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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘incremento’

UNC: auto blu salgono da 3.068 a 3.366, +9,71%

Posted by fidest press agency su domenica, 5 Mag 2019

Secondo i risultati del censimento sul 2018 realizzato dal ministero della P.a, sono 33.527 le vetture a disposizione delle amministrazioni pubbliche, ma quelle blu, ossia quelle con conducente, sono 3.366, il 10,04% dell’intero parco.”Purtroppo salgono le auto blu, che passano dalle 3.068 del 2017 a 3.366 del 2018, 298 auto in più, con un rialzo del 9,71 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Certo, l’incremento dipende anche dal numero maggiore di enti monitorati, ma non si può comunque sostenere che vi sia stata la famosa spending review. Sul totale delle auto, infatti, la percentuale di quelle blu sul totale scende solo dal 10,5% del 2017 al 10,04% del 2018, decisamente troppo poco” conclude Dona.Le auto censite nel 2017 erano 29.195.

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Roma: sempre più digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

È quanto emerge dalle rilevazioni periodiche effettuate dal Dipartimento Trasformazione Digitale di Roma Capitale in cui sono evidenziati i numeri della digitalizzazione relativi all’amministrazione. I visitatori unici del portale istituzionale, che nel 2018 sono stati oltre 14 milioni, nel primo bimestre 2019 hanno visto un incremento del 4% della media giornaliera. Tra gennaio e febbraio del 2019 i download dal database “Deliberazioni e atti” del sito hanno raggiunto il numero di 120mila con un incremento di oltre il 30% rispetto agli ultimi due mesi dell’anno precedente. La percentuale di certificati emessi online sul totale di quelli che si possono ottenere tramite il sito istituzionale sale dal 51,8% del 2017 al 58,6% del 2018 al 66,7% dei primi due mesi del 2019. In particolare, sono stati quasi 588mila i certificati emessi online nel 2018, con quasi 80mila certificati in meno emessi allo sportello rispetto al 2017.Sono oltre 360mila gli utenti registrati al DigitWiFi di Roma Capitale e, anche a gennaio 2019, si consolida a 17mila il numero medio di accessi effettuati per mese.Sempre più servizi di Roma Capitale utilizzano la piattaforma nazionale dei pagamenti PagoPA. A gennaio 2019 il valore dei pagamenti transitati attraverso il nodo PagoPA è stato infatti di 25.844.559 euro, superando il 94% del totale delle entrate del mese, contro una percentuale 2018 del 92%.“Lo sviluppo e il miglioramento dei servizi digitali per cittadini e imprese rappresentano obiettivi di mandato prioritari. I dati evidenziati confermano l’impegno costante dell’amministrazione sul fronte della trasformazione digitale. Si tratta di risultati riconosciuti anche dalla recente indagine FPA-Dedagroup sulla maturità digitale dei comuni capoluogo nella quale, sulle tre dimensioni di Digital Services, Digital PA e Digital Openness, Roma Capitale risulta tra le città più virtuose” – commenta l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano.

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Legge bilancio: La VII Commissione della Camera dice sì all’emendamento M5S che incrementa forse di soli mille posti il tempo prolungato alla primaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Per il giovane sindacato ne servirebbero altri 80 mila: la metà per il tempo pieno e gli altri per ritornare alla riforma ante Gelmini su insegnamento per moduli, con il docente specialista in lingua inglese, a cui aggiungere i maestri specializzati in educazione motoria. Non serve annunciare bei disegni di legge sui social se poi ci si infrange contro i paletti della legge di stabilità. Si creano aspettative inutili per famiglie, docenti e Ata, salvo poi scontrarsi con delusioni più cocenti. Basterebbe approvare gli emendamenti suggeriti da Anief e correlati dalle dovute copertura finanziarie, peraltro, in alcuni casi riprese proprio dalle proposte di legge già presentate. Mille posti in più per il tempo pieno sono pioggia nel deserto. Ora, con l’aumento proposto nella manovra dal primo partito di Governo, non basterebbero 20 anni per allargare il tempo pieno in tutti gli istituti primari d’Italia. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): dopo tanti annunci sul tempo pieno al Sud, rispetto ai 40 mila posti da attivare, pensarne soltanto, forse, mille significa non risolvere il problema degli organici, né dei gap dei numeri che penalizzano il Meridione su livelli di apprendimento, tasso di disoccupazione e abbandono scolastico, che in certe zone raggiunge quasi il 50%, vero preludio al triste e inarrestabile fenomeno dei Neet.

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Pensioni: Gestione Dipendenti Pubblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

inpsLe pensioni della Gestione Dipendenti Pubblici in vigore al 1° gennaio di quest’anno sono 2.843.256 per un importo complessivo annuo di 67.577,3 milioni di euro e un importo medio mensile pari a 1.828,27 euro. Rispetto all’anno precedente, si registra un incremento dello 0,8% nel numero delle pensioni (erano 2.819.751 nel 2016) e degli importi annui in pagamento ad inizio anno, cresciuti dell’1,9% rispetto ai 66.309,8 milioni del 2016.
Dall’analisi delle ripartizioni per singola Cassa emerge che il 59,2% dei trattamenti pensionistici (1.682.284) è erogato dalla Cassa Trattamenti Pensionistici dipendenti Statali (CTPS), seguita dalla Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali (CPDEL) con il 37,6% (1.070.414), mentre le altre casse si dividono il rimanente 3,2% del totale.Nel corso del 2016 sono state liquidate complessivamente 114.833 pensioni, con un decremento del 4,1% rispetto all’anno precedente (119.778), per un importo complessivo di 3.013 milioni di euro e importi medi mensili pari a 2.018,33 euro (in aumento dell’1,1% rispetto al 2015, quando l’importo medio mensile era pari a 1.997,45 euro).
Le pensioni a carico della Gestione ex Enpals in vigore al 1° gennaio 2017 sono 57.008, di cui 54.750 (il 96% del totale) a carico della gestione dei lavoratori dello spettacolo e 2.258 (il 4%) a carico del fondo degli sportivi professionisti, per un importo complessivo annuo pari a 924 milioni di euro, di cui il 94% (868,6 milioni) erogato dalla gestione lavoratori dello spettacolo e il 6% (55,4 milioni) dal fondo sportivi professionisti.
Rispetto all’anno precedente, si osserva nel complesso un decremento del numero delle pensioni e degli importi annui in pagamento ad inizio anno, con però una netta differenziazione per gestione. Infatti, mentre per i lavoratori dello spettacolo il numero delle prestazioni e l’importo complessivo annuo sono diminuiti rispettivamente dell’1,3% e dello 0,9%, per gli sportivi professionisti l’andamento è opposto, con un incremento del 5,4% del numero di pensioni e del 7,2% dell’importo complessivo annuo in pagamento.

