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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘incontinenza’

Oltre 3 milioni di donne in Italia soffrono d’incontinenza urinaria

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Il disturbo colpisce soprattutto sopra i 60 anni ma non solo. Il 20% dei casi riguarda infatti le under 30 e ben il 40% donne di età compresa tra i 35 e i 50 anni. Il 61% non ne parla col medico, questo l’allarme dell’Associazione Italiana di Urologia Ginecologica e del Pavimento Pelvico (AIUG). “Siamo in prima linea per far comprendere che questo disturbo si può affrontare – sottolinea Gennaro Trezza, presidente dell’Associazione – è necessario superare l’imbarazzo e parlarne con uno specialista”. Diversi i fattori di rischio che possono contribuire all’insorgenza, fra i quali: stitichezza, obesità, infezioni ricorrenti delle vie urinarie, menopausa, fumo. Il parto per via naturale è un fattore che predispone la donna all’incontinenza da sforzo, in quanto la regione pelvica risulta molto stressata. Il ruolo dell’ostetrica nel prevenire o affrontare questo disturbo può essere determinante. Insegnare, informare e consigliare alle donne come allenare il pavimento pelvico possono fare la differenza. I ginecologi AIUG, riuniti a Napoli presso il castello Maschio Angioino, hanno discusso le novità in merito a riabilitazione, incontinenza urinaria femminile e prolasso utero vaginale. L’evento, organizzato in collaborazione con SCCL (Società Campano Calabro Lucana di Ginecologia e Ostetricia) era presieduto da Gennaro Trezza – Presidente Nazionale AIUG –, Mario Passaro – presidente SCCL -, Antonio Chiantera presidente onorario del convegno e Carlo Rappa e Giampaolo Mainini co-direttori del corso. L’incontro di avvicinamento alle patologie uroginecologiche “Basic Riab”, è stato incentrato sull’incontinenza urinaria da sforzo femminile con una particolare attenzione su prevenzione e terapie. Il corso destinato a medici, personale sanitario e ostetriche ha sottolineato l’importanza di una corretta formazione degli specialisti per creare figure preparate e abbattere i costi. L’evento ha visto anche la collaborazione con la “Casa di Cura Andrea Grimaldi” che tra le prestazioni di uroginecologia aggiunge la neuromodulazione sacrale, diventando il primo centro campano ad effettuarla. Il Gruppo Grimaldi inoltre sostiene PinkCare, una piattaforma di e-Health dedicata alle donne con lo scopo di aiutare e indirizzare loro nel percorso di prevenzione, benessere e cura. Durante la giornata l’Associazione ha illustrato i dati di un sondaggio svolto su oltre 2.000 Italiane, che evidenziano come sia sempre più importante avere delle figure di riferimento che le accompagnino lungo l’intero percorso, dal menarca fino al periodo post menopausa. “Vogliamo creare una rete territoriale di riferimento – conclude Trezza – in cui le donne vengano assistite da personale altamente formato. Bisogna fare prevenzione e portare alla luce questo disturbo di cui ancora troppo poco si parla”.

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Presentazione della ricerca “Incontinenza: la gestione dell’assistenza alla persona in Italia”

Posted by fidest press agency su sabato, 25 febbraio 2017

Ministero saluteRoma 2 marzo 2017, ore 9.00 Auditorium del Ministero della Salute, Lungotevere Ripa 1. La ricerca che sarà presentata nasce dalla collaborazione tra l’Advisory Board di Senior Italia FederAnziani e il CERGAS – Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale dell’Università Commerciale Luigi Bocconi.Contestualmente alla presentazione della ricerca si svolgerà il Conferimento dell’edizione 2017 del Premio “60 e più”, ideato e promosso da Senior Italia FederAnziani per attribuire un riconoscimento a quegli esponenti del mondo della medicina, della ricerca, delle Istituzioni, dell’associazionismo, dei media che si siano distinti per il contributo offerto al miglioramento della salute e della qualità della vita delle persone senior.

