzione in Ucraina si riverbereranno in tutto il mondo in una varietà di impreviste modalità.All’inizio del 2022 ci si attendeva una crescita globale moderata, ma al di sopra del trend. Il conflitto rappresenta un chiaro shock negativo al ribasso per la crescita economica, mentre spinge verso l’alto l’inflazione: dunque i rischi di stagflazione globale sono aumentati notevolmente, a nostro avviso, con un rischio di recessione in Europa al 50%. La situazione energetica russa costituirà un freno significativo alla crescita per diversi anni; abbiamo recentemente abbassato la previsione di crescita del PIL 2022 da un tasso prebellico del 4,2% al 2,7%. L’impatto sarà asimmetrico, con Germania e Paesi Bassi particolarmente esposti per via di legami commerciali e dipendenza energetica con la Russia. Essendo un grande importatore di gas russo per mezzo di un gasdotto ucraino, l’Italia costituisce ancora una volta un elemento di vulnerabilità cruciale per la coesione e la crescita della zona euro. Ma se le forniture energetiche russe venissero interrotte del tutto, ci aspetteremmo di vedere tagli alla produzione e distruzione della domanda che porterebbero la crescita annuale della regione in territorio negativo.Escludendo la Cina, nei mercati emergenti gli esportatori di materie prime e i Paesi che beneficiano del divario commerciale e della regionalizzazione – come Colombia e Nigeria – potrebbero beneficiare di ricadute positive. Ma molti altri, tra cui Tunisia e Cile, hanno accusato un colpo significativo alle ragioni di scambio, dato che i beni di prima necessità, come alimentari ed energia, sono diventati molto più costosi. Questo, a sua volta, sta creando tensioni sociali: alcune economie dei mercati emergenti (ad esempio, Sri Lanka ed Egitto) si sono rivolte alla comunità internazionale per pacchetti di sostegno. Anche gli esportatori di petrolio e gas – che probabilmente beneficeranno di prezzi e domanda più elevati – dovranno pagare di più per le importazioni di beni alimentari, limitando così il guadagno. Inoltre il deterioramento della propensione al rischio, insieme alla stretta monetaria in corso negli Stati Uniti e nell’area dell’euro, rappresenta uno shock negativo, soprattutto per i Paesi che devono già finanziare grandi deficit delle partite correnti. La Turchia è particolarmente esposta a questi shock multipli. Al contrario, l’economia statunitense è molto più isolata dal conflitto. Essendo un esportatore netto di energia con legami commerciali minimi con la Russia, l’impatto immediato sull’economia reale sarà probabilmente relativamente attenuato. Detto questo, le ricadute degli elevati prezzi dell’energia e dei beni alimentari a livello globale sta spingendo l’inflazione ancora più in alto, comprimendo ulteriormente i salari reali delle famiglie. Con la fine dello stimolo fiscale e condizioni finanziarie più rigide, ci aspettiamo un probabile rallentamento della domanda nel corso del prossimo anno, e una riduzione delle pressioni inflazionistiche.La Cina si trova in una posizione un po’ diversa. Lo sforzo dell’anno scorso per raffreddare il mercato immobiliare ha smorzato la crescita più del previsto, implicando forti venti contrari al raggiungimento dell’ambizioso obiettivo di crescita del 5,5%. Data la nostra aspettativa di un allentamento della crescita globale, questo indica la necessità di un ulteriore sostegno politico per il raggiungimento dell’obiettivo di crescita di Pechino. Più a lungo tale stimolo viene ritardato, più sostanziale sarà la spinta politica necessaria. Considerando l’importanza cruciale del 2022 nella definizione della leadership politica per i prossimi 5 anni, ci aspettiamo che le autorità facciano di tutto per raggiungere l’obiettivo di crescita; ciò rappresenterà uno dei pochi rischi alle aspettative di crescita quest’anno.Benché l’Ucraina rappresenti solo una parte molto esigua dell’economia globale, l’impatto del conflitto sui prezzi dell’energia continuerà a riversarsi in tutto il mondo, influenzando l’inflazione sia nelle economie avanzate, sia in quelle emergenti. Un’ulteriore interruzione della catena di approvvigionamento dovuta alle continue misure di lockdown in Cina ha indotto le banche centrali a mantenere la rotta verso una stretta delle condizioni finanziarie. Con le economie emergenti – tra cui Ungheria, Repubblica Ceca e Brasile – così come le più piccole economie sviluppate aperte – come la Norvegia – a guidare la carica, il mercato ora si aspetta rialzi dei tassi più aggressivi da parte della Federal Reserve. La posizione della BCE dovrebbe rimanere espansiva, con pochi o nessun segno di surriscaldamento dell’inflazione generata internamente. Detto questo, la BCE sembra pronta a porre fine agli acquisti di asset prima di fine anno e a iniziare ad alzare i tassi verso la fine dell’anno. Né il suo programma di acquisto di asset né i tassi negativi sono stati leve politiche decisive durante la pandemia, quindi se un grave rischio al ribasso dovesse cristallizzarsi nella regione potremmo assistere a una nuova serie di misure ad hoc.Dove la politica monetaria sta facendo un passo indietro, un sostegno fiscale aggiuntivo potrebbe colmare il vuoto. È ancora presto, ma i politici europei hanno già indicato un sostegno immediato per compensare le famiglie e le imprese dei costi più elevati dell’energia. Detto questo, l’ipotesi di un pacchetto fiscale espansivo finanziato da debito comunitario richiederebbe probabilmente diversi anni per l’unanimità politica a livello UE. Altrove, come nel Regno Unito, l’austerità fiscale resta molto probabile.

