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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘indebitamento’

Difficoltà e sovra indebitamento delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

equitalia1Le buone notizie ed i provvedimenti atti a sostenere le famiglie in difficoltà e sovra indebitate, non hanno mai fine in questo Paese.Infatti, dal 1° luglio 2017, grazie alla nuova forma giuridica nata dall’accorpamento tra Equitalia e Agenzia delle Entrate, ci sarà la possibilità per questo nuovo “Giano Bifronte” di prelevare direttamente il denaro dal conto corrente, dato che la cartella esattoriale di pagamento è già un atto esecutivo.Quindi maggiori poteri per questo nuovo ente pubblico, che comunque rimane controllato dal Ministero delle Finanze. Potrà verificare i redditi ed i beni in possesso dei contribuenti per pignorarli, semplicemente accedendo a qualsiasi banca dati telematica. Inoltre potrà venire a conoscenza di eventuali spostamenti di denaro che sono stati fatti per evitare il pignoramento.Equitalia potrà poi venire a conoscenza del luogo in cui lavorate e pignorarvi lo stipendio.Ovviamente Equitalia smentisce argomentando che è una norma in vigore dal 2005 e perciò dal 1° luglio nessuna novità:” Equitalia procede alle azioni esecutive solo dopo che il contribuente non ha dato seguito agli atti che gli sono stati notificati (cartella di pagamento, solleciti di pagamento, avvisi di intimazione), né provvedendo al loro pagamento, neanche in forma rateale, né contestandone il contenuto”, afferma in una nota l’ente.Codici ritiene il pignoramento di un conto corrente un atto di inciviltà estremo, si pensi alle famiglie che sul conto hanno i soldi con i quali devono pagare oltre alle utenze o all’affitto, ad esempio proprio un finanziamento, una rata qualsiasi, l’asilo dei figli, o semplicemente con il denaro depositato devono vivere.
Tra l’altro, prima Equitalia ti pignora il conto corrente con i soldi che vi sono depositati, poi è il cittadino a dover fare causa rivolgendosi ad un giudice. Dopo quanto tempo rivedrà i propri soldi? Dati i tempi delle cause italiane, tre o quattro anni.E’ una barbarie autorizzata, per vessare il cittadino già ulteriormente provato, afferma il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli.Equitalia prima di adottare questi provvedimenti coattivi, dovrebbe capire che situazione vi è sotto una mancata risposta di qualsivoglia natura da parte del cittadino, e non metterlo spalle al muro rischiando che si rivolga agli strozzini.

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L’espansione di Gefco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2016

CourbevoieCourbevoie, Francia. Il Gruppo GEFCO, attore mondiale nella logistica per l’industria e leader europeo nella logistica automobilistica, ha registrato un fatturato di € 4,2 miliardi nel 2015, con una crescita del 3% rispetto al 2014. Luc Nadal, presidente del Consiglio di Amministrazione del Gruppo GEFCO, afferma: “Nel 2015, nonostante un contesto economico mondiale instabile, GEFCO ha raggiunto dei buoni risultati ed è riuscita a migliorare la propria posizione di operatore logistico globale. Il Gruppo ha rafforzato la sua presenza internazionale con l’apertura di nuove filiali e l’acquisizione dell’olandese IJS Global, ampliando al tempo stesso l’offerta logistica e il portafoglio clienti. Ritengo che questi risultati siano la prova tangibile della fiducia dei nostri clienti nell’expertise di GEFCO e nell’impegno messo dai nostri team per creare valore in ogni fase della catena logistica”.
Nel 2015, Il Gruppo GEFCO ha realizzato un fatturato di € 4,2 miliardi, il 3% in più rispetto al 2014. Il Gruppo ha prodotto un flusso di cassa disponibile di € 173 milioni negli ultimi tre anni, con un bassissimo livello di indebitamento, specchio di una solida situazione finanziaria. Il piano di miglioramento avviato a metà 2014 per aumentare la flessibilità dei costi e il modello di business “asset-light” del Gruppo, hanno contribuito a un’efficace gestione dei costi da parte della società. D’altro canto, il Gruppo ha continuato ad ampliare il proprio portafoglio clienti, registrando un aumento del 9,5% del fatturato generato dai clienti industriali internazionali.L’indice EBITDA risulta tuttavia più basso rispetto all’anno precedente (-18%). Le ragioni di questa battuta d’arresto sono riconducibili a una serie di fattori quali il crollo del prezzo del petrolio, la crisi economica che ha colpito duramente paesi come Russia e Brasile, o ancora le difficoltà incontrate dalle case automobilistiche in Sud America e Russia.Infine, i giganteschi sforzi compiuti dai team GEFCO, oltre a gettare solide basi per il futuro, hanno permesso al Gruppo di restare nella top ten degli operatori europei di logistica integrata e di continuare ad essere i numeri uno in Europa nella Logistica dei Veicoli Finiti.
La crescita delle attività del Gruppo dimostra l’importanza della sua strategia di diversificazione e la sua implementazione di successo.
Fondata nel 1949 per raccogliere le sfide logistiche dell’industria automobilistica, GEFCO collabora oggi con i principali produttori e fornitori di veicoli in tutto il mondo per gestire al meglio le loro complesse catene logistiche. La proficua collaborazione con DACIA – fino a 600.000 veicoli consegnati in 10 anni – e il contratto di sette anni firmato con PSA Peugeot Citroën per gestire il loro parco auto in Francia – costituiscono altrettante prove, come confermano i risultati raggiunti nel 2015, della qualità e del know-how del Gruppo.Contemporaneamente, GEFCO attua con successo una strategia di diversificazione per dare impulso a una crescita futura redditizia, sostenendo lo sviluppo dei suoi clienti industriali in tutto il mondo con soluzioni logistiche globali. Tra i principali successi del 2015, si possono citare i piani di trasporto multimodali elaborati e attuati GEFCO per Schneider Electric in Europa e nei Balcani, per Alstom Transport tra Francia e Kazakistan, o ancora per Eska Graphic Board – produttore ed esportatore olandese di cartone grafico di elevata qualità – dai Paesi Bassi al resto del mondo. GEFCO prosegue inoltre lo sviluppo delle proprie attività di integratore logistico 4PL: oltre al contratto con General Motors stipulato nel 2012, il Gruppo ha ampliato il proprio portafoglio clienti nel 2015 aggiudicandosi un contratto con Ferronordic Machines per gestire in Russia flussi intermodali di macchinari pesanti e fuori misura di Volvo Construction Equipment.