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Incontinenza idiopatica e neurologica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2016

Prostata urinary_bladderL’Incontinenza urinaria è tra le 5 patologie più costose e diffuse al mondo. In Italia ne soffre un numero compreso tra il 20 e il 30 per cento di tutte le donne e tra il 5 e il 10% degli uomini. Sono i numeri, con molti zeri, dell’Incontinenza urinaria, una patologia per la quale, nelle sue diverse forme, si prova vergogna e imbarazzo e per questo molto spesso chi ne soffre non va dal medico. Persino con la convinzione che, in particolare per le donne più avanti con gli anni, in fondo faccia parte degli “acciacchi” dovuti all’età. Insomma, un problema sanitario e sociale di enormi dimensioni che registra molto “sommerso” non diagnosticato e che invece potrebbe essere contrastato in modo significativo.
Ne sono convinte la Società Italiana di Urodinamica, la Fondazione SIU Urologia, l’Associazione italiana di Urologia ginecologica e del Pavimento pelvico e la Fondazione Italiana Continenza che il 26 settembre a Roma, nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Società italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria – SICS, hanno presentato le prospettive offerte dai nuovi modelli di assistenza sul territorio che, purtroppo molto lentamente, stanno realizzando alcune regioni italiane per utilizzare nuove soluzioni terapeutiche poste interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale
L’incontinenza, nel suo complesso, costa come l’artrite e più dell’influenza e dell’osteoporosi, ne soffrono migliaia di persone e può incidere anche molto pesantemente sulla qualità di vita, sociale e professionale, delle persone. Eppure, le istituzioni faticano ancora a riconoscerla come una patologia pesantemente invalidante
Per il mese di novembre è prevista la chiusura dei lavori del tavolo ministeriale sull’Incontinenza urinaria da cui è attesa l’elaborazione di un corposo documento indirizzato alle Regioni. Al centro del testo l’ipotesi di costituire in ogni regione italiana una rete assistenziale ad hoc sul modello del Piemonte. Il Piemonte è stata infatti la Prima Regione ad istituire sul territorio Centri dedicati all’incontinenza urinaria e la prima ad aver deliberato (la Regione Lazio, seconda e ultima, ha deliberato l’8 agosto scorso) l’istituzione di un percorso di presa in carico (PAC – Pacchetto ambulatoriale complesso) per l’incontinenza urinaria da urgenza e neurologica, con l’obiettivo di utilizzare da subito la recente opzione di rimborsabilità della terapia con tossina botulinica, già autorizzata per questa patologia, che si è dimostrata efficace per queste forme di incontinenza.“Il PAC” ha spiegato Andrea Tubaro, professore di Urologia alla Sapienza Università di Roma “prevede di accompagnare il paziente lungo un percorso organizzato e predefinito in tutte le fasi della diagnostica e della terapia, ma soprattutto ne riconosce i singoli e distinti costi di contorno”. La definizione e l’approvazione di un pacchetto ambulatoriale per la terapia con tossina botulinica serve quindi da un lato a garantire la presa in carico del paziente lungo tutto il percorso diagnostico e terapeutico, ma dall’altro a far sì che anche i conti, alla fine, tornino per garantire sostenibilità, qualità ed equità di accesso.
Al momento solo la Regione Piemonte nel maggio scorso e la regione Lazio in agosto, hanno definito questa tipologia di prestazione con cui il paziente, ha spiegato Mauro Cervigni, Segretario scientifico dell’AIUG e Responsabile Centro Medicina e Chirurgia Ricostruttiva Pelvica Femminile del Policlinico Gemelli di Roma “invece di assumere farmaci o indossare pannoloni, in caso di incontinenza da urgenza o neurologica, avrà un risultato risolutivo quasi immediato, in genere entro due, massimo tre settimane, e durevole per 6/12 mesi, ad un costo a carico del Servizio sanitario nazionale e non del paziente anche per tutti gli esami necessari prima del trattamento e nel successivo follow-up”.
In buona sostanza, ha quindi spiegato Roberto Carone, Direttore Neuro-Urologia Città della Salute di Torino e principale protagonista nel percorso di approvazione in Piemonte “se per i pazienti il vantaggio principale sarà quello di entrare in un percorso di presa in carico gratuito, completo di diagnosi e cura con tutti gli esami necessari, per i professionisti, medici e infermieri, il primo vantaggio è quello di operare in un percorso chiaro e ben delineato in cui l’equipe opera al meglio”.
“Per il 2016” ha sottolineato dal canto suo Antonio Carbone, Direttore UOC Urologia alla Sapienza Università di Roma “è stimata una spesa generale di circa 360 milioni di euro a carico del sistema sanitario italiano per la gestione della patologia dell’incontinenza, dove i costi per i presidi sanitari come i pannoloni hanno un peso considerevole. Anche la spesa per i pazienti è considerevole, specie per l’acquisto di quei farmaci per l’incontinenza urinaria da urgenza che sono a totale carico dell’utente e che corrisponde ad una media annua di circa 550 euro a persona. Poiché sono esclusi da questo calcolo tutti i costi indiretti e, soprattutto, i costi della filiera distributiva dei presidi e dei farmaci, in realtà la spesa è sicuramente maggiore. La costante ricerca di nuove opzioni terapeutiche come il trattamento con tossina botulinica, medicinale già autorizzato in Italia per il trattamento dell’incontinenza urinaria, ha pertanto l’obiettivo di migliorare da un lato la qualità di vita dei pazienti ma anche di contenere la spesa per il sistema sanitario e per l’utente stesso”.
“E’ possibile dunque migliorare i servizi, anche dal punto di vista dei costi, migliorando l’offerta sul territorio” ha chiosato Enrico Finazzi Agrò, Presidente della SIUD rinnovando l’appello delle Società scientifiche ad operare al più presto un’armonizzazione su tutto il territorio nazionale. “Al tavolo ministeriale peraltro” ha aggiunto “non pensiamo alla costruzione di nuove strutture ma alla riorganizzazione in rete di quelle esistenti, evitando dispersioni di tempo e soldi sia da parte del paziente sia da parte del sistema sanitario. Questo modello, al momento già previsto in Piemonte e prossimamente nel Lazio, crediamo sia la strada migliore per una razionalizzazione delle spese, dei servizi e per un miglioramento dell’efficienza e della risposta assistenziale ai bisogni di salute dei cittadini”.