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Fixed Income – Le divergenze spalancano opportunità nei mercati emergenti

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

A cura di Mary-Therese Barton, Head of Emerging Market Debt e Kate Griffiths, Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Forze economiche eccezionalmente potenti stanno rivoluzionando il panorama per gli investitori nei mercati emergenti. Tuttavia, le divergenze di performance tra Paesi e attività che ne risultano, producono un terreno fertile per generare rendimenti per coloro che dispongono di adeguate capacità analitiche.Il contesto macroeconomico globale è eccezionalmente incerto. Da un lato, la pandemia di COVID-19 continua a fare brutte sorprese: la variante Delta, particolarmente infettiva, è la più recente, ma è improbabile che sia l’ultima. Dall’altro, la liquidità immessa dalle banche centrali globali rimane generosa, così come le misure di stimolo fiscale. Le pressioni inflazionistiche sono in aumento, alcune sono temporanee, altre potrebbero rivelarsi più persistenti. I governi sono sotto pressione e chiamati a rispondere. Altrove, in particolare in Cina, sembrano verificarsi cambiamenti politici epocali.Tutto ciò rende meno chiaro un quadro già complicato, visto che le economie dei mercati emergenti presentano enormi differenze. Spaziando nell’intero spettro dell’attività economica, dalle materie prime ai prodotti finiti di alta qualità, i Paesi emergenti stanno crescendo a diverse velocità. Allo stesso tempo, c’è una significativa differenziazione nelle attività in offerta anche all’interno di questi Paesi. Di conseguenza, in alcuni casi, quando il prezzo delle obbligazioni denominate in dollari di un Paese è elevato, sono le sue obbligazioni in valuta locale a offrire prospettive più interessanti a livello di rendimenti corretti per il rischio.Allo stesso tempo, la crescente popolarità dei green bond tra gli emittenti sovrani aggiunge un’ulteriore frontiera per gli investitori. Il diverso impatto del COVID-19, i diversi livelli di stimolo, le grandi divergenze nei fondamentali dei Paesi, l’introduzione di green bond oltre ai titoli denominati in valuta locale e in valuta forte, rendono la navigazione nell’universo delle obbligazioni dei mercati emergenti una sfida che richiede competenza ed esperienza. Sull’attrattiva degli investimenti nei mercati emergenti incide anche il paragone tra le loro performance in materia ambientale, sociale e di governance (ESG). I fattori sociali e di governance sono particolarmente importanti in alcune regioni dell’America Latina, dove assistiamo a una rinascita della politica e del populismo di sinistra. Ciò aumenta il rischio che questi Paesi subiscano un’erosione del loro merito creditizio a lungo termine, considerato che i politici tentano di eliminare i problemi con la spesa pubblica, provocando così un aumento delle pressioni fiscali. Allo stesso tempo, il peggioramento della disoccupazione giovanile, della povertà e dei risultati educativi rappresentano una minaccia per la formazione del capitale umano di queste nazioni; anche in questo caso l’America Latina risulta particolarmente a rischio. Gli investitori nei mercati emergenti hanno un bel da fare. Questi Paesi devono affrontare sfide più complesse che mai, molte delle quali sono state portate alla luce dalla pandemia, che ha aumentato l’impatto dei diversi gradi di sviluppo e dei diversi accessi alle