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Esiste un elettorato responsabile e consapevole?

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Il tema politico si confonde sempre e in ogni caso con quello economico. E su questa lunghezza d’onda i politici italiani devono misurarsi con il loro elettorato. Ora ci chiediamo se è possibile conciliare l’attesa-speranza di una società composita, unita nel desiderio di avere sulle spalle meno Stato, ma che si trova ad essere oppressa da un indebitamento pubblico da capogiro, e capire se è giusto che un qualsivoglia governo non trovi l’onestà intellettuale nel saper esprimere con franchezza le cose come stanno senza ciurlare nel manico. Per anni, oramai, abbiamo avuto con una certa regolarità forti iniezioni di “ottimistiche previsioni” e che poi si sono infrante con dei furbeschi raggiri. Un tempo le parti sociali si mettevano d’accordo e a pagare era “pantalone” ora che i bilanci pubblici sono a secco la tecnica sembra essere quella del gioco delle tre carte per scaricare la fregatura al solito giocatore di turno, ovvero gli italiani, rei di sperare in una società più egualitaria che non esiste nemmeno come utopia. Da ciò che c’è dato di sapere il tavolo della trattativa, “imbandita dall’attuale governo”, punta, essenzialmente, ad accontentare il palato più esigente ed influente per riservare agli altri forse le briciole, se si comportano da bravi sudditi. E tali potentati provengono dal mondo industriale e dalle amministrazioni locali. Cosa significa, in termini finanziari, ovvero visto dalle tasche dell’uomo della strada, è facile arguirlo. Si diminuiscono le imposte al centro e si aumentano quelle pretese dalle amministrazioni locali. Ma non sarà un rapporto di natura strettamente contabile nel senso che togli due ed aggiungi due. Tutt’altro. Sarà invece togli due ed aggiungi tre, se ci va bene. E a questo punto ci troveremo nel bel mezzo di toni trionfalistici di chi afferma che ha rispettato il patto con gli elettori perché ha diminuito le imposte e se, in pratica sono aumentate, come sta già avvenendo in queste ore, la colpa non è del governo ma delle amministrazioni locali. Come dire: prendetevela con i vostri amministratori diretti, noi non ne siamo responsabili. E chi vota cosa dovrebbe fare? Avere per lo meno la memoria di un elefante e ricordarsi di quel passato che dovrebbe pur aver insegnato qualcosa.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Allarme usura in tutta Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2011

“Nel 2011 sta dilagando l’usura in tutta Italia, ed in particolare nel Mezzogiorno, a seguito della grave situazione di difficolta’ economica in cui versano le famiglie e le piccole imprese. Il sovra indebitamento delle famiglie in Italia, nei primi 2 mesi del 2011, è cresciuto del 165,8%, rispetto allo stesso periodo del 2010 e l’usura è aumentata del 116,3%”. Lo rilevano i dati diffusi oggi ad Genova a conclusione del convegno “Usura e fisco e riscossioni tributi”, che saranno pubblicati sul magazine Contribuenti.it, dall’Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno del sovra indebitamento delle famiglie e delle piccole imprese in Italia. “In Italia nel 2011 sono a rischio d’usura 2.310.000 famiglie e 2.030.000 piccoli imprenditori – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Il debito medio delle famiglie italiane ha raggiunto la cifra di 35.200 euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto dei 54.600 euro”. “Al primo posto delle regioni maggiormente esposte all’usura – afferma Vittorio Carlomagno presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani – troviamo la Campania, Liguria, Valle d’Aosta, Toscana, Sicilia, Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Puglia, Emilia Romagna, Calabria, Veneto, Lazio, Liguria, Friuli V-Giulia, Umbria, Trentino-A.Adige, Sardegna, Basilicata, Marche e Molise. ”La crisi economica, l’aggressione al patrimonio familiare da parte delle esattorie, il proliferare del pagamento delle tasse a rate, la impossibilità di accesso al credito bancario, la crescita dei giochi d’azzardo legalizzati ed il boom delle carte di credito revolving, con tassi del 25,92%, – continua Carlomagno – stanno trascinando migliaia di famiglie e piccole imprese nelle mani di spregiudica ti usurai”.”I dati – conclude Carlomagno – confermano che il fenomeno sta aumentando e l’apice potrebbe essere raggiunto a giugno in coincidenza con il pagamento delle tasse. In passato, ogni qual volta l’economia ha segnato brusche frenate, l’usura ha subito delle forti crescite. Ora c’e’ un ulteriore problema: oltre la poca propensione alla elargizione del credito associata a commissioni insopportabili applicate dalle banche e dalle esattorie, si sta registrando una aggressione al patrimonio familiare da parte del fisco, sia direttamente mediante la riscossione coattiva, che indirettamente attraverso l’uso spregiudicato dei giochi d’azzardo legalizzati, costringendo numerose famiglie monoreddito a richiedere prestiti”. Contribuenti.it chiede urgentemente al governo di sospendere la riscossione delle imposte nei confronti di tutti coloro che sono assistiti dalle Fondazioni Antiusura e di quelli che hanno perso di recente il posto di lavoro, di bloccare il gioco di azzardo le galizzato in tutti i luoghi pubblici e, soprattutto, di riformare urgentemente il fisco, accorpando la funzione di accertamento e riscossione in testa ad un unico soggetto pubblico, che si qualifichi per trasparenza equità ed imparzialità, abbandonando per sempre la logica del profitto”. (Associazione Contribuenti Italiani)

