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Posts Tagged ‘indignazione’

Migrazioni. Oltre l’indignazione. Il razzismo nella storia d’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Torino Giovedì 6 giugno, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 L’estate scorsa ha offerto innumerevoli occasioni per indignarsi: la chiusura dei porti italiani alle navi dei naufraghi; la criminalizzazione dell’attività umanitaria delle Ong; la vergogna dei lager libici; il cinismo dell’Italia e dell’Europa che fanno finta di non vedere e si trincerano nella loro fortezza. È necessario capire che cosa sta succedendo. Confrontarsi con la realtà. Per affrontare questi temi, la Scuola per la buona politica di Torino si è rivolta alle competenze di chi da anni si occupa di fenomeni migratori: demografi, giuristi, antropologi, storici, ma anche esponenti politici e giornalisti alle prese con la gestione concreta dell’accoglienza o con la sua rappresentazione mediatica. Giovedì 6 giugno ore 18, al Circolo dei lettori, con Gad Lerner e Marco Revelli, si conclude la serie di incontri con un appuntamento dal titolo Il razzismo nella storia d’Italia.
Perché tante persone, oggi, lasciano i loro Paesi? Si tratta di un fenomeno senza precedenti? Ha senso distinguere tra chi “ha diritto” e chi “non ha diritto” di emigrare, tra profughi e migranti economici? E, ancora: qual è l’impatto economico e demografico dell’immigrazione dall’Africa e dal Medio Oriente verso la vecchia Europa? Che cosa c’è di vero nella denuncia del business dell’accoglienza? È vero che stiamo diventando razzisti?

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“L’indignazione come motore della storia” al Salotto Letterario UMDI

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Boiano mercoledì 28 febbraio 2018 ore 17.30 Salotto Letterario UMDI di febbraio del Centro Studi Agorà Palazzo Colagrosso: L’Indignazione. Tema al centro del dibattito, che vedrà interventi programmati e non, di docenti universitari, studiosi, ricercatori, esperti, rappresentanti delle istituzioni, giovani, gente comune, è infatti l’Indignazione, emozione spesso associata impropriamente alla rabbia, che si esprime, in genere, in modo discreto, e consiste nel provare un sentimento costituito da un misto di sdegno, risentimento o riprovazione, nei confronti di persone o comportamenti, ritenuti offensivi intrinsecamente o nei confronti del proprio senso morale. Un argomento di scottante attualità, che coinvolge ognuno di noi e chiama alla riflessione. L’iniziativa del Centro Studi Agorà e del quotidiano UMDI Un Mondo d’Italiani con Regione Molise Presidenza del Consiglio – Università del Molise, Cattedra di Storia Contemporanea – Istituto Italiano Studi Filosofici, Ippocrates – Molise Noblesse – Servizio Civile Nazionale – Casa Molise – Aitef – Comune di Bojano, nasce da un’idea di Mina Cappussi: ricreare il Salotto Letterario che, dal symposium greco, ha trovato la sua massima espressione nelle donne illuminate che riunivano intellettuali e personaggi di spicco influendo, di fatto, sulla formazione dell’opinione pubblica e sulla politica dello Stato. Un progetto ambizioso “Porta un libro e tornerai con un’idea!”, che ha intercettato una domanda di cultura importante, perché i Salotti, a Bojano, sono diventati un cult, uno al mese, ognuno con un tema diverso, ricompresi nelle azioni di Molise Sperimenta per il Patto per lo Sviluppo del Molise nel solco di “Molise Noblesse, Movimento per la Grande Bellezza di una piccola regione”. Di indignazione si parlerà a Palazzo Colagrosso. In apertura i saluti istituzionali di Marco Di Biase, Sindaco del Comune di Bojano, Clementina Columbro, Assessore alla Cultura, Nico Ioffredi, Delegato alla Cultura della Regione Molise. Si entra nel vivo con gli interventi. “L’indignazione come motore della storia” il titolo della relazione del prof. Giuseppe Pardini, Docente di Storia Contemporanea Università degli Studi del Molise; Mina Cappussi, Direttore del quotidiano internazionale Un Mondo d’Italiani, docente Università Roma Tre, Counselor, affronterà la questione da uno speciale punto di vista “Perché ci indigniamo”. E’ un excursus ambizioso quello del prof. Giulio de Jorio Frisari del prestigioso Istituto Italiano Studi Filosofici, che parlerà di “Grandi indignati nella letteratura tra perdono e vendetta”. La prima parte della serata si chiuderà con letture, improvvisazioni, testi poetici, canzoni delle ragazze e dei ragazzi del Servizio Civile Turchese e Argento, e del pubblico in sala. Sarà poi il turno di Franca Romano, della Via Micaelica Molisana, con “Intelligenza Emotiva (Goleman). Come usare le emozioni”, seguita da Angela Arena (studentessa Economia Aziendale Unimol), con “Indignatevi di Stephane Hessel”. Random reglection rappresenta invece una novità assoluta e una sorpresa a cura di Valentina Lancellotta, Alessandra Del Riccio e Carla Rossi. Si spegneranno le luci e…
Ovviamente non riveliamo cosa accadrà, altrimenti che sorpresa sarebbe?
Le conclusioni sono affidate a Maurizio Varriano, coordinatore nazionale di Borghi d’Eccellenza. Nel corso della serata sarà annunciato il prossimo Salotto Letterario di Marzo e il primo Molise Award in the World in regione, dopo quello tenutosi a Bologna, che premierà tre eccellenze in viaggio in Italia e oltre. La partecipazione ai Salotti Letterari UMDI è libera, gratuita e aperta a tutti, ma come segno di riconoscimento e biglietto unico per entrare è richiesto un libro in bella vista!

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Volkswagen e Lufthansa. Cosa ci aspettiamo

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2015

VolkswagenPensiamo riguardo due aspetti significativi che hanno coinvolto l’immagine che ci siamo sempre fatta della Germania:
a) La compagnia Germanwings (Lufthansa) ha subito un incidente, il 24 marzo 2015, quando un Airbus A320 e’ precipitato in Francia, causando la morte delle 150 persone a bordo. Responsabile e’ stato il copilota Andreas Lubitz. Follia, sembra. L’amministratore delegato della Lufthansa e di Germanwings, Carsten Spohr, dichiaro’: “Per la Lufthansa la sicurezza è al primo posto” e aggiunse “I piloti della Lufthansa si sottopongono a controlli medici annuali, ma non a valutazioni psicologiche specifiche.”
b) La United States Environmental Protection Agency (EPA) ha comunicato, venerdì 18 settembre 2015, che la casa automobilistica Volkswagen ha illegalmente installato un software di manipolazione, progettato per aggirare le normative ambientali sulle emissioni di NOx e di inquinamento da gasolio. Sono coinvolte ben 11 milioni di vetture. L’amministratore delegato, Martin Winterkorn, ha chiesto scusa.
Incredulita’, stupore, indignazione, propositi di verifiche in Europa, sanzioni attese, ricorso alla class action annunciata, ecc. Gia’, ma la prima cosa da fare e’ dimettersi.
Lo ha fatto Spohr? No. Lo ha fatto Winterkorn? Ancora no. Ci aggiungiamo che coloro che dovevano e devono dimettersi sono anche altri responsabili. La catena e’ lunga. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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L’O.U.A. suscita solo indignazione nei cittadini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

La “casta” ha  salvaguardato  gli avvocati in pensione  affondando tutti quelli non pensionati.Dal decreto “milleproroghe”  due notizie una cattiva e una buona per gli avvocati ed entrambe hanno un unico  attore  protagonista:l’O.U.A.   Per fortuna  che la notizia cattiva è bilanciata  da quella buona.  La notizia cattiva è quella che  gli avvocati non pensionati, in particolare i più giovani – non ancora inseriti nel mercato delle libere professioni – sono obbligati a versare un contributo previdenziale,  che è aumentato dagli originari mille e settecento euro circa agli attuali tremila e cinquecento, a prescindere dal reddito e dal compimento del trentacinquesimo anno di età. La notizia buona, è l’entrata in vigore dell’obbligatorietà  della mediazione civile dell’esperimento  del procedimento  di  mediazione   quale  condizione    di    procedibilità   della   domanda    giudiziale che avrà decorrenza a partire dal 20 marzo 2011. l’O.U.A. sapete cosa fa? Indice uno sciopero cont! ro la mediazione e contro i cittadini. Bocche cucite  sulla prima notizia da parte di chi, avrebbe dovuto difendere e non ha difeso i giovani e non giovani avvocati al contrario della seconda  nei confronti della quale vi è stato  e c’è un continuo attentato  contro il diritto degli avvocati a  conoscere  come realmente stavano e stanno le cose in materia di mediazione civile.  Ora s’avverte un grave disagio fra gli avvocati,  c’è la corsa a formarsi  per specializzarsi in  conciliatore per allinearsi con i  colleghi che  già da tempo sono “operatori della mediazione” – afferma Pecoraro presidente dell’organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato dell’ ANPAR.  Gli avvocati  e gli ordini professionali, compresi quelli degli avvocati, più attenti ai fatti e non alle chiacchiere, dal 20 marzo 2010 sono pronti  a sedersi comodamente al tavolo ! della mediazione obbligatoria. Sono tanti gli ordini degli avvocati appartenenti all’O.U.A  che si sono costituiti in organismi  di conciliazione e contrari allo sciopero indetto due giorni prima dell’entrata in vigore della obbligatorietà.  Gli attacchi alla mediazione?  Si spiegano  con il clima  clientelare  con il quale vengono gestiti  alcuni ordini “politici”  degli avvocati,  altro che arricchimento di organismi privati di conciliazione.  Gli organismi privati di conciliazione assommano solo responsabilità  e non risorse a differenza degli organismi pubblici che hanno molte  risorse e poche responsabilità, sulle designazioni, il fenomeno clientelare c’era, resta e continuerà- conclude Pecoraro. (A. Bove)

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Lazio: mare sempre più salato

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2010

Trascorrere una giornata sul litorale laziale ogni anno ha un costo maggiorato per i cittadini della Capitale. Stando alle ultime inchieste, una famigliola media, di tre componenti, assicurandosi a malapena il minimo indispensabile per passare un giorno al mare, arriva a spendere circa 40 euro.
Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori che denunciano aumenti complessivi di oltre il 2 % , fino quasi al 5 % per un ombrellone. Ironiche, che non nascondono indignazione le parole di Vittorio Marinelli responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti : “Fanno bene gli stabilimenti balneari ad aumentare i prezzi, così finalmente i poveri gestori riusciranno perlomeno a sopravvivere. Sembra infatti dalle ultime dichiarazione dei redditi che i poveri esercenti, che tanto fanno par la collettività, guadagnano poi solamente 10900 euro, non al giorno, come a chiunque verrebbe da pensare, bensì all’anno.10900 annuali, facendo le varie operazioni aritmetiche da un reddito per questi benefattori dell’umanità di 30, 27 euro al giorno. Rimane quindi il dubbio di capire come mai queste imprese sembrino floride quando, visti gli incassi scandalosi, il percepire un reddito così modesto porterebbe qualsiasi amministratore all’obbligo di consegnare i libri in tribunale per le dichiarazioni di fallimento”.  Scegliere una soluzione spartana sembra l’unico modo di arginare gli aumenti, più l’impianto è elegante e maggiore è il rischio di trovarsi di fronte a sorprese sgradevoli. I clienti possono difendersi osservando i tariffari, sebbene non tutti gli esercenti rispettino le regole, ben 59 infrazioni sono infatti state segnalate per mancata esposizione dei prezzi, oppure optando  per i giorni feriali e le ore pomeridiane, quando i prezzi subiscono un calo, scelta però  difficilmente praticabile per gran parte dei nuclei famigliari romani.  “Il concetto di bene comune – prosegue Marinelli –  sempre più s’affievolisce fino a sparire nella nostra società , a partire dall’acqua passando anche per la privatizzazione del demanio i cittadini sono costretti  a pagare quello che appartiene invece alla collettività. Nello specifico ci si stupisce di come le spiagge libere non siano ancora più affollate di quanto già dovrebbero essere. Arenili dove si entra e , come è giusto che sia, non si spende una lira, anzi un euro. Farebbero bene quindi, i consumatori – conclude con una punta di sarcasmo, l’esponente laziale del movimento presieduto da Antonello de Pierro –   a scegliere solo queste spiagge onde consentire ai gestori di evitare lo sforzo di andare in tribunale, permettendo il fallimento automatico delle imprese di balneazione”.

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F.N.S.: Una banca siciliana per le imprese e famiglie

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

Non possiamo non condividere la indignazione del Ministro Giulio Tremonti, allorchè questi fa rilevare, spesso ad alta voce, che il SUD-ITALIA è l’unica “Regione” d’Europa di grandi dimensioni a non disporre di una banca PROPRIA, al servizio del Proprio sviluppo e della Propria economia. Anche la Maggioranza politica ed il Governo, dei quali il Ministro fa parte, non è esente da colpe e da responsabilità in materia. Comunque, è vero che tutte le grandi Banche del Sud e della Sicilia, – con la complicità delle classi Pseudo-dirigenti locali, – sono state fagocitate dai grossi gruppi finanziari del Nord. Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che, piuttosto che piangersi addosso, il Governo e l’Assemblea Regionale Siciliana debbano procedere a dare un’inversione di tendenza alla politica della “Resa senza condizioni” ai poteri forti che hanno interessi contrastanti con quelli del Popolo Siciliano. Una ignobile politica, questa, della quale la Regione Siciliana è responsabile da sessant’anni a questa parte. Occorre, adesso, una rivoluzione culturale, morale e politica, che consenta di coinvolgere l’imprenditoria sana, le forze sociali, le forze politiche e tutto il Popolo Siciliano in una grande iniziativa per ricostituire, in tempi brevi, un grande Istituto di Credito Nazionale, che cammini con le proprie gambe, che sappia stare sul mercato e che sia al servizio dell’economia siciliana. E che, soprattutto, tenga fuori della porta i mafiosi, i parassiti, i traditori della Sicilia, i “Lottizzati” ed i fannulloni. Analogo invito ed analogo augurio rivolgiamo ai nostri fratelli meridionali che con noi dividono la vergognosa condanna ad essere una colonia di sfruttamento, asservita agli interessi settentrionali.

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Il governo non voti l’egiziano Hosni

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2009

L’On. Gianni Vernetti, Deputato del Partito Democratico e già Sottosegretario agli Affari Esteri, ha presentato  un’Interpellanza urgente, sottoscritta da oltre 40 deputati di tutti i gruppi parlamentari, per chiedere al Governo italiano di rivedere la propria posizione e di non votare la candidatura di Farouk Hosni a Direttore Generale dell’Unesco, un’ipotesi che ha sollevato un’ondata di sconcerto ed indignazione in molti Paesi europei e nella comunità intellettuale. “L’ex Ministro della Cultura egiziana – spiega l’On. Gianni Vernetti – non solo per oltre un ventennio è stato tra i più ascoltati consiglieri del presidente Mubarak, quindi responsabile delle scelte censorie che hanno contraddistinto le politiche del Governo egiziano in ambito culturale, ma ha assunto posizioni antisemite e fortemente illiberali dichiarando di voler ‘bruciare i libri israeliani’ conservati nelle biblioteche egiziane, la messa al bando in Egitto dei film Shindler’s list e dell’israeliano  The band’s visit (premiato a Cannes), il boicottaggio della costruzione di un Museo di storia ebraica egiziana, la distruzione delle opere del poeta arabo Abu Nuwas e la messa all’indice di una novantina di libri dall’Università americana al Cairo”.  Aggiunge l’On. Gianni Vernetti: “La scelta di nominare Farouk Hosni a Direttore generale dell’Unesco appare inopportuna e grave in quanto promuoverebbe al vertice di un’Organizzazione internazionale devota alla diffusione della cultura, alla tutela del patrimonio artistico e alla valorizzazione dell’arte quale forma di dialogo e di pace, un personaggio conosciuto per le sue posizioni del tutto contrarie a questo spirito, contraddistintesi per scarsa tolleranza verso il dibattito intellettuale, e per azioni censorie tese più a ridurre la circolazione delle idee che a favorirla. Per questo auspichiamo che l’Italia cambi il proprio orientamento e non insista in una scelta controproducente e dannosa”.

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L’ex terrorista ci fa la morale su Gheddafi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Sergio D’Elia Segretario di Nessuno tocchi Caino ha fatto pervenire copia della lettera inviata a Vittorio Feltri Direttore de “Il Giornale” e, per conoscenza, di Renato Farina che riproduciamo “Caro Direttore,  anche ai sensi della legge sulla stampa, mi consenta di replicare e rettificare quanto il suo giornale ha scritto oggi nell’articolo di Renato Farina dal titolo “L’ex terrorista ci fa la morale su Gheddafi”. In riferimento alle polemiche sulla partecipazione delle Frecce Tricolori a Tripoli e sulla scarcerazione dell’assassino di Lockerbie, Abdelbaset Ali al-Megrahi, nel suo pezzo Farina scrive tra l’altro che “il campione di questo fuoco di giusta indignazione morale contro il reintegro nella vita civile di un terrorista malato terminale di cancro (che si proclama innocente) è un campione del terrorismo, Sergio D’Elia… Un terrorista, pentito senz’altro, ma forse non deve essere lui il campione che nega redenzione al prossimo… Dovrebbe stare attento a considerare colpevole per sempre un altro, quando lui ha avuto per se stesso la riabilitazione e il seggio parlamentare….”  “Contro il reintegro nella vita civile di un terrorista malato terminale di cancro”, “il campione che nega redenzione al prossimo”, “considerare colpevole per sempre”… ma dove ha letto Farina di miei simili giudizi? Ieri, in polemica con il ministro della difesa La Russa che giudicava irrisorio il costo economico della esibizione delle Frecce Tricolori a Tripoli, ho solo dichiarato, testualmente: “Il costo economico della esibizione in Libia delle Frecce Tricolori sarà forse ridicolo, ma il costo politico è sicuramente serio per il nostro Paese. Come si fa a partecipare alle celebrazioni di un colpo di stato che ha instaurato una dittatura che dura da quarantanni?”  Cosa c’entra la vicenda di Abdelbaset Ali al-Megrahi, condannato (forse ingiustamente) per il massacro di Lockerbie e scarcerato (giustamente) per motivi di salute? Considero quest’uomo non solo degno di attenzione per ragioni umanitarie, ma anche degno di una eventuale riabilitazione per la semplice verità che l’uomo della pena può essere di fatto estraneo al delitto oppure diventare una persona molto diversa da quella del delitto. Questo è ciò che penso ed è esattamente il contrario di quello che mi attribuisce Farina. E mi dispiace, anche perché Farina è iscritto a Nessuno tocchi Caino e insieme ai colleghi deputati Radicali ha deciso di passare il recente ferragosto in carcere, scegliendo peraltro di andare a visitare una sezione del 41 bis, cioè il buco più recondito e oscuro dell’inferno penale italiano. Lo voglio ringraziare per questo e per la bella corrispondenza che sulla visita ha fatto a Radio Radicale. Cordiali saluti.” (n.d. ho scritto un libro sulla rivoluzione libica diversi anni fa e con un aggiornamento recente (lo scorso anno). Ho considerato la rivoluzione libica “atipica” poiché tutti erano convinti che si trattasse di un semplice “cambio della guardia” tra un governo fantoccio all’altro e di questo ebbero assicurazione i plenipotenziari inglesi e statunitensi che avevano ancora la loro rappresentanza militare in Libia. Gheddafi, a mio avviso, ruppe quella spirale perversa di connivenze tra gli interessi capitalistici e i loro comitati d’affari e la corruzione che impazzava nel “palazzo”. Fu una rivoluzione che provocò poche vittime ed ebbe un vasto consenso popolare fin dalle sue prime battute. In seguito qualcosa si guastò in quanto non risultò facile far intendere a tutti la svolta politica, istituzionale e di costume che si voleva imprimere. Gheddafi, non dimentichiamolo, fu costretto a fare, in campo internazionale, delle scelte difficili alleandosi con l’Urss di allora e alienandosi le simpatie dei soliti “comitati d’affari” che ancora oggi ritengono di fare il bello e il cattivo sullo scacchiere internazionale per favorire i loro traffici. Con questo non intendo dire che Gheddafi, tout court, sia un “eroe della rivoluzione” ma che è e resta un segnale forte per un cambiamento del modo di essere e di agire di una classe politica, economico-dipendente, che tanti guasti ha provocato sulla via della legalità e della giustizia. (R.A.)

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