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Roma: Lo stadio di Tor di Valle e le vicende giudiziarie che lo contornano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Roma. «Gli ultimi sviluppi delle vicende che ruotano intorno allo stadio della Roma a Tor di Valle dovrebbero indurre anche i più recalcitranti a scusarsi con Paolo Berdini. Inizialmente scelto dalla sindaca Raggi come simbolo di discontinuità con le passate amministrazioni, l’ex assessore all’Urbanistica fu fatto fuori dalla Giunta proprio perché estremamente critico sul progetto dell’impianto e nettamente contrario a qualsiasi forzatura volta a imporne la realizzazione. Ciò che è accaduto dopo il suo siluramento, compreso un deciso sbilanciamento nei rapporti di forza in favore dei proponenti rispetto alle istituzioni, ha destato più di una perplessità».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, urbanista e direttore scientifico del Centro Studi Sogeea.«Fin da subito Berdini si comportò in coerenza con la sua storia umana e professionale, ribadendo in ogni circostanza il primato dell’interesse pubblico su quello dei privati. Sollevò più di un interrogativo sul nuovo stadio della Roma e su altri progetti, come ad esempio la valorizzazione dell’ex Fiera, caldeggiando viceversa una serie di interventi di minore portata ma di maggiore impatto sociale nelle aree periferiche della città. Fu prima accusato di eccessiva rigidità, poi delegittimato e infine messo da parte.
Ora, al di là della questione giudiziaria su cui sta lavorando la magistratura, l’auspicio è che il dossier sullo stadio di Tor di Valle venga rivalutato nella sua interezza e, alla luce delle molteplici criticità che presenta, definitivamente abbandonato. La scelta dell’area su cui costruire è stata sbagliata, le cubature a corredo dell’impianto sono eccessive e sproporzionate, il trasporto pubblico insufficiente e la viabilità locale a rischio collasso. In un Paese normale non può esserci più posto per un’urbanistica contrattata in cui il privato impone la propria volontà a spese dei cittadini».
«Gli ultimi sviluppi delle vicende che ruotano intorno allo stadio della Roma a Tor di Valle dovrebbero indurre anche i più recalcitranti a scusarsi con Paolo Berdini. Inizialmente scelto dalla sindaca Raggi come simbolo di discontinuità con le passate amministrazioni, l’ex assessore all’Urbanistica fu fatto fuori dalla Giunta proprio perché estremamente critico sul progetto dell’impianto e nettamente contrario a qualsiasi forzatura volta a imporne la realizzazione. Ciò che è accaduto dopo il suo siluramento, compreso un deciso sbilanciamento nei rapporti di forza in favore dei proponenti rispetto alle istituzioni, ha destato più di una perplessità».

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Scandalo CumEX: indagini, giustizia e rafforzamento delle autorità fiscali

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Bruxelles. Per i deputati europei, i controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen dovrebbero essere limitati a un periodo massimo di un anno invece degli attuali due.La frode fiscale, che ha colpito almeno 11 Stati membri dell’UE, tra cui l’Italia, ed è costata ai contribuenti fino a 55 miliardi di euro, era già stata oggetto di un dibattito durante la sessione plenaria di ottobre ed è stata ora integrata da una risoluzione approvata per alzata di mano.
I deputati chiedono all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati e all’Autorità bancaria europea di condurre un’indagine sui sistemi alla base della frode. Lo scopo è valutare le potenziali minacce per i mercati finanziari e stabilire i soggetti coinvolti in tali sistemi. Si dovrà inoltre indagare se vi siano state violazioni della legislazione nazionale o comunitaria e valutare le azioni intraprese dalle autorità nazionali di vigilanza.L’indagine dovrebbe inoltre individuare le carenze nel “coordinamento tra gli Stati membri che ha permesso a questi regimi di furto fiscale di continuare per anni, nonostante fossero stati individuati”. Inoltre, l’indagine dovrebbe anche presentare raccomandazioni per la riforma e le relative azioni.Infine, la risoluzione esorta le autorità nazionali a “porre fine all’impunità dei colletti bianchi” avviando indagini penali, imponendo sanzioni dissuasive e rendendo giustizia agli “autori e agli abilitatori, compresi non solo i consulenti fiscali, ma anche avvocati, contabili e banche”.
La risoluzione riconosce che la crisi del 2008 e i conseguenti tagli alla spesa pubblica non hanno risparmiato le autorità fiscali. Invita gli Stati membri a investire negli strumenti a disposizione delle autorità fiscali e a modernizzarli, nonché a fornire le risorse umane adeguate per migliorare la sorveglianza e per garantire una migliore condivisione delle informazioni.I deputati chiedono inoltre alla Commissione di proporre un quadro europeo per le indagini fiscali transfrontaliere, l’istituzione di un’unità di informazione finanziaria dell’UE e di un meccanismo di allarme rapido.
La frode fiscale cum-ex scoperta nel 2012 – che inizialmente si pensava avesse colpito solo la Germania – è ora stimata almeno dieci volte più costosa di quanto inizialmente previsto da un consorzio di giornalisti investigativi. Si ritiene che abbia colpito le tesorerie dei seguenti 11 Paesi dell’UE: Germania, Belgio, Belgio, Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Finlandia, Polonia, Repubblica ceca, Norvegia e Svizzera.La frode riguardava le banche che agevolavano l’acquisto e la rivendita di azioni di investitori stranieri nel giorno del pagamento dei dividendi. La rapidità con cui sono state effettuate queste operazioni e la mancanza di comunicazione tra le autorità ha fatto sì che le amministrazioni fiscali abbiano faticato a identificare i reali proprietari delle azioni. Ciò ha poi esposto le autorità a richieste fraudolente di rimborsi fiscali da parte di persone straniere che fingevano di aver pagato un’imposta sui dividendi che, queste ultime potevano recuperare, in quanto in possesso di una prova fittizia di aver pagato le imposte altrove. Spesso le autorità fiscali hanno rimborsato più volte un’imposta non pagata.