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Piano industriale Enel 2011-2015

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

“Riduzione dell’indebitamento e continuità nel flusso degli investimenti, con particolare attenzione alle Rinnovabili, alle Reti e alla Ricerca: questi gli elementi positivi che emergono dai risultati di Bilancio 2010 e dal Piano 2011-2015, presentato ieri dall’AD di Enel, Fulvio Conti”, è quanto afferma il Segretario Generale della FLAEI-CISL, Carlo De Masi. “Rileviamo prospettive incoraggianti sul versante dell’indebitamento che, comunque, rimane ancora elevato,” prosegue il sindacalista, “e apprezziamo l’impegno di Enel a confermarsi leader nei mercati di riferimento, così come l’obiettivo di portarsi ai vertici mondiali nel campo dell’Innovazione e delle Rinnovabili. Valutiamo, invece, insufficienti gli investimenti in Italia e gli interventi infrastrutturali, anche per le prospettive di sviluppo e crescita dell’occupazione, diretta e indotta. È quanto chiederà la FLAEI-CISL alla presentazione del Piano alle OO.SS.” “In tal senso, e in un momento di crisi come l’attuale, ci aspettavamo maggiore equilibrio tra dividendi, investimenti e riduzione dell’indebitamento: un pay out al 60% dell’utile netto e un dividend yeld superiore al 7% ci sembrano elevati” conclude De Masi.

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Roma: Atac bilancio in rosso

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2010

Il bilancio 2009 dell’Atac, varato in extremis dal CdA, ha evidenziato una perdita di esercizio di oltre 91 milioni, quasi un miliardo e mezzo di indebitamento complessivo e un margine operativo lordo che passa dai 97,4 milioni dell’anno precedente a 60,5. Cifre allarmanti, soprattutto alla luce del fatto che nei piani del Comune di Roma la fusione di Metro e Trambus in un unico gestore, l’Atac appunto, avrebbe dovuto contribuire a ridurre i costi e aumentare i ricavi. Il Campidoglio ha inviato una task force di ispettori guidati dall’assessore al Bilancio Maurizio Leo, che ha già potuto riscontrare una perdita di esercizio di circa 120 milioni. L’obiettivo è puntare al pareggio di bilancio entro il 2012, ma riuscirvi senza aumentare il prezzo dei biglietti di bus e metro appare una missione quasi impossibile. L’incremento delle spese per il personale, un costo degli ammortamenti che si aggira sui 130 milioni, il peso degli oneri finanziari e i gravi sprechi di denaro nelle manutenzioni sarebbero alla base del grave buco nel bilancio dell’azienda di trasporti capitolina, ma per il vicesegretario laziale dell’Italia dei Valori Oscar Tortosa i motivi sarebbero altri: “Il grosso problema dell’Atac è una questione annosa, da noi più volte denunciata nei mesi scorsi. Nessuno ci ha mai dato risposte sulle centinaia di assunzioni di nuovi dirigenti e quadri intermedi fatte senza concorso sia dalla Metro, sia dal Cotral, sia dall’Atac stessa, e ora la situazione è arrivata al culmine. La domanda è legittima: com’è potuto succedere che questo bilancio sia arrivato da 90 a 120 milioni di passivo in così poco tempo? Gli stipendi dei dirigenti sono arrivati alle stelle ed è impensabile che in un’azienda di trasporto pubblico il numero degli impiegati sia quasi in linea con quello degli autisti. Questo deve farci riflettere sui modelli di amministrazione che abbiamo. Quando mesi fa denunciammo le irregolarità nelle assunzioni Atac – conclude il rappresentante del partito presieduto da Antonio Di Pietro – nessuno in consiglio comunale ci diede risposte. Che lo facciano ora”.

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Tariffe: rischio aumenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

Il taglio delle risorse agli enti locali ha già prodotto nell’anno passato aumenti in alcuni servizi doppi o tripli rispetto all’inflazione, ma le previsioni del dopo ferie rischiano di essere ulteriormente più pesanti. Molti infatti sono i Comuni che stanno approntando aumenti delle tariffe nei vari servizi con aumenti a due cifre. Tutto ciò è evidente il nesso tra i tagli da parte del Governo e questi aumenti che si ripercuoteranno sulle famiglie il cui reddito è diminuito a causa della recessione come evidenziano i dati del crescente indebitamento Adiconsum chiederà alla ripresa delle ferie un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico affinché siano assunti impegni per calmierare eventuali forti aumenti delle tariffe dei servizi nel dopo ferie. Per Adiconsum gli aumenti devono restare nel tasso dell’inflazione. Solo una migliore qualità del servizio può giustificare una richiesta di aumento.