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Incontinenza urinaria: nuovi modelli e terapie per una presa in carico globale

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2016

tumore vescicaRoma Lunedì 26 settembre 2016 Ore 15.00 – 16.30 Residenza di Ripetta Via di Ripetta, 231 conferenza stampa su Incontinenza urinaria, percorsi e trattamenti. L’Incontinenza urinaria è tra le 5 patologie più costose (e diffuse) al mondo. Ne soffre un numero compreso tra il 20 e il 30 per cento di tutte le donne italiane e tra il 5 e il 10% degli uomini. Sono i numeri, con molti zeri, dell’Incontinenza urinaria, una patologia per la quale, nelle sue diverse forme, si prova vergogna e imbarazzo e per questo molto spesso chi ne soffre non va dal medico. Al centro della Conferenza Stampa i nuovi possibili modelli di assistenza sul territorio e le ultime novità terapeutiche poste a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Parteciperanno:
Prof. Enrico Finazzi Agrò – Presidente SIUD, Società italiana di Urodinamica
Prof. Antonio Carbone – Direttore UOC Urologia, Università La Sapienza, Roma
Prof. Roberto Carone – Direttore Neuro-Urologia Città della Salute, Torino
Prof. Mauro Cervigni – Segretario scientifico AIUG, Società Italiana di Urologia Ginecologica
Prof. Andrea Tubaro – Direttore UOC Urologia Azienda ospedaliera Sant’Andrea, Roma