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Ddl Penale, Marotta (Ap): “Bene certezza pena e tempi certi indagini preliminari”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

corte europea giustiziaRoma. “Con il ddl sul processo penale Area popolare ha ottenuto due importanti risultati sulla certezza della pena e sui tempi e durata certa delle indagini preliminari”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.
“Innanzitutto ci siamo battuti con forza per l’aumento delle pene per i furti in casa e per le rapine, attraverso cui non solo abbiamo previsto che coloro che si macchiano di questi reati rimangano in carcere per lungo tempo, ma abbiamo dato anche una seria risposta alla domanda di sicurezza che ci chiedono i cittadini. Inoltre – prosegue Marotta – finalmente le indagini preliminari avranno un inizio e una fine: si parte con l’iscrizione sul registro degli indagati e avranno termine tre mesi dopo il tempo concesso al pm per le indagini preliminari, che è di sei mesi con la possibilità di essere raddoppiato. Si tratta di un grande risultato ai fini della durata complessiva del processo. Ora bisognerà intervenire sul dibattimento per fare in modo che anche in questa fase i tempi siano certi, privilegiando così la oralità e l’immediatezza che sono i veri elementi portanti della riforma del processo dell’89. Area popolare continuerà a lavorare in questa direzione”.

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Indagini a Firenze per turbativa d’asta, Donzelli e Torselli: “Ippodromo abbandonato da anni, si faccia chiarezza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2016

firenze“Il ministro dello sport Luca Lotti e il sindaco di Firenze Dario Nardella smentiscano di aver fatto pressioni su alcuni imprenditori per favorire l’affidamento dell’ippodromo Le Mulina di Firenze alla srl Pegaso di cui erano amministratori Guo Sheng Zheng, Oliviero Fani e Luisa Chiavai, che oggi scopriamo essere indagati dalla Procura di Firenze”. E’ quanto affermano i capigruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Toscana e in Comune di Firenze Giovanni Donzelli e Francesco Torselli. “Lotti e Nardella, che all’epoca ricoprivano rispettivamente l’incarico di capo di gabinetto dell’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi e di vicesindaco – spiegano gli esponenti di Fratelli d’Italia – secondo le dichiarazioni rilasciate da alcuni imprenditori a ‘Il Sito di Firenze’ avrebbero giocato un ruolo importante nella rinuncia di alcune cordate interessate alla gara bandita nel 2012. Zheng, fra le altre cose, è stato socio di Stefano Bovoli, zio dell’ex premier e segretario del Partito democratico Matteo Renzi”. “Le dichiarazioni sulle pressioni rilasciate da un imprenditore fiorentino sono oggi ancor più clamorose – sottolineano Donzelli e Torselli – fra gli indagati c’è anche Simone Tani, all’epoca presidente della commissione che doveva valutare l’assegnazione dell’ippodromo e poco meno di un anno fa nominato dall’ex premier Renzi al Cipe, le cui deleghe sono state curiosamente mantenute dal ministro Lotti nel governo Gentiloni. La gestione che queste persone hanno fatto delle Mulina, che sono abbandonate da anni, ha causato un palese danno economico al patrimonio della città di Firenze – concludono Donzelli e Torselli – vogliamo chiarezza e trasparenza sui comportamenti e sull’utilizzo dei soldi pubblici”.

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Frodi alimentari: investigazioni in aumento

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

AX 2014-05-13 AXERTA

AX 2014-05-13 AXERTA

Non solo olio, ma anche formaggi, latte, pane, carne, pesce, miele, riso, uova, vino, mozzarella. Questi alcuni degli alimenti soggetti al rischio di sofisticazione, contraffazione, adulterazione o alterazione che Axerta ha gestito nel 2015.In crescita il trend della richiesta di interventi registrato dalla società di consulenza investigativa. Sempre maggiori dunque le richieste di indagini investigative che partono dall’interno della stessa azienda, per una segnalazione anonima o a conclusione di un processo di security audit interno.La finalità è quella di prevenire o verificare segnalazioni di reato nell’interesse dell’azienda e dei consumatori.“La discrezione nella gestione dei dati e della reputazione del cliente è assoluta in tutti gli step delle ricerche – spiega Anna Vinci, consulente investigativa di Axerta – anche perché la causa dei comportamenti scorretti può ricercarsi nei fornitori esterni o negli stessi dipendenti.” (foto: anna vinci)

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Alla conquista dell’Europa comunitaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2011

PRATICA-DI-MARE (Italian Air Force base). Pres...

