Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘indagare’

Codici: esposti in Procura per indagare sulle stragi nelle Rsa

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

L’associazione Codici ha predisposto una serie di esposti per chiedere che venga fatta chiarezza sulle tante, troppe morti nelle Rsa. Quella delle strutture per l’assistenza degli anziani è una delle pagine più tristi e al tempo stesso inquietanti di questa emergenza, con molti aspetti che necessitano dell’intervento della magistratura.“Riteniamo doveroso – dichiara l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – l’apertura di un’indagine preliminare per accertare quanto accaduto nelle Rsa dove si sono verificati decine di contagi e di decessi. Abbiamo predisposto una serie di esposti con cui chiediamo alle varie Procure territoriali di accertare, ad esempio, se nelle strutture sono stati rispettati i protocolli e le convenzioni per la cura delle infezioni da Covid-19 e di disporre l’acquisizione delle cartelle cliniche delle persone decedute per accertare le patologie di cui erano affette e le cure apprestate per il Coronavirus. Bisogna fare luce sulla gestione dell’emergenza nelle Rsa, sentendo anche i familiari delle vittime, perché ci sono troppi aspetti poco chiari ed inquietanti”. Codici è impegnata a fornire assistenza con i propri legali ai familiari degli anziani ospiti delle Rsa.

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Ministro difesa e sede rappresentanza

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2011

“Il Ministro della Difesa ieri ha dichiarato che «pochi sanno che da due anni il mio ministero ha già una sede a Milano, presso la caserma di piazza Novelli. Io ho un mio ufficio, ma non ho fatto di questo un annuncio particolare» ma la caserma alla quale si riferisce La Russa è la sede del Comando 1° Regione Aerea dell’Aeronautica militare ed è normale che il ministro possa utilizzare le strutture del suo dicastero per svolgere i suoi compiti quando è in visita presso gli enti e reparti delle Forze armate, perché diversamente si dovrebbe indagare sulle ragioni della costituzione di quello che potrebbe essere considerato un secondo “Gabinetto ministeriale” le cui spese potrebbero non trovare alcuna giustificazione nei bilanci della Difesa, visto che l’ufficio del ministro per legge ha sede a Roma in via XX settembre.”. Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Caso Ruby: Berlusconi rilancia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

Mentre da una parte emerge un quadro desolante sulle abitudini sessuali del premier e pesa su di lui l’accusa di aver fatto sesso con una minorenne e di concussione per averla protetta durante il suo arresto avvalendosi della sua carica, dall’altra la linea di difesa suggerita dai suoi avvocati è stata quella di negare tutto e di non presentarsi in Procura. I magistrati della procura milanese, a detta di Berlusconi, hanno preso una cantonata e, dopotutto, non sono nemmeno competenti ad indagare. Ora con molta probabilità ci penserà il ministro Alfano ad inviare gli ispettori per fare i conti delle spese sostenute per mettere in piedi questo castello accusatorio indebitamente allestito. Non solo. Si prevede che saranno intentate molte cause ai giornali e alle emittenti televisive che hanno diffuso la notizia senza i debiti riscontri.
Lo scenario che si prospetta è una lunghissima controversia giudiziaria. Forse tra otto o dieci anni sapremo finalmente cosa è davvero successo dietro le mura della villa di Arcore. Intanto già ci ha pensato il Tg1 a far notare agli italiani che vi è stato un illustre precedente di errore giudiziario allorchè il presidente della repubblica Giovanni Leone è stato costretto alle dimissioni per un polverone di accuse che poi, a distanza di anni, si sono rivelate inconsistenti. Ma l’esempio citato di  Giovanni Leone può anche dirci che oggi dobbiamo levarci tanto di cappello al cospetto di un uomo che pur sapendosi innocente ha preferito dimettersi per rispetto alla carica che aveva e delle istituzioni. Questo è senso dello stato. Questo è un genere di cose che taluni uomini politici di oggi sono ben lungi dal capire. E’ la misura della loro cultura.
Sta di fatto è che ora ci dobbiamo abituare ai tempi lunghi della giustizia. Partirà senza dubbio il ricorso degli avvocati di Berlusconi sulla incompetenza degli inquirenti e ci dovrà pensare la cassazione e dipanare la matassa. Poi si andrà avanti con altri cavilli giudiziari e il legittimo impedimento del premier. E se tutto non bastasse c’è sempre la possibilità che si vada alle elezioni anticipate. Un altro rinvio e un’altra vittoria schiacciante perché gli italiani “se ne fregano” della vita privata di Berlusconi. Possono solo invidiarlo per le sue avventure. E tutto questo lo dobbiamo ancora una volta alle opposizioni che continuano a litigare sul sesso degli angeli ma non sanno proporre un uomo capace di raccogliere il consenso di tutti e diventare il naturale e credibile uomo di governo. E ancora una volta procediamo lungo il solco del “divide et impera” oggi di Berlusconiana memoria. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Siamo davvero liberi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2010