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Incontinenza: parlarne con il medico

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2015

tor vergataDal 22 al 28 giugno si terrà la settimana di informazione sull’incontinenza e il 28 giugno sarà la giornata di informazione sull’incontinenza. Dal congresso SIUD è emersa tanta disinformazione del problema “incontinenza” nei pazienti. Il primo passo è parlarne con il medico. “La cosa che colpisce di più è la disinformazione. Molti pazienti non si recano dal medico. Eppure potrebbero essere curati efficacemente!” dichiara il Prof. Enrico Finazzi Agrò, Professore Associato di Urologia presso l’Università di Roma Tor Vergata, responsabile della UOSD Urologia Funzionale del Policlinico Tor Vergata e Vice presidente della SIUD – Società Italiana di Urodinamica. “ Quando si va troppo spesso a urinare o si perde urina con sensazione di urgenza o dopo un colpo di tosse sono il primo campanello di allarme. La diagnosi ed il trattamento precoce, dalla riabilitazione ai farmaci, dalla tossina botulinica al pace-maker vescicale o alla chirurgia, consentono la risoluzione del problema” dichiara il Prof. Giulio Del Popolo, Direttore della Neuro-Urologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi e Presidente della SIUD – Società Italiana di Urodinamica.
In Italia cinque milioni di persone hanno un problema di continenza: il 60% coinvolge la popolazione femminile. Le donne hanno uno sfintere più debole di quello degli uomini, dunque è più facile che venga messo in crisi da eventi fisiologici, come la menopausa e il parto, o patologici, come un intervento chirurgico a carico dell’apparato genito-urinario.E con la Fic – Federazione Italiana Continenza – si è parlato di medicina di genere. Nell’uomo l’incontinenza da sforzo è spesso secondaria a chirurgia sulla prostata (soprattutto chirurgia radicale per tumore). Nella donna, contribuiscono alla genesi dell’incontinenza danni che possono verificarsi durante la gravidanza e soprattutto il parto. Spesso però l’incontinenza compare con la menopausa.Anche la vescica iperattiva è più frequente nelle donne. “Non bisogna avere vergona – dichiara Flavia Franconi – Assessore alle Politiche per la persona e Vice Presidente della Regione Basilicata ma anche farmacologa ed esperta in medicina di genere. “Oggi siamo davanti a un fattore sociale: le donne non confessano questo problema neanche al loro medico e lo fanno per vergogna. Bisogna parlarne altrimenti il problema rimane sconosciuto all’opinione pubblica e alle istituzioni ”.La gravidanza e il parto creano molti disturbi al pavimento pelvico. Si stima una donna ogni tre parti. E’ consigliato fare un controllo dopo 2 /3 mesi dal parto per valutare le eventuali disfunzioni. la SIUD ha creato uno strumento dall’approccio innovativo e utile a tutte le donne nei mesi seguenti al parto: la SIUD PPD CARD, la Carta delle Disfunzioni Pelviche dopo il Parto. Si tratta di un questionario, accessibile anche on line sul sito della SIUD- http://www.siud.it- , da compilare al momento della dimissione dal punto nascita e successivamente a 3, 6 e 12 mesi dal parto, Questo consentirà di avere un censimento che si propone di rilevare la presenza di problematiche in area pelvica e focalizzare eventuali interventi soprattutto di tipo preventivo e riabilitativo.In più, per prevenire i disturbi al pavimento pelvico, gli esperti della SIUD consigliano di effettuare sempre una ginnastica riabilitativa durante il corso pre parto perché gli studi dimostrano che le donne che fanno ginnastica hanno meno difficoltà post parto.Al Congresso SIUD è stato presentato anche una APP “UroNote” il primo diario minzionale per dispositivi mobili. Con questa applicazione ogni giorno il paziente potrà annotare l’ora di ogni minzione e la quantità di urina emessa o le perdite e mandare il report per email al proprio urologo. UroNote è disponibile per iPhone/iPad e per dispositivi Android.Anche le associazioni dei pazienti sono intervenute al Congresso SIUD. Denunciano “il nomenclatore è obsoleto e va modificato. Anche i nuovi Lea, che ancora devono entrare in vigore, vanno rivisti perché non sono inserite le prestazioni di riabilitazione quindi ai pazienti non è garantito questo diritto se non in forma privata”.
E come a tutti i congressi un focus è stato fatto sulle terapie. L’incontinenza urinaria può essere oggi trattata con successo, spesso attraverso la combinazione di più approcci. La terapia riabilitativa, quella farmacologica e quella chirurgica possono essere utilizzate (in sequenza o anche simultaneamente) per trattare le diverse forme di incontinenza.
Terapie di tipo riabilitativo. Si tratta di esercizi che tendono al rinforzo e al migliore utilizzo dei muscoli del pavimento pelvico. È considerata la prima forma di terapia in tutti i tipi di incontinenza urinaria.
Terapia farmacologica. Può utilizzare farmaci che bloccano l’iperattività detrusoriale (antimuscarinici, beta3-agonisti), che rinforzano l’azione sfinterica (Duloxetina) o terapie ormonali, di solito topiche. La tossina botulinica può essere utilizzata, con somministrazione diretta nella parete vescicale, in casi di iperattività detrusoriale resistenti alle terapie di primo livello. Questa è garantita dal Servizio Sanitario nazionale.
La terapia chirurgica. Lo scopo è quello di ripristinare un supporto per la vescica e l’uretra. Si utilizzano sempre più tecniche mini-invasive. In alcuni casi (nella donna) c’è necessità di correggere anche un associato prolasso degli organi pelvici.