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Quanto sta accadendo in Europa con una crisi che tende a travolgere l’eurozona partendo dagli Stati economicamente e strutturalmente più deboli mi richiama alla mente quanto ebbe a dirmi un giornalista russo qualche anno dopo la caduta del muro di Berlino e in concomitanza con gli effetti postumi delle indagini della procura di Milano altrimenti note come “mani pulite” che infersero un duro colpo al sistema partito e alla loro rete clientelare e corruttrice. Secondo questo giornalista, che ho incontrato solo due volte e poi non sono più riuscito a vederlo, il collasso dell’Urss non era casuale ma studiato a tavolino in quanto gli strateghi russi avevano individuato un diverso modo per aggredire il mondo occidentale senza dover far ricorso ad una guerra che avrebbe provocato più danni che benefici per tutti, qualsivoglia fosse stato il vincitore. Su questa traccia la mia attenzione si è concentrata sulle mosse e sui personaggi che dagli anni novanta hanno guidato la federazione russa per capire se le ragioni del mio conoscente potessero avere un certo riscontro. Oggi l’Amministrazione Putin, caratterizzata da alcune iniziative come quella di foraggiare con armamenti tecnologicamente evoluti gli “stati canaglia” (Iran, Siria, Libia e altri paesi africani e asiatici), con lo stabilire una solida amicizia con la Cina e di servirsi di Berlusconi per una politica di “amicizia” con i due dittatori libico e tunisino e per usarlo come una sorta di “piede di porco” per scardinare l’eurozona facendone emergere le contraddizioni, la sua inconsistenza politica e favorire in questo modo la Russia per il suo progetto espansivo nel controllo dell’area continentale in chiave anti U.S.A, sembra andare verso la strada indicatami dal mio interlocutore. Possono, ovviamente, essere tutte coincidenze ma fa riflettere quanto sta accadendo in Italia con una leadership che si è consolidata non per le doti di statista di Berlusconi ma per la connivenza di alcuni suoi oppositori. Oggi, ovviamente, di tutto questo possiamo solo mettere in conto perplessità e sospetti, ma non dati di fatto incontrovertibili per cui dovremmo licenziare questa ricostruzione “storica” come una mera ipotesi fantascientifica, ma il dubbio ci resta. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Berlusconi: l’uomo eterno

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2011

Berlusconi-comizio

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Se esiste l’immortalità questa lo dobbiamo ascrivere al presidente del consiglio. Se lasciamo alle spalle la sua vertiginosa ascesa nel mondo degli affari, da “palazzinaro” a patron televisivo e ancora al faccendiere dai mille interessi sempre lucrosi tanto da far dire a un suo critico che è come Creso: dove mette le mani spuntano i soldi, e ci limitiamo alla sua calata in politica dobbiamo dire che gli è andata sempre bene. I suoi avversari ci hanno provato con le diverse indagini giudiziarie, sui suoi trascorsi da faccendiere, e dopo 50 fascicoli aperti da varie procure è sempre lì a farla franca. Ci hanno provato con le elezioni ma anche quando non l’ha spuntata è riuscito a rimontare alla grande. Ora ci sono volute centomila intercettazioni per farlo scoprire un donnaiolo, un intrallazzatore, dalle amicizie non certo cristalline, eppure continua, imperterrito, a dirsi un uomo sereno perché non ha fatto nulla di cui pentirsi. Come non credergli? E, infatti, molti continuano ad osannarlo e ad offendersi se si osa sparlare di quest’uomo che è frutto della provvidenza, come lo ha definito un certo personaggio. Poca importa se la provvidenza è a senso unico: pro domo sua. A questo proposito gli italiani, tra il cinico e il rassegnato, devono aver così ragionato: da che mondo e mondo c’è stato sempre in politica una certa ruberia e tutto sommato l’uno vale l’altro e a comprova hanno pensato al caso Penati che sta minando la credibilità del Pd, maggiore oppositore allo stesso Berlusconi e che da tempo si candida alla sua successione. Ora che è al minimo torico della sua credibilità c’è da giurare che dal suo cilindro di prestigiatore uscirà un’altra trovata per tacitare i più ribelli e ad assicurarsi non solo la governabilità sino al 2013 ma anche di mettere a segno la sua proposta di mandare al Colle il suo amico fidato Gianni Letta, e sicuramente ci riuscirà. La verità di tutto questo? E’ che l’Italia sin dalla costituzione a Stato unitario è risultata un paese ingessato, politicamente ed economicamente. Non riesce a guarire e alla fin fine c’è da credere che non ci tiene poi tanto. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Dimitte voces accipe sensum