Milano 3 dicembre alle ore 18 presso la Casa della cultura in via Borgogna 3 a (Codice edizioni) di Mario De Caro Andrea Lavazza e Giuseppe Sartori. Alla presentazione vi sarà Andrea Lavazza, uno degli autori, studioso di scienze cognitive, Alessandro Zaccuri, scrittore e saggista, e Roberta De Monticelli, docente di Filosofia della persona presso l’Università San Raffaele.
Nel libro, i 3 Autori cercano d’indagare il mistero del libero arbitrio a partire dalle neuroscienze. Infatti, se la libertà delle nostre scelte e delle nostre azioni ci sembra il più naturale e incontrovertibile dei dati, recenti scoperte neurobiologiche suggeriscono che noi diventiamo consapevoli dei nostri movimenti solo dopo che il comando cerebrale è partito e che, molto spesso, tale consapevolezza è propria di osservatore esterno prima che di noi stessi. Queste le basi per rimettere in discussione il concetto di responsabilità morale e di libertà e per capire se ci si trovi di fronte a delle illusioni.

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Incontro con Giorgio Ambrosoli

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2010

Umberto Ambrosoli era a Macerata nel nome del padre Giorgio. L’avvocato è stato ospite del Rotary club Macerata “Matteo Ricci”, presieduto da Renzo Tartuferi, per raccontare la storia del padre, legale milanese strappato alla vita, assassinato da un killer ingaggiato dal banchiere colluso con la mafia Michele Sindona, il quale, dallo Stato, aveva ricevuto l’incarico di indagare. Giorgio morì la notte tra l’11 e il 12 luglio 1979. Ed ora a parlare del dopo assassinio, è il figlio Umberto. La storia è racchiusa in un libro, “Qualunque cosa succeda. Giorgio Ambrosoli oggi nelle parole del figlio”, che potrebbe avere anche un seguito con una seconda pubblicazione come ci ha detto Umberto. “L’importante – ci ha confidato – è poter rimanere sempre vicino alla famiglia. Le presentazioni di questo primo libro mi tengono lontano da mia moglie e dai figli”. A Macerata la presentazione si è tenuta, a cura del Rotary “Matteo Ricci”, nella sala della Biblioteca statale, gremita di gente. C’era anche il sindaco Romano Carancini. Oltre a Renzo Tartuferi ed Umberto Ambrosoli c’erano Angelo Ventrone, ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze politiche e Mauro Bignami, governatore designato del Distretto 2090 del Rotary international. Dopo i saluti di Tartuferi, Bignami ha illustrato dettagliatamente il contenuto del libro, i fatti dell’epoca fino alla morte di Giorgio Ambrosoli, che per cinque anni fu commissario liquidatore della Banca privata di Michele Sindona. Il racconto di Umberto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale. La relazione di Umberto è stata una vera lezione di legalità. L’avvocato ha parlato del padre, di un uomo di legge consapevole che avrebbe pagato a caro prezzo l’incarico acquisito. Un uomo che fa semplicemente il proprio lavoro e rende possibile il funzionamento efficiente della giustizia. Nell’indagare gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale, Ambrosoli agiva in una situazione di isolamento, difficoltà e rischio di cui era ben consapevole. Umberto parla del padre di un uomo e non di un eroe. Nel momento in cui si sceglie di non intervenire o di non opporsi ad un gioco di potere ad un sopruso o peggio ad un reato si sta già partecipando attivamente, si sta già contribuendo a scrivere una storia più o meno istituzionale. Dopo la conferenza il presidente del club di Macerata “Matteo Ricci” ed i rotariani hanno salutato Umberto Ambrosoli al ristorante Le Case di Pollenza. Ed anche in questa occasione Umberto ha raccontato altri momenti della storia del padre facendo riferimento anche al rapporto che aveva con la moglie incontrata nel movimento monarchico. (Carla Passacantando)

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Registro della Danza Contemporanea

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2010

Padova 9 febbraio alle ore 12.30  Caffè Pedrocchi  la Regione del Veneto con Arteven Circuito Teatrale Regionale e Operaestate Festival Veneto  presenterà il  Registro della Danza Contemporanea e di Ricerca del Veneto.  Il volume inaugura una nuova collana dal titolo Osservatorio, che si propone di indagare in profondità e in modo originale il settore dello spettacolo dal vivo, con particolare attenzione al monitoraggio dei diversi comparti, utile per avviare una corretta e produttiva analisi del contesto attuale e delineare conseguenti direzioni di lavoro e di intervento. interverranno  Maria Teresa De Gregorio, dirigente Unità di Progetto Attività Culturali e Spettacolo della Regione del Veneto  Pierluca Donin, direttore di Arteven Circuito Teatrale Regionale Rosa Scapin, direttore di Operaestate Festival Veneto di Bassano del Grappa