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Prova bikini e incontinenza

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2013

“In presenza di un problema di aumentata frequenza nel fare pipì a volte può essere opportuno porre anche una particolare attenzione all’alimentazione – spiega la dottoressa Antonella Biroli, Fisiatra dell’Ospedale S. Giovanni Bosco di Torino – poiché ci sono cibi che, se consumati in eccesso, possono essere diuretici, mentre altri possono avere effetti irritativi sulla vescica. Il the, il caffè, l’alcool, alcuni succhi di frutta – come quello di pompelmo – possono avere un effetto diuretico e i cibi piccanti, le bevande gassate, gli alimenti acidi – come pomodori e agrumi – per alcune persone rappresentano fattori irritanti per le vie urinarie e quindi possono aumentare il senso di urgenza minzionale”.Per quanto riguarda invece l’assunzione di liquidi, se da una parte è vero che bere regolarmente può aiutare a regolarizzare l’intestino e limitare l’insorgenza di cistiti acute o calcoli urinari, dall’altra parte nella maggior parte dei casi non è necessario imporsi di superare un litro e mezzo di acqua al giorno in presenza di una dieta ricca di frutta e verdura. “Al contrario, le persone affette da urgenza minzionale, come nel caso di vescica iperattiva, possono avere effetti negativi da un eccessivo apporto di liqudi e aumentare la frequenza urinaria e l’urgenza. Quando si verifica un aumento di produzione di urina durante la notte (poliuria notturna), è opportuno bere meno nelle ore serali, naturalmente tenendo conto delle necessità del nostro corpo nei periodi più caldi, legate alla sudorazione”, consiglia Biroli.
Naturalmente è importante tenere conto anche degli effetti dell’alimentazione sul peso. Antonella Biroli aggiunge: “L’obesità è un fattore negativo sia per l’incontinenza sia per il prolasso genitale, in quanto il peso influisce sul sostegno degli organi pelvici (statica pelvica) e favorisce l’aumento della pressione endoaddominale con effetti negativi anche sulla continenza urinaria. Molti studi hanno dimostrato come una perdita di peso del 5-10% favorisca un miglioramento dell’incontinenza”.Anche una regolare funzione intestinale può condizionare il comportamento della vescica per diversi aspetti. Ogni donna dovrebbe privilegiare una dieta ricca di fibre(frutta, verdura), che con il giusto apporto di liquidi aiuta a mantenere un transito intestinale regolare.In riva al mare meglio evitare di fumare, anche se questo fattore non rappresenta una causa diretta di incontinenza. “La tosse persistente provocata dal fumo stesso è un elemento negativo per la continenza: l’aumento di pressione che la tosse determina all’interno dell’addome favorisce, infatti, le fughe urinarie da sforzo”,commenta la fisiatra. E aggiunge: “Per ‘mantenersi in forma’ in vista dell’estate molte donne frequentano palestre o fanno esercizi domiciliari. Dovrebbero però evitare esercizi che comportino una contrazione dei muscoli addominali non controbilanciata da una simultanea contrazione dei muscoli del pavimento pelvico. In genere quest’ultima non viene appresa ed esercitata volontariamente, quindi la sola attivazione dei muscoli addominali comporta