risorse, naturali o artificiali, dalle infrastrutture al capitale umano e alla solidità delle istituzioni. Ha, inoltre, aggiunto un’ulteriore dimensione alla politica interna Pictet Asset Management ha un approccio d’investimento sfaccettato, che si avvale delle competenze di tutta l’azienda nel valutare le questioni macroeconomiche, politiche, ambientali e sociali. Prendiamo, ad esempio, il nostro approccio all’investimento in Cile. Vediamo un valore limitato nel debito decennale cileno denominato in dollari, che scambia con uno spread di appena 99 punti base al di sopra dei Treasury USA, e per questo in tutti i nostri portafogli abbiamo una posizione di sottopeso su queste attività rispetto al benchmark. Tra le obbligazioni in valuta forte, preferiamo i green bond nazionali scambiati in linea con le obbligazioni convenzionali. Per le obbligazioni denominate in peso cileno, la nostra tendenza recente è quella di prendere i tassi locali, in quanto riteniamo che la recente debolezza delle obbligazioni implichi l’aspettativa di troppi aumenti dei tassi ufficiali. Allo stesso tempo, abbiamo una propensione più strategica a sovrappesare la valuta, poiché la recente debolezza offre un punto di ingresso interessante. Come team, prestiamo sempre più attenzione ai rischi e alle opportunità connessi alle questioni ambientali e ai rischi di transizione. Riteniamo che i green bond rappresentino per i governi un buon modo di finanziare le iniziative legate al cambiamento climatico e, di conseguenza, abbiamo incoraggiato l’Ungheria ad avviare un programma di green bond, a cui potremmo partecipare al momento dell’emissione. La Romania è stata meno veloce nell’adottare misure simili, ma anche in questo caso abbiamo spinto il governo a riconoscere l’esistenza di una domanda per questi strumenti. La reazione è stata incoraggiante, con lo sviluppo di una struttura di green bond che dovrebbe contribuire a migliorare le sue credenziali in tema di sostenibilità. Abbiamo una portata globale, con un approccio regionale basato a Londra, Singapore e New York, che ci offre prospettive locali in tutto l’universo dei mercati emergenti e che uniamo con i nostri punti di forza nell’analisi macroeconomica e nella strategia globale. (abstract)

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Clough Global Dividend and Income Fund Announces Preliminary Results of Rights Offering

Posted by fidest press agency su martedì, 27 agosto 2019

Clough Global Dividend and Income Fund (the “Fund”) is pleased to announce the successful completion of its rights offering, and the preliminary results thereof. The Fund anticipates that it will issue a total of 1,401,287 new common shares on or about August 30, 2019 as a result of the rights offering which closed on August 23, 2019 (the “Expiration Date”).The fund received subscriptions for more than 165% of the original offering. Accordingly, the shares issued as part of the over-subscription privilege of the rights offering will be allocated pro-rata among record date shareholders who over-subscribed based on the number of rights originally issued to them by the Fund.The foregoing numbers are estimates only. The Fund will announce the final results of the rights offering in a press release on or about August 30, 2019. The subscription price of $10.42 per share was established on the Expiration Date based upon a formula equal to 85% of the reported net asset value on the Expiration Date.