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Mario Ferrante

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2010

Bologna fino al 30/1/2010 via G. Dagnini, 12 Gnaccarini Arte Contemporanea (nuova sede) Tra racconti metropolitani e le stelle di Rio Una selezione di opere del maestro Mario Ferrante: scorci metropolitani e suggestioni di terra di Brasile.  Colori e luci vibranti, concetti che ritornano frequentemente lungo l’intera produzione pittorica di Ferrante, animano il linguaggio adoperato dall’artista, offrendo un angolo di osservazione originale e personalissimo, capace di contribuire a cogliere i mutamenti nella società con uno stile interpretativo, intensificato da un impianto figurativo reso magistralmente dall’uso versatile delle tecniche adoperate.  Una visione della realtà unica, sempre filtrata da una straordinaria sensibilità che talora si converte in acuta introspezione, attenta ad indagare nella sfera dell’umano al di là del visibile accertato.  (da ”Le ombre della Croce del Sud”,  prefazione monografia Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli) (ferrante)

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Via libera all’Ru486

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2009

«Come al solito il problema è uno solo: nel seno materno vi è un figlio, un essere umano, oppure no?» afferma Carlo Casini presidente del Movimento per la vita, a proposito del via libera all’Ru486 giunto dall’Aifa. «Se come è evidente la risposta deve essere affermativa è difficile non esprimere indignazione a causa delle risorse intellettuali ed economiche impiegate per produrre uno strumento che tolga al figlio la vita in modo meno gravoso per la donna. «Se poi vengono negate le conseguenze negative anche per la madre fino a rifiutare di indagare in modo esauriente sulla verità della autorevole affermazione di 29 morti per effetto dell’aborto chimico, allora è altrettanto evidente lo scopo ideologico oltre che economico di tanta pressione per introdurre la Ru486 in Italia e nel mondo. «Lo scopo è quello di cancellare mentalmente il figlio prima ancora che fisicamente. Il gesto di bere un bicchier d’acqua per inghiottire una pillola può sembrare meno uccisivo di un intervento chirurgico. Temo che questa sia la ragione per cui quelli che un tempo gonfiavano il numero delle donne morte per aborto per ottenere la legge 194 oggi considerano insignificante la morte di 29 donne a causa della Ru486. «Il movimento per la vita, autentico movimento per i diritti umani, continuerà a chiedere che tutti gli esseri umani dal concepimento alla morte naturale siano considerati uguali in dignità e diritti con la certezza che prima o poi questo principio sarà vittorioso nelle coscienze e nelle leggi, perché nonostante tutto questa è la direzione della storia»

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Dietro le quinte dell’informazione

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2009

Vivere a Roma è un vantaggio e uno svantaggio al tempo stesso in specie se si lavora nell’ambito dell’informazione. E’ un vantaggio in quanto si ha la possibilità di contattare di prima mano uomini politici e di raccogliere confidenze e dichiarazioni di un certo tipo che, a un controllo incrociato, rendono, a volte, l’idea di ciò bolle in pentola nel “palazzo” e nei dintorni. E’ uno svantaggio in quanto vi sono “faccendieri” e “porta borse” di ogni risma che hanno per mestiere il compito di indagare sulle tendenze politiche e sulle amicizie dei giornalisti, per quanto siano poco noti, e di dare ad essi “in tutta confidenza” e con la logica di “qui lo dico e qui lo nego” qualche consiglio di “buon senso” del genere: “ma chi te lo fa fare?” “perché non vieni ad una cena organizzata da un certo… E’ un amico ti sarà di certo aiuto nel tuo lavoro. Tu deve appoggiarti a qualcuno altrimenti… Te lo dico per il tuo bene. Hai famiglia e a queste cose ci devi pensare. Lo sai che (un noto personaggio) ha chiesto di te? Perché non andiamo a trovare il suo segretario? E via di questo passo. Se glisso i loro conversari, mandandoli letteralmente al diavolo, scopro che s’incomincia a sparlare di me. E la calunnia è un venticello… Ma a volte è ancora più “tombale” il cordone sanitario che mi circonda: si diradano le fonti d’informazione, è difficile intervistare, diventa arduo l’accesso alle sedi istituzionali. In una di esse, ad esempio, devo inviare settimanalmente la richiesta di accredito via fax e più delle volte sono respinto all’ingresso in quanto non risulta pervenuta. E questa, nella fattispecie, una storia che dura da anni tanto che a prendere, inizialmente, le mie difese fu lo stesso Indro Montanelli. Da quando è morto ho perso il mio santo in terra mentre in cielo non ne ho mai avuti. Non solo. Ogni tanto spunta un avvocato che mi contatta avendo saputo, a suo dire, che ho intenzione di cedere la mia testata. Per capire sino a che punto intendono arrivare ho aderito a qualche appuntamento e il tutto si è risolto in una sorta d’interrogatorio sulla mia attività, le eventuali fonti di finanziamento, la tiratura ecc. Ora mi dicono di stare molto attento perché c’è il rischio di un attacco virale e che già in queste ore so che hanno cercato di fare danni ad altre testate on-line. So, quindi, che il rischio è alto. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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