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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘indipendenza’

A 8 anni dall’indipendenza dal Sudan

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

E’ stata proclamata il 9 luglio 2011, il Sud Sudan è ancora vittima di una delle peggiori crisi umanitarie del pianeta: 7 milioni di persone hanno carenza di cibo e alcune zone sono a rischio di grave carestia. Gli sfollati sono 1.9 milioni, 2.3 milioni i profughi fuggiti nei paesi limitrofi. Una situazione aggravata da condizioni climatiche irregolari e siccità in alcune aree. Nonostante gli accordi di pace, secondo un recente rapporto della missione di pace dell’Onu in Sud Sudan, in alcune zone non cessano le violenze sui civili da parte di milizie e forze governative. Dalla firma degli accordi nel settembre 2018 ad oggi ci sono stati più di 100 morti accertati e 56mila persone sono fuggite dai loro villaggi rifugiandosi altrove nel paese o in Uganda. Complessivamente dal 2013 le stime parlano di almeno 380.000 vittime. Una guerra che ha provocato ferite e danni profondissimi a un paese che già era tra i più impoveriti al mondo, nonostante le sue ricchezze naturali. Come ha implorato il Papa in occasione dell’incontro avuto con i leader politici dei due paesi nell’aprile 2019, è necessario un impegno coraggioso affinché il “fuoco della guerra si spenga una volta e per sempre”, si superino le “divisioni politiche ed etniche”, si cominci a “costruire la Nazione”. Caritas Italiana, nell’anniversario dell’indipendenza si unisce all’appello del Santo Padre e dei Vescovi del Sud Sudan affinché la guerra cessi nei fatti e si inizi a costruire la pace ponendo le basi per lo sviluppo umano integrale della popolazione stanca e martoriata oramai da decenni. Allo stesso tempo Caritas Italiana in collaborazione con la rete Caritas internazionale ed altre realtà, prosegue il suo impegno accanto alla chiesa locale che si adopera in modo incessante nella risposta umanitaria, per lo sviluppo umano, per la promozione della pace. Nel 2018, oltre 80.000 persone hanno ricevuto aiuti dalla Caritas Sud Sudan e da altre realtà, con la distribuzione di cibo, sussidi economici, alloggi temporanei, beni di prima necessità, mezzi per il ripristino di attività produttive e la fornitura di assistenza sanitaria. Ne hanno beneficiato anche i profughi sud sudanesi e le comunità ospitanti in Uganda. Un impegno, che prosegue con un piano triennale in cui all’aiuto d’urgenza, ancora necessario, è affiancato un intervento significativo per il sostegno ad attività generatrici di reddito, la riabilitazione di strutture, il sostegno a processi di riconciliazione in tutto il paese. Interventi possibili grazie anche alla Conferenza Episcopale Italiana, che proprio oggi, attraverso la sua Presidenza, per il quarto anno consecutivo, ha deliberato un nuovo stanziamento di 1 milione di euro dai fondi 8×1000, in favore della popolazione del Sud Sudan. Ora più che mai è necessaria la solidarietà di tutti per non lasciare solo questo popolo che tenta di rialzarsi.

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Centenario dell’indipendenza della Polonia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Chivasso sabato 3 novembre alla Mandria di Chivasso una serie di celebrazioni e di iniziative che rinsaldano il gemellaggio tra le città di Chivasso e di Przemysl e il legame tra la Polonia e il Canavese. Le celebrazioni, patrocinate dalla Città Metropolitana di Torino, inizieranno alle 9,30 con lo scoprimento della lapide in ricordo dei soldati polacchi ospitati al termine della Prima Guerra Mondiale nella tenuta della Mandria, la posa di una corona d’alloro in memoria dei militari e i saluti delle autorità polacche e italiane. Alle 10 nel cimitero della Mandria saranno deposti fiori alla lapide che ricorda i primi soldati polacchi deceduti a Chivasso. Altri fiori saranno deposti alle 10,45 sulla tomba dei soldati polacchi nel cimitero del capoluogo. Una corona d’alloro sarà infine deposta alle 11,15 alla lapide che ricorda i caduti polacchi in piazza Dalla Chiesa.Nella stessa piazza alle 11,30 si inaugurerà la mostra ”Da prigionieri a uomini liberi. L’Armata polacca in Italia 1918 – 1919”, allestita nei locali dell’ex biblioteca e celebrata con un annullo filatelico speciale.Alle 16 nel cimitero di Ivrea sarà deposta una corona alla tomba dei soldati polacchi, mentre in serata, alle 20, il Teatro Civico di Chivasso ospiterà il Gran concerto vocale strumentale polacco-italiano, con canti patriottici dei due paesi, arie d’opera e canti di Stanisław Moniuszko. Protagonisti del concerto saranno la soprano Dominika Zamara, il pianista Andrea Musso e la voce recitante Beata Dudek.
Il legame forte fra Torino e la sua provincia e la Polonia si rinsaldò al termine della Prima Guerra Mondiale, quando 22.000 soldati polacchi, precedentemente inquadrati nell’esercito austro-ungarico e catturati dagli italiani durante il conflitto, si arruolarono come volontari nel nuovo esercito che venne costituito per iniziativa del Comitato Nazionale Polacco. Essi trascorsero un periodo di addestramento alla Mandria di Chivasso e, nel 1919, tornarono in patria per combattere ai confini orientali prima contro gli ucraini e poi contro le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, assicurando così alla Polonia un breve periodo di indipendenza nazionale, che sarebbe però terminato tragicamente nel 1939, con le contemporanee invasioni tedesca e russa seguite allo sciagurato Patto Molotov-Ribbentrop.
A Chivasso, ad Ivrea e a Torino sono sepolte le salme di molti dei soldati che non riuscirono a sopravvivere alle malattie contratte durante la prigionia in Italia negli anni che vanno dal 1915 al 1918. La ricorrenza dell’11 novembre ricorda la riconquista della sovranità nazionale da parte dei polacchi nel 1918, al termine della Grande Guerra. La Comunità Polacca di Torino-Ognisko Polskie w Turynie si è invece costituita ufficialmente dopo la Seconda Guerra mondiale, quando alcuni ufficiali che avevano combattuto contro i nazifascisti, servendo nel corpo d’armata comandato dal generale Anders, si stabilirono a Torino per completare i loro studi, nell’impossibilità di tornare in una patria che era passata dal giogo nazista a quello sovietico.