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Principal Real Estate Income Fund

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

The Principal Real Estate Income Fund (NYSE:PGZ) announces the sources of a distribution paid on May 31, 2019 of $0.11 per share to shareholders of record at the close of business on May 17, 2019, pursuant to the Fund’s managed distribution plan. This press release is issued as required by an exemptive order granted to the Fund by the U.S. Securities and Exchange Commission and includes the notice below sent to shareholders regarding the source of the distribution.
The following table sets forth the estimated amount of the sources of distribution for purposes of Section 19 of the Investment Company Act of 1940, as amended, and the related rules adopted thereunder. In accordance with generally accepted accounting principles (“GAAP”), the Fund estimates the following percentages, of the total distribution amount per share, attributable to (i) current and prior fiscal year net investment income, (ii) net realized short-term capital gain, (iii) net realized long-term capital gain and (iv) return of capital or other capital source as a percentage of the total distribution amount. These percentages are disclosed for the current distribution as well as the fiscal year-to-date cumulative distribution amount per share for the Fund.

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Lazard Global Total Return and Income Fund Declares Monthly Distribution

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

The Board of Directors of Lazard Global Total Return and Income Fund, Inc. (the “Fund”) (NYSE:LGI) has authorized the Fund to declare today, pursuant to a level distribution policy, a monthly distribution of $0.08879 per share on the Fund’s outstanding common stock. The distribution is payable on April 23, 2019 to shareholders of record on April 12, 2019. The ex-dividend date is April 11, 2019. Portfolio data as of February 28, 2019, including performance, asset allocation, top 10 holdings, sector weightings, regional exposure, and other Fund characteristics have been posted on Lazard Asset Management’s (“LAM”) website, http://www.LazardAssetManagement.com. Additionally, any notices required by Section 19(a) of the Investment Company Act of 1940, as amended, which provide information regarding the respective estimated amounts of each monthly distribution derived from net investment income, net realized capital gains (short- and long-term) and return of capital, will also be available on http://www.LazardAssetManagement.com. The Fund’s investment objective is total return, consisting of capital appreciation and current income. The Fund’s net assets are invested in a portfolio of approximately 60 to 80 US and non-US equity securities, including American Depository Receipts, generally of companies with market capitalizations greater than $2 billion, and may include investments in emerging markets. The Fund also invests in emerging market currencies (primarily by entry into forward currency contracts), or instruments whose value is derived from the performance of an underlying emerging market currency, and also may invest in debt obligations, including government, government agency and corporate obligations and structured notes denominated in emerging market currencies.

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Comcast Announces 3 Million Low-Income Americans Have Crossed the Digital Divide Through Its Internet Essentials Program

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2016

PhiladelphiaSkylin-B_KriG/3BL Media/ – According to a five-year progress report the company released today, Comcast’s acclaimed Internet Essentials program has helped connect 750,000 families, or 3 million low-income Americans, to low-cost, high-speed internet service at home. David L. Cohen, Senior Executive Vice President and Chief Diversity Officer of Comcast Corporation, made the announcement alongside six-time Olympic Medalist Jackie Joyner- Kersee, who was recently named the national spokesperson for Internet Essentials. The two kicked off a multi-city tour that, over the next six weeks, will stop in Chicago, Houston, San Francisco, Denver, and Philadelphia where the company will announce more than $2 million in grants to community-based organizations that provide vital digital literacy training and internet access.“In the last five years, we’ve learned that no single company or government program is ever going to fix the digital divide and that solving a big, difficult societal issue like this takes nothing short of a movement,” said Cohen. “We are so proud that thousands of community partners around the country have helped us make a meaningful dent in the digital divide. With the recent announcement of our expansion to HUD-assisted homes, we look forward to bringing this essential connection to even more families over the next five years. There is still more good work to do.” “I’ve dedicated my life to inspiring young people to have the confidence to succeed in both academics and athletics,” said Joyner-Kersee. “At my foundation’s community center in East St. Louis, I’ve seen first-hand the kids who grow up without internet service at home and the impact it has on their futures. I’m proud to represent Internet Essentials and help close the digital divide, so every child can have the chance to develop to their fullest potential and reach their dreams.”The progress report comes on the heels of a recent announcement by Comcast to expand the program’s eligibility to households receiving HUD-housing assistance, including public housing, Housing Choice Voucher, and Multifamily programs. In total, there are up to 2 million HUD-assisted homes in Comcast’s service area across the country, which, according to HUD, account for approximately 40 percent of all its households. The announcement means even more individuals, including seniors, veterans, and adults without children, are now eligible to apply to the program.The comprehensive Internet Essentials Five Year Progress Report, available online here, includes significant new milestones highlighting the program’s impact on the lives of its customers since its launch in 2011. In addition to the 3 million connections delivered since its inception, the report shows that Comcast has invested more than $300 million in cash and in- kind support to help fund digital literacy training and educational initiatives, reaching nearly 4.4 million people through national and local nonprofit community partners.The report goes on to note that, since the launch of the program, Comcast has distributed 54,000 subsidized computers and partnered with more than 9,000 community partners, including schools and school districts, community-based organizations, elected officials, and businesses who understand the importance of bringing the Internet home. (photo: digital divide)