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2011

Ginger and Cinnamon

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Tralascia la parola, cogli il senso. E’ questa la regola d’oro tra quanti ascoltano il “vociare” della politica, fatta di promesse, di bugie, di disinformazione, di provocazioni e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo tante, tantissime parole in libera uscita che è arduo dare loro un ordine, una misura, una spiegazione logica. E’ che, come nel detto latino, dobbiamo abituarci, per vederci chiaro, a capire ciò che si nasconde dietro il paravento delle parole. La recente finanziaria è un campione di parole vendute al vento, raccolte dagli ingenui, smerciate dai furbi e dagli opportunisti delle opposte fazioni per gli usi di comodo. Se fossimo andati diritto alle riserve mentali che opportunamente nascondevano e ne avessimo colto il senso, con molta probabilità oggi saremmo più arrabbiati di prima, più offesi nei confronti di chi ha carpito la nostra buona fede, per aver fatto mercimonio delle nostre idee e principi. Lo stesso dovremmo dire per le note vicende del nostro presidente del Consiglio. Sfido chiunque a voler negare che si tratti non di un caso raro ma unico. Lo hanno attraversato 49 indagini delle procure, alcuni sono stati rinvii a giudizio seguiti da processi e per tutta questa mole di atti che ci dicono le parole? Che è tutto un accanimento giudiziario, che sono tutte invenzioni dei giudici brigatisti, eversivi, persecutori di vittime innocenti. Sono state intercettate telefonate a dir poco compromettenti per fissare appuntamenti con escort, passate per signorine di buona società in visita al premier per farsi emendare dai loro traviati costumi e che qualcuno vi abbia pure speculato per trarne illeciti profitti ricattando il padrone di casa. E noi, anche questa volta, ci siamo fermati alle parole. E sono sempre le parole che generano applausi convincendoci che tutto è normale, tutto è conforme allo spirito degli italiani, donnaioli, seduttori, cacciatori di avventure erotiche, guardoni. Ma sono sempre e solo parole. Possibile che non siamo tanto maturi da andare oltre e fermarci a coglierne il senso? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il lavoro non decolla

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

Tra luglio e settembre le maggiori opportunità per chi in Italia è in cerca di lavoro sembrano provenire dal settore Finanziario e Servizi alle Imprese e da quello Ristoranti e Hotel, secondo quanto emerso dall’indagine trimestrale di Manpower sulle Previsioni Occupazionali. L’ottimismo già espresso dai datori di lavoro di questi due comparti nel secondo trimestre dell’anno continua infatti nei prossimi tre mesi con previsioni che si rafforzano ulteriormente.Sono le uniche prospettive confortanti di una situazione occupazionale generale del Paese che sembra continuare a soffrire gli effetti di una ripresa incerta e a macchia di leopardo, che spinge le aziende alla massima prudenza nell’assumere nuovo personale. In otto dei dieci comparti oggetto dell’indagine i datori di lavoro esprimono infatti intenzioni di assunzione con segno negativo per questo terzo trimestre dell’anno, determinando un andamento complessivo dell’occupazione che frena ulteriormente il passo rispetto al già debole secondo trimestre appena concluso. A seguito degli aggiustamenti stagionali, la Previsione Netta sull’Occupazione raggiunge quota -5%, in flessione di 2 punti percentuali rispetto ai tre mesi precedenti, seppur in miglioramento di 4 punti percentuali dal confronto con lo stesso periodo del 2010.
Intenzioni di assunzione in ribasso in tutte le quattro macroaree geografiche d’Italia, in particolare nel Nord Ovest e nel Sud e Isole dove la Previsione scende in entrambi i casi fino a toccare quota -11%. Mentre i datori di lavoro del Centro Italia esprimono per il trimestre a venire discordanti intenzioni di assunzione che determinano una Previsione pari a 0%, stabile rispetto ai tre mesi precedenti e in leggera crescita dal confronto con il 2010. Nel Nord Est le aziende intervistate fanno registrare una Previsione che si attesta a -1%, mantenendo una sostanziale stabilità rispetto al secondo trimestre dell’anno ma anche un lieve miglioramento rispetto a un anno fa.
Tra i dieci settori industriali presi in esame dall’indagine, i datori di lavoro del comparto Finanziario, Assicurativo, Immobiliare e Servizi alle Imprese e quello Ristoranti e Hotel sono gli unici del Paese a esprimere intenzioni di assunzione con segno positivo per il trimestre a venire, con una Previsione che per entrambi si attesta su un confortante +7%. In particolare, la Previsione per il settore Finanziario e Servizi alle Imprese migliora leggermente da un trimestre all’altro e in maniera considerevole rispetto allo stesso periodo del 2010, facendo registrare il quinto trimestre consecutivo di progressiva crescita delle prospettive di occupazione. Incremento che viene riportato anche dai datori di lavoro del comparto Ristoranti e Hotel con una Previsione che migliora lievemente rispetto ai tre mesi precedenti e notevolmente il rispetto al terzo trimestre del 2010.
Il maggior pessimismo proviene invece dai datori di lavoro del settore Trasporti e Comunicazioni con una Previsione che scende a quota -16%, in considerevole calo sia sul trimestre che sull’anno precedenti. Anche i datori di lavoro del compartoManifatturiero prospettano un andamento decisamente rallentato delle assunzioni con una Previsione pari a -11%, mentre quella del settore Commercio all’Ingrosso e al Dettaglio raggiunge quota -10%.