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Italiani sempre più poveri

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2010

Secondo le stime di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani: – nel primo quadrimestre del 2010 il sovra indebitamento delle famiglie italiane è cresciuto del 23,6% rispetto al 2009 e la propensione all’usura è salita del 14,4%, 10% in più rispetto alla media europea. Lo ha calcolato KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente e Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno dell’usura in Italia. “Questa tendenza proseguirà però nei prossimi anni”, annuncia il presidente di Contribuenti.it Vittorio Carlomagno secondo il quale la propensione all’usura in Italia crescerà ancora nel corso del 2010. Secondo le stime di Contribuenti.it, nel primo quadrimestre del 2010 in Italia vi sono 2.950.000 famiglie sovra indebitate di cui 1.642.000 famiglie a rischio d’usura e 1.100.000 famiglie a rischio alimentare. Il debito medio delle famiglie italiane ha raggiunto, nel primo quadrimestre del 2010, la cifra di 28.300 euro. I due terzi delle famiglie povere risiedono nel Mezzogiorno. Nel 2010 al primo posto tra regioni maggiormente esposte al rischio usura troviamo il Piemonte, seguito dalla Campania, Valle d’Aosta, Sicilia, Abruzzo, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto, Lazio, Puglia, Calabria, Liguria, Friuli V-Giulia, Umbria, Trentino-A.Adige, Sardegna, Basilicata, Marche e Molise. Invece, tra le province, le più esposte risultano essere Palermo, Agrigento, Matera, Lecce, Caserta, Crotone, Vibo Valentia, Caltanissetta, Napoli, Imperia, Trieste, Aosta, Venezia e Belluno; al contrario, Campobasso, Siena e Isernia sono le province dove il livello di sovra indebitamento è più basso. Contribuenti.it propone al governo di sospendere la riscossione forzata delle imposte – attraverso l’uso di ganasce fiscali, del pignoramento della pensione o del conto postale – nei confronti delle famiglie e dei piccoli imprenditori sovra indebitati assistite dalle benemerite Fondazioni Antiusura, di introdurre misure restrittive nei confronti del gioco legalizzato che sta diventando l’altra faccia di un’Italia sempre più povera e, soprattutto, di riformare il fisco, rendendolo più equo, ponendo al centro del sistema la famiglia al posto dell’impresa”.

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Solidità aziendale e mercati emergenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Prasad fa notare che “nei mercati emergenti si assiste anche a una maggiore solidità a livello aziendale. Per tutti gli ultimi anni, i mercati emergenti hanno continuato a generare un ROE più alto a fronte di un livello d’indebitamento ben più basso di quello che si riscontra nei paesi sviluppati. Le attuali stime per il 2010 e per gli anni successivi appaiono molto forti. Dai nostri dati rileviamo che, stando alle previsioni attuali, la crescita dell’utile per azione nei mercati emergenti per i prossimi due anni tocca il 24%. Questi elementi sono segno di una forte capacità di tenuta economica e sempre più numerose ed eccellenti opportunità di crescita economica nel lungo periodo”.  Secondo l’analisi di Batterymarch, in Cina, il processo di restrizione della politica monetaria si protrarrà per i prossimi 12-18 mesi, mentre è improbabile che le autorità alzino i tassi di interesse nel breve termine”. Inoltre, aggiunge Prasad, “questa politica monetaria rigorosa ha come obiettivo rallentare la crescita del paese senza fermarla. Dal momento che la Cina è una locomotiva dell’espansione economica anche per altri mercati emergenti, la crescita in questi ultimi perderà inevitabilmente un pò di spinta, ma questo non sarà evidente prima di altri sei-nove mesi. Indipendentemente da questi cambiamenti, i mercati emergenti dovrebbero continuare a crescere a un ritmo molto più accelerato di quello del mondo avanzato e i prezzi delle azioni dovrebbero continuare a beneficiarne a mano a mano che si rafforzano gli utili delle imprese”.
Legg Mason è una società di gestione di investimenti globale che gestisce asset per un totale di 679 miliardi di dollari Usa al 28 febbraio 2010. La società offre una gestione attiva degli asset in molti dei principali centri di investimento del mondo. Legg Mason, con sede centrale a Baltimora, Stati Uniti, è quotata presso il New York Stock Exchange (codice: LM).

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Adiconsum: Cresce l’indebitamento della famiglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2010

Nella riorganizzazione del paniere, giustamente viene addebitato un maggior peso ai servizi rispetto ai beni di consumo, anche se tale attribuzione rischia di essere non corretta per il minor potere d’acquisto di molte famiglie dovuto alla perdita del posto di lavoro o alla messa in cassa integrazione. Ma il dato più evidente è l’esclusione, anche nel paniere 2010, dalle rilevazioni dell’Istat dei costi per interessi sostenuti dalle famiglie per i mutui o per il credito al consumo o per i premi delle  varie polizze assicurative. La rilevazione di tali costi è fondamentale soprattutto nella fase post-recessione, in cui il maggior rischio è una non corretta percezione della ripresa dell’inflazione. L’Istat ha poi contemporaneamente diffuso i dati sugli indici provvisori dei prezzi al consumo del mese di gennaio 2010, che registrano una preoccupante ripresa dell’inflazione. Indispensabile a tale proposito, ad avviso di Adiconsum, un  serio monitoraggio e un controllo sulle tariffe, che in questi ultimi mesi hanno avuto aumenti significativi e ingiustificati.