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Investec Asset Management nomina Justin Simler

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2015

news-investecInvestec Asset Management ha nominato Justin Simler nel ruolo di Direttore Investimenti, per accrescere ulteriormente l’affermato team multi-asset globale. Simler porta con sé una vasta esperienza nella gestione di prodotti multi-asset. Si unirà alle competenze d’investimento multi-asset della società sotto la guida dei codirettori del team, Michael Spinks, Philip Saunders e John Stopford. Pensata su misura per i clienti istituzionali e per i consulenti, la gamma comprende soluzioni unconstrained multi-asset income e strategie total return, incluse le strategie Investec Diversified Growth e Emerging Market Multi-Asset che hanno l’obiettivo di realizzare i risultati di investimento più ricercati dagli investitori.Simler proviene da Schroder Investment Management, dove ha lavorato per dieci anni ricoprendo come ultimo incarico quello di Global head of Product Management for Multi-Asset, con la responsabilità di sviluppo della gamma prodotto, della sua distribuzione e della gestione delle esigenze della clientela per la divisione multi-asset.Michael Spinks, co-Head of Multi-Asset, ha commentato: “Siamo entusiasti dell’ingresso di Justin nel team, per il notevole impatto che apporta in termini di potenziale di crescita per il team e per il business.”Sarà sua responsabilità accrescere ulteriormente le competenze Multi Asset di Investec a livello globale e lavorare con i clienti per sviluppare soluzioni d’investimento personalizzate. Questo comprenderà anche l’espansione sia dal punto di vista dei canali di vendita sia della distribuzione geografica, in risposta all’elevata richiesta globale di soluzioni multi-asset di orientamento sia income che growth, concentrate sui mercati emergenti e a più ampio raggio. La gamma comprende una serie di soluzioni d’investimento multi-asset che soddisfano gli obiettivi d’investimento della clientela in un ambiente dove bassi tassi d’interesse, inflazione e insicurezza rendono sempre più importante la ricerca di crescita finanziaria, reddito e protezione del capitale.”Un numero crescente di clienti punta a risultati definiti in termini di rischio e di rendimento” ha aggiunto Michael Spinks. “Con oltre 20 anni di esperienza nell’investimento multi-asset all’interno del team, le nostre competenze d’investimento sono pienamente affermate e Justin Simler avrà un ruolo chiave nel supportare la crescita di questa divisione.”

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Markets to Move Ahead, Inflation to Fall and Unemployment to Rise in 2012

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 gennaio 2012

English: US President Barack Obama and British...