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L’Università Europea di Roma è prima per l’incremento degli immatricolati tra tutti gli atenei italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 17 giugno 2017

università europeaIn un’inchiesta pubblicata su “La Repubblica” il 12 giugno 2017 l’Università Europea di Roma è prima per l’incremento di immatricolati tra tutti gli atenei statali e non statali italiani.Si tratta di un risultato significativo per una giovane università che ha come obiettivo la formazione integrale degli studenti, dal punto di vista culturale, professionale ed umano. Un riconoscimento importante per l’impegno di tutta la comunità accademica, unita nello sforzo di donare un futuro alle nuove generazioni di giovani che intraprendono gli studi universitari.Nei giorni scorsi, rivolgendosi agli studenti nella Cerimonia di conferimento delle lauree, il Rettore Padre Pedro Barrajón LC ha sottolineato il valore della formazione umana nel percorso di studio dell’Università Europea di Roma.“Vogliamo preparare professionisti nei diversi ambiti del sapere”, ha ricordato il Rettore. “Ma anche formare persone che sappiano rispondere alla propria vocazione e che siano consapevoli della propria dignità”.Il Rettore ha invitato i giovani a guardare al futuro “non con paura, ma come un’opportunità di creare cose nuove, di inventare, di guardare in modo nuovo la realtà”.“Il generoso è quello che impara a donare”, ha ricordato il Rettore agli studenti. “E innanzitutto impara a donare sé stesso, che è la cosa più difficile e più bella. Donare in primo luogo i propri talenti: quei doni di intelligenza, volontà, carattere, emotività, affettività, relazionalità che ognuno ha. Sono vostri, ma sono anche di tutti. Sono degli altri. Non vogliate tenere quei doni solo per voi. Aprite gli occhi e fateli aprire verso grandi orizzonti. Gli orizzonti del mondo sono sempre grandi. La vita si ha quando la si dona. E la si dona quando si è capaci di guardare oltre sé stessi per incontrare i bisogni di altre persone che stanno intorno a noi”.“Noi non siamo responsabili soltanto della nostra vita ma di quella degli altri, perché siamo tutti uniti nella comune esistenza e nella dignità umana”, ha concluso il Rettore. L’Università Europea di Roma offre corsi di laurea in Economia, Giurisprudenza, Psicologia e Scienze della Formazione Primaria.La novità del prossimo anno accademico è la Laurea Triennale in Turismo e valorizzazione del territorio, con percorso specifico per formare futuri laureati nel mondo del turismo e dell’agri-business. Fornisce competenze tecnico-professionali nei campi della gestione e dell’organizzazione dei servizi turistici, del marketing e della comunicazione digitale mediante adeguati strumenti per poter operare sia nell’ambito del turismo culturale e religioso, sia in quello del turismo sostenibile nel territorio e dell’agriturismo. (foto: univesità europea)

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Eurostat: Italia record incremento per spese casa

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2016

eurostat_logoSecondo i dati resi noti oggi dall’Eurostat, in Italia, dal 2005 al 2015, la spesa delle famiglie per la casa ed i consumi legati all’abitazione (acqua, elettricità e gas) ha registrato il sesto maggior incremento di spesa dell’Unione Europea.
Per questa voce di spesa, infatti, le famiglie italiane sono passate dal 20,5% della spesa totale familiare al 23,8% del 2015, +3,3 punti percentuali. Si tratta dell’incremento più consistente dopo Spagna (+5,6), Irlanda (+5), Portogallo (+4,5), Olanda (+3,8) e Finlandia (+3,6), ben superiore alla media Ue (+1,9) o all’Area Euro (+2,3).
“Il fatto che, in valore assoluto, la spesa italiana, con il 23,8%, sia leggermente sotto rispetto alla media Ue (24,4%) o dell’Eurozona (24,1), è scontato e ovvio, considerato che siamo uno dei paesi più a Sud dell’Europa, e, quindi, la spesa per l’energia, sia per il riscaldamento che per la luce, sono necessariamente più basse, nonostante il maggior peso del Fisco. Quello che, però, evidenzia di grave oggi l’Eurostat, è che in questi anni gli italiani hanno avuto sempre maggiori spese obbligate e questo ha mandato in tilt i bilanci delle famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Raddoppia in 5 anni l’eCommerce italiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Mag 2016