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Credito al consumo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2009

L’Avviso Comune e la costituzione di un Ente Bilaterale tra Adiconsum, Associazione difesa consumatori e ambiente e Unirec, Unione nazionale delle imprese di recupero, gestione e informazione del credito, aderente a Confindustria, si sono resi necessari alla luce della pesante situazione economica che si trovano e si troveranno ad affrontare nei prossimi mesi le famiglie italiane, gravate dalla difficoltà ad onorare le rate dei finanziamenti del credito al consumo accesi. La firma di un Avviso Comune tra Adiconsum e Unirec, e la costituzione di un Ente Bilaterale, rende più strutturata la relazione Imprese-Consumatori. La costituzione dell’Ente Bilaterale riveste particolare importanza, perché si pone come obiettivi: la realizzazione di un Osservatorio Bilaterale paritetico nazionale per il rilevamento ed il monitoraggio del settore, anche per ciò che riguarda le morosità dei cittadini e delle famiglie; l’attivazione di un numero verde per fornire ai cittadini una corretta informazioni sui diritti/doveri in ordine alle obbligazioni di carattere giuridico-economico; l’elaborazione di una Carta dei diritti/doveri del Consumatore; la realizzazione di uno sportello di ascolto delle problematiche delle famiglie relative ai manati pagamenti; l’istituzione di una Commissione per la conciliazione extragiudiziale paritetica per dare risposte immediate ai consumatori e ai creditori, senza costi e senza intasare i tribunali; la definizione di standard di qualità del settore; la realizzazione di campagne formative e informative ai lavoratori delle aziende che aderiscono ad Unirec sia ai cittadini, in particolare a pensionati e studenti. Per questi ultimi si realizzerà materiale divulgativo (lezioni multimediali, sito web, pagina sui principali social network, DVD) che verrà distribuito anche nelle scuole. Infine, scopo prioritario dell’Ente Bilaterale sarà la realizzazione di un Fondo di Solidarietà per le famiglie che si trovino in condizioni particolari di indebitamento.

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Educazione finanziaria come materia scolastica

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

Adiconsum ha svolto un’audizione presso la Commissione Industria del Senato sull’educazione finanziaria. I tracolli dovuti ai crack finanziari, unitamente agli scarsi risultati raggiunti da alcune normative  e ad una sempre maggiore complessità del mercato e degli strumenti finanziari, pongono l’educazione finanziaria come fondamentale elemento per lo sviluppo del benessere del singolo e della collettività. Una corretta educazione finanziaria può consentire al consumatore di gestire al meglio i propri risparmi, scegliere gli investimenti meno rischiosi, ricercare le forme più idonee di indebitamento, migliorando quindi la pianificazione economica della famiglia e tutelandone la ricchezza. Adiconsum, apprezzando la convocazione dei senatori, auspica l’unificazione dei vari DDL  in un unico testo condiviso  e la rapida approvazione. Adiconsum ha sottolineato nell’audizione l’importanza della “formazione” dei soggetti deputati all’educazione finanziaria. Due infatti ad avviso di Adiconsum i rischi: 1) fornire informazioni non coerenti, perché provenienti da più soggetti diversi (istituzioni, intermediari, associazioni consumatori); 2) fornire informazioni contrastanti (valutazione del rischio, rating, rendimenti, ecc.). Ciò disorienterebbe ancora di più il consumatore. Adiconsum ritiene che le Associazioni Consumatori, in qualità di soggetti più vicini alle difficoltà e alle necessità dei consumatori e forti della loro esperienza di informazione al consumatore, possano ricoprire un ruolo importante anche in tema di educazione finanziaria.

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Banca e impresa, un rapporto vincente

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2009

Il 2009 porta una novità per Factory School: nasce il settore della formazione aziendale per l’aggiornamento professionale.  Il primo progetto prende spunto dalle normative di controllo introdotte dagli accordi di Basilea2: “Il rapporto Banca e Impresa – Le aree critiche, i presidi e l’utilizzo della finanza aziendale per gestire e migliorare la relazione con il sistema del credito” (Padova 25/11-27/11) è un corso di formazione innovativo che Factory School ha sviluppato con la società di consulenza “Ingegna Finanza”. Rivolto a imprenditori, responsabili amministrativi e finanziari, consulenti aziendali, ragionieri e dottori commercialisti, insegna tutti gli strumenti per gestire il rapporto con le banche in modo attivo ed efficace. Trasmettere correttamente informazioni sul proprio business permette alle banche di monitorare i rischi, ma porta anche l’azienda a impostare un controllo di gestione efficiente. Il risultano finale è che si migliora il proprio rating e di conseguenza si arriva a diminuire i costi del credito. Gestire bene la finanza è infatti per le aziende una leva strategica esattamente tanto quanto lo sono le altre risorse. Non è poco, visto che molte imprese faticano a tenere sotto controllo le spese e ad avere coscienza delle loro esigenze finanziarie e dei relativi costi.  I tre giorni intensivi di formazione forniranno quindi conoscenze molto preziose per mantenersi competitivi. Ingegna Finanza vanta tra le proprie risorse Docenti Universitari e Formatori Professionisti che operano con Banche, Associazioni di categoria ed Aziende. I corsi sono in tal modo il risultato delle esperienze maturate nella consulenza diretta, a cui si aggiunge il rigore scientifico della ricerca universitaria.  Le materie toccate si raggruppano in tre moduli: la valutazione e la comunicazione delle performance aziendali; la gestione del Capitale Circolante Netto Funzionale e del Capitale Strutturale; il monitoraggio del costo dell’indebitamento.

