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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘indennizzo’

Fondo indennizzo risparmiatori. Pubblicato il decreto, parte la macchina

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Dal 22 agosto 2019 e per i 180 gg previsti dalla normativa, i risparmiatori in possesso dei titoli indennizzabili potranno presentare apposita istanza, esclusivamente in via telematica, attraverso il PORTALE informatico reso disponibile sul sito fondoindennizzorisparmiatori.consap.it. Finalmente è arrivata la notizia tanto attesa da parte di oltre duecentomila azionisti ed obbligazionisti subordinati travolti dai fallimenti delle banche coinvolte nei crack finanziari nel periodo compreso tra il 17 novembre 2015 ed il 31 dicembre 2017. Sembrava essersi tutto fermato quando nei giorni scorsi giravano voci che la Corte dei Conti ha eccepito che i “conti dormienti”, da cui vogliono attingere i fondi per indennizzare i risparmiatori, non si possono toccare.
A questo si è poi aggiunto un ingiustificato ritardo da parte del Ministro Tria sulla firma dell’ultimo decreto (Decreto 8 agosto 2019), che sarebbe dovuta avvenire invece il 26 luglio scorso, secondo i termini dettati dal primo decreto attuativo dell’11 giugno.
Nessuno poi ci avrebbe scommesso visti i timori degli ultimi giorni legati alla caduta del Governo che avrebbe potuto bloccare definitivamente la procedura per rendere operativo il fondo e dare avvio agli indennizzi. Insomma si è trattato di un vero e proprio Limbo durato ben quattro anni e non scevro di ostacoli. L’attivazione del fondo al momento dà uno spiraglio di luce non solo ai risparmiatori, ma anche a tutte le associazioni che si sono poste a tutela dei loro diritti. L’auspicio è che il 30% di indennizzo previsto per gli azionisti venga elevato e che i tanti documenti richiesti per l’articolazione della domanda da presentare solo telematicamente non divengano un motivo per bocciare le istanze in caso di errori formali o carenze giustificabili di documenti.
Come riportato dall’articolo 1 del nuovo decreto, le istanze, corredate da tutta la documentazione necessaria, dovranno essere inviate esclusivamente in via telematica ento il termine di 180 giorni (a partire dal 22 agosto) compilando i moduli presenti sull’apposita piattaforma informatica gestita da Consap (https://fondoindennizzorisparmiatori.consap.it/), la società del Mef che si occuperà del supporto tecnico alla commissione indipendente di esperti che prenderà al vaglio invece le domande.Possono fare domanda i “risparmiatori” in possesso dei titoli indennizzabili, nonché i loro “successori” per causa di morte e i loro “familiari” (entro il secondo grado) che hanno acquisito la titolarità dei titoli indennizzabili. La domanda può essere presentata anche dai rappresentanti dagli aventi diritto.
Il Fir erogherà gli indennizzi per il 30% delle somme perdute agli ex azionisti e per il 95% agli ex obbligazionisti delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. Gli indennizzi saranno automatici per una platea stimata del 90% del totale, ovvero, ricorda il Mef, per chi ha un reddito imponibile inferiore ai 35.000 euro o un patrimonio mobiliare inferiore ai 100.000 euro. Per gli altri è previsto un processo di verifica semplificata da parte di una Commissione tecnica istituita presso il ministero. Inoltre, nel nuovo decreto sono state apportate alcune modifiche:il valore inferiore ai 100mila euro posseduto al 31 dicembre 2018 dovrà essere calcolato al netto degli strumenti finanziari oggetto dei rimborsi, nonché dei contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita. Per quanto riguarda, poi, il requisito reddituale dei 35 mila euro dichiarati ai fini Irpef, dovranno essere escluse le eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forme di rendita. (Simone Pirito, consulente Aduc per la tutela del risparmio)

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“Processi – lumaca” e equa riparazione