ecommerceContinua la crescita a doppia cifra dell’eCommerce in Italia: il valore degli acquisti online degli italiani raggiungerà nel 2016 i 19,3 miliardi di euro con un incremento del 17% rispetto al 2015, pari a oltre 2,7 miliardi di euro.
Le previsioni per il 2016 rivelano una crescita dei settori che hanno trainato l’eCommerce fino ad oggi: il Turismo (+11%), l’Informatica ed elettronica (+22%) e l’Abbigliamento (+25%), ma anche l’Editoria (+16%). Vanno molto bene anche i settori simbolo del Made in Italy che, pur considerati ancora emergenti per la vendita online, stanno registrando le crescite più alte: il Food&Grocery otterrà un incremento del 29% e supererà di poco quota 530 milioni di € mentre l’Arredamento&Home living crescerà del 39% sfiorando i 570 milioni di €. La penetrazione dell’eCommerce nel 2016 raggiungerà il 5% delle vendite retail. Lo scontrino medio vale 75€ per l’acquisto di prodotti, per un totale di 115 milioni di ordini, e di 253€ nei servizi, per 45 milioni di ordini.Questi sono solo alcuni dei dati salienti presentati dall’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano nel corso della XI edizione del Netcomm eCommerce Forum, alla presenza di oltre 6.000 invitati, tra aziende, professionisti e giornalisti. Un record che mostra come il comparto sia divenuto nel tempo una scelta obbligata e un canale necessario e cruciale per le imprese che vogliano fare business sia nel nostro Paese sia su scala globale.”I grandi numeri raccontano che gli italiani che acquistano online sono 18,8 milioni. Rapportata alla popolazione Internet in grado di fare acquisti, ovvero 30,8 milioni di individui, la cifra indica che l’eCommerce vanta una penetrazione del 61%, in crescita rispetto agli scorsi anni se consideriamo che fino a due anni fa eravamo ancora sotto il 50%”, commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “Non c’è niente in Italia che cresca come il commercio elettronico a +17%, così da superare, nelle stime che presentiamo oggi, quota 19 miliardi di euro. In Italia esiste, però, un paradosso perché nel Paese esistono tutte le condizioni potenziali perché quei 19 miliardi raddoppino diventando 40 miliardi. Mentre gli eShopper italiani sono raddoppiati, passando da 9 a oltre 18 milioni, le imprese non si sono digitalizzate con lo stesso ritmo. In Italia sono state censite appena 40mila imprese che vendono online, contro le 800mila a livello europeo di cui 200mila solo in Francia: 5 volte le nostre. In questo modo le aziende italiane non solo perdono quote di mercato sugli acquirenti italiani, ma rischiano di perdere fatturati anche da eShopper esteri. Il mio monito, quindi, oggi dall’eCommerce Forum va alle aziende italiane: che serva a spronarle a essere sempre più presenti online e a capire come il “fare eCommerce” sia davvero vitale per la loro sopravvivenza, soprattutto laddove la forza del brand Made in Italy è più rilevante, come nei settori moda, arredamento e alimentare.”
La crescita dell’eCommerce è trainata, nel Turismo, dall’acquisto di biglietti per i trasporti, soprattutto ferroviari, e dalla prenotazione di alloggi, non solo hotel ma anche affitti temporanei gestiti dai principali operatori della “sharing economy”. Nell’Informatica ed elettronica, l’apporto arriva principalmente dagli acquisti di smartphone e tv, a seguire si trovano gli elettrodomestici bianchi e gli accessori (questi ultimi acquistati principalmente dai “big” del settore). Nell’Abbigliamento continuano a essere determinanti gli acquisti high fashion, con un contributo crescente di abbigliamento sportivo e mass market. Nell’Editoria, la crescita è trainata dai libri, in particolare si prevede anche nel 2016 una crescita proveniente dai testi scolastici.”Il mercato eCommerce B2c resta ancora legato prevalentemente ai servizi, che valgono il 55% dell’acquistato online da consumatori italiani. Tuttavia l’acquisto online di prodotti cresce a un tasso più elevato (+27%) rispetto all’acquisto di servizi (+10%) e così il paniere italiano si sta conformando a quello rilevato nei principali mercati occidentali. Se continua a crescere con questi tassi, l’eCommerce B2c varrà entro 3 anni il 10% del totale degli acquisti retail.” afferma Alessandro Perego, Direttore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.
“Nel 2016 possiamo considerare come settori fondamentali anche il Food&Grocery, l’Arredamento e Home design che insieme valgono più di un miliardo di euro. Gli acquirenti italiani acquistano sempre più online anche quelle categorie merceologiche, come alimentari o oggetti d’arredamento, fino a qualche tempo fa considerate residuali sul web”.Nell’ambito dei servizi, il Turismo, con 8.525 milioni di euro, contribuisce per il 44% del mercato eCommerce B2c italiano, le Assicurazioni, con 1.294 milioni di euro, il 7% e gli altri servizi (Ticketing per eventi, Ricariche telefoniche, ecc.), con 836 milioni di euro, il 5,5%.
Tra i comparti di prodotto spiccano invece l’Informatica ed elettronica, che, con 2.789 milioni, vale il 14% del mercato e l’Abbigliamento che, con 1.835 milioni di euro, pesa per il 9%. Troviamo poi l’Editoria (4% del mercato, pari a 691 milioni di euro). Crescono il Food&Grocery (3% del mercato, pari a 531 milioni di euro), l’Arredamento & home living (3% del mercato, pari a 566 milioni di euro) ed anche la categoria degli Altri prodotti (16%, pari a 2,214 milioni) che comprende Beauty, Giocattoli, fai da te e i prodotti del “bazar” di marketplace stranieri. (grafico: ecommerce)

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Versace: incremento ricavi consolidati

