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Ciena Appoints New Leader in Indonesia to Guide Operator’s Network Transformation

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Ciena® (NYSE: CIEN) recently appointed Mr. Judi Hartono as Country Head of Indonesia. He brings a significant amount of industry expertise that will help operators lay the foundation for networks that can adapt and scale to handle unpredictable capacity requirements and application demands.Mr. Hartono joined Ciena from Nokia and previously, he held several sales positions at Juniper Networks. Mr. Hartono holds an MBA from Institut Pengembangan Manajemen Indonesia. With decades of experience in the telecom industry, he will manage Ciena’s overall sales, business development and channel development strategies in Indonesia.
“Networks in Indonesia are becoming increasingly dynamic driven by the need to improve end user experiences and the desire to support high-bandwidth services like video streaming, online gaming and other mobile internet applications,” said Mr. Dion Leung, Regional Managing Director of Asia, Ciena. “As Indonesia prepares for 5G applications and inter-island, inter-country data center interconnections, we are expanding our leadership team in Asia to help our customers transform their networks and turn challenges into new business opportunities.”Ciena currently serves more than 1,500 customers worldwide and operates in more than ten countries in Asia. Ciena serves a number of leading operators in the region, including KDDI, Rakuten, SK Telecom and Telstra.

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“Indonesia, una buona opportunità nei mercati emergenti”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

Analisi di Alberto Boquin, Research Analyst di Brandywine Global (gruppo Legg Mason). Ad oggi ci sono una manciata di mercati emergenti i cui bond decennali in valuta locale rendono attorno all’8-9%: Messico, Russia, Brasile, Sud Africa, Turchia e Indonesia. Messico e Turchia sono ancora alle prese con le pressioni inflazionistiche che nel 2018 hanno costretto le loro banche centrali a politiche più restrittive. Brasile e Sud Africa hanno appena eletto una nuova leadership che ancora non ha messo mano ai problemi di sostenibilità dei bilanci pubblici. La Russia, dal canto suo, è ancora a rischio di sanzioni.Ma che dire dell’Indonesia? L’inflazione è sotto il livello obiettivo, il profilo di rischio è robustamente investment grade, e a livello geopolitico non si intravedono grandi problemi. Due le possibilità: o c’è un’anomalia di prezzo, o ci sta sfuggendo qualche fattore importante.Di seguito elencheremo tre preoccupazioni dei mercati riguardo questo paese emergente, spiegando perché riteniamo siano – probabilmente – eccessive. È vero, il deficit del conto delle partite correnti si è ampliato da -1.7% a -2.7%, e non è più coperto totalmente dagli investimenti diretti dall’estero. Tuttavia, crediamo ci sia la possibilità che torni a restringersi. Gli sforzi del governo per rallentare gli investimenti infrastrutturali stanno finalmente portando risultati, portando ad una diminuzione delle importazioni di beni strumentali. E la bilancia dei servizi dovrebbe cominciare a reagire all’indebolimento del tasso di cambio. Le esportazioni hanno sofferto per la minor domanda dalla Cina e per il calo dei prezzi delle commodities, ma entrambi questi fattori sono destinati ad un’inversione nel 2019. Un deficit delle partite correnti più ristretto potrebbe facilmente essere finanziato da flussi in entrata nel mercato del debito locale.
Il 2018 è stato un anno in cui il restringimento quantitativo della Fed ha messo sotto i riflettori l’indebitamento estero dei paesi emergenti. Certo, l’Indonesia non ha la stessa vulnerabilità di Turchia o Argentina, ma lo scarso sviluppo dei suoi mercati dei capitali ha portato le aziende locali a cercare credito nei mercati internazionali del dollaro, pur avendo spesso ritorni in rupie. Quando la rupia ha cominciato ad indebolirsi, le aziende si sono affrettate a coprire la loro esposizione al rischio di cambio, creando un effetto valanga sulla valuta.Una reazione proattiva basata su rialzi dei tassi e su un programma di copertura del dollaro dovrebbe aiutare ad alleviare queste pressioni. Vale la pena inoltre notare che gli indicatori di vulnerabilità legati al debito e alle riserve, anche se peggiori rispetto ad altri paesi della regione, sono tutt’altro che elevati a confronto con gli altri paesi emergenti.
L’Indonesia è una democrazia relativamente giovane, e ad aprile – per la prima volta nella storia recente – le elezioni presidenziali e parlamentari si terranno contemporaneamente. Dopo la tornata elettorale di Jakarta del 2017 le questioni religiose hanno avuto un ruolo crescente nella politica domestica. Non mancheranno di certo le tensioni, essendo l’Indonesia uno dei paesi al mondo con maggior diversità etnica e religiosa, ma crediamo che la rielezione di Jokowi sia molto probabile.Il suo aver saputo portare crescita economica e un miglioramento dell’amministrazione si è tradotto in tassi di consenso ancora piuttosto alti. Visto il suo impegno riformista, gli investitori accoglieranno con favore un secondo mandato per Jokowi. Basta guardare come il paese sia passato rapidamente dal 120esimo posto al 73esimo nella classifica annuale “Doing Business” della Banca Mondiale, che analizza la “facilità di fare impresa” in ogni paese.
Insomma: come per ogni mercato emergente, investire in Indonesia comporta dei rischi, ma sotto molti aspetti il peggio dovrebbe essere passato. Un miglioramento delle partite correnti, una miglior copertura delle passività esterne delle aziende e una conferma dell’attuale leadership politica dovrebbero portare a un miglioramento dei rendimenti nel 2019.

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Starbucks Opens One-of-a-Kind Coffee Sanctuary in Bali, Indonesia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2019

Starbucks (NASDAQ: SBUX) celebrates the journey of coffee from seed-to-cup by opening its largest destination in Southeast Asia – the Starbucks Dewata Coffee Sanctuary. The one-of-a-kind Coffee Sanctuary demonstrates Starbucks Indonesia’s coffee leadership in partnership with licensee PT Sari Coffee Indonesia, building upon 16 years of innovation in design, customer experience and community impact. The store pays tribute to the important role that Indonesia, the fourth largest Arabica coffee growing region in the world, plays in bringing Starbucks customers the highest quality coffees, including the popular single-origin coffee from Sumatra. Sumatra coffee has been a staple offering at Starbucks since 1971.
“We began sourcing Indonesian coffees more than four decades ago and have always been struck by the sense of community and care for the coffee journey at every step,” said Kevin Johnson, ceo, Starbucks Coffee Company. “The Starbucks Dewata Coffee Sanctuary amplifies our passion for the coffee journey, our ongoing commitment to Indonesia’s rich coffee culture, and our tireless pursuit of fostering moments of connection between our partners and customers. The Coffee Sanctuary marks the tenth Starbucks Reserve Bar store in Indonesia, one of 185 stores around the world, with the majority in Asia. This is Starbucks at its best, and we are proud to open the doors of this unique experience in one of Southeast Asia’s most dynamic markets.” Designed as a coffee sanctuary, the expansive 20,000 square foot store beautifully highlights local craftsmanship and culture alongside premium coffee in this one-of-a-kind coffee experience, a sort of “origin-centered version” of the Roasteries, igniting all five senses. Visitors enter through an arabica coffee farm, try their hand at coffee bean de-pulping and washing during harvest season, dry and rake green coffee beans, visit budding seedlings in the nursery, take in the store’s locally-inspired design featuring traditional Balinese craft and Indonesian art, and enjoy the more than 100 Dewata-exclusive handcrafted beverages, food and merchandise, including the Lavender Latte.“Bali has an envied reputation as one of Asia’s top travel destinations and Indonesia is one of coffee’s most extraordinary coffee origin regions, so we’re excited to invite customers here to ignite their senses and explore the seed-to-cup coffee journey at this unique Coffee Sanctuary,” said Anthony Cottan, director, Starbucks Indonesia, at PT Sari Coffee Indonesia Limited. “We’re very pleased to further strengthen the longstanding partnership between Starbucks and PT Sari Coffee Indonesia with this truly one-of-a-kind Starbucks store, inspired by and filled with the finest examples of Indonesian art, design and craftsmanship.”

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The Western Union Foundation Commits Relief Aid to Support the People of Indonesia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 dicembre 2018

Following the devastating tsunami triggered by a massive underwater landslide on an Indonesian volcano that hit the Sunda Strait on Sunday, December 23, the Western Union Foundation commits to providing support for the thousands of impacted people. According to Indonesia’s disaster mitigation agency on Monday, at least 373 people have been killed, more than 1,400 injured and 128 currently missing.The Western Union Foundation is proud to work with International Medical Corps to support the relief efforts that are currently underway and has committed a USD $25,000 discretionary grant.“Saturday’s tsunami hitting with almost no warning has had a devastating effect on the people of the Sunda Strait. Our Foundation is committed to helping people access basic needs for survival in times of disaster and to do so as quickly as possible as rescue efforts continue,” Western Union Foundation Vice President and Executive Director, Elizabeth Roscoe said.In the last few months, a series of devastating natural disasters have hit Indonesia, including the Lombok earthquake, and the earthquake and subsequent tsunami that hit the Sulawesi region. The Western Union Foundation, along with local Agents, has, to date, donated more than USD $56,000 to the International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies to support relief efforts in Indonesia within 2018.Western Union and the Western Union Foundation were at the forefront of major natural disaster relief efforts, around the world. Since 2001, the Western Union Foundation has donated more than USD $17 million for disaster relief, to aid 180 disasters in 80 countries around the world. In 2017, the Western Union Foundation responded to 13 disasters around the world.

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Tsunami, Sulawesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

Mentre cresce la paura per le centinaia di dispersi dopo il terremoto di magnitudo 7.4 e lo tsunami che ha colpito l’isola di Sulawesi in Indonesia, le organizzazioni umanitarie stanno faticando a raggiungere alcune delle comunità più colpite.Manca l’energia elettrica nei dintorni di Palu, la capitale di Sulawesi centrale, mentre le frane hanno bloccato le strade principali e altre infrastrutture di vitale importanza, come l’aeroporto di Palu, sono state danneggiate. “Le difficoltà di accesso alle aree colpite sono un problema enorme in questa emergenza umanitaria. Anche se non sappiamo ancora qual è la reale estensione dell’emergenza, le proporzioni sono immense con danni catastrofici in molte aree. Grandi edifici sono crollati, le abitazioni sulla costa sono state spazzate via e le molte centinaia di vittime sono tristemente destinate ad aumentare,” ha dichiarato Tom Howells, Direttore operativo di Save the Children a Jakarta. “Le organizzazioni umanitarie e le autorità locali stanno cercando, con molte difficoltà, di raggiungere le comunità nella zona di Dongala, dove ci si aspetta ci siano i danni più gravi e il numero più alto di vittime. Abbiamo un fortissimo timore per molti dei centri abitati in quell’area.” Secondo le stime di Save the Children, centinaia di migliaia di bambini possono essere coinvolti nell’emergenza in base all’indice demografico e ai calcoli sull’impatto. Howells segnala le prime evidenze di bambini che hanno smarrito i propri familiari e sarà necessario uno sforzo straordinario per aver cura di loro e proteggerli adeguatamente. “I bambini hanno vissuto un’esperienza sconvolgente, un evento potenzialmente traumatico e lo shock emotivo continua a causa delle ripetute scosse di assestamento. I bambini possono aver smarrito o perso i loro familiari e amici, o aver perso la propria casa e tutto ciò che avevano, e si chiedono se la loro vita potrà mai tornare ad essere in qualche modo normale“, ha sottolineato Howells. “È assolutamente necessario che nei prossimi giorni, settimane e mesi venga posta la massima attenzione ai bambini, e si faccia un lavoro specifico per garantire che possano essere riuniti alle loro famiglie. Il recupero anche emozionale dei bambini deve essere parte fondamentale della risposta umanitaria, non dobbiamo dimenticarlo”.
Save the Children opera in Indonesia attraverso il partner locale Yayasan Sayangi Tunas Cilik (YSTC), e un team di operatori umanitari sta cercando di raggiungere le comunità più colpite.
“I nostri operatori stanno lavorando con il Governo e le altre organizzazioni per fare una prima stima delle comunità colpite e stabilire quali siano le necessità prioritarie per l’intervento,” ha aggiunto Howells.“Abbiamo scorte di beni di prima necessità pronti per essere distribuiti, come materiali per costruire rifugi temporanei, kit igienici e taniche per l’acqua, e materiale educativo per consentire la ripresa di attività scolastiche nel più breve tempo possibile. Faremo ogni sforzo su questa emergenza mentre stiamo ancora intervenendo anche a Lombok, che è stata colpita da un terremoto di magnitudo 6.9 nel mese di agosto seguito da molte scosse di assestamento.” Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro, opera in Indonesia dal 1976 con una risposta umanitaria ai molti disastri naturali tra cui il recente terremoto a Lombok e lo tsunami nel giorno di Santo Stefano del 2004.

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Sisma in Indonesia

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Save the Children è estremamente preoccupata circa l’impatto psicologico che il terremoto che ha colpito Lombok rischia di avere sui bambini, mentre il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi. L’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro mette inoltre in guardia dai gravi rischi per la propria sicurezza e incolumità ai quali i minori potrebbero essere esposti quando, nei prossimi giorni, torneranno a scuola, a causa dei danni ingenti registrati nelle strutture scolastiche della zona colpita.
Gli operatori del partner locale di Save the Children in Indonesia (Yayasan Sayangi Tunas Cilik – YSTC) hanno raccontato della forte devastazione lungo la strada che dalla parte settentrionale dell’isola di Lombok porta verso la capitale Mataram, con una stima di 8 case su 10 gravemente danneggiate e migliaia di persone rimaste senzatetto. Le aree maggiormente colpite, inoltre, sono ancora prive di corrente elettriche.“Ci sono bisogni e necessità enormi in una zona molto ampia. Almeno 80.000 persone si trovano attualmente in alloggi informali o dormono all’aperto perché sono troppo spaventate per stare all’interno delle abitazioni”, ha affermato, parlando da un ufficio di fortuna allestito in conseguenza dei forti danni subiti dalla sede locale dell’organizzazione, Silverius Tasman, che lavora per il partner locale di Save the Children.Tasman ha anche annunciato che l’organizzazione ha lanciato un piano di risposta all’emergenza: “Nei prossimi giorni distribuiremo kit di prima necessità, zanzariere e taniche per l’acqua per permettere alle persone di poter soddisfare i propri bisogni primari. Per quanto riguarda i bambini, la nostra preoccupazione principale è il loro benessere psicologico. I nostri team forniranno un primo supporto psicologico ai minori e formeranno gli insegnanti per permettere loro di implementare attività di supporto psicosociale. Il nostro staff lavorerà inoltre con i genitori e con le figure di riferimento per i minori in modo che possano riconoscere segnali di sofferenza nei bambini e dare loro il supporto di cui hanno bisogno”, ha detto ancora Silverius Tasman.“Inoltre – ha proseguito – metteremo a disposizione dei minori spazi sicuri e protetti dove potranno giocare e vivere un momento di serenità in questa situazione complicata, e stiamo collaborando con il governo per garantire la sicurezza delle strutture scolastiche prima che i bambini possano tornare a studiare. Nel frattempo, supporteremo l’educazione dei minori, affinché possano ritrovare un senso di normalità e di routine, fornendo soluzioni educative alternative, come spazi temporanei per lo studio e distribuzioni di materiali scolastici agli insegnanti”.

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Sigma Systems Supports Telkomsel in Building a Digital Indonesia

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Mag 2018

Sigma Systems, the global leader in catalog-driven software, today announced a major deal with Indonesia’s leading mobile network operator, Telkomsel.With more than 190 million customers, Telkomsel is currently the largest mobile operator in Indonesia. Telkomsel has consistently implemented the latest mobile technology and was the first to commercially launch 4G LTE mobile services in the country. Entering the digital era, Telkomsel continues to expand its digital business to incorporate advertising, lifestyle, mobile financial services, and Internet of Things.In support of their digital mandate, Telkomsel has selected Sigma Systems as a partner, establishing Sigma Catalog as the central enterprise catalog to underpin their evolving business.
“We are pleased to partner with Sigma to deploy a B/OSS platform that enables the rapid creation of personalized, micro-segmented offers to our customers. Sigma’s agile delivery methodology and product-centric approach ultimately supports Telkomsel’s mission of building a Digital Indonesia,” said Montgomery Hong, CIO at Telkomsel.Sigma Systems CEO, Tim Spencer, commented: “Telkomsel is at the forefront of digital transformation in the region, and recognizes the critical role a catalog-driven solution plays in accelerating the creation, selling and delivery of innovative and deeply personalized market offerings. Sigma is honored to work with Indonesia’s leading mobile operator as they transition into a truly digital business.”

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Termina con l’arresto il lungo inseguimento dei bracconieri di merluzzo in Indonesia

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

La mattina del 6 aprile, una nave della Marina indonesiana ha intercettato la F/V STS-50, una nave apolide impiegata nella pesca illegale di merluzzo che era sfuggita alla custodia da Maputo Bay, in Mozambico, in data 17 marzo. L’arresto segna la fine di un incredibile inseguimento nell’Oceano Indiano durato tre settimane, durante il quale gli sforzi coordinati di Fish-i Africa, il Project Scale dell’Interpol, i Fusion Centers in Madagascar e Singapore, Sea Shepherd, la Repubblica Unita di Tanzania, e la Repubblica di Indonesia, hanno finalmente consegnato questo famigerato bracconiere alla giustizia.La F/V STS-50, una nota nave bracconiera di merluzzo dell’Antartide e austromerluzzo della Patagonia, è stata sottoposta a fermo nella Repubblica del Mozambico dopo aver presentato alle autorità certificati di registrazione falsificati, dichiarando fraudolentemente di battere bandiera della Repubblica Togolese. Gli ispettori hanno scoperto 600 reti da imbrocco a bordo, attrezzi da pesca vietati dalla Convenzione per la protezione delle risorse marine viventi in Antartide (CCAMLR).Già inserita nella lista nera della CCAMLR nel 2016 e sottoposta a un avviso viola (Purple Notice) per pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) da parte dell’Interpol, la F/V STS-50 è meglio conosciuta con i suoi precedenti nomi ‘Ayda’, ‘Sea Breez 1’ e ‘Andrey Dolgov’.Dopo essere evasa dalla custodia cautelare, il Mozambico ha richiesto assistenza a tutti i paesi membri di Fish-i Africa per ottenere aiuto nella cattura della nave fuggiasca. Fish-i Africa è una collaborazione di otto paesi dell’Africa orientale – tra cui Comore, Kenya, Madagascar, Mauritius, Mozambico, Seychelles e Somalia – che promuove lo scambio di informazioni e la cooperazione regionale per combattere la pesca INN.La nave di Sea Shepherd, M/Y Ocean Warrior, attualmente in Tanzania impegnata nel pattugliamento contro la pesca INN, con a bordo le forze dell’ordine della Deep Sea Fishing Authority, della Marina tanzaniana e del Multi-Agency Task Team (MATT), è stata incaricata dal MATT di intercettare la F/V STS-50.”È lodevole che il governo della Tanzania si sia assunto la responsabilità di inseguire la F/V STS-50 oltre la sua giurisdizione nazionale, dimostrando una straordinaria leadership nella lotta regionale contro la pesca INN”, ha affermato Peter Hammarstedt, direttore generale delle campagne di Sea Shepherd Global.Per diversi giorni, la F/V STS-50 è stata inseguita nelle acque delle Seychelles, dove sfortunatamente la Marina tanzaniana non aveva l’autorità per salire a bordo e ispezionare la nave fuggiasca.Dal 2014 al 2016 Sea Shepherd ha guidato Operation Icefish, una campagna per fermare i Bandit 6, gli ultimi sei pescherecci illegali di merluzzo che saccheggiavano l’Antartico, culminata nello storico inseguimento di 110 giorni della F/V Thunder da parte delle navi Sea Shepherd M/Y Bob Barker e M/Y Sam Simon. La F/V Thunder venne successivamente affondata dal suo stesso capitano nel tentativo di distruggere le prove, mentre un’altra delle Bandit 6, la F/V Viking, fu intercettata e affondata dalla Marina indonesiana.Operation Icefish ha spinto il governo ad agire e questo ha portato la fine del resto delle Bandit 6, ma dietro la loro scia si ritiene che la F/V STS-50 abbia iniziato attività di bracconaggio nell’Oceano Antartico.Sea Shepherd si congratula con il governo indonesiano, la Marina indonesiana e il Ministero degli Affari Marittimi e della Pesca indonesiano per essere leader mondiali nell’applicazione e nel rispetto della legislazione sulla pesca. Sotto la guida dell’Onorevole ministro Susi Pudjiastuti, le autorità indonesiane hanno sequestrato e distrutto 363 pescherecci illegali.
Durante una conferenza stampa a Giacarta, il ministro Pudjiastuti ha sottolineato il fatto che “è possibile per il governo indonesiano confiscare la F/V STS-50 con lo scopo di utilizzarla per il bene pubblico o per demolirla – come ha fatto con la F/V Viking. Il provvedimento da prendere per questa nave deve essere determinato immediatamente.”

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Winners of Sustainable Business Awards Indonesia 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 9 dicembre 2017

WinnersJakarta The winners of this year’s Sustainable Business Awards (SBA) Indonesia were announced last Monday in the presence of H.E. Bambang Brodjonegoro, Minister of National Development and Planning and attendees from Indonesian and international corporations, government officials and media at the Grand Hyatt Jakarta.“The Awards are a combination of leadership, ethics and sustainability that have transparency, reliability, accuracy, and consistency at the heart of the assessment”, explained Shinta Kamdani, the President of IBCSD and Vice Chair Woman of KADIN. She added, “leadership is more than just having a vision, it is about how one communicates and influences people beyond the normal parameters of their daily lives and work to get them committed and on board”. Ethics are highly subjective because they come from both leadership and culture, however sustainability is more easily measured.
Marina Tusin, President Director of PwC Consulting Indonesia, said “It has been pleasantly heartwarming to witness various sustainability initiatives implemented in Indonesian companies given the environmental and social challenges we face today. It is our responsibility to applaud the progress made by companies moving towards sustainable businesses. The awards have been a great platform to showcase this progress and to recognise these companies.”
The Sustainable Business Awards run in partnership with PwC Indonesia, to recognize businesses that demonstrate leadership and proven commitment to sustainability through rigorous assessment on business practices. Applicants are scored against both processes and performance across the following 12 categories; Strategy and vision; Workforce; Community; Energy Management; Water Management; Waste & Material Productivity; Climate Change; Supply Chain; Land-use, Biodiversity and the Environment; Business Responsibility and Ethics, and the UN Sustainable Development Goals (SDGs).
“The recognition given to businesses for their sustainable efforts not only encourages others to follow suit, but also provides an excellent resource to learn from best practices. The rigorous process and prominence of the panel give the awards unparalleled credibility and standing in Asia.” explains Tony Gourlay, CEO of Global Initiatives, the awards organizer for the fifth year. Each contender completed a comprehensive interview, questionnaire and was scored against their corporate sustainability vision, and their environmental and social management strategies. ( photo: Winners)

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Commissioner Vella travels to Indonesia for World Ocean Summit

Posted by fidest press agency su sabato, 25 febbraio 2017

DolphinsCommissioner Karmenu Vella, responsible for fisheries and maritime affairs, is attending the World Ocean Summit in Bali, Indonesia this week. Organised by The Economist, this year’s edition addresses the vital issue of how to finance a sustainable ocean economy.
Speaking at the session ‘the ocean economy – a whale of an opportunity?’ yesterday, Commissioner Vella stressed the opportunities the world’s oceans offer for sustainable ‘blue’ growth, for instance in emerging technologies like ocean energy.”Ocean energy illustrates two fundamental conditions of sustainable blue growth. First, that environmental sustainability and business opportunities often go hand in hand. Protecting and restoring ocean ecosystems pays off. Second, business needs the right regulatory and policy framework for investment. So we are working with the European Investment Bank to support blue economy projects, as well as promoting them under the European Union’s ‘Investment Plan for Europe’,” Commissioner Vella said.Commissioner Vella also laid out the EU’s international ocean governance agenda, highlighting the world’s responsibility to act.”Blue economic growth is neither automatic nor inevitable. If our oceans are in bad shape, the blue economy cannot thrive. All of us share the responsibility of keeping our oceans healthy, so that all of us can benefit for the opportunities that oceans offer. That is why, last November, the European Union proposed 50 actions to create the conditions for a sustainable blue economy around the world. We are creating a healthy investment environment for a healthy and productive marine environment,” Commissioner Vella said.On the margins of the Summit, the Commissioner discussed ocean governance and the potential of the blue economy with Ms Susi Pudjiastuti, Minister for Maritime Affairs and Fisheries of Indonesia, Mr John Maneniaru, Minister for Fisheries and Marine Resources of the Solomon Islands, Mr Peter Thomson, President of the 71st United Nations General Assembly (UNPGA), and business leaders.Today, in a panel on ‘what comes next’, the Commissioner will invite ministers, business representatives and civil society leaders to join the fourth Our Ocean conference, a high-level international event aimed at generating commitments for concrete and measurable actions for healthy, sustainable oceans worldwide. This year’s edition will be hosted by the EU in Malta on 5-6 October. (photo: angot-dauphins-groupe)

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A half-victory for tolerance in Indonesia

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 febbraio 2017

indonesiaMILLIONS of Indonesians went to the polls on February 15th to elect local leaders, from Aceh in the west to Papua in the east. Voters braved the floods and landslides of the rainy season to cast their ballots in a massive exercise of democracy. But the day was dominated by the race for governor of Jakarta, the capital, which had become a test of tolerance in the world’s most populous Muslim country. The embattled incumbent, Basuki Tjahaja Purnama, is a Christian of Chinese descent and thus a member of two tiny minorities.Islamists tried to turn voters against Mr Basuki, known to all as Ahok, by accusing him of insulting the Koran. On the day, Ahok came first but fell short of an absolute majority, with 43% of the vote, according to unofficial results. This means the election will be decided by a run-off on April 19th. Ahok will face Anies Baswedan, a former education minister, who had been trailing in early polls but ended up taking 40% of the vote. Agus Yudhoyono, the son of a former president, got just 17%. He is now out of the race.Speaking at his ramshackle campaign headquarters in a leafy neighbourhood, Ahok vowed to fight on. He will have to campaign vigorously to win the run-off. Many Jakartans approve of his urban-renewal schemes, but Islamists are not his only detractors: many oppose the evictions of slum-dwellers that his infrastructure schemes necessitate. Marcus Mietzner of the Australian National University reckons that Ahok will struggle to woo Mr Yudhoyono’s voters, given the “extreme acrimony” between the two camps.Ahok had been deputy governor, but won an automatic promotion when his predecessor, Joko Widodo, known as Jokowi, stood down to run for president in 2014. He had therefore faced voters only as Jokowi’s running-mate, during the previous election for governor in 2012. Ahok’s re-election had seemed assured until September, when he told a group of fishermen that he understood some of them would not vote for him because they had been deceived into believing that the Koran forbids them to vote for a Christian.
Islamists accused Ahok of denigrating the word of God. They stirred up sectarian outrage further by spreading a doctored clip of the speech on the internet and staged protests to press the authorities to arrest him. Prosecutors eventually charged Ahok with blasphemy. Since December he has appeared in court once a week as the trial proceeds.
On the final day of the campaign, tens of thousands of people gathered at Jakarta’s largest mosque to hear preachers tell them it was God’s will that they cast their ballot for one of the two Muslim candidates. The driving force behind the rally was Rizieq Shihab, the fiery leader of the Islamic Defenders Front (FPI), a vigilante group. Outside the mosque, a giant banner strung across a highway read “Arrest Ahok the blasphemer”. Crowds posed beside placards claiming that it is sinful for Muslims to vote for a kafir, or infidel. Hawkers sold knick-knacks depicting Mr Shihab, the self-proclaimed “imam besar” (supreme leader) of all Indonesia’s Muslims.
But the latest anti-Ahok protest was much smaller than the biggest one, in December, which drew some 500,000 people. This may signal waning support for the Islamist agitators, notably the sanctimonious Mr Shihab, who is caught up in a sexting scandal. Nonetheless, the next two months of campaigning are widely expected to turn even nastier now that the election is a two-man race between a Christian and a Muslim.Ahok’s opponents seem to have concluded that the surest path to victory is to pander to the sectarians. Both Mr Baswedan and Mr Yudhoyono attended dawn prayers with Mr Shihab at the latest rally, even though moderate Muslim groups had told their members to stay away. Mr Baswedan, who was once feted as a model of tolerance, also gave a speech at FPI’s headquarters in January alongside Mr Shihab, who has twice been convicted of hate speech and used to be shunned by mainstream politicians.Even if Ahok (pictured) were to win in April, the courts could yet convict him. Blasphemy carries a prison sentence of up to five years, and almost all those charged with it are convicted, presumably because judges are afraid of being harassed by Islamists themselves if they dare to acquit supposed enemies of the faith. In theory, Ahok could still serve as governor while he exhausts the lengthy appeals process. In practice, however, he would come under intense pressure to step down.Although voters’ continued, if diminished, enthusiasm for Ahok is encouraging, the election has propelled fringe Islamist groups to the forefront of politics. That is also likely to be a feature of the next presidential poll, in 2019. Ahok is a close ally of Jokowi and is backed by the same party. Mr Baswedan, for his part, is backed by Prabowo Subianto, a former army general who narrowly lost the last presidential election. Mr Prabowo is an old-fashioned nationalist, not an Islamist, but he has mobilised the Muslim vote partly by allying with a religious party popular among poor voters. The current configuration of forces suggests that arguments about Islam could play a pivotal role in Indonesian politics for years to come. (by The Economist)

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Terremoto in Indonesia

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

terremoto-sumatraUna violenta scossa di terremoto di magnitudine 6.4 ha colpito la costa nord dell’isola di Sumatra, in Indonesia, nello stretto di Malacca, seminando di nuovo morte e distruzione. Frederikus ‘Suko’ Sundoko del team di Emergenza di Karina (Caritas Indonesia) ha confermato che gli operatori della Caritas Medan sono allertati e sono già in viaggio per recarsi sul luogo. Si tratta di un’area in cui la necessità di interventi di emergenza si ripete purtroppo frequentemente per fenomeni di origine vulcanica ed anche per le inondazioni che spesso seguono le piogge; per questa ragione la Caritas diocesana di Medan dispone di un team di rapida attivazione che è stato immediatamente allertato. “Si è trattato di un terremoto abbastanza circoscritto – aggiunge Suko – ma la gente ha avuto paura dello tsunami è si è rifugiata sulle colline. L’allarme tsunami per fortuna non è stato confermato, ma si tratta ora di fornire una risposta alle vittime, concentrate nel distretto di Pidie Jaya, della provincia di Nangroe Aceh Darussalam.”
Già il 28 marzo 2005 un terremoto con magnitudine 8.7 della scala Ritcher aveva messo in ginocchio le isole di Nias e Simelue, rinnovando le ferite dello tsunami del 26 dicembre 2004. Caritas Italiana ha espresso subito vicinanza nella preghiera ed è pronta a sostenere, se necessario, la Caritas locale per i primi aiuti alla popolazione colpita. Oltre a contribuire alla realizzazione degli interventi d’urgenza, in questi anni Caritas Italiana si è impegnata specificamente in Indonesia con circa 5,5 milioni di euro ed è stata riferimento per la rete internazionale delle attività di riabilitazione nell’isola di Nias, Diocesi di Sibolga, con programmi di ricostruzione e sviluppo sociale ed economico. (terremoto sumatra, foto Wikipedia)

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Nuovo resort nel 2019 sull’isola di Lombok

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2016

club-medHenri Giscard d’Estaing, Presidente di Club Med, e Abdular Mansoeur, CEO di Indonesia Tourism Development Corporation, hanno firmato a Bali il contratto per un nuovo resort nel 2019 sull’isola di Lombok, in Indonesia.Questo nuovo resort 4 tridenti, con spazio lusso 5 tridenti, sarà l’ideale per famiglie, coppie e gruppi. Situato sulla costa occidentale dell’isola di Lombok, nell’area di Mandalika, Club Med Lombok sarà il terzo resort ad aprire in Indonesia dopo quelli di Bali e di Bintan Island.Un importante progetto per Club Med e per l’Indonesia. L’apertura di questo nuovo resort, in programma per il 2019, si sposa perfettamente con la strategia di sviluppo di Club Med, ma anche con quella avviata dal governo indonesiano e da ITDC per rendere Mandalika la migliore destinazione Eco di lusso del Paese. Oggi il settore turistico in Indonesia è particolarmente dinamico, con una crescita media del 7% all’anno dal 2010 e l’obiettivo di raggiungere i 10 milioni di turisti entro la fine del 2016.Con oltre 30 anni di collaborazione con il governo indonesiano dall’apertura dei suoi precedenti resort, Club Med è stato il primo gruppo internazionale a riconoscere un potenziale nelle destinazioni indonesiane. Oggi rappresenta un importante attore turistico in Indonesia e accoglie una clientela di fascia alta proveniente da 30 Paesi del mondo, con più di 80.000 ospiti all’anno a Bali e Bintan Island.L’apertura di Club Med Lombok contribuirà a migliorare ulteriormente l’attrattiva internazionale del Paese.Un resort di fascia alta nel cuore dell’Indonesia: Lombok. Situata a est di Bali, Lombok è un’isola perfettamente preservata, dove si trovano destinazioni prestigiose come Mandalika. Sulla costa club-med1occidentale dell’isola di Lombok, quest’area offre 16 km di paesaggi autentici ed è un luogo ideale per una completa immersione nelle tradizioni e nella cultura indonesiana.Grazie al nuovo aeroporto internazionale di Lombok a soli 30 minuti di distanza, il nuovo resort sarà facilmente raggiungibile, un vantaggio importante per i clienti internazionali.Esteso su 15 ettari di area protetta e circondato da una spiaggia di sabbia bianca e da acque turchesi e cristalline, Club Med Lombok offrirà ai propri clienti un eccezionale contesto naturale e una vasta gamma di attività sportive e culturali.I clienti del nuovo resort di design ed eco-chic potranno godere di:
• Una vasta scelta di 350 camere, dalla Club alla Suite
• Uno spazio lusso 5 tridenti, con Conciergerie privata e servizi personalizzati
• Strutture adatte ai bambini dai 2 ai 12 anni: Petit Club e Mini Club
• Ristoranti con offerta di cucina internazionale a buffet o menù à la carte
• Una vasta gamma di attività sportive (tra le quali sport acquatici come immersioni, snorkeling, surf, ecc.) e attività culturali
• Sale “Meetings & Events” per seminari e gruppi. (foto:club med)

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Star Clippers fa rotta verso l’Indonesia

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2016

star clippersLa società che gestisce i tre velieri Royal Clipper, Star Clipper e Star Flyer, magnifici e completamente equipaggiati, è lieta di presentare una selezione di 19 partenze, previste tra il 6 maggio e il 14 Ottobre 2017, per crociere di 7, 10, 11 e 14 notti, inclusi viaggi nei dintorni di Bali e itinerari da Bali a Singapore e ritorno.
Il quattro alberi Star Clipper navigherà a vele spiegate tra porti seducenti, esotici e culturalmente unici e getterà l’ancora nei pressi di piccole lussureggianti isole, circondate da bianche cale ricche di palme da cocco ed acque cristalline color turchese, per vivere un’avventura alla Robinson Crusoe.
L e città e i villaggi indonesiani offrono ai visitatori l’opportunità di immergersi in scenari lussureggianti, in villaggi vivaci e colorati e di entrare in contatto con la ricca cultura Hindi. Alla fine della giornata di escursioni si torna sempre a bordo dello spettacolare Star Clipper dove, prima di cena, sul ponte in legno, è servito un aperitivo con vista tramonto, in attesa di ripartire per l’avventura successiva.
“Le acque indonesiane sapranno davvero tirare fuori il meglio da una crociera Star Clippers e il paesaggio naturale e i panorami spettacolari forniranno poi uno sfondo d’eccezione alla nostra bella nave, Star Clipper – ha dichiarato il fondatore e proprietario Mikael Krafft – Gli ospiti potranno vivere le più memorabili crociere in alcune delle acque più belle del mondo, mentre le attività diurne saranno eclettiche ed esotiche: ogni giorno porterà opportunità pe r nuove avventure”.
Tra i punti salienti dei sei nuovi itinerari nelle acque indonesiane si trova la possibilità di ammirare i Draghi di Komodo, la più grande specie vivente di lucertola al mondo, che possono arrivare ai 3 metri di lunghezza e la cui dieta carnivora comprende anche uccelli e mammiferi. Di particolare interesse per gli ospiti di Star Clippers, sarà anche l’opportunità di vedere i “Pinisi”, i tradizionali velieri indonesiani caratterizzati dal loro lungo arco, dagli imponenti alberi gemelli, dallo slanciato scafo in legno e dalle sette vele. Queste navi, costruite a mano, sono portavoce dello spirito del periodo d’oro della navigazione a vela, conclusosi in occidente nei primi anni del 20° secolo ma riportato alla vita da Star Clippers. Lo scalo nel villaggio tradizionale di Wera offre l’opportunità di vedere queste navi tradizionali dal momento della costruzione a quello del la navigazione.
Le dimensioni compatte dei velieri di Star Clippers permettono alle navi di navigare in acque inesplorate dalla maggior parte delle linee di crociera commerciali. Gli ospiti possono così scoprire l’isola di Pulau Satonda, al largo della costa settentrionale di Sumbawa, isola vulcanica con imponenti montagne che racchiudono un bellissimo lago di acqua salata nel cratere, circondata da barriere coralline, caratteristiche grazie alle quali è diventata Parco Marino Nazionale. Da non perdere anche l’escursione facoltativa a MountBromo, un vulcano attivo della parte est di Java alto 2.329 m e posto al centro di una vasta riserva naturale protetta conosciuta come il “Mare di Sabbia”.La gente del posto, durante il quattordicesimo giorno del festival indù di Yadnya Kasada, getta nella caldera offerte di frutta, riso, verdure e sacrifici di bestiame per gli dei della montagna. Nella parte meridionale di Java, invece, gli ospiti avranno la possibilità di visitare il Borobudur Temple Compound, costruito nei secoli VII e IX ed uno dei più grandi monumenti buddisti in tutto il mondo. Inoltre, di grande interesse culturale è il tempio dell’acqua Ulun Danu Bratan a Bali, costruito nel 1663. Simile ad un vasto albero di Natale a strati, il complesso del tempio si trova sulle rive del lago Bratan ed è dedicato a Dewi Danu, Dea delle acque. Nelle spettacolari acque indonesiane, gli ospiti potranno godere di una vasta offerta di sport acquatici, tra cui snorkeling, kayak e canoa nei pressi delle isole incluse in questi esotici itinerari.
Una crociera di 7 n otti in Indonesia a bordo di Star Clipper è proposta a partire € 1.910,00 a persona in cabina doppia, inclusi tutti i pasti a bordo e le spese portuali. (foto: star clippers)

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Indonesia: Distruzione delle foreste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2015

Forest fires adjacent to a house in Kapuas district, Central Kalimantan province on Borneo island, Indonesia. Forest fires are a threat to the health of millions. Smoke from landscape fires kills an estimated 110,000 people every year across Southeast Asia, mostly as a result of heart and lung problems, and weakening newborn babies.

Forest fires adjacent to a house in Kapuas district, Central Kalimantan province on Borneo island, Indonesia.
Forest fires are a threat to the health of millions. Smoke from landscape fires kills an estimated 110,000 people every year across Southeast Asia, mostly as a result of heart and lung problems, and weakening newborn babies.

Burned peatland and forest remains, planted with oil palm seedlings, near the Nyaru Menteng Orangutan Sanctuary west of Palangkaraya, Central Kalimantan. The most recent public maps, several years old, do not indicate that any oil palm concession has been granted in this area. Unless government ensures that all company land tenure is available for public scrutiny, those profiting from fires cannot be held accountable.

Burned peatland and forest remains, planted with oil palm seedlings, near the Nyaru Menteng Orangutan Sanctuary west of Palangkaraya, Central Kalimantan. The most recent public maps, several years old, do not indicate that any oil palm concession has been granted in this area. Unless government ensures that all company land tenure is available for public scrutiny, those profiting from fires cannot be held accountable.

JAKARTA (INDONESIA). Greenpeace diffonde nuovi foto e video che mostrano il recente impianto di piantagioni di palma da olio al posto delle foreste torbiere distrutte dagli incendi che divampano da settimane nella regione Kalimantan. Il video inoltre mostra l’impatto degli incendi sulla popolazione degli ultimi oranghi del Nyaru Menteng Orangutan Sanctuary.Greenpeace chiede al governo indonesiano di impedire che si possa trarre profitto dalla distruzione delle foreste e dalla conseguente emergenza ambientale e sanitaria provocata dagli incendi, dal fumo e dalle ceneri che soffocano la regione.Dopo settimane di emergenza roghi, diventa sempre più grave il rifiuto del governo indonesiano di rendere pubbliche le mappe aggiornate che mostrino i siti di produzione di olio di palma e le concessioni forestali a norma, con dati relativi alla perdita di copertura arborea e foreste primarie. Questa inaccettabile posizione è inoltre accompagnata da fatti gravi, come l’incendio sospetto che la settimana scorsa ha distrutto gli archivi cartacei del Dipartimento delle Finanze del governo del Kalimantan.
Tutto ciò determina l’impossibilità di definire con esattezza il danno reale che gli incendi stanno provocando e fare chiarezza sulla legalità delle piantagioni di palma da olio. A riprova di ciò, il mese scorso la Commissione anti-corruzione ha riferito che, negli ultimi dieci anni, la deforestazione illegale è costata all’Indonesia nove miliardi di dollari in royalties del legno perdute.«Questi incendi sono uno dei peggiori disastri che abbiano mai colpito il Paese: è

Fires at the peatland in the district of Kapuas in the Central Kalimantan province on Borneo island, Indonesia. Peatland soils store a massive amount of carbon. When peatlands are cleared and drained for plantations, they degrade and the carbon they store starts to release into the atmosphere as CO2 emissions. If peat soils catch fire, they can smoulder away below the soil surface, which is exceedingly difficult to extinguish.

Fires at the peatland in the district of Kapuas in the Central Kalimantan province on Borneo island, Indonesia.
Peatland soils store a massive amount of carbon. When peatlands are cleared and drained for plantations, they degrade and the carbon they store starts to release into the atmosphere as CO2 emissions. If peat soils catch fire, they can smoulder away below the soil surface, which is exceedingly difficult to extinguish.

Orangutan on the banks of the Rungan river in Central Kalimantan province. Fires raged in critical orangutan habitat in October, including here on the edges of the Nyaru Menteng orangutan sanctuary.

Orangutan on the banks of the Rungan river in Central Kalimantan province. Fires raged in critical orangutan habitat in October, including here on the edges of the Nyaru Menteng orangutan sanctuary.

impensabile che sia consentito trarre profitto da una tale crisi. Il Presidente indonesiano Joko Widodo deve impegnarsi urgentemente nel ripristino delle foreste distrutte, impedendo che altre palme da olio vengano piantate», afferma Martina Borghi, campaigner Foreste di Greenpeace Italia.Un portavoce dell’Associazione Indonesiana di Produttori di Olio di Palma ha dichiarato che l’industria dell’olio di palma è vittima di una campagna diffamatoria, e ha suggerito che gli incendi siano stati orchestrati per danneggiare l’immagine dell’industria dell’olio di palma in Indonesia. Tuttavia, quando Greenpeace aveva visitato la zona interessata dagli incendi, lo scorso 27 ottobre, la popolazione locale aveva dichiarato agli investigatori che l’area era stata bruciata due volte: una pratica illegale ma molto comune per preparare il suolo per la palma da olio. «La polizia sta ancora indagando su quanto successo in quest’area per determinare se ha avuto luogo un reato. Eppure qualcuno sta già sfruttando la devastazione causata dagli incendi per piantare palma da olio. A chi appartiene davvero questa terra? Gli incendi sono stati appiccati dolosamente? Non lo sapremo finché il governo non pubblicherà le mappe delle concessioni e prenderà seri provvedimenti nei confronti di chi vorrebbe lucrare su questa emergenza ambientale e sanitaria», conclude Borghi. (foto: indonesia)

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I vincitori dell’innovazione interculturale

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 agosto 2014

BaliBALI, Indonesia. L’ Alleanza delle Civiltà dell’ONU (UNAOC) e il Gruppo BMW hanno presentato la classifica degli 11 finalisti del Premio per l’Innovazione Interculturale (IIA) 2014 giovedì al sesto Forum globale dell’ UNAOC. Tutti i finalisti avranno in premio il sostegno alla crescita dei loro progetti. Oltre 1200 partecipanti, in rappresentanza di capi di Stato e di governo, ministri degli esteri e membri del Gruppo di Amici dell’Alleanza, hanno preso parte al Forum. Il Premio IIA, congiuntamente assegnato dall’ UNAOC e dal Gruppo BMW, è rivolto ad organizzazioni no-profit in tutto il mondo per i programmi innovativi di base che contribuiscano al dialogo, alla comprensione e accettazione della diversità tra gruppi culturali, etnici e religiosi differenti.Il primo premio è andato al Centro Ricerche Post-Conflitto (PCRC) – Bosnia-Erzegovina per la sua retrospettiva “Eroi ordinari”. Il progetto raccoglie le iniziative individuali di coraggio morale, che hanno salvato vite umane in tempi di violenza etnica e genocidio, in grado di ispirare il dialogo che porta alla conoscenza e all’accettazione individuale delle differenze. Nel suo intervento alla cerimonia di premiazione, il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon ha lodato gli sforzi creativi dei vincitori dell’ IIA, citandoli per il loro contributo alla pace e alla prosperità globali.In aggiunta ai premi monetari, tutti gli 11 finalisti riceveranno un programma di consulenza della durata di un anno su misura per le loro specifiche esigenze. Hanno ricevuto premi:Secondo, All Together Now (Australia). La app “Razzismo quotidiano” per smartphone fa rivivere agli utenti il pregiudizio a cui sono sottoposti i gruppi culturalmente svantaggiatiTerzo, Manav Seva Sansthan “SEVA” (India). Il progetto di migrazione sicura promuove i diritti ed aiuta la prevenzione del traffico di esseri umani lungo il confine nepalese
Quarto, Welcoming America (USA). Piani di benvenuto che creano ambienti attraenti per arrivi di immigrati di talento Quinto, Arcenciel (Libano). Giovani marginalizzati di diversa estrazione raggiungono la reciproca comprensione attraverso le arti dello spettacolo
Le menzioni d’onore IIA in ordine alfabetico sono andate a:
Africa e Mediterraneo (Italia). Artisti del fumetto immigrati
Associazione per l’Educazione Culturale Infantile e Giovanile (Germania). Donne raccontano le loro storie di discriminazione di genere
Dipartimento della Cultura e del Tempo Libero, Municipalità di Simrishamn (Svezia). Gioco di carte intergenerazionale
Fundacion CONSTRUIR (Bolivia). Promozione della conoscenza multiculturale delle leggi come giudicate sia dallo Stato che dalle autorità indigene Wapikoni mobile (Canada). Laboratori e produzione di cortometraggi incentrati sull’identità culturale
Youth Service Organization (YSO) (Ruanda). Tradizioni di danze e musiche che uniscono le persone

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Australia – Papua Nuova Guinea: Le sfide di protezione dell’accordo sull’asilo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

L’UNHCR ha esaminato le misure annunciate il 19 luglio dal Governo australiano relative ai richiedenti asilo che arrivano nel Paese via mare. L’UNHCR riconosce che tali misure sono state concepite per contrastare i crescenti flussi di arrivi di persone che intraprendono pericolosi viaggi via mare – compreso un numero allarmante di famiglie, minori non accompagnati e altri individui vulnerabili.L’Agenzia condivide, inoltre, la preoccupazione del Governo australiano sui rischi per la vita associati a tali viaggi, nonché l’impegno ad affrontare le complesse sfide che questi arrivi via mare pongono all’Australia e ad altri Paesi nella regione. È proprio grazie alle autorità competenti in materia di ricerca e soccorso in Australia e in Indonesia infatti che è possibile salvare molte vite umane. L’Australia merita poi un riconoscimento quale generoso Paese di reinsediamento.
Riguardo alle nuove misure l’UNHCR è tuttavia preoccupato per l’attuale assenza di adeguati standard di protezione e garanzie per i richiedenti asilo e rifugiati in Papua Nuova Guinea. L’Accordo regionale per il reinsediamento dell’Australia (Regional Resettlement Arrangement, RRA) con il governo della Papua Nuova Guinea solleva serie – e finora irrisolte – questioni di protezione.In base alle valutazioni dell’UNHCR – basate sulle recenti visite condotte dall’Agenzia in Papua Nuova Guinea – si riscontrano attualmente significative carenze nel contesto giuridico relativo all’accoglienza e alle procedure che riguardano i richiedenti asilo inviati dall’Australia. Tali carenze includono la mancanza di competenze nazionali nel valutare le domande d’asilo, le modeste condizioni fisiche in situazioni di detenzione illimitata, obbligatoria e arbitraria. Tale situazione può arrecare danno al benessere fisico e psico-sociale di coloro che vengono trasferiti, in particolare di famiglie e minori.L’UNHCR comprende che si sta affrontando alcune di tali questioni, ma continua a destare preoccupazione la prospettiva che altri trasferimenti abbiano luogo nell’ambito del nuovo RRA, in assenza di appropriate garanzie di protezione e verso quelle che – almeno per il futuro più prossimo – resteranno strutture temporanee a Manus Island.L’accordo prevede inoltre l’insediamento permanente in Papua Nuova Guinea per i rifugiati riconosciuti, senza alcuna prospettiva di reinsediamento in Australia. In base all’esperienza diretta dell’UNHCR nell’assistere per quasi 30 anni rifugiati melanesiani e non melanesiani, risulta chiaro che l’integrazione sostenibile di rifugiati non melanesiani nella vita socio-economica e culturale della Papua Nuova Guinea solleverà notevoli sfide e questioni nel campo della protezione.L’UNHCR ritiene che, nel contesto di accordi di trasferimento, l’Australia debba mantenere una responsabilità condivisa con la Papua Nuova Guinea nell’assicurare appropriati standard legali. Ciò rende necessario prevedere l’accesso a soluzioni durature sostenibili nella stessa Australia. In linea di principio l’Agenzia chiede sempre che i paesi garantiscano protezione all’interno del loro territorio, indipendentemente dalle modalità con cui le persone vi siano arrivate.
Nel corso della scorsa settimana l’UNHCR si è consultato con rappresentanti del governo australiano a Ginevra e intende proseguire i colloqui – tanto con la stessa Australia, quanto con la Papua Nuova Guinea – sulle principali sfide in termini di politiche, giuridici e operativi nell’assicurare adeguata protezione a tutti i richiedenti asilo e rifugiati che rientrano nella competenza del RRA.Complessivamente l’UNHCR considera necessario un maggiore impegno cooperativo al fine di affrontare le complesse sfide degli spostamenti irregolari via mare. Il punto centrale deve restare quello di trovare modalità che vadano a completare – piuttosto che a indebolire – i sistemi d’asilo nazionali, fondati sui principi fondamentali della Convenzione sui rifugiati del 1951. Ciò è importante per i paesi coinvolti, ma anche per il sistema d’asilo globale e per tutti coloro che hanno bisogno di protezione internazionale.

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Greens Continue Campaign Against Conservation in Indonesia

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 Mag 2012

Just last year Indonesia’s President Susilo Bambang Yudhoyono, warned that Indonesia was still facing trouble from foreign green NGOs fundamentally opposed to the notion of economic development. But it looks like the greens will now have to come up with yet another excuse to oppose Indonesia’s economic rise, after Indonesia’s forestry sector announced plans to “suspend natural-forest clearing in Indonesia and start holding itself and its suppliers to a higher standard of forest conservation.” Thi s decision truly flies in the face of the claim that the country’s forestry industry is not doing enough to support conservation. Despite this positive measure, groups like the World Wildlife Fund (WWF) and Greenpeace continue to remain dismissive and outright hostile. Bustar Maitar, head of Greenpeace’s forest campaign in Indonesia, stated that “It’s hard to believe this will become a breakthrough,” hardly the most substantive and robust critique. This is all because Greenpeace not only looks set to lose face in Indonesia; this move will undermine the greens’ campaign to promote the Forest Stewardship Council (FSC). If green groups can no longer point fingers and make wild accusations against businesses that source their products from Indonesia, then how will they be able to justify bullying others into endorsing FSC? Greenpeace’s hostility towards Indonesia is well renowned. The onus is now entirely on Greenpeace, WWF and other groups to acknowledge the positive measures being taken in Indonesia, and drop their fundamental opposition to the robust commercial activity emanating from the country.

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The Politics of the International Reporting Project and ‘Green Movie Night’

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2012

As the rest of the world waited in anticipation for the ‘Hunger Games,’ Johns Hopkins University thought they’d run their own work of fiction with the short film, ‘Indonesia’s Palm Oil Dilemma.’ The film, part of the university’s International Reporting Project ‘Environmental Film Festival’ is yet another predictable stab at the Indonesian palm oil industry, a source of employment for thousands of Indonesians and the bête noire of the protectionist and anti-trade environmental movement. Rather than embrace anti-poverty measures in the developing world , the film seeks to do the opposite—smear Indonesia’s economy and prologue their reliance on economic aid. When one considers that IRP is meant to be an initiative that “seeks to fill the gap left by much of the mainstream media’s reduction of international news,” it’s somewhat concerning that they would run such a film when the bias media market is already oversaturated. The film was taken by Jacob Templin of TIME, who visited Indonesia with “impartial” NPR producer and Virginia Public Radio’s Charlottesville chief, Sandra Hausman. Hausman, a long critic of free market capitalism and an unabashed ally of Greenpeace and WWF, recently used her publicly funded pulpit to attack the Alliance, launching an entirely one-sided polemic against the campaigns we run to ensure that Virginia maintains a business environment conducive to private investment. How NPR affiliates can even claim to maintain a semblance of impartiality when they employ green crusaders such as Hausman is particularly baffling, particularly when she is channeling the views of an organization that appears to get a kick out of criminality. It’s concerning that Johns Hopkins would allow their esteemed academic institution to become affiliated with journalists interested in spreading such ill-informed and partial views on the developing world.

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Timor est: chiude l’ufficio Unhcr

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2012

Church of Motael, Dili, East Timor

Image via Wikipedia

La cerimonia che si è svolta ieri nel palazzo presidenziale di Dili, capitale di Timor Est, ha sancito la chiusura dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) dopo 12 anni di attività di assistenza a rifugiati e sfollati.L’Agenzia aveva aperto l’ufficio nel maggio 1999. La violenza innescata dal referendum sull’indipendenza dall’Indonesia – nell’agosto dello stesso anno – provocò poi la fuga di quasi 250.000 persone verso la parte occidentale dell’isola. L’UNHCR aiutò 220.000 a far ritorno a casa e contribuì all’impegno per la riconciliazione. Migliaia di rifugiati di ritorno furono assistiti attraverso la costruzione di nuovi alloggi, con materiali trasportati in elicottero verso le regioni più remote.Nel 2006, a seguito di un’altra emergenza, l’UNHCR avviò operazioni d’emergenza per assistere 150.000 persone sfollate all’interno del paese a causa di violenze, saccheggi e incendi.Nel corso della cerimonia di ieri è stato reso omaggio ai 3 operatori dell’UNHCR – Samson Aregahegn, Carlos Luis Caceres-Collazo e Pero Simundza – uccisi durante le violenze di Atambua, Timor Ovest, nel settembre 2000.Le attività di protezione di rifugiati e richiedenti asilo a Timor Est – da svolgere in collaborazione con il governo e la società civile del paese – sono adesso affidate all’ufficio regionale dell’UNHCR a Bangkok.

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