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

Non passa giorno che non si legga una condanna dello Stato italiano da parte della Corte di Giustizia europea per la lentezza di un numero troppo elevato di processi anche perché spesso i cittadini dopo aver ottenuto parzialmente giustizia attraverso la “legge Pinto” che ha previsto la possibilità dell’equa riparazione nel caso in cui si è stati lesi dalle lungaggini del processo, riescono ad ottenere le somme riconosciute a titolo d’indennizzo solo dopo ulteriori travagli giurisdizionali. Ecco perché in data odierna Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” segnala la sentenza n. 9541/10 della quarta sezione del Consiglio di Stato che stabilisce un importante principio di diritto secondo cui è ben ammissibile il giudizio di ottemperanza promosso contro l’Amministrazione dal cittadino che non ha ancora ottenuto il pagamento dell’equa riparazione disposta dalla Corte d’Appello in base all’articolo 3 della legge 89/2001 meglio nota come “legge Pinto” contro l’irragionevole durata dal processo.  I giudici amministrativi hanno ritenuto che il decreto di condanna a carico dello Stato fondato sulla suddetta legge contro la lentezza della Giustizia costituisce un provvedimento che ha natura decisoria in materia di diritti soggettivi e, dunque, assume efficacia di giudicato, costituendo, quindi un valido titolo nel giudizio di ottemperanza contro l’Amministrazione per ottenere l’esecuzione della condanna al pagamento della somma di denaro disposta dal giudice. Tale rimedio risulta esperibile in modo non soltanto alternativo ma anche congiunto al processo di esecuzione davanti al giudice civile, fermo restando che è impossibile ottenere due volte il pagamento della stessa somma. I giudici di Palazzo Spada nel caso di specie hanno accolto i ricorsi dei cittadini per l’ottemperanza respingendo le doglianze della P.A. che aveva ritenuto di avere comunque attivato tre delle tredici procedure di pagamento in questione anche perché, sempre secondo i giudici, solo il versamento effettivo dell’importo liquidato estingue il debito dello Stato: per adempiere l’Amministrazione ha sessanta giorni di tempo che decorrono dalla ricezione della comunicazione in via amministrativa oppure dalla data, se precedente, della notifica della stessa sentenza del Consiglio di Stato. Lo “Sportello dei Diritti” rimane a disposizione di tutti i cittadini vittime delle lungaggini processuali che spesso sono fonti di ulteriori danni che comunque il legislatore ha ritenuto indennizzabili.

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Maltempo: fasce indennizzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2010

A conclusione dell’incontro tra Autostrade per l’Italia e le Associazioni Consumatori è stato concordato, a favore di quegli automobilisti che sono rimasti bloccati in autostrada tra venerdì 17 e sabato 18 dicembre nel tratto di Firenze, un indennizzo che dovrà essere richiesto attraverso la procedura conciliativa. L’indennizzo è articolato in tre fasce in base alla gravità del disagio subito.
1.    Prima fascia: fino alle ore 20.00. Per coloro rimasti bloccati fino alle ore 20.00 di venerdì 17 sarà corrisposto il rimborso del pedaggio eventualmente pagato. Nessun addebito invece per i titolari di Viacard e Telepass.
2.    Seconda fascia: dalle 20.00 alle 23.00. Per coloro rimasti bloccati dalle ore 20.00 alle ore 23.00 di venerdì 17 in aggiunta al rimborso del pedaggio (o il non addebito su Viacard e Telepass) verrà corrisposto un indennizzo di 100 euro a veicolo attraverso una Viacard ad hoc.
3.    Terza fascia: oltre le 23.00. Per coloro rimasti bloccati dopo le ore 23.00 di venerdì 17 oltre al rimborso del pedaggio (o il non addebito su Viacard e Telepass) sarà corrisposto un indennizzo di 300 euro (cash) a veicolo.
Casi particolari: i disagi subiti dai passeggeri al seguito saranno esaminati caso per caso nella procedura di conciliazione, come pure in caso di passeggeri di pullmann.
Come chiedere l’indennizzo Dal 27 dicembre sarà disponibile sul sito http://www.autostrade.it e sul sito  http://www.adiconsum.it l’apposito modulo per presentare la domanda di conciliazione per l’indennizzo. Il modulo si basa sull’autocertificazione dell’interessato attestante l’entrata e l’uscita dai caselli dell’autostrada. In assenza di ricevute dei pedaggi, la società Autostrade si riserva di verificare la veridicità delle affermazioni contenute nell’autocertificazione. Numero verde di Adiconsum e indirizzo mail: gli automobilisti interessati possono prendere contatti con il numero verde 800 592029 attivo dalle ore 10.00 alle ore 17.00 dal lunedì al venerdì oppure inviare una mail all’indirizzo: informazioni@adiconsum.it