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2016

donatella versacedonatella versace2donatella versace1Gianni Versace S.p.A. annuncia che i ricavi consolidati del 2015 hanno registrato un incremento del 17,5% (8,6% a cambi costanti) raggiungendo i 645 milioni di euro, mentre l’EBITDA è cresciuto del 19,9% attestandosi a 81 milioni di euro. Le vendite retail sono aumentate del 28,9%, raggiungendo i 400,7 milioni di euro, mentre il canale wholesale si è mantenuto costante registrando 194,9 milioni di euro contro i 195,7 milioni di euro del precedente anno. Le royalties si sono attestate a 49,4 milioni di euro con un aumento del 17% mentre l’e-commerce ha registrato una crescita del 31,2%. Versace ha dimostrato una forte crescita in tutti i mercati. I ricavi in Europa hanno registrato un incremento del 33% (30,3% a cambi costanti), del 36,6% in China (16,4% a cambi costanti) del 26,7% in Asia (8,1% a cambi costanti) e del 27% in Nord America (6,5% a cambi costanti). La crescita del marchio è stata alimentata da Versace prima linea che ha registrato un incremento del 23,6%, con una performance particolarmente positiva degli accessori uomo e donna che hanno rappresentato il 50,0% delle vendite retail.
Versus Versace ha più che raddoppiato il proprio fatturato retail anno su anno mentre i ricavi wholesale sono cresciuti del 21,4%.
Tutte le licenze hanno registrato una crescita a doppia cifra trainata dalle fragranze, dall’interior design e dall’eyewear. L’amministratore delegato Gian Giacomo Ferraris ha commentato: “Versace ha registrato un ottimo 2015, dimostrandosi resiliente malgrado il difficile contesto dei mercati internazionali del settore del lusso. Sotto la direzione artistica di Donatella Versace, il brand vanta una posizione di prestigio nel mercato del lusso grazie agli alti standard di qualità del prodotto e alla capacità di attrazione delle nuove generazioni. Con la sua inesauribile energia creativa e la sua leadership Donatella Versace, supportata da un team creativo di prim’ordine, continua ad essere il motore del nostro successo rafforzando il brand e l’importanza che ha per i luxury consumers di oggi. Guardando avanti, siamo cautamente ottimisti per il 2016 e continuiamo a prevedere una crescita dei ricavi nonostante le condizioni incerte nel primo trimestre dell’anno e l’aumento delle variabili su scala globale.
Abbiamo ancora notevoli opportunità di crescita nel lungo termine che perseguiremo in linea con le nostre strategie. Nel 2016 investiremo più di 50 milioni di euro in nuove aperture, nel rinnovamento delle nostre boutique – come i flagship sulla 5th Avenue di New York e in via Montenapoleone a Milano – e nel nostro business e-commerce.” (foto: donatella versace)

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Università di Parma, +23,7% immatricolati

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2015

Parma ateneoParma 4.086 matricole si sono iscritte a tutt’oggi all’Università di Parma. Sono 783 gli studenti in più, con un 23,7% di crescita rispetto allo scorso anno.Parlano chiaro i numeri delle immatricolazioni 2015-2016 all’Università di Parma, presentati questa mattina nella sede dell’Ateneo dal Rettore Loris Borghi, dalla Pro Rettrice per l’Area Didattica e Servizi agli studenti Maria Cristina Ossiprandi, dalla Delegata a Comunicazione interna, Marketing e Ranking Beatrice Luceri e dal Direttore generale dell’Ateneo Silvana Ablondi.Numeri molto più che incoraggianti, che testimoniano una decisa inversione di tendenza rispetto al recente passato.Innegabile, infatti, il pesante calo degli ultimi cinque anni: 1.866 immatricolati in meno dall’a.a. 2010-11 all’a.a. 2014-2015. Un calo determinato da molteplici fattori, tra i quali ha certo giocato un ruolo la generale situazione di crisi a livello nazionale.Altrettanto innegabile, però, l’inversione di tendenza avviata nel 2015-2016: 4.086 immatricolati complessivi (dati al 3 novembre) contro i 3.303 dell’anno accademico 2014-2015, con una crescita assoluta di 783 matricole che corrispondono appunto a un significativo +23,7%.In un solo anno è quindi stato recuperato il 41% della perdita dell’ultimo quinquennio.Tra i possibili fattori un’offerta formativa ampia, in parte rivista, numerosi nuovi servizi attivati per gli studenti, una potenziata attività di informazione e comunicazione on line rivolta alle future matricole. Anche la decisione di abolire il test d’ammissione (in quanto ormai riconosciuto come predittore non attendibile del futuro successo dello studente) per i corsi a numero programmato a livello locale ha influito, eliminando barriere burocratiche all’accesso.Nel 2015-2016 i tre ambiti che crescono di più in valore percentuale rispetto allo scorso anno accademico sono quello delle Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, che passa da 405 a 702 immatricolati (+73%), quello Economico, che passa da 367 a 613 (+67%), e quello Farmaceutico, che aumenta di 88 unità (da 189 a 277 immatricolati) facendo registrare un aumento del 47%.Nel complesso, dunque, numeri più che positivi, “frutto – ha sottolineato il Rettore – di un lavoro intenso e di una precisa strategia condotta dalla nuova governance dell’Ateneo”, che da un lato ha posto lo studente al centro della propria azione e dall’altro ha lavorato sull’offerta formativa.E per l’anno prossimo sono già previsti due nuovi corsi di laurea: “Linguaggi della Contemporaneità per le Industrie Creative” e “Food System: Management, Sustainability and Technologies”.All’ottima performance registrata nell’a.a. 2015-16 va aggiunto il dato del corso di laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche, attivato in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, che ha raccolto ad oggi 270 matricole e per il quale gli studenti iscritti “pesano” per l’Università di Parma, ai fini della ripartizione del fondo di finanziamento ordinario, per il 40%.È importante sottolineare che ad oggi non sono ancora disponibili i dati definitivi relativi ai corsi di laurea magistrale (+2), le cui iscrizioni, che d’abitudine si attestano su circa un migliaio di studenti, si chiudono nel marzo 2016. Quest’ultimo dato sarà reso pubblico quindi nella prossima primavera.