Image via Wikipedia

London. Both the FTSE 100 and Dow were expected to make modest gains by the end of 2012, according to a survey of 100 senior representatives of investment firms. The Euro was expected to deteriorate further compared to sterling, while the US dollar would increase in value. However, the majority interviewed thought that President Obama’s government had not done enough to stimulate the economy in the US. In respect of improving business and the economy in the UK, there were calls for tax cuts both for individuals and for businesses together with the elimination of stamp duty on share purchases. A number of respondents also demanded that the government did more to simplify rules for pensions, stopped changing pension rules and improved the level of understanding of investments, particularly those which were more tax efficient, e.g. ISA’s. Those interviewed were asked to predict the best FTSE companies for capital growth in 2012. Vodafone was the most popular choice in the FTSE 100, followed closely by Barclays and BT. Balfour Beatty and Centamin Egypt featured well from selections from the FTSE 250. A wide selection of funds were also selected. These included iShares FTSE 100 and Liontrust UK for capital growth and the Artemis and MG Optimal for income.

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The World Bank Supports Russia’s Government

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

Washington, The World Bank Board of Executive Directors today approved a US$ 25 million loan for the Financial Education and Financial Literacy Project for the Russian Federation. This innovative Project will assist the Russian Government in its continued efforts to improve the financial literacy of Russian citizens and their protection as financial consumers. Rather than higher income households and more sophisticated financial products and services, the target group for the Project is the public-at-large, with an emphasis on school and college students, future consumers of financial services, and potentially active low- and middle-income consumers of basic financial services. The Project will establish access to critical financial information presented in a simple manner and with extensive use of the modern technologies, and will help people in making informed decisions regarding personal finance and protecting their rights on the financial market place. The Project would be implemented by both the national and regional governments. The global financial crisis had triggered demand for better public information and services to consumers all around the world. The Russia initiative in spearheading a systemic approach to create capacity for financial education and financial consumer protection would offer valuable lessons, especially to developing countries.
Financial literacy is the ability to make informed decisions about the use and management of one’s financial resources. Financial education is a process to help financial consumers improve their understanding of financial products and concepts, and by obtaining information, instruction and/or objective advice, develop their skills and confidence to become more aware of financial risks and opportunities, make informed choices, know where to go for help, and take other effective actions to improve their financial well-being. Thereby, development and implementation of educational programs and public information campaigns, and the scaling up of on-going Government initiatives to foster financial literacy of the Russian citizens, at both national and regional levels, comprise the core of the Project.
The Project builds on extensive diagnostic work in Russia on consumer financial protection and a financial literacy survey, which in turn draw on comparative experience in OECD countries. It also builds on a solid track record of lending to the education sector in Russia. Nevertheless, as many of the activities are innovative, the Project design incorporates a phased approach with initial pilots, frequent surveys, and wider dissemination of the successful practices.
Total financing of the Project is US$ 113 million, of which the Government of the Russian Federation co-finances US$ 88 million from its own resources. The IBRD will provide a US$ 25 million flexible loan with an interest rate equal to 6 months Libor, plus variable spread, with final maturity of 14 years including a grace period of 5 years.

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Financial results of the first quarter of 2009

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Saudi Arabia, PRNewswire Al Rajhi Bank CEO, Mr. Abdullah Sulaiman Al Rajhi announced the financial results of the first quarter of 2009 where the Bank achieved SR 1,732 million in net profits compared to last year’s net profits which were at SR 1,424 representing an increase of 21.6%.Al Rajhi noted that the Bank continued developing its financial and investment resources where first quarter profits this year increased by 8.1% compared to the first quarter of 2008. Net income for investments in the first quarter reached SR 2,284 million compared to SR 2,030 during the same period last year representing an increase of 12.5%. Revenues for financial services during the same quarter reached SR 456 million and the total operational income jumped to SR 2,740 million compared to SR 2,485 during the same period last year representing an increase of 10.3%. Al Rajhi indicted that the Bank reinforced its financial position increasing shareholder rights to reach 26 billion compared to 24 billion last year, an increase of 6.6%. Total assets increased to SR 162 billion compared to SR 143 billion an increase of 13.4%. Customer deposits reached SR 120 billion compared to SR 101 billion an increase of 18.2%. The Bank achieved a return on assets of 4.2% while the return on shareholder rights reached 26.3%. Profits per share reached SR 1.15 compared to SR 1.07 last year. Al Rajhi Bank CEO attributed the increase in profits due to the diversification of the financing and investment portfolio especially for corporate customers which in return led to the increase in revenues by 12.5%during the first quarter.

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