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L’indebitamento delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Adiconsum ha presentato l’indice di rischiosità delle famiglie italiane. Dalla ricerca le famiglie siciliane sono quelle che maggiormente rischiano di trovarsi indebitate. Ma non sono fuori pericolo neanche le famiglie campane, quelle calabresi e un po’ a sorpresa quelle laziali, seguite dalle famiglie pugliesi. Adiconsum ha elaborato un indice di rischiosità prendendo in considerazione 12 parametri (economico-sociali e finanziari): reddito medio pro-capite, Pil pro-capite, occupazione, povertà relativa, spesa media mensile, sfratti, prestiti, credito al consumo, finanziamento acquisto abitazioni, sofferenze, depositi bancari, protesti. Tra i dati negativi spiccano: • quasi il 30% di povertà relativa in Sicilia; • il raddoppio dei protesti in un solo semestre e l’aumento dell’importo medio • la riduzione del risparmio • l’aumento delle sofferenze bancarie    Tutti i valori presi in esame sono peggiorati rispetto al periodo precedente, a dimostrazione di come la crisi stia arrivando a colpire sempre più le famiglie. Per Adiconsum la situazione riscontrata obbliga ad intervenire sicuramente sul comparto creditizio-finanziario: le norme che entreranno in vigore  tra oggi e l’aprile 2010 saranno determinanti: trasparenza, revisione tassi usura, direttiva credito ai consumatori, mediazione creditizia, arbitro bancario finanziario.  Ma non basta. Per aiutare le famiglie Adiconsum chiede ulteriori misure concrete quali: •l’estensione della moratoria sui mutui e sulle bollette delle utenze domestiche alle famiglie •  la rapida attuazione delle norme già emanate (v. Fondo Gasparrini per la sospensione delle rate dei mutui) • la riattivazione del Fondo di garanzia sul credito al consumo (del Ministero dello Sviluppo Economico) ampliandone il ricorso oltre il limite dei 3.000 euro • la creazione di un Fondo per l’accesso al credito dei lavoratori precari.

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Indebitamento delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2009

Roma 12 ottobre 2009 – 9.30 Cnel – Sala della Biblioteca V.le David Lubin 2 Forum su  Indebitamento delle famiglie italiane Risposte alla crisi e nuove tutele Il Forum farà il punto sulla situazione di indebitamento delle famiglie in Italia, sulla normativa in discussione, sulle proposte di Adiconsum per sostenere le famiglie. Adiconsum presenterà inoltre l’indice di indebitamento elaborato dall’associazione stessa. Dopo il saluto del presidente del Cnel On. Antonio Marzano i lavori saranno introdotti da Fabio Picciolini, segretario nazionale Adiconsum con gli interventi di Anna Maria Furlan, segretaria confederale cisl, Alessandro Messina, responsabile settore crediti retail Abi, Umberto Filotto, segretario generale Assofin, Aldo Soldi, presidente ANCC-Coop, Antonio Adinolfi, Direttore V dipartimento – Ministero Economia e finanze, Andrea Ciani, Studio legale Ciani. Le conclusioni saranno tratte da Paolo Landi, segretario generale Adiconsum.  Coordina: Giovanni Valentini, editorialista e giornalista de “La Repubblica”

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E’ allarme usura in tutta Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

“Nel 2009 si sta diffondendo a macchia d’olio l’usura in Italia a seguito della grave situazione di difficoltà economica in cui versano le famiglie e delle piccole imprese, alla impossibilità di accesso al credito bancario ed al proliferarsi delle scommesse sportive. Il sovra indebitamento delle famiglie, nei primi 8 mesi del 2009, è cresciuto del 89,3%, rispetto al 2008 e l’usura è aumentata del 71,6%”. Lo rilevano i dati resi noti oggi da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno del sovra indebitamento delle famiglie e delle piccole imprese in Italia. In Italia sono a rischio 1.693.000 famiglie e 1.254.000 piccole imprese – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Nei 8 mesi del 2009, il debito medio delle famiglie ha raggiunto la cifra di 28.600 euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto dei 48.200 euro”.
Nel 2009 al primo posto tra regioni maggiormente esposte al rischio usura troviamo il Piemonte, seguito dalla Campania, Valle d’Aosta, Sicilia, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto, Lazio, Puglia, Calabria, Liguria, Friuli V-Giulia, Umbria, Abruzzo, Trentino-A.Adige, Sardegna, Basilicata, Marche e Molise. ”La crescita delle scommesse sportive, la impossibilità di accesso al credito bancario, il boom delle carte di credito revolving, e della rateizzazione fiscale – continua Carlomagno – stanno trascinando migliaia di famiglie e piccole imprese nelle mani agli usurai.” ”Purtroppo – prosegue Carlomagno – dati confermano che il fenomeno sta aumentando e che ancora non si è raggiunta la punta dell’iceberg. In passato, ogni qual volta l’economia ha segnato brusche frenate, l’usura ha subito delle forti crescite. Ora c’e’ un ulteriore problema. Ovvero, oltre la poca propensione alla elargizione del credito associata a commissioni insopportabili applicate dalle banche, si sta registrando una aggressione al patrimonio familiare da parte del fisco, sia direttamente mediante la riscossione coattiva, che indirettamente attraverso l’uso spregiudicato delle scommesse sportive, costringendo numerose famiglie monoreddito a richiedere prestiti. Tra queste, diverse sono quelle che si sono rivolte alle fondazioni antiusura”. Contribuenti.it chiede al governo uno stanziamento straordinario di un miliardo di euro a favore del microcredito sociale, di far partire quanto prima la Banca del Mezzogiorno e, soprattutto, di bloccare l’accanimento verso il gioco di azzardo che sta diventando “l’altra faccia di un’Italia sempre più povera”.