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Tutela dei diritti fondamentali in materia penale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2011

Il Convegno – organizzato dal Consorzio Universitario Megara Ibleo, dall’Università di Messina e dalla Fondazione Bonino Pulejo, con il patrocinio del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) di Catania, dell’Ordine degli Avvocati di Siracusa e dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga) di Messina – ha analizzato, con l’intervento di specialisti provenienti da tredici paesi, gli strumenti sovranazionali già esistenti e i progetti di armonizzazione delle legislazioni europee con l’obiettivo di migliorare la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo nelle indagini transnazionali.
Il convegno si è aperto con il commosso ricordo di Vittorio Grevi e Giovanni Tranchina, due “maestri” della Procedura penale italiana da cui discendono prestigiose e prolifiche scuole. «Il contributo dei due illustri studiosi – hanno ricordato i professori Giulio Illuminati, Antonio Scaglione e Giuseppe Di Chiara – è stato determinante per l’evoluzione di questa materia. Il rigore del metodo e la signorilità di entrambi rendono la loro perdita insostituibile». Gli interventi dei relatori, attraverso l’analisi delle problematiche legate all’assistenza giudiziaria transnazionale e delle prospettive d’intervento su scala europea e internazionale, hanno messo in luce la necessità di più accettabili bilanciamenti tra le esigenze repressive e la tutela dei diritti fondamentali per i soggetti coinvolti in processi dalle dimensioni transfrontaliere. In particolare, l’attenzione degli studiosi si è incentrata sulla necessità di mettere a punto procedure più efficaci e flessibili per l’acquisizione di informazioni e prove da altri paesi rispetto alle tradizionali rogatorie. Nel contesto europeo, la realizzazione di un’area comune di sicurezza e giustizia fondata sulla mutua fiducia tra le giurisdizioni può tradursi in realtà solo attraverso l’armonizzazione degli ordinamenti che, pur nel rispetto delle diversità nazionali, definisca parametri di alta qualità per la più ampia tutela dei diritti della persona nel processo penale. [A. At.] (nella foto un momento del convegno: da sx Stefano Ruggieri, Antonio Scaglione, Antonino Metro, Giulio Illuminati, Giuseppe Di Chiara e Sebastiano Caporale)

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La tutela dei diritti fondamentali dell’uomo

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Mag 2011

Siracusa dal 30 maggio al 1° giugno, con inizio alle ore 9, il Grand Hotel Minareto di Siracusa (Via del Faro Massolivieri, n. 26) ospiterà il Convegno “Indagini transnazionali e tutela dei diritti fondamentali in materia penale”. Il Convegno, organizzato dal Consorzio Universitario Megara Ibleo, dall’Università degli Studi di Messina e dalla Fondazione Bonino Pulejo, con il patrocinio del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) di Catania, dell’Ordine degli Avvocati di Siracusa e dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga) di Messina, è dedicato alla memoria di Vittorio Grevi e Giovanni Tranchino, due grandi giuristi scomparsi di recente, che hanno insegnato Procedura Penale nelle Università di Pavia e Palermo e che si sono distinti per gli studi sulla tutela delle garanzie della persona nell’ambito del processo penale.
Il programma del convegno prevede l’intervento di nomi prestigiosi del diritto penale e noti a livello internazionale, da Giulio Illuminati (Università di Bologna) a Richard Vogler (Università del Sussex, Inghilterra), Stephen C. Thaman (Università di Saint Louis, USA), Arndt Sinn (Università di Osnabrueck, Germania), Shizhou Wang (Università di Pechino, Cina), Javier Dondé Matute (Istituto Nazionale di Scienze Penalistiche, Città del Messico, Messico), Eduardo Montealegre Lynett (Università Externado de Colombia, Colombia), Lorena Bachmaier Winter (Università Complutense, Spagna), fino ai rappresentanti delle Corti Costituzionali della Colombia e Russia.
Gli obiettivi del convegno consistono, in primo luogo, nel fornire un ausilio teorico in grado di dipanare la complessità di piani su cui si intersecano gli strumenti di cooperazione transnazionale in materia penale; in secondo luogo, nell’assicurare un supporto operativo in una materia con cui gli operatori del diritto sono chiamati a confrontarsi sempre più spesso; infine, fornire una base di discussione per l’elaborazione di proposte normative volte a migliorare il livello di efficienza degli
strumenti di cooperazione internazionale in materia penale mantenendo un’elevata soglia di garanzia per i diritti della persona.
Tre le sessioni di studio. La prima (lunedì 30 maggio), presieduta dal Stephen C. Thaman, sarà incentrata sulla “Tutela multilivello dei diritti fondamentali nelle analisi transnazionali”. In particolare, le relazioni verteranno sul confronto normativo e giurisprudenziale tra l’esperienza europea e quella latinoamericana. Tra i temi affrontati, vi saranno anche la cooperazione giudiziaria in materia di prevenzione al terrorismo e di criminalità organizzata di stampo mafioso.
Nella seconda sessione (martedì 31 maggio) si parlerà di “Cooperazione transfrontaliera e diritti fondamentali nell’Unione Europea”, con particolare attenzione alle nuove prospettive di tutela dei diritti umani nell’ambito della Comunità europea a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. La terza sessione (mercoledì 1° giugno) sarà, infine, rivolta alla comparazione giuridica di undici esperienze nazionali al fine di verificare, sulla base di una griglia di questioni comuni, i punti di forza e le carenze applicative degli strumenti di cooperazione nei vari Paesi. Le relazioni saranno svolte in lingua inglese con servizio di traduzione simultanea attivabile [A.At.]