un contemporaneo sovraccarico dei muscoli pelvici. Al contrario, è utile praticare un’attività fisica regolare di intensit&agrav e; lieve/moderata, come ad esempio camminare. Il nuoto o la ginnastica in acqua sono benefici, soprattutto in caso di sovrappeso, in quanto consentono di allenare la muscolatura in assenza di gravità e con meno traumi, sia articolari che pelvici”.In vacanza meglio porre attenzione anche all’utilizzo di alcuni farmaci, che tendono a far peggiorare l’incontinenza: naturalmente i diuretici, i tranquillanti assunti per combattere l’insonnia – perché rendono meno sensibili al riempimento vescicale durante il sonno -, alcuni antdepressivi e anti-ipertensivi.È importante ricordare che in presenza di incontinenza urinaria può essere utile in moltissimi casi la riabilitazione del pavimento pelvico; per alcuni tipi di incontinenza ci sono terapie farmacologiche efficaci. Infine in caso di inefficacia di terapie conservative la chirurgia nel corso del tempo si è evoluta proponendo interventi sempre meno invasivi e sempre più efficaci. “Se il problema viene affrontato per tempo, nella quasi totalità dei casi sono possibili miglioramenti estremamente significativi e anche la completa guarigione per arrivare più sereni e in forma all’estate, pronti per partire per le vacanze”, conclude Biroli.

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Ipertrofia prostatica benigna, meglio la chirurgia

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2010

La chirurgia dell’ipertrofia prostatica benigna (Ipb) si rivela più efficace contro l’incontinenza e nell’alleviare i sintomi dell’ostruzione urinaria rispetto al trattamento farmacologico. Questo è quanto si evince dai risultati di uno studio di comunità condotto da Amy Krambeck e collaboratori della Mayo clinic di Rochester (Stati uniti). L’indagine, presentata in occasione del meeting annuale dell’American urological association, svoltosi a San Francisco, è stata svolta su 2.184 uomini di età compresa tra 40 e 79 anni affetti da ipertrofia prostatica, seguiti per 17 anni. I partecipanti hanno compilato annualmente un apposito questionario sui sintomi urinari e sulla gravità dell’incontinenza prima e dopo aver ricevuto i differenti tipi di trattamento. La maggior parte dei pazienti non ha seguito alcuna terapia (72%), alcuni sono stati trattati con gli antagonisti dei recettori alfa-adrenergici (14%), altri con gli inibitori della 5-alfa-reduttasi (9%) mentre l’1% e il 4% sono stati rispettivamente avviati a chirurgia laser e a resezione transuretrale della prostata (Turp). Si è visto che i pazienti sottoposti a Turp hanno beneficiato di una maggiore riduzione dei sintomi e dell’incontinenza rispetto ai soggetti sottoposti a tutti gli altri tipi di trattamento. «Solo il gruppo Turp ha riportato un decremento dell’incontinenza» aggiunge Amy Krambeck. «Si è passati da un tasso di incontinenza pre-Turp pari al 64,5% al 41,9% dopo l’intervento». Il positivo effetto della Turp sull’incontinenza raggiunge la significatività quando viene confrontato con l’incremento del sintomo registrato nei pazienti in trattamento farmacologico e con la mancata riduzione del disturbo osservata dopo vaporizzazione laser.