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Danni dovuti a vaccinazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2010

Con decreto ministeriale del 21 ottobre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.9 del 13 gennaio 2010, è stata integrata la normativa relativa ai benefici cui hanno diritto le persone danneggiate dalle vaccinazioni, individuando i criteri necessari alla formazione delle graduatorie necessarie all’applicazione dei benefici stessi. La legge n.210/92 stabilisce che chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie (per legge o per ordinanza) di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato. Ulteriori benefici sono stati introdotti dalla L. n.229/05 (cioè un ulteriore indennizzo pari rispettivamente a sei, cinque o quattro volte la somma attribuita dalla Legge n. 210, a seconda della categoria ascritta). Queste, in sintesi, alcune disposizioni del decreto: il Ministero provvede alla corresponsione dell’indennizzo aggiuntivo e dell’assegno una tantum previsti dalla legge n. 229/2005, nonché alla formazione di una graduatoria, sulla base del criterio cronologico di presentazione delle istanze degli aventi titolo, accompagnato dai parametri correttivi della gravità dell’affezione o della difficoltà economica degli aventi titolo e dei loro nuclei familiari. Il parametro della gravità dei danni subiti è stabilito in base alla L. 210/92; quello della difficoltà economica degli aventi titolo o dei loro nuclei familiari è determinato dall’indicatore economico ISEE; indennizzo aggiuntivo e rate dell’assegno una tantum sono stabiliti secondo apposite graduatorie.

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Assemblea Venezia Padova S.p.A.

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2009

Venezia 14 dicembre assemblea ordinaria della società autostradale “Venezia Padova spa”, all’interno della quale Autovie Venete detiene una quota azionaria pari al 23%, La “Venezia Padova”, proprio oggi è  confluita in Cav, la realtà mista costituita dalla Regione Veneto e dall’Anas che gestisce il Passante di Mestre. Di questo si è discusso durante il Consiglio di Amministrazione di Autovie Venete, presieduto da Giorgio Santuz,  che si è riunito oggi (martedì 1 dicembre) a Trieste nella sede della Concessionaria in Via Locchi. La società ha preso atto dei due accordi sottoscritti da Venezia Padova e Cav in merito al trasferimento dei beni che erano in capo alla concessionaria e ai termini e alle modalità previste per il pagamento dell’indennizzo il cui ammontare sarà determinato entro il 31 gennaio 2010. All’assemblea del 14 dicembre, i soci esamineranno la situazione patrimoniale e revisionale al 30 novembre 2009 e analizzeranno la possibile dismissione di alcune partecipate.

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Risarcimenti da poliomelite per il vaccino Salk