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Usura: in sette mesi cresce del 68,4%

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2009

E’ allarme usura in tutta Italia. “Nel 2009 si sta diffondendo a macchia d’olio l’usura in Italia a seguito della grave situazione di difficoltà economica in cui versano le famiglie e delle piccole imprese ed al proliferarsi delle scommesse sportive. Il sovra indebitamento delle famiglie, nei primi 7 mesi del 2009, è cresciuto del 84,6%, rispetto al 2008 e l’usura è aumentata del 68,4%”. Lo rilevano i dati resi noti oggi da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno del sovra indebitamento delle famiglie e delle piccole imprese in Italia. In Italia sono a rischio 1.668.000 famiglie e 1.213.000 piccole imprese – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Nei 7 mesi del 2009, il debito medio delle famiglie ha raggiunto la cifra di 27.500 euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto dei 47.700 euro”. Nel 2009 al primo posto tra regioni maggiormente esposte al rischio usura troviamo il Piemonte, seguito dalla Campania, Valle d’Aosta, Sicilia, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto, Lazio, Puglia, Calabria, Liguria, Friuli V-Giulia, Umbria, Abruzzo, Trentino-A.Adige, Sardegna, Basilicata, Marche e Molise. ”La crescita delle scommesse sportive, la crisi economica, il boom delle carte di credito revolving, e della rateizzazione fiscale – continua Carlomagno – rischiano di far scivolare migliaia di famiglie e piccole imprese in mano agli usurai. Soprattutto le scommesse sportive stanno spingendo, negli ultimi mesi, gli italiani ad indebitarsi sempre di più, facendosi prestare soldi da persone inaffidabili.”
”Purtroppo – prosegue Carlomagno – dati confermano che il fenomeno sta aumentando e che ancora non si è raggiunta la punta dell’iceberg. In passato, ogni qual volta l’economia ha segnato brusche frenate, l’usura ha subito delle forti crescite. Ora c’e’ un ulteriore problema. Ovvero, oltre la poca propensione alla elargizione del credito da parte delle banche si sta registrando una aggressione al patrimonio familiare da parte del fisco, sia direttamente mediante la riscossione coattiva, che indirettamente attraverso l’uso spregiudicato delle scommesse sportive, costringendo numerose famiglie monoreddito a richiedere prestiti. Tra queste, diverse sono quelle che si sono rivolte alle fondazioni antiusura”. Contribuenti.it chiede al governo uno stanziamento straordinario di un miliardo di euro a favore del microcredito sociale, di far partire quanto prima la Banca del Mezzogiorno e, soprattutto, di bloccare l’accanimento verso il gioco di azzardo che sta diventando “l’altra faccia di un’Italia sempre più povera”.devolvendo il montepremi del Supenalotto interamente ai terremotati di Abruzzo. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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Crisi: Indebitamento famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2009

I dati sull’indebitamento delle famiglie della CGIA Mestre preoccupano non tanto per le realtà del centro-nord, dove il maggior indebitamento delle famiglie è legato a redditi più alti, ma i dati per quelle del centro-sud, dove il crescente indebitamento è stato una risposta delle famiglie alle crescenti difficoltà dovute alle crisi. Grave, in un periodo in cui il reddito reale lavoratori e pensionati è rimasto inalterato, è l’aumento complessivo dell’indebitamento che dal 2002 al 2008 è quasi raddoppiato (+81,28% secondo la CGIA di Mestre). I dati della CGIA non fanno che confermare altri indicatori, compresi quelli dell’Adiconsum che vede aumentare le richieste di aiuto e di assistenza. Le famiglie sono in difficoltà nel pagare la rata del mutuo o i vari prestiti contratti con il credito al consumo. Per questo è indispensabile che, come per le imprese, anche per le famiglie venga prevista una moratoria prevedere, anche per le famiglie, una moratoria sui prestiti, per evitare che molte di esse cadano nell’illegalità. Positivi possono essere i segnali di ripresa, ma non dobbiamo crearci illusioni che la ripresa possa avvenire in tempi brevi. Per Adiconsum in un  momento di forte difficoltà delle famiglie è urgente l’approvazione della legge sul sovra indebitamento, già approvata da uno dei due rami del parlamento, già in atto in numerosi Paesi europei. Una legge che consentirebbe di gestire le situazioni di difficoltà permanente in cui versano già molte famiglie. Adiconsum ha chiesto all’Autorità per l’energia alcune regole per fare fronte alle difficoltà di quelle famiglie non in grado di pagare le bollette e che in assenza di regole rischiano il distacco del servizio. Adiconsum, infine, sul problema dell’indebitamento delle famiglie, visto il sostanziale fallimento delle misure fin qui assunte, richiederà all’ABI, sotto l’alta supervisione del Governo, la sottoscrizione di un “avviso comune” come avvenuto con Confindustria e  nel prossimo mese di ottobre terrà un forum per analizzare la situazione complessiva di indebitamento delle famiglie e per presentare proposte concrete al Governo.