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Factoring: +6% nel primo semestre 2015

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2015

Banca europea per gli investimentiIl mercato del factoring ha mantenuto costante il proprio impegno di sostegno alle imprese anche nel 2015, accompagnando con una spinta positiva i primi segni di attenuazione della crisi finanziaria ed economica. Dopo un esercizio 2014 all’insegna della crescita dei volumi di crediti acquistati (177,5 miliardi di euro, +2,81% rispetto all’anno precedente), il primo semestre dell’anno in corso ha più che confermato l’andamento positivo con un’accelerazione della crescita: secondo le rilevazioni di Assifact, l’Associazione italiana per il factoring che riunisce gli operatori del settore, il turnover cumulativo al 30 giugno risulta infatti pari a 91,2 miliardi di euro, con un incremento del 6,12% rispetto allo stesso periodo del 2014. Per il primo semestre 2015 è positiva anche la variazione, sempre rispetto al 30 giugno 2014, dei crediti in essere (+2,85%) e degli anticipi e corrispettivi erogati alle imprese (+6,43%).
L’industria italiana del factoring esprime ottimismo anche in relazione all’andamento atteso per l’intero anno 2015, con una previsione media di crescita del settore positiva e pari, secondo l’ultima indagine svolta da Assifact presso gli operatori del settore nel mese di luglio 2015, a +3,51% in termini di turnover e +1,95% in termini di outstanding.La performance dell’industria italiana del factoring appare particolarmente significativa se confrontata con la variazione ancora negativa registrata dall’andamento dei prestiti del settore bancario alle imprese (-1,9% a fine maggio 2015).Il giro d’affari del factoring italiano vale quasi l’11% del Pil. In termini di volumi l’Italia rappresenta circa l’8% del mercato mondiale del factoring e quasi il 13% del mercato europeo. “Il settore – afferma il presidente di Assifact Rony Hamaui – è chiamato ad impegnarsi, come già avvenuto in passato in occasione di mutamenti di rilievo del contesto economico e finanziario di riferimento, nello sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni finanziarie adeguate alla domanda attuale e soprattutto potenziale, nella riduzione della distanza tra le attese delle imprese stesse e i comportamenti della pubblica amministrazione e del sistema bancario, nel supporto all’internazionalizzazione dell’economia italiana”.“Con l’obiettivo di attualizzare, semplificare e chiarire il contesto regolamentare di riferimento per l’attività di factoring e l’attività d’impresa – sottolinea Hamaui – l’Associazione svolge con continuità e rilevante impegno anche attività di monitoraggio dell’evoluzione normativa e di formulazione di proposte di revisione delle disposizioni. Grande attenzione è rivolta anche alla corretta ed omogenea applicazione da parte degli operatori del settore delle normative e delle buone pratiche del factoring. In questa direzione si muovono i lavori di approfondimento delle Commissioni tecniche, i servizi offerti agli associati e lo sviluppo di nuove iniziative di comunicazione e formazione”.Per agevolare l’attività e l’accesso al credito da parte delle imprese, l’industria italiana del factoring propone in particolare un’evoluzione della normativa sulla cessione dei crediti d’impresa (Legge 52/91) con riguardo al profilo della revocatoria, che consenta agli operatori di offrire il proprio supporto proprio alle imprese che presentano tensioni e difficoltà finanziarie. “Il superamento del rischio di incorrere nella revocatoria conseguente al fallimento del cedente nel periodo sospetto – osserva il Presidente di Assifact – è un intervento che il settore ritiene fondamentale e che conduce ad un avvicinamento della normativa italiana alle best practices adottate a livello europeo e internazionale. I vantaggi per le imprese sarebbero significativi e valutabili in termini di tempistica, quantità e costi del credito”.

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“Incremento della funzionalità visiva in soggetti con atrofia retinica sottoposti a trattamento con farmaci della Medicina Low Dose”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2015

occhio umanoQuesto è il titolo dello studio clinico osservazionale condotto dal Dr. Pietro Luchetti – in fase di pubblicazione sulla rivista scientifica “Minerva Oftalmologica” – che presenta in anteprima i risultati della sua importante ricerca clinica.Si tratta infatti di un lavoro di grande interesse, perché apre la strada per una possibile terapia per questa patologia: attualmente non esiste una soluzione terapeutica consolidata efficace per la cura delle forme atrofiche retiniche che costituiscono spesso lo stadio terminale di molte patologie retiniche.Nell’ambito della Medicina Low Dose sono disponibili numerose molecole, in varie formulazioni, in grado di essere potenzialmente utili per la terapia rigenerativa di queste forme patologiche. Scopo di questo studio – di cui sono stati osservati e valutati pazienti di età compresa fra i 18 ed i 70 anni, tutti presentanti una forma severa di atrofia retinica , centrale o periferica – è stato quello di valutare il miglioramento iniziale della condizione clinica dopo la terapia con farmaci assunti, per via iniettiva e sublinguale, in grado di favorire una fase rigenerativa delle cellule retiniche. L’analisi dei risultati ha quindi permesso di evidenziare la notevole significatività statistica degli incrementi di risposta ottenuta dopo il periodo di terapia. A oggi infatti i trattamenti con farmaci low dose costituiscono la più promettente strategia terapeutica per la rigenerazione retinica dopo atrofie retiniche.

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Bilancio Consorzio Agrario di Bologna

Posted by fidest press agency su sabato, 26 Mag 2012

Bologna. Il Consorzio Agrario di Bologna e Modena (CAIP) chiude in attivo la gestione corrente anche nel 2011, per il quarto anno consecutivo. L’utile di esercizio balza a 10,6 milioni di euro ed il margine operativo, al netto delle operazioni straordinarie, ammonta a 2,3 milioni. “Questo risultato, conseguito nel corso di una crisi economica, forse la peggiore del dopoguerra – commenta il presidente Gabriele Cristofori – dimostra che l’azienda ha consolidato in questi anni il suo equilibrio e riesce a superare anche dinamiche di mercato negative in situazioni economico finanziarie sfavorevoli”. “Anche il livello di indebitamento netto – aggiunge il direttore generale Angelo Barbieri, che da oltre un anno ricopre analogo incarico al CAP di Reggio Emilia – di 44 milioni su un consolidato di 366 è da considerarsi fisiologico, come confermato anche dalla società di revisione”.
 Ricavi della capogruppo Caip: 181,1 milioni di euro (159,8 nel 2010) +13,3%
 Valore della produzione aggregata: 366,6 milioni (362,1 nel 2010) +1,2%
I ricavi della capogruppo CAIP sono cresciuti di oltre 21 milioni grazie soprattutto all’aumento dei listini nel comparto dei cereali e proteici (valore 55 milioni), alla conferma dei brillanti risultati nel settore macchine (valore 26 milioni circa), alle positive dinamiche delle agroforniture (valore totale circa 87 milioni) in particolare concimi e sementi. In questo contesto il CAIP Bologna-Modena si conferma al primo posto in regione per giro d’affari ed al secondo posto nel sistema nazionale dei Consorzi Agrari, e leader di mercato nelle due province nei mezzi tecnici, nelle macchine e nello stoccaggio cereali con quote del 50% in provincia di Bologna e del 30% in quella di Modena”. Fra i dati salienti del bilancio la performance nei cereali e proteici dove Caip ha ritirato quasi 2,5 milioni di quintali contro i 2,3 del 2010 con incrementi del 15,4% per il grano tenero, del 17,7% per mais e sorgo.
Quanto alle società controllate e collegate, l’incremento di oltre 4 milioni del fatturato aggregato del Gruppo Caip (oltre 366 milioni) si collega all’aumento dei prezzi delle materie prime, in particolare carburanti e cereali. In forte aumento il risultato di Eurocap Petroli (87 milioni) e di SIS-Società Italiana Sementi (33,8 milioni).