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Uranio su Salto di Quirra?

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Mag 2011

“L’Aeronautica Militare, che gestisce il poligono Interforze del Salto di Quirra per conto del ministero della Difesa ha ribadito con un comunicato di aver fornito agli inquirenti tutta la documentazione richiesta e di potenziale interesse per le indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Lanusei, in linea con i criteri di assoluta trasparenza già adottati in passato nell’ambito delle indagini ambientali. Se ci fosse stata massima trasparenza in passato non ci sarebbe stata la necessità di una inchiesta da parte della Procura di Lanusei – i cui risultati eclatanti sono a tutti noti – e il silenzio con cui il Ministro della difesa continua a rispondere alle nostre interrogazioni, presentate dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, ci fa dubitare seriamente di quanto in queste ore vuole affermare e farci credere il vertice dell’Aeronautica militare.” Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)

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Parioli: sviluppo indagini della procura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Mag 2011

Roma. “Oggi il Corriere della Sera titola in prima pagina che per gli abusi edilizi in viale Parioli sono indagati il Direttore del Municipio e l’ex Dirigente dell’ Ufficio Tecnico municipale. Le mie perplessità sul comportamento del II Municipio su questo tema le avevo esposte in Procura della Repubblica il 2 Dicembre 2010; anche l’Avvocatura di Roma Capitale aveva criticato duramente come il Municipio non avesse preso posizione sugli abusi e mai eseguito gli atti repressivi. Ringrazio pubblicamente la Polizia Municipale del II Gruppo e la squadra della Sezione Urbanistica in servizio presso la Procura, che con il loro lavoro attento, professionale ed onesto ha permesso di portare prima alla luce gli abusi commessi da numerosi locali di viale Parioli e poi di dare l’encomiabile supporto al Pubblico Ministero cui è stata affidata la mia denuncia”. Lo dichiara il Consigliere Massimo Inches Capo Gruppo La Destra II Municipio.

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Lo “stupro” del Quadraro a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

«Il Comando generale della Polizia Municipale non intraprende azioni sulla base di un giustizialismo sommario ma attenderà l’esito dell’inchiesta della Procura volta ad accertare fatti che, allo stato attuale delle indagini, non sono chiari. Per onor di cronaca, l’Agente della Polizia Municipale rimasto coinvolto nella vicenda del Quadraro era fuori servizio e, quindi, un privato cittadino, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 55 del Codice di Procedura penale, tra l’altro all’interno di una struttura piena di agenti di polizia giudiziaria. L’Agente ha riferito quanto accaduto ai propri superiori che hanno immediatamente trasmesso nota alla Procura della Repubblica. In attesa, quindi, delle determinazioni della Procura seguenti alle indagini, è stata aperta un’inchiesta disciplinare e abbiamo già provveduto ad agire sulle funzioni svolte dallo stesso Agente, rimuovendolo dai servizi a contatto con i cittadini e ponendolo a servizi interni, dato che al massimo potremmo trasferirlo a Ostia o sulla Cassia. I regolamenti prevedono sanzioni sul lavoro solo in caso di provvedimenti restrittivi e certo non crediamo che ci si voglia spingere a violare la legge in nome del giustizialismo». Lo afferma Angelo Giuliani, comandante generale della Polizia Municipale di Roma Capitale

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Ragazza aggredita a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

«L’episodio, al di là di quello che emergerà dalle indagini, è sicuramente un fatto grave che non si inserisce in un contesto di zona degradata. Teatro dell’episodio è stato infatti il cuore di Roma, il centro della città storica, in una serata come quella di venerdì notte. Vale la pena ricordare, a coloro che parlano di città fuori controllo, che proprio nel I Municipio c’è una forte presenza delle forze dell’ordine con numerose pattuglie di cui 32 della polizia municipale distaccate solo per il controllo del centro storico. Tutto ciò, ovviamente, non può evitare che possano accadere fatti così gravi. Ma mettere sul banco degli imputati le forze dell’ordine e l’amministrazione di Roma Capitale dinanzi all’intera città, e che  ha portato ad esempio tra il 2008 e il 2009 a un calo dei reati pari al 6,7%, non si giustifica all’enorme sforzo che è stato fatto con il patto per Roma sicura,  per garantire maggiori controlli neanche sul piano politico». Lo dichiara Giorgio Ciardi, delegato del Sindaco per la Sicurezza di Roma Capitale.