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Il mondo segreto dei sicari dell’economia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

Un gioco vecchio come il mondo  Il mondo segreto dei sicari dell’economia e della rete globale della corruzione a cura di Steven Hiatt Introduzione di John Perkins autore di “Confessioni di un sicario dell’economia”  In inglese sono gli Economic Hit Man, in italiano i Sicari dell’Economia, secondo la definizione coniata da John Perkins. Si tratta di consulenti lautamente retribuiti che hanno il compito di trasformare la modernizzazione dei paesi in via di sviluppo in un processo di indebitamento e di asservimento agli interessi delle grandi corporation internazionali. Nella pratica, i sicari vengono inviati nei paesi del Terzo Mondo per convincere il governante di turno a servirsi di prestiti e fondi di istituzioni come Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale. Fondi che vengono garantiti grazie a straordinarie (quanto false) previsioni di crescita economica stilate dagli stessi sicari.  I fondi verranno poi utilizzati per pagare servizi e infrastrutture per la maggior parte commissionati (e questo fa parte del contratto) a imprese americane. Il governo di quel paese non sa o non si cura dell’impossibilità di ripagare, quindi diventerà un eterno debitore degli Usa. In parole povere, una colonia dell’Impero. I metodi con cui operano sono tra i più diversi e comprendono il falso in bilancio, il riciclaggio di denaro sporco, il pagamento di tangenti, le estorsioni. Qualora la “strategia economica” non risultasse sufficientemente persuasiva o il governante di turno si dimostrasse più ostico del previsto (come accaduto con Allende o Torrijos o Roldos), ecco entrare in scena un altro tipo di sicari: gli sciacalli della CIA. Nel suo bestseller Perkins rivelava solo la punta dell’iceberg del mondo degli “agenti oscuri” dell’economia. Rispetto alla sua testimonianza diretta, la rete di corruzione è assai più profonda, fosca e ramificata. Si tratta di un network spietato che viene riassunto nella sua tragica interezza in Un gioco vecchio come il mondo dove ogni capitolo fornisce esempi concreti dell’azione dei sicari dell’economia: funzionari di banche offshore che nascondono centinaia di milioni di dollari di denaro rubato, consiglieri del FMI che operano per distruggere i programmi scolastici e sanitari in Ghana, mercenari che difendono le compagnie petrolifere europee in Nigeria, consulenti americani che riscrivono la legge irachena sulle esportazioni petrolifere, manager che finanziano i signori della guerra congolesi affinché assicurino loro la gestione del coltan necessario per i nostri computer, cellulari e playstation…

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Usura: cresce nel mezzogiorno

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2009

Allarme usura nel mezzogiorno. “Nel 2009 si sta diffondendo l’usura nel mezzogiorno a seguito della grave situazione di difficolta’ economica in cui versano le famiglie e le piccole imprese. Il sovra indebitamento delle famiglie del mezzogiorno, nei primi 6 mesi del 2009, è cresciuto del 101,2%, rispetto al 2008 e l’usura è aumentata del 82,3%”. Lo rilevano i dati statistici resi noti oggi da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno del sovra indebitamento delle famiglie e delle piccole imprese in Italia. “Nel mezzogiorno sono a rischio d’usura 532.000 famiglie e 610.000 piccoli imprenditori- afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani –Il debito medio delle famiglie meridionali ha raggiunto la cifra di 25.680 euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto dei 45.530 euro”. “Al primo posto delle regioni maggiormente esposte all’usura – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani – troviamo la Sicilia, seguita dalla Campania, Puglia, Calabria, Basilicata ed il Molise” ”La crisi economica, il crollo della borsa italiana, il boom delle carte di credito revolving, il proliferare del gioco d’azzardo ed il fisco iniquo – continua Carlomagno – rischiano di far scivolare migliaia di famiglie italiane ed imprese in mano agli strozzini”. ”I dati statistici – conclude Carlomagno – confermano che il fenomeno sta aumentando, e l’apice sarà raggiunto a luglio, presumibilmente in concomitanza con il pagamento delle imposte. In passato, ogni qual volta l’economia ha segnato brusche frenate, l’usura ha subito delle forti crescite. Ora c’e’ un ulteriore problema. Ovvero, la poca propensione alla elargizione del credito da parte delle banche, specialmente nel mezzogiorno, e l’aggressione al patrimonio familiare da parte del fisco che ha costretto numerose famiglie monoreddito a richiedere la rateizzazione delle imposte. Tra queste, numerose sono quelle che si sono rivolte agli strozzini. Sarebbe opportuno concedere una dilazione del pagamento delle tasse senza interessi”. Contribuenti.it chiede al governo uno stanziamento straordinario di un miliardo di euro a favore della Banca del Mezzogiorno, per rilanciare il Sud attraverso il microcredito sociale e per fermare il proliferarsi dell’usura. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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