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Rapporto Visa Europe

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

English: Visa logo

Image via Wikipedia

Il tasso di crescita della spesa per i consumi, dopo aver riportato un risultato più sostenuto nel trimestre precedente (2,1%), vede un rallentamento nel terzo trimestre 2011, attestandosi allo 0.5% anno su anno che corrisponde al tasso di crescita più basso registrato finora nell’anno e al più contenuto dal quarto trimestre 2010. Sebbene la spesa per i consumi in tutta l’area dell’Unione sia cresciuta per ben otto trimestri, 21 stati sui 27 che compongono l’UE hanno subito un deterioramento della spesa se i dati sono comparati alle rilevazioni del secondo trimestre 2011. Le maggiori economie dell’Unione Europea – Francia (-0,5%), Germania (+0,9%) e Regno Unito (+1,0%) – hanno riportato un decremento delle percentuali di crescita di spesa in contrasto con alcuni paesi dell’Europa Centrale e dell’Est, che invece hanno confermato un robusto trend di crescita dei livelli di spesa. Lituania e Lettonia riportano valori di crescita a due cifre con 15,4% e 13,2% rispettivamente. L’Estonia segue le prime due con il 9,9% di crescita dei consumi, mentre sia la Repubblica Ceca sia la Slovacchia registrano una crescita del 5,6%. Altrove la Spagna registra a sorpresa un incremento dei livelli di spesa anno su anno del 2,5%, mentre l’Italia riporta una lieve contrazione (-1,0%).

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Logitravel in continua crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Un trend di crescita confortante. Dopo i soddisfacenti dati del 2010, anche per il primo semestre del 2011, ilgruppo Logitravel – l’agenzia di viaggi online specializzata in crociere, pacchetti vacanze e hotel al mare – può contare su dei numeri di rilievo. Nel semestre gennaio-giugno 2011 il gruppo ha fatturato centoquaranta milioni di euro con un incremento netto del 53%. E l’Italia è tra le nazioni guida di questa crescita con una percentuale monstre: +135%. Per il resto, in Spagna e in Portogallo, dove il gruppo ha una sua posizione rilevante sul mercato, l’incremento è stato rispettivamente del 41 e del 23%. Un proficuo incremento, peraltro, si è registrato anche in Germania (+172%), mentre in Francia e in Brasile il 2011 ha segnato l’anno d’avvio delle attività con stime di margini operativi, da parte del gruppo, molto incoraggianti. Relativamente alle singole linee di mercato, ci sono da registrare incrementi su un po’ tutti i fronti. Nelle proposte legate agli hotel in città (+169%) e in quelle relative a strutture sul mare (45%), ad esempio. Ma anche nei voli (53%) e nei pacchetti vacanze (25%). Sale, infine, l’appeal delle crociere (12%) e quello legato alla montagna (da gennaio a marzo si è registrato un più 47%). Analizzando più nel dettaglio, invece, il segmento Italia, e sempre nel confronto col primo semestre del 2010, il prodotto col maggior incremento è quello legato agli hotel in città (+350%), seguito dagli alberghi sul mare (200%) e dai voli (180%). In ascesa anche i pacchetti vacanze (60%) e le crociere (30%).
Chi è Logitravel? E’ un’agenzia di viaggi online che offre una vasta selezione di prodotti turistici e i migliori prezzi di voli, hotel, crociere e pacchetti vacanze. Nata nel 2004, Logitravel si differenzia per specializzarsi in linee di negozio, con lo scopo di offrire un valore aggiunto al cliente. Attualmente Logitravel è presente in Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Brasile e Francia, paesi in cui, nel 2010, ha registrato un fatturato complessivo di circa 200 milioni di euro.

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I giganti asiatici guidano la domanda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

A livello globale, la domanda di energia subirà una crescita esponenziale tra il 2010 ed il 2030, particolarmente nei Paesi in via di sviluppo. Questo e’ dovuto principalmente all’espansione del ceto medio ed alla rapida urbanizzazione. Con l’aumento del potere di acquisto in queste regioni, si assisterà al conseguente incremento dell’utilizzo di apparecchi elettrici. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, (http://www.energy.frost.com), intitolata Annual Global Power Generation Forecasts 2011, rivela che la produzione di elettricità crescera’ ad un tasso di annuo composto di 2.7% fino al 2020, tasso che scendera’ all’1.8% durante i successivi 10 anni. Tale flessione sarà principalmente dovuta al rallentamento nello sviluppo dei mercati emergenti ed al crescente impatto delle misure di efficienza energetica imposte dai Governi a livello globale. Più in generale, nei prossimi 20 anni la fetta di mercato congiunta della domanda di elettricità da parte di Unione Europea, Nord America ed Asia Pacifico scendera’ dal 49.6% al 37.5%. La domanda più alta arriverà da parte di India e Cina, con un aumento della fetta di mercato combinata di questi due singoli Paesi dal 23.6% nel 2010 al 34.5% nel 2030. Si prevede, dunque, una forte crescita nell’utilizzo dell’energia rinnovabile, sia in ottemperanza degli accordi internazionali in tema di cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni di CO2, sia per supportare lo sviluppo di nuove opportunità. Sebbene tutte le fonti di combustibile – escluso il petrolio – vedranno una forte espansione, il carbone rimarrà in ogni caso la risorsa prevalente, contando ancora per quasi il 28% della capacità installata e per oltre il 34% della produzione energetica nel 2030.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, permette ai suoi clienti di accelerare la loro crescita e di raggiungere posizioni di rilievo in termini di progresso, innovazione e leadership di mercato. La Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre al Ceo e al suo team una ricerca accurata dei modelli “best practice” da seguire per guidarli nella creazione, nella valutazione e nell’attuazione di significative strategie di crescita. Frost & Sullivan vanta oltre 50 anni di esperienza come partner delle prime 1000 società a livello globale, aziende emergenti e investitori di più di 40 uffici in 6 continenti. Per far parte della nostra Growth Partnership, visita il nostro sitohttp://www.frost.com

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Gli acquisti verdi crescono

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Torino, 28 giugno alle 11,30, presso l’Environment Park in via Livorno 58, avrà luogo la sottoscrizione del protocollo d’intesa 2011 per la promozione degli acquisti pubblici ecologici. Saranno resi noti, oltre ai nuovi firmatari, le categorie di prodotti che entrano da quest’anno a far parte del progetto e i dati sugli acquisti di beni e servizi “verdi” effettuati nella nostra provincia nel corso del 2010, che evidenziano un significativo incremento rispetto all’anno precedente. Il progetto Acquisti pubblici ecologici (APE) è stato varato dalla Provincia di Torino, in collaborazione con Arpa Piemonte, nel 2003. L’obiettivo, definito sia nell’Agenda 21 provinciale che nel Piano strategico provinciale per la sostenibilità, è quello di promuovere la diffusione di prodotti e metodi di produzione improntati a criteri ecologici. I soggetti che aderiscono al progetto APE si impegnano a utilizzare criteri ecocompatibili nell’acquisto di diversi beni e servizi per i propri uffici. La sottoscrizione dell’accordo avverrà nell’ambito della conferenza europea “Appalti Pubblici Innovativi”, organizzata con la collaborazione della Provincia di Torino, che si terrà nella Sala Kyoto dell’Environment Park di Torino il 27 e il 28 giugno.

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Mobilità comune Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2011

«Essendo un’Amministrazione del fare, rispondiamo con i fatti a chi usa le parole per operare attacchi strumentali. I fatti, in tema di Mobilità della città, dicono: che Roma avrà a breve un incremento di oltre il 50% della rete della Metropolitana, grazie alla realizzazione della linea B1 e della tratta da Pantano a Centocelle della linea C; che di recente la Giunta capitolina ha adottato la proposta di delibera consiliare per la copertura economica dei lavori per il prolungamento della linea B della Metropolitana da Rebibbia fino a Casal Monastero; che sono in corso i lavori di miglioramento del nodo di Termini; che è stato realizzato il nuovo capolinea della linea tranviaria numero 2; che entro la fine dell’anno inizieranno i lavori per il prolungamento fino a piazza Venezia della linea 8; che sono già stati avviati i lavori per la realizzazione di una linea di filobus nel corridoio Laurentina-Tor Pagnotta; che sono partiti i lavori per la pedonalizzazione di piazza San Silvestro; che in autunno verrà inaugurato il parcheggio di piazza Cavour; che è iniziata la sostituzione delle vetture euro 3 del trasporto pubblico con vetture euro 5 a bassa emissione; che negli ultimi anni sono stati immessi nel trasporto pubblico 30 filobus e 60 minibus elettrici a esmissioni zero; che entro la fine dell’anno verrà completata l’installazione di oltre un centinaio di colonnine di ricarica destinate alle vetture private elettriche». È quanto dichiara l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma. «Questi sono solo alcuni esempi delle realizzazioni dell’Amministrazione in tema di Mobilità Sostenibile – ribadisce l’Assessore – e anche per ciò che riguarda i permessi della Ztl, prima di parlare sarebbe bene informarsi. A oggi delle 153.060 autorizzazioni, infatti – ricordaAurigemma – 69.951 riguardano persone con disabilità, 19.349 cittadini residenti nelle zone interessate e 23.102 pubblici servizi come ambulanze, emergenza sangue o soccorso stradale».
«L’invito a tutti – conclude l’Assessore – è di mettere da parte le sterili polemiche politiche e di offrire un contributo costruttivo, in modo da seguirci nella linea che abbiamo intrapreso, cioè quella di dotare finalmente Roma delle infrastrutture che attende da troppo tempo e di farla diventare una città ancora più bella, vivibile e accogliente».