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Incontinenza urinaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 maggio 2010

Per la terapia chirurgica dell’incontinenza urinaria femminile da stress, le bendarelle retropubiche mediouretrali (Rt) senza tensione (tension-free midurethral tapes) dovrebbero rappresentare la prima opzione, ma in futuro quelle transotturatorie (Tot) verranno utilizzate sempre di più. È quanto emerge da una revisione sistematica con metanalisi di dati comparativi circa il ricorso alle tecniche più diffuse quali colposospensione di Burch, fionde (sling) pubovaginali, Rt e Tot, effettuata da Giacomo Novara, della Clinica urologica dell’Università di Padova, e collaboratori. Utilizzando Medline, Embase, Scopus, i database Web of Science e il Cochrane Database of Systematic Reviews, sono stati selezionati 39 trial randomizzati controllati, da includere nell’analisi. È emerso che le donne trattate con RT presentano tassi di cura complessiva (Or: 0,61) e obiettiva (Or: 0,38) – valutati con il test della tosse – significativamente più alti di quelle sottoposte a colposospensione o ad applicazione di sling. D’altra parte, con Rt è superiore il rischio di perforazione della vescica (Or: 4,94). Le pazienti trattate con Rt e sling pubovaginali presentano simili tassi di cura. Tuttavia, nel secondo caso c’è una probabilità leggermente superiore di sperimentare sintomi da riempimento delle basse vie urinarie (Or: 0,31) e di avere una maggiore frequenza di reintervento (Or: 0,31). Nelle donne in cui si è impiegato il Rt si registrano tassi di cura obiettiva un poco più alti (Or: 0,8) rispetto all’impiego del Tot; i tassi di cura soggettiva comunque sono simili e le pazienti trattate con Tot hanno avuto un rischio molto inferiore di perforazioni vescicali e vaginali (Or: 2,5), ematoma (Or: 2,62) e sintomi da riempimento del tratto urinario inferiore (Or: 1,35). L’eterogeneità delle misure di outcome e la breve durata dei follow-up, fanno notare gli autori della revisione, limitano la solidità dei riscontri.Eur Urol, 2010 Apr 23. [Epub ahead of print] (fonte doctor news)

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Nuova cura per l’incontinenza

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2010

(Centro Maderna) Tra i problemi che maggiormente toccano gli over-60 anche in salute, uno dei più sentiti è quello dell’incontinenza fecale, di cui poco si parla per imbarazzo, ma che colpisce quasi il 50% degli anziani in case di cura o in residenze assistite (soprattutto donne) ed è spesso causa di paure, imbarazzo ed isolamento. La Spagna, che sta diventando un vero e proprio pioniere nella ricerca di nuove cure, sta sperimentando un nuovo trattamento per questo disagevole disturbo. Alla fine dello scorso anno infatti, il reparto di Coloproctologia dell’Ospedale Juan Ramón Jiménez di Huelva, ha  portato a termine uno studio durato due anni e finanziato dal Ministero della Salute, che ha dimostrato l’efficacia di una cura minimamente invasiva che consiste nell’elettrostimolazione di un nervo della caviglia tramite l’utilizzo di un ago simile a quelli utilizzati per l’agopuntura. In questo modo si invia un piccola scarica elettrica lungo il nervo che corre lungo la tibia, il quale, in questo modo, libera una serie di sostanze che aiutano a controllare lo sfintere e ad avere una normale continenza. La cura, che non richiede alcun tipo di anestesia né il ricovero ospedaliero, è stata applicata con successo già a 30 pazienti.(AARP – Global Network)

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