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2009

Un’interrogazione per conoscere i provvedimenti che il governo intende intraprendere per certificare ufficialmente il nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino “Salk” e la manifestazione della poliomelite associata, garantendo l’indennizzo a chi ne ha diritto, in base alla legge 210 del 1992. “In Italia – afferma Ceccuzzi ripercorrendo la questione – la vaccinazione per la poliomelite attraverso il vaccino ‘Salk’ è stata attuata dal 1957 al 1964 e è divenuta, poi, obbligatoria nel 1966. Nel corso degli anni, si sono verificati numerosi casi di poliomelite a seguito della somministrazione del vaccino ‘Salk’, in particolare tra il 1958 e il 1964, e, a seguito di tali casi, sono state numerose le domande di indennizzo presentate al Ministero competente. In base alla legge 210 del 1992 che introduce la possibilità indennizzo a favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie e trasfusioni – continua Ceccuzzi – il Ministero della salute ha riconosciuto, in numerosi casi, l’indennizzo a soggetti coinvolti dalla vaccinazione antipoliomelitica tramite vaccino ‘Salk’, ammettendo, di fatto, l’esistenza del nesso di causalità tra tale vaccino e la poliomelite associata, ma lasciando aperti numerosi contenziosi. In molti casi, infatti, il Ministero della salute si rifiuta di risarcire per la mancanza del certificato autentico di vaccinazione, nonostante si tratti di atti registrati molti decenni fa, e richiede supplementi di istruttoria spesso difficili da integrare nella documentazione”. “Tutto questo – conclude il parlamentare Pd – è profondamente ingiusto. Per questo motivo, chiediamo al governo di conoscere quali iniziative urgenti intenda intraprendere per includere tra i beneficiari dell’indennizzo i cittadini che hanno contratto la poliomelite in seguito alla somministrazione del vaccino ‘Salk’ fin dalla sua introduzione in Italia e, in particolare dal 1958, quando il nostro Paese fu colpito da una grave epidemia. Questo, infatti, consentirebbe alle Commissioni e agli organi ministeriali di archiviare le relative richieste di indennizzo e di dare, finalmente, una risposta a tanti cittadini colpiti dalla malattia”.

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Incidente stradale/assicurazione

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2009

In caso di incidente stradale, l’azione di indennizzo verso la propria assicurazione e’ facoltativa. Così la sentenza n.180 del 19 Giugno 2009 della Corte Costituzionale che, in sostanza, ha riabilitato il vecchio sistema dell’azione contro l’assicurazione del responsabile. Una sentenza interpretativa di rigetto (interpretando cioe’ la norma in conformita’ dei principi costituzionali) che è molto importante per i consumatori: il sistema dell’indennizzo diretto aveva diminuito la loro tutela nei confronti delle imprese assicurative e non aveva portato a quell’abbassamento dei prezzi tanto sbandierato. Il cosiddetto codice delle assicurazioni prevede per il risarcimento del danno da circolazione stradale una procedura d’indennizzo diretto. L’interpretazione piu’ diffusa propendeva per l’esclusivita’ di tale azione: il danneggiato, per il risarcimento del danno doveva rivolgersi al proprio assicuratore senza che gli venisse riconosciuto il rimborso delle spese  legali (avvocato, agenzia di pratiche infortunistiche, ecc.). Per cui spesso si trovava solo contro la propria compagnia assicurativa e, se non aveva le competenze necessarie, non era la situazione ideale per farsi valere. Con questa sentenza la Corte ha dichiarato questo sistema come facoltativo. Il consumatore danneggiato potrà decidere se agire contro la propria compagnia assicurativa o contro l’assicurazione del responsabile. E in quest’ultimo caso – così com’era in passato – gli potranno essere riconosciute le spese legali. (fonte aduc)

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Risarcimento per processo troppo lungo

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

La Corte di Cassazione, valutando la vicenda di un medico che aveva intentato un giudizio per ottenere compensi adeguati al numero di assistiti, ha condannato il Ministero della Giustizia al pagamento dell’indennizzo di 1.000,00 euro per ogni anno di ritardo nel processo.   Il danno non patrimoniale è conseguenza normale, ancorché non automatica e necessaria, della violazione del diritto alla ragionevole durata del processo e, pertanto, pur dovendo escludersi la configurabilità di un danno non patrimoniale in re ipsa, automaticamente e necessariamente insito nell’accertamento della violazione, il giudice, una volta accertata e determinata l’entità della violazione relativa alla durata ragionevole del processo, secondo le norme della L. n. 89 del 2001, deve ritenere sussistente il danno non patrimoniale salvo che non ricorrano, nel caso concreto, circostanze particolari che facciano positivamente escludere che tale danno sia stato subito dal ricorrente. (Avv. Ennio Grassini)

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