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Inps più ricca

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

Aumenta la riscossione contributiva da parte dell’INPS che ha portato quasi due miliardi in più nelle casse dell’ente nei soli primi cinque mesi dell’anno. Il dato preciso, circa 1,9 miliardi di euro, infatti, si riferisce all’aumento delle riscossioni correnti nel periodo gennaio-maggio 2011. Nella sola prima parte dell’anno solare, sono stati riscossi contributi per un importo globale pari a 51,8 miliardi di euro, a fronte dei 49,9 miliardi dello stesso periodo del 2010. Un incremento percentuale pari al 3,8%. Al di sopra anche delle previsioni, quindi, l’incremento degli incassi che nel bilancio preventivo erano stimati pari a +1,5% rispetto all’anno precedente. L’incremento degli incassi della contribuzione rispetto al 2010 arriva al + 4,7% per le aziende e il +3,8% per i co.co.pro. Se si sommano anche gli incassi derivanti dal recupero dal lavoro nero e dall’evasione contributiva nei primi cinque mesi del 2011, l’Inps ha incassato poco meno di 54 miliardi di euro, contro i 52,1 dello stesso periodo del 2010. Alla luce di tali dati, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” coglie l’occasione per ricordare che le sanzioni in vigore per chi omette di versare i contributi sono pesanti perchè i datori di lavoro che continuano a perseverare in tali prassi ledono i diritti fondamentali dei lavoratori. Ricordiamo, infatti, che se il datore di lavoro omette o ritarda la comunicazione obbligatoria all’Inps, deve pagare una sanzione amministrativa alla Direzione Provinciale del Lavoro che va da 200 a 500 euro per ogni lavoratore di cui non si è comunicata l’assunzione. In caso di mancata iscrizione del lavoratore domestico all’Inps, sempre la direzione provinciale del Lavoro può applicare al datore di lavoro una sanzione che va da 1.500 euro a 12.000 euro per ciascun lavoratore “in nero”, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo, cumulabile con le altre sanzioni amministrative e civili previste contro il lavoro nero. Nel caso di “lavoro nero” (lavoratore assunto senza Comunicazione e senza iscrizione all’Inps) la legge prevede che, per l’omesso pagamento dei contributi di ogni lavoratore, il datore di lavoro debba pagare le sanzioni civili al tasso del 30 per cento in base annua calcolate sull’importo dei contributi evasi con un massimo del 60 per cento ed un minimo di 3.000 euro, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata.

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Latterie friulane

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2011

Quasi 800 mila ettolitri di latte conferiti dagli allevatori del Friuli Venezia Giulia al consorzio cooperativo Latterie Friulane nel 2010: un incremento del 4,23 per cento sul 2009 che si accompagna alla crescita del fatturato (+2,83 per cento) che, nel 2010, ha raggiunto i 68,5 milioni di euro. I dati emergono dal bilancio 2010 approvato dall’assemblea dei soci, più di 250 allevatori che producono circa il 30 per cento di tutto il latte del Friuli Vg. Un incremento dei conferimenti, quello registrato dal Consorzio, che è peraltro superiore al pur positivo incremento delle consegne di latte in regione (+0,96 per cento). Il formaggio, in particolare il Montasio Dop, continua a far la parte del leone nel fatturato: 32 milioni di euro è il valore della produzione casearia, seguito dal latte fresco e Uht per circa 22 milioni di euro. Per Roberto Rossi, presidente di Latterie Friulane, è necessaria una più equa ripartizione del valore del prodotto lungo la filiera: «Non siamo ancora soddisfatti del prezzo del latte: alla grande distribuzione, anche nella nostra regione, chiediamo maggiore attenzione per le produzioni di pregio locali, anche alla luce degli sforzi continui che gli allevatori e Latterie Friulane stanno sostenendo per migliorarne la qualitatà». Latterie Friulane è infatti il principale produttore del rinomato formaggio, con il 35 per cento delle forme complessivamente prodotte. In totale, sono 611mila le forme di Montasio prodotte in Friuli Vg nel 2010, di cui 490mila quelle collocate sul mercato da 17 cooperative. Presente all’assemblea del consorzio anche il rappresentante di Confcooperative Fvg, Giorgio Giacomello, che ha sottolineato l’importanza strategica di Latterie Friulane per gli allevatori del Friuli Vg, e per il quale «è necessario valorizzare il prodotto locale anche attraverso una maggiore integrazione con i grandi poli turistici regionali». Confcooperative Fvg ha infatti ricordato il recente accordo di fornitura alla cooperativa Ge.Tur che, a Lignano, gestisce il più grande complesso italiano dedicato al turismo sociale.

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Incremento dei prezzi al consumo

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2011

Le terribili tragedie di questi giorni che hanno visto rivolte, rivoluzioni e abbattimenti di regimi nel bacino del Mediterraneo e nel Vicino Oriente al di là delle ragioni politiche che riguardano le singole nazioni governate da dittatori di lungo corso che prima o poi i singoli popoli avrebbero abbattuto, nascondono secondo gli analisti di mezzo mondo tutte la stessa concausa: l’impennata generalizzata dei costi delle materie prime, dal petrolio allo zucchero, dai cereali al cotone. Oggi anche la Confcommercio ha lanciato un allarme secondo il quale gli aumenti dagli alimentari sino al greggio causeranno anche una repentina crescita dei prezzi al consumo e quindi un aumento dell’inflazione che secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” come al solito andrà a colpire indistintamente i consumatori e le famiglie aggravando ulteriormente la crisi economica in atto. L’associazione nazionale dei commercianti ha simulato i possibili effetti degli shock dei prezzi delle materie prime nei confronti dei prezzi al consumo. Secondo l’analisi che riportiamo un aumento a febbraio del costo del petrolio del 5% rispetto alla media delle quotazioni di gennaio e una contestuale crescita dei prezzi delle materie prime del 2% e un successivo mantenimento dei prezzi di tutte le materie prime ai livelli di febbraio, a giugno prossimo, rispetto a giugno 2010, gli shock su petrolio e materie prime equivarrebbero ad un +40% circa e si tradurrebbero in variazioni tendenziali dei prezzi al consumo pari al 10,2% per gli alimentari, all’8,7% per latte, formaggi e uova, al 5% per i cereali e al 2,8% per il complesso dei beni (alimentari e non alimentari).Il rischio di questa pericolosissima bolla inflazionistica appare quanto mai alle porte e proprio per queste ragioni ci chiediamo quali siano le iniziative urgenti che il governo centrale sta attivando visto che la nostra dipendenza dall’estero nel campo di tutte le materie prime dal petrolio sino ai cereali è a tutti nota. Non ci risulta, infatti, che allo stato siano alle porte riforme o interventi tali da impedire anche che questo pericolo si concretizzi. Come consumatori, come cittadini, dobbiamo aspettare, quindi, che gli eventi ci travolgano?

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