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Difesa: esposti alla Procura di Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

“Di fronte al silenzio del Ministro La Russa e dei vertici militari  verso  i  gravi fatti segnalati in numerose interrogazioni parlamentari  fino ad oggi  rimaste prive di risposta, abbiamo ritenuto doveroso informare la Procura della  Repubblica affinché siano svolte adeguate indagini e dove emergano responsabilità  penali si proceda nei confronti di coloro che ne verranno ritenuti responsabili.”  – Lo  dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito pe rla tutela dei diritti di militari e  forze di polizia (Pdm) – “Per questo motivo,  – prosegue Comellini – oltre a quelli già  depositati lo scorso 13 gennaio, ieri, 16 febbraio, ho consegnato alla Procura della  Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma altri sei esposti a firma del deputato  radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm. In particolare oltre ad aver segnalato un  ulteriore caso di un militare colpito da gravi patologie durante il servizio, abbiamo  sollecitato la Procura a valutare attentamente i fatti esposti negli atti parlamentari che  hanno riguardato le attività  dell’Associazione carabinieri in servizio “Podgora”  ed il comportamento di alcuni militari in relazione alle loro  “particolari”  attività di delegati della rappresentanza militare. – conclude Comellini- “.www.partitodirittimilitari.it

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L’immigrazione in Lombardia

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2011

Milano 3 marzo 2011 – ore 9.00-16.30 Piazza Duca d’Aosta 3 Auditorium Giorgio Gaber Palazzo della Regione Lombardia l’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim) della Regione Lombardia presenta il Decimo Rapporto su “Gli immigrati in Lombardia”, fotografia annuale dell’immigrazione nel territorio regionale. Oltre al Rapporto, verranno presentati e distribuiti altri sei volumi di approfondimento sull’evoluzione del fenomeno migratorio.  L’obiettivo del convegno è condividere con amministratori, esperti, operatori, giornalisti e studiosi gli esiti delle indagini statistiche 2010, condotte dai diversi settori di ricerca dell’Orim.  Gli esperti Orim, nel corso dei lavori, affronteranno i nodi critici e le problematicità connesse al processo migratorio e analizzeranno le possibili soluzioni e le buone pratiche presenti sul territorio. Il convegno si propone inoltre come momento di approfondimento su aspetti specifici relativi alle migrazioni: giovani, normativa, salute, progetti territoriali, lavoro, associazionismo, casa, accoglienza, scuola, tratta. Il ricco patrimonio di informazioni è stato costruito grazie al sistema di rete dell’Osservatorio lombardo, che vede la partecipazione di istituzioni, università, enti del privato sociale, nonché dei 12 Osservatori Provinciali sull’Immigrazione (OPI) con il loro ormai indispensabile apporto.  Nel corso dell’iniziativa verranno distribuiti il Rapporto 2010 e i sei volumi tematici.

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Chiuse le indagini su Cosentino e la Camorra

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2010

La procura distrettuale di Napoli ha chiuso le indagini sui presunti collegamenti tra politica e Camorra che vedono coinvolto il deputato del PdL, Nicola Cosentino. Secondo le accuse dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci infatti, Cosentino avrebbe garantito rapporti fra imprenditoria mafiosa, pubbliche amministrazioni ed enti a partecipazione pubblica, e contribuito al riciclaggio e al reimpiego delle provviste finanziarie provenienti dal clan dei Casalesi. Inoltre gli vengono contestati manovre per influenzare le strategie politiche in materia di rifiuti.  Francesco Barbato, responsabile per le Mafie e la Criminalità Organizzata dell’Italia dei Diritti, interviene così sulla questione: “In Campania funziona sostanzialmente in questo modo, è il vertice del PdL e non solo Cosentino a ottenere consenso e a elargire favori in cambio di voti, assieme al terzo convitato che si somma alla politica e agli affari, la Camorra. Non pochi sono i nomi degli esponenti del centrodestra indagati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli,  “Insomma – afferma l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –, taluni esponenti del PdL continuano a tutt’oggi, a rappresentare questo indegno e inaccettabile rapporto con il crimine organizzato”.

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Indagini sulla pedofilia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2010

“Togliere alle procure distrettuali la competenza in materia di indagini di pedofilia e pedo-pornografia online per affidarla alle singole procure, già oberate da migliaia di processi, è un errore madornale. Significa non solo emanare una normativa in contrasto con le direttive europee, ma soprattutto togliere alla polizia postale, che vanta risultati straordinari nella lotta a questo terribile reato, un riferimento diretto e altamente qualificato” lo dichiara in una nota Federico Palomba, capogruppo IDV in Commissione Giustizia alla Camera che annuncia battaglia. “L’emendamento in questione, che porta la firma del senatore Centaro del Pdl, con un colpo solo, cancella anni di lavoro e di impegno di personale altamente qualificato. Tutto ciò è inaccettabile, irragionevole e assurdo” spiega Palomba. “Italia dei Valori presenterà un emendamento al ddl sulla “Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale” per cancellare questa norma che rischia di fare danni enormi ed irrecuperabili” annuncia Federico Palomba.

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Come ti inquino le prove

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2010

Scrive Antonio di Pietro sul suo blog: “L’on.le Ghedini ha annunciato che agirà “nelle opportune sedi giudiziarie” nei confronti della giornalista Claudia Fusani, rea, a suo dire, di aver prospettato in un suo articolo che egli, in qualità di difensore (non si capisce di chi), avrebbe “nel corso di indagini difensive incontrato decine di persone per concordare la versione e per istruirle su cosa dire”.
Lascio ai magistrati la valutazione del caso specifico ma, forse, è giunto il momento di riflettere meglio sulle conseguenze negative, per la ricerca della verità e per la corretta acquisizione delle prove, a cui può portare la nuova disciplina delle “indagini difensive preventive”, varata dieci anni addietro. Recita l’art. 391 nones c.p.p.: “L’attività investigativa può essere svolta anche dal difensore che ha ricevuto apposito mandato per l’eventualità che si instauri un procedimento penale”. Lo scopo dichiarato è quello di assicurare alla difesa la possibilità di compiere indagini in proprio per tutelare meglio il suo assistito. COSÌ PERÒ si corre il concreto rischio oggettivo (ripeto “oggettivo” cioè oltre l’intenzione del difensore) che le indagini difensive, specie se “preventive” (cioè svolte ancor prima che l’Autorità giudiziaria sia venuta a conoscenza della commissione di un reato) rischiano di inquinare gli accertamenti che dovrà poi svolgere il Pubblico ministero.
Si immagini (ripeto, si immagini, senza alcun riferimento a fatti e persone reali) il caso di un potente personaggio delle istituzioni (mettiamo, un presidente del Consiglio) che – dopo aver commesso un reato (ipotizziamo un abuso d’ufficio per aver preteso che la Polizia rilasciasse subito una giovane borseggiatrice colta in flagrante) – incarichi il suo avvocato di fiducia di accertare se qualcuno possa averlo visto o possa riferire qualcosa di compromettente contro di lui. Il difensore fa diligentemente il suo mestiere e interroga tutte le persone che potrebbero riferire qualcosa contro il suo potente assistito. Quale serenità d’animo possono mai avere le persone “sentite” dal difensore di colui che devono accusare? Si badi bene, il problema non è l’avvocato che svolge diligentemente il suo mandato difensionale, ma la concreta possibilità che viene data ai responsabili di qualsiasi reato (e quindi anche ai mafiosi e ai potenti) di poter avvicinare i possibili testimoni prima ancora che questi possano essere sentiti dai magistrati, anzi, prima ancora che la notizia dei reati pervenga all’Autorità giudiziaria. NON CI VUOLE Frate indovino per capire che, in questo modo, ogni autore di delitti (anche i più efferati, come può essere il favoreggiamento o lo sfruttamento della prostituzione minorile) cerchi di sapere, per tempo, se ci sono testimoni a suo carico. E, quindi, si attivi in tutti i modi nei loro confronti – con minacce, pressioni, intimidazioni, promesse, regalie, favori – per indurli a non riferire i fatti ai magistrati o a riferirli in modo conforme alla volontà dell’autore dei reati, anche se difforme alla realtà. Ovviamente, la colpa non è dell’avvocato perché questi, per legge (e anche questa è una “chicca” tutta da giustificare), ha il diritto-dovere di riferire al suo cliente il risultato delle proprie indagini difensive. Può capitare così che quest’ultimo – magari perché è presidente del Consiglio – prometta a un ufficiale di Polizia una rapida carriera, a patto che questi eviti di arrestare la borseggiatrice e assicuri alla giovane ladra un futuro radioso nel mondo dello spettacolo. Il tutto per nascondere sotto il tappeto fatti e comportamenti che comprometterebbero la sua onorabilità personale e il suo ruolo pubblico. Insomma e in definitiva, pongo un quesito tecnico senza volermi addentrare in alcun caso specifico: davvero la suddetta norma che prevede le cosiddette “indagini preventive difensive” è una norma di garanzia e non si stia rivelando, invece, un sistema perverso per aggirare la legge, legalizzando l’inquinamento probatorio? Credo che un dibattito su tale questione, oggi più che mai, possa diventare attuale”.

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