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Palermo: Sicilia nazione

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2015

sicilia nazionePalermo – Oltre 500 persone, sfidando il caldo ed in un giorno feriale, hanno sfilato a Palermo dai Quattro Canti di campagna sino a Piazza Verdi, nel 69° anniversario dell’approvazione dello Statuto, per rivendicare l’autodeterminazione della Sicilia. E’ positivo il bilancio della prima manifestazione pubblica di Sicilia Nazione, il movimento di recente costituzione che sta raccogliendo sempre più adesioni. I partecipanti al corteo si sono poi raccolti al teatro ‘Al Massimo’ di Palermo per ascoltare gli interventi del comitato promotore di Sicilia Nazione. Sono intervenuti i massimi esponenti (da Rino Piscitello, a Massimo Costa a Gaetano Armao) del movimento sicilianista che rifiuta gli eccessi di personalismo e che intende subordinare ogni iniziativa alle decisioni collettive dei suoi attivisti. Il filo dominante di tutti gli interventi è stata la presa d’atto che lo Statuto speciale è stato calpestato e totalmente inapplicato.Crocetta e Renzi con i loro accordi in danno della Sicilia stanno assestando gli ultimi colpi all’autonomia siciliana e la proposta di eliminare la specialità viene persino avanzata senza alcuna vergogna da esponenti a loro vicini. A questo punto, secondo i fondatori di Sicilia Nazione, è stato violato il patto di fatto siglato tra lo Stato Italiano e la Sicilia 69 anni or sono, sulla base del quale si rinunciava alla lotta per l’indipendenza in cambio dello Statuto. Si apre quindi una nuova fase dalla quale non può più essere esclusa la richiesta di indipendenza. Nel corteo infatti sfilava tra gli altri uno striscione con la parola d’ordine principale di Sicilia Nazione: “La Sicilia deve diventare una Nazione federata o uno Stato indipendente”. Gli esponenti di Sicilia Nazione hanno ribadito di essere in sintonia con le lotte indipendentiste degli scozzesi, dei catalani e degli altri popoli in lotta per l’indipendenza e hanno sottolineato il fatto che una Sicilia indipendente avrebbe le risorse necessarie per costruire lo sviluppo finora negato e che comunque, come dimostrano ad esempio le lotte degli scozzesi, la stessa sola battaglia per l’indipendenza determina una crescita delle attenzioni e delle disponibilità da parte dello Stato centrale tale da rendere comunque utile e conveniente un tale impegno. Nel corso dell’iniziativa è stata presentata la campagna #FermiamoCrocetta che nei prossimi mesi caratterizzerà nel territorio l’impegno del movimento. All’incontro hanno preso la parola i rappresentanti di formazioni indipendentiste (Salvo Musumeci del MIS e Antonella Pititto di Noi Siciliani Liberi) che hanno dichiarato la loro partecipazione in Sicilia Nazione pur mantenendo in attività i loro movimenti. All’incontro è intervenuto, su invito degli organizzatori, anche il decano dei giornalisti Giovanni Ciancimino. Alla fine della manifestazione si è esibito il cantautore siciliano Carlo Muratori. (foto: sicilia nazione)

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In Italia ci vuole un “dittatore”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2011

Image of former PM of Italy, Giulio Andreotti

Image via Wikipedia

Scrivevo nel mio libro “Il dittatore”, alcuni anni fa, che questa figura, nell’antica Roma era rappresentata dallo stato di un magistrato che assumeva la pienezza dei poteri civili e militari. Successivamente, nel risorgimento italiano, tale parola si collegò al capo democratico al quale si attribuivano, sia pure per un breve periodo, tutti i poteri per facilitare il passaggio da un vecchio regime al nuovo fondato sulla libertà, l’indipendenza e l’unità. Dunque nell’accezione da me indicata niente lascia prefigurare un personaggio avvolto dal mito della violenza e della sopraffazione, ma, semmai, un uomo saggio, carismatico e rispettato da tutti che si caricava di un onere pubblico nell’interesse comune. Cercai, subito dopo, d’essere confortato da qualche esempio ricorrendo ai due nomi più vicini al mio tempo: Benito Mussolini e Giulio Andreotti. Entrambi ebbero il conforto elettorale, ma non si somigliarono di certo dal punto di vista dell’azione politica. Mussolini, infatti, trasbordò nel potere assoluto negando il valore della libertà e della democrazia mentre Andreotti restò nel sistema, lo assecondò e ne subì i rigori. Ciò, non di meno, esercitò un potere quasi autoritario ma con discrezione, praticamente in punta di piedi. E ora siamo all’ultimo in ordine di tempo: Silvio Berlusconi. Personaggio controverso, catapultato in politica più per necessità, per sostenere le sue aziende, che per convinzione. A questo punto possiamo meglio definire l’identikit di tutti e tre. L’ascesa al potere del primo fa favorita dal timore che il virus del comunismo potesse diffondersi in Italia minando gli interessi del mondo industriale vigente. Il secondo doveva fungere da garante per tutelare la tenuta dell’Italia nell’area occidentale dovendo competere con il più forte partito comunista al di qua della cortina di ferro. Questo spiega la necessità di stabilire buoni rapporti anche con i mafiosi pur di trovare anticomunisti sia convinti sia prezzolati. E Silvio Berlusconi? Anche lui fu favorito dai timori di una certa classe sociale timorosa che partiti troppo inclinati a sinistra potessero alterare gli equilibri di potere nazionali che dovevano, tra l’altro, essere gestiti in famiglia e lontani dagli occhi indiscreti delle luci della ribalta. Tutto ciò ha avuto un prezzo. Lo Stato si è indebitato inventandosi lavori inesistenti e che chiamiamo ammortizzatori sociali e che oggi, questi eccessi compresi i finanziamenti alle imprese a fondo perduto, vengono fatalmente al pettine con un debito pubblico da capogiro. Così mentre Andreotti doveva fungere da nume tutelare per evitare la presa del potere dalla valanga comunista, a Berlusconi è toccato il compito di addormentare le coscienze e a relegarle all’immobilismo. Ora ci vorrebbe un altro dittatore, ma di tutt’altra pasta, diciamo in chiave risorgimentale, carismatico e fondamentalmente democratico e consapevole che il suo compito è di breve durata e la mission quella di traghettare il paese verso le riforme strutturali e un nuovo rapporto di convivenza civile tra le diverse corporazioni che oggi tiranneggiano il paese e lo paralizzano con i loro veti incrociati. Ma questo “dittatore”, sia chiaro, non è Monti, non può esserlo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Manovra e giustizia tributaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

“Nella manovra contenente disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, il governo ha inserito impropriamente norme per il riordino della giustizia tributaria, mettendo in serio pericolo i principi di autonomia ed indipendenza anche di tale settore della magistratura” lo dichiara in una nota Federico Palomba, capogruppo Idv in commissione Giustizia. “Le norme in materia di riordino della magistratura e Ordinamento, assolutamente eterogenee rispetto alla materia economica finanziaria, appaiono incostituzionali, oltre che irragionevoli, contraddittorie e punitive nei confronti dei magistrati tributari. Esse paralizzano di fatto la giustizia tributaria, mentre i giudici tributari chiedono da tempo un potenziamento della loro attività” spiega Palomba . “Raccogliamo la responsabile denuncia dell’organo di governo autonomo della magistratura tributaria. Italia dei Valori ne difenderà l’autonomia e l’efficienza, in nome non di una concezione corporativa ma dell’obiettivo del suo avvicinamento all’ambito generale della giurisdizione, che invece l’intrusione governativa ostacola. “L’eliminazione della materia sarà il primo obiettivo” conclude il capigruppo Palomba.

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Lega per 150° anniversario Unità d’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

“Il comportamento tenuto dagli esponenti leghisti in occasione della ricorrenza dei 150 anni dell’unità d’Italia vede un solo aggettivo che possa descriverlo al meglio, vergognoso”. Queste le parole del Presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, sul deplorevole atteggiamento del partito del Senatùr, “la vocazione separatista e xenofoba da sempre propugnata dal Carroccio, – spiega De Pierro – facendo riferimento all’articolo 1 dello statuto del partito, nel quale si dice che il movimento è finalizzato a definire l’indipendenza della Padania, territorio per altro non chiaramente definito, in paesi normali sarebbe perseguita”. In paesi normali, molto e molti di quest’Italietta andrebbero perseguiti, anzi, riprendendo le parole del Presidente “In Italia con requisiti simili, si diventa deputato o addirittura ministro”. Sul comportamento inaccettabile dei leghisti nella giornata di ieri, il commento del Presidente del movimento extra-parlamentare è duro “In virtù del fatto che Bossi sminuisca l’Unità d’Italia, definendola una mera retorica risorgimentale, chiederei all’Onorevole di studiare un po’ di Storia prima di sparare inesattezze in libertà, in quanto l’unificazione del popolo italiano risale ai tempi dell’impero romano”. Tanto per rispolverare la memoria, De Pierro ricorda un grave episodio “Mentre a Roma si svolgevano i funerali di Nicola Calipari, funzionario del Sisde ucciso in Iraq nel 2005 ed il tricolore avvolgeva la bara del defunto, cinque ministri leghisti in riunione a Lugano, applauditi da cinquecento scalmanati con materia celebrale in vacanza, improvvisarono una canzone che faceva pressappoco così ‘Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore’. Ebbene questa gente non è degna di occupare i posti riservati ai rappresentanti del popolo italiano.

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Giustizia dal governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

Il disegno di legge costituzionale per la riforma della giustizia approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 marzo 2011 si fonda sulla separazione delle carriere dei magistrati, che si distinguono in giudici e pubblici ministeri. L’ufficio del pm è organizzato secondo le norme dell’ordinamento giudiziario che ne assicurano l’autonomia e l’indipendenza. È prevista l’istituzione di due distinti Consigli superiori, della magistratura giudicante e di quella requirente, presieduti, come l’attuale CSM, dal Presidente della Repubblica e costituiti da membri eletti per metà dai magistrati e per metà dal Parlamento. Sono anche indicate tassativamente le funzioni dei due Consigli, tra le quali non figura più la funzione disciplinare, affidata alla Corte di disciplina di nuova istituzione. Del Consiglio Superiore della Magistratura giudicante fa parte di diritto il primo presidente della Corte di Cassazione e gli altri componenti sono eletti per metà da tutti i giudici ordinari tra gli appartenenti alla medesima categoria previo sorteggio degli eleggibili e per metà dal Parlamento in seduta comune fra professori ordinari di università in materia giuridiche e avvocati dopo 15 anni di esercizio. I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono rieleggibili. Del Consiglio Superiore della magistratura requirente fa parte di diritto il procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti sono eletti per metà da tutti i pubblici ministeri fra gli appartenenti alla medesima categoria previo sorteggio degli eleggibili e per metà dal parlamento in seduta comune, tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo 15 anni di esercizio. I membri elettivi durano in carica quattro anni e non sono rieleggibili. Ai due Consigli spettano, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assegnazioni, le assunzioni, i trasferimenti, le promozioni nei riguardi dei giudici.

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La Francia e l’unità italiana, 150 anni dopo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

11 febbraio ore 18.30 – Centro culturale San Luigi di Francia, largo Toniolo 22 Conferenza di Alberto Toscano e Gilles Pécout In lingua francese ed italiana, senza traduzione Ingresso libero nel limite dei posti disponibili Tutti conoscono l’importanza fondamentale che ha avuto la partecipazione francese nella II Guerra d’indipendenza italiana, con le battaglie di Magenta e Solferino nel giugno 1859, ma l’iniziativa del Centro culturale offre un’opportunità per riflettere sul modo in cui l’opinione pubblica transalpina seguì nella metà del XIX secolo le vicende politiche della penisola italiana. I giornali (dai settimanali illustrati alle riviste intellettuali, dai principali quotidiani nazionali alla miriade di fogli locali) s’appassionarono allla polemica tra chi puntava all’intervento diretto a favore del Risorgimento e chi sollecitava invece un atteggiamento più defilato e neutrale (che soprattutto non mettesse in pericolo lo Stato pontificio). Riscoprire quella pagina di storia è anche un modo per dimostrare il complicato e intensissimo intreccio tra le passate vicende di Francia e Italia, che contribuisce ancor oggi a rendere del tutto particolare la relazione tra questi due paesi. Al dibattito parteciperanno: il prof. Gilles Pécout, docente all’Ecole normale supérieure di Parigi, membro del Groupe de Recherches sur l’Italie contemporaine, specialista dell’Italia del XIX secolo. Autore di “Il lungo Risorgimento. La nascita dell’Italia contemporanea” [Mondadori, 1999] ; “Cavour” [Fayard, Parigi 2011]. il giornalista Alberto Toscano, corrispondente da 25 anni dalla Francia e presidente del Club de la presse européenne di Parigi. In tale occasione verrà anche presentato il suo ultimo libro “Vive l’Italie. Quand les Français se passionnaient pour l’unité italienne” [Armand Colin, Paris 2010]. Il volume ripercorre le vicende del Risorgimento attraverso gli articoli e i commenti della stampa francese. Quest’evento è realizzato in collaborazione con l’École française de Rome.

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COISP: “Governo maestro di “coerenza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

“Vogliamo proporre l’istituzione di un riconoscimento speciale per l’invenzione che ha fatto il Pdl: principi e motti che puoi tirare fuori all’occorrenza e che sono validi solo quando vuoi tu! Straordinario!  Ancora una volta sceglie l’ironia Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia, intervenendo a commento delle ultime notizie che riempiono le cronache dando il resoconto dell’attività di governo del Paese, ed in particolare alla crisi interna alla maggioranza, ed alla reazione che i berlusconiani hanno avuto alla proposta dei finiani di varare un nuovo Governo con una coalizione più ampia che comprenda i partiti di Fini, Casini e Rutelli e i moderati del Pd. La risposta è arrivata per bocca del capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchetto il quale, inorridito, ha bollato la proposta come inaccettabile, sottolineando che: “è in ballo il mantenimento del patto fatto con gli elettori che nel 2008 votarono una precisa maggioranza della quale facevano parte anche i finiani di oggi”.  “Non siamo qui a esporre il nostro intervento su questioni di alleanze politiche – aggiunge Maccari -, ma solo a rilevare l’inevitabile, l’ineluttabile, la drammatica realtà che riguarda tutti, i cittadini e gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine: Berlusconi ed i suoi si ricordano del valore della coerenza, dell’impegno assunto, della parola data, delle promesse fatte, dei programmi sbandierati solo ed unicamente quando gli conviene, calpestando poi ripetutamente, ignobilmente e senza alcuna vergogna il valore di quelle stesse cose quando tocca a loro tenervi fede. “C’è solo un piccolo problema – conclude il Segretario del Sindacato Indipendente di Polizia -, che gli italiani potrebbero rendersi conto che i giochi, così, non sono molto equi e soprattutto la conclusione non gli conviene affatto… Ma, sicuramente, la nuova portentosa scoperta del ‘principio che si rivolta come un calzino’ servirà a tenerli buoni ancora a lungo!”.

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Colesterolo e malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2010

Il colesterolo perde la sua indipendenza Non sono del tutto chiari gli effetti di altri fattori cardiovascolari sull’associazione del colesterolo con le malattie cardiache ischemiche e l’ictus, eppure le statine sono diventate lo standard farmacologico per abbassare il colesterolo con l’obiettivo di prevenire eventi cardiovascolari. E’ stato per altro osservato che i livelli di colesterolo totali hanno un valore predittivo sulle cardiopatie ischemiche che varia con l’età: il rischio relativo per unità di variazione del colesterolo diminuisce con l’età e non è chiaro se l’associazione tra colesterolo e rischio cardiovascolare persista anche nell’età avanzata. Questo è stato anche uno dei risultati ottenuti in una recente revisione di 61 studi osservazionali, ma con una tendenza inaspettata.

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Osservatori internazionali du F.N.S.

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2010

In occasione del Referendum sull’indipendenza catalana del 25 aprile   Due dirigenti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” , Giancarlo Alagna e Giuseppe Scianò si trovano in Catalogna ( Catalunya) nel collegio di Tarragona in qualità di Osservatori Internazionali  I Dirigenti F.N.S. si trovano insieme a diversi altri esponenti delle nazioni senza stato come garanti del regolare svolgimento delle operazioni di voto.  La partecipazione del Segretario Politico FNS, Scianò e del dirigente nazionale, Alagna testimonia dell’attenzione e del rispetto che il nostro lavoro culturale e politico quotidiano riscuote negli ambienti indipendentisti catalani ed internazionali.  E’ questa l’ennesima prova del fatto che non aver accettato il gioco autoreferenziale messo in campo da taluni settori neosicilianisti e pseudo indipendentisti ed aver scelto invece, l’azione politica e militante, è stata una scelta compresa non solo in Sicilia, nella Diaspora ma anche internazionalmente da tutti coloro che credono nei valori della libertà, dell’Autodeterminazione e dell’iniziativa politica democratica a favore delle Nazioni senza Stato.

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Battaglia di Santo Mauro di Caltagirone

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2009

Nella ricorrenza del 64° Anniversario della Battaglia di Santo Mauro di Caltagirone (Pizzu Muschitta), gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu, a Palermo  hanno ricordato  i valori e gli ideali che avevano animato Concetto Gallo, secondo Comandante dell’E.V.I.S. ed i Giovani Siciliani che ,con lui ,il 29 dicembre del 1945, rischiarono la vita per difendere la dignità del Popolo Siciliano. Ed i diritti fondamentali ed irrinunciabili della Nazione Siciliana alla Libertà, alla Indipendenza, al Progresso e all’Avvenire.  L’FNS ha pure reso onore  ed ha espresso  gratitudine ai Caduti dell’EVIS e a tutti i Giovani che vi militarono prima, durante e dopo la epica battaglia di Monte Santo Mauro. Un abbraccio ideale ed auguri di lunga vita sono stati inviati ai Reduci dell’EVIS sopravvissuti.  Vorremmo ricordare che quella battaglia,-  (nel corso della quale, contro 56 Guerriglieri Indipendentisti, si mossero migliaia  di soldati dell’Esercito del Regno d’Italia con l’ausilio dell’aviazione e di mezzi pesanti,) – ebbe una forte risonanza anche in campo internazionale. Ed è oggi molto utile per spiegare meglio le ragioni  della Specialità dello Statuto Speciale di Autonomia.  Uno Statuto che non può essere contrabbandato, svenduto o vanificato. E che va applicato integralmente nella versione originaria. A meno che non si voglia tradire il Pactum  “costituzionale” contratto nel 1946 fra il Popolo Siciliano in armi e lo Stato Italiano. A meno che non si vogliano calpestare i diritti costituzionali del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana. Ci permettiamo  di preannunziare che l’anno venturo, in coincidenza con le solenni celebrazioni per la  ricorrenza del 65° anniversario della battaglia di Monte Santo Mauro, l’u Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti”    organizzerà un Congresso Straordinario per fare il “punto” sull’ avvenuta violazione del PACTUM e sulla mancata applicazione  integrale dello Statuto Siciliano.  Al “punto” seguiranno proposte consequenziali. Ed ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Intanto l’FNS  si dissocia da ogni festeggiamento dell’Autonomia tradita (e mai rispettata nei suoi contenuti più qualificanti).

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Le forze di polizia sono al collasso

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2009

“Perchè non hanno più soldi, e lo stato che fa? Al posto di erogare fondi per la sicurezza in modo adeguato, sta lì a soppesare le risorse con il bilancino”.  Parla così, in modo schietto e diretto Carmine Abagnale, Segretario Generale Provinciale del Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle Forze di Polizia – COISP di Milano. “Sta arrivando il Natale – continua Abagnale – e noi, forse ingenuamente, speravamo che arrivassero almeno le giuste risorse per poter lavorare meglio. E invece niente. Per fortuna, il Comune di Milano si è rivelato, come al solito, ben più lungimirante, visto che si appresta a rinnovare il patto sicurezza. Un atto comunque doveroso, questo del rinnovo, visto che la sicurezza a Milano avrebbe bisogno per funzionare bene, di almeno altre 500 persone. Allora sì che si potrebbe lavorare in modo decente. Capiamo che in questo momento di crisi il governo non può forse stanziare grandi risorse, ma la situazione è drammatica. Meno male, ripeto, che ci pensa il Comune”.  “Qualcuno si domanderà “ma come funziona il Patto Sicurezza?”. Diciamo, in breve, che volontari e vigili raccolgono durante la loro attività una serie di dati che poi vengono passati al settore sicurezza del comune, il quale a sua volta li fa presente al Comitato di Ordine e Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto; il quale Prefetto dà eventualmente disposizione alle forze di Polizia di intervenire. Ovviamente tutte le spese inerenti a detti servizi straordinari sono a carico del comune.” “I risultati straordinari (oltre all’attività ordinaria) che ha prodotto il Patto Sicurezza nel 2009 e i conseguenti sforzi delle Forze di Polizia si possono facilmente misurare con i numeri, che elenco qui di seguito: 553 esercizi pubblici e 51 phone center controllati, 20583 persone controllate, 4565 veicoli controllati, 205 posti di controllo allestiti, 2303 oggetti contraffatti sequestrati, 1086 kg. di cannabinoidi sequestrati, 225 kg. di cocaina e 150 kg. di eroina  sequestrati e infine, 18 appartamenti sequestrati per irregolarità e abusi vari.”  “Insomma – insiste Abagnale – tutta questa importante attività sarebbe stata impossibile espletarla se non ci fossero stato i fondi messi a disposizione dal comune milanese. Sarebbe bello, se invece di fare tante chiacchiere, altre istituzioni quali Comuni, Province e Regioni imitassero il comune di Milano per dare la possibilità alle forze dell’ordine di agire con più capillarità sul territori.”

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Roma: “Più libri più liberi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2009

Roma 5 dicembre, ore 16.00 “Più libri più liberi” Palazzo dei Congressi, Piazzale Kennedy,  Sala Diamante Fiera nazionale della piccola e media editoria. Incontro con gli scrittori invitati: José Pablo Feinmann (Argentina), Claudio Naranjo (Cile), Martha Robles (Messico) Coordinatori: Omero Ciai e Paolo Migliavacca Interventi di: Patricia Rivadeneira, Segretario Culturale IILA e di Giuliano Compagno, Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma. L’evento si collega con la seconda edizione di “América Latina Tierra de Libros”: Bicentenario del Verbo América”, che inaugurerà le celebrazioni in Italia del Bicentenario dell’Indipendenza dei Paesi dell’America Latina. Il Bicentenario commemora la nascita di una comunità di stati sovrani che hanno trasformato in maniera sostanziale l’assetto del mondo contemporaneo e la loro indipendenza che ha permesso di integrare e unificare gli interessi del Continente in un’ottica internazionale futura. Indipendenza iniziata nel 1808 con il trasferimento della Corte Portoghese in Brasile e proseguita nel 1809-1811 con i moti libertari del primo ciclo delle indipendenze in Bolivia ed Ecuador (1809); Argentina, Cile, Colombia e Messico (1810); Paraguay, Uruguay e Venezuela (1811). L’occasione consente ad alcuni dei più importanti esponenti del pensiero critico latinoamericano di partecipare ad una serie di incontri per riflettere sull’identità dei loro Paesi e sul significato dell’indipendenza e dell’emancipazione americana rispetto alle potenze europee: il teologo colombiano Guillermo León Escobar Herrán, il filosofo e accademico argentino José Pablo Feinmann, lo psichiatra e antropologo cileno Claudio Naranjo, la scrittrice e giornalista messicana Martha Robles.  L’IILA presenterà per l’occasione la nuova collana “Narramérica”, ideata dall’Istituto e pubblicata insieme alla casa editrice Fahrenheit. Il primo volume della collana, diretta dal Segretario Culturale dell’IILA Patricia Rivadeneira, dal titolo “L’immaginazione eccentrica: 15 racconti e 2 leggende del Centro America ” è curato da Héctor Febles. L’IILA sarà presente all’interno di “Più libri più liberi” con uno stand con il meglio dell’editoria latinoamericana, allo scopo di promuovere la narrativa, la poesia e la saggistica, e per incrementare lo scambio editoriale e di cooperazione con gli operatori italiani del settore. Saranno presenti per la prima volta gli editori Emiliano De Bin, Ediciones Colihue S.r.l. (Argentina); Cassiano Machado, Editorial CosacNaifi (Brasile); Lucas Telles, Editora Rocco Ltda (Brasile) e, grazie alla collaborazione dell’Istituto Cervantes di Roma, lo spagnolo Alfredo Landman, Gedisa editorial.

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Contro la violenza maschile

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2009

Roma, 28 novembre, con partenza alle 14.00 da Piazza della Repubblica manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne alla quale aderiscono le donne Rdb. In un documento si afferma: “Siamo convinte che il nostro governo non ha nessuna volontà di affrontare il problema, infatti l’attacco ai diritti scatenato negli ultimi tempi colpisce profondamente in primo luogo le donne. L’innalzamento dell’età pensionabile da 60 a 65 anni delle donne del pubblico impiego è un esempio per tutti. Nulla si è fatto nel corso degli anni per rendere più agevole l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro, nel sostenerle nei tempi di cura ed assistenza, nel creare strutture e servizi idonei a permettere di affrontare con serenità la maternità. Eppure garantire l’indipendenza economica delle donne le renderebbe sicuramente più forti. Riteniamo che la prevaricazione degli uomini di tutti i ceti, di tutte le classi sociali e culturali sulle donne costituisca da sempre una discriminante. Riconosciamo che, di là delle ideologie, della nazionalità, della religione o delle scelte sessuali, una cosa accomuna tutte le donne: il rifiuto della violenza che indistintamente subiamo. Proprio questa caratteristica trasversale della violenza ci spinge a partecipare a questa iniziativa senza alcuna bandiera, anche per rendere più significativo ed evidente che tutte le donne dicono basta.  Le donne della RdB ci saranno in quanto donne e ognuna si collocherà nello spezzone delle associazioni per le quali sentirà di avere maggiore rispondenza ma, in ogni caso, all’interno della manifestazione. Diamo quindi appuntamento sabato 28 novembre a tutte le nostre iscritte e a tutte le nostre simpatizzanti, sapendo che riconoscerci in piazza, come di consueto, ci darà reciproca forza.

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Indipendenza della Polonia

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2009

Torino 7 novembre alle ore 18 al Teatro San Giuseppe via A.Doria 18, in occasione della Festa Nazionale dell’Indipendenza della Polonia, il Consolato Generale di Polonia a Milano e la Comunità Polacca di Torino organizzano a Torino un concerto di musiche di Frederic Chopin  Ad esibirsi sarà il pianista Marek Szlezer, già premiato al concorso dell’Associazione F.Chopin di Varsavia , che , nella notte dell’entrata della Polonia nell’Unione Europea (1°maggio 2004 ) , ebbe l’onore di suonare al pianoforte appartenuto a Chopin e conservato presso l’Università Jagiellonica di Cracovia. Il concerto, patrocinato dalla Provincia di Torino e dal Comune di Torino, è ad ingresso libero sino ad esaurimento dei posti (per informazioni: 338-7833067). La Comunità Polacca di Torino ha coinvolto nell’iniziativa gli Enti locali e le autorità torinesi, personalità del mondo della cultura, dell’economia e dello spettacolo.

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Irlanda: la voce di chi ha votato “No”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

vote no“Tutte le speranze dei popoli delle Nazioni europee,  – è scritto in un comunicato della redazione Notizie dalla terra santa ed espunte da un lettera pervenuta da un loro lettore, un immigrato italiano in Irlanda – che guardavano alla Repubblica d’Irlanda come ultimo esempio di refrattarietà alla dittatura bancaria, nonché quale vaga speranza di riscatto umano per un’onorevole libertà dal giogo usurocrartico apolide, sono state tradite.  Per un pugno di euro-dollari è stata venduta l’anima di una delle più belle Costituzioni nazionali che l’Europa abbia mai conosciuto, eredità di quell’etica cattolica che non poteva essere tollerata dalla setta. Quel barlume di sovranità ed indipendenza che ancora restavano loro sono state svendute, e rinnegate.  Verrà chiuso il cerchio, all’interno del quale verranno sacrificati i soliti santi innocenti.  Questa volta sull’altare del Governo Unico Mondiale: che nell’Europa delle banche ha una indispensabile colonna portante. Sfondata la Breccia di Porta Pia (il generale Segre kippà in testa) restava solo più la cattolica Irlanda in lista tra le più irriducibili nazioni cristiane, la quale non poteva credere di passarla liscia e sopravvivere a tale furia vendicatrice.  Brinda popolo d’Irlanda, riempi ancora una volta i tuoi calici di Guinness e Bushmill, celebra questo fine settimana il funerale della tua gloriosa Costituzione e Nazione, ma preparati anche a rendere conto, prima o poi, ai tuoi figli e ai tuoi nipoti, delle tue azioni, del tradimento, della viltà, del disonore arrecato alla memoria dei tuoi padri fondatori, alla fede che ha permesso loro di farti nascere e crescere da uomo libero, senza assecondare i capi-loggia che tu hai invece servito. Voi, a differenza di noi italiani, avete avuto il 2 ottobre una possibilità di scelta: e l’avete sprecata”. (in sintesi fonte http://www.TerraSantaLibera.org)

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Nucleare: accordo Italia-Usa

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

Dichiarazione del Sen Andrea Fluttero  Segretario Commissione ambiente Senato: “L’accordo che l’Italia  si accinge a siglare a fine settembre con gli Stati Uniti per la realizzazione di centrali nucleari è un ulteriore passo avanti in un percorso di rientro nel nucleare di ultima generazione voluto dal governo Berlusconi.  L’intesa raggiunta negli scorsi mesi tra Enel e la francese Edf, due colossi industriali in materia energetica, e a breve quello tra Ansaldo Nucleare e Toshiba Westinghouse per la realizzazione di centrali di terza generazione in Italia  sono infatti la base per uno sviluppo efficace del nucleare che ci consentirà di ridisegnare un mix energetico più equilibrato con minori costi per cittadi ed imprese e maggiore indipendenza energetica.  Grazie all’impegno di questo governo finalmente in Italia si sta riaprendo una strada interrotta 20 anni fa dal dogmatismo ambientalista che ha portato il nostro paese a pagare costi altissimi per il rifornimento energetico. Gli impianti elettronucleari, correttamente gestiti, sono eccellenti dal punto di vista ambientale, non emettendo ne Co2 ne micripolveri. Inoltre gli accordi con francesi ed americani sono propedeutici al consolidamento ed allo sviluppo della capacità industriale delle aziende italiane del settore energetico di partecipare con sempre maggiore incisività alla competizione internazionale per la costruzione di impianti, con evidenti benefici in termini di pil e di occupazione”.

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Suicidi fra le Forze dell’Ordine

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2009

Il Segretario Generale Provinciale di Milano del COISP Carmine Abagnale (già promotore dei Progetto Sirenety), in prima fila per combattere il dramma dei suicidi fra le forze dell’ordine.  “La situazione è critica e non si può continuare a fare finta di niente”. E’ questa la prima reazione a caldo di Carmine Abagnale, Segretario Generale Provinciale di Milano del coordinamento per indipendenza sindacale delle forze di Polizia “Co.I.S.P” di fronte alla notizia dei 5 suicidi (4 poliziotti e 1 carabiniere) che questo mese hanno tragicamente toccato le nostre forze dell’ordine.  Il Segretario Generale Provinciale del COISP si sente particolarmente autorizzato a parlare della vicenda anche perché da più di un anno è promotore del “Progetto Sirenety”, progetto volto a fornire, in forma telefonica e rigorosamente anonima, supporto psicologico ai rappresentanti delle forze dell’ordine grazie alla collaborazione delle associazioni ARAS e METANDRO Le notizie dei suicidi che giungono in queste ore sono dunque una vera doccia fredda per Abagnale: “Dobbiamo assolutamente contrastare questo trend – si accalora Abganale – anche perché le cause di queste tragedie non sono oscure ma identificabili. Per prima cosa, dobbiamo sensibilizzare politici ed opinione pubblica su quanto possa essere frustrante il lavoro del poliziotto: gli stipendi sono bassi, ma la cosa più grave è il fatto che, quasi sempre, si vede vanificato in un batter d’occhio il lavoro di mesi.”  “Il primo passo da compiere – conclude Carmine Abagnale – dev’essere quello di una maggiore gratificazione per i poliziotti, unita ad una maggiore valorizzazione del loro lavoro (che si traduce in una legge meno garantista). In secondo luogo, dobbiamo cercare di stanare questi disagi psicologici e possiamo farlo solamente se non demonizziamo il suddetto disagio. Il poliziotto non deve temere di parlare e di aprirsi, come succede oggi. Infatti, ora come ora, se un poliziotto si azzarda a denunciare un pur minimo disagio, gli viene ritirato distintivo e pistola, lasciandolo di fatto in mezzo ad una strada. Chiaro che con questi presupposti nessuno osa parlare. Invece, cambiando come ho detto la legge che regolamenta il riconoscimento delle “cause di servizio”, si potrebbe proporre il lavoro d’ufficio per i casi meno gravi e il pensionamento per i casi più gravi. In questo modo gli agenti non si sentirebbero “minacciati” nel loro futuro e sarebbero anzi incentivati ad aprirsi. Il messaggio che dobbiamo far passare è un’apertura all’ascolto da parte delle istituzioni, facendo capire ai poliziotti che non sono più abbandonati a loro stessi.”.

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L’indipendenza della Sicilia

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2009

Palermo 17 giugno 2009, alle ore 17, nei locali di Via Brunetto Latini 26, si svolgerà, un Attivo Seminariale dal “titolo” sul tema: “Il ruolo dell’e.v.i.s. nella lotta, a grande partecipazione  popolare, per l’indipendenza della sicilia e le  ripercussioni nel diritto internazionale.  Un ruolo, questo, reso possibile dalla lungimiranza di antonio canepa e degli altri esponenti del separatismo rivoluzionario.”   La relazione introduttiva sarà svolta dal Segretario del Partito,Giuseppe SCIANO’, che sul tema ha compiuto specifiche ricerche storiche, portando in luce nominativi,documentazioni,  fatti ed  avvenimenti ,spesso dimenticati o ignorati o “travisati” da buona parte della Storiografia ufficiale.  Sono previsti altri  qualificati interventi di Relatori interni ed esterni all’FNS.  Sarà altresì ricordato l’Eccidio avvenuto, appunto,  a Randazzo in contrada MurazzuRuttu il 17 giugno 1945 e nel quale rimasero uccisi : Antonio CANEPA (che con lo pseudonimo di MARIO TURRI ) era stato fino a quel momento il Comandante dell’EVIS; Carmelo ROSANO,studente universitario e Vice Comandante dell’EVIS, ed il giovanissimo Peppino LO GIUDICE, studente ginnasiale.  Di tale ECCIDIO ricorre infatti il 64° Anniversario e l’FNS ha dedicato a tale ricorrenza tutto il mese di giugno dell’anno in corso ad iniziare dall’offerta significativa di FIORI GIALLI, effettuata Giovedì 11 giugno proprio sul  Sepolcro Monumentale sito nel Cimitero di Catania, all’interno del quale  riposano,com’è noto,  quattro Martiri dell’EVIS (Canepa,Rosano, Lo Giudice